SPORTIVO 50ENNE CON SCIATALGIA, ERNIA VERTEBRALE E DOLORI OSSEI ALL’ANCA

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LETTERA

50ENNE ATLETICO CON QUALCHE DOLORE

Egr. dr  Valdo, ho 52 anni, peso 93 kg e svolgo attività fisica con costanza (sci nel periodo invernale e camminata quotidiana a passo veloce 4-5 volte la settimana per circa 1 ora) e, da un paio d’anni, soffro di alcuni dolori che provo ad elencare.

NIENTE PIÙ FUMO E ALIMENTAZIONE TENDENZIALMENTE VEGETARIANA

Ho smesso di fumare circa 8 anni fa e da allora ho anche gradatamente abbracciato uno stile di vita nettamente più salutare. Con gradualità e a seguito di informazioni reperite in rete, ma anche attraverso qualche medico, ho iniziato a limitare l’uso di carne e latticini preferendo una alimentazione tendenzialmente vegetariana. A partire dal 2014 il mio menu è nettamente vegetariano privo di latticini eccezione fatta per un po’ di parmigiano reggiano stravecchio (50 mesi). Raramente, per motivi pratici, sono costretto a qualche giorno di alimentazione meno rigorosa e quindi onnivora (viaggi di lavoro all’estero).

VENIAMO AI DISTURBI FISICI

Circa 2 anni fa, sedendomi sul sellino della mia mountain bike ho avvertito un dolore abbastanza intenso nella zona dell’ischio dx. Non ricordo con esattezza se da qual momento esatto ho appeso la bici al chiodo o se l’ho fatto nelle settimane successive. Più o meno in contemporanea mi sono procurato uno strappo all’adduttore dx (dic 2014). Queste due cose si intrecciano e si sovrappongono in continuazione impedendomi, di fatto, di comprendere se sono due cose diverse o se invece hanno la medesima origine. Talvolta ho delle crisi acute a distanza di 15/30gg. che mi costringono, mio malgrado, all’assunzione di un Voltaren. Spesso queste crisi iniziano la notte verso le 2,30/3,00 a.m. e terminano il giorno successivo dopo pranzo.

ERNIA, CADUTE E FORTE DOLORE NEL GUIDARE E NEL RIALZARSI DALLA SCRIVANIA

Preciso che ho anche un’ernia tra L4 e L5. Recentemente (dicembre 2015) ho avuto anche una brutta caduta sul ghiaccio, picchiando violentemente il coccige e procurandomi anche una piccola frattura all’indice della mano dx. Molto spesso ho difficoltà a guidare la macchina con il dolore abbastanza forte che si localizza prevalentemente tra il gluteo dx, la coscia fino a sopra il ginocchio. Anche la posizione seduta (vedi scrivania) mi da spessissimo problemi molto simili. Sin dall’insorgere di questi dolori ho come la sensazione di un cuscinetto sempre intorno all’ischio dx.

DIFFICOLTÀ MINZIONALI ED ERETTIVE

Mi sono rivolto quindi al mio medico (omeopata) lamentando anche ultimamente difficoltà nella minzione, scarsa erezione e poca produzione di sperma. Il medico mi ha inizialmente tastato la prostata asserendo che la sentiva un po’ ingrossata e dura. Mi ha subito ordinato una ecografia completa dell’addome che ha evidenziato quanto vede nel documento Eco-addome.

CURE OMEOPATICHE E DIETA VEGANA MA SENZA BENEFICI CONCRETI

Il medico mi ha quindi ordinato una cura omeopatica, raccomandando anche una alimentazione rigorosamente priva di proteine animali. Purtroppo non ho avuto alcun beneficio tangibile. Il dolori sono continuati seppur sempre con un andamento altalenante cosa che mi ha permesso di svolgere la mia attività sportiva principale (sci) al 50% delle mie capacità, in quanto la gamba dx mi doleva a seguito di specifici movimenti.

AREA DI RIMANEGGIAMENTO OSSEO ALL’ISCHIO DX

A questo punto il medico omeopata mi raccomanda una RX al bacino la quale evidenzia quanto si legge nell’allegato RX bacino. Sempre l’omeopata mi manda quindi da uno specialista in ortopedia il quale ipotizza un’area di rimaneggiamento osseo ischio dx (addensante) e mi prescrive una Risonanza magnetica al bacino, in allegato RM-bacino. L’ortopedico mi manda dal medico di base per programmare Esami del sangue completi con PSA, PET, TC Total Body con colina.

