SINCOPE, CARDIOPATIA ISCHEMICA, LEUCEMIA LINFATICA E DIABETE-2

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LETTERA

RICHIESTA PARERE DA LUGANO

Ciao Valdo, appena puoi inviarmi per e-mail il tuo parere delle analisi che ti ho lasciato a Lugano a fine conferenza per il mio caro amico. Come ti dicevo ha un diabete dal 1997 tipo 2 e dal 2006 ha contratto una leucemia linfatica cronica. Nonostante tutto è fisicamente in piena forma. Ti ringrazio anticipatamente per i tuoi preziosi consigli. Un caro saluto.
Luigi Marchesi

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RISPOSTA

PIANO CON ANALISI E DOCUMENTI MEDICI

Ciao Luigi. Premetto che non dovreste mai presentarmi delle analisi mediche e aspettandovi grandi cose. Ditemi piuttosto in stringata sintesi quali sono i problemi che vi affliggono e quali le domande specifiche che vi interessa porre a un filosofo della salute operante sotto il profilo dell’igiene e della non-cura sul sintomo. Non faccio il medico e nemmeno l’anti-medico. Non curo e non guarisco nessuno.

SFRUTTARE IL MATERIALE A DISPOSIZIONE

Cerco di aiutarvi ad affrontare i vostri problemi di salute offrendovi liberi insegnamenti, puntando sulla modifica di pensieri, comportamenti, stili di vita e fattori causanti. Cerco di darvi concetti e ragionamenti adatti a mantenere o a riconquistare il vostro benessere per vie naturali, rivalutando i meccanismi auto-guaritivi e le risorse interne di cui disponete. Il materiale formativo ed informativo a disposizione va studiato con impegno e determinazione.

L’ESEMPIO PROBANTE DELLA PAOLA

Alla fine i risultati arrivano anche copiosi e sorprendenti. Ma a guarire e a ritrovare il bandolo della matassa siete voi medesimi. Valga l’esempio della Paola Bocchi, dell’organizzazione ticinese Sole Verde, capace di sconfiggere in breve un sarcoma non-Hodgkin che i medici di Lugano e di altri ospedali ancora avevano dichiarato inoperabile e mortale. Oggi è in forma stupenda ed invidiabile, come tutti i presenti alla conferenza hanno potuto verificare dal vivo. Giusto o sbagliato che sia, si sente miracolata grazie alla applicazione coerente e fiduciosa dei criteri valdiani contenuti nei libri e nelle tesine del blog. È soltanto una tra le tante persone beneficiate.

VI CHIEDO CORTESEMENTE DI NON STRAVOLGERE IL MIO RUOLO

Presentare materiale medico ospedaliero a un igienista equivale andare da un pacifista, mettergli sulla scrivania schemi militari, mine, granate, fucili e Kalashnikov, e un biglietto con scritto “Cosa ne pensi?”.  Le analisi mediche sono impostate e scritte con criteri e scopi medico-chirurgici, sono destinate a medici e pazienti in cura farmacologica, e sono finalizzate a curomania medica estranea alla visuale igienistica. Pretendere che io diventi il commentatore tecnico e critico delle analisi mediche altrui significa stravolgere il mio ruolo, mettendomi pure di traverso alle norme di legge. Tener presente poi che le analisi mediche non  possono essere riprodotte parzialmente, e pertanto nemmeno interpretate parzialmente. Non vorrei affatto che questa diventasse una impropria e deleteria abitudine.

SINCOPE, CARDIOPATIA ISCHEMICA, LEUCEMIA E DIABETE MELLITO DI TIPO 2

Dai documenti in mio possesso, risulta che il tuo amico è stato ricoverato all’ospedale elvetico dal 6 al 10 dicembre 2013, con diagnosi di:

  • Sincope con trauma cranico occipitale e tachicardia destinata da consumo intensivo di caffeina,
  • Cardiopatia ischemica cronica ad evoluzione dilatativa,
  • Leucemia linfatica cronica,
  • Diabete mellito di tipo 2. La terapia alla dimissione dal nosocomio includeva Cardioaspirina (100 mg, 1-0-0-0), Concor (10 mg, 1-0-0-0) e Coversum (5 mg, 1/2-0-0-0).

