GRAVE SINDROME DI MENIERE CON VERTIGINI E PERDITA DELLA VOGLIA DI VIVERE

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LETTERA

SINDROME DI MENIERE

Buongiorno Valdo. Sono un’assidua lettrice del suo blog e i suoi libri. Sul mio comodino, sono sottolineati in matita e poi con l’evidenziatore in giallo e verde per rileggermi velocemente i concetti più importanti ogni sera prima di mettermi a dormire. Le scrivo per conto di mio fratello che ha 45 anni e ha scoperto di essere affetto dalla sindrome di Meniere.

VERTIGINI, VOMITO E MALESSERE

Da qualche mese le crisi si stanno riacutizzando con improvvisi episodi di vertigine, spesso notturna, seguiti da vomito irrefrenabile e grande malessere. Mio fratello è vegetariano tendenzialmente crudista per cui ha abolito da almeno due anni ogni tipo di carne, latte, formaggi, prodotti inscatolati, caffè, the, bibite zuccherate, biscotti e dolci vari.

DUE LITRI DI ACQUA AL GIORNO

Ha abolito ultimamente del tutto il sale e beve due litri di acqua al giorno. Non ha mai fumato e fino a poco tempo fa praticava ciclismo. Ho letto tutte le sue tesine specifiche al riguardo da cui si arguisce che il problema è fondamentalmente quello di ridurre l’idrope che risulta sempre associata a questo tipo di patologia e che è stata riscontrata anche a mio fratello.

DIGIUNO SENZA RISULTATI E SOTTOPESO

Ha provato a fare un digiuno di due giorni ma senza risultati, inoltre devo dire che è sottopeso. Questo tipo di sintomatologia potrebbe rappresentare una crisi eliminativa? Le chiedo se ci può gentilmente dare dei consigli mirati su cosa fare, e su cosa mangiare per alleviare l’intensità e la frequenza delle crisi vertiginose. Spero riesca a leggere la mia lettera e magari rispondermi. Mio fratello sta perdendo la voglia di vivere ed è disposto a tutto pur di guarire. Grazie.
Luigina

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RISPOSTA

UN ORGANO DI STRAORDINARIA PRECISIONE

Ciao Luigina. L’orecchio, al pari poi di tutti gli organi del corpo umano rivela dettagli costruttivi ed anatomici di straordinaria complessità e precisione. Esso svolge non solo la funzione uditiva, ma è anche un componente basilare dell’apparato di equilibrio dell’organismo. Si avvale in tutto questo di un meccanismo di trasduzione meccano-elettrica riservato alla percezione dei suoni, nonché di alcuni sensori capaci di captare in continuazione il movimento del nostro corpo.

CELLULE SENSORIALI CILIATE UDITIVE E VESTIBOLARI

Entrambe le funzioni vengono svolte da cellule sensoriali chiamate cellule ciliate, uditive e vestibolari. Il suono è una vibrazione che si trasmette tramite la presenza di aria e di acqua. Il padiglione auricolare serve a captare e convogliare le onde sonore verso la membrana del timpano, sottilissima pellicola che vibra e trasmette la sua vibrazione agli ossicini dell’udito che, funzionando come leve, le amplificano. L’ultimo degli ossicini chiamato staffa è in contatto con i liquidi dell’orecchio interno e trasmette ad essi la vibrazione. Il loro movimento genera un’onda viaggiante che stimola i sensori uditivi, ovvero le cellule ciliate. Queste cellule nervose producono infine un impulso elettrico che attraverso il nervo uditivo raggiunge i centri uditivi del cervello.

DELICATISSIMI MECCANISMI PER LA DIREZIONE E IL MOVIMENTO IN EQUILIBRIO

Oltre al meccanismo dell’udito, l’orecchio svolge un’importante funzione nell’apparato vestibolare. Il nostro corpo, sia da fermo che in movimento, è sottoposto a forze come l’accelerazione di gravità che sono rilevate da sensori direzionali. Essi innescano dei meccanismi di adeguamento della postura e dei movimenti della testa e degli occhi. Le cellule ciliate del sacculo e dell’otriculo, protette da una massa gelatinosa, sono raggruppate in aree ben delimitate chiamate macule, dotate sulla sommità di microscopici granelli chiamati otoliti. Quando ci muoviamo nello spazio, lungo una traiettoria lineare, questi granellini modificano il loro peso schiacciando o allungando le ciglia sulle quali sono poggiati. Dato che le ciglia dei sensori sono orientate nelle tre direzioni dello spazio, il sistema permette al nostro cervello di comprendere la direzione del movimento corporale (anteriore, posteriore, inferiore, superiore e laterale), anche ad occhi chiusi, rispondendo in modo adeguato.

