TITOLI TOSSICI E USURAI, SANGUISUGHE E FALSARI, DIETRO IL BARATRO DEL PIANETA TERRA

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LETTERA

UN’ANALISI LUCIDA SUL SISTEMA BANCARIO MONDIALE

Ciao Valdo. Ti mando il video di Diego Fusaro sul sistema bancario. Analisi come sempre lucida e senza peli sulla lingua. Vorrei ricordare solamente che, oltre alla lettera di Mario Draghi, inviata all’Italia nel 2011, in cui il maggiordomo europeo dettava le linee di politica economica al governo italiano, c’è stata un’azione ancora più grave, che ha riguardato tutti i paesi della UE.

UN SAGGIO DELLA J.P. MORGAN SULL’AREA EURO

Si tratta del saggio intitolato “The Euro area adjustment: about halfway there”, che di fatto era un ordine di servizio, non di un maggiordomo ma di uno dei padroni, pubblicato nel maggio 2013 dalla JP Morgan e diretto ai sottoposti europei, dove si dicono cose assai interessanti.

THE POLITICAL STRENGHT OF THE LEFT WING

“Constitutions tend to show a strong socialist influence, reflecting the political strength that left wing parties gained after the defeat of fascism. Political systems around the periphery typically display several of the following features: weak executives, weak central states relative to regions, constitutional protection of labor rights, consensus building systems which foster political clientelism, and the right to protest if unwelcome changes are made to the political status quo. The shortcomings of this political legacy have been revealed by the crisis”.

BENVENUTI NEL MONDO LIBERO

Tradotto in italiano: “Le costituzioni tendono a rivelare una forte influenza socialista, in linea con la forza politica che i partiti di sinistra hanno acquisito dopo la sconfitta del fascismo. I sistemi politici periferici dimostrano le seguenti caratteristiche: governi deboli, stato centrale debole rispetto ai poteri regionali, protezione costituzionale dei diritti dei lavoratori, metodi di consenso che portano al clientelismo, diritto di protesta e di sciopero nel caso di cambiamenti sgraditi dello statu quo. Le carenze di questa eredità politica sono state evidenziate dalla crisi in corso”. Il commento a queste valutazioni? Benvenuti nel mondo libero!

Paolo De Santis

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RISPOSTA

IL RUOLO DEL LADROCINIO BANCARIO

Ciao Paolo. Questo argomento sul ruolo del ladrocinio bancario è un tasto superdelicato, in quanto spiega tutta la gravissima crisi economica di questi ultimi anni, includendo i sobbalzi politici, le guerre, le immigrazioni e, per diversi aspetti, persino le scellerate e vandaliche vicende dell’Isis e del terrorismo.

CHI È LA JP MORGAN CHASE

Parliamo intanto della JP Morgan Chase and Co, banca d’affari con sede in New York e leader mondiale nei servizi finanziari globali, con 90 milioni di clienti nel pianeta, con fatturato di 97,3 miliardi di US$, utile netto 2312,2 miliardi e 258.965 dipendenti nell’anno 2012. Il colosso è ovviamente controllato da chi se non dalla famiglia Rockefeller.

ULTIME VICENDE ASSAI POCO EDIFICANTI

Le ultime vicende del gruppo registrano nel 2004 l’acquisto della Bank One of Chicago, quinto gruppo bancario USA. Nel 2008 acquista per 2 dollari ad azione la Bear Stearns per la copiosa somma di 236,2 milioni di dollari. Nel 2010 è coinvolta nel maxi-scandalo inglese London Whale che riguarda le operazioni di compra-vendita di titoli derivati con ammanco di 6 miliardi di dollari, con accuse di grave frode per Martin-Artajo, dirigente spagnolo JP Morgan-Londra spagnolo che guidava la squadra di Londra, e a Julien Grout, dirigente francese che si era occupato di falsificare le registrazioni dei valori giornalieri sulle posizioni di JP Morgan. Tra il 2010 e il 2011 la JP Morgan manipola il mercato energetico in California e nel Midwest, spacciando ai propri clienti azioni di centrasli elettriche in perdita e ricavandone incredibili profitti.

PERDITE INGENTISSIME CON DISOCCUPAZIONI A CATENA E RECESSIONE A LIVELLO PLANETARIO

Nel 2011 la procura di New York denuncia per frode Bear Stearns e Emc Mortgage, del gruppo JP Morgan, per la truffa dei mutui subprime. Le perdite sono state coperte in gran parte dalle tasse dei cittadini americani. Tali perdite ammontano a 22,5 miliardi di dollari e provocato la disoccupazione di 7 milioni di persone negli Stati Uniti d’America e una Grande Recessione che dal 2008 è imperversata in tutti i paesi civili d’Europa e del mondo, escluso la Cina e l’India. Nel 2013 la J.P. Morgan patteggia un risarcimento di 13 miliardi di dollari per la truffa dei mutui subprime. Il 19 giugno 2013 pubblica infine il rapporto citato all’inizio dove si accusano gli stati del Sud Europa come Grecia, Italia e Spagna, di forti influenze socialiste.