SCARSO FLUSSO DI SANGUE AL CERVELLO

Partiamo dunque con la sincope. La perdita di coscienza della sincope è in genere associata ad alterazioni del flusso sanguigno, ossia da uno scarso afflusso di sangue al cervello. La riduzione del flusso può essere dovuta a riduzione della frequenza cardiaca, ad aritmie, a cardiopatie strutturali del miocardio o delle valvole, a cardiopatie con ostruzione all’efflusso, a massiva riduzione della pressione arteriosa per deplezione di volume ematico in seguito a uso di determinati farmaci.

DESCRIZIONE DELL’APPARATO CEREBRALE

Il cervello rappresenta il principale centro di comando e di controllo di tutto l’organismo. Controlla tutte le funzioni del nostro corpo, come respirazione, attività sensoriali e motorie, emozioni, processi cognitivi e così via.Il cervello, insieme al midollo spinale, costituisce il Sistema Nervoso Centrale (SNC).

CONTROLLO DELLE FUNZIONI MOTORIE E SENSITIVE

Il cervello non controlla solo le funzioni motorie come il camminare, il deglutire, l’afferrare, ma anche quelle sensitive come il vedere, il sentire il dolore, il sentire caldo o freddo, e quelle cognitive come la capacità di parlare, capire il linguaggio, ricordare, risolvere i problemi, ragionare e dare giudizi nello svolgimento delle attività quotidiane.

ATTIVITÀ COORDINATE SECONDO LOGICA QUANTISTICA

Molte parti del cervello si attivano contemporaneamente, anche quando effettuiamo attività apparentemente molto semplici. Ad esempio, il gesto ordinario di bere un bicchiere d’acqua richiede almeno nove diverse funzioni successive del cervello, impostate secondo logica ordinata e quantistica. Noi decidiamo di bere, riceviamo informazioni visive sulla posizione del bicchiere, spostiamo la nostra mano verso il bicchiere, riceviamo sensazioni dalla mano che tiene il bicchiere, e così via. Ciascuna di queste fasi richiede la attivazione coordinata di molte diverse parti del cervello.

COS’È IL NEURONE

Le cellule del cervello si chiamano neuroni. I neuroni sono dotati di molti prolungamenti detti assoni e dendriti che toccano altri neuroni per creare delle connessioni dette sinapsi. Queste connessioni permettono alle diverse aree del cervello di comunicare tra loro. Lunghi prolungamenti di neuroni formano i nervi, che permettono al cervello di comunicare con il resto del nostro corpo. Neuroni simili ai fili di un sistema telefonico, capaci di far circolare le informazioni in tutto il nostro corpo. È proprio un danno ai neuroni che sta alla base della maggior parte dei problemi delle persone che lamentano anomalie motorie e sensoriali.

COSA SONO I NERVI PERIFERICI?

I nervi periferici sono formati da prolungamenti di neuroni che escono dal cervello o dal midollo spinale. Essi mettono il cervello in comunicazione con il resto del corpo e servono per mandare i comandi del cervello ai muscoli o per ricevere informazioni dal mondo esterno o dall’organismo.

COSA SUCCEDE SE UN NERVO PERIFERICO VIENE DANNEGGIATO?

Può succedere, a causa di un trauma, che un nervo periferico venga danneggiato. Se la lesione è totale, il messaggio trasportato dal nervo non passa più e i comandi mandati dal cervello non arrivano ai muscoli. I muscoli controllati da quel nervo non si muovono più. In questo caso anche la funzione sensitiva viene compromessa e tutte le informazioni che arrivano dall’esterno e dirette al cervello, non passano. Se la lesione non è totale ma parziale, passano solo parte dei comandi, per cui i movimenti desiderati avvengono in modo incompleto e scorretto.

QUALI SONO LE FUNZIONI DEGLI EMISFERI E DEI LOBI CEREBRALI?

