STOMACO ASPORTATO E INCERTEZZE SU FERRITINA E B12

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LETTERA

VEGANO DA OLTRE 4 ANNI E LUNGHE PASSEGGIATE A DURAZZO

Gentilissimo Valdo, Le scrivo per mio cognato Edi. Ha 61 anni, vegano da 4 anni e senza lo stomaco da 9 anni. Vive a Durazzo-Albania. La sua casa è sul mare e si fa lunghe passeggiate di 10km al giorno.

SENZA STOMACO E CON UN RACCORDO GASTRO-DUODENALE

Nove anni fa, recatosi in Turchia per sistemare la dentatura, ha deciso per una gastroscopia di controllo presso un ospedale tedesco, poiché aveva un po’ di acidità. Non lo avesse mai fatto.
Dopo neanche 3 giorni era senza lo stomaco e con un raccordo gastro-duodenale in più.

MENU A BASE DI FRUTTA E VERDURA, DI SUCCHI E QUALCOSA DI COTTO DUE VOLTE AL GIORNO

Mio cognato consuma grandi quantità di frutta e verdura di stagione, nonché succhi da estrattore, ma mangia anche cose cotte 2 volte al giorno, tipo zuppe di patate, verdure o legumi.

VALORI BASSI PER B12 E FERRO

Il suo quadro, compilato a dicembre 2015, ha evidenziato i seguenti risultati critici: 1) Vitamina B12 a 63.83 (riferimento 197-866), 2) Ferro a 20.56 (riferimento 37-170). Vorrei chiederle un consiglio per chi come lui non ha lo stomaco e secondo la medicina tradizionale dovrebbe assumere la B12 modificata (quindi assorbibile).

UTILI LE INTEGRAZIONI E CON QUALI MODALITÀ?

Dovrebbe prendere la B12? Se sì, sotto forma di compressa, iniezione, per via orale o succo B12 speciale per le persone senza stomaco? Quale il dosaggio raccomandato? Stessa domanda anche per il ferro. Se sì, è da bere la mattina, a cena, prima o dopo i pasti. Personalmente vorrei sapere se è vero che non avendo lo stomaco non può assorbire la B12 dagli alimenti? Vi è un’associazione alimentare che potrebbe fare per assorbire la B12 come tutti gli altri? Vorrei sapere anche se la B12 contenuta nel Kefir d’acqua potrebbe essergli d’aiuto. Grazie infinite.
Federica

*****

RISPOSTA

DIMISSIONI SBRIGATIVE E PRIVE DI SOSTEGNO POST-INTERVENTIO

Ciao Federica. Riporto una lettera interessante di una donna operata e priva di stomaco al pari di tuo cognato. Ammalatasi nel 2004, dopo l’intervento viene dimessa liquidata con uno sbrigativo “Deve mangiare poco e spesso, ma può mangiare di tutto, facendo attenzione a masticare bene perché ora non ha più l’enzima che fa digerire carni e salumi, per cui l’assorbimento di questi alimenti avverrà principalmente in bocca con la saliva”.

FORMA UN SITO SU FACEBOOK E METTE ASSIEME UN BEL GRUPPO DI OPERATI

Superata una prima fase di shock e di paura, con il passare del tempo si fa coraggio e cerca informazioni su Internet, trovando solo percentuali spaventosamente basse di sopravvivenza a 5 anni.
I suoi 5 anni sono passati ed è tuttavia in buona forma. Prende coraggio e, nel 2009, apre la pagina “Vivere dopo il cancro allo stomaco si può” su facebook, formando via via un gruppo di oltre 200 persone operate allo stomaco. Persone con rapporto costante di scambio, di informazioni sulla malattia, sulla chemio, sui problemi del post intervento, sui trucchi per superare alcuni inconvenienti e soprattutto sul sostegno reciproco a livello psicologico e morale.

