SUBDOLA ALGODISTROFIA POST-TRAUMATICA E IMPEDIMENTO A CAMMINARE

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LETTERA

DA UN ANNO E MEZZO NON CAMMINO PIÙ

Buongiorno Dr Vaccaro. Ho trovato il suo recapito su internet. Le scrivo perchè ho bisogno di un consiglio. Premetto che è un anno e mezzo ormai che non riesco più a camminare. A luglio 2013 mi sono storta una caviglia. L’incidente è stato sottovalutato da tutti, dal medico di base in primis e poi anche da me. Dopo un mese che non vedevo miglioramenti e continuavo a provare dolore e a zoppicare ho fatto una visita da un ortopedico che mi ha prescritto la RM.

LEGAMENTI ESILI E ALTERAZIONI OSSEE DA CONTUSIONE

L’esito RM parla di esile legamento peroneo-astragalico anteriore senza evidenza di concomitanti segni suggestivi per sua franca lesione lacerativa. Cita pure alterazione del segnale osseo spongioso ad impronta edematosa in esiti di recente contusione in corrispondenza del domo astragalico posteriore. Mi hanno suggerito della fisioterapia e così ho fatto. Dopo neanche un mese la mia caviglia si storce di nuovo, perchè naturalmente non ho stabilità. Da rilevare che dopo la storta iniziale ho sempre zoppicato con dolore. Nuova visita medica e nuova RM che rimane invariata rispetto alla precedente.

INFILTRAZIONI DI CORTISONE

Cambio ortopedico e mi fanno delle infiltrazioni di cortisone. Mi dicono che non serve operare. Dopo nenche una settimana dall’infiltrazione non riesco più ad appoggiare il piede a terra.

RISONANZE RIPETUTE E FENOMENI DI TIPO EDEMATOSO

Torno dall’ortopedico e mi fa rifare risonanza. L’esito dice che la testa e il collo del terzo metatarso presentano lieve e sfumata alterazione del segnale, iperintesa nella sequenza T2-stir compatibile con fenomeni di tipo edematoso, con ipotesi di algodistrofia localizzata per esiti traumatici recenti. Le parti molli sottostanti la testa-collo del metatarso mostrano alterazioni del segnale di tipo edematoso-infiammatorio.

PRESCRIZIONE DI UN PLANTARE E DOLORI ACUTISSIMI

Mi mettono a riposo senza appoggiare il piede a terra per tre settimane e mi prescrivono un plantare.
Mi sono fatta il plantare e, dopo una settimana, non riesco più a toccare il pavimento. Ho un dolore acutissimo sotto subito dopo il tallone dove il piede si ricurva. Ora mi hanno messa a riposo per 4 giorni e devo modificare il plantare.

IPOTESI DI ALGODISTROFIA, CURE CORTISONICHE E PERPLESSITÀ SUL PERCORSO TERAPEUTICO

Mi parlano di algodistrofia fascia plantare e mi stanno facendo delle infiltrazioni di cortisone. Ne ho fatte due, ma non riesco ad appoggiare e a caricare il piede. Mi chiedo se è questa la strada giusta o se invece serve qualcosa di altro? La prego mi dia un suggerimento, un aiuto. Non so più cosa fare. In attesa riscontro le porgo i miei saluti.

Emanuela

*****

RISPOSTA

PATOLOGIA POST-TRAUMATICA SUBDOLA E CON DECORSO AGGRAVANTE

Ciao Emanuela. L’algodistrofia è una complicanza frequente dopo traumi del piede e della caviglia.
Una malattia scomoda e difficoltosa. Gli stessi medici dichiarano apertamente di non conoscerne ancora appieno l’eziologia ed il meccanismo di insorgenza. La definiscono infatti malattia rara multisintomatica e multisistemica le cui cause sono per lo più sconosciute. Sanno solo che si tratta di un problema di lunga durata e, spesso, di difficile e lenta risoluzione. Patologia da insorgenza subdola con decorso aggravante.

