STIPSI DA MEGA-COLON, SVUOTAMENTI INCOMPLETI E VANI ACCORCIAMENTI CHIRURGICI

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LETTERA

MI SCARICO UNA VOLTA AL MESE

Buongiorno, ho letto che lei ha curato con successo persone colpite da Dolicomegacolon. Io sono nata con un extradolicomegacolon da 120 cm in più. Ho sempre avuto problemi di stitichezza ma ora, essendo andata in menopausa, sono peggiorata. Mi scarico una volta ogni 32 giorni cominciando con dissenteria e poi seguono i fecalomi.

NESSUNA CONTRAZIONE E NESSUNO STIMOLO A SPINGERE

Questo mi impedisce in quei giorni persino di svolgere il mio lavoro. Non ho più peristalsi anale. Durante il mese io ho lo stimolo ma il mio ano non si contrae. In più io ho perso lo stimolo di spingere. Nessuno mi dice cosa devo fare. Secondo i medici me lo tengo. I miei fecalomi sono sempre molto alti. Non posso fare clisteri che finirebbero per disidratarmi, e sono pure soggetta a ricoveri di emergenza.

DISPONIBILITÀ A MUOVERMI DA BRESCIA

Chiedo a lei se c’è qualcosa che posso fare. Vedo che lei vive a Roma, ma sarei disposta a venire in caso lei mi potesse vedere e consigliare qualcosa. Ho 52 anni e vivo a Brescia. La ringrazio anticipatamente.
Rosa

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RISPOSTA

SFRONDARE MEGLIO LE 5000 TESINE DEL BLOG

Ciao Rosa. Due correzioni. Non vivo a Roma ma a nord di Udine. Inoltre non curo nessuno e non sono un guaritore o un guru ma cerco soltanto di impostare istruzioni e soluzioni di tipo igienistico. Una delle mie tesine sull’argomento è “Dolicocolon e peristalsi intestinale“. Se poi vai sul blog e digiti come motore di ricerca le parole, colon, colite, digestione e simili, trovi molti altri titoli di tesine specifiche.

DEFINIZIONE DI MEGACOLON CONGENITO

La malattia di Hirschsprung, o megacolon agangliare congenito, si può definire come un’ostruzione, parziale o completa del colon, di gravità variabile. Una malattia caratterizzata dall’assenza delle cellule gangliari parasimpatiche intramurali nell’ultima porzione dell’intestino crasso. In altre parole sono assenti quelle strutture che permettono la peristalsi intestinale, ovvero la progressione del contenuto del tratto digerente nel segmento colpito, costituito dal retto o dal sigma. Come conseguenza si verifica un ristagno a monte del materiale fecale che, accumulandosi in grande quantità, determina dilatazione del colon, da cui deriva il nome di megacolon o colon ingrossato oltremisura.

SINTOMI DELLA ALTERAZIONE CHIAMATA MEGACOLON

Esordisce spesso nei primi giorni di vita con una ritardata eliminazione del meconio, quel materiale che riempie alla nascita l’intestino del neonato, di colore verde-nerastro, vischioso, costituito da acqua, bile ispessita, secreti intestinali, muco e cellule di sfaldamento delle mucose. Successivamente compaiono gli altri sintomi tipici della malattia che sono 1) Stipsi, che gradatamente aumenta di gravità portando ad evacuazioni spontanee rare, ogni 15-10 giorni, con scarsa risposta ai lassativi, 2) Distensione addominale progressiva, dovuta alla grossa massa fecale facilmente palpabile nella parte inferiore sinistra dell’addome, 3) Comparsa di episodi di occlusione intestinale, con vomito biliare e fecaloide, 4) Gravi enterocoliti per infezione del materiale fecale che ristagna.

STIPSI DA UN LATO ED INCAPACITÀ DI TRATTENIMENTO FECI DALL’ALTRO

La maggior parte dei pazienti raggiunge una buona continenza fecale anche se, in una minoranza dei casi, possono persistere stipsi da un lato ed encopresi dall’altro, cioè incapacità a trattenere le feci, ovvero emissione involontaria ed inconsapevole delle feci. L’aspettativa di vita è normale.

