SEDENTARIETÀ, INSUFFICIENZA VENOSA E CAVIGLIE GONFIE

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LETTERA

PIEDINI E CAVIGLIE GONFIE IN BAMBINA DI 16 MESI

Caro Valdo, perdonami per il disturbo ma prima di portare mia figlia da un medico vorrei capire se posso risolvere il problema del suo gonfiore di piedi e caviglie in modo naturale, sperando che non sia niente di grave ovviamente.

NIENTE VACCINAZIONI, LATTE MATERNO E QUALCHE FRUTTO SOLTANTO

Mia figlia ha 16 mesi. Mai stata vaccinata. Alimentata fino ad ora solo con il mio latte e qualche frutto. E’ piccolina rispetto ai suoi coetanei, ma non è assolutamente gracile, anzi. È molto tonica e vivace.

PELLE TIRATA E GAMBE DURE AL TATTO DAL GINOCCHIO IN GIÙ

Il problema è che da qualche settimana ha piedi e caviglie talmente gonfi che non riusciamo a metterle i sandali. Ha sempre avuto piedi e gambe cicciotte, ma ora sembra che siano proprio gonfie. Al tatto sono dure dal ginocchio in giù. La pelle è tirata. Ma non compare il segno più chiaro del dito quando si fa pressione.

GONFIORE MARCATO SUL PIEDE SINISTRO E NELLE ORE POMERIDIANE

Il piede sinistro è quello più gonfio. Di mattina sembrano meno gonfi i piedi, poi man mano verso pomeriggio si gonfiano di nuovo. Soprattutto se la tengo in braccio con le gambe a penzoloni. Ancora non cammina da sola. Cammina solo se accompagnata per una mano. Cosa posso fare? Non pensavo che anche i bambini avessero problemi di piedi e caviglie gonfie. Grazie per il tuo aiuto.
Francesca

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RISPOSTA

LE VISITE COMPORTANO SEMPRE DEI RISCHI E DELLE INSIDIE

Ciao Francesca, grazie per la fiducia accordatami. Non sta a me dire se hai fatto bene a pre-contattarmi rispetto al medico o al pediatra. E non sono sicuro se quanto scrivo ti soddisferà evitandoti visite rischiose. Rischiose non tanto per l’inaffidabilità dei singoli professionisti del mondo sanitario, che potrebbero essere preparatissimi e di alto livello, ma per i loro schemi tendenti al rapido e “risolvente” intervento piuttosto che all’umile attesa, e alla remissione spontanea ed assistita da mezzi naturali e lenti.

PROBLEMI DIFFUSI E NON RISOLVIBILI MEDIANTE CUROMANIA MEDICA

Il fatto è che qui si parla di caviglie gonfie, di linfedema, di insufficienza venosa, di vasodilatazione. Problemi assai diffusi ma di non facile e di non scontata soluzione. Non facile per chiunque, anche per il prudente igienista. Figurarsi per un medico portato sempre e comunque a strafare. Pur avendo scritto diversi articoli che troverai sul blog, mi rendo conto che serve approfondire e dire di più su questo argomento.

TESINE A SUPPORTO

PROBLEMA CIRCOLATORIO CHE RIGUARDA OGNI ETÀ

Siamo di fronte a un problema circolatorio che vale in egual misura per grandi e piccini. Vene e venuzze della gamba che tendono ad allargare il loro calibro e quindi a diminuire la loro capacità di tenuta delle pareti, e il loro grado di elasticità, col rischio di diventare con l’andare del tempo flebitiche e varicose (nei piccoli il problema tende a evolvere e a risolversi in senso positivo e spontaneo ovviamente).

SANGUE VENOSO CHE NON RIESCE A RISALIRE VERSO IL CUORE

Parlerò dunque del linfedema e del gonfiore in linea generale, e ognuno lo adatterà al suo caso specifico, all’età infantile, adolescenziale o adulta. Siamo di fronte a una infiltrazione nel sottopelle di piedi e caviglie di un liquido sieroso e limpido al pari dell’acqua, ma misto a sangue ristagnante perché ostacolato nella sua risalita verso il cuore. Ostacolato da cosa? Dalla sedentarietà e dal non pompaggio muscolare. Un liquido lasciato ivi trapelare attraverso le vene dilatate e non più impermeabili.

