SPESE MILITARI PER LA SICUREZZA O SPESE MILITARI PER L’EGEMONIA?

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LETTERA

PROVE GENERALI PER LA TERZA GUERRA MONDIALE

Riporto il link del nuovo editoriale di Manlio Dinucci “Nato, Consiglio di guerra”, sulle prove generali per una terza guerra mondiale. Segue l’intervista di Margherita Furlan a Carlo Sibilia, parlamentare M5S, membro della Commissione Esteri della Camera. Finalmente una posizione del movimento, ancorché tiepida, contro la guerra e contro la NATO. Anch’io penso che per il M5S sia giunto il momento di uscire allo scoperto. Un dato che Sibilia riferisce mi sembra però totalmente fuori di diversi ordini di grandezza.

UNA MISERIA DA 30 MILIARDI DI DOLLARI DA PARTE DELL’ITALIA

Se non ho capito male, Sibilia parla della spesa, per la guerra al terrorismo, di 4,5 miliardi di USD dal 2001 a oggi, mentre la NATO, solo nel 2009, ha dedicato in totale alle spese militari oltre 1.000 miliardi di dollari. A questa cifra, l’italia ha contribuito con oltre 30 miliardi di dollari, sacrificando pensioni, scuole, ospedali ed investimenti per l’occupazione.

LINK DA ANALIZZARE

Questi i link da analizzare: http://www.associazionepopolari.it/notizia.php?NOTIZIA=1209,
http://www.sipri.org/research/armaments/milex/milex_database
Paolo De Santis

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DOCUMENTO SULLE SPESE MILITARI DI GIUSEPPE LADETTO, SITO RINASCITA POPOLARE, AGENZIA DELL’ASS. “I POPOLARI DEL PIEMONTE” (Sintesi e sottotitoli di VV)

SPESE MILITARI, PAROLE E NUMERI

PER OBAMA GLI EUROPEI DEVONO INCREMENTARE LE SPESE MILITARI

Un divario fra parole e numeri si verifica frequentemente sui temi di politica estera. Temi sui quali l’opinione pubblica sembra interessarsi poco anche perché non sono più oggetto di dibattito politico. Il presidente Obama, il premier britannico Cameron e il segretario della NATO Rasmussen hanno recentemente invitato gli europei a spendere di più per gli armamenti perché non si deve abbassare la guardia di fronte alla minaccia russa all’Europa orientale e di fronte al terrorismo da cui l’Occidente deve difendersi. Ci dicono che la spesa militare dell’Occidente è inadeguata, e che così l’Europa va incontro a gravi pericoli. Ora passiamo dalle parole ai numeri.

LE CIFRE DEI VARI PAESI PARLANO CHIARO

Secondo i rapporti dello Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI) sulla spesa militare nel mondo, nel 2009, gli Stati Uniti hanno speso 663 miliardi di dollari, i NATO complessivamente 1030, la Cina 99 e la Russia 61. Nel 2012 la spesa globale è aumentata del 14%, principalmente ad opera dei Paesi emergenti, della Cina (giunta a 130 miliardi) e della Russia (arrivata a 69), ma il quadro generale non risulta sostanzialmente modificato. Oltre il 40% della spesa globale è attribuita ai soli Stati Uniti, mentre quella dei Paesi NATO complessivamente supera il 60% del totale. E al restante 35-40% di spesa militare, contribuiscono nazioni come Giappone, Corea del Sud, Australia, Nuova Zelanda, Israele, Arabia Saudita ed altre ancora, che non sono della NATO, ma sono comunque alleate degli USA.

USA E NATO RISULTANO I PIÙ GROSSI SCIALACQUATORI

I numeri ci impongono una domanda. Per difendersi da chi Stati Uniti e alleati NATO spendono annualmente quasi 2000 miliardi di dollari? Per difendersi dalla Cina che ne spende poco più di un decimo? dalla Russia che spende all’incirca quanto il solo Regno Unito (69 miliardi dollari), o quanto la sola Francia (67 miliardi di dollari)? forse dall’Iran (9 miliardi di dollari), o dal Venezuela (3,2 miliardi di dollari), o dalla Siria (1,9 miliardi)? Anche mettendo insieme tutti i presunti cattivi, la distanza tra la loro spesa militare e quella dei soli Stati Uniti resta grande.