STRAORDINARIA IMPORTANZA DELLA DIETA

La dieta è importantissima! Bisogna eliminare ovviamente fritti, carni, lardo, strutto, panna, formaggi grassi e fermentati e tutto ciò che è difficile da digerire! Non esagerare con le fibre contenute in cereali integrali. Occorre pure limitare verdura e frutta perché, contrariamente a quello che si crede, un eccesso di fibre può peggiorare la stitichezza. Meglio comunque consumare la frutta lontano dai pasti e in piccole porzioni per volta, massimo 200gr. Mele e pere di stagione, ananas fresco, fichi freschi, prugne secche, fichi secchi e datteri immersi nell’acqua per una notte risultano ottimi.

RIMEDI AI PARASSITI E A I VERMI INTESTINALI

Papaia, melagrana, cotogne, semi di zucca e semi di papaia, aglio, zenzero e peperoncino, ortiche, crauti, alimenti ricchi di B6 tipo cavolo, bietola, agrumi in funzione anti-parassitaria e vermifuga, risultato fondamentali. Per quanto riguarda la verdura limitare quella che fermenta troppo tipo cipolle, sedano, funghi. Attenzione ai legumi che fermentano tantissimo, tipo fagioli, ceci, lenticchie, piselli.

ALIMENTI SÌ E ALIMENTI NO

Evitare gli alimenti contenenti lattosio, sorbitolo, aspartame o altri dolcificanti articifiali, come chewing gum, caramelle e simili. Non esagerare con i carboidrati (pane, pasta, pizza) perchè fermentano molto. Anche i lieviti contenuti nei prodotti da forno possono dare problemi. Eliminare o ridurre tutti i dolci, compresi miele, marmellata, succhi e bevande contenenti dolcificanti. Fra i carboidrati privilegiare la pasta o il riso con condimenti semplici, tipo olio e pomodoro fresco e pane azzimo, gallette di riso o di mais. Le uova sono più digeribili in camicia, con l’albume cotto e il tuorlo crudo.

ATTENZIONE ALLE BEVANDE E PRIVILEGIARE PASTI FREQUENTI E BEN MASTICATI

Niente bevande gassate e alcol. Niente caffè e the perché irritano l’intestino. Questi suggerimenti hanno carattere generale in quanto ognuno di noi è diverso e deve capire quali alimenti gli danno o meno problemi facendo delle prove e ascoltando le reazioni del proprio organismo dopo l’assunzione di un determinato cibo. Importante fare pasti piccoli e frequenti, non mangiare in fretta e sotto stress, masticare bene il cibo.

CRUDISMO TENDENZIALE SIGNIFICA ANCHE CIBI COTTI IN MODO CONSERVATIVO E INTELLIGENTE

L’attività fisica è fondamentale perchè aiuta a rilassarsi e a regolare l’intestino! In particolare, possono essere molto utili i passati di verdure e le verdure cotte, i purè di patate e le vellutate di zucca. È risaputo che la cottura leggera rende la fibra più digeribile. Tra le verdure cotte, molto utili sono le erbette, i legumi, le verze, le carote, le zucchine, i carciofi, i pomodori, i finocchi, gli asparagi, il tarassaco saltato in padella. Tra i frutti, invece, le mele e le pere cotte. Questo non contraddice affatto il crudismo che, per essere credibile, deve essere praticabile, sostenibile, personalizzabile, sobrio, piacevole e quindi tendenziale.

ALTERATA DEFECAZIONE  E ALTRI SINTOMI DIGESTIVI

Circa il 30% della popolazione mondiale soffre di stipsi, in particolare le donne in età adulta con una frequenza 2-3 volte superiore all’uomo. L’età avanzata è un altro dei fattori predisponenti ad un aggravarsi di questa patologia, probabilmente in relazione alle patologie associate, all’uso di farmaci e alla riduzione di attività fisica. La stipsi costituisce un problema sociale rilevante. Nel soggetto stitico, infatti, oltre al problema della alterata defecazione si associano altri sintomi digestivi come 1) Meteorismo, 2) Dolore addominale, 3) Sensazione di malessere generale, 4) Digestione laboriosa con eruttazioni e gonfiore.

COSA INTENDIAMO PER STIPSI?

Per stipsi o stitichezza generalmente viene intesa la diminuzione nella frequenza delle evacuazioni. Ma tale frequenza, nei soggetti normali, ha una variabilità che può andare da 3 evacuazioni al giorno a 3 alla settimana. Ciò significa che è sbagliato ritenersi stitici se non ci si libera ogni giorno. Molti pazienti però si lamentano non tanto della frequenza quanto della particolare difficoltà delle evacuazioni e della consistenza delle feci.

