LA MARCIA IN PIÙ DELLE PERSONE STRANE E QUANTISTICHE CHE VIVONO NEL PRESENTE

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LETTERA

LE PERSONE NORMALI E LE PERSONE STRANE

Nel mondo ci sono due categorie di persone, le normali e le strane. Le persone normali si preoccupano del giudizio degli altri, si giustificano quando si sentono attaccate, pensano che niente vada bene, che la vita sia solo così com’è senza immaginare un’altra possibilità.

LO SCHEMA DEI NORMALI NON FA UNA GRINZA

I normali si comprano una televisione al plasma, una macchina nuova e un vestito nuovo, poi pensano che tutto questo basti per essere felici. Ingannano il tempo facendo un cruciverba, guardando la tv, giocando a carte e cercano di accontentarsi. Vanno a lavorare solo perché devono, per guadagnare soldi, ma lo fanno con fatica, noia e disappunto.

DAI BENI, AI CIBI E ALLA SPAZZATURA

Se qualcosa va storto la colpa non è mai loro. Se si arrabbiano è perché qualcuno o qualcosa li ha fatti arrabbiare. Il brutto tempo li mette di cattivo umore, un imprevisto o un ostacolo toglie immediatamente loro la tranquillità. Consumano e inquinano, tanto fanno tutti così, e poi il mondo è questo, niente può cambiarlo. Gli umani sono fatti per produrre beni, consumare cibi ed oggetti e creare spazzatura.

I NORMALI DEMANDANO TUTTO AI GRANDI UOMINI

Non credono nella magia e nei miracoli, non pensano di poter cambiare il mondo. Chi cambia il mondo sono gli scienziati, i medici, i missionari, i politici, i grandi uomini, non certo i normali.
Essi prendono le cose così come sono e non vogliono cambiarle. Anche i mobili di casa in genere restano gli stessi per tutta la vita. I normali tendono a vivere sempre nello stesso posto e piuttosto che spostarsi mettono le sbarre alla finestre e le porte blindate per tenere lontani i ladri. Poi guardano il mondo attraverso le loro sbarre, dalla prigione che si sono creati da soli.

VITTIME DESIGNATE IN OGNI SITUAZIONE

Molti normali vivono una situazione negativa ed insoddisfacente, sia in famiglia che nella società. C’è sempre qualcuno che li maltratta o che li sfrutta. Naturalmente odiano a morte i loro carnefici. Si sentono povere vittime che non possono cambiare nulla, condannati a condurre una vita intera di vessazioni e sottomissioni.

LA NORMALITÀ DEI CARNEFICI E LA STRANEZZA DI GESÙ

Anche i carnefici sono persone normali. Pensa ai carnefici di Gesù. Erano persone comunissime che mettevano a morte un fuorilegge. Agivano per istinto. Il loro livello di coscienza era vicino allo zero. Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno, disse Gesù. Lui sì che era strano!

PER I NORMALI L’AMORE È UN MIRAGGIO

La maggior parte delle persone normali non ha un gran rispetto nei propri riguardi. Non ama se stessa e ancor meno ama gli altri, anche se non lo sa. L’amore per il prossimo, quando c’è, è di tipo condizionato. Amare solo chi si comporta bene e soddisfa le tue aspettative.

PURE LO SPIRITO DI SACRIFICIO NON FA PARTE DEL LORO BAGAGLIO

Se una persona normale ha un po’ di raffreddore manda subito il certificato al lavoro. Se poi per caso viene giù qualche centimetro di neve, non se la sente certo di prendere la macchina per venire a lavorare. Si sente perfettamente giustificata e in regola.

COSTANTE VOGLIA DI CAMBIARE GLI ALTRI

Sono normali anche quelli che dispensano consigli a tutti e vogliono cambiare gli altri. Solo loro sanno cosa è giusto per tutti. Mettiti il maglione, fa freddo! Togliti quella camicia, ti sta male! Fa questo, fa quello, così non vai bene affatto!