Il cervello è diviso in due emisferi. L’emisfero destro controlla i movimenti e la sensibilità della parte sinistra del corpo e viceversa. Ogni emisfero ha inoltre dei compiti diversi. L’emisfero sinistro dominante in un soggetto destrimane, controlla le funzioni del linguaggio come la comprensione, la produzione di parole e di discorsi, la lettura e la scrittura. L’emisfero destro controlla le funzioni visuo-spaziali come la memoria visiva, la capacità di copiare e disegnare, l’apprendimento di ritmi e musica. Ogni emisfero è formato da 4 lobi:

  • Lobo frontale, deputato al controllo emotivo, al controllo degli impulsi, alla produzione del linguaggio, alla capacità di pianificare e risolvere problemi e all’attivazione dei movimenti volontari.
  • Lobo parietale, deputato al controllo delle sensazioni tattili, spaziali, verbali e visive provenienti dal mondo esterno.
  • Lobo temporale, coinvolto nel funzionamento della memoria, nella regolazione del comportamento, nella comprensione del linguaggio (emisfero sinistro) e nelle capacità musicali (emisfero destro).
  • Lobo occipitale, sede delle percezioni visive.

STRATI PROTETTIVI DEL CERVELLO

Ci sono vari strati di protezione tra cervello ed esterno del corpo. Essi sono:

  • Capelli e cuoio capelluto, operanti come un cuscino che assorbe eventuali colpi al capo,
  • Cranio, fatto di molti piani ossei flessibili,
  • Dura madre, membrana che avvolge il cervello ed è resistente come il cuoio,
  • Liquor, liquido protettivo contro movimenti improvvisi e colpi lievi della testa.

TRAUMA CRANIO-ENCEFALICO E COMA

Il trauma cranio-encefalico è un colpo diretto al capo, di forza tale da provocare un danno al cervello. Può essere aperto, se il colpo causa fratture del cranio ed il cervello è quindi esposto al contatto con l’ambiente esterno, e può essere chiuso se il colpo danneggia il cervello senza rompere il cranio. Entrambi i tipi di trauma possono portare al coma, uno stato di incoscienza che si manifesta con l’incapacità di avere contatti con l’ambiente e l’impossibilità di ottenere reazioni volontarie da parte del soggetto. La persona in coma ha gli occhi chiusi, non è in grado di parlare e di compiere movimenti su richiesta.

TACHICARDIE E DANNI PROVOCATI DALLA CAFFEINA

Tre tazze di caffè al giorno è considerata in Italia una dose standard. Dieci o più caffè sono considerati eccessivi. In realtà queste sono valutazioni di parte, emanate dai torrefattori di caffè. Anche un singolo caffè provoca danni, impedisce piani anti-acidosi e provoca crisi carenziali o di astinenza, essendo la caffeina vera e propria sostanza dopante.

IRRITABILITÀ, NAUSEA, VOMITO E DIPENDENZA

I sintomi di astinenza da caffeina sono facilmente riconoscibili. L’irritabilità è uno dei più comuni. Chi non riesce a fare nulla di mattino senza aver prima assunto la tazza fumante e aromatica  è un esempio perfetto di caffeinomania. Perdita di concentrazione e difficoltà decisionali, sensi di nausea e di vomito, fastidiose emicranie alternate a debilitanti mali di testa sono tutti sintomi classici di astinenza da caffeina. Non mancano pure disturbi del sonno, allucinazioni, ansia, tachicardia, palpitazioni, bruciori di stomaco, diffuso malessere, agitazione e contrazione muscolare, oltre alla bruttura di dover dipendere da una banale sostanza. Per i cardiologi, quantità moderate di caffè possono essere consumate anche da coloro che soffrono di aterosclerosi o di malattie delle coronarie, a condizione che non provochino tachicardia o extrasistoli. L’azione stimolante del caffè si fa risentire anche sul metabolismo basale che risulta lievemente più elevato nei consumatori abituali. Se tre caffè al giorno possono essere consentiti dal medico tollerante, tre cucchiai di zucchero sono da vietare.