CRITERI DI VALUTAZIONE PER LA STITICHEZZA

Secondo i Criteri attualmente adottati di Roma III, per la diagnosi di stipsi funzionale i disturbi sotto elencati devono durare almeno per 3 mesi nell’arco dell’ultimo semestre, riguardando almeno il 25% delle emissioni: 1) Sforzo nella defecazione, 2) Feci dure, 3) Sensazione di evacuazione incompleta, 4) Sensazione di occlusione, 5) Meno di tre scariche alla settimana, 6) Necessità di manovre manuali per poter evacuare.

MECCANISMO DELLA DEFECAZIONE

Tale meccanismo è complesso ed è regolato, nel soggetto normale, da processi sia volontari che involontari. I movimenti peristaltici di tipo propulsivo del colon sinistro provocano, una o più volte al giorno, l’arrivo delle feci nell’ampolla rettale, determinandone la distensione. A questo punto il soggetto avverte lo stimolo alla defecazione. Chi decide di ritardare la defecazione non fa i certo una scelta favorevole.

FATTORI ESTRINSECI DELLA STIPSI

Le cause di stitichezza sono diverse: 1) Alimentari e stile di vita, con basso apporto di fibre e liquidi, o per sedentarietà, 2) Squilibri elettrolitici, con ipercalcemia, ipokaliemia, ipermagnesemia, 3) Endocrine e metaboliche, tipo diabete, ipotiroidismo, iperparatiroidismo, insufficienza renale cronica, 4) Neurologiche, tipo Parkinson, neuropatie, sclerosi multipla, traumi alla colonna vertebrale, 5) Farmacologiche, con uso di diuretici, anticolinergici, beta-bloccanti, antidepressivi.

FATTORI INTRINSECI DELLA STIPSI

I fattori intrinseci sono legati al meccanismo della defecazione. Si distinguono diverse tipologie di stipsi: A) Stipsi da rallentato transito, dovuta alla ridotta funzione propulsiva di tutto il colon che si traduce in un rallentamento nella spinta delle feci verso l’ano, B) Stipsi da defecazione ostruita, con blocco delle feci a livello rettale per alterazioni anatomiche tipo prolasso del retto, di un rettocele, di un enterocele, o per presenza di una disfunzione del muscolo puborettale o per altre disfunzioni del perineo, C) Stipsi funzionale associata a sindrome dell’intestino irritabile, con dolore addominale che migliora o si risolve con l’evacuazione.

EMORROIDI E RAGADI ANALI

La stipsi cronica può essere responsabile di alcune complicanze tipo emorroidi e ragadi anali. Lo sforzo defecatorio comporta un aumento della pressione addominale che si ripercuote sul plesso venoso della giunzione anorettale. Raramente tale pressione può comportare la rottura delle emorroidi. Il trauma sulla regione anale di feci dure può determinare la fessurazione della mucosa anale. Lo spasmo dello sfintere è l’elemento che favorisce poi la persistenza della ragade. La probabilità di sviluppo di una ragade nella stipsi cronica è di 5 volte superiore rispetto alla normale popolazione.

PROLASSI E FECALOMI

Tra le complicazioni della stipsi ci può essere pure il prolasso degli organi pelvici come utero, retto, vescica e vagina. Un ammasso di feci può bloccarsi nel retto e diventare sempre più grosso e duro tale da creare in alcune situazioni un’ostruzione di emergenza non più risolvibile con la terapia conservativa a base di aiuti vari, di terapie riabilitative, di idrocolonterapie e di clisteri. Trattasi dei fecalomi. A volte bisogna intervenire chirurgicamente.

LIMITI DELLA TERAPIA CHIRURGICA

La terapia medica è prevalentemente di tipo chirurgico e consiste nell’asportazione del segmento intestinale agangliare. La terapia chirurgica, nella stipsi da rallentato transito, deve essere indicata con estrema cautela, e sempre dopo aver accertato la gravità della stipsi, il fallimento di ogni terapia ed avere effettuato tutti gli accertamenti utili ad escludere una stipsi da defecazione ostruita. L’intervento di scelta è la colectomia totale con ileo-retto-anastomosi. Il paziente però deve essere correttamente informato sulla scarsa efficacia nel risolvere la stipsi e sulle possibili complicanze. Da considerare, infine, che i pazienti con stipsi severa hanno un rallentamento generale di tutto il tratto gastro-intestinale composto da stomaco, piccolo intestino, colon, e che l’intervento chirurgico non risolve i problemi di svuotamento del tratto digestivo superiore.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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