DOMANDE E INCERTEZZE E NESSUNA DIRETTIVA DI SOSTEGNO

L’organismo di una persona operata subisce un notevole cambiamento. Tante cose non sono più le stesse e fa un’enorme fatica ad adattarsi a questa nuova condizione. Uno che si accinge a dover vivere senza stomaco ha bisogno di consigli e di assistenza. Ma questo non avviene per niente. Si torna a casa, soli e dimenticati, come dopo una banale influenza. Possibile che una persona operata di asportazione parziale o totale dello stomaco non abbia poi un supporto adeguato alle centinaia di incertezze, di dubbi e di domande?

EDI NON SE LA CAVA AFFATTO MALAMENTE

È un po’ la stessa situazione che si ritrova ad affrontare Edi, e chissà quanti altri al mondo. Il problema è che ognuno fa un caso a sé. Edi, tutto sommato, ha trovato il bandolo della matassa. Si fa 10 km al giorno di camminata lungomare che gli fa un gran bene. Assorbe aria pura sotto forma di brezza marina, e offre rilassatezza e ricostruzione alle sue viscere disastrate. Si alimenta di cibi crudi e anche, 2 volte al giorno, di zuppe e di cibi cotti immagino in modo intelligente e limitato. I suoi valori non presentano affatto asterischi sballati in modalità drammatiche. Direi anzi che una leggera decurtazione nei valori appare logica e proporzionata alle ridotte capacità digestive ed assimilative del paziente. Ricordiamoci poi che le doti auto-guaritive del corpo umano tendono a modulare al meglio le proporzioni dei valori che si hanno. L’interventismo medico a tappare i cosiddetti buchi e i cosiddetti asterischi critici risulta spesso inopportuno, controproducente e fallimentare.

LE SCELTE ATTUALI DI EDI GLI PERMETTONO DI MASSIMIZZARE LA RESA IN RAPPORTO ALLE SUE RESIDUE POTENZIALITÀ

Edi a modo suo ha ben compreso che l’atonia intestinale è il peggior male della civilizzazione e della società dei consumi. Ha capito che la gente si dimentica letteralmente di andare di corpo. Ha capito che il moto favorisce la peristalsi e la mobilità intestinale. Ha capito che con queste modalità si evitano i calcoli renali e si facilita la depurazione del sangue da parte del sistema renale. Ha capito che la respirazione diaframmatica ed intestinale è il motore dell’intestino. Lo ha capito, altrimenti non farebbe 10 km al giorno di camminata!

NON SERVONO INTEGRAZIONI DI FERRO

Parliamo intanto del ferro. Sconsiglio vivamente l’uso di integratori, visto che il ferro inorganico non viene assimilato, ma funge da stimolante al pari del caffè, portando inquinamento interno fino all’interno del cervello. Incrementare semmai l’assunzione di germe di grano, di semi (zucca, sesamo, girasole, papavero), pistacchio, pinoli, mandorle, miglio, farine di castagna, tarassaco, finocchio, kaki, carote, lattuga, radicchio, ravanelli, crescione, bietole, cavoli, alghe.

DOVUNQUE C’È GRUPPO B ESISTE PRESENZA DI B12

Per quanto concerne la B12, ricordo che il minimo per la WHO era stato fissato a 80 pg/ml prima delle note manipolazioni della Fda negli anni ’70. Ricordo anche che questi valori variano da un giorno all’altro. Il modo migliore di risolvere la situazione è quello di assumere alimenti naturali ricchi di vitamine del gruppo B, regolarmente accompagnate da presenza di B12. In particolare B1, B3, B6 e B9. La B9 o acido folico in particolare fa da sostegno e sostituto alla B12.

L’ACIDO FOLICO RAPPRESENTA UN FORMIDABILE SOSTITUTO ALLA COBALAMINA

La B9 si trova nei funghi, foglie verdi crude, soia, germe di grano, broccoli, cavolfiori, avocado, agrumi, bietole, pomodori, spinaci, spirulina non in pastiglie. Piridossina B6 e il gruppo B in genere si trovano grossomodo nelle stesse risorse ora elencate. Importante tenersi alla larga da zucchero raffinato, dolciumi, edulcoranti, caffè, the, cole e sostanze che danneggiano il gruppo B. Importante adottare il protocollo-salute Health Science, come già fatto con le camminate lungo mare, la respirazione addominale e l’esposizione al sole.