LE CARDIOPATIE ISCHEMICHE

Per ischemia si intende diminuzione o soppressione dell’apporto di sangue in un determinato distretto corporeo. I tessuti caratterizzati da condizioni ischemiche sii trovano in uno stato di ridotto apporto di ossigeno, ridotta disponibilità di nutrienti e ridotta eliminazione delle sostanze di rifiuto. Questa situazione si traduce in uno stato di sofferenza tissutale che può compromettere seriamente la funzionalità degli organi colpiti. L’ischemia può avvenire in presenza di un aumento della richiesta miocardica di ossigeno o di una riduzione del flusso coronarico.

ATERIOSCLEROSI CON RIDUZIONE DEL LUME VASALE E DELLA ELASTICITÀ

La causa principale della cardiopatia ischemica è la malattia arteriosclerotica a carico delle arterie coronariche. L’aterosclerosi è una malattia degenerativa che provoca depositi grassi di colesterolo e minerali inorganici sulle pareti interne delle arterie. Tali depositi diminuiscono il lume vasale e l’elasticità delle pareti. Costretto a passare in un vaso di calibro ristretto, il sangue subisce un aumento di pressione mettendo a rischio l’integrità stessa dell’arteria.

RESTRINGIMENTO E FORMAZIONE DI TROMBI

Il restringimento, quando diventa importante, altera la normale circolazione in quanto favorisce la formazione di trombi che si possono staccare dalla placca arterosclerotica ed andare ad ostruire vasi di calibro minore. Lo stesso trombo, oltre a restringere direttamente il vaso, lo fa anche indirettamente favorendo la sintesi di trombossano, un potente vasocostrittore.

ALTERAZIONE DEL COMPORTAMENTO ELETTRICO E ARITMIE

L’ischemia locale altera il comportamento elettrico dell’intero cuore generando aritmie che possono mettere in serio pericolo l’efficienza della pompa cardiaca. Contemporaneamente il ridotto afflusso di sangue ed ossigeno diminuisce per meccanismo riflesso la forza di contrazione cardiaca, aggravando ulteriormente la situazione.

FATTORI CAUSANTI DI ATERIOSCLEROSI

Aterosclerosi e ipertensione rappresentano una delle principali cause di mortalità nei paesi  sviluppati e sono determinate da dieta incongrua, da sedentarietà, fumo, alcol, caffeina, zuccheri industriali e stress psico-fisico. L’occlusione di un’arteria coronarica per trombosi occludente, per rottura di una placca o per spasmo prolungato determina un’ischemia definitiva e irreversibile del territorio miocardico corrispondente, con evoluzione spontanea verso la necrosi, ossia verso la morte cellulare, per cui la zona infartuata diventa funzionalmente inutile in quanto il muscolo non si contrae.

ANDIAMO ORA ALLA LEUCEMIA

La leucemia è una malattia che colpisce il midollo osseo, un tumore delle cellule sanguigne, ovvero una proliferazione incontrollata di leucociti o globuli bianchi (o cellule immature dei leucociti), a scapito di quelle dei globuli rossi e delle piastrine. I leucemici hanno tutti la caratteristica di avere bassi livelli di vitamina C nel sangue. Altro dato importante, i vegani tendenzialmente crudisti non vengono nemmeno sfiorati da questa patologia.

MOLTIPLICAZIONE INCONTROLLATA DEI GLOBULI BIANCHI

Il termine leucemia deriva dal greco leukòs, che sta per bianco. Trattasi della classica malattia del midollo e degli organi linfatici, caratterizzata da forte aumento, o meglio da moltiplicazione incontrollata, dei globuli bianchi del sangue. Le motivazioni causali vanno da esposizioni a radiazioni ed ai raggi X, ai prodotti del catrame, ad agenti chimici vari, a squilibri ormonali specie in zona timo. Non escluderei affatto di citare le leucocitosi digestive continue e ripetute, ad ogni pasto carneo e ad ogni pasto basato sul cibo cotto e sul cibo spazzatura.