IPEREMIA, IPERTONI, ATONIE, DEVIAZIONE FLUSSI E RISTAGNI

Si parla di circolo vizioso patologico la cui genesi sarebbe riconducibile uno stimolo riflesso che, per via assonica e via midollare, o per via cortico-cerebrale, agirebbe sulla motilità vascolare. Tutti questi stimoli determinano a livello circolatorio iperemia, ipertono arteriale, restringimento sfinteri pre-capillari, atonia capillare e venulare. Il flusso sanguigno viene così dirottato attraverso le comunicazioni artero-venose. Questa derivazione è responsabile del ristagno circolatorio nei capillari dilatati e nelle venule.

SCHEMA PATOLOGICO

Tutto questo è responsabile del passaggio di liquidi dai vasi agli interstizi, con edema e aggravamento del ristagno circolatorio. Detto schematicamente ci sarebbe

  • Disturbo del sistema nervoso simpatico SNS
  • Comparsa dolore
  • Alterazione della perfusione o versamento del liquido
  • Edema
  • Alterazione del trofismo o della alimentazione cellulare (più grosso è un muscolo e più trofico è).

ACCUMULO METABOLITI TOSSICI, ACIDOSI E INCREMENTO PRESSIONE OSMOTICA ED ONCOTICA

L’aumento di flusso sanguigno aumenta il metabolismo cellulare rendendo i tessuti più sensibili agli effetti della ipossia, con accumulo dei catabolismi e di anidride carbonica. L’ipossia stimola l’atonia e la permeabilità delle pareti capillari, mentre l’accumulo di metaboliti e la conseguente acidosi elevano la pressione osmotica del liquido interstiziale, e la pressione oncotica, che è la pressione esercitata dalle proteine presenti nel plasma sanguigno, come l’albumina prodotta dal fegato.

COMPLEX REGIONAL PAIN SYNDROME

La principale manifestazione della malattia è del tutto aspecifica. Essa produce dolore bruciante associato ad edema. I casi di algodistrofia riguardano in maniera pressoché esclusiva mani, spalle, caviglie e piedi. La malattia è nota da oltre 100 anni, ma sempre e solo nei suoi sintomi. La prima descrizione risale addirittura al 1864. Oggi oltre alla definizione di algodistrofia, nel mondo anglosassone si ricorre alla denominazione più specifica di Complex Regional Pain Syndrome o CRPS (Sindrome complessa da dolore regionale).

IPER-SOLLECITAZIONE DEL SIMPATICO DURANTE IL TRAUMA

Diverse ed incerte le teorie sull’insorgenza di questa patologia, come dicevamo. Una delle più accreditate afferma che la causa responsabile va ricercata in una disfunzione del sistema nervoso simpatico che, durante un trauma, verrebbe iper-sollecitato al punto da alterare i normali processi patologici della risposta al trauma stesso. Il sistema simpatico diverrebbe insomma di grado più sensibile alle stesse catecolamine. Tanto che si parla spesso di Algodistrofia da riflesso simpatico.

MALATTIA TIPICA DELLE DONNE

I dati statistici dicono che le donne siano affette dalla sindrome 4 volte più agli uomini e l’età media di insorgenza sia stabilita prevalentemente tra i 30 e i 50 anni, mentre è inusuale tra bambini e adolescenti. Nei pochi casi in cui colpisce i bambini, in genere, ha un decorso benigno e non lascia alcun segno. Se i traumi sono tra le cause scatenanti più frequenti è stato anche evidenziato che esiste un legame con altri eventi come infarto miocardico (20% dei pazienti) ed emiplegia (12-20%), artroscopia, protrusioni discali, problematiche cerebrovascolari, neoplasie e terapie con farmaci anticonvulsanti e antitubercolari. Solo il 5 per cento circa di coloro che subiscono un trauma neurologico sviluppa la malattia.

TRAUMA AD UN NERVO, AD UN TESSUTO MOLLE O AD UN PLESSO NEURALE

L’algodistrofia è una sindrome dolorosa che si manifesta spesso dopo un trauma ad un nervo, ad un tessuto molle o ad plesso neurale. Il modo severo in cui evolve la malattia non è proporzionale alla gravità dell’evento traumatico. Sono molti i casi in cui essa si manifesta spontaneamente senza che sia possibile ricondurla ad alcun evento traumatico nella parte del corpo in cui il dolore compare.