PRESUNTI PERICOLI RUSSI CHE GIUSTIFICHEREBBERO LA SPESA MILITARE

La Russia, viene detto, intende restaurare l’Unione Sovietica ed estendere il suo dominio all’Europa Orientale. Ma ci vuole ben altra spesa militare (oltre a un’ideologia di portata mondiale, come il comunismo) per un tale progetto. La Russia è ancora una potenza nucleare, si aggiunge, e va tenuta a bada. Che dire dunque di fronte alla crisi ucraina, indicata come la prova dell’espansionismo russo? Viste le premesse (ampliamento ad est della NATO e scudo antimissili che altera il cosiddetto equilibrio del terrore), è comprensibile che la Russia non voglia vedere la NATO estendersi ulteriormente fino alle porte di casa e per giunta in Paesi che sono stati una sua componente per almeno due o tre secoli.

TERRORISMO E CALIFFATO DELL’ISIS

C’è poi il terrorismo da cui il mondo occidentale deve difendersi. Ma la lotta al terrorismo è faccenda di servizi segreti, di polizia, di corpi speciali di pronto intervento. È difficile credere che richieda centinaia di miliardi di dollari, anche tenendo conto della nuova minaccia del Califfato islamico in Iraq e Siria. Giustamente si dice che è preoccupante quanto accade in Medio Oriente e nell’Africa mediterranea, e che è legittimo intervenire.

I FAUTORI ODIERNI DELLA GUERRA SONO SEMPRE QUELLI CHE HANNO DESTABILIZZATO LA REGIONE MEDIO-ORIENTALE E LA LIBIA

Tuttavia è lecito rimanere perplessi osservando che, ad agire da protagonisti e a indicare soluzioni, sono proprio coloro (USA, Regno Unito, Francia) che, avendo irresponsabilmente destabilizzato la regione per abbattere i governi di Iraq, Libia e Siria, hanno posto le basi del successo dei fondamentalisti dell’Isis, e sono quanti (Turchia, Arabia Saudita, Qatar) hanno appoggiato o finanziato il fondamentalismo sunnita più estremo.

RIMUOVERE LE CAUSE E SPEZZARE IL CIRCOLO VIZIOSO DELL’ODIO

Riguardo alle guerre contro i presunti santuari del terrorismo, o a quelle per esportare la democrazia, forse sarebbe meglio accantonarle, visti i risultati devastanti o inconcludenti in Iraq, Afghanistan, Libia e Siria. Il terrorismo rappresenta una sorta di nuova guerra mondiale. Di fronte ad esso non è praticabile un pacifismo assoluto che significherebbe soggiacere al diktat della violenza. Ma il terrorismo non può essere vinto facendo ricorso esclusivamente agli strumenti della forza. Devono essere ricercate e rimosse le cause del terrorismo, che spesso affonda le sue radici in preesistenti errori ed ingiustizie. Occorre spezzare il circolo vizioso dell’occhio per occhio, senza di che non c’è via d’uscita dalla violenza.

IL BUDGET MILITARE SERVE A MANTENERE L’EGEMONIA

Allora, se la spesa militare degli Stati Uniti e della NATO non è per la difesa, come emerge dai numeri, a che scopo è fatta? E quanto vorremmo sentirci dire dai tanti che ne sostengono la necessità. Sorge il fondato dubbio che tale enorme spesa militare abbia altri obiettivi rispetto alla difesa, e riguardi piuttosto la volontà di mantenere un ruolo egemonico da parte degli Stati Uniti, che continuano a ritenersi una nazione eccezionale e indispensabile, come più volte detto dai suoi presidenti. Ma gli equilibri planetari sono cambiati e nessuna potenza può aspirare a una leadership incontrastata in un mondo ormai destinato a diventare multipolare.

