TRACOLLO FISICO-MENTALE, FREDDOLOSITÀ E SINDROME DI FATICA CRONICA

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LETTERA

MIGLIORAMENTI GENERALI CON ALCUNI PROBLEMI CHE SI RIAFFACCIANO IN SCALA RIDOTTA

Ciao Valdo, ti ho scritto poco tempo fa per il discorso del mal di gola cronico a cui mi hai risposto con una tesina dal titolo “Mal di gola, debolezza e rimedi naturali“, di cui ti ringrazio. Riassumo i miei problemi odierni. Sono ormai 5 mesi che sto adottando la dieta vegan-crudista, a parte qualche sgarro con uova e formaggi per crisi di fame. I miglioramenti ci sono nel reflusso, nella proctite e nel mal di gola, anche se qualche volta si riaffacciano.

INDEBOLIMENTO ORGANICO E CONTINUA SENSAZIONE DI FREDDO

Il riaffacciarsi è dovuto secondo me da indebolimenti. Mi succede tutto un tratto che devo andare ad urinare spesso, specialmente di notte, e questo mi fa perdere anche più di un chilo nell’arco di un giorno, per cui mi sento debole. Un altro motivo è che sento sempre molto freddo, un freddo definirei di tipo interno a cui non riesco ad oppormi. Mi sento molto vulnerabile e con il cibo crudo sinceramente non riesco a scaldarmi. Sento proprio le mie mani e piedi e tutto il mio calore che è molto di meno rispetto ad altre persone. Voglio comunque precisare che, anche quando ero onnivoro, soffrivo di questo freddo interno.

VALORI IN ORDINE MA SANGUE COSTANTEMENTE GRASSO

Dalle analisi fatte in questi anni non risultano valori sballati, nemmeno alla tiroide. Risultano invece costantemente più alti del normale il colesterolo e i trigliceridi. Devo aggiungere che non faccio esercizio fisico. Quando lo facevo mi riuscivo sì a riscaldare, ma dopo ritornavo nel mio freddo.

FUOCO INTERNO PRIVO DI FIAMMA E MOTORE CHE GIRA A BASSO REGIME

Quello che sento e percepisco questo fuoco interno del mio corpo che non è ben acceso e non mi fa vivere serenamente. Non capisco se è più un discorso di chimica o di mente. È come se il motore girasse a basso regime di giri.

SPENTO NEL FISICO E NELLA MENTE, CON SCIVOLAMENTO SU BASSI LIVELLI VIBRAZIONALI

Io sinceramente credo che tutto il mio problema stia nel fatto che io mi sia in qualche modo spento nel fisico e nella mente, scivolando troppo in basso e non trovando modo di risollevarmi ad un certo livello di vibrazione. Grazie Valdo. Aspetto una tua risposta in merito e ti saluto.
Alessandro

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RISPOSTA

NELLA VITA BISOGNA ANCHE SAPER ASPETTARE

Ciao Alessandro. Il fatto che tu non usufruisca ancora a pieno ritmo dei vantaggi del vegan-crudismo trova a mio avviso giustificazione, prima ancora che col motivo debolezza da te citato, dal fatto che:

  • Pretendi troppo e subito pensando che 5 mesi siano tanti per decodificare e riequilibrarsi, mentre avrai messo decine di anni per accumulare i tuoi problemi interni,
  • Hai ceduto forse con eccessiva frequenza alle necessità di compensazione energetica, ricorrendo magari non solo a uova e formaggi, in  quantità che andrebbero appurate, ma anche probabilmente ad altri mezzi alimentari tipo zucchero e dolciumi, cibo e bevande spazzatura,
  • C’è di mezzo un processo di depurazione del tuo corpo che in questo periodo è trasformato dagli apparati immunitari in cantiere di lavoro, con operai che martellano, trapanano, disgregano e disincrostano, e con detriti cellulari e altri veleni interni che trovano la via d’uscita attraverso il linfatico e il sangue, provocando temporanei e fisiologici effetti di ritorno.

SENSAZIONI DI FREDDO DA SURRISCALDAMENTO INTESTINALE

Il freddo che ti disturba deriva dal fatto che vivi in costante stato di surriscaldamento intestinale, condizione che richiama sangue dalle zone periferiche, lasciandole anemiche e prive di calore. Il problema si risolve migliorando le fasi digestive e stimolando la circolazione mediante 3 semicupi caldi e freddi d 20 minuti sul bidè.