SINTOMI DI ALGODISTROFIA

  • Dolore
  • Cambio temperatura nella parte interessata
  • Cambio sensibilità
  • Sudorazione anormale
  • Presenza di edema
  • Anomalia del controllo motorio a seguito del trauma
  • Osteoporosi locale
  • Rarefazione dell’osso trasecolato o della parte porosa dell’osso offeso
  • Alterazione del rapporto calcio-fosforo. I citati sintomi vengono a volte confusi con altre malattie tipo l’artrite reumatoide.

DIAGNOSI NON SEMPRE FACILE

Diagnosticare la malattia, vista anche la scarsa conoscenza e la non specificità dei sintomi non è facile. L’aver subito un evento traumatico può aiutare ad arrivare alla diagnosi. Altri segni che indirizzano verso la diagnosi di algodistrofia possono essere un cambiamento della pelle, che diviene pallida, secca, sottile e atrofica. L’esame radiografico mostrerà spesso una osteoporosi a chiazze, limitata alla sola parte infiammata.

NON SOLO LE DONNE IN GRAVIDANZA

Un tempo si riteneva, in base ai casi clinici riscontrati, che la malattia colpisse soprattutto le donne in gravidanza ma poi l’osservazione di altri casi cinici ha smentito questo legame, nonostante sia stato confermato che l’algodistrofia colpisce più spesso quando ci sia stato un aumento ponderale, proprio come avviene nel periodo della gravidanza.

STADIO UNO

Nella sindrome si possono individuare tre stadi differenti. Lo stadio 1 è caratterizzato da presenza di dolore severo e localizzato e può essere accompagnato da sudorazione localizzata, crampi muscolari e rigidità articolare. All’inizio della sindrome la cute appare calda e arrossata, magra e disidratata e lentamente può diventare cianotica, ipotermica con brividi.

STADIO DUE

Lo stadio 2 è caratterizzato da dolore e da una sudorazione più diffusa. Le unghie del paziente tendono a crescere più rapidamente nella fase acuta (stadio 1), mentre nel passaggio da uno stadio all’altro diventano più lucide e affette da strie bianche. I disordini sono dovuti in parte alla percezione del dolore e alla ipereccitabilità del sistema nervoso simpatico che, di controverso, ha un effetto inibitorio sulla contrazione muscolare. Questo porta ad una rigidità articolare e ad una perdita di tono muscolare che, se prolungati e persistenti per un lungo periodo di tempo, possono presentare svantaggi funzionali dovuti ad atrofia da disuso. I sintomi iniziano con un trauma specifico e lentamente si diffondono prendendo il sopravvento in un intero quadrante del corpo. Studi radiografici in pazienti affetti da algodistrofia hanno dimostrato un aumento del riassorbimento osseo, osteoporosi o osteopenia (atrofia di Sudek).

STADIO TRE

Lo stadio 3 della sindrome è caratterizzato da una severa atrofia tissutale con perdita della massa muscolare che può diventare irreversibile. La durata di questa sindrome è proporzionale al grado di severità della funzione deficitaria che può protrarsi per settimane, mesi e anni. Più la sindrome permane, più risulterà irreversibile.

TERAPIE MEDICHE

Le terapie standard mirano a interrompere il circolo del dolore e niente altro che quello. Purtroppo però antidolorifici ed antinfiammatori, così come anche le terapie a base di cortisone, hanno sui sintomi dell’algodistrofia un effetto modesto e transitorio. Lo stato psichico del paziente sembrerebbe giocare un ruolo importante nell’evoluzione della malattia. Una correlazione esiste tra la malattia e stati depressivi tanto che in alcuni casi si sono avuti risultati incoraggianti inserendo nella terapia degli psico-farmaci. Altri studi dimostrano come l’insorgenza della malattia sia legata nel 42% dei casi ad eventi stressanti.