DUBBI, RIFLESSIONI ED EVENTUALE RICORSO A DIGIUNO TERAPEUTICO

A questo punto i miei dubbi aumentano, anche se sono pressoché convinto di aver un qualche problema alla prostata e problemi alla branca ischio pubica, ma mi pare che comunque l’approccio medico non sia corretto. Sento di aver bisogno di un momento di pausa e di riflessione prima di procedere con altre indagini. Vorrei fare un digiuno terapeutico assistito e a tal proposito gradirei un suo parere su come e dove effettuarlo. Nonché su cosa lei farebbe se fosse al mio posto. La ringrazio per la cortese attenzione e attendo un suo riscontro. Cordiali saluti.
Alberto

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RISPOSTA

PROBABILE UNA SCIATALGIA DA COMPRESSIONE DEL NERVO ISCHIATICO

Ciao Alberto. Un fastidio che si origina a volte per cadute e sforzi prolungati o comunque superiori alle possibilità muscolari, ma altre volte senza cause apparenti o traumi, localizzato subito sotto al gluteo. Affligge chi corre e, dopo essere stati seduti per molto tempo costringe ad alzarsi in piedi per avere un leggero senso di sollievo. Trattasi di una patologia che affligge in particolare gli atleti, e che viene spesso sottovalutata. Si origina, come ben descritto in un articolo a firma del dr Antonio Bruno, da una muscolo-tendinopatia dell’inserzione prossimale dei muscoli ischio-crurali, situati nel retro coscia. Il dolore è spesso di tipo sciatalgico, dovuto a fenomeni di compressione del nervo ischiatico che ne derivano.

PROBLEMI MUSCOLARI ALL’ANCA E COINVOLGIMENTO DELLE ERNIE VERTEBRALI

Nei muscoli ischio-crurali ci sono il bicipite femorale, il semitendinoso, il semimebranoso e i muscoli flessori dell’anca. L’apparato muscolare dell’anca è molto ricco e complesso, avendo importanti funzioni statiche e dinamiche da assolvere. Il nervo sottoposto a compressione, l’ischiatico o sciatico, è il più lungo e grosso del corpo, trae la sua origine a livello lombo-sacrale, ha rapporti col muscolo piriforme del gluteo, col tendine del capo lungo del bicipite e col ventre carnoso del semimebranoso. Il dolore che viene percepito originerebbe dalla compressione del nervo ischiatico da parte dei su menzionati muscoli, e partirebbe dai rami anteriori delle vertebre cominciando dalla L4, per cui l’ernia citata nel tuo caso non sarebbe affatto estranea ai problemi che stai lamentando.

SINDROME COMUNE A VELOCISTI, FONDISTI, SALTATORI E CALCIATORI

Questa sindrome affligge tutti i tipi di corridori, dai velocisti ai fondisti ma anche calciatori e saltatori. Il dolore viene solitamente descritto dagli atleti che ne soffrono come localizzato nella parte bassa del gluteo, o, posteriormente, nella parte alta della coscia, non continuo ma piuttosto tendente a sparire al termine dello sforzo. Particolare il riproporsi del dolore quando si sta seduti per molto tempo.

TENDINITI DA SOVRACCARICO E FORMAZIONE DI TESSUTO CICATRIZIALE

In allenamento il dolore si presenta con variazioni improvvise in occasione di scatti, balzi o calci al pallone. Questi movimenti possono provocare tendiniti da sovraccarico o lesioni muscolo-tendinee agli ischio-crurali, con conseguente formazione di tessuto cicatriziale duro e non estensibile, che può essere la causa della compressione del nervo o la sua irritazione.

ALTRI FATTORI PREDISPONENTI ALL’INTRAPPOLAMENTO DEL NERVO SCIATICO

Il carico di lavoro non deve essere considerato l’unica causa scatenante della sindrome. Altri fattori predisponenti possono essere piccoli difetti scheletrici, la differente lunghezza degli arti inferiori, responsabile di una non corretta distribuzione dei carichi di forza sull’apparato muscolo-scheletrico, o la non corretta esecuzione del gesto atletico. Il percorso del nervo ischiatico può presentare in alcuni una leggera differenza che predispone l’intrappolamento del nervo tra i muscoli ischio-crurali.