UN DISTURBO FREQUENTE CHIAMATO STANCHEZZA

La stanchezza cronica è un disturbo assai frequente al giorno d’oggi. I ritmi intensi, le tensioni, le violenze, le paure e le insicurezze, le crescenti ed ossessive persecuzioni fiscali, e tutte le cose negative che succedono intorno a noi comportano grosse perdite vibrazioni senza che nemmeno ce ne accorgiamo. Tutti sono alla costante ricerca di un ricostituente, di qualcosa che li tiri su di morale, di qualcosa che aiuti a superare situazioni di disagio indefinite e generiche, caratterizzate da una condizione di deficit in termini di energie fisiche e psichiche.

CAUSE DI INDEBOLIMENTO

Astenia, indebolimento e spossatezza sono sintomi inevitabili negli stati post-influenzali, nelle convalescenze dopo interventi chirurgici, nella gravidanza soprattutto nei primi mesi di gestazione e nel postpartum. Altre volte sono segnali di importanti malattie tipo diabete, anemie, neoplasie, patologie endocrine come l’ipotiroidismo, micosi e parassitosi, ostruzioni da detriti cellulari inespulsi e da batteri che accorrono in gran numero a banchettare, fenomeni che la medicina monatta continua a chiamare impropriamente infezioni batterico-virali. Altre volte ancora sono la conseguenza di  terapie antibiotiche, cortisoniche, antipertensive, diuretiche, o di altri farmaci ancora.

DIFFICOLTÀ DI ADATTAMENTO E STATI DEPRESSIVI

La stanchezza cronica denuncia una difficoltà dell’individuo nelle sue capacità di adattamento. Si accompagna frequentemente a stati ansiosi-depressivi, disturbi del sonno che comprendono sia l’insonnia che la sonnolenza, difficoltà di concentrazione e di apprendimento, diminuzione della libido, talora anche disturbi del comportamento alimentare, come tendenze anoressiche o bulimiche.

SIDROME DA STANCHEZZA CRONICA E FREDDOLOSITÀ

Dal punto di vista fisico può accentuarsi la freddolosità, un peggioramento dello stato dei capelli e delle unghie, in particolare quella dell’alluce che può essere interessata da funghi, ricorrenti mal di testa e altri indizi di uno stato di intossicazione. Esiste in particolare la sindrome da stanchezza cronica (CFS o Chronic Fatigue Sindrome), di cui oggi tanto si parla trattandosi di un problema sempre più vasto, oltre che di difficile soluzione, caratterizzato da continuo stato di spossatezza che non si risolve con il riposo, da alterazioni dell’umore, da incapacità di concentrazione e memorizzazione, da dolori muscolari e da affezioni respiratorie croniche.

RIEQUILIBRIO DEL LIVELLO ENERGETICO

Secondo la psico-neuro-endocrino-immunologia occorre riequilibrare il sistema nervoso, ormonale, immunitario, tenendo conto anche della psiche e della personalità. Il livello energetico e lo stato emotivo di ognuno sono determinati dall’interazione di due fattori principali come la condizione di forma psico-fisica e l’autoconsiderazione. Il soggetto che accusa stanchezza cronica si concentra sul proprio grado di affaticamento non perdendo occasione di ripeterlo a se stesso e agli altri, finendo per auto-suggestionarsi. Il riequilibrio della mente e un lavoro di sdrammatizzazione psicologica possono rappresentare in molti casi la migliore soluzione per ricaricare il soggetto di nuova energia.

CONDIZIONE DI FEGATO AFFATICATO

Un fegato congestionato è anche caratterizzato da un minore flusso biliare (colestasi) e questo è un altro fattore peggiorativo, produttore di stanchezza. Di grande importanza è anche l’esposizione ad additivi alimentari, solventi, pesticidi, metalli pesanti e altre tossine, condizione che può compromettere seriamente la funzionalità epatica e i processi di detossificazione.

