UNA GUIDA SICURA AL VEGANISMO-CRUDISTA

Pinterest LinkedIn Tumblr +

LETTERA

Carissimo Valdo, sempre ringraziandoti per le tesine che mi invii, ho bisogno di essere guidato nell’intraprendere la dieta vegana.
Ho letto più volte che consigli il tuo libro e altre pubblicazioni.
Vengo a chiederti dove posso acquistare il tuo libro Alimentazione Naturale e dove posso trovare un ricettario per non andare a caso.
Infatti non me la sento di fare l’autodidatta, dopo 50 anni passati a seguire una certa cultura alimentare.
Temo di non saper abbinare le varie verdure e la frutta.
Dovendo poi scegliere quella di stagione e quella locale, per non incorrere in prodotti di altri continenti, trasportati e stoccati in chissà quali modi, mi servono più indicazioni e dettagli da parte tua.

Il timore di cadere dalla padella nella brace

Ho bisogno di essere guidato ad eliminare con gradualità le carni, i formaggi, e tutto quello che la fallimentare dieta comune prevede.
Voglio inquadrare meglio i prodotti virtuosi ritrovabili sul mercato generico e quelli da cercarsi con più cura.
A chi mi posso rivolgere per l’acquisto di frutta e verdura non contaminate, senza fare un errore più grosso di prima e cadere dal fuoco nella brace?
In quale mescola vanno assunte?
In che momento della giornata si mangia la tal verdura o la tal frutta?
Inoltre, devo eliminare tutti i cereali? E tutti i legumi? Insomma, ho bisogno di essere guidato.

L’ipertensione, la diverticolosi e i calcoli renali mi inducono alla prudenza

È meglio passare dall’alimentazione tradizionale alla vegetariana, prima di un passo ulteriore verso la vegana? In quale modo? Ci sono passaggi intermedi?
Poiché soffro di ipertensione, diverticolosi e calcoli renali, non mi sento di fare il passo da solo e subito.
E credo che la lettura del tuo libro sia fondamentale.
Ti ringrazio per l’aiuto che vorrai darmi.
Giuseppe Guidi, da Milano

*****

RISPOSTA

Gli schemi stanno in diverse ultime tesine, come quella sull’emicrania

Caro Giuseppe,
Mi trovi pienamente d’accordo sul fatto che il testo mio è fondamentale se uno vuole davvero seguire la strada che vado tracciando.
Nel libro parto esattamente da quelle situazioni e da quei dubbi che tu metti in evidenza, entrando nell’argomento e nel metodo in modo graduale e conseguente, con un intreccio di concetti salutistici e di soluzioni concrete via via snocciolate e sviscerate.
Per quanto controverso esso possa apparire al pubblico, quel testo è un vero e proprio manuale sul funzionamento del motore umano, incluso batteria, impianto elettrico, carrozzeria e tutto il resto, e soprattutto sul carburante migliore per alimentarlo.

Come trovare il testo

È un manuale sull’uomo. Serve fortemente anche per i non vegetariani.
Me lo stanno confermando loro stessi. Ho molti lettori che non sono vegani e che magari, accidenti a loro, non hanno la genuina voglia di abbracciare a fondo l’impostazione da me suggerita.
Eppure sono contenti del testo e lo tengono sul comodino per consultarlo e rileggerlo nei punti di loro interesse.
Lo trovi nelle librerie Feltrinelli, oppure presso la Galleria Unione di Milano (Libreria Anima).
Se poi vai su google.it e digiti il mio nome, c’è un blog alimentazione naturale, con diversi editori on-line che propongono il testo e te lo spediscono direttamente a casa.

Le tesine non sostituiscono il libro, ma lo integrano

Ho appena parlato al telefono col titolare del Gruppo Anima, che crede molto in quel libro e ha profuso ogni possibile impegno per lanciarlo sul mercato.
Mi ha fatto i complimenti soliti per il buon successo crescente dei miei articoli su Internet.
Tuttavia, mi ha pure messo in guardia, dicendomi che si tratta di un’arma a doppio taglio, nel senso che chi legge le tesine, per giunta gratuite, non va a scomodarsi troppo per un volume che potrebbe rappresentare argomenti ripetitivi.
È anche per quello che, tra i suoi nuovi autori, c’è qualcuno che vende il triplo e il quadruplo di me, magari con argomenti assai più banali e marginali.

I veri rischi stanno nell’alimentazione corrente, non certo in quella vegana

Veniamo alle tue domande e ai tuoi dubbi.
Parli dell’alimentazione vegetariana e soprattutto di quella vegana quasi come si trattasse di stranezze, o di avventure nello strano e nell’esotico, nel rischioso e nell’inaffidabile.
È una posizione abbastanza condivisa, ma priva di ragione d’essere.
La gente si butta però sul primo a base di pasta e sul secondo a base di malandate salme, senza nessun timore e senza il bisogno di consulenze, salvo trovarsi con le gomme a terra alla stazione successiva.
La gente beve disinvolta il caffè, il the, l’aperitivo, la bevanda alcolica. Non va mica a chiedere permesso a nessuno. Butta giù l’antidolorifico e il farmaco come niente fosse, senza pensarci due volte.
Non trovi tutto questo contradditorio e grottesco?