RUOLO BEFFARDO E SATANICO DELLA SANGUISUGA JP MORGAN

Da questo sintetico curriculum appare chiaro il ruolo ladresco, satanico e beffardo di questa gigantesca sanguisuga prenditutto della finanza mondiale. JP Morgan con i suoi progetti di finanza creativa (creativa di disperazione mondiale ben si intende) è stata tra le protagoniste della crisi del subprime e della Grande Depressione del 2008, tanto da essere denunciata nel 2012 dallo stesso governo federale americano perché ritenuta responsabile della crisi americana e mondiale.

GOLDMAN SACHS REGINA MONDIALE DELL’AFFARISMO SPORCO

Non bisogna però scordare l’altro nome mitico del settore. The Goldman Sachs Group Inc è una delle più grandi banche d’affari o meglio di affarismo sporco del mondo. Si occupa principalmente di investimenti bancari ed azionari, con multinazionali, governi e grossi investitori-speculatori privati.
Ha sede legale in Manhattan e grosse filiali a Londra, Francoforte, Tokyo e Hongkong. È anche autorizzata al piazzamento di titoli di debito del Governo statunitense. Fra gli ex-dipendenti e gli ex consulenti più illustri, figurano pure il governatore della BCE Mario Draghi, e l’ex presidente del consiglio Mario Monti, sulle orme tracciate in precedenza da Romano Prodi. Pensare che Bill Clinton, la Banca Mondiale e George Soros non abbiano le mani in pasta sarebbe utopistica illusione.

LE ULTIME VICENDE DI QUESTO TENTACOLARE GRUPPO PARLANO CHIARO

Fondata nel 1869 da Marcus Goldman, tedesco di origini ebraiche immigrato negli Stati Uniti, la società acquisisce il nome Sachs quando a Marcus nel 1896 si unisce il genero Samuel Sachs, divenendo in pochi anni la prima Banca di Wall Street. Le ultime vicende di questo tentacolare gruppo di potere sono anche in questo caso illuminanti.

LA GRANDE RECESSIONE DEL 2008 PORTA PURE LA FIRMA DELLA GOLDMAN SACHS

Nel 2007 con la vendita di  titoli tossici subprime, chiamata Crisi dei subprime, ovvero dei mutui ipotecari e dei prestiti ad alto rischio, tanto per intenderci. Crisi che ha avuto come conseguenza la citata Grande Recessione del 2008. La Paulson&Co aveva avvisato che le azioni vendute da Goldman non fossero sicure. La perdita per gli investitori è stata di oltre un miliardo di dollari. Al centro dello scandalo il titolo Abacus 2007-AC1, un complesso sistema, attraverso il quale la banca d’affari avrebbe di fatto truffato i propri clienti, tra i quali figurano anche grandi istituzioni finanziarie internazionali. L’apertura di questo procedimento giudiziario ha spinto al ribasso molti titoli bancari nelle borse europee e statunitensi. Nel 2010, la Securities and Exchange Commission (SEC), l’autorità di controllo dei mercati finanziari statunitensi, ha multato Goldman Sachs, per 550 milioni di dollari per avere frodato i propri risparmiatori. Sempre nel 2010 la Financial Conduct Authority (FCA), commissione di vigilanza delle società e della borsa del Regno Unito, multa Goldman Sachs, per 31 milioni di dollari per avere frodato i propri risparmiatori londinesi.

MULTE A RIPETIZIONE PER IRREGOLARITÀ ED IMBROGLI

Nel 2012, la Securities and Exchange Commission (SEC), l’autorità di controllo dei mercati finanziari statunitensi, ha multato Goldman Sachs, perché dal 2006 al 2011, si svolgevano riunioni segrete tra trader e analisti commerciali della banca che raccomandavano strategie di acquisto, di vendita con la fissazione dei target o prezzi obiettivo, su titoli e asset per conto di un gruppo ben selezionato di clienti. La multa di 22 milioni di dollari, è suddivisa in 11 milioni di dollari alla SEC e 11 milioni di dollari alla Financial Industry Regulatory Authority. Nel 2015 la Financial Industry Regulatory Authority (FINRA), autorità di autoregolamentazione dei broker ha multato Goldman Sachs che pagherà alla National Australia Bank (NAB) 80 milioni di dollari più 60 milioni di interessi per la vendita di titoli garantiti da mutui, mascherando il conflitto di interessi con i propri clienti tramite omissioni materiali ed errori nelle documentazioni.

LO SCANDALO DELLE PORTE GIREVOLI

Diverse polemiche suscita, in particolare riguardo a Goldman Sachs, il fenomeno conosciuto come Revolving Doors o Porte Girevoli, per cui determinate persone passano da responsabilità pubbliche a ruoli di vario genere all’interno della banca d’affari e viceversa, configurando evidenti conflitti di interesse. Tutto comincia nel 2006 con la nomina, da parte di George W. Bush, alla carica di Segretario del Tesoro USA di Henry Paulson, amministratore delegato della Goldman Sachs.

LA GOLDMAN SACHS E GEORGE SOROS FINANZIANO LA CAMPAGNA PRESIDENZIALE DI OBAMA

I casi più controversi dopo Paulson? Il lobbista della Goldman Sachs Mark Patterson, posto alla testa dello staff del Segretario del Tesoro Timothy Geithner, nonostante il presidente Barack Obama, nella sua campagna presidenziale, avesse promesso che l’influenza dei lobbisti nella sua amministrazione sarebbe stata fortemente ridimensionata. Promesse da marinaio, visto che Goldman Sachs ha intensamente finanziato la campagna presidenziale di Obama del 2008 e che il suo chairman Lloyd Blankfein ha visitato la Casa Bianca almeno dieci volte.