PERMEABILITÀ GASTROINTESTINALE

Altro fattore di debolezza è l’eccessiva permeabilità gastrointestinale, che può essere dovuta ad una cattiva alimentazione o alla presenza di intolleranze o allergie alimentari. L’intestino svolge un ruolo di grande importanza non solo nella elaborazione dei cibi, sei residui e delle feci, ma anche per le sue correlazioni con il sistema immunitario e il sistema nervoso. Ripristinando una buona condizione intestinale, si sono avuti ottimi risultati nell’81,2% dei soggetti che hanno eliminato gli alimenti a cui erano intolleranti.

ESAURIMENTO DEI MARGINI DI TOLLERANZA AI VELENI E CONSEGUENTI ALLERGIE

Già a partire dal 1930 la stanchezza cronica era conosciuta come uno dei fattori fondamentali delle allergie alimentari, tant’è vero che un’elevata percentuale (tra il 55 e l’85%) degli individui che manifestano sindrome da stanchezza cronica soffre di allergie alimentari. Allergie che si creano quando in una persona il limite di tolleranza ai veleni si assottiglia troppo, per cui ogni nuovo veleno introdotto nel corpo, anche il più banale ed insignificante, diventa goccia che fa traboccare un vaso già colmo, diventando reazione allergica.

AMBIENTE INTESTINALE PUTREFATTIVO, CANDIDE E PARASSITI

Quando il sistema immunitario è compromesso si è più soggetti ad infezioni che possono durare nel tempo, aggravando la stanchezza. Ci può essere di mezzo la Candida Albicans, un fungo che esiste sempre nel nostro organismo ma che normalmente viene controllato dalla flora intestinale simbiotica e saprofita di cui sono dotati i vegetariani e i vegani. Chi è invece preda di ambiente intestinale disbiotico e putrefattivo non ha mezzi di contrasto, per cui la candidosi si espande e apre la strada ai pericolosi parassiti.

CIBI CHE RALLENTANO, CIBI CHE STIMOLANO E CIBI CHE UCCIDONO

Il livello energetico è fondamentalmente correlato alla qualità degli alimenti ingeriti giorno dopo giorno. Da questo punto di vista, gli alimenti più sotto accusa sono sia i rallentatori del metabolismo, responsabili del sangue denso, che gli stimolanti-dopanti tipo caffeina e zuccheri raffinati, che andrebbero del tutto eliminati. Ovvio che ci sono di mezzo anche gli alimenti killer, tipo grassi saturi, grassi idrogenati, zuccheri raffinati, cibi e bevande spazzatura.

INTOSSICAZIONI ED EFFETTO DOPING

Per un’intossicazione da caffeina sono sufficienti tre tazzine al giorno. Quando ci si priva improvvisamente della sostanza compaiono sintomi di astinenza, affaticamento, cefalea e intenso desiderio di caffè per alcuni giorni. Ovvio che il caffè leggero fatto in casa, tipo quello alla turca, causa meno problemi di quello concentrato. Stesso discorso per gli integratori minerali (tipo il cloruro di magnesio) e per le vitamine sintetiche, capaci sì di mantenere l’apparato circolatorio in accelerazione stimolata, ma anche di lasciarti con le gomme a terra non appena ne riduci o ne dispetti l’uso.

IMPORTANZA DEL MAGNESIO

Il magnesio è molto importante per 1) Capacità di attivare numerosi enzimi, 2) Capacità di mantenere la carica elettrica delle cellule, in particolare quelle di muscoli e di nervi, 3) Coinvolgimento nel processo di produzione di energia. Basilare è assumerlo però nella forma naturale ed organicata. Alimenti ricchi di magnesio sono i cereali integrali, mandorle, alghe, tofu, fichi, albicocche secche,  datteri, prezzemolo.

LA FRESCHEZZA DEL CIBO COME FATTORE ESSENZIALE DI SALUTE

Per aumentare il livello di energia è quindi fondamentale consumare cibi freschi e non in scatola, cibi naturali e privi di conservanti, cibi privi di sostanze chimiche tossiche per il fegato, cibi biologici e integrali che attraverso le fibre consentono una migliore pulizia enterica, una condizione ottimale della mucosa e della flora batterica intestinale.