CONSEGUENZA DELLA PAURA È LA GUERRA PREVENTIVA

Fabio Mini, generale dell’esercito italiano, già comandante di una operazione di peace–keeping nei Balcani, nel suo volume La guerra dopo la guerra, evidenzia che la violenza è una necessità fisiologica per quella parte del mondo che gode del benessere. Mentre chi non ha niente da perdere non ha paura di nulla (nemmeno della morte), chi ha molto (anzi, troppo) ha sempre paura, vive nella paura, vede pericoli e potenziali nemici ovunque. E la conseguenza della paura è la guerra preventiva. Questa non è basata su una reale minaccia, ma sulla presunzione delle intenzioni dell’avversario di turno, indipendentemente dalle sue vere capacità di offesa. In quest’ottica, la sfida che gli Stati Uniti (e più in generale l’Occidente) ritengono di dover sostenere è quella di difendersi contro l’incognito, il non visto, l’inaspettato.

IL CONTROLLO DELLE RISORSE PETROLIFERE

In ogni caso, i numeri ci dicono che le enormi spese militari dei Paesi occidentali non hanno una motivazione difensiva reale e quindi una giustificazione sotto quest’aspetto. Se poi esse sono dettate dal non confessato obiettivo di mantenere il controllo di quelle risorse che il colonialismo vecchio e nuovo ha loro concesso, allora si tratta di una motivazione ancor più inaccettabile in un mondo dalle troppe disuguaglianze.

VIVIAMO IN UNO STATO PROLUNGATO DI BELLIGERANZA MONDIALE

Ancora oggi, viviamo sotto la minaccia delle armi nucleari, e non c’è giorno che, in qualche luogo, non ci siano popolazioni coinvolte in quelle che per noi fino a ieri erano guerre lontane, oggi divenute prossime. Ha ragione il Papa quando afferma che stiamo assistendo ad una guerra mondiale a pezzi. La pace è un valore in sé. Bisogna rifiutare il ricorso alla guerra come mezzo risolutivo delle questioni internazionali e, come logica conseguenza di questo rifiuto, chiedere la riduzione degli armamenti e della spesa militare. Anche la spesa militare italiana, compresa tra 34 e 37 miliardi di dollari annui, a seconda delle modalità di conteggio, non è affatto modesta, come si sente diffusamente sostenere. Si colloca intorno all’ottavo-nono posto nella graduatoria mondiale. È pari a quella dell’India (36) ed è superiore a quella del Brasile (27).

MENTRE LE RISORSE MONETARIE SERVIREBBERO PER CREARE PAESI STABILI E SICURI IN SENO ALL’AFRICA E AL MEDIORIENTE

Tutto questo mentre esiste la necessità di destinare ad altri fini le enormi somme di denaro spese annualmente nel mondo per le armi e per la guerra. Aiutare i Paesi più poveri a trovare una propria autonoma strada di crescita economica e sociale e avviare il riordino delle strutture dell’economia odierna, ponendo riparo ai guasti inflitti a questa nostra Terra da uno sviluppo predatorio, aiutando i paesi africani a creare economie sane e stabili che motivino i propri cittadini a restare in sicurezza e decoro nei propri paesi, e non a cercare fortuna altrove, dove le chance di migliorare scarseggiano.

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COMMENTO

L’AMERICA STA GIOCANDO SPORCO

Non è solo una questione di condividere quanto scrive Giuseppe Ladetto, e di restare senza fiato di fronte a cifre che rappresentano sprechi immorali di risorse per del materiale bellico destinato a distruggere e a provare morte e disperazione. L’America sta giocando molto sporco.

LA LUCE IN FONDO AL TUNNEL NON APPARE ANCORA

Da un lato ci chiede di spendere di più dei nostri 30 miliardi/anno e, dall’altro, sta boicottando da anni le nostre economie prosciugando le nostre risorse, definendoci paese di spreconi e di mani bucate, svalutando le nostre finanze con le fasulle agenzie di rating, deflazionando e chiudendoci il rubinetto dei contanti, impoverendo i paesi del Mediterraneo, lasciando mano libera ai ladri ed ai furfanti della speculazione tipo George Soros e i corrotti funzionari della Banca Mondiale, compromettendo il mondo degli scambi e i nostri mercati export, come successo con la crisi del Baht thailandese e delle tigri asiatiche del 1997 e con l’ultimo ventennio di Vacche Magre, tuttora privo di sbocchi concreti.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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