INFIAMMAZIONI, GONFIORI, DOLORI ARTRITICI E FATICA CRONICA

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SINDROME CHE COLPISCE SOPRATTUTTO LE DONNE

Dai miei colloqui di questi giorni con persone in crisi nasce l’esigenza di questa tesina sulle Infiammazioni, sui Gonfiori e sui Dolori Artritici. Proprio mentre stavo riflettendo su questo, ho scoperto che una amica friulana esprime lo stesso tipo di fragilità da almeno un anno, nonostante il fatto di stare attenta e di avere una discreta preparazione igienistica. Lamentava anche un alto livello di PCR, che la manteneva in condizioni di stress depressivo. Altri sintomi uno stato di fatica continua. Le ho già detto che non basta conoscere le cose giuste, ma che bisogna anche applicarle con regolarità e coerenza, senza fare ricorso ad alcun farmaco e ad alcun antidolorifico.

LA QUESTIONE DEI VALORI ALTI NELLA PROTEINA “C” REATTIVA

La proteina C-reattiva (PCR) è una proteina che si trova nel sangue ed è prodotta dal fegato. Fa un po’ da marcatore della situazione interna del corpo, anche se non ci rivela dove l’infiammazione si trovi in particolare. I livelli alti di proteina C reattiva possono determinare patologie come il lupus o l’artrite reumatoide.

La funzione particolare della PCR è di legarsi alle cellule morte o ai calcinacci cellulari o ai detriti cellulari in via di accumulo e di ritenzione, avvertendoci che il sistema protettivo corporale (chiamato impropriamente immunitario) sta entrando in crisi di superlavoro e quindi di rallentato metabolismo e di compromessa vitalità. Del resto i detriti cellulari continuano ad arrivare al ritmo di 300-800 miliardi di cellule morte al giorno.

Se non siamo in forma smagliante è facile cadere in un vortice di ostruzione dai nostri stessi calcinacci morti che continuano ad arrivare, mentre il corpo non riesce a far fronte prontamente a tutto questo.

IPOTESI PATOLOGICHE DA VALORI ALTI DI PCR

L’analisi dei valori PCR viene fatta in medicina per valutare il rischio generico di cardiopatia. Tra 1.0 e 3.0 mg/L di PCR i valori sono considerati medi e normali per cui non c’è bisogno di allarmarsi. Per quote superiori, superiori a 3.0 mg/L invece si parla di livello elevato e di rischio vascolare.

I valori variano in base alla gravità dell’infiammazione. Se si tratta di infezioni cosiddette virali la PCR può andare a 10-40mg/L, mentre raggiungere anche i 200mg/L nel caso di infezioni batteriche e molto oltre in caso di sepsi o ustioni gravi.

Oltre al rischio cardiaco, i livelli alti di PCR indicano infiammazione nel corpo duvuta possibilmente ad affezioni come:

  • Artrite reumatoide
  • Lupus: o una malattia del tessuto connettivo motivo di infiammazione di organi come pelle, fegato, cuore.
  • Malattia intestinale infiammatoria,
  • Febbre reumatica,
  • Vasculite,
  • Tumore.

Ciononostante, livelli bassi di PCR non significano che non ci sia un processo infiammatorio. Alcune persone con lupus o artrite reumatoide non presentano livelli alti di PCR. Vi sono casi invece in cui i valori di PCR alta non sono indicatori di alcun tipo di malattie. Questo tipo di paradosso fa capire che i dati evidenziati dalle analisi hanno valore relativo, generico, variabile e poco predittivo.

Un incremento nei valori della PCR è fisiologicamente dovuto all’avanzare dell’età. Pure l’obesità altera i valori della PCR nel sangue.

DIETA VEGAN-CRUDISTA CON APPORTO DI FIBRE E DI STEROLI

La dieta vegetariana-crudista o tendenziale crudista è ricca in grassi insaturi che aiutano ad abbassare i livelli di proteina C reattiva. Questo grazie a componenti naturali delle piante come gli steroli vegetali presenti nella verdure, nella frutta, negli oli vegetali, nelle noci, in cereali come avena, grano saraceno e miglio. L’apporto di fibra vegetale favorisce poi il funzionamento del corpo e in particolare l’intero ciclo digestione-assimilazione-evacuazione, dando la possibilità al corpo di liberarsi dei rifiuti e delle scorie interne che passando al sangue favorirebbero l’infiammazione.