SENZA LE ENERGICHE CONTRAZIONI DELLA VENA SANA, MANCA LA SPINTA VERSO L’ALTO

Perché si gonfiano i piedi? Perché le pareti delle vene, alterate nella loro struttura dal nostro innaturale immobilismo (lavorativo, scolastico, artistico), non riescono più mediante le loro tipiche energiche contrazioni, a spingere il sangue usato in su verso il punto di cardio-rigenerazione. Chiaro che si sta parlando di circolazione inceppata e patologica.

CI PUÒ ESSERE DI MEZZO IL FEGATO ED ANCHE IL RENE

Ci può essere di mezzo un fegato ingrossato che esercita abnorme pressione sulle grosse vene che riportano il sangue al cuore, ostacolandone così la regolare ascesa nelle zone più periferiche. Ci può essere alterazione sanguigna causata da sostanze estranee tipo arsenico, iodio, bromo, e altri minerali inorganici di accumulo incluso ferro e calcio. Ci può essere un sistema renale messo in crisi dalla troppa albumina e dai residui organici che addensano il sangue rendendo difficoltoso il loro lavoro e causando insufficienza renale e ristagno idrico continuato. E siamo sempre nel campo del linfoedema secondario, derivante da nostri errori comportamentali.

TIRIAMO IN BALLO IL SISTEMA LINFATICO

A questo punto occorre definire meglio le funzioni del sistema linfatico. Una delle migliori descrizioni mediche su internet mi è parsa quella del dr Umberto Miletto, da cui ho preso diversi spunti. Il sistema linfatico regola la distribuzione e lo scambio dei liquidi dei tessuti lavorando in parallelo con la circolazione venosa. Le vene riportano al cuore il sangue usato dai tessuti, mentre i linfatici si occupano del trasporto di proteine, di cellule, di batteri (che non possono entrare nel sistema venoso) attraverso un lento flusso di acqua (linfa).

CON SITUAZIONI DI PIGRIZIA LINFATICA SI CREANO INFIAMMAZIONI LOCALI

Se il sistema linfatico è difettoso, vi è un accumulo nei tessuti di proteine, cellule e batteri che trattengono acqua (edema), stimolano le cellule dell’infiammazione (fibrosi, indurimento dell’edema) e le cellule adipose (accumulo di grasso). La stasi di tutti questi elementi è poi l’ambiente favorevole perché si sviluppino i germi causa delle tipiche infezioni dei linfedemi (erisipela, linfangite).

IL RARO CASO DI LINFEDEMA PRIMARIO PRESENTE ALLA NASCITA

In rari casi il linfedema è congenito, ossia presente già alla nascita. Spesso si verifica in diversi componenti della stessa famiglia subito dopo la nascita od alla pubertà. Più che parlare di geni e di Dna, parlerei di tendenze familiari dovute a precise attitudini. Un bambino che venga al mondo da una famiglia di podisti o di atleti, avrà meno chance di soffrire di linfoedema alla nascita o nei primi mesi, rispetto a un bambino i cui antenati fossero tendenzialmente dei pittori, o dei suonatori, o dei notai.

EDEMA CONFINATO AL GINOCCHIO O ALLA INTERA GAMBA

Nell’80% dei casi il linfedema assume l’aspetto definito “Piccolo edema della giovane donna”, e si localizza inizialmente su piede e caviglia della gamba (spesso la sinistra, perché i meccanismi di comando del corpo stanno nella parte destra) per estendersi verso la parte alta della gamba e non oltre. Spesso colpisce anche la gamba destra, ma in misura minore.

L’EDEMA SCOMPARE DURANTE LA NOTTE

L’edema compare improvvisamente in relazione alla pubertà, ad un trauma della caviglia, ad una gravidanza, a un mestruo difficile, a una notte insonne, a un lungo ed indebolente viaggio. Inizialmente l’edema scompare durante la notte, ma poi tende a fissarsi ed a diventare sempre più “duro” per il progressivo accumulo di proteine.