TERAPIE IGIENISTICHE

Ogni trauma neuro-muscolare-osseo è un evento di tipo fisico, ma finisce alla lunga per scatenare l’insorgenza di un trauma emozionale. La convivenza con uno stato di stress non è facile né tantomeno produttiva per chi deve riacquistare equilibrio e salute. Occorre pertanto darsi da fare per superare questa barriera. Servono forza morale, doti di pazienza e di determinazione, fiducia in se stessi e nelle leggi della Natura, recupero delle migliori risorse interne. Leggi della Natura che includono non solo il principio di causa ed effetto, per cui se esiste questa patologia ci sono dei precisi fattori causanti a monte, che vanno individuati e disattivati, mentre il sintomo invalidante, qualunque sia il suo nome, non deve diventare oggetto di accanimento terapeutico e vittima di ripetute risonanze. Leggi della Natura che includono anche la Legge di autoguarigione, la Legge per la quale il corpo non va mai contro se stesso purché gliene diamo l’occasione e l’opportunità, evitando di aggredirlo con la paura, con le prospettive catastrofistiche, con i farmaci distruttivi e coi bastoni tra le ruote al proprio sistema immunitario.

DANNI GRAVI DEL CORTISONE AGLI ORGANI-BASE E ALLA FORMULA DEL SANGUE

I danni degli antinfiammatori e del cortisone in particolare non sono pochi e non sono leggeri, soprattutto se vengono prolungati nel tempo. Il cortisone danneggia fegato, milza, reni e cuore. Incrementa colesterolo e trigliceridi, altera la glicemia e provoca sovrappeso, comporta tachicardia ed ipertensione. In pratica il cortisone ne combina di cotte e di crude e finisce per danneggiare irreparabilmente la qualità del sangue. Cortisone nemico numero uno della regola regina di Padre Taddeo, per cui nessuno muore di mal di cuore e tutti muoiono di sangue grasso, nessuno muore di sclerosi multipla ma tutti muoiono di sangue grasso, nessuno muore di diabete o di cancro ma tutti muoiono di sangue grasso.

TUTTO SOMMATO SI TRATTA DI UNA SLOGATURA CON DELLE COMPLICAZIONI

Cercando di mettere l’intera questione sotto una terminologia meno drammatica e più semplificata, potremmo parlare anziché di algodistrofia, di slogatura aggravata da complicazioni varie ed impreviste. Una slogatura avviene quando c’è spostamento delle ossa di una articolazione. Occorre assolutamente riportare l’osso nella posizione giusta con qualsiasi mezzo, non escluso l’intervento chirurgico se non si può fare altrimenti. Le erbe servono a qualcosa. Servono ad eliminare il gonfiore.
La tintura di arnica, preparata con 20 grammi di radici e di fiori e 100 g di alcol, macerati 10 giorni e diluiti in 500 g d’acqua. Applicare sulla parte dolorante in pannolini imbevuti. Decotto di prezzemolo foglie in aceto, bollire per 10 minuti e applicare in cataplasma. Anche il cataplasma di fango termale può avere notevoli effetti benefici.

L’AUTOGUARIGIONE VA CERCATA DENTRO SE STESSI PIÙ CHE NEGLI INTERVENTI ESTERNI

Nella osteoporosi le ossa diventano leggere, porose, deboli ed assottigliate. Per contrastare gli aspetti osteoporotici della alterazione occorre eliminare rigorosamente farmaci, integratori, alcol, caffè, the, fumo, zuccheri raffinati evidenti e nascosti. Occorre esporsi il più possibile al sole. Assumere frutta e verdure crude, cavoli, crescione d’acqua e di terra, ravanelli, rape, carote, acetosa, ortiche, tarassaco, miele grezzo. L’applicazione del pacchetto-salute della Health Science, includente ovviamente studio regolare ed approfondito del blog, pensiero positivo, movimento con cyclette e con camminate assistite da sostegni o racchette, respirazione profonda-ritmata-addominale, cattura energetica da ogni possibile fonte extra-alimentare, nutrizione vegan-crudista tendenziale e sostenibile, personalizzata secondo gusti ed esigenze particolari, mette il corpo nelle migliori condizioni possibili per venire a capo della patologia e per guarire.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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14 commenti

