TUMORE POLMONARE, METASTASI OSSEE E 3 MESI DI VITA

Pinterest LinkedIn Tumblr +

LETTERA

IL DRAMMA SORGE A INIZIO AGOSTO

Ciao Valdo, ti scrivo perché hanno appena diagnosticato a mia cognata di 45 anni un tumore ai polmoni con metastasi ossee. E’ cominciato tutto all’inizio di agosto quando, sollevando una borsa della spesa, si è frantumata un braccio.

L’ODIERNA DIAGNOSI È SENZA SCAMPO

Con i successivi accertamenti, sono arrivati alla terribile e disperante conclusione oggi stesso. Tre mesi di vita. Hanno consigliato di portarla in un centro per malati terminali, ma noi vorremmo che venisse con noi.

LA SEGUIREMO DA VICINO PER DARLE UNA ULTIMA CHANCE

Stiamo sull’Appennino e un po’ fuori dal mondo. La potrei seguire con l’alimentazione. Ho letto di un centro di Igiene Naturale a Macerata, vicino tra l’altro a dove è nata, dove praticano alimentazione naturale. Potrebbero aiutarla?

CENTRO IGIENE A MACERATA E CLINICA GERSON IN UNGHERIA

Cosa ne pensi della clinica in Ungheria dove praticano la terapia del dottor Gerson? Abbiamo più che mai bisogno di un tuo consiglio. Ti posso allegare la sua cartella clinica appena riesco ad averla. Come sempre grazie della tua attenzione.
Serena

*****

RISPOSTA

A VOLTE SERVONO NERVI D’ACCIAIO PER FAR FRONTE AGLI EVENTI

Ciao Serena, questi sono i messaggi raggelanti che non vorrei mai ricevere ma che purtroppo fanno parte dell’esistenza. Nel pacchetto-vita è sempre incluso anche un pacchetto-fine, che diventa pesante e drammatico, soprattutto se manca la giusta dose di filosofia e di accettazione nei riguardi di quanto ci accade.

UNA PATOLOGIA DI PESSIMA REPUTAZIONE

Il cancro al polmone è una delle malattie più micidiali che possano colpire il genere umano, anche per la rapidità con cui incalza il male, localizzato nei pressi dei gangli vitali e del sistema linfatico, e portato a diffondersi in metastasi di diverso tipo, come verso le ossa del caso specifico. È la prima causa di morte cancerogena nel mondo occidentale e, 4 casi su 5, vengono associati al fumo attivo o passivo di sigaretta, con dimostrato ed inequivocabile rapporto di causa ed effetto.

CLASSIFICAZIONI E DISTINZIONI MEDICHE

È un tumore che inizia quasi sempre nella parte spugnosa e grigio-rosata dei bronchi, che rappresentano le vie aeree ramificate dei polmoni. La medicina  ha collezionato una ventina di casistiche tumorali-polmonari definite maligne, suddividendole in cancro a piccole cellule o a grani d’avena (uno dei cancri più aggressivi), e cancri a cellule non-piccole, come il cancro a cellule squamose, l’adenocarcinoma, e il cancro polmonare a grandi cellule.

L’ADENOCARCINOMA PREVALE NELLE FEMMINE

Il tumore squamoso è tipico dei fumatori maschi e origina nei bronchi centrali, nei rami più grandi dell’albero bronchiale, per cui è facile da diagnosticare. L’adenocarcinoma polmonare colpisce prevalentemente le donne ed è di difficile diagnosi precoce, in quanto origina lungo i bordi esterni del polmone, tra il polmone stesso e la parete toracica.

LE CAUSE DEL TUMORE

I sintomi rivelatori sono la tosse cronica e persistente chiamata tosse del fumatore, con espettorato mucoso striato di sangue, respiro fischiante, raucedine, respiro corto. Le cause sono il fumo, visto che chi marcia a 2 pacchetti/giorno ha un rischio triplicato rispetto a chi non fuma. Occorre però anche guardarsi dalle polveri sottili industriali, dalle polveri di asbesto o amianto, dalle polveri di silicio e di arsenico, dal piombo e dai residui di idrocarburi, e dal radon accumulante di case e uffici, misto a sostanze venefiche emesse da rivestimenti, plastiche, detersivi, toeletteria e vernici (importante arieggiare spesso e non tapparsi a protezione di aria riscaldata e aria condizionata, e a rovina di chi ci vive dentro).

BANDIERA BIANCA E REPARTO TERMINALE

Il cancro al polmone, quando è metastatizzato, diventa molto difficile da trattare per gli stessi medici. A quel punto essi alzano bandiera bianca e rinunciano ad intraprendere iniziative chirurgiche, come pare sia successo nel presente caso. Un mesto commiato e un invito per i familiari a impostare al meglio la qualità e la durata della vita residua (non oltre la soglia ottimistica dei 3 mesi), trasbordando la malcapitata al reparto malati terminali con tanto di serenità, rassegnazione, e indispensabile corredo di morfina.

RECUPERO PIÙ FACILE IN ASSENZA DI COMPLICAZIONI IATROGENE

Non ho ancora capito, data la laconicità del messaggio, se la paziente ha subito dei trattamenti di alcun tipo, o se è stato tentato qualcosa rivelatosi via non efficace. Mi pongo il problema non tanto per fare delle speculazioni inopportune o delle critiche ai medici curanti, ma per valutare le effettive residue possibilità di remissione spontanea, ammesso che esistano. Un non-trattato dai farmaci presenta chiaramente maggiori possibilità di recupero.