RIPRISTINO DELLA FUNZIONALITÀ EPATICA ED INTESTINALE

Ripristinando, attraverso un’alimentazione sana, una buona funzionalità epatica e intestinale, il livello di energia cresce, il sistema immunitario si fortifica, il sistema nervoso non è più intossicato dalle tossine che si generano da un colon mal funzionante. Con una mucosa disinfiammata, la candida non trova un ambiente adatto e non prolifera eccessivamente.

CEREALI INTEGRALI LIVELLATORI DEI PICCHI GLICEMICI

Il cereale integrale mantiene inoltre un livello costante di glicemia. I cali di zucchero nel sangue significano ipoglicemia. Il primo sintomo di tale condizione è la stanchezza. Questi cali sono fortemente facilitati dal consumo eccessivo di zuccheri raffinati. Dunque è bene sostituire lo zucchero bianco con miele, succo d’acero o ancora meglio malto di cereali, così come le farine raffinate andrebbero sostituite da cerali in chicchi tanto più quanto è più forte lo stato di spossatezza. Di grande aiuto in questo casi sono verdure verdi, semi, mandorle e in generale un po’ di frutta secca, legumi, ed anche pesce azzurro per chi non sa farne a meno.

UN EPATO-DETOSSIFICANTE CHIAMATO MISO

In particolare il miso, preparato fermentato a base di soia e orzo o riso, può essere molto indicato per detossificare il fegato e migliorare la flora intestinale. Il tè mu, una miscela di 16 erbe che comprendono anche una piccolissima quantità di ginseng, può sostituire ottimamente il caffè per il suo effetto tonico senza indurre poi il calo energetico tipico della caffeina.

EFFETTI DEBILITANTI DELLA CARNE

Tra gli alimenti che levano la stanchezza, va sfatato il mito della carne come apportatrice di energia. In realtà l’effetto è lo stesso della caffeina, dove si verifica una stimolazione intensa e momentanea, mediata dalla produzione di adrenalina e seguita da un calo energetico costante.

QUI GONG E TAI CHI PER AUMENTARE LA VITALITÀ

Pure lo stile di vita ha fondamentale importanza nel correggere la stanchezza cronica ed aumentare la vitalità. Consumare i pasti seduti e con una certa tranquillità, invece del panino mangiato in piedi e in fretta, fare esercizio fisico di intensità moderata, come camminate rilassanti, significa far bene a se stessi. Ancora più adatte sono le ginnastiche energetiche quali il Qi Gong o il Tai chi, o più semplicemente la bicicletta per i piccoli spostamenti in città o lungo le piste ciclabili di periferia. Infine esercizi di rilassamento e visualizzazioni positive consentono quella sorta di reset che permette la ricarica energetica giornaliera.

IMPORTANTE DIALOGARE COL PROPRIO CORPO

Troppa gente si allontana dalla natura e rinuncia ad avere un dialogo col proprio corpo. In questo modo perde il contatto con se stessa e non sa pescare risorse dai suoi serbatoi energetici più profondi. Il piacere di vivere e l’ottimismo sono senz’altro il segreto delle persone forti e vitali che hanno le energie per poter vivere secondo i propri desideri e le proprie scelte.

CAPIRE LE PROPRIE DEBOLEZZE PER POTERLE CONTRASTARE CON EFFICACIA

Rendersi conto di avere un motore che gira a basso regime, di essere spenti nel fisico e nella mente, di sperimentare una situazione di scivolamento su bassi livelli vibrazioni è già una importante presa di coscienza, una specie di auto-diagnosi affidabile in quanto basata su proprie realistiche sensazioni. Conoscere il problema è il primo passo per poterlo affrontare e risolvere.