PERCEZIONE DEL MOVIMENTO E DELLA ROTAZIONE NELLO SPAZIO

Nella parte posteriore dell’orecchio interno, infatti, si trovano delle cellule nervose cigliate, specializzate nella percezione del movimento. La loro funzione è quella di registrare la rotazione del corpo e della testa nello spazio. Le cellule si trovano all’interno di dilatazioni dei canali semicircolari, chiamate ampolle, e hanno le ciglia immerse in un gel che assume la forma di una cupola. Ruotando la testa, la cupola di gel si flette e le ciglia vengono stimolate, generando un segnale che raggiunge il cervello ad informarlo della rotazione.

INFORMAZIONI POSIZIONALI COINVOLGENTI PERSINO LA PIANTA DEI PIEDI

I segnali provenienti dai recettori delle macule e dei canali semicircolari rappresentano solo una componente del sistema dell’equilibrio. Le altre informazioni posizionali su testa e corpo, rispetto all’ambiente circostante, provengono dai due labirinti, dagli occhi e dai recettori dei muscoli e delle articolazioni. Informazioni supplementari derivano dall’udito stesso, dalla articolazione temporale-mandibolare, e persino dalla pianta dei piedi, in un coinvolgimento generale che ha dello straordinario e che conferma una volta di più l’unitarietà e la sinergia che caratterizza il nostro corpo. senza che noi ce ne rendiamo nemmeno conto.

PERILINFA ED ENDOLINFA LIQUIDI FONDAMENTALI

Una funzione molto importante in tutto il meccanismo uditivo e vestibolare è svolta dai liquidi dell’orecchio interno. Il labirinto dell’osso temporale è colmo di un liquido chiamato perilinfa. All’interno del canale osseo si trova una guaina che ne riproduce la forma e che è piena di endolinfa. È la vibrazione di questo liquido che produce l’effetto stimolatorio sui sensori acustici e vestibolari. Si comprende dunque quanto importante sia il corretto stato di salute dei liquidi, oltre che delle cellule ciliate.

SINDROME DI MENIERE

Tra le malattie otorinolaringoiatriche un ruolo da protagonista spetta dunque alla Malattia di Meniere. Questa patologia, detta anche Sindrome di Meniere, descritta nella prima metà degli 19° secolo da Prospero Ménière (1799-1862), è classicamente caratterizzata da vertigini, acufeni ed ipoacusia. Con il progredire della ricerca, si è stabilito con chiarezza il meccanismo che causa questi sintomi. Siamo di fronte a una alterazione dei liquidi labirintici. Endolinfa, e forse anche perilinfa, nei pazienti affetti dalla malattia hanno tendenza ad accumularsi all’interno del labirinto. Dato che questo ha delle pareti ossee e non estensibili, un aumento del contenuto provoca un incremento della pressione. Le cellule ciliate dei sensori uditivi e dell’equilibrio, che vivono immerse nell’endolinfa, ne risultano schiacciate. Il loro funzionamento risulta compromesso e questo provoca la vertigine, l’instabilità, l’ipoacusia e l’acufene.