ETERNI INNAMORATI DELLO STATUS QUO

I normali giudicano gli altri perché la loro vita si basa sul giudizio, le decisioni, la forza e lo sforzo. Questo è l’unico modo in cui sanno creare. Credono che le loro possibilità siano limitate. Sono soddisfatti dello status quo e non desiderano cambiare niente. Il loro livello di coscienza è basso. Hanno terrore di guardarsi dentro e capire cosa vogliono davvero dalla vita. Non vogliono mettere in discussione niente, tanto meno se stessi.

LE PERSONE STRANE HANNO DAVVERO UNA MARCIA IN PIÙ

Le persone strane al contrario gioiscono della vita. Ogni mattina si alzano dal letto e pensano cose belle e positive. C’era una volta una persona strana a cena con degli amici. Fra loro parlavano di quale fosse il periodo o il giorno più bello della loro vita. Quasi tutti concordavano che il periodo migliore fosse quello dell’adolescenza, sui 18-20 anni, con la fine delle scuole superiori, la prima automobile, i primi amori. Alcune donne dicevano che per loro il giorno più bello era quello della nascita del figlio, o del matrimonio col marito nel migliore dei casi.

IL GIORNO PIÙ BELLO DELLA VITA NON È IERI E NON È DOMANI, MA È SEMPRE OGGI

La persona strana disse qualcosa fuori dal coro. Per me è oggi il giorno più bello della mia vita!
Questa frase non piacque alla maggioranza dei normali. Cosa c’era mai di straordinario nella giornata di oggi, nel momento presente? La persona strana spiegò la sua strana teoria.

TUTTO DEVE FUNZIONARE AL MEGLIO

Io faccio in modo che ogni giorno sia il più bello della mia vita. Ogni mattina mi alzo volentieri dal letto e mi dico che solo per oggi la mia vita sarà una celebrazione. In genere mi capitano sempre nuove possibilità, mi guardo intorno e, in quello che vivo, trovo sempre una opportunità per crescere, per imparare, per gioire. Tutto quello che mi succede è ciò che desidero! Questa frase che pronuncio al mattino mi porta tanta fortuna, sembra che tutto cospiri a mio favore. Tutto quello che desidero si realizza e ogni giorno è migliore del precedente. Se oggi non è il massimo, che senso ha? Che vivo mai a fare?

AMORE PER IL CREATO E TENACIA NEL PERSEGUIRE I PROPRI SOGNI

Lui è una tipica persona strana, che onora e celebra la Vita tutti i giorni con il suo impegno, il suo lavoro, il suo amore per il creato, la sua tenacia nel perseguire i suoi sogni, la sua gioia di vivere.
Le persone strane cercano di perfezionare sempre se stesse e il mondo. Inventano cose nuove, desiderano imparare continuamente, cercano modi migliori e più grandi per fare le cose, creano cambiamento. Creano nuove invenzioni, musica, poesia. Creano anche tutto ciò che i normali adorano, cioè macchine nuove, computer e telefoni super tecnologici, televisori al plasma.

I NORMALI LAVORANO TANTO E GUADAGNANO POCO, MENTRE AGLI STRANI SUCCEDE ESATTAMENTE L’OPPOSTO

Gli strani tendono a giudicarsi. Se qualcuno li critica o fa loro un torto si chiedono cosa mai hanno fatto di scorretto, e cercano di far tesoro della critica per migliorarsi. Non riescono ad accontentarsi di poco come i normali, non si comportano come loro. Sul lavoro ad esempio i normali lavorano tanto, con fatica e guadagnano poco, mentre gli strani guadagnano tantissimo lavorando il giusto e facendo quello che amano fare, che farebbero anche gratis.

CORRETTA POSIZIONE DI DISTACCO NEI RIGUARDI DEL DANARO

Amano talmente il loro lavoro, creano un così alto valore alla vita delle altre persone, che farebbero tranquillamente la stessa cosa anche senza alcun compenso. E invece stranamente i soldi piovono sugli strani da tutte le direzioni. La gente paga volentieri un prezzo alto per i servizi degli strani. È per questo che essi sono ricchi di spirito e di danaro, pur non volendolo accumulare. Il danaro è il loro schiavo, serve loro per fare la vita che desiderano. Se gliene avanza, meglio, ma a risparmiare o a privarsi di qualcosa non ci pensano proprio. Il danaro per loro non è un Dio da santificare e venerare, ma è un servo fedele che fa ciò che il padrone comanda.