MARIO DRAGHI E MARIO MONTI NEI LIBRI PAGA DELLA JP MORGAN

Il dibattito sulle porte girevoli di Goldman Sachs si è riaperto in Europa in occasione delle crisi di governo nazionali di fine 2011, in particolare in Grecia e Italia. Alcune persone notorie che hanno avuto rapporti a vario titolo con Goldman Sachs e che hanno assunto incarichi di rilievo in Europa sono: 1) Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia dal 2006 al 2011 e della BCE Banca Centrale Europea dal 2011 a oggi, ma anche, non dimentichiamolo, vicepresidente della Goldman Sachs per l’Europa dal 2002 al 2005! 2) Gianni Letta, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri nei governi guidati da Silvio Berlusconi. 3) Mario Monti, Commissario europeo dal 1994 al 2004 e Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana dal 2011 al 2013 su forti raccomandazioni di Timothy Geithner segretario di Stato USA, è stato consulente di Goldman Sachs. 4) Lucas Papademos, primo ministro della Grecia dal 2011 al 2012.

I REGALI MILIARDARI DI MARIO MONTI ALLA MORGAN STANLEY

Da rilevare che, nel silenzio assoluto, il governo Monti fece un bel regalo d’Epifania alla Morgan Stanley: 2 miliardi e 567 milioni di euro dirottati dalle casse del Tesoro a quelle della banca newyorkese. Il tutto avvenne il 3 gennaio 2012, a totale insaputa degli organi di informazione italiani, così attenti ai bunga bunga o ai party del premier uscente, ma evidentemente poco propensi a occuparsi del governo in carica. Furono gli stessi vertici della Morgan Stanley a comunicare che l’esposizione verso l’Italia era scesa da 6,268 a 2,887 miliardi di dollari: una differenza di 3,381 miliardi corrispondenti a 2,567 miliardi di euro, circa un decimo della manovra “salva-Italia” varata dall’esecutivo Monti. Una somma utilizzata dal governo italiano per estinguere una operazione di derivati finanziari. La banca newyorkese si limitò ad annunciare trionfalmente il recupero della somma. Mutismo assoluto dal governo italiano e dai media, mentre venivano stangati i pensionati e non solo, lo Stato provvedeva a rimborsare 2 miliardi e mezzo alla investment bank.

Fonte originale L’Espresso: http://www.qelsi.it/2012/il-governo-monti-ha-dirottato-2-miliardi-e-mezzo-dalle-casse-del-tesoro-a-quelle-della-morgan-stanley/

– See more at: http://www.lindipendenzanuova.com/monti-morgan/#sthash.ZiSbby04.dpuf

LA FULMINANTE CARRIERA DI GIOVANNINO MONTI

Giovannino Monti, 40 anni, figlio di un Mario Monti genio della finanza e della politica, non poteva non avere l’economia nel suo Dna. Ma il suo curriculum, onestamente, non giustificava la poltrona di top manager né in Parmalat né in altre grandi società. Ecco cosa scriveva di se stesso nel 2009: “Giovanni lavora in Parmalat dal marzo 2009 dove si occupa di business development”. Secondo indiscrezioni di mercato raccolte da MF (Milano Finanza), Monti jr, responsabile del business development di Parmalat, sarebbe stato messo alla porta. Eppure, già a 20 anni è associato agli investimenti della Golden Sachs, ed attualmente fa parte della Morgan Stanley.

ALTRI NOMI ECCELLENTI CORRELATI ALLA GOLDMAN SACHS

Altre persone che nel corso della loro vita hanno avuto rapporti con Goldman Sachs e che hanno assunto rilevanti incarichi di governo includono 1) Mark Carney, governatore della Bank of Canada e della Bank of England, per 13 anni alla Goldman Sachs. 2) Romano Prodi, presidente dell’IRI dal 1982 al 1989 e dal 1993 al 1994, nonché Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana dal 1996 al 1998 e dal 2006 al 2008. 3) Massimo Tononi, sottosegretario all’Economia del secondo governo Prodi e presidente di Borsa Italiana dal 2011, partner e advisory director della banca d’affari.
Ultimamente Le Monde ha scritto che la Goldman Sachs rappresenta il lato ombra di Mario Draghi e di Mario Monti. Vediamo perché.

IL MONDO NON È GOVERNATO DAI GOVERNI MA DAI FALSARI DELLE BANCHE

La Goldman Sachs è la più potente banca d’affari americana, che condiziona mercati e governi. Il trader indipendente Alessio Rastani ha dichiarato che “I governi non governano il mondo, Goldman Sachs governa il mondo”. Interessante notare come gli uomini della Goldman hanno ricoperto incarichi importanti nell’amministrazione Usa, arrivando a ruoli di primo piano.