ANCHE PER LA B12 SUGGERISCO LA VIA DELLA NON INTEGRAZIONE

Da rilevare che, sulla B12, esiste una enorme e sistematica disinformazione nutrizionistica, medica e non medica, carnivora e vegana. Si fanno affermazioni prive di senso e scopiazzate l’uno dall’altro. La B12 si trova abbondante dappertutto, anche nelle verdure e nella frutta. Abbondante anche se non appare. Giustamente il creatore ne ha messa poca per cui non si riesce nemmeno a pesarla in modo conveniente. Una vitamina quasi fantasma e quasi imponderabile. Più sostanza odorosa che sostanza concreta e materiale. Uno che si sorbisce 10 km al giorno di camminata non mi pare debba classificarsi tra i deboli e gli anemici.

PIUTTOSTO CHE SUBIRE LA TORTURA E L’INSONNIA DEL DUBBIO, MEGLIO CEDERE AL PRESUNTO TOCCASANA VITAMINICO

Vista la gran cagnara su questa vitamina, mi rendo conto che non è facile far ragionare la gente. Esiste come sappiamo la persuasione occulta, le pressioni psicologiche e l’effetto placebo. Se uno si autoconvince di abbisognare di un determinato integratore, e magari non dorme di notte con tale dubbio amletico, gli conviene davvero prenderlo. Meglio inquinarsi chimicamente che vivere nell’ansia e nei dubbi. Sono ben conscio di rappresentare una minoranza su questo problema specifico. Lascio in ogni caso a voi approfondire e decidere liberamente sul da farsi. Non suggerisco integrazioni. Vale lo stesso discorso appena fatto sul ferro.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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4 commenti

  1. "Deve mangiare poco e spesso, ma può mangiare di tutto, facendo attenzione a masticare bene perché ora non ha più l'enzima che fa digerire carni e salumi, per cui l'assorbimento di questi alimenti avverrà principalmente in bocca con la saliva". Molto buffo questo consiglio, vorrebbe dire che la secrezione della pepsina in caso di asportazione dello stomaco verrebbe magicamente dirottata in sede orale aggiungendosi alla ptialina! Ogni giorno si impara qualcosa di nuovo. Ottimo consigliare carni e salumi ad uno che non ha più lo stomaco…ormai si è oltrepassato ogni limite di decenza, non ci si preoccupa nemmeno più di cadere nel ridicolo.

  2. Se però manca li stomaco diventa un po' complicato assorbire ferro e b12 che viene assorbita tramite fattore intrinseco secreto dallo stomaco. Anche qua, che è una situazione limite, bisognerebbe essere più elastici.

  3. In questo caso vengono consigliate le carni assecondando l'opinione condivisa che questa è ricca di ferro e vitamina b12. Quindi nell'ottica di chi ha dato il consiglio la carne fungerebbe da vettore per veicolare questi due elementi. Sfortuna vuole che la carne venga attaccata dai succhi gastrici per poter essere digerita, mentre l'enzima secreto in bocca tramite la saliva, preposto alla predigestione dei carboidrati, è del tutto inutile su di essa. Tra l'altro le statistiche indicano che è proprio l'alto consumo di carne ad essere un fattore di rischio per lo sviluppo di malattie dell'apparato digerente, non di certo i vegetali. Qui non c'entra nulla il tipo e la qualità della carne, il fatto è che questa necessita di un ambiente gastrico molto più acido di quello frugivoro umano, per cui mangiando continuamente carne si sovrastimola la secrezione di acido nello stomaco, cosa che col tempo può lederne la mucosa interna. Solitamente nei casi di asportazione dello stomaco sono previste integrazioni periodiche di b12 tramite iniezioni proprio per sopperire alla mancanza del fattore intrinseco.