SOROS SOVRANO MONDIALE DEI CAPITALI IN NERO E DEI FONDI ESENTASSE

Era corsa la voce che George Soros fosse morto. Era una bufala, e ci sta bene che sia vivo e vegeto, gli auguriamo anzi lunga vita così da poterne parlare con maggiore serenità e franchezza. È stato accusato di aver finanziato e guidato tutti i colpi di Stato e le rivoluzioni degli ultimi 25 anni, di essere stato tra i principali artefici della caduta dell’Unione Sovietica, di aver messo in ginocchio intere economie grazie alle sue speculazioni finanziarie e di continuare, ancora oggi, a destabilizzare i governi a lui avversi attraverso la sua fitta rete di organizzazioni e agenti.

Per molti George Soros, nato György Schwartz da genitori ebrei ungheresi e poi naturalizzato americano, è solo un imprenditore, filantropo e speculatore finanziario, che con un patrimonio stimato di circa 25.2 miliardi di dollari rientra fra gli uomini più ricchi del mondo. Per altri, in particolare quelli più legati all’ala repubblicana americana o ai partiti nazionalisti europei, è l’uomo che muove i fili di ogni grande evento mondiale, agendo sempre nell’ombra.

Ma nonostante tutte le accuse che gli sono state mosse, solo alcune hanno trovato riscontri nelle aule di tribunale (nel 2006 è stato condannato per insider trading da un tribunale francese), mentre altre sono note grazie a dichiarazioni dello stesso Soros. Oggi 87enne, presiede fondi d’investimento come il Quantum Fund e la Open Society Foundations (Osf), una fondazione che si occupa di finanziare progetti sociali per lo sviluppo e la salvaguardia dei diritti umani, tra i quali Human Rights Watch e Amnesty International.

DALL’UNGHERIA ALL’INGHILTERRA E AGLI USA

Il cognome Soros era nato dalla necessità di nascondere le sue origini ebraiche durante l’occupazione nazista dell’Ungheria. Nel 1947 riuscì a fuggire dall’Ungheria sovietica, dove si erano intanto formate le sue idee anticomuniste e progressiste. La fuga lo porta in Inghilterra, dove entra nel mondo della finanza e dà il via al suo fondo d’investimento Quantum Fund. Man mano che le sue ricchezze crescevano, i rapporti con i piani alti della finanza mondiale si diventavano sempre più forti, facendo nascere le prime voci sulle sue abili manipolazioni. Manipolazioni che ebbero come primo obiettivo l’Unione Sovietica, il suo nemico storico.

NEMICO GIURATO DI VLADIMIR PUTIN

Dall’inizio degli anni ’80 Soros avrebbe infatti finanziato organizzazioni democratiche come il sindacato polacco Solidarność con milioni di dollari, in modo da destabilizzare le basi di una Urss già in difficoltà, e di promuovere l’ascesa dei movimenti anticomunisti. Ma i finanziamenti non sono cessati dopo la caduta dell’Unione Sovietica, e per questo il Soros è considerato nemico da Vladimir Putin. Il presidente russo ha infatti dichiarato “indesiderate” alcune Ong in cui Soros è coinvolto tra cui:

  • Amnesty International
  • Media Development Investment Fund
  • International Republican Institute (Iri)
  • La Open Society Foundation

SPECULAZIONI SULLA LIRA ITALIANA E SULLA STERLINA INGLESE

Parallelamente, Soros aumentava la propria ricchezza e la propria notorietà continuando a imporsi nel mondo della finanza mondiale. Fino a finire sulla bocca di tutto il mondo per essere stato il principale architetto del Mercoledì Nero del 16 settembre 1992, quando con un’operazione di speculazione finanziaria provocò il crollo della Sterlina inglese e della Lira italiana, tanto da costringerle a uscire dal Sistema Monetario Europeo (Sme) e portando nelle casse del magnate oltre 1 miliardo di dollari.

AMICO PER LA PELLE DEL PARTITO DEMOCRATICO

Da sempre sostenitore delle amministrazioni democratiche americane, per le quali ha stanziato milioni di dollari di finanziamenti, Soros è invece fortemente critico nei confronti dei rappresentanti repubblicani, che spesso ricambiano, soprattutto dell’ex Presidente George W. Bush e dell’attuale inquilino della Casa Bianca, Donald Trump.
Più volte il fronte repubblicano lo ha accusato di ordire complotti per destabilizzare governi e Paesi contrari alla sua visione politica, o semplicemente per trarne un vantaggio economico e favorire le proprie speculazioni finanziarie. Ma queste voci hanno occupato le prime pagine dei giornali quando, nell’agosto del 2016, vengono diffuse da Dc Leaks le mail hackerate della Open Society Foundations. Il gruppo di pirati informatici scrive nel proprio comunicato che “George Soros guida più di 50 fondazioni sia globali che regionali. È considerato l’architetto di ogni rivoluzione e colpo di Stato di tutto il mondo negli ultimi 25 anni”. Dalle mail emergerebbero la sua azione per favorire e orientare i flussi migratori mondiali, i finanziamenti in favore di candidati democratici americani come Hillary Clinton, l’influenza economica sui movimenti pro-Ue, l’ingerenza sulle proteste di Maidan in Ucraina e il finanziamento del gruppo femminista e anti-Putin Pussy Riot.