DEBOLEZZA GENERALIZZATA DEGLI ARTI INFERIORI

La causa di questa anomalia è legata anche ad una probabile debolezza evolutiva-zonale del sistema linfatico. Il numero o lo sviluppo dei vasi linfatici è ridotto nell’area bassa delle gambe per cui quando nell’emergenza è richiesto un maggiore lavoro ed un maggiore spunto (in occasione della crescita del lattante, di un trauma, di una gravidanza, di una performance sportiva) il sistema si ingorga, peggiorando progressivamente. Perché questa carenza strutturale? Perché l’uomo, nei tempi passati, si muoveva molto di più e aveva gambe forti e un sistema si spinta pedo-cerebrale-neuronale estremamente efficace, per cui non servivano linfonodi di supporto in zona periferica.

SCARSA ATTIVITÀ MUSCOLARE, STASI EMATICA E RITENZIONE IDRICA

La limitazione dell’attività muscolare è causa specifica di una stasi a livello ematico, con conseguente aumento del livello pressorio venoso che, a livello delle caviglie, è ancor più accentuato. L’aumento pressorio non permette un riassorbimento ottimale dei liquidi dagli spazi intercellulari che si accumulano conseguentemente nei tessuti provocando una situazione di gonfiore. Nelle donne il problema delle caviglie gonfie si accentua nel periodo premestruale in conseguenza dell’innalzamento del livello di estrogeni e progesterone, una delle cause  specifiche di ritenzione idrica.

L’INSUFFICIENZA RENALE E LA CARENZA IDRICA SONO DIFFUSISSIME

Le caviglie gonfie sono un sintomo tipico di diversi problemi circolatori (trombosi venosi profonda, tromboflebite, vene varicose), ma anche di altre patologie come per esempio l’insufficienza renale.
Basilare è il controllo del peso con metodi naturali e non con diete riduttive. Optare dunque per la vitamina-C naturale e per uno stop netto alle integrazioni e ai sali inorganici. Pertanto, alimentazione ricca di frutta e verdure.

LA SEDENTARIETÀ È LA NOSTRA ROVINA

Potremo definire il nostro mondo come la società del non-movimento, dove tutti gli spostamenti avvengono con qualche mezzo di trasporto. Se per i viaggi di medie-lunghe distanze ne abbiamo guadagnato, non è così per le distanze brevi dove il non-movimento ha portato diversi problemi di salute. La sedentarietà è pertanto una delle peggiori magagne del mondo in cui viviamo. Il corpo umano nasce per muoversi. Se ciò non avviene, inizia presto a logorarsi. Le persone sedentarie soffrono di cattiva circolazione, e soprattutto le gambe ne possono risentire.

IL FLUIDO INTERSTIZIALE FA DA PONTE TRA SISTEMA CIRCOLATORIO E LINFATICO

I vasi sanguigni più sottili, detti capillari, sono quelli in contatto diretto con ogni singola cellula del corpo. Anch’essi però sono troppo grossi rispetto alle cellule, per cui le sostanze nutritive e l’ossigeno raggiungono le cellule tramite un tessuto fluido, detto fluido interstiziale, che fa da ponte tra il sistema circolatorio e sistema di drenaggio (o linfatico).

LE CELLULE SONO A BAGNO IN TALE FLUIDO

Il fluido interstiziale è un tessuto fluido che circonda tutte le cellule. Esso filtra dal sangue attraverso le sottili pareti dei capillari sanguigni ramificati in arteriole. È costituito da plasma e da alcune proteine ivi disciolte. Porta alle cellule l’ossigeno e le sostanze nutritive, e raccoglie da esse l’anidride carbonica e i prodotti di scarto prima che essi confluiscano nelle venule.