OGNI ISTANTE DI VITA È BUONO PER REAGIRE

Non dimentichiamo che la paziente ha 45 anni ed è tuttora in vita. Essere vivi può significare essere male in arnese, ma significa anche non essere ancora né in fase terminale e tantomeno in fase onoranze. Se serve rassegnarsi, per andarsene con un sorriso il più possibile sereno, è opportuno farlo, cercando magari consolazione nella vita tra la morte e la nuova nascita, per usare le parole di Rudolf Steiner. Ma se c’è la voglia di ribellione e di reazione al male, perdio va esperita non solo oggi e domani, ma fino all’ultimo istante.

IN PRESENZA DI FAMILIARI IGIENISTI, LA SOLUZIONE MIGLIORE È LA PROPRIA CASA

Dire se va bene Macerata, dove esiste il centro igienista del dr Giuseppe Cocca, o la clinica Gerson di Budapest, o meglio ancora la quiete e l’impagabile rilassamento dello stare accanto ai propri cari, respirando a fondo, smaltendo le ansie e gli immaginabili sconvolgimenti patiti, non è facile. Bisognerebbe consultare tali strutture e verificare la loro disponibilità, che potrebbe anche non esserci, viste le condizioni critiche.

LE ARMI DI CONTRASTO ESISTONO

Stando essa con voi, alimentandosi al 100% di frutta stagionale e centrifugati verdi inclusivi di sedani, radici di zenzero e di fitolacca (pianta invadente e comunissima negli orti, alta, con grappoli di falsa uva, e con grosse radici), di piantaggine, acetosa, salvia, bardana e ortiche, tuttora reperibili allo stato fresco nei nostri campi, e con l’aiuto di succo di limone giornaliero (allungato con acqua e addolcito con stevia o mirtillo/uva, diventa ottima bevanda anti-cancro), potrebbe scattare la leva che porta al recupero prodigioso ed inesplicabile che spesso va a sbalordire anche i medici più pessimisti.

PASTOSI ED OLIATI CATAPLASMI ESTERNI DI CIPOLLA O DI FITOLACCA

Applicando esternamente intorno al torace cataplasmi di cipolla macinata, alternati a cataplasmi di pasta densa ottenuta con radici di fitolacca centrifugate e mescolate ad acqua minerale e comune olio di oliva (ciascun cataplasma, un giorno a pasta di cipolle e uno a pasta di fitolacca, da tenersi per 12 ore fino anche a 24 ore, nonostante l’odore poco simpatico), si possono ottenere risultati notevoli. La fitolacca è specificamente efficace per smuovere il sistema linfatico, prima causa di problemi polmonari e non solo di quello.

MUOVERSI E RESPIRARE

Alla paziente serve solo serenità, aria e allungamento progressivo del respiro, sole sulla pelle nuda al riparo dal vento (nelle ore più calde), camminare e respirare anche con l’aiuto di un sostegno, e secondo le proprie possibilità. In un certo senso, il non aver subito trattamenti chemio, e quindi nessuna decapitazione immunitaria, potrebbe diventare la leva salvavita.

FATTORI DI REMISSIONE SPONTANEA

Per la remissione spontanea, oltre alla divina volontà e al solito pizzico di buona sorte, giocano ruolo fondamentale i seguenti fattori:

1) Residua capacità del fegato e degli altri organi vitali inclusi i polmoni, aiutati dalla pelle che deve essere mantenuta in efficienza, in traspirazione, in uso frequente di bagni alternati tiepidi e freddi (stimolo alla circolazione).

2) Residua capacità di rigenerazione del sistema immunitario, specie se decapitato da diete alto-proteiche ospedaliere, da farmaci e da altri interventi invasivi.

3) Spirito combattivo della paziente, con adeguata motivazione e autentica voglia di riprendersi e di auto-guarire.

4) Ambiente familiare, amorevole, sereno, riposante.

5) Dieta rigorosamente vitale, crudista, vegana, fruttariana e clorofilliana.

IL RIPRISTINO DEL FLUSSO EMATICO, MEDIANTE BUONE DIGESTIONI È IN GRADO DI BLOCCARE E DEATTIVARE OGNI PATOLOGIA

È bene sapersi, da parte di tutti, che con una coerente serie di buone digestioni prolungate nei mesi e negli anni, si assiste sempre e comunque a un rinnovo ematico, a una straordinaria trasformazione del sangue e nel contempo, a un portentoso ripristino della funzione linfatica. In pratica, con una digestione perfetta e priva di acidosi, di putrefazioni miasmatiche e di leucocitosi assimilative, l’esistenza di malattie polmonari ed extra-polmonari, nonché la permanenza di condizioni patologiche croniche o cancerogene, diventano impossibili. La salute impeccabile e vibrante non è un mito ma un concreta realtà, se rispettiamo i requisiti fondamentali dell’igiene naturale.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

Troppa pubblicità? Clicca qui.

Inserisci la tua email per non perderti i nuovi articoli!

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog, e ricevere gratuitamente via e-mail le notifiche di nuovi post.

Share.
Iscriviti
Notificami
8 Commenti
Più vecchio
Più recente Più votato
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti
8
0
Cosa ne pensi? Lascia un commentox
()
x