SOCIETÀ FINANZIARIE CHE PUR DI GUADAGNARE FANNO COLLASSARE IL MONDO

Durante l’amministrazione Clinton l’ex direttore generale della Goldman Sachs, Robert Rubin, divenne sottosegretario al Tesoro. Nel 2004, Henry Paulson, amministratore delegato dalla Goldman, fece approvare alla Commissione dei Titoli e Scambi un aumento dei limiti sul rapporto di indebitamento, permettendo alle banche d’investimento di avere ulteriori prestiti da utilizzare per manovre di speculazione. Nel 2005 Raghuram Rajan, capo economista del Fondo Monetario Internazionale (2003-2007) pubblicò un rapporto in cui annunciava il rischio che le società finanziarie, assumendo grandi rischi per realizzare enormi profitti a breve termine, avrebbero potuto far collassare il sistema economico.

MEZZO MILIARDO DI DOLLARI NELLE TASCHE DI HENRY PAULSON

Nella prima metà del 2006 la Goldman Sachs vendette 3,1 miliardi di dollari di CDO (Collateralized debt obligation, obbligazione che ha come garanzia collaterale un debito). In quel periodo l’amministratore delegato era proprio Henry Paulson. Il 30 maggio 2006 George Bush lo nominò segretario del Tesoro e dovette vendere le sue azioni della Goldman, intascando, povero diavolo, 485 milioni di dollari. Ciliegina finale sulla torta, grazie a una legge di Bush padre, non pagò nessuna tassa.

I DIRIGENTI AMMETTONO CHE SAPEVANO DI VENDERE SPAZZATURA

Nel 2010 i dirigenti della Goldman Sachs furono costretti a testimoniare al Congresso americano. Daniel Sparks, ex-capo reparto mutui della Goldman (2006-2008) dovette riferire su alcune email in cui definiva certe transazioni “affari di merda”. Fabrice Tourre, direttore esecutivo prodotti strutturati della Goldman Sachs vendeva azioni che definiva “cacca”. Llyod Blankfein, presidente di Goldman, e David Viniar, vicepresidente esecutivo, sotto le pressanti domande del senatore Carl Levin furono costretti ad ammettere che sapevano di vendere spazzatura.

TUTTI I POSTI-CHIAVE NELLE MANI DI UOMINI TARGATI GOLDMAND SACHS

Pure Barack Obama ha confermato il potere della banca d’affari. Il nuovo presidente della Federal Reserve Bank di New York (principale azionista della Fed, o Federal Reserve, Banca Centrale degli USA) è William Dudley, ex capo economista della Goldman (che nel 2004 lodava i derivati). Capo del personale del dipartimento del Tesoro è Mark Patterson, ex lobbista della Goldman Sachs. A capo della Cfct (Commodity Futures Trading Commission) si è insediato Gary Gensler, ex dirigente della Goldman Sachs che aiutò ad abolire la regolarizzazione dei derivati.

MANOVRE SPECULATIVE IN GRECIA

Anche in Europa la Goldman manovra da tempo. Nel 1999 la Grecia non aveva i numeri per entrare nell’euro. Quindi truccò i bilanci. Nel 2000 Goldman Sachs International, filiale britannica della banca d’affari americana, vende al governo socialista di Costas Simitis uno swap (derivato o credito di scambio) in valuta che permette alla Grecia di proteggersi dagli effetti di cambio, trasformando in euro il debito inizialmente emesso in dollari. Lo stratagemma consente ad Atene di iscrivere il nuovo debito in euro ed escluderlo dal bilancio facendolo momentaneamente sparire. E così Goldman Sachs intasca la sua sostanziosa commissione e alimenta una volta di più la sua reputazione di ottimo amministratore del debito sovrano.

MARIO DRAGHI SMEMORATO DI FRONTE AL BARATRO FINANZIARIO

Tornando a Mario Draghi, dal 2002 al 2005 è stato vicepresidente e membro del management Committee Worldwide della Goldman Sachs. Proprio nel periodo in cui in America le banche d’affari erano scatenate in manovre speculative e scavavano il baratro finanziario che si è materializzato nel 2008, trascinando il resto del mondo. Non sapeva nulla di queste tendenze l’economista italiano?

AMERICA FALLIMENTARE CON UN DEBITO PUBBLICO DI OLTRE 20 TRILIONI DI DOLLARI

Non a caso si è parlato di trame e di cospirazioni dell’ambito del Nuovo Ordine Mondiale. E qui devo per forza rifarmi a diversi miei articoli precedenti, fondamentali per capire il ruolo dell’America in tutte le tragiche vicende dei nostri giorni, il ruolo di fallimentare gigante dai piedi di argilla, gravato da un debito pubblico spaventoso, superiore ai 20 trilioni di dollari (salvo errori si dovrebbero scrivere come segue: 20.000.000.000.000.000). Un paese indebitato fino al collo che pretende di dare delle lezioni di sobrietà finanziaria all’Italia mediante le sue corrotte agenzie di rating!