  1. Ti offro il mio consiglio, sono diventato, mio malgrado, un esperto di algodistrofia post-traumatica, 4 episodi nel giro di vent'anni, patologia subdola e spesso non riconosciuta in tempo con conseguente allungamento dei tempi di ricupero già lunghi.
    L'ultima volta me la sono diagnosticata da solo, il cortisone non serve a niente, l'algodistrofia, le cui cause sono sconosciute, consiste in una decalcificazione di un dato settore e non sempre coincide con il sito interessato dall'infortunio, l'osso diventa poroso scatenando dolore e limitando il movimento, l'osso è un organo vivo e deve lavorare, come un cane che si morde la coda meno lavora e più dolore è generato.
    Importantissima è la fisioterapia, e un ortopedico magari in un centro del dolore per una terapia antidolorofica bisogna rompere il circolo vizioso che inibisce la deambulazione, un valido aiuto l'ho ottenuto con i bifosfonati che inibiscono la perdita ossea e agevolano la ripresa.
    Sono contro le medicine ma non vanno demonizzate, l'algodistrofia è una patologia seria e dolorosa ma non imbattibile quindi non buttarti giù mi raccomando la parte mentale è importante, come dice il buon Michele, mio fisioterapista, la guarigione inizia dalla testa ed ha ragione.
    Ti sono vicino e se ti posso essere utile chiedi pure.

    • Andrea Varotto on

      Salve Zac, parlo a nome di una mia amica che le hanno appena diagnosticato una algodistrofia al piede post traumatica. Lei ha avuto una distorsione un anno fa curata con una doccia gessata per 15gg. Dopo sei mesi le si gonfia il collo del piede quasi tutti i giorni di pomeriggio e il gonfiore fa tipo effetto memory, se schiacci con il dito resta il buco, questo gonfiore non è accompagnato da dolore forte e non le impedisce di camminare, ma si presenta sempre, specifico che lei lavora quasi sempre in piedi. Grazie se mi puoi aiutare. Andrea

  2. Ciao Andrea, non saprei come aiutarti non sono un dottore magari se mandi una email a Valdo che ne sa sicuramente più di me ti sà consigliare meglio, tanti auguri alla tua amica.

  3. Giulio Emilia on

    Buongiorno a tutti, soffro di algodistrofia dal 2002, anno in cui ha modificato radicalmente la mia vita.
    La prima volta mi ha colpito il piede sinistro e da allora è costantemente presente spostandosi da caviglia a ginocchia e da un anno nella mano destra (dito medio ) e ritornata nel piede sinistro.
    Ho visto tanti ospedali, mi hanno anche ingessato dicendo d avere una micro frattura ossea (cosa non vera assolutamente).
    Ho fatto da cavia nel reparto del dolore a Pavia, ma senza alcun risultato.
    A causa della pessima deambulazione, mi è venuta una spaventosa ernia lombare l5 s1 guarita co l ossigeno terapia.

    Ho letto con attenzione la risposta del Sig. Vaccaro e concordo su molti punti.
    Il primo.in assoluto è che la guarigione dipende dal nostro stato psicologico.
    Questa malattia mi è venuta a causa di un dolore personale. Non ho avuto nessun trauma fisico.
    Io ricordo perfettamente il giorno in cui il mio sistema nervoso simpatico si è alterato.
    Da allora tutto è cambiato.

    Ora ho iniziato yoga e la respirazione corta mi sta aiutando molto e nuoto almeno 2 volte la settimana.
    faccio in modo che gli arti nn rimangano fermi e anche attraverso la mia alimentazione vegan e tramite estrazioni di succo di frutta e verdura mi sento meglio.

    È una malattia talmente dolorosa che il termine non gli rende giustizia.

    Spero di essere stata d aiuto on qualche modo.

  4. Umberto la rosa on

    Salve a tutti,vorrei suggerirvi gli studi effttuati dal dott. Fabrizio La Rosa (osteopata) usa un metodo manuale chiamato "Neurorest" ed è specializzato in casi definiti "End stage" cioè casi che i medici danno ormai per definitivi e pressocchè inguaribili. Ho avuto esperienza diretta con il metodo dopo una ricostruzione del crociato anteriore…Ora combatto da semiprofessionista (full contact, sono chef vegan e quindi passo gran parte della mia giornata in piedi o sul ring.
    Mi Auguro di essere stato utile, un saluto a tutti

  5. Umberto la rosa on

    A scanso di equivoci, sono il figlio del Dott Fabrizio La Rosa e sono stato anche paziente e come tanto ho potuto verificare la validità di questo metodo.
    Cari saluti a tutti

  6. maria grazia graziano on

    Salve, io ho avuto una brutta distorsione il 23 agosto 2015. A distanza di 7 mesi ancora zoppico e mi fa male il ginocchio nonché l'inguine. Continuò con la magnetoterapia. Ho fatto iniezioni per l'osteoporosi. E diverse sedute di fisioterapia. Ultimamente ho dolore ad entrambi i polsi. Per voi è una manifestazione dell'algodistrofia. Riuscito a camminare senza zoppicare? La diagnosi di questa sindrome mi è stata fatta un mese dopo l'incidente.