SCINTILLE TRA SOROS E VIKTOR ORBAN

La cosiddetta “Legge Soros” approvata dal Parlamento ungherese e la campagna contro il miliardario iniziata a luglio sono quindi solo le ultime pagine della lotta tra il magnate americano e i governi nazionalisti e filorussi europei. L’eventuale, e probabile, chiusura dell’università finanziata dall’imprenditore ebreo fa parte del progetto politico del governo di Viktor Orbán di eliminare o allontanare il più possibile le opposizioni interne all’esecutivo. Progetto nel quale si collocano anche le leggi restrittive nei confronti dei media, nel 2011, e i piani per estromettere proprio le Ong di Soros, considerate le responsabili del flusso di immigrati arrivati nel Paese nel 2015. “Il clima che si respirava nell’università era di libertà accademica assoluta – racconta a Ilfattoquotidiano.it Betty Ferrari, ex studentessa e ricercatrice della Ceu – dove tutte le opinioni erano ben accette. E ho conosciuto molti studenti e docenti che non erano sicuramente dei pericolosi sovversivi come li vede il governo ungherese. A livello di ricerca accademica è però un’università che si occupa di diritti umani, di diseguaglianze, di diritto costituzionale, che è critica del nazionalismo. Ѐ un posto dove si offrono generose borse di studio a studenti di origine rom, che così possono accedere a un’istruzione che non potrebbero altrimenti permettersi, o dove si offrono gratuitamente corsi per i rifugiati arrivati in Ungheria”. Un principio di accesso all’istruzione che ha permesso allo stesso Orbán di usufruire di una borsa di studio a Oxford finanziata dal miliardario statunitense nel 1989, quando ancora i due non erano nemici. Come non lo erano quando l’attuale premier ungherese militava nell’anticomunista e liberale Alleanza dei Giovani Democratici, embrione di Fidesz e anch’essa finanziata da George Soros.

SOROS FINANZIATO DA ENTI INTERNAZIONALI E DA GOVERNI

Le Istituzioni pubbliche nazionali ed internazionali sono Partners (finanziatori) della Open Society Foundation di George Soros. Governi, UE, ONU, OMS, UNESCO, UNICEF, e moltissimi altri enti, sono nella lista dei finanziatori.
Già con questa scandalosa e spudorata ammissione ufficiale bisognerebbe prendere atto dell’origine di moltissimi problemi nazionali e non. Ma andiamo oltre e cerchiamo di capire cosa ci fa con i soldi pubblici, George Soros e la sua Open Society Foundation. Aiuta i terremotati, i poveri, i disoccupati, gli emarginati, le famiglie? NO! Certo che no.

QUALI SONO GLI ATTUALI FINANZIAMENTI DI SOROS

  • La Open Society Foundation OSF di George Soros finanzia i ROM europei.
  • Finanzia le principali ONG impegnate nel traffico di africani verso l’Italia, come Médecins sans frontières, Save the children, Moas, Jugend Rettet, Stichting Bootvluchting, Proactiva Open Arms, Sea-watch.org, Sea-Eye, Life boat.
    La Open Society Foundation di George Soros avrebbe finanziato persino il Comune di Lampedusa per accogliere i migranti.
  • La OFS ha finanziato il blog Fortress Europe di Daniele Del Grande, il presunto giornalista italiano imprigionato in Turchia (e poi liberato con tanta enfasi patriottica da parte di Alfano) che si occupa di flussi migratori in Europa.
  • La OFS finanzia la più potente organizzazione italiana di volontari delle carceri: Antigone.
  • La OSF finanzia le associazioni LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali).
  • La OSF finanzia Arcigay e i progetti GENDER nelle scuole.
  • La OSF finanzia coi soldi pubblici i terremotati, i poveri, i disoccupati, gli emarginati, le famiglie? Ancora e sempre: NO!
  • La OSF finanzia CILD, un’associazione italica che finanzia lo Ius Soli (allargamento della cittadinanza a tutti i migranti), i diritti dei detenuti, i diritti dei rifugiati, i diritti degli LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali), i diritti dei Rom, Sinti e Camminanti, la legalizzazione delle droghe.

STRANI COLLEGAMENTI COL GOVERNO ITALIANO

Presunti e strani collegamenti indiretti anche tra la Open Society Foundation di George Soros e il Ministero della Giustizia italiano. Ci chiediamo, infine, come mai e perché Gentiloni si sia premurato ad accogliere George Soros, proprio lo stesso giorno in cui il Procuratore di Catania dr Zuccaro, famoso per aver denunciato personaggi discutibili che finanziano le ONG che si occupano di traffici clandestini di migranti, era in audizione alla Commissione Difesa del Senato.
Ora capiamo meglio perché George Soros, e le associazioni satelliti della sua Open Society Foundation, sono state sfrattate dall’Austria, dichiarate non gradite dall’Ungheria e dalla Russia e considerate artefici di tutti i colpi di stato degli ultimi 25 anni, come avrebbe candidamente ammesso lo stesso Soros in Ucraina.