IDROPE O EDEMA, ACQUAPORINE E ORMONE ANTI-DIURETICO ADH

L’accumulo di endolinfa viene definito idrope endolinfatico e può interessare tutto il labirinto, o a volte solo la parte anteriore o quella posteriore. Idrope è sinonimo di edema, dal greco oidèma=gonfiore, provocato in questo caso da accumulo di liquidi. Nelle fasi iniziali, l’idrope è fluttuante, così come i sintomi. In realtà esiste ancora una grande zona d’ombra relativa alla causa che provoca il ristagno di endolinfa. Negli ultimi anni si è sottolineato con estrema enfasi il ruolo delle Aquaporine. Con questo nome si identificano delle sorta di canali sulla superficie delle cellule fondamentali per la distribuzione dei liquidi, dentro e fuori le cellule e quindi, nell’organismo. L’apertura e la chiusura di questi canali è regolata da un ormone ipofisario che è detto Antidiuretico (ADH=Anti Diuretic Hormone). Quando particolari sensori cerebrali, si accorgono che c’è una diminuzione della quantità di acqua, parte un impulso a produrre Ormone Antidiuretico, così che le Aquaporine si chiudono e trattengono acqua.

OGNI RIDUZIONE NON FARMACOLOGICA DELL’IDROPE FACILITA IL RECUPERO FUNZIONALE

La riduzione dell’idrope migliora le condizioni delle cellule cigliate e produce un recupero funzionale. Risolto l’idrope, la pressione scende e la situazione tende a normalizzarsi. Tutto dipende però dal metodo prescelto per ridurre l’idrope e la ritenzione idrica. L’uso continuato di farmaci diuretici, associati a corticosteroidi ed antistaminici, tipici della curomania medica, porta ad effetti aberranti.

LA NATURA È RICCA DI RISORSE DIURETICHE

Esistono in natura ottime risorse diuretiche prive di effetti collaterali. Anguria, melone, cavolo, prezzemolo, cicoria, tarassaco, radicchio, lattuga, crescione, fico, lampone, ribes, mirtillo,  orzo, porro, portulaca, rapa, ravanello, finocchio, asparago, luppolo, bacche di ginepro, malva, paritaria, equiseto, silene, mela, erba cipollina.

ALIMENTAZIONE ATTENTA ALLA FORMULA IDRO-SALINA DEL CORPO

Prezioso anche un appropriato approccio dietetico, con assunzione di bevande ed alimenti che non inducano ritenzione idrica. In questo modo si agisce sulla osmolarità, cioè sulla composizione idro-salina dell’organismo, inibendo la sintesi dell’ormone antidiuretico ADH. Questo provoca una maggiore permeabilità delle aquaporine e quindi vengono espulsi liquidi, in maniera naturale.

VERTIGINI INSOPPORTABILI CON FORTE CAPOGIRO

La vertigine è senz’altro il sintomo meno tollerato dai pazienti affetti da malattia di Meniere. Una buona gestione dietetica ed il regolare controllo del paziente, riducono comunque la minimo la ricorrenza dei questi episodi. Le vertigini, che spesso sono il sintomo più debilitante della sindrome, di solito provocano un forte capogiro che costringe il paziente a sdraiarsi.

SINTOMI DI SCARSO UDITO ED EQUILIBRIO E SINTOMI DI CONTORNO

Gli attacchi di vertigini possono provocare grave nausea, vomito e sudorazione, e spesso non hanno alcun segno premonitore. I sintomi sono improvvisi e possono verificarsi tutti i giorni, come una volta sola all’anno. I pazienti affetti dalla sindrome di Meniere, oltre che subire una diminuzione dell’udito, si sentono sempre insicuri e traballanti anche per lunghi periodi. Hanno la sensazione di rotazione dell’ambiente circostante (vertigine oggettiva) oppure di rotazione del soggetto rispetto all’ambiente (vertigine soggettiva). Gli altri sintomi di contorno vanno inclusi mal di testa, disturbi addominali, diarrea, vomito, senso di soffocamento, aumentata sudorazione, tachicardia.

CAUSE SCATENANTI

Le cause delle vertigini possono essere diverse. Le più frequenti sono quelle a carico del labirinto dell’orecchio come la labirintite e la sindrome di Meniere sopra descritte. Altre cause scatenanti del disturbo sono le malattie cerebrovascolari come l’arteriosclerosi, disturbi della pressione, disturbi circolatori, infiammazioni a carico dell’orecchio interno, infezioni della mucosa nasale o laringea, disturbi della cervicale, emicrania, epilessia, labirinto-litiasi ossia formazione di piccoli calcoli nel labirinto, neurone vestibolare con riduzione funzionale di un nervo vestibolare, flusso di miasmi intestinali leggeri verso la parte alta del corpo.