  7. Salve non pensate che la soluzione migliore sia quella di seguire le indicazione della medicina "ufficiale", dove l'efficacia e la sicurezza di un farmaco vengono testate secondo rigidi protocolli. Per quanto riguarda l'algodistrofia,parlo per esperienza personale, è noto che fino a poco tempo fa non esistevano studi precisi e documentati sull'efficacia delle diverse terapie proposte. Ora questa lacuna è stata colmata ed è stata provata e DOCUMENTATA la terapia con neridronato per infusione. Personalmente ho risolto il problema in 3 mesi in questo modo.

  8. Marco Abbati on

    Salve non pensate che la soluzione migliore sia quella di seguire le indicazione della medicina "ufficiale", dove l'efficacia e la sicurezza di un farmaco vengono testate secondo rigidi protocolli. Per quanto riguarda l'algodistrofia,parlo per esperienza personale, è noto che fino a poco tempo fa non esistevano studi precisi e documentati sull'efficacia delle diverse terapie proposte. Ora questa lacuna è stata colmata ed è stata provata e DOCUMENTATA la terapia con neridronato per infusione. Personalmente ho risolto il problema in 3 mesi in questo modo.

  9. Buongiorno a tutti, attratta dal titolo del post: "subdola algodistrofia…" mi aggiungo al coro di quanti combattono e lottano contro il dolore localizzato agli arti, immobilizzando oltre che gli stessi anche la vita e non ultimo anche la testa.
    Io non lo so se soffro di algodistrofia, ho dei concreti sospetti a giudicare sia da come è stata l'insorgenza e dai segni clinici descritti del dott. Vaccaro, che dalle storie che ho letto che assomigliano tantissimo alla mia. Trovo molto utile potersi confrontare specie quando tutti gli strumenti a disposizione non funzionano. Cercando di essere breve: a luglio del 2014 primo trauma caviglia sx, ha inizio la mia lotta contro il dolore e con gli ortopedici, prima diagnosi distorsione, piccolo tutore, ghiaccio e tutto quello che sicuramente quanti leggono già sanno. Il dolore continua e non riesco più a camminare, la risonanza eseguita rileva varie lesioni legamentose. L'ortopedico prescrive riposo e stampelle continuando ghiaccio e l'uso di un tutore. Il mare e lo stare nell'acqua migliora la situazione il dolore è più sotto controllo, e non camminando riesco a condurre una situazione quasi normale. A marzo 2015 nello stesso arto esordisce un violento attacco di fascite plantare che comunque si risolve con toradol dopo pochi giorni, ma torna il dolore al collo del piede insistente e bruciante e a maggio dello stesso anno mi cede l'altra caviglia. quella destra 🙁 e insieme alla caviglia mi casca anche tutto il mondo addosso. Ospedale mi prescrive altro tutore e altro riposo, il mio ortopedico,forse non sapendo più che dirmi mi "manda" da un altro ortopedico che altro non fa che prescrivermi calze elastiche e riposo. Osservo per mesi la mia clausura nella speranza di poter recuperare e mi sforzo di andare anche da una fisioterapista per effettuare esercizi di rinforzo e la famosa propriocettiva, ma il dolore è ad entrambe alle caviglie e ormai cammino con paura anche solo per piccolissimi tratti. Il carico accentua il mio dolore e comunque purtroppo peggiora al punto di avere la sensazione di lasciare il mio piede destro sul selciato. Mi prende la disperazione, ho dolore anche stando ferma alla caviglia del primo trauma (quello del 2014). Non ho più fiducia in nessuno e da sola decido di eseguire risonanza ad entrambe le caviglie per sottopormi ad un nuovo consulto ortopedico, il medico in questione diagnostica un'instabilità cronica alle caviglie bilaterale, con la necessità di intervento chirurgico ad entrambe per ricostruzione capsulo legamentosa e haimè artrodesi. incredibile ma trovo conforto da questa diagnosi, ormai il dolore mi ha consumato e la speranza di poter riconquistare la mobilità è troppo forte. mi sottopongo ad ottobre 2015 al primo intervento, armata di coraggio, due mesi e mezzo circa di gesso e fisioterapia, stampelle for ever. Il dolore forte alla caviglia è passato ma non articolo più il piede se non con immane dolore dovuto all'artrodesi, per non parlare dell'altra caviglia ho la nausea solo a scrivere. Adesso leggo di questa malattia strana e un po' rara, descritta come algodistrofia, e ci arrivo proprio perché sto facendo "Nerixia" prima in infusione e poi settimanalmente per via intramuscolo, e trovo questa patologia nelle indicazioni. Che dire ho forse sbagliato tutto? Sono disperata, la mia vita a 58 anni è totalmente cambiata e non ho più le forze. Qualsiasi vostro commento o consiglio sarà per me di conforto, grazie