LINFA, LINFOCITI, ORGANI LINFOIDI

Le molecole proteiche non utilizzate dalle cellule perché troppo grosse per rientrare nei capillari sanguigni, passano invece coi prodotti di super-scarto entro i capillari linfatici (tramite i vasi linfatici, le cui pareti sono più facilmente superabili). La linfa è il liquido contenuto nei vasi linfatici. È composto da linfociti, ossia da organi linfoidi, da sostanze trasudate dal fluido interstiziale (proteine come enzimi ed ormoni) e da particelle di grasso.

SIAMO FATTI ALL’80 PER CENTO DI ACQUA

In un corpo di 70 kg ci sono 50 litri di liquidi in tutto. Un secchio di 5-7 litri o chili di sangue, cioè il 70 % circa dei 50 litri (sangue composto da una parte liquida chiamata plasma e una parte cellulare o corpuscolata chiamata ematocrito, con piastrine, globuli rossi e globuli  bianchi), un 23% circa di liquidi extracellulari e linfatici (11,5-13 litri) e un 70% di liquidi intracellulari-citoplasmatici associati a liquidi intercellulari-interstiziali, per altri 35 litri circa.

ABBIAMO IN ITALIA IL DR GRIECO, UNO DEI PIÙ AVANZATI RICERCATORI NEL SETTORE

Uno degli studiosi più avanzati in questo settore rimane il dr Andrea Grieco, neurologo e nefrologo, autore di “Vivere alcalini, vivere felici” (Nuove Esperienze Editore), www.naturvis.com, un testo che raccomando a tutti. Ha in cantiere altre pubblicazioni importanti. Sentiremo ancora parlare di lui.

IL CUORE PER IL SANGUE, LA FATICA MUSCOLARE PER IL LINFATICO

La gente non ha capito una cosa fondamentale. Non ha capito cioè che il sangue, un secchio di 5-7 litri circa, viene movimentato dalla pompa cardiaca o dal cuore, mentre il liquido linfatico e quello interstiziale non hanno in dotazione alcuna pompa cardiaca, e si muovono solo grazie al pompaggio attuato dai nostri muscoli, se e quando ne facciamo buon uso.

LE RUOTE AL POSTO DELLE GAMBE

È persino buffo osservare come le persone usufruiscano delle ruote al posto delle gambe, dell’ascensore e delle scale mobili al posto dei gradini, e poi paghino per andare in palestra per usare i simulatori di scale! Questa è la società moderna. Chi è costretto a stare tutto il giorno seduto o in piedi, senza possibilità di grossi movimenti, peggiora il quadro e dovrebbe prendere l’abitudine a svolgere abitualmente almeno 30 minuti di attività fisica per favorire la circolazione.

COMBATTERE L’IMMOBILITÀ

Bisogna insomma combattere la pigrizia o comunque l’immobilità. Basta veramente poco per restituire alle gambe leggerezza e un buon funzionamento, prevenendo il linfoedema, anziché curarlo con farmaci ed operazioni.

CONSIGLI-BASE PER RIMUOVERE L’EDEMA

Camminare, camminare e camminare. Camminare rappresenta per le vene la forma di attività ideale. E’
economica, può essere effettuata ovunque, a qualunque età e in ogni condizione climatica. Se c’è di mezzo qualche impedimento, aiutarsi magari con qualche sostegno, ma non rinunciare al movimento. Ogni volta che effettuate un passo, una parte di sangue viene spinta dal piede e dal polpaccio verso la coscia, da qui verso il cuore, mettendo in moto tutto il sistema cardiovascolare. Camminare è fondamentale per il buon funzionamento della circolazione. Basta veramente poco per camminare. Un paio di scarpette e un sentiero di campagna, o anche un parco cittadino.

MUOVERSI CON COSTANZA ED INTELLIGENZA, CAMMINANDO E NUOTANDO

Non solo cibo, ma anche attività fisica su basi regolari. Specialmente camminate, corse, saltelli, scatti, ciclismo, calcio, basket, pallamano, pallavolo, calcio, ginnastica, ballo, tutti accompagnati da respirazione ritmata e profonda. Ognuno secondo le proprie possibilità. Ho lasciato il nuoto fuori solo per dire che è fondamentale. Meglio se effettuato in acqua marina che è rinforzante per il corpo e adatta a lunghe nuotate. Fiumi, laghi e torrenti freddi vanno benissimo, ma non permettono lunghe permanenze in acqua. Le piscine vanno bene, ma sono cariche di sostanze chimiche.