VERDURE VERDI, RAVANELLI, BROCCOLI E SPINACI PER LA VITAMINA K

Tutte le verdure a foglia verde risultano utili. Ma in particolare cavolo crudo, crescione, rape piccanti, ravanelli, rafano, rucola, radicchio, finocchio, carote grattugiate, tutto a crudo e ben masticato, nonché cotti al vapore o comunque non stracotti cavolfiore, cavolini Bruxelles, broccoli e spinaci sono ricchi in vitamina K, essenziale per ridurre infiammazioni. È una vitamina che solitamente sta nel colon ed aiuta ad eliminare tossine, in modo che se ne abbiamo a sufficienza il nostro organismo eliminerà meglio rifiuti e tossine.

ALIMENTI RICCHI DI OMEGA 3

Gli acidi grassi omega 3 aiutano a mantenere i livelli di glucosio bassi nel sangue e pertanto a ridurre l’infiammazione. Li troviamo abbondanti nella frutta secca tipo noci, nocciole, mandorle, nei semini di chia, di lino di sesamo, di zucca, nelle verdure verdi e nelle verdure orticole, nelle ortiche. La verdura più ricca di Omega3 rimane la portulaca, che tutti eliminano dagli orti in primavera come erba invadente. Troviamo Omega 3 anche nei legumi come lupini, piselli, fave, lenticchie, ceci, fagioli, soia. Troviamo Omega3 nelle alghe, ed anche nel germe di grano, oltre che negli avocado, nei mirtilli rossi e blu.

BIOFLAVONOIDI, VITAMINA C, VITAMINA E

La vitamina C, E e i flavonoidi sono ideali per abbassare la proteina C reattiva in modo naturale e con essa pure l’infiammazione dei tessuti. Troviamo i flavonoidi nella frutta soprattutto negli agrumi, come arance, clementine, bergamotto, pompelmo e limoni, ma anche in alcuni frutti tropicali come kiwi, pomelo, cocco e mango. Si ritiene che mangiare un pomelo al giorno riduca i livelli di proteina C reattiva. Ristudiare la mia tesina “Radicali Liberi, stress ossidativo e chiave flavonoica al benessere”.

COSA FARE PER ABBASSARE LA PCR

Abbassare la PCR significa, in sostanza, sconfiggere la malattia, leggera o grave che sia. Quando si tratta di rischio cardiovascolare, ogni strategia sgrassante del sangue, ogni adozione di dieta sana ed equilibrata di stile tendenzialmente vegan-crudista, ogni azione anti-ipertensiva, anti-colesterolo, anti-trigliceridi e anti-omocisteina porta a dei miglioramenti. Utilissimo cambiare stili di vita, utilissimo trasudare, prendere il sole, praticare esercizio fisico, perdere peso in eccesso. Niente fumo, niente alcolici, niente cole, caffè e nervini.

LA NATURA CONDUCE LE DANZE

Da rilevare che Madre Natura manovra e conduce le danze con la sua sapienza e la sua saggezza infinita. Essa usa i suoi metodi base per liberarsi nel minor tempo possibile della tossiemia interna al fine di ripristinare e mantenere un buon livello di efficienza operativa. Ricordo ancora che il motivo-chiave di ogni malattia è solo uno e si chiama sporcizia interna o tossiemia, vale a dire eccesso di materiale tossico oltre i limiti personali di tolleranza. Giungendo a questo punto scatta il segnale d’allarme dei sintomi e dei dolori.

INCAPSULAMENTO TUMORALE E DEPOSITO TOSSINE NEL CORPO

I metodi prescelti dalla natura e dai meccanismi autoguaritivi del corpo sono tre:

  • Incapsulamento degli eccessi di veleni nei cosiddetti neoplasmi ovvero tumorazione del problema al fine costruttivo e prezioso di evitare che il veleno circoli a suo piacimento nel corpo provocando danni peggiori del tumore stesso
  • Un secondo metodo spesso utilizzato come alternativa è quello di depositare le tossine di troppo nei giunti, oppure nei cuscinetti di grasso, e questo porta pure a fenomeno infiammatori, a reumatismi ed artrite
  • Il terzo metodo sta nel riversare le tossine liquide nelle acque di ritenzione del sistema extra-cellulare.

I FARMACI POSSONO SOLO AGGIUNGERE DANNI

In generale la medicina fa uso di antidolorifici, di anti-infiammatori, di cortisonici e di antibiotici, tutte cose che non portano a nessun risultato costruttivo, salvo l’attenuazione temporanea e parziale dei sintomi. Ma la tossicità di queste sostanze non fa che ampliare le patologie ed arrecare enormi danni al microbiota e al sistema emuntorio, danneggiando fegato, reni, intestino, pelle e polmoni.