SOVRACRESCITA, OVVERO TUMORE DELLE CELLULE EMATICHE

Prodotti nel midollo osseo, nelle linfoghiandole, nelle tonsille, nel timo, nelle membrane mucose dell’intestino e nella milza, i globuli bianchi o leucociti si elevano fortemente dal normale numero di 5-10000 unità per mmc a 60-100 mila ed anche molto oltre, a detrimento dei globuli rossi e delle piastrine. L’ammontare dei leucociti aumenta fisiologicamente durante esercizi fisici duri, in caso di stress emotivi, in caso di gravidanza. Moltiplicazione incontrollata dei globuli bianchi, abbiamo detto. Moltiplicazione che, per la medicina, significa oltre certi limiti tumore, o meglio cancro delle cellule del sangue.

RICORSO AI RIMEDI E ALLE ANTIVITAMINE

I sintomi sono dolori alle ossa, ingrossamento milza e fegato, forte anemia, tachicardia, pallore, frequenti emorragie, veloce deperimento organico. Per bloccare il ricambio dei globuli bianchi si fa ricorso a trasfusioni di sangue, al fosforo riattivato (paralizza l’esuberante attività del midollo), a trapianto del midollo, a estratti di fegato, a cortisone e prednisone delle ghiandole surrenali e dell’ipofisi, ad antivitamine (antitiamina o anti-B1, antiriboflavina o anti-B2, desossipiridossina o anti-B6, acido glucoascorbico o anti-C, composti dicumarolici o anti-K, acido fitico o anti-D, avidina delle uova (antitiamina o disattivante-B1), a interferone, a farmaci come il busulfano e la idrossiurea. I naturopati ricorrono alla colchicina (bulbo e semi), ed anche al vino con la genziana al 3-5<%, da bersi a 3 bicchierini al giorno.

COSA SONO I NEUTROFILI

I neutrofili sono i globuli bianchi più numerosi del sangue, prodotti anch’essi principalmente nel midollo osseo, come tutte le altre cellule ematiche. Ogni leucocita è dotato di una notevole capacità fagocitica che gli permette di inglobare ed uccidere 5-20 batteri nella sua breve vita (1-2 giorni), mediante il rilascio di enzimi litici contenuti nei suoi granuli. Rilascia anche sostanze chimiche, tra cui i pirogeni, responsabili della febbre e mediatori chimici delle risposte immunitarie.

LEUCEMIA LINFATICA CRONICA

È una delle neoplasie più comuni di tumore del sangue. Sono circa 2.800 i nuovi casi di leucemia linfatica cronica registrati ogni anno in Italia. La maggior parte dei malati con questa neoplasia ha più di 65 anni e spesso soffre di patologie tipiche dell’età che avanza, come disturbi cardiocircolatori, respiratori e renali. Subire trattamenti tumorali che implicano pesanti effetti collaterali è per questi pazienti un grosso problema.

GLI ASINI CHE VOLANO

Stando però a uno studio presentato a New Orleans durante il convegno della American Society of Hematology, una nuova combinazione di farmaci è in grado di portate notevoli miglioramenti proprio in questa particolare fascia di pazienti, arrivando persino alla completa scomparsa della malattia. Ognuno è padrone di credere a chi vuole, ma qui siamo davvero alle comiche. Affermazioni di questo tipo non possono che lasciare esterrefatti. Quando mai i farmaci portano a guarigione? Sarebbe come credere alla solita storiella degli asini che volano. Come credere all’oste che giura sui poteri miracolosi del suo vino.

I SINTOMI PIÙ COMUNI

I segnali più comuni di leucemia linfatica sono febbre quotidiana e persistente, sudore principalmente notturno, profonda stanchezza e perdita di peso, ingrandimento delle linfoghiandole e della milza. Dopo la diagnosi e coi nuovi criteri proposti a New Orleans, circa il 70 per cento dei pazienti ha solo bisogno di essere sottoposto a controlli periodici e non deve necessariamente iniziare una cura per un periodo che può durare settimane o mesi, dicono all’ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano. Gli studi a disposizione non hanno evidenziato alcun vantaggio legato alla diagnosi precoce, proprio perché in molti casi questo tumore ha un andamento lento e poco aggressivo.

LA MAGIA DEL RITUXIMAB

Quando giunge il momento delle terapie, ad oggi il trattamento standard della leucemia linfatica cronica consiste nella chemio-immunoterapia, cioè nella combinazione di farmaci chemioterapici e dell’anticorpo monoclonale rituximab. Lo studio presentato a New Orleans ha paragonato l’efficacia di questa strategia con quella di un nuovo mix terapeutico che associa lo stesso tipo di chemio (clorambucile) con un nuovo anticorpo monoclonale (GA101 obinutuzumab), in grado di colpire esattamente un bersaglio specifico (CD20) posto sulla superficie delle cellule linfocitarie, quelle che si ammalano di leucemia linfatica cronica.

UNA PALLOTTOLA INTELLIGENTE CHE NON DISTINGUE CELLULE SANE DA CELLULE MALATE NON PUÒ ESSERE CHIAMATA INTELLIGENTE!

Potremmo definire GA101 una pallottola intelligente perché ha la caratteristica di colpire selettivamente solo un determinato tipo di cellule. Questa situazione riguarda però sia le cellule sane sia quelle malate e quindi il farmaco non è in grado di discriminare. Questa è la limitazione maggiore nell’intelligenza della molecola, ma di fatto si tratta di un grosso passo avanti nel trattamento di questa patologia e, come altri studi stanno dimostrando, anche di alcune forme di linfoma.

IL DIABETE MELLITO DI TIPO 2

Oggi i diabetici del tipo due vengono considerati malati cronici, che non possono guarire, e vengono sottoposti a cure inefficaci, creando così le condizioni per la progressiva evoluzione della malattia e per la comparsa delle gravi complicanze che tutti i diabetici conoscono e temono. L’ipotesi scientifica sulla patogenesi epatica del diabete mellito tipo due dimostra chiaramente che la malattia insorge in conseguenza di una alterata funzionalità del fegato, che rende inattiva l’insulina, provocando in tal modo iperglicemia, ossia aumento progressivo della concentrazione degli zuccheri nel sangue.

TEMIBILI DANNI E SBALORDITIVE GUARIGIONI

Altre alterazioni metaboliche, dovute alla inefficienza funzionale del fegato, provocano danni ai piccoli vasi arteriosi, con le temibili complicanze caratteristiche del diabete. Parliamo di:

  • Degenerazione ed emorragie retiniche, con frequente cecità,
  • Nefropatia, con insufficienza renale,
  • Cardiopatie gravi,
  • Alterazioni neuro-circolatorie degli arti inferiori, con necrosi tessutali.

Tutto questo mentre è dimostrato che si può guarire in breve tempo, come riportato in “Sbalorditiva guarigione da diabete-2 in 15 giorni“.

QUALI I SEGRETI E QUALI I MENU DA SEGUIRE

Non esistono menu precisi e misurati da seguire, ma principi e direttive generali che ognuno deve personalizzare usando prudenza, sperimentazione e buonsenso. Si tratta in ultima analisi di adottare una dieta crudista e viva, stando più sulle verdure e sui tuberi, ma anche, in modo selettivo, sulla frutta adatta che include fragole, ciliegie, mirtilli, uva spina, frutti di bosco, pesche, kiwi, melograni. Ovvio che per molta frutta dovrai attendere la buona stagione, operando per ora con pompelmi, arance, nespole, kiwi, mele e pere.

CRUDISMO E MOVIMENTO

Per le verdure dare la preminenza a tarassaco, topinambur, carciofi, cavoli, finocchi, succhi di sedano da soli e misti, cicorie, cavoli e tutto quello che la generosa terra sa offrire. Vanno bene pure i passati di verdure non stracotti con patate, cipolle, porri, e quanto altro trovi (16-18 minuti al massimo su normale pentola con coperchio e a fuoco lento). Germogli di ogni tipo, pop-corn giornaliero, avocado con le verdure, e soprattutto tanto movimento e tanta respirazione.

SCHEMA NUTRIZIONALE DI RIFERIMENTO IN CASO DI DIABETE

Ha la sua importanza rispettare i 3 cicli circadiani giornalieri, ossia:

  • Il ciclo di eliminazione, dalle 4 del mattino alle 12 dove l’alimento più indicato e in armonia con la tendenza detossificante del corpo rimane la frutta acquosa e preferibilmente di tipo acido.
  • Il ciclo di appropriazione, dalle 12 alle 20 in cui avviene l’ingestione e la digestione del cibo.
  • Il ciclo di assimilazione, dalle 20 alle 4 del mattino in cui l’alimentazione viene interrotta e c’è spazio anche per un digiunino quotidiano notturno.

ESEMPIO DI MENU GIORNALIERO

Tradotto in concreto, prima colazione alle 7 am, con spremuta fresca d’arancia o di pompelmo o di melagrana, o comunque qualche frutto acquoso tipo melone invernale, kaki, kiwi. Seconda colazione alle 9 am, mediante centrifugato classico di 3 carote, 1 costa di sedano e 1 mela o una fetta di ananas, più radichetta di zenzero sbucciato o peperoncino, alternabile a centrifugato di bietola-sedano-mela o di topinambur-patatadolce-zenzero. Terza colazione con banana e pop-corn (invernale) o con uva-fragole-pesche-fichi-nettarine-ciliegie-albicocche (estiva). Altri frutti tipo mirtilli e pere nel tardo pomeriggio.  Pranzo e cena con primo piatto di insalata cruda semplice e sobria, non più di 3-4 tipi, condita con olio extravergine e aceto o limone, seguita da secondo piatto di verdure cotte o pasta, o legumi, o pizza, o gnocchi, o cereali, o zuppa di verdura, e terzo piatto castagnaccio o strudel senza zucchero, o mandorle e pinoli.

NOTE IMPORTANTI

  • Lo schema citato è generale e di principio, ma va adattato e personalizzato in base alle esigenze, ai gusti, ai tempi di lavoro e di studio di ognuno. Navigare a vista e non per schemi fissi.
  • Si può inserire al posto della seconda o terza colazione una crema di avena con semini pestellati o tritati di girasole, lino, sesamo, zucca, germe di grano, oppure pop-corn con banane-datteri o fichi di stagione.
  • Niente bevande durante i pasti, ma solo poca acqua naturale, pura, liscia prima dei pasti o 2 ore dopo i pasti.
  • Nei viaggi prevedere eventualmente anche un rifornimento di panini integrali spalmati di crema di olive, con 5 foglie verdi, carciofino, pinoli o noci, pomodoro secco, avocado.
  • La frutta va comunque piazzata sempre lontano da pranzo e cena, ad eccezione di mele-ananas-papaie che sono ammesse in quanto dotate di enzimi anti-fermentanti. Vietatissimo invece mescolare meloni e angurie con altri cibi o con le macedonie (sono frutti ottimi ma a rapida fermentazione).
  • Per la digestione ottimale il criterio è quello di consumare prima le sostanze di facile digeribilità (frutta, che a stomaco vuoto richiede mezz’ora, poi verdure crude 1 ora, poi verdure cotte 2 ore, poi patate-cereali 2-3 ore, poi frutta secca 3 ore).
  • Il pensare e l’agire corretto, l’armonia con la natura sono fattori di estrema importanza. Occorre minimizzare i danni evitando cibi crudeli, cosa di importanza fondamentale per l’equilibrio e la salute.

COMMENTO SPECIFICO ALLA SITUAZIONE SPECIFICA

Concludo questo faticoso lavoro complimentandomi con un paziente che riesce a stare bene con 4 patologie niente affatto banali. L’importante però è proprio lo star bene, più che il lasciarsi impressionare dagli asterischi o dalle freccette verso l’alto o verso il basso, a indicare eccessi o carenze dal valore solo istantaneo e irrilevante. Gli auguro di rilassarsi e di trovare aiuto in questa mia risposta.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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