Valdo Vaccaro

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13 commenti

  1. Una detox bella tosta, la tua, dunque benedetta, starei per dire, anche se mi rendo conto che per te è una sofferenza tutt’affatto lieve. D’altronde da accettare, perché questo è il percorso guaritivo che il tuo corpo ha deciso di mettere in atto in risposta al tuo nuovo regime dietetico (che poi, se non sbaglio, è quello valdiano, con i due pasti cotti di cereali/legumi e tutto il resto crudo). Una detox che comunque è da tenere sotto stretta sorveglianza e che del resto si può anche gestire in una qualche misura. Non va infatti dimenticato che la crisi eliminativa è pur sempre una qualche forma (anche multipla) di malattia, o meglio di quella che comunemente chiamiamo malattia e che sappiamo, dall’igienismo, essere invece una benettia: dunque un processo che presenta pur sempre qualche rischio, più o meno alto secondo ogni singolo caso, visto che ogni singolo caso ha una sua storia e una sua evoluzione specifica. Per la gestione della quale sarebbe spesso opportuno essere consigliati da un terapeuta igienista, che però è una figura che non esiste: non lo è il nostro medico con tutta la struttura sanitaria che gli sta dietro, che sono del tutto estranei alla logica igienista, e non lo è neppure Valdo, come egli stesso ammette, che è solo un filosofo della salute, della quale è il paziente stesso ad assumersi la responsabilità su come comportarsi nella fattispecie.
    Per quello che posso capirne io (che non ho altre competenze al di fuori della mia personale esperienza di guarigione, non meno tosta di quella che stai vivendo tu, visto che tutto è iniziato dopo un infarto a 50 anni, dunque a partire da un organismo gravemente degenerato e debilitato), ti direi anzitutto di stare tranquillo: il tuo corpo sa cosa fare per guarire, e lo fa effettivamente se non glielo impedisci con comportamenti sbagliati, e non mi pare questo il tuo caso. Non vedo poi nel tuo caso rischi particolarmente gravi, molto fastidiosi sì (in zona intestino in particolare) ma non tali da mettere a repentaglio la tua incolumità (come pure può succedere quando ci si ammala): questo non significa che si possa abbassare la guardia con leggerezza, ma neppure stare in allarme continuo ed esasperato per ogni minimo disturbo. Il modello alimentare che hai adottato (misto cotto-crudo) è abbastanza prudente, non certo di quelli studiati per scatenare una detox virulenta: tieni conto che il cotto tiene a freno la detox, se vuoi accelerarla devi solo aumentare la quota di crudo, tanto più se liquido (sotto forma di succhi o di frutti acquosi). Sta a te trovare il giusto mix alimentare, cosa per la verità non sempre facilissima, perché la detox segue percorsi che spesso ci sfuggono. Per quello che mi sento di suggerirti, ti direi di proseguire con il modello valdiano, tuttavia di eliminare i cereali contenenti glutine: bene dunque il riso, il grano saraceno, il miglio, la quinoa. Bene le patate e la verdura cotta. Niente pane né pasta (di grano). Due cibi che mi sento di consigliarti particolarmente sono il succo di carote (ottimo per la ricostruzione della flora intestinale, buono anche con la spremuta d’arancia al mattino) e i carciofi (molto graditi al fegato, cotti, buona anche l’acqua di cottura,): entrambi largamente impiegati nella terapia Gerson. (continua)

  2. (segue) Come frutta poi consiglierei i kiwi (al mattino insieme agli agrumi ed eventuale succo di carota), le mele/pere (a merenda), e le banane (che puoi tranquillamente sostituire al cereale o alle patate; un frullato di 700 gr di banane con un etto o due di lattuga/sedano è un pasto completo e te lo consiglio vivamente). Una cosa che dovresti guardare è il livello calorico del tuo menù, per evitare di andare in deficit energetico; considera che il nostro fabbisogno si aggira sulle 2000 calorie, per chi come te non fa esercizio fisico, quindi è opportuno dare ogni tanto un’occhiata alle calorie, per evitare situazioni di denutrizione che sono molto frequenti nei nostri ambienti. Il freddo che tanto ti pesa fa pure parte della detox, certo che se non mangi a sufficienza il freddo è inevitabile. Passata la detox il sangue diventa più fluido e la circolazione se ne avvantaggia e i brividi di freddo scompaiono. Importante al riguardo è la limitazione dei grassi, che dev’essere veramente drastica (max 10% in termini calorici): quindi grandissima attenzione ai grassi aggiunti (condire con le erbe aromatiche piuttosto che con l’olio) e ai cibi grassi (non solo, va da sé, niente carne/pesce/salumi/latticini/uova, ma occhio pure alle quantità di noci/semi/avocado).
    Quanto infine al decorso della tua detox, è davvero assai difficile fare previsioni. Non so quanti anni hai, in che condizioni generali di salute ti trovi: elementi entrambi assai importanti ai fini del decorso. Più giovani e pimpanti si è, e più veloce sarà il processo di guarigione. Dopo i 40 anni e con qualche acciacco più o meno a noi noto, il percorso si fa più lungo e accidentato, i tuoi 4 mesi potrebbero essere solo l’antipasto. Ad un certo punto però (possono essere sei mesi o un anno forse più), i benefici si dovrebbero vedere con chiarezza. Per accelerare il processo si può aumentare la quota di crudo, fino alla totale eliminazione dei cereali (mantenendo solo la verdura cotta). Nel mio caso ho dovuto eliminare anche questi ultimi, perché il mio intestino proprio non li reggeva, e mi ci è voluto un anno buono per rimettere in sesto i miei malmessi villi intestinali. Il tuo caso può essere diverso, ma ti consiglio di fare grande attenzione, i cereali possono essere molto insidiosi.
    Infine ci sono le solite raccomandazioni che valgono per tutti: l’esercizio fisico, la respirazione profonda, l’esposizione all’aria e alla luce del sole, il sonno e il riposo, i pensieri positivi. Tutto con la dovuta moderazione e tutto molto importante.
    In bocca al lupo.

  3. Si tratta quasi certamente di manifestazioni della detox, a meno che tu abbia preso freddo senza difenderti o fatto qualche abbuffata o altre sciocchezze simili cosa che escluderei senz'altro. Sono processi di guarigione, è così che fa il corpo a guarirci, facendoci ammalare e soffrire, non ci si scappa. Si può addolcire la detox riducendo la quota di crudo (anche se questa relazione non è esattamente proporzionale, perchè la detox ha un andamento tortuoso e non sempre controllabile, però insomma si può cercare di gestirla con qualche risultato). Sta a te dunque decidere se favorire la detox oppure contenerla drasticamente, io al tuo posto ci dare dentro, magari senza esagerare, ma andando con gradualità, in modo da arrivare a primavera avanzata (con l'arrivo del clima mite) pronto al passo decisivo verso l'eliminazione dei cereali. A quel punto credo che nel giro di breve tempo dovresti finalmente vedere miglioramenti significativi nel funzionamento del tratto gastro-intestinale. Quanto al controllo calorico ti suggerisco di andare su questa pagina del sito internet http://www.dietaenergiaalta.com/ dove puoi scaricare la tabella delle calorie/grassi, che è semplicissima da usare (inserisci il peso netto di ogni cibo consumato nel corso della giornata ottenendo automaticamente le calorie totali e la percentuale di grassi, che sono le due cose più importanti, una ai fini energetici l'altra per la fluidità del sangue). Ovviamente il peso è quello netto, cioè quello del cibo che si ingerisce non della parte che si scarta.

  4. Grazie ancora Francesco. In verità un po di freddo l'ho preso o meglio essendo freddoloso al lavoro mi sono congelato e dopo ho sentito questo disturbo di quasi bronchite senza febbre e senza tosse. Il medico mi ha dato un antibiotico. Secondo te è il caso di prenderlo? Qualsiasi sia la risposta non ti preoccupare la responsabilità di quello che decidero è tutta mia

  5. ovvio che no. Per la bronchite e l'influenza la cura classica ideale è "a digiuno e al caldo nel letto". Tieni conto che il digiuno dà una forte accelerata a questo genere di disturbo. Dopo di che si fa quel che si può, compatibilmente coi nostri impegni lavorativi e sociali. L'antibiotico neglio lasciarlo come rimedio di ultima istanza, cui è opportuno far ricorso onde evitare un un rischio grave per la propria vita (o comunque quando ci tocca affrontare un intervento chirurgico), che non è certo il tuo caso. l

  6. Grazie dei consigli Francesco vorrei chiederti un'altra cosa se non è un problema. Sulla pulizia dentale come ti comporti? Io tra le tante cose soffro anche di gengivite e la pulizia con il dentrificio mi crea problemi anche con il reflusso. Pero sinceramente non saprei come pilire i denti. Buone feste e buon Natale