SERVE UN QUADRO GLOBALE ESPOSTO CON CHIAREZZA

Cercherò di farla breve, ed è per questo che rimando i lettori alle mie tesine Il mondo nel frullatore Bilderberg e Un cavallo di Troia di nome Monti.  Ma per capire le concatenazioni che portano a quanto ci accade oggi intorno, che portano alla crisi economica, ai suicidi di imprenditori senza lavoro, ai suicidi dei cittadini italiani truffati dalle proprie banche, ai milioni di profughi disgraziati che ogni anno lasciano una scia di annegati nel Mare Nostrum, agli orrendi attentati compiuti dall’Isis, non bastano battute loquaci, articoli brillanti ma privi di incisività sulle correlazioni storiche degli eventi. Occorre un quadro globale, chiaro e comprensibile.

SALUTE E BENESSERE LATITANO FIN QUANDO SIAMO NELLE MANI DI PERICOLOSI FALSARI

Cosa c’entra tutto questo con la salute? C’entra in modo drammatico. Vivere in un mondo carico di tensione, di pericoli, di paura, di odio e di violenze inenarrabili non avrebbe una valenza preponderante sul piano del benessere? Chi la pensa in questo modo sta usando ahimè i piedi al posto del cervello!

LE VERITÀ SUI FATTI QUOTIDIANI IMPORTANTI CI VENGONO OCCULTATE IN MODO SISTEMATICO

Se ci aspettiamo di apprendere in modo credibile e intelligente gli accadimenti odierni sui giornali e le televisioni, scordiamocelo, visto che la verità viene regolarmente negata e mascherata. Se ci aspettiamo che gli umori si plachino e che gli studiosi dicano la loro sui libri di storia, dovranno passare almeno un paio di generazioni per capirci qualcosa. Se vogliamo affondare la testa sotto la sabbia come fanno gli struzzi nei casi di inguardabile ed insostenibile pericolo, siamo padroni di farlo. Se vogliamo invece capire ed essere protagonisti attivi e non bersagli inanimati che nulla contano, vale forse la pena di ascoltare le poche fonti affidabili e trasparenti a disposizione. Non aggiungo altro.

LE INDISCREZIONI DEL FINANCIAL TIMES SU GOLMAN SACHS E VATICANO

Una dettagliata inchiesta del Financial Times rivela come le frettolose riforme dello Ior, propagandate come esclusiva farina del sacco di Francesco e della sua volontà di fare pulizia, siano state caldeggiate da anni proprio da grandi nomi della finanza internazionale quali JP Morgan e Goldman Sachs, con cui il Vaticano intrattiene da tempo rapporti privilegiati. Due episodi rimettono al centro della scena il difficile rapporto tra Vaticano e trasparenza finanziaria. Il giornale britannico fa sapere che a luglio Peter Sutherland, presidente della Goldman Sachs International nonché cattolico praticante, con diversi incarichi in Europa e in Irlanda, ora consulente per la Santa Sede, si è recato in Vaticano per un incontro riservato. Lì ha parlato con papa Francesco e con la commissione di cardinali da poco istituita. In un discorso a porte chiuse tenuto nei dintorni della Casa Santa Marta, persino lui ha chiesto al Vaticano, come hanno fatto altri big della finanza, maggiore trasparenza finanziaria.

UN VATICANO VORACE, SREGOLATO ED IMBARAZZANTE

Il Financial Times, con interviste a una ventina tra banchieri, giuristi e insider in Vaticano raccolte nel corso di 11 mesi, ha reso noto quali problemi e imbarazzi abbia creato il Vaticano in Europa e negli Usa. Viene fuori che le riforme dello Ior sono state fatte sotto la pressione esercitata da banche quali Deutsche Bank, JP Morgan e UniCredit, istituti nel mirino degli ispettori proprio a causa delle loro relazioni d’affari con la Santa Sede. Almeno trenta banche, tra cui i più grandi istituti del mondo, hanno svolto servizi per il Vaticano, dando alla Santa Sede accesso ai mercati finanziari esteri e movimentando qualcosa come 2 miliardi di euro all’anno provenienti da Oltretevere.

IOR INONDATO DI DONAZIONI IN CONTANTI

Solo lo scorso ottobre lo Ior (Istituto per le Opere di Religione) ha fornito un report, in cui si contano 19 mila clienti da tutto il mondo, 33 mila conti e circa 5 miliardi in azioni. Metà dei clienti sono ordini religiosi, 15% da istituzioni della Santa Sede, 13% cardinali, vescovi e clero, 9% dalle diocesi cattoliche di tutto il mondo, il resto clienti con una qualche affiliazione con la Chiesa cattolica. Secondo gli insider, lo Ior viene inondato da donazioni e contanti che arrivano dalle questue durante le messe e per la carità. Circa un quarto dei flussi è in contanti, cosa che tra gli esperti pone seri rischi di riciclaggio di denaro sporco. E un terzo di tutto il business proviene da donazioni di istituzioni caritatevoli.

IMPOSSIBILITÀ DI CONOSCERE I NOMI DEI BENEFICIARI DEI CONTI

Una delle poche persone che ha parlato senza rifugiarsi nell’anonimato è il procuratore di Milano Laura Pedio, che ha seguito l’inchiesta sul crac dell’Ospedale San Raffaele, creatura di don Luigi Verzè e colpito da fallimento e scandali sui finanziamenti ricevuti dalla Regione Lombardia retta dal ciellino Roberto Formigoni. La dr Pedio si è detta stupita di riscontrare nel corso delle indagini un complesso sistema di deleghe con impossibilità di conoscere i nomi dei beneficiari dei conti, talvolta non registrati ma conosciuti solo verbalmente da pochi funzionari vaticani. Uno dei consulenti dello Ior, commentando la scarsa trasparenza dell’istituto religioso e il pressing esercitato dalle istituzioni europee che ha scoraggiato le banche, si lascia andare: “Non siamo qui per salvare il culo al Vaticano”.