TOSSINE ENDOGENE ED ESOGENE

Queste azioni difensive del corpo, di sviluppare tumori o di depositare i veleni nel grasso e nei giunti, è la prova evidente che il corpo è stato caricato di un pericoloso ammontare di rifiuti metabolici e di scorie che hanno fatto scattare le misure di emergenza e di allarme al fine di liberarsi di queste spazzature endogene (scorie autoprodotte internamente) ed esogene (cibi indigesti e loro residui tossici). L’organismo non riesce a liberarsi prontamente da questa mole abnorme di spazzatura attraverso i normali canali escretivi ed emuntori.

LA GUARIGIONE RIMANE SEMPRE UN FATTO INTERNO

Non esiste al mondo niente in nessuna farmacia, e nessuno in nessun ospedale o clinica capace di fare qualcosa. Nessuno è in grado di ripristinare la salute se si continua ad abusare del proprio corpo anziché capirlo e rispettarlo, anziché rimetterlo in condizioni operative. Non esiste nulla di positivo nei farmaci. Non esiste nulla di positivo e di nutriente nel cibo devitalizzato, nel cibo e nelle bevande spazzatura.

DOBBIAMO USCIRE DAL TUNNEL PATOLOGICO CON LE NOSTRE FORZE

Qualunque malattia ingeneratasi da abominevoli combinazioni cibarie e da aberranti stili di vita, che si chiami artrite o qualunque altro nome, qualunque sia l’asterisco di anormalità nelle analisi del sangue, la colpa è nostra ed anche di chi ci cura male. Fin quando continuiamo a non apportare un rigoroso e radicale cambiamento del nostro milieu interieur, del nostro ambiente biochimico interno compromesso, della nostra precaria e appiccicosa formula del sangue, le condizioni non faranno che fatalmente peggiorare. Siamo noi i protagonisti e i responsabili di queste malefatte.

L’INQUINAMENTO INTERNO VIENE SOLO AGGRAVATO DAI FARMACI

Le medicazioni tutte, invariabilmente tutte, poco importa se date da un anonimo medico della mutua o da un premio Nobel della Medicina, non fanno che aggravare la body pollution interna. Non possiamo aspettarci dai veleni farmaceutici possano erodere e neutralizzare anni di insulti corporali che hanno preceduto la diagnosi di artrite. Sono state le scelte sbagliate a determinare l’alto livello tossico del sistema, sono state le ripetute e testarde assunzioni di cibo devitalizzato, e sono stati i farmaci usati a ripetizione a sviluppare mostruosamente l’accumulo di sostanze tossiche, costringendo il corpo a intraprendere processi costruttivi e rimediali.

RIMUOVERE LE TOSSINE È INDISPENSABILE

La sola cura possibile a questo punto sta al nostro interno. Dobbiamo per prima cosa rimuovere ogni ulteriore causa tossiemica. Nessuno ci toglie le castagne dal fuoco. Siamo noi gli autori del misfatto. Siamo noi ad aver provocato un graduale avvelenamento di sangue, linfa e acque di ritenzione. Siamo noi che abbiamo ignorato i tanti segnali del nostro corpo ci ha regolarmente inviato, non trovando mai un metodo di collaborare con lui e di metterlo nelle giuste condizioni operative ed autoripulenti. L’artrite è qualcosa che si è evoluto negli anni. Non è un mostro arrivato tra un giorno e l’altro. La possiamo sconfiggere? Sì, lo possiamo fare. Lo faremo non appena decideremo con tanto di tuta mimetica e di elmetto da combattimento di dire basta a queste mostruosità. Tutto si risolve non appena blocchiamo le cause del problema.

DETERIORAMENTO DELLA SALUTE PER IGNORANZA E DABBENAGGINE UMANA

Poco importa il nome dei sintomi diagnosticati dal medico, come diabete, calcoli, ipotiroidismo, ipoglicemia, colite, appendicite, epatite, meningite, fibromialgia, sclerosi multipla, e altre ancora. Tutti i sintomi che si esprimono mediante rigidità, gonfiore intestinale e giunti doloranti si sintetizzano col nome di artrite. Non possono essere sradicati con medicinali, aspirine, Fans, anti-infiammatori. Queste sostanze chimiche possono al massimo fare da temporaneo e parziale palliativo, ma si tratta solo e sempre di pain-killer, di blocca-dolori che alla fine aggravano le condizioni avvelenando un sistema che già è troppo avvelenato per sopportare ulteriori insulti.
È la nostra non-conoscenza e non-comprensione della malattia e dei suoi meccanismi che ha contribuito al deterioramento della salute umana, dai primi raffreddori alle invalidità da sedie a rotelle.