  7. Scusatemi se mi intrometto un attimo, volevo solo dire che condivido il concetto di "rimedio di ultima istanza", ma un attimo prima di arrivare a quel punto si può virare verso l'argento colloidale. Vale a dire : no all'antibiotico, no all'argento colloidale e si al digiuno così come proposto da Francesco o da Valdo. Tuttavia se uno non vuole fare a meno di un presidio antibatterico…..magari per una paura non facilmente gestibile….può usare l'argento colloidale del quale si è parlato anche qui in varie occasioni. In tal caso evita tutte gli inconvenienti anche pesanti dell'antibiotico e magari ha piacere di non portare acqua al mulino degli avvelenatori farmaceutici. Tra l'altro, guarda caso, esso è attivo anche contro la gengivite senza bisogno neanche di ingurgitarlo. Evitando così la remota possibilità di argiria, la temuta pelle blu da avvelenamento da sali d'argento. Rara, ma sempre possibile con un uso prolungato e magari scriteriato. Voglio essere chiaro, dell'argento si parla come di un Dio in terra, ma indipendentemente da questo, resta sempre un antibatterico e su di esso deve per forza applicarsi l'etichetta di rimedio per curomani. E noi ovviamente non vogliamo esserlo.

  8. Allora, torno a sottolineare che io non lo uso perché se ho un problema, mi regolo con l'alimentazione e come si sarà già capito, applico a me stesso un'autoterapia "psico energetica"….ovviamente a costo zero. Oppure, visto che al momento ho fortunatamente a che fare con problemi non rilevanti….non faccio nulla. Dipende. Così non tradisco…per così dire…l'igenismo. Detto questo, puoi ordinare il prodotto o su Eco Salute o su Macrolibrarsi. Sono prodotti affidabili e di qualità e in genere costano meno di quanto non accada con la farmacia . Due piccole precisazioni. Da un lato l'uso "interno" eventuale deve essere sporadico e deve esser chiaro che Valdo è contrario per principio. Per l'uso esterno, gargarismi, denti, pelle non ci sono problemi. Dall'altro se prendi informazioni su internet…..e ne trovi a valanga….ti suggerisco di tener conto del fatto che tutti celebrano il prodotto come una star ed è rarissimo che qualcuno avanzi qualche obiezione. Una specie di innamoramento collettivo. Tutti a enumerare i miracoli che produrrebbe. Tante le testimonianze. Ma il metallo colloidale si accumula nell'organismo e nei tessuti anche se i medici lo negano. Il fatto è che dentro il flacone, per essere precisi, non tutto è colloidale…impossibile. O perlomeno può finire per non esserlo più. Allora introduci anche sali di quel metallo, o argento ionico che poi diviene sale dentro. Dunque prudenza.

  9. Se può interessare faccio una precisazione, perché ciò che precede può non esser chiaro e al limite ambiguo. Lascio qui perdere le considerazioni inerenti alla funzione reale dei batteri, sul loro ruolo sulla nostra salute e sull'opportunità di combatterli o meno.
    Un metallo colloidale, in sé, non è tossico e non si accumula. Semmai si accumula in quanto non lo è veramente del tutto. Ho un flacone : cosa c'è realmente dentro? Se è tutto colloidale allora ok. La carica elettrica a cui si sottopone l'argento crea l'aggregazione di una quindicina di atomi polarizzati che costituiscono il colloide e questo replica in un certo senso il minerale "organico". Ma vuoi per cattiva conservazione, esposizione alla luce o vuoi per cessata polarizzazione elettrica o impurità nel liquido o infine perché necessariamente in parte l'argento non partecipa al processo elettrolitico, ecco che può nascere qualche problema. Noi introduciamo nello stomaco tal prodotto; chi mi dice che poi non divenga ionico, come parte di un sale d'argento qualunque? Quest'ultimo è esso stesso attivo contro i batteri, ma tossico. Il punto per me è questo. Invece non capisco perché medici, esperti e biologi non ne tengono conto e ne intonano solo le lodi. Tutto qui. Per il resto, che funzioni, non ci sono dubbi di nessun genere. Il suo spettro d'azione è estremamente più ampio di un antibiotico. La sua azione però è più lenta come è facilmente intuibile….di questo bisogna tenere conto. Ho fatto queste poche ma noiose precisazioni giusto perché ognuno avendo di fronte i termini della questione, si regoli come crede. Sotto la sua totale responsabilità…ovviamente.

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