IL TERRENO È TUTTO, IL MICROBO È NIENTE

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NON C’È SPAZIO PER IL LIMBO DELLE POSIZIONI INTERMEDIE

Carissimo Mario, sei un elemento simpatico e impegnato. L’ultima persona al mondo che vorrei contraddire.

Anche perché apprezzo la tua perspicacia, la tua umiltà, la tua precisione nel dire le cose e nel trovare motivi di dubbio nelle teorie che ti vengono sottomano in redazione.

Ma, sempre restando sul magnifico scritto del dr Mauro Damiani  Le malattie Infettive: Vediamo di Capirci Qualcosa (a pag 9-13 del Mondo Vegetariano del gennaio 2005), temo di dover dare ragione all’autore e torto a te.

Ti seguo e condivido, nelle tue note Annotazioni di un redattore, quando esprimi le tue posizioni genericamente dissidenti.

Ma, quando vuoi stare un po’ a metà strada tra le varie teorie, in una specie di Limbo tra il Paradiso della Verità e l’Inferno della Bugia, devo necessariamente dirti di no.

UNA LANCIA SPEZZATA A FAVORE DELL’ANTIBIOTICO COME CURA (E NON COME AMMISSIBILE STRUMENTO DI EMERGENZA)

Sugli antibiotici, ad esempio, dici A me intanto è capitato più di una volta di uscire con gli antibiotici da una specie di inferno, e ho proprio il sospetto che, ammazzando microrganismi, si siano salvate quantità di vite che non si sarebbero recuperate in alcun altro modo.

Qui tu disattivi e contesti completamente la tesi di Damiani, e dai piena ragione alla medicina ufficiale.

Non posso dire che non sia vera la tua esperienza, per come l’hai vissuta e percepita.

Ma, ti chiedo, chi ti dà mai la certezza che a farti uscire dalla crisi siano stati gli antibiotici e non la tua forte fibra?

Manca la controprova.

D’altra parte, esiste una massa di persone che, quando arriva l’inferno della febbre e del male, si mettono a letto e a digiuno senza prendere nulla, e guariscono.

Non uno su tanti, ma tutti, salvo rarissimi casi dove non c’era proprio nulla da fare.

IL BUON ERETICO MARIO CONDANNABILE AL ROGO DELL’INQUISIZIONE AVA.

CONTESTANDO DAMIANI, CONTESTI BÈCHAMP, KOCH, BERNARD, PETTENKOFER, METCHNIKOFF, E PERSINO LO STESSO PASTEUR SUL LETTO DI MORTE

Il tuo è solo un sospetto e un tarlo.

Ti viene perché non hai la certezza scientifica che Damiani ha, che pure Robert Koch è andato maturando negli anni, che Claude Bernard aveva, che il prof Pettenkofer possedeva quando trangugiò i vibrioni del colera, che il dr Metchnikoff ebbe, pur lavorando all’Istituto Pasteur di Parigi, che il dr Fraser acquisì, non riuscendo mai a trasmettere ad alcuno il microbo della difterite.

Tutto sommato, quando fai queste osservazioni, cerchi di restare ancorato al sicuro, a Pasteur, ai medici che lo hanno adottato sistematicamente in associazione con la farmacologia.

Se la AVA non fosse un gruppo culturale ma una chiesa, dovremmo usare l’Inquisizione, accusarti di eresia e metterti al rogo.

Il che sarebbe assurdo ed ingeneroso, data la tua preziosa assiduità di collaboratore.

Sarei il primo ad accusarti ma anche il primo a gettare dei secchi d’acqua sulle fiamme.

Tu non condivideresti nemmeno le teorie del maggior microbiologo di quel periodo, il grande Béchamp, di cui ho parlato nell’articolo Tutto risale a Béchamp e Pasteur, che ti ho inviato nei giorni scorsi.

C’È MOLTO DA RIDIRE SUL VAIOLO

Sul vaiolo dici: Il pianeta è stato liberato dal vaiolo. Se anche su questo c’è da ridire, che si dica, sarebbe interessante.

Provvedo dunque a dirtelo io stesso, prendendo spunto dal testo Vaccinazioni, l’altra faccia della medaglia, del dr Paolo Bigatti, Macro Edizioni, a pag 161.

Dalle statistiche sulla vaccinazione antivaiolosa, si può osservare che, quanto meno si è vaccinato, tanto meno si sono verificati casi di vaiolo.