LA TRASPARENZA NON È DI CASA ALLO IOR

Visto che l’Ue non ha autorità sullo Ior, la Banca d’Italia governata allora da Mario Draghi ha fatto pressione sugli istituti di credito in rapporti con il Vaticano. Nel 2009 Benedetto XVI dà la presidenza dello Ior a Ettore Gotti Tedeschi, con l’incarico di riformarlo. Chiede un’ispezione da parte di Moneyval e crea l’Autorità di informazione finanziaria. Ma Gotti Tedeschi si scontra con i cardinali e nel 2012 gli viene dato il benservito. Le banche sono preoccupate perché il Vaticano non riesce a garantire trasparenza e non si adegua agli standard internazionali sull’anti-riciclaggio.

FRANCESCO BERGOGLIO E LO IOR IN UN NUOVO PERCORSO?

Dopo le dimissioni di Joseph Ratzinger in febbraio, a marzo 2014 arriva l’elezione di Jorge Mario Bergoglio, un gesuita che fa proclami di povertà e umiltà. Il nuovo papa manda segnali decisi per riformare le finanze vaticane, velocizzando il processo già avviato anni prima dal predecessore. Viene rafforzata l’Aif e secondo fonti di Bankitalia il nuovo papa fa passi importanti verso una riforma reale della struttura legale e istituzionale. Ma arriva le tegola dell’arresto di monsignor Scarano, contabile dell’Amministrazione del patrimonio della sede apostolica indagato e finito ai domiciliari, che ora lamenta di essere stato scaricato dalla Chiesa.

IMBARAZZANTI GRANE A LIVELLO FINANZIARIO

Questa estate Sutherland, capo della Goldman Sachs, arriva in Vaticano e incontra a colazione papa Francesco. Vengono ingaggiati in ottobre anche funzionari di Promontory Financial, azienda privata di controllo finanziario, come impiegati dello Ior. Lo staff della banca vaticana, prima dominato dagli italiani, vede ora molti stranieri che iniziano a fare pulizia: con il loro intervento si cominciano a chiudere centinaia di conti sospetti. Nonostante la buona predisposizione di Francesco, il Vaticano ha tuttora grane imbarazzanti a livello finanziario. Il sospetto è che ci siano migliaia di evasori fiscali ed esportatori di capitali che hanno prelevato ingenti somme dallo Ior e le hanno portate in Italia senza dichiararlo alla dogana. Il Tesoro ha ammesso che in due anni ci sono addirittura 3669 mancate dichiarazioni per flussi di denaro superiori ai 10 mila euro dal Vaticano, in violazione delle leggi.

VATICANO CANALE PRIVILEGIATO PER LA DELINQUENZA FINANZIARIA

Tutto ciò ha dell’incredibile perché per far arrivare a tanto le nostre clericalissime istituzioni non è azzardato sospettare che il giro di capitali in fuga dal Vaticano sia imponente e che ci siano diffuse irregolarità non sanate dal nuovo corso. Del resto, è proprio di questi giorni la  del coinvolgimento dello Ior quale parte truffata in un giro di falsi titoli di stato per un valore di 900 milioni di dollari. Il Vaticano sembra essere diventato il canale privilegiato per la delinquenza finanziaria organizzata.

PAPA FRANCESCO CRITICA I POTERI FORTI MENTRE FA COLAZIONE COL CAPO DI GOLDMAN SACHS

I pontefici periodicamente prendono di mira la finanza internazionale, con proclami che ne criticano l’assenza di umanità, la corsa al profitto e la volatilità che da un giorno all’altro può mettere in crisi intere nazioni. Ma proprio il Vaticano è stato da decenni e continua ad essere uno degli hub principali dove hanno luogo operazioni finanziarie poco trasparenti, sempre più nel mirino delle stesse banche e delle organizzazioni internazionali. E solo in questi ultimi anni, su sollecitazione proprio di istituti del calibro di JP Morgan e Goldman Sachs, la Santa Sede è stata costretta a fare pulizia e adeguarsi agli standard minimi di trasparenza. Tuttavia, papa Francesco critica i poteri forti mentre fa colazione col capo di Goldman Sachs, suo consulente, nell’imbarazzante silenzio dei giornali nostrani e della tv pubblica, ampiamente colonizzata da cattolici.