INFILTRAZIONI E FIBROLISI DEL TESSUTO CICATRIZIALE

Alcune correnti di pensiero si basano su infiltrazioni o tentativi di fibrolisi del tessuto cicatriziale. Qualora dopo mesi di trattamento il dolore persista si ricorre all’intervento chirurgico, consistente nel separare il tessuto cicatriziale dalle strutture muscolo tendinee, soluzione estrema ma che dopo un adeguato periodo di recupero riporta l’atleta alla piena pratica sportiva.

DOLORI AGLI ADDUTTORI, PUBALGIE ED IPERLORDOSI

Diversi atleti sono afflitti da dolore agli adduttori tendente a sparire al termine del gesto atletico. Dolori trattati a livello diagnostico e terapeutico come se si trattasse di comune pubalgia. Va sempre bene allungare i muscoli adduttori. Ma occorre tenere in considerazione che un atleta, se afflitto da iperlordosi lombare come spesso succede, dispone di una muscolatura ischio-crurale poco elongabile che si contrappone ad una muscolatura addominale debole che lascia ai potenti fasci adduttori il compito di recuperare il movimento.

RIPOSO TERAPEUTICO ED ALLUNGAMENTO DEI FLESSORI DELL’ANCA PRODUCONO REGRESSIONE DAL DOLORE

I muscoli dell’addome e la muscolatura adduttoria, hanno una funzione antagonista ma biomeccanicamente equilibrata. Mancando questo equilibrio si origina un disequilibrio funzionale che viene a ripercuotersi a livello pubico. In questo contesto non va sottovalutata la forza esercitata dal muscolo quadricipite femorale, muscolo antagonista dei muscoli ischio-crurali. Spesso, oltre al riposo terapeutico, allungare i flessori dell’anca ed il tronco in avanti, produce per incanto una regressione del dolore, evitando all’atleta mesi di infiltrazioni e di sofferenze. Come dire che l’equilibrio di forza ed elasticità fra muscoli antagonisti vale più di ogni altra cosa.

UN DIGIUNO POTREBBE RISULTARE BENEFICO

Tornando al tuo specifico messaggio, cosa farei io se fossi al tuo posto? L’idea di un digiuno terapeutico non è fuori posto. Potresti anche farlo a casa, a patto di poter contare su qualcuno che ti garantisca un minimo di assistenza. Volendo, 3 giorni potrebbero servire come assaggio e prova. Oppure potresti estenderlo a una settimana. La tempistica migliore è quella dettata dal corpo, dove il digiuno viene interrotto non appena torna prepotentemente la fame e, nel contempo si schiariscono le urine e l’alito ridiventa gradevole.

PURE IL SEMIDIGIUNO CON SUCCESSIVO RISPETTO DEI CICLI CIRCADIANI ANDREBBE PRESO IN CONSIDERAZIONE

Come alternativa al digiuno esiste anche il cosiddetto semidigiuno a base di frutta acquosa soltanto o a base di frutta prevalente e di verdura cruda per cena, sfruttando l’ottimo momento stagionale che offre ciliegie, fragole, pesche, albicocche, meloni, lamponi e angurie. Queste soluzioni depurative, associate poi al rispetto dei cicli circadiani, ti riporterebbero pure a un peso forma più alleggerito e più adatto alla tua mentalità sportiva, impedendoti anche deleterie forzature a carico dei muscoli e delle delicate strutture ossee dell’anca. Ci sarebbero inoltre conseguenze positive anche per gli altri problemi alla prostata.

QUALCHE SUGGERIMENTO FINALE

Se fossi in te mi concederei un periodo di riposo attivo, farei più stretching, prenderei più sole e farei più nuoto in acqua marina. Mi concederei anche un paio di fine settimana in località termale. Mi prenderei poi due racchette da trekking da accoppiare alle mie camminate rilassanti di un’ora ed oltre, e praticherei respirazione addominale. Darei anche maggiore fiducia alle qualità di recupero e di riequilibrio del mio corpo, senza ricorrere a troppi esami e troppe visite. Quello poi che tu stesso hai definito come momento di pausa e di riflessione. Tutte cose, nota bene, che servirebbero pure a me, bravo spesso a predicare bene e a razzolare male, anche se sto una ventina di chili al di sotto.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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