Inoltre, la regressione epidemiologica non è stata merito della vaccinazione ma è da attribuirsi evidentemente ad altri fattori (miglioramento igiene, pulizia, acqua corrente).

LA STRAORDINARIA ESPERIENZA STATISTICA-PAESE DELLE FILIPPINE SUL VAIOLO

Prendiamo l’esempio delle Filippine che, dal punto di vista  paese-globale-vaccinato offre statistiche significative.

In Filippine, nel 1905, la mortalità per il vaiolo è del 10%. Con l’occupazione americana inizia una massiccia campagna di vaccinazioni.

Nel 1905-1906, nonostante la vaccinazione di massa, la mortalità sale al 25%.

Nel 1918-1920, il 95% della popolazione filippina risulta ormai vaccinata, visto che in 13 anni si sono effettuate 15 milioni di vaccinazioni.

Proprio in quel periodo si verifica un’epidemia che non ha precedenti nella storia di queste isole del Pacifico, e la mortalità vola al 54%.

Su una popolazione di 11 milioni di abitanti si ebbero 112.549 casi di vaiolo e 60.855 morti.

Nella capitale Manila, dove gli abitanti erano stati sottoposti a vaccinazioni e rivaccinazioni, si registrò la più alta punta di decessi, col 65,3%, mentre nell’isola di Mindanao, unica a non aver subito vaccinazioni, ci fu il più basso indice di mortalità (11,4%  tra i colpiti dal vaiolo).

I CASI PROBANTI DELLA PESTE NERA O BUBBONICA, E DELLO STESSO COLERA

Se vuoi, possiamo parlare pure della peste nera o peste bubbonica.

Nel 1348 la peste nera falciò i due terzi della popolazione francese.

Lo stesso colera seminò il panico e il terrore per secoli.

Queste due malattie sono scomparse in Francia senza le vaccinazioni.

Succede invece che esse persistano invece in alcuni paesi, così come altre malattie, malgrado le vaccinazioni.

Una osservazione come questa dovrebbe già essere sufficiente a togliere ogni dubbio dove sta il torto e dove la ragione.

Lo scrive Fernand Delarue, nel suo L’intossicazione da vaccino, Feltrinelli, 1979.

VACCINAZIONI COME PERLA SPECIALE DELLA MEDICINA

Sappiamo benissimo che le vaccinazioni sono da sempre non un ramo della medicina, ma addirittura la perla della medicina, che deve a loro gran parte del suo splendore e della sua gloria.

Peccato che tale splendore e tale gloria si vanifichino e si affloscino ogniqualvolta prendiamo in mano delle statistiche reali e non manomesse o artefatte nei numeri o nelle interpretazioni dei numeri stessi.

E’ facile infatti constatare che:

A) La regressione di tutte le epidemie si è statisticamente e contemporaneamente prodotta tanto nei paesi o nei gruppi non vaccinati, quanto nei paesi o nei gruppi vaccinati (per cui bisogna attribuire il calo e la scomparsa dei fenomeni ad altri fattori diversi dalla vaccinazione).

B) Le vaccinazioni, anche se praticate sistematicamente su interi gruppi, non hanno impedito mai il ritorno di epidemie a volte catastrofiche (e questo fallimento dimostra come la loro efficacia sia contestabile).

LE PROVE FALLIMENTARI DELL’ANTITETANICA SUGLI ESERCITI

Possiamo parlare pure del tetano.

Nell’esercito francese, il più vaccinato degli eserciti della Seconda Guerra (più di 4 milioni di vaccinazioni tra l’ottobre 1936 e il giugno 1940), il tasso di morbilità tetanica ogni 1000 feriti fu nel 1940 il medesimo che nella Prima Guerra del 1914-18 quando l’esercito non fu vaccinato.

Nell’esercito greco, non vaccinato, la frequenza del tetano durante l’ultima guerra è stata sette volte minore che nell’esercito francese (700% inferiore).

LA COSPIRAZIONE MEDIATICA A FAVORE DEL TRIONFALISMO MEDICO-FARMACEUTICO-VACCINATORIO

Il trionfalismo medico-farmaceutico sulle vaccinazioni esiste in forza di una gigantesca cospirazione mediatica, dove si nascondono gli incidenti, si alterano sistematicamente le verità, si soffoca la voce degli avversari e si perpetua il mito della innocuità.