Valdo Vaccaro

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6 commenti

  1. A mio avviso, grandioso quadro della situazione reale nella quale ci troviamo. So che altri hanno opinioni ben diverse e per fortuna non c'è bisogno di credere a tutto questo se si vuol seguire il "pacchetto salute" dell'igenismo. Ognuno è libero di sostenere e seguire le tesi che vuole e magari anche di ignorare tutto il grave fardello di accuse, fatti e misfatti inerenti la conduzione mondiale dei mercati di capitali e del mondo della finanza. Tuttavia in quanto precede c'è di che riflettere. Ci si può per esempio chiedere se questo gigante finanziario mondiale costituito da questi colossi che muovono quotidianamente miliardi e miliardi,sia compatibile con la pretesa altrettanto mondiale di essere in democrazia. Pretesa portata avanti cioè da tutte quelle persone che pensano che siamo liberi e che il potere passi in mano, di volta in volta, a chi vogliamo noi attraverso il voto. Per dirla in altre parole, ci si può chiedere se tutto quanto esposto nell'articolo sia compatibile con il chimerico ed evanescente concetto del "potere del popolo" che come si sa è l'asse portante dell'idea stessa di democrazia. Quel mondo che viene descritto con dovizia di particolari, è quasi inutile ricordarlo, è completamente sottratto ad ogni valutazione pubblica e ad ogni giudizio popolare; sia perché non viene mai legittimato da alcun voto, sia soprattutto perché la gente non ha la benché minima idea di come funzioni e di che cosa vi accada realmente.Lo conferma in maniera eloquente la recente vicenda italiana delle banche fallite, che è materia di questi giorni, per quanto sia poca cosa al cospetto di tante altre di dimensioni ben maggiori. Mi pare in conclusione molto ingenuo da parte di molti credere (o sperare?) che il mondo sia fasullo e mafioso solo per es nell'ambito dell'alimentazione e della salute e che invece per il resto sia sostanzialmente pulito e retto da solidi valori.Tantopiù che certi attori che recitano parti nefaste di primo piano nel mondo corrotto della salute/malattia, sono poi i medesimi che agiscono nel mondo oscuro del potere immenso posseduto dal mondo dei grandi gruppi finanziari e delle mega banche d'affari. Come trema quel mondo quando andiamo a votare!! Se la fa sotto ogni volta! Certo….se la fa sotto dal ridere.

  2. Insomma chiunque viene eletto si ritrova poi gli stessi padroni. Quelli politico-militari che sono gli Usa (si parla di ben 113 basi militari sul nostro territorio)e quelli economico finanziari con GP Morgan,Goldman Sachs, Deutsche Bank, Bank of America, Morgan Stanley, Citigroup e qualche altro. Mega banche nei cui consigli di amministrazione compaiono quasi sempre le stesse società e gli stessi soggetti. Cosa importa a loro se vincono destra o sinistra con le nostre inutili elezioni se poi continuano a commissariarci a piacimento influenzando la politica?
    Intanto i presunti liberal liberisti, a proposito di banche, continuano a dimenticare che lo stato ci obbliga a servirci di banche per depositare il nostro denaro.Se non ho un conto corrente non mi viene erogato lo stipendio.Dunque le banche sono imposte per legge. Allora perché se queste falliscono ci devono rimettere i correntisti che sono stati obbligati a servirsi delle banche dallo stato? Perché allora è proibito l'aiuto di quest'ultimo? Belle domande eh? Se usare o meno le banche (cioè istituti privati) fosse una facoltà, allora chi accettasse o scegliesse di servirsene ne ne accollerebbe i rischi. Invece ti obbligano a servirti del sistema bancario e se poi questo salta…ti arrangi.
    Vero anche che la gente si deve svegliare. Andare a sottoscrivere, per es, titoli a rischio in una banca come quella delle Marche, strafallita mille volte,è veramente una leggerezza che non ci si deve più concedere. Chi non si informa e vive in totale dipendenza dalla tv…insomma chi è un tipo (socialmente e culturalmente) completamente passivo, va incontro a rischi continui e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Chi insomma delega pigramente tutto agli altri è sempre, in tutti gli ambiti,sempre più vulnerabile di chi cerca almeno di orientarsi un pò. Questo vale dunque non solo per le questioni alimentari che sono quelle che più ci interessano qui.