MADRE TERESA E IL MAHATMA GANDHI

Ci sono strani poveri come Ghandi o Madre Teresa, solo perché vogliono vivere così, donando agli altri, creando valore alla vita di altri, e in fondo non sono diversi dai ricchi. Le svariate donazioni in denaro che Madre Teresa ha ricevuto le ha usate per fare ciò che lei desiderava, e cioè migliorare la vita degli altri.

UN ISTRUTTIVO EPISODIO AL BAR

Ho fatto colazione con un amico strano un giorno in un bar. La barista, una giovane al primo impiego, ci aveva fatto un cappuccino e, quello del mio amico, era traboccato dalla tazza, sporcando il piattino e il cucchiaino. La barista tentò maldestramente di rimediare, cambiando piattino e cucchiaino, poi le cadde una brioche sul banco. La raccolse a mani nude porgendomela. Era imbarazzata. Si giustificò dicendomi: “Mi scusi, sono solo due giorni che lavoro qui e ancora non ho imparato bene. Con voi due ho proprio sbagliato tutto”. Lo strano le rispose: “Stia tranquilla, vedrà che presto imparerà bene e il lavoro le sembrerà facile”. Lei lo ringraziò sorridendo. Poi il mio amico strano saldò la nostra colazione con un biglietto da 20 euro dicendo: “Tenga pure il resto, è la sua mancia. Sappia che abbiamo apprezzato il suo lavoro”. La ragazza si illuminò di gioia.

LA GENEROSITÀ NEI MOMENTI GIUSTI GENERA MIRACOLI

Lo strano ragiona così: “A me accadono tante cose belle nella vita, sono davvero fortunato. Ogni tanto faccio accadere qualcosa di bello e di inaspettato nella vita delle altre persone, come i 17 euro che ho lasciato di mancia alla barista. Così anche lei crederà che i miracoli avvengono”. Il messaggio è chiaro. Fa che avvengano i miracoli per gli altri e si moltiplicheranno i tuoi!

ATTENZIONE PERCHÉ ADESSO TI DO UNA BUONA NOTIZIA: TU NON SEI NORMALE, TU SEI STRANO!

Tu sei stato creato a immagine e somiglianza di Dio e in te c’è un’anima, un’essenza divina. Per prima cosa, accettati e amati. La maggior parte delle persone normali non si ama e non sa amare gli altri.
Chiedi e ti sarà dato è una delle grandi verità della Bibbia. Chiedi la grandezza, desidera essere grande. Chiedi che nella tua vita entrino grandezza, gioia e celebrazione.

MERITI IL MEGLIO DEL MEGLIO

E sta attento alle possibilità che ti si presentano. Comincia col convincerti che meriti tutto questo, dicendoti tutte le sere: “Io mi merito e sono degno di avere un animo grande. Mi merito e sono degno di vivere con gioia almeno l’80% delle mie giornate. Mi merito di celebrare la vita”.

CHIEDERE SEMPRE IL MASSIMO

Oppure chiedi cosa desideri davvero per te. Chiedi di diventare ciò che adesso non sei ancora, chiedi di superare i tuoi limiti. Tu meriti il massimo che la vita può offrirti e puoi averlo se davvero lo desideri. È incredibile, ma vero: la felicità fa paura. Destabilizza la normalità, ti costringe a guardarti dentro, a interrogarti, a cambiare. Una persona normale abituata a lamentarsi, a giustificarsi e a giudicare dà per scontata la sua condizione di infelice e sa che per cambiare deve lavorare duramente su se stessa.

MAI BIASIMARE GLI ALTRI PER LA PROPRIA INFELICITÀ

Mettersi in gioco, rivoluzionare tutto ciò che fino ad oggi hai creduto vero e giusto e normale è un lavoro faticoso e difficile, che comporta sofferenza. Per questo chi ormai da anni si crogiola nella sua condizione di infelice, si lamenta e si compiange, spesso anche biasimando gli altri colpevoli della sua infelicità. Non vuole essere felice oppure ne ha paura.

NIENTE TRAUMI EMOZIONALI NEGATIVI E NIENTE RAZIONI QUOTIDIANE DI RABBIA

Ma tu hai diritto alla felicità. Hai diritto ad essere accettato, rispettato e amato per come sei. Ti meriti e sei degno di avere tanti amici, ottime relazioni, provando gioia e amore per la maggior parte del tempo che hai a disposizione. Meriti la stima degli altri, meriti di sperimentare emozioni positive e di eliminare dalle tue giornate le razioni quotidiane di rabbia, dolore, odio che i mediocri e gli sfortunati collezionano. Meriti un lavoro che ti soddisfi, che soddisfi le persone a cui il tuo lavoro si rivolge, meriti una vita piena di senso.

VIETATO PERDERE COLPI: TUTTI I MOMENTI SONO MAGICI

Tu non aspettare di essere lontano da casa per provare la gioia. Fallo sempre, o più spesso che puoi. Trasforma la tua vita in una magia. Riconosci la magia quando ti accadono cose belle, smettila di dare tutto per scontato o di considerarlo una casualità. Tutti i Momenti sono magici, sono frutto di una scintilla divina presente nel cuore degli umani.

MAI SMETTERE DI SOGNARE

Allena la tua stranezza e celebra la vita, così come recita questa poesia: “A chi insegue un sogno nella vita, ai tenaci, ai testardi. Agli ostinati, a chi cade e si rialza, a chi ci prova e a chi non molla mai.
Perché loro sono quelli che guardano avanti, quelli che sperimentano sempre, quelli che credono nel futuro e non smettono mai di sognare. Quelli che si sentiranno vecchi solo quando i rimpianti saranno superiori ai sogni. Se non puoi essere una via maestra, sii almeno un sentiero. Se non puoi essere il sole, sii una stella, sii sempre meglio di ciò che sei veramente.
Un Abbraccio da Fidel

*****

RISPOSTA

TU SEI UN PRODUTTORE DI PERLE PREZIOSE E DI GRANDI INSEGNAMENTI

Ciao Fidel. Tu parli di persone normali e di persone strambe. Io ti dico che al mondo esiste gente che produce chincaglieria dozzinale da un lato e perle pregiate da un altro, pensieri sublimi da una parte e spazzatura culturale dall’altra. A margine del tuo scritto non servirebbero troppi commenti, chiose e postille. La poesia e la saggezza non hanno bisogno di chiarimenti e di interpretazioni. Vanno semplicemente gustate.

NON CERTO SPUNTI ARTISTICI FINI A SE STESSI

Permettimi solo di sottolineare che questo tuo scritto non è uno spunto artistico fine a se stesso, e tanto meno uno sfoggio di persona favorita dalla sorte e che si permette di dare, dai suoi quartieri alti, una sveglia, una strigliata o una discriminante bastonata psicologica a chi arranca nelle retrovie, a chi non ha trovato la giusta via, a chi porta al piede la palla di ferro della miseria, della mediocrità e dell’incompiutezza esistenziale.

C’È TROPPA GENTE CHE HA COMPROMESSO E PERSO PER STRADA OGNI CAPACITÀ DI MANOVRA

Solo chi non conosce Fidel potrebbe equivocare su questo punto. È chiaro che tra gli 8 mila clochard,  vagabondi, accattoni e mendicanti di Roma, e tra i 12 mila loro compagni di sventura di Milano, sottoposti a pene incresciose, alla fame e al freddo di questi giorni, c’è sì gente che ha sbagliato tanto e forte tutto nella vita, ma anche semplicemente gente colpita dal fato, dalla sfortuna, e da vicende familiari e sociali spesso fuori dalla loro portata e dalla loro capacità di scelta, derivanti dalle imperscrutabili motivazioni del destino. Non c’è disprezzo o facile censura nei riguardi della malasorte, ma soltanto umana commiserazione.