BOCCA CHIUSA SULLA CRISI DEL BAHT E DELLE TIGRI ASIATICHE

Quanto sopra lo ho sintetizzato dalle informazioni ufficiali che circolano sulla rete. Tutte cose abbastanza note. Quello che non è stato detto invece sul più grande speculatore mondiale di tutti i tempi, è il suo ruolo centrale nella crisi del Baht Thailandese e sulla caduta delle Tigri Asiatiche nell’estate 1997. Come mai questa gravissima omissione? Ricordo a chi volesse documentarsi di leggere “George Soros presidente degli Usa, dell’Aids e della B12”.

NELL’ESTATE 1997 SUCCESSERO COSE DI STRAORDINARIA RILEVANZA

Il motivo della omissione esiste, ed è che Soros in quella occasione l’ha fatta più grossa di tutte le altre volte, mettendo sul lastrico l’intera economia mondiale, ma in particolare la piccola e media industria italiana, creando le basi per i milioni di giovani disoccupati di oggi, e per i tanti attentati dell’Isis. Nell’estate 1997 venne staccata la cedola di credito da parte di Bill Clinton, da lui precedentemente finanziato e piazzato alla Casa Bianca. Una mano lava l’altra. Clinton gli diede 2 cose:

  • Libertà totale operativa in Asia in termini di speculazioni.
  • Lasciapassare alla Banca Mondiale.

NESSUN ALIBI SE NON QUELLO DEL DANARO SPECULATIVO

Di queste cose non si vuole parlare. Troppo sporche per raccontarsi. Perché la crisi delle economie asiatiche fu giocata nel modo più cinico e più vorace possibile, senza nemmeno uno straccio di alibi politico giustificativo. La Thailandia andava benissimo e aveva una moneta fortissima e stabile, oltre che un re ben voluto ed un futuro roseo davanti a sé. Tutte le potenze asiatiche procedevano a gonfie vele con incrementi annui del PIL oltre il 10% e stavano importando a pieno ritmo merci e macchinari dall’Europa e specialmente dall’Italia, con grosse prospettive per l’export italiano di allora, soprattutto nella metalmeccanica. Il mondo intero in realtà stava marciando al meglio, come un apparato ben oliato. Il business era florido e attivo nel mondo intero. Un po’ meno per gli Usa che facevano di tutto e spendevano enormi risorse promozionali in fiere e missioni per incrementare la propria presenza in Asia, ma senza grossi risultati. C’era un evidente risentimento dell’industria americana nei riguardi dei successi europei ed italiani in Asia. Americani stizziti e indispettiti. Spendevano e investivano risorse a vuoto.

SOROS ROVINA DELL’ITALIA MA NON SOLO

Fatto sta che Soros ha demolito le economie asiatiche e di conseguenza l’industria italiana e il business mondiale, al solo scopo di riequilibrare il suo credito verso i Clinton, al solo scopo di lucrare e speculare sulla crisi thailandese, guadagnando enormi masse di danaro, mandando in rovina e poi ricomprando in Thailandia a prezzi stracciati banche, assicurazioni, terreni, palazzi. Affare sporchissimo e devastante per Bangkok ma anche per il mondo intero. Affare speculativo che ha creato il terreno per le guerre in Iraq, in Libia ed ora in Siria, e per gli stessi attentati dell’Isis. Roba da non raccontarsi. Acqua in bocca sulla crisi del Baht!

QUANDO SI PARLA DI SOROS INEVITABILI I COLLEGAMENTI CON GATES, COI VACCINI E CON I ROTHSCHILD

Quando di parla di Soros si parla anche di speculazioni, di petrolio, di farmaci, di Billy e Melinda Gates, di vaccini, di banche, di borse, di miliardi che girano in nero. Inevitabile che si parli pure di Vaticano e dei suoi più vicini alleati, se non addirittura padroni, i Rothschild, doppio segno di croce! Pare che la Glaxo, capofila mondiale dei vaccini, appartenga proprio al gruppo Rothschild, tramite un sapiente gioco di scatole cinesi ovviamente. Leggasi pure in proposito la mia tesina “L’inquietante impero mondiale Rothschild”.

SGRADITO IN ASIA E COCCOLATO IN ITALIA

Soros sa benissimo che non si può azzardare a mettere piede in Thailandia o in qualsiasi capitale asiatica, salvo barba e baffi finti. Verrebbe riconosciuto e preso a sassate dalla gente comune, dai tassisti, dai dipendenti aeroportuali, dalla stessa polizia di frontiera. Ma a Roma no. A Roma gli stendono i tappeti rossi di benvenuto. La gente poi non sa nemmeno chi sia. Da quelle parti c’è il caro amico Gentiloni, gentile di nome e di fatto. A Bologna ancora meglio. Lì c’è il caro amico Romano Prodi che gli ha persino fatto prendere una laurea honoris causa. Manca solo che gli venga accordata la cittadinanza italiana, oltre che il Nobel della furbizia.

Valdo Vaccaro

Riferimenti: