SINDATTILIA AD UNA MANO E DUBBI SULL’INTERVENTO CORRETTIVO

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LETTERA

LEI È UNA DELLE POCHE VOCI FUORI DAL CORO

Caro Valdo, L’ho scoperta durante la gravidanza poco tempo fa. Lei ha cambiato la mia vita. Tornare indietro non si può. Fare una donazione è limitativo. Lei è davvero una voce fuori dal coro, una delle poche. Ma possibile che sia così difficile trovarne tra i medici? È possibile che dobbiamo fare tutto da soli?

IL DIALOGO COI MEDICI NON È AFFATTO FACILE

Sono una dietista ed ho medici in famiglia. Anche quando capiscono, trovo  problematica ed impraticabile una vera presa di coscienza, un cambiamento. Mio marito poi è dopato dal cibo spazzatura. Mi sto dilungato troppo e non vorrei. Credo lei abbia tanto da fare.

LA MIA BIMBA HA UNA SINDATTILIA AD UNA MANINA

Purtroppo mia figlia è nata con una piccola malformazione. Trattasi di sindattilia ad una manina.
Devo operarla entro l’anno. Non ho fatto vaccini. L’idea dell’anestesia e degli antibiotici mi turba.
L’allatto ancora a richiesta e la sto svezzando principalmente con frutta verdura e semini che adora. Adora pure le mollichine di pane specie quello di segale cotto a basse temperature. Ho ceduto alla tachipirina dopo tre giorni di febbre alta e pressioni esterne.

QUALCHE PERPLESSITÀ CIRCA L’OPERAZIONE

Sono pur sempre la metà di mio marito anche se in genere ha fiducia in me. Vedere mia figlia sempre più debole è stato un duro colpo. Mi chiedo se anestesia, antibiotici e antidolorifici manderanno in fumo tutti i miei buoni propositi. Vorrei tanto non operarla ma i medici dicono che, con le dita libere, crescerebbe meglio. Non so davvero cosa fare. Poi, senza vaccini, non so neanche se i medici faranno obiezioni.

PARTO INDOTTO CON PROSTAGLANDINE

Mi sento sola. Mi sento inesperta. Ho così poco tempo per colpa del lavoro e dei problemi familiari.
Sapere va benissimo. Informarsi pure. Ma non può diventare un terzo lavoro. Dopo il parto sono sfuggita pure agli antibiotici, anche se il parto stesso è stato indotto con prostaglandine alla 42esima settimana. Oligoamnios davvero accentuato. Che rabbia! Prima di restare incinta mi era capitato di fare persino dei digiuni.
Silvia

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RISPOSTA

LA DEPURAZIONE È UNA FASE DELICATA

Ciao Silvia, Dico spesso che i valori tabellari del sangue dicono assai poco e sono scarsamente predittivi. Il caso che hai raccontato non è che una conferma. Quando poi una persona è stracarica di patologie e si rimette in forma, il suo corpo intraprende automaticamente un lavoro purificante. Trattasi di fase delicata dove le incrostazioni interne vengono demolite ad un ritmo mai conosciuto prima da quell’organismo altamente inquinato.

IL PROBLEMA DELLA SINDATTILIA

Passiamo al problema della tua bambina. La sindattilia è la fusione di due o più dita delle mani o, più raramente, dei piedi. La fusione può riguardare solo la pelle o altri lembi di tessuto molle. La fusione può essere completa, se le dita interessate sono unite per tutta la loro lunghezza, oppure incompleta, se interessa solo una porzione delle dita. Nella maggior parte dei casi, la sindattilia interessa il dito medio e l’anulare, ma può coinvolgere anche altre coppie di dita, oppure più di due dita insieme. Inoltre, può riguardare una sola mano oppure entrambe.

ANOMALIA PIUTTOSTO DIFFUSA

Trattasi di una malformazione congenita e piuttosto frequente. Interessa infatti un bambino ogni 2500-3000 ed è più diffusa nei maschi. Questa condizione è causata da anomalie nello sviluppo embrionale che si verificano molto precocemente durante la gravidanza, tra le 6 e le 8 settimane.
A volte, la sindattilia può essere notata già in gravidanza, durante una delle ecografie di routine. Non sempre, però, questo accade e spesso l’anormalità risulta evidente solo alla nascita. Per capire esattamente il grado di complessità della fusione, può rendersi necessaria una radiografia.

MODALITÀ DELL’INTERVENTO

Nei casi più lievi, per esempio se la sindattilia è incompleta e riguarda solo la pelle, spesso la scelta è di non intervenire. L’unico trattamento possibile, comunque, è di tipo chirurgico, per separare i tessuti coinvolti dalla fusione. Dopo l’operazione, che può essere più o meno complessa a seconda del tipo di fusione, la mano o il piede coinvolto viene in genere immobilizzato con del gesso e, dopo la sua rimozione, può essere prevista della fisioterapia specifica.

TEMPI DELL’INTERVENTO

In generale, un intervento già nei primi mesi di vita dà il vantaggio di evitare problemi nella crescita delle dita più lunghe, che potrebbero essere deformate dalla fusione, ma ha lo svantaggio di essere più difficoltoso, date le piccole dimensioni delle dita. Per quanto riguarda la mano, spesso si interviene già tra sei mesi e un anno per le sindattilie che interessano pollice e indice, o anulare e mignolo, e tra due e quattro anni negli altri casi.

OGNI INTERVENTO CHIRURGICO VA AFFRONTATO IN CONDIZIONI DI FORMA

Tutto sommato non dovrebbe trattarsi di una operazione problematica. La mancata vaccinazione non dovrebbe rappresentare un grave scoglio. Ovvio che l’anestetico, gli antibiotici, gli antidolorifici, l’eparina e quant’altro ancora, dovranno essere accettati e poi gradualmente smaltiti mediante dieta depurativa, vitale ed acquosa. Se la bambina è debole, meglio ovviamente ritardare l’intervento.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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