  3. Io sarò forse un po' brutale e radicale nell'analisi delle cose ma non mi piace stare lì a rimestare la polenta, non mi piace menar il can per l'aia, voglio arrivare subito al sodo in modo da trovare una soluzione oppure mettere una pietra sopra per virare l'attenzione altrove. Su questi temi sono concorde con quanto detto da Arvo, però provando per essi un sostanziale disgusto e considerando personaggi repellenti gli attori in gioco, solitamente evito di approfondire più di tanto in quanto non farei altro che insozzarmi ulteriormente avvicinandomi oltre modo a tanto marciume. Volevo però fare una considerazione che si discosta un po' dall'argomento della tesina, ma che in qualche modo si ricollega. Riguarda il problema energetico, in particolare su quello concernente i mezzi di locomozione. Io spesso mi domando, ma è mai possibile che il progresso tecnologico abbia fatto balzi in avanti fenomenali in tutti i settori ma guarda caso non in quello energetico? Ma è mai possibile che si è ancora fermi al motore a scoppio, invenzione di 150 anni fa? Non è un po' strano? Non fa pensare? Chi è che ha interesse a lasciare le cose come stanno? Troppo facile la risposta, diventa fin insulso farci sopra dei ricami. Se si vuole approfondire l'argomento non c'è che l'imbarazzo della scelta, per chi ovviamente non si fa prendere dalla nausea e dal ribrezzo come il sottoscritto. Sono sempre i soliti personaggi che hanno in mano le redini della finanza e dell'economia, attraverso il controllo delle banche e delle multinazionali. La realtà è che finché (loro) non avranno spillato l'ultima goccia di petrolio, quelli lì (sempre loro) ci faranno andare avanti con motori inquinanti con tutto quello che ciò comporta sulla salute dell'uomo e sull'ecosistema. Hanno un bel da fare dei summit sul clima. Solo fumo negli occhi, solo altra propaganda fraudolenta a mio avviso, tanto per dar l'impressione di non star con le mani in mano. In realtà la situazione è ormai compromessa. Basta leggersi le notizie di questi giorni sui livelli record di particolato che si registra nelle città cinesi. Ma anche da noi la situazione non è rosea. Alcuni stimano che respirare a Milano equivalga a fumarsi 15 sigarette al giorno. Occorrerebbero soluzioni drastiche che avrebbero ripercussioni inimmaginabili per tutte le economie "avanzate", altro che summit! Altro che riunioni millantate di buoni auspici ma che alla fine non portano risultati rilevanti. Quando il potere reale è nelle mani dell'alta finanza, e non sulla sovranità popolare, le prospettive non possono che essere fosche. Che poi la sovranità popolare mai è esistita in realtà, ma questo forse è opinabile. Non è detto altresì che la sovranità popolare sia la medicina giusta per porre rimedio alle tante afflizioni umane (per quello occorre qualcun' altro più in alto), ma per lo meno farebbe meno senso dello stato attuale con tutto il potere reale gestito da pochi grandi famiglie. Perché in ultima analisi, allorquando ci si voglia illudere di dar credito alle ricette di natura economica propinate da qualsivoglia parte politica, risuonano in sottofondo sempre le inquietanti parole di Mayer Amschel Rothschild, fondatore dell'omonima dinastia di banchieri: “Permettetemi di emettere e controllare la moneta di una nazione e non mi importa chi fa le sue leggi.” Da ricordare anche le parole di un altro illustre personaggio, tale David Rockefeller, il quale nel suo libro autobiografico, dichiara in modo schietto: "Alcuni credono che la mia famiglia sia collegata ad argomenti quali l’occulto e la cospirazione, azioni finalizzate alla caduta del governo statunitense. Io e la mia famiglia siamo accusati di volere sviluppare una struttura socio-economica e politica il cui fine è controllare il mondo. Se questa è l’accusa, mi dichiaro reo confesso." Qui non si tratta di essere cospirazionisti, queste sono dichiarazioni autentiche che dimostrano inequivocabilmente la realtà delle cose.

  4. Devis, circa la sovranità popolare ho solo menzionato il concetto allo scopo di mettere in evidenza le contraddizioni del sistema. Anche io penso che nella storia umana non si sia mai realizzata; ma in più ritengo che sia una chimera illusoria.In ogni caso una qualsiasi analisi storica seria mostra semplicemente che,quale che sia la fase presa in esame, al potere c'erano sempre delle elite. Sia che queste ultime si dichiarassero tali, sia che dicessero di governare a nome di qualcun'altro, sia che fossero più o meno occulte….cioè poco o per niente visibili in quanto tali.
    Ovviamente la stragrande maggioranza delle persone ama romanticamente pensare che le cose non stiano in questi termini. O al limite che un giorno cambieranno. E che per farlo basti votare. Proprio esaminando un pò da vicino le buffe elezioni francesi di questi giorni si possono comprendere molte cose. Basta uno sguardo scevro di pregiudizi e un sano a-partitismo. Per es basti riflettere sul fatto (ma tanti altri sarebbero gli spunti di riflessione!) che il Fronte Nazionale ha stravinto, al primo turno, proprio negli ex feudi comunisti. Io lo trovo persino divertente. La gente ha proprio le idee chiare!

  5. Arvo, sono esattamente in sintonia con quanto dici. Se pensiamo all'età feudale vediamo che la struttura gerarchica, partendo dal vertice rappresentato dal regnante, era composta in subordine dai vassalli, valvassori e valvassini, figure nobiliari di rango via via decrescente. Questa struttura permetteva al regnante di esercitare il controllo di un vasto territorio, concedendo deleghe di potere ai suoi subordinati. Se vogliamo analizzare come viene esercitato il potere nelle democrazie occidentali dei nostri giorni, vediamo che esso si determina mediante il voto che, a seconda del Paese, può incanalarsi sempre verso due opzioni, o due partiti o due coalizioni. Allorquando emerga sulla scena un'altra forza non allineata con i due blocchi, e sussista il pericolo che questa prenda il sopravvento, ecco che puntualmente tutta la retorica ideologica che i due blocchi usano in campagna elettorale per rimarcare le proprie differenze, si scioglie come neve al sole, e si coalizzano per annullare il pericolo rappresentato dalla terza forza. Questa è la prova lampante che le tanto decantate differenze sono in realtà specchi per le allodole, si tratta solo di un sottile strato di vernice che nasconde la stessa entità. Questo detto in parole terra terra. Chiaramente è meglio cullarsi con l'idea romantica che la piramide del potere è capovolta, con il potere che sale effettivamente dal basso. Si può anche parlare di democrazia incompiuta. Alla volontà popolare viene lasciato potere decisionale su questioni marginali.