PROTEINURIA NON SELETTIVA E RIMEDI DIETOLOGICI

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LETTERA

PERDITA CONTINUA DI PROTEINE CON LE URINE

Buonasera, le volevo chiedere se in una problematica come quella in oggetto, in cui vi è una perdita di proteine continua con le urine, non sia opportuno reintegrarle con una dieta più ricca di proteine rispetto a ciò che di solito lei consiglia, cioè di 30 grammi giornalieri. C’è inoltre una dieta più specifica che può consigliare? Grazie.
Sara

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RISPOSTA

PROTEINURIA ED ALBUMINURIA

Anche se Proteinuria è il termine più esatto, viene più comunemente definita come Albuminuria, ovvero eliminazione specifica o selettiva dell’albumina. Albumina che rappresenta, in condizioni normali, poco meno del 50% di tutte le proteine sieriche.

DISFUNZIONE GLOMERULARE

In condizioni normali i glomeruli renali agiscono da filtro attraversato solo da alcune molecole proteiche, le quali tuttavia vengono riassorbite a livello dei tubuli. La proteinuria costituisce dunque nella maggior parte dei casi l’espressione di una lesione o di una disfunzione a livello dei glomeruli renali. Infatti le proteine derivano per il 60% dal torrente circolatorio, che viene filtrato a livello glomerulare, e in quota minore dal tessuto renale e dalle vie urinarie.

PROTEINURIA SELETTIVA E PROTEINURIA NON SELETTIVA

Le urine normalmente contengono soltanto tracce di sostanze proteiche. Le proteine in genere non attraversano il filtro renale perché sono troppo grandi e hanno una carica elettrica uguale a quella presente nei glomeruli e quindi vengono respinte da essi. Se i glomeruli sono alterati, questo sistema di blocco viene a mancare. In genere, la presenza quasi esclusiva di albumina, come succede nella Proteinuria Selettiva, esprime un danno di minore entità rispetto alla Proteinuria Non Selettiva, dove sono presenti in quantità notevoli anche molecole proteiche a più elevato peso molecolare.

PROTEINE PICCOLE E PROTEINE VOLUMINOSE

La quantità di proteine normalmente presenti nelle urine può variare da 100 a 300 mg nelle 24 ore ed è costituita o da proteine piccole (albumina, trasferrina, parti di anticorpi), o da proteine grosse che provengono dalle vie urinarie. Quando vengono superati i 5-10 g al giorno si ha riduzione parallela delle proteine nel plasma, con riduzione della pressione osmotica colloidale e comparsa di edemi. Tale condizione è detta Sindrome Nefrosica. A volte in soggetti giovani può comparire albumina nelle urine dopo esercizi fisici o anche col semplice passaggio dalla posizione sdraiata a quella eretta. Tale fenomeno spesso scompare con gli anni, ma può essere un segno di malattia renale in stadio iniziale.

PROBLEMI DI RITENZIONE IDRICA E DI SCARSA ELIMINAZIONE

In terapia intensiva la maggior parte dei pazienti si trovano ad avere un bilancio idro-elettrolitico spesso positivo, dove i liquidi introdotti sono maggiori di quelli eliminati.
Le cause possono essere molteplici: cardiache, polmonari, settiche, renali o interessanti più organi. Ci si trova quindi nella necessità di reinstaurare un equo bilancio idrico e in taluni casi, di riportare alla normalità esami ematochimici alterati tipo creatininemia e fosforemia. In questi casi la medicina si pone il problema di eseguire un’ultrafiltrazione continua, con le varie tecniche a disposizione.

CASISTICHE BASATE SUI DANNI RENALI

Di norma la proteinuria si può avere in caso di:

1) Danno glomerulare e danno tubulare, se le proteine che oltrepassano il filtro glomerulare non vengono poi riassorbite a livello dei tubuli, aumentando i loro livelli nelle urine.

2) Danno da iperproduzione, come avviene in alcune patologie tipo il mieloma (tumore al midollo), in cui aumentano i livelli delle catene leggere delle immunoglobuline anticorpali nel sangue.

3) Danno da maggior perfusione renale fisiologica (gravidanza, sforzo muscolare, febbre). Il termine perfusione deriva dal latino perfondere=bagnare, cospargere di liquido.

4) Danno da maggior perfusione renale patologica (ipertensione, mieloma, insufficienza cardiaca).

IPOTESI IRREALISTICA DI INCREMENTO APPORTO PROTEICO

Fatte queste premesse di tipo essenzialmente medico. Non è affatto vero che la soluzione al problema sia quella ipotizzata, ovvero quella di incrementare o di reintegrare l’apporto proteico. Se leggi la mia tesina “Esame urine, sbalorditivo calo proteinuria e recupero funzione renale” troverai le motivazioni in maggiore dettaglio. In quelle circostanze, due mesi di dieta vegan-crudista, in totale antitesi con i pareri degli specialisti, si è verificato uno sbalorditivo calo della proteinuria.

IL VEGAN-CRUDISMO TENDENZIALE RIMANE LA SOLUZIONE PRIMARIA

Non c’è nulla di strano in tutto questo. Con l’adozione di una alimentazione conforme alle esigenze reali del corpo umano, quale il vegan-crudismo tendenziale di buon livello, si va verso il cibo sobrio, semplice, vitale, vibrante e digeribile, si riattivano e si facilitano i meccanismi interni derlla remissione naturale. Questo comporta fabbricazione di sangue non più guasto e viscoso, ma puro e scorrevole. Questo implica anche alto risparmio energetico nella sfiancante attività digestiva, per cui si mette a disposizione dell’immunocompetenza il bonus di nuova energia supplementare.

LE TERAPIE DEL DR WALSER

Non è un caso che il celebre dr Mackenzie Walser, della John Hopkins Clinic americana, abbia sviluppato nel 2006 una terapia di grande successo contro l’insufficienza renale. Una terapia che prevede l’eliminazione rigorosa di tutti i cibi proteici, rimpiazzati da vegetali e frutta.

LA CUROMANI MEDICA SUL SINTOMO È CLAMOROSAMENTE FALLIMENTARE

In linea generale, quello che esprime il corpo umano, e che si riflette mediante valori anormali o alterati nelle urine, rappresenta il sintomo di una determinata situazione interna, qualcosa che va interpretato e rispettato. Il voler intervenire e curare con strumenti e sostanze modificative denota:

1) Scarsa voglia a considerare i fattori causanti del problema renale,

2) Sfiducia nelle capacità autoguarenti naturali del corpo.

LE DOTAZIONI NATURALI DEL NOSTRO CORPO FANNO DI ESSO UN FORMIDABILE APPARATO AUTOGUARENTE

Una cosa che la medicina continua a non capire, o peggio a far finta di non capire, è che siamo dotati non di un corpo in balia degli eventi, ma di un corpo intelligente e dotato di tutti gli strumenti necessari al suo riequilibrio. In effetti l’unica cura possibile proviene dal nostro interno.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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1 commento

  1. A sostegno delle tesi di Valdo ti riporto un estratto del libro "Il Sistema Di Guarigione Della Dieta Senza Muco" di Ehret
    "La luce della verità mi apparve quando feci un digiuno, pur contro il volere del Naturopata che
    mi sottoponeva a dei trattamenti per curare la malattia di Bright. Quando osservò la provetta con la mia
    orina in cui era presente dell'albumina, potevo leggere i suoi pensieri dall'espressione del suo volto. Ma
    a me questo semplicemente provava che ciò che la Natura espelle non è al momento necessario al
    corpo, sia che si tratti di albumina, zucchero, sali minerali, acido urico o qualsiasi altra cosa. Questo
    avvenne 25 anni fa, ma quel dottore ancora è convinto che l'albumina espulsa nell'orina debba essere
    rimpiazzata per mezzo di cibi altamente proteici.
    La diagnosi medica della malattia di Bright, quando gli esami dell'orina indicano un'alta
    percentuale di albumina, porta fuori strada come tante altre diagnosi. L'eliminazione dell'albumina
    prova che il corpo non ne ha bisogno, che è alimentato in eccesso, che è sovraccarico di proteine.
    Invece di diminuire questi cibi che producono veleno, vengono erroneamente incrementati, nello
    sforzo di rimpiazzare le "perdite", fino a quando il paziente muore.
    È una tragedia vedere i medici che si sforzano di rimpiazzare i prodotti di rifiuto mentre la
    Natura, nel tentativo di salvarti, cerca di eliminarli!"