ESPULSIONE BENEFICA DI TOSSINE PIÙ CHE MALATTIA

Ogni condizione anormale, indipendentemente dal nome datole, è la manifestazione di una espulsione di tossine. Si tratta di una auto-preservazione difensiva che continuerà fino a quando i nostri stili di vita continueranno a costringere il corpo a rispondere e a reagire alle violazioni delle leggi naturali che stiamo commettendo. Farmaci, scorciatoie e giochi di prestigio non cureranno mai un bel niente. Si tratta di terapie del tutto fallimentari. Esiste un punto di irreversibilità dopo che un numero dio insulti ripetuti ha danneggiato le cartilagini articolari al punto di causare una fusione ossea chiamata anchilosi o arresto della mobilità, con leggero alleviamento del dolore.

UNA CONDIZIONE CREATA DALL’UOMO IMPREVIDENTE

L’artrite è una Man-made Condition, non dimentichiamolo. Una malattia costruita da noi è anche reversibile. Se le abitudini ammalanti vengono dismesse e rimpiazzate con stile di vita salubre e in linea con le esigenze corporali, ne veniamo a capo. Il ruolo di una appropriata nutrizione, basata su frutta, vegetali, noci e semini non può essere sovrastimata. Le cause di artrite si conoscono da lungo tempo. Perché accontentarsi di rimedi facili e temporanei che non sono rimedi?

IL DIGIUNO COME MIGLIORE SOLUZIONE POSSIBILE

Il digiuno è il migliore amico di chi soffre di artrite e artrosi. L’energia richiesta per digerire il cibo viene utilizzata dal corpo per favorire la rapida espulsione delle tossine accumulate nel corpo. La lunghezza del digiuno è in rapporto al livello di tossine accumulate e al tipo di tossine, oltre che alla energia a disposizione del soggetto. Usualmente servono diversi cicli di digiuno per azzerare il contenuto tossico dalle aree colpite. Il digiuno migliore? Decisamente quello a secco. Lo stesso Shelton, se avesse avuto modo di vivere più a lungo e di conoscere Sergej Filonov, sarebbe dello stesso parere. Il digiuno secco vale il doppio di quello ad acqua in termini di efficacia, e già questo è un notevole vantaggio. Si può realizzare senza timore fino a quando lo limitiamo a 1 o 2 o 3 giorni, anche nella forma di digiuno intermittente, seguendo quello che il nostro corpo ci suggerisce di fare o non fare.

ESISTE ANCHE LA SINDROME DA FATICA CRONICA

Per un quadro più completo della situazione bisogna includere in questa problematica odierna la CFS-Chronic Fatigue Sindrome o Sindrome da Fatica Cronica, una condizione di debilitazione generale ed inspiegabile, una spossatezza prolungata e persistente nel tempo, che colpisce in maggioranza le donne in tutto il mondo, essendo riportata in Europa, Australia, Nuova Zelanda, Canada, Islanda, Giappone, Russia e Sudafrica.

I sintomi, oltre alla stanchezza cronica, includono:

  • Dolore ai linfonodi in zona ascellare e cervicale
  • Dolori articolari e muscolari ma senza infiammazioni o gonfiori
  • Mal di gola
  • Cefalea
  • Sonno non ristoratore
  • Lentezza nel recuperare le forze in seguito a esercizio fisico

PER I RIMEDI, LA SITUAZIONE È ESATTAMENTE LA STESSA

Non si tratta di anemia, di sclerosi multipla, di lupus, di artrosi reumatoide, di malattia di Hodgkin, di depressione, di neurosi, di mononucleosi o di Alzheimer, ma viene spesso confusa con ciascuna di queste malattie. In precedenza è stata pure chiamata Sindrome Epstein-Barr. In ogni caso si tratta di condizione spesso devastante. Anche in questo caso nulla di meglio che un periodo di riposo, e soprattutto di riposo dalle fatiche della digestione, adottando un ciclo di digiuni settimanali intermittenti e a secco, da uno o due giorni come detto all’inizio, a completamento di una alimentazione vitale e nutriente e di movimento, traspirazione, respirazione diaframmatica, cattura sistematica di ogni raggio di sole. Un rimedio eccezionale per la stanchezza è la bietola rossa cruda nei succhi o anche cotta al vapore, essendo ricca di minerali e di vitamine del gruppo B. Ottime anche le punte di ortica, gli asparagi, le punte di luppolo, mandorle, pinoli, semi di chia e di zucca, lo spinacio crudo, gli spinaci e l’avena, e regolare consumo di radicchio crudo, di crescione crudo e di cavolo crudo ben masticato.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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