RINFORZARE I POLPACCI

Soprattutto d’estate, vanno privilegiati il nuoto e l’acqua-gym perché questi sport consentono di aumentare l’efficacia della muscolatura del polpaccio, che ha il compito di spingere verso l’alto il sangue attraverso le vene. Inoltre muovendosi in acqua diminuisce la pressione ambientale per le gambe, con vantaggio per la circolazione.

ESERCIZI PER ATTIVARE LA POMPA VENOSA

Imparate a utilizzare le scale normali anziché l’ascensore o le scale mobili e prendete l’abitudine di parcheggiate un isolato prima, in modo da raggiungere la destinazione a piedi. Se siete costretti a stare per molto tempo seduti eseguite delle flesso-estensioni delle caviglie (sollevare i talloni da terra e ritornare giù) per attivare la pompa venosa e impedire la stasi.

CALZATURE ADEGUATE E NIENTE TACCHI ALTI

Le migliori calzature sono quelle che presentano un tacco di altezza intermedia (2-4 cm), largo e che aiuti a mantenere il corretto arco plantare, importante per una buona spinta del sangue dal piede verso l’alto. Meglio evitare le calzature con i tacchi alti, tanto in voga tra le donne, perché impongono un’estensione eccessiva della caviglia, limitando e impedendo il suo naturale movimento di flesso estensione, indispensabile per l’attivazione della pompa venosa. Senza considerare i problemi che comportano a livello posturale. Buone calzature sono quelle che mantengono la curvatura naturale del piede, per facilitando la  spinta verso l’alto da parte dei muscoli.

BOCCIATO ANCHE IL NON-TACCO

Anche le calzature senza tacco non favoriscono il ritorno venoso, perché spingono il ginocchio molto indietro (in una situazione di iperestensione), comprimendo le vene e i vasi della parte posteriore del ginocchio. Anche utilizzare spesso e per molto tempo gli stivali non è consigliato, in quanto questo tipo di calzatura impedisce una corretta dispersione calorica.

SVOLGERE ATTIVITÀ FISICA MIRATA

Svolgere esercizi mirati per le gambe può aiutare a impedire la stasi e a favorire la pompa venosa. Gli esercizi più semplici si possono eseguire distesi a terra o su un lettino, muovendo le gambe a bicicletta, a rana, effettuando flesso-estensioni e rotazioni delle caviglie. In generale, ogni forma di movimento è positiva per il miglioramento della circolazione.

GAMBE SOLLEVATE

Sdraiarsi e sollevare le gambe dà sollievo in quanto la posizione a gampe rialzate rispetto al cuore permette una minor pressione venosa del sangue sugli arti inferiori. Per chi soffre di pesantezza di gambe può essere una buona abitudine dormire con le gambe leggermente sollevate, mettendo semplicemente un cuscino o uno spessore sotto il materasso.

UTILIZZO DI CALZE ELASTICHE

L’utilizzo di calze riposanti può essere una forma di prevenzione. Queste particolari calze, grazie ad una compressione graduata, offrono alle gambe un massaggio continuo che aiuta la circolazione e contrasta la stasi di liquidi nei tessuti.

SENZA DIMENTICARE LA BIMBA COL SUO GIRELLO

E alla nostra vispa bambinetta di 16 mesi e dalle gambe cicciottelle, cosa le diamo, a parte il buon latte materno, a parte qualche buon frutto di stagione in più e una rigorosa astensione dalle vaccinazioni? Le diamo leggeri massaggi dal basso verso l’alto, bagni caldi e freddi alternati ai piedini, tanti sorrisi e un’atmosfera di assoluta serenità. Un buon girello per sgranchirsi e sgambettare potrebbe esserle di ulteriore aiuto.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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