Le vaccinazioni infatti, oltre che essere inefficaci, provocano numerosi incidenti che vengono sistematicamente circondati da un muro di omertà, per cui i morti, gli invalidi, i malati gravi scompaiono per incanto dai registri medici, mentre gli effetti secondari meno gravi passano inosservati.

Il dr Albertier, quando si accorse di aver ucciso diversi bambini col il BCG (bacillo tubercolotico di Calmette e Guérin), scrisse all’Istituto Pasteur per informarlo delle sue preoccupazioni, e gli fu risposto Caro collega, non abbiamo mai sentito parlare di casi del genere. Lei è il solo al quale siano capitati simili incidenti. Sarà bene che prenda qualche precauzione.

IL BOICOTTAGGIO DELLE RICERCHE TISSOT SULL’ORIGINE AUTOGENA E NON INFETTIVA DELLA TUBERCOLOSI

Quando lo stimato prof Tissot provò a pubblicare all’Accademia delle Scienze i risultati sui lunghi studi sulla tubercolosi, gli fu rifiutata la pubblicazione.

Continuò ugualmente a lavorare e, nel 1936, egli fornì nuove prove sull’origine autogena del bacillo di Koch e sullo sviluppo autogeno (non infettivo) della tubercolosi.

Voleva dire rimettere in discussione uno dei fondamenti della teoria di Pasteur sulla quale si basa la pratica delle vaccinazioni.

Gli risposero due di picche e gli impedirono di lavorare, rovinandogli la carriera.

Casi come quello del prof Tissot ce ne sono a centinaia, in Francia come altrove.

Andare contro il vaccino significa tagliarsi professionalmente gli attributi.

LA DEIFICAZIONE NAZIONALISTICA DI LUIGI PASTEUR

La figura dello scienziato ha assunto nella nostra civiltà una dimensione mitica.

Nessuno la incarna meglio di Pasteur, il quale già da vivo aveva abilmente contributo alla costruzione del proprio mito.

I suoi successori ed eredi spirituali ingrandirono ancora la sua immagine e la portarono alle stelle.

La sua gloria senza pari rappresentava per il popolo francese, ferito dalla disfatta del 1871, una clamorosa rivincita nel campo della mente e dello spirito, un balsamo che leniva tutte le ferite nazionali, e il merito ricadeva sulla scienza francese, sull’Istituto Pasteur e sugli zelanti sostenitori del vaccino.

Era l’epoca in cui il regresso della religione davanti alla scienza lasciava un vuoto.

Pasteur l’occupò rivestendo contemporaneamente le virtù di un santo e gli attributi di un dio.

L’immagine mitica di Pasteur, simbolo di una civiltà nuova, razionale e progressista, appare in filigrana dietro quella dell’uomo di scienza e del medico.

E la sua prestigiosa parola diventa da quel momento sacra quanto il Vangelo. Solo degli eretici potrebbero azzardarsi a metterla in dubbio, e a loro verrà riservata la sorte dell’ostracismo scientifico.

Quanto sopra viene scritto non dalla stampa antifrancese, ma sempre da Francois Delarue, cioè da un medico francese, da una fonte insospettabile ed affidabile.

LA STORIA SI RIPETE CON LA ASSURDA E IGNOBILE DEIFICAZIONE-NOBEL DI LUC MONTAGNIER

Andiamo all’AIDS.

E’ passato oltre un secolo dai tempi di Pasteur, eppure la storia si è in pratica ripetuta tale e quale.

Luc Montagnier ha ricevuto nel 2008 il Nobel per la Medicina, per aver scoperto una malattia che non esiste se non nella sua vivida fantasia. Il tempo dunque passa invano e insegna assai poco alla gente e alle autorità scientifiche in primo luogo.

Tu Mario dici:

Quanto all’AIDS, sentiamo dire che il virus addirittura non sia mai esistito. E il contagio allora come avviene?

MA ALLORA, COSA DIAVOLO È QUESTO AIDS?  SEMPLICI MALATTIE TOSSICHE DA GRAVE ESAUTORAMENTO FISICO, NON TRASMISSIBILI PER BACIO O PER SESSO, MA EREDITABILI (GENITORI ESAURITI CHE SI REPLICANO IN FIGLI ESAURITI) E REPLICABILI IN FOTOCOPIA (GENTE CHE ASSUME GLI STESSI SBALLATI O MISERI STILI DI VITA).

In effetti la posizione più appropriata che ti contrappongo è un’altra e cioè: Si sente addirittura dire che esiste l’AIDS, mentre esso non esiste e quindi non può esistere alcun contagio.

Quello che ti dicono essere l’AIDS non è altro che una accozzaglia di diverse patologie esaustive (da esaurimento nervoso), che colpisce:

A) Gente che, per colpa sua (stravizi, carenza di sonno, carenza di alimentazione crudista, eccessi sessuali quando non si è all’altezza, uso di stimolanti, di caffè, di alcol, di fumo e di droghe), si esautora e si autodistrugge con le proprie mani, con le proprie attitudini insostenibili.

B) Gente che, per perversa costrizione sociale (vedi popolazioni africane costrette a vivere nelle bidonville senza acqua e cibo sufficienti), si mantiene in condizioni vitali precarie che portano alla rovina fisiologica.

C) Gente che, per colpa dei genitori dediti a stravizi e a ritmi di vita insostenibili, si ritrova a nascere in condizioni precarie.

Mediante stili di vita assurdi, sballati, insostenibili, si finisce per esautorare il proprio ex-fertile terreno personale, rendendolo soggetto a qualsiasi morbo opportunistico (sia esso polmonite, meningite, cancro), e ci si rovina, causando probabile rovina anche ai propri discendenti diretti.

L’IMPOSSIBILITÀ  ASSOLUTA DI TRASMETTERE UN VIRUS HIV MEDIANTE CONTAGIO

In effetti nessun virus Hiv viene trovato nei malati del cosiddetto AIDS. Inoltre, il virus sospettato di essere l’HIV non si riesce a trasmetterlo nemmeno a volerlo.

Hanno preso 1000 coppie dove lui era sieropositivo e lei no, o viceversa, e le hanno fatte vivere a contatto sessuale continuato, ovviamente senza alcuna protezione e senza nessuna precauzione.

Nessuno di essi è riuscito ad essere contagiato.

Ti consiglio di leggere  AIDS, il virus inventato, di Peter Duesberg, della collana  I Nani della Baldini & Castoldi.

Così ti renderai conto delle truffe e delle invenzioni che precedono il lancio di certe malattie ufficiali, di certe malattie politiche più che reali.

E capirai anche perché tutti i grandi cervelli mondiali della virologia e della microbiologia sono schierati, non a caso, col prof Duesberg, docente di biologia molecolare alla University of California di Berkeley, che vale assai di più della Sapienza di Roma, con tutto il rispetto per il fervido aidsista prof Aiuti.

PETTENKOFER NON ERA UN PAZZO, MA UNO SCIENZIATO ATTENTO E COERENTE

Quanto a quel pazzo di Pettenkofer che, tu dici, non si prese il colera, ma avrebbe potuto anche prenderselo, anche qui non mi trovi d’accordo, visto che egli, per provare che non si trattava di caso isolato, fece ingoiare il vibrione pure ad alcuni amici e alla sua famiglia, e nessuno di essi si ammalò.

Essere increduli e dissentire, stare sulle proprie posizioni indipendenti è spesso produttivo.

Ma in casi come questo, è meglio per te chiarire questi dubbi al più presto e stroncare sul nascere le perplessità che non hanno ragione di esistere.

Ti do invece ragione quando ti pulisci le ferite con semplice acqua, anche se, pure lì, dimostri una certa incoerenza, per uno che sotto-sotto si fa il segno di croce contro l’HIV, il vaiolo, il colera e i vari microrganismi che ci girano intorno.

PREFERISCO I TUOI DUBBI DA PROFANO ALLE PICCOLE SICUREZZE DI CERTI SCIENZIATI

Devo aggiungere che la tua incoerenza, è addirittura comica e divertente.

In un certo senso persino utile e produttiva, grazie al fatto che non la nascondi affatto.

Il fatto poi di saper stare, fedele e ligio, accanto a una persona di spiccata tempra scientifica come Franco Libero Manco, ti rende ancora più umano e simpatico.

Preferisco i tuoi grandi dubbi da profano alle piccole sicurezze di certi scienziati che si dicono igienisti e che, alla prima febbre alta, alla prima crisi intestinale, alla prima emissione di muco, si spaventano a morte per la crisi eliminatoria che il corpo instaura al fine di ripristinare l’equilibrio e la salute, mandando fuori di esso le tossine accumulate in precedenza.

Scienziati igienisti che confondono tale crisi con chissà quale nuova malattia, e che, ricorrendo a farmaci ed a integratori, tradiscono e contraddicono sé stessi, nonché le proprie convinzioni scientifiche.

Valdo Vaccaro

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