    • ti capisco e ti sono vicina. a settembre di questo anno, mi hanno diagnosticato l’algodistrofia al ginocchio destro. sono stato “curato” per un mese con dosi massicce di cortisoni …… risultato? il mese dopo in sedia a retelle. per caso ho contattato l’ospedale Cisanello di Pisa e dopo una visita mi hanno prescritto Nerixia 100 g. è stata la mia fortuna….. dopo 20 giorni camminavo autonomamente e con pochissimo dolore….. dopo 30 giorni, purtroppo, è di nuovo tornato il dolore e sono veramente a terra. ieri ho cominciato un nuovo ciclo de Nerixa…… sperando che sia veramente la volta buona….. e stato un viaggio all’inferno e ritorno. ma bisogna essere positivi e credere a una risoluzione benigna del problema.

  10. Eleonora Blangero on

    Anche a me hanno diagnosticato l’algodistrofia quando avevo 19 anni ora ne ho 23 …
    Ho fatto delle flebo a Milano all’istituto Gaetano pini, ma ancora oggi ho dolore alla grava sinistra… Tra alti e bassi ahimè mi hanno detto che mi è stata riconosciuta tardivamente.
    Tutt’ora non sono sicura se anche ora la ho o se è in altra patologia… In bocca al lupo a tutti e non mollate!

  11. Alessandro Peretti on

    ciao a tutti, mi hanno riscontrato algodistrofia all’ anca dx di tipo traumatico (avvenuta dopo mezza maratona) 6 mesi fa.
    prescritto 2 stampelle e scarico completo dell’ arto + fiale intramuscolo di nerixia 25 e magnetoterapia.
    dopo la quarta fiala ero ko, effetti collaterali tremendi, dolori ovunque, non riuscivo a girarmi nel letto. interrompo il nerixia e proseguo con clody 100.
    dopo un mese e mezzo di doppie stampelle, fiale di clody e magnetoterapia per 8-10 ore al giorno faccio risonanza di controllo. l’ edema si è ridotto ed è presente una piccola area di alterazione osteonecrotica stabilizzata. mi era venuta pure l’ osteonecrosi, il che voleva dire protesi assicurata, ma fortunatamente si era bloccata.
    continuo per un altro mese e mezzo con doppie stampelle, clody 100 e magnetoterapia e rieseguo risonanza. L’ esito è guarigione completa.
    ora l’ osso è a posto ma è cominciato il calvario della ripresa della deambulazione. da circa tre mesi sto facendo nuoto, fisioterapia e cammino senza stampelle ma ancora non è come prima. ci vorrà del tempo ma confido di ritornare a correre.
    questo per dirvi che da questa malattia se ne può uscire.
    se può aiutare, io sono vegano quasi completamente a parte pesce ogni tanto. ho integrato il periodo di convalescenza con olio di pesce, vitamine, cromo picolinato, zinco, gocce di alkawater nell’ acqua, curcuma e asparagi tutti i giorni e estratti di verdure oltre ad avere una alimentazione il più possibile alcalinizzata evitando cibi acidificanti come zuccheri, carne e formaggi.
    questo per ridurre l’ acidosi che questa malattia sembra che provochi nell’ articolazione colpita.
    in bocca al lupo!