STATISTICHE ALLARMANTI DAI RICERCATORI AMERICANI

La NIDCD, l’istituto statunitense che si occupa di disturbi dell’orecchio, stima che attualmente negli Stati Uniti ci siano circa 615.000 pazienti affetti da sindrome di Meniere e che ogni anno vengano diagnosticati 45.500 nuovi casi.

CURE NATURALI CONTRO LE VERTIGINI

Tutto sommato, è dalla vitalità del pensiero, dell’aria, del sole e dei cibi che arriva la salvezza.
Ansia, stress e vertigini derivano da grande indebolimento e da intossicazione prima di tutto alimentare. Niente biscotti e caffè al mattino, ma tanta frutta acquosa e rivitalizzante. Verdura cruda per iniziare pranzo e cena, e secondo piatto a base di pasta alle verdure o patate, o gnocchi di patate o di zucca, o di minestra vegetale. Nei cereali, al riso bianco preferire grano saraceno, miglio, quinoa, riso integrale. Il tutto da accompagnare con verdura a cottura limitata o saltata in padella, visto che siamo ricchi di preziosi doni naturali come rucola, tarassaco, acetosa, finocchio, menta, carciofo, malva, ortica, bardana, piantaggine, portulaca, fitolacca radice.

DUE LITRI DI ACQUA AL GIORNO SONO UNO SPROPOSITO

Nel caso specifico, non serve affatto bere due litri di acqua al giorno. Quella è la cura medica per chi si alimenta delle solite schifezze da macelleria, dei soliti zuccheri, del solito cibo spazzatura e del solito cibo cotto. Assumendo più cibo crudo e stando dalla parte della frutta e verdura di stagione, bastano e avanzano 2 o 3 bicchieri di acqua al massimo, salvo che uno non lavori intensamente trasudando in abbondanza. Con troppa acqua e scarso movimento, l’idrope paradossalmente aumenta.

DIGERIRE BENE E GUARDARE AL FUTURO CON MAGGIORE FIDUCIA

Non sono da escludere gli effetti eliminativi. Il sottopeso va contrastato assumendo avocado, pop-corn, avena, alghe, funghi, fagioli, fagiolini, patate, zucche, melanzane, peperonate, lupini, ceci, cachi e castagne, ma anche pane integrale e pomodoro al naturale. Serve anche una buona cura a base di uva e di fichi, finché ce ne sono. Curare al massimo l’efficenza e la semplicità digestiva, oltre che la tranquillità d’animo. Importantissimo armarsi di coraggio e di serenità, facendo belle camminate associate a respirazione profonda, addominale e ritmica, prendendo sole, applicando l’intero pacchetto salute e guardando al futuro con maggiore fiducia, visto che il corpo, trattato come si deve, tende a guarire e a non peggiorare.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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1 commento

  1. Ipotizzare che si tratti di una forma di crisi eliminativa non costa davvero nulla, se ci si pone nell’ottica igienista della cura della non cura. In questo caso allora la cosa da fare è semplicemente quella di gestire la crisi al meglio: trovo che quest’ultima sia troppo intensa? Allora cercherò di attenuarla aumentando la quota di cotto (verdura cotta in particolare), eviterò digiuni e semidigiuni, e cercherò di mangiare a sufficienza e di non lesinare sulle quantità, perché la crisi eliminativa varia in proporzione inversa alla quantità di cibo. Se al contrario la crisi eliminativa è fiacca, allora potrei anche incrementare il mio comportamento virtuoso, aumentando la quota di crudo e facendo qualche incursione sul terreno del digiuno (ma non mi pare certo il caso di tuo fratello, che è in sottopeso, che forse mangia già troppo poco, e anzi è forse questa la ragione dell’acutezza della sua crisi).
    Due litri d’acqua per un vegancrudista sono una quantità abnorme, io berrò un bicchiere massimo due in un giorno, d’altra parte mangiando due o tre chili di frutta e un chilo almeno di verdura non posso certo dire di farmi mancare l’acqua.