MISERIE E PRECARIETÀ NON VENGONO AFFATTO SOTTOSTIMATE

Senza finire nei bassifondi e negli estremi, la crisi economica, la disoccupazione giovanile e non solo, i meccanismi perversi che hanno portato milioni di persone sull’orlo della miseria, in un contesto sociale italiano di alti costi quotidiani, di soffocanti ed insostenibili tassazioni statali e comunali, di assillanti bollette acqua-luce-telefono-gas, di pensioni che mettono intere famiglie con l’acqua alla gola e con l’impossibilità di arrivare a fine mese, non vengono affatto sottostimati o ignorati. Senza contare le masse di immigrati che, all’insegna della disperazione, fuggono dalle loro regioni disastrate per approdare in una Europa ormai ingenerosa e taccagna, afflitta suo malgrado dalla precarietà. Ovvio che queste situazioni toccanti sono presenti in ognuno di noi.

L’UMANA COMPASSIONE NON CI FA DIFETTO

Lo spirito di ribellione all’appiattimento e alla rassegnazione, al conformismo e all’indolenza presi di mira da questa lezione filosofica e comportamentale non è per niente in contraddizione o in conflitto con in sentimenti di umana compassione nei riguardi di chi, per qualsiasi motivo al mondo, si trovi a dover patire ristrettezze, disgrazie e talvolta persino le pene dell’inferno.

IN TUTTI NOI ALBERGA IL NORMALE E LO STRAMBO

Il tuo scritto, caro Fidel, porta con sé un grandioso ed universale insegnamento, nei riguardi di chi non ha ancora compromesso del tutto le sue chance di cambiamento esistenziale e di sviluppo evolutivo, di chi non è ancora caduto nella spirale dell’immiserimento economico, nel vortice e nell’emergenza patologica dei prestiti speculativi, delle ipoteche sui beni immobili e dello strozzinaggio degli usurai. Il messaggio dice inequivocabilmente che in tutti noi c’è la coesistenza della mediocrità, ossia del normale, e dell’eccellenza, ossia dello strambo e del divino. Sta a noi tirar fuori ed estrarre dalle nostre interiorità inesplorate le migliori riserve, la cosiddetta scintilla divina.
Sta a noi impostare ogni nostra azione secondo i crismi del comportamento quantistico, ordinato e coerente che da sempre insegni alla gente di ogni ceto sociale, dalla persona più disadorna al Vip di alto lignaggio.

MAI SMETTERE DI SOGNARE È L’AUGURIO DI BUON ANNO A TUTTI NOI

Il tuo scritto nulla ha di arrogante e di economicistico, troppo umile e generoso il suo autore per cadere nella superbia e nella spocchia, nella lode a chi riesce con troppa facilità a far quadrare il cerchio esistenziale e a far girare la fortuna dalla sua parte, indipendentemente dalle vicende e dal contesto normativo-economico-sociale in cui si trova immerso. Mai smettere di sognare sono parole magnifiche che prendiamo come augurio per il Nuovo Anno, dove ogni singolo giorno deve essere il migliore giorno possibile.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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2 commenti

  1. giulio Marziano on

    Io credo che il sig. Fidel volesse in qualche modo dare una svegliata alle coscienze intorpidite dal tran tran quotidiano piuttosto che screditare i "normali ".
    Il punto invece potrebbe essere un altro, e cioè che ognuno di noi si facesse una semplice domanda; ma la mia vita va bene così, com'è oppure posso o debbo anche solo a me stesso, la possibilità di migliorarla in qualche modo. Credo che solo dopo essersi fatta questa domanda e essersi dati la risposta…… va bene così, ci si può considerare davvero normali.
    Vorrà dire che per questa vita la crescita è bastata, tanto ci saranno infinite altre occasioni per migliorarsi, non credete?