Un’alimentazione che non manda in superlavoro e poi in pensione il sistema immunitario

Vorrei ricordarti che stiamo parlando di un’alimentazione umana, facile, semplice, priva di controindicazioni, priva di carenze.
Di un’alimentazione che non fa i peggiori danni del mondo mandando in tilt e in pensione anticipata il sistema immunitario.
Di un’alimentazione che rispetta rigorosamente il corpo umano, non sottraendo preziose energie all’intero sistema mediante processi digestivi-assimilativi aberranti, basati su tempeste e intasamenti gastrointestinali, su disastrosi disastri ecologici all’interno del nostro organismo.

Parliamo di un semplice carburante dotato di massima efficienza

Il carburante naturale di cui parliamo non ha nulla di speciale e non fa nulla di particolare.
Non è dotato di azione intelligente o di poteri taumaturgici.
Chi pensa di mangiare la mela e di guarire dal cancro, se lo scordi subito.
Chi teme che il farmaco gli offenda una cellula o un tessuto, si rassereni, non è così.
Parliamo di sostanze inerti, o al limite vivicizzate nel caso della frutta, ma sempre inerti e prive di una intelligente intenzionalità.
Il bene o il male che esse ci procurano, non sono dunque diretti e per contatto, ma indiretti e consequenziali.

Salute e malattia non sono situazioni casuali, ma processi logici e mirati

Guarigione e mantenimento attivo della salute, malattia ed ammalamento attivo, sono processi intelligenti e non casuali.
Fenomeni guidati che sono estranei alla capacità limitata e unidirezionale delle sostanze citate. Fenomeni che richiedono cervello e pianificazione.
Fenomeni che pretendono una mente.
Fenomeni che sono pertinenza esclusiva del sistema immunitario che presiede all’equilibrio omeostatico del corpo umano.

La massima virtuosità di un cibo sta nella sua massima digeribilità

Una qualsiasi alimentazione ed un qualsiasi cibo sono virtuosi e utili all’uomo nella misura in cui svolgono positiva funzione nutritiva (cessione facile ed economica delle loro calorie e dei loro micronutrienti) e non vanno a disturbare il sistema immunitario, e non vanno a pescare preziose energie all’interno del nostro corpo.
In parole povere, un cibo è tanto più virtuoso e utile quanto è più facilmente e velocemente digeribile.
La frutta, al limite anche quella più disastrata (ma non marcia o guasta), risponde esattamente a quelle caratteristiche.

Il cibo di per sé non è il protagonista, come del resto il farmaco di per sé non è il diavolo.
Ad agire davvero è sempre il corpo. Serve una alimentazione nutriente ma indisturbante.

Il punto fondamentale, da carpire e capire, è che nessun cibo finisce per incidere di per sé sulla salute e sulla malattia.
Questo non significa che sia ininfluente mangiare la bistecca o mangiare al suo posto il caco e la ciliegia, la verdura bio e quella non-bio, il frutto esotico o quello locale e stagionale.
Se fosse davvero così, la nostra battaglia non avrebbe senso, a livello salutistico.
Significa solo scegliere un’alimentazione nutriente e al contempo indisturbante.

I disastri di una digestione hanno pazzeschi costi energetici

Quello che serve è un’alimentazione a buon prezzo in tutti i sensi.
Un’alimentazione economica ed ecologica che costi il minimo possibile in fase digestiva.
È calcolato che l’energia impiegata da una persona per affrontare i disastri della digestione, che ogni persona comune affronta giornalmente, siano equivalenti all’energia biochimica che un calciatore impiega in tre partite di calcio, o che un ciclista spende in una tappa alpina del Giro d’Italia.
Dico questo perché voglio ridimensionare le attenzioni ansiogene e le attese miracolistiche, o anche le tendenze demonizzanti, nei riguardi di questo e di quel cibo, di questa o quella sostanza, collocando al centro del discorso l’importanza davvero primaria del meccanismo che produce gli effetti auto-riequilibranti e guarenti.

Le complicazioni non arrivano dal vegetarianismo ma dalle falsità ideologiche

So che sei un biologo e che pure la tua compagna lo è.
È mai possibile che le cose siano così complicate e sofisticate?
È mai possibile, ti chiederai, che si debba fare tutta questa filosofia, queste premesse, e questi ragionamenti tortuosi ed intricati, prima di mettersi a tavola e prendere in mano coltello e forchetta?
Hai tutti i motivi per chiedertelo.
In effetti, non hai tutti i torti.
È una domanda che mi sono posto pure io.
La complicazione però non sta nel vegetarianismo, o in quello che si chiama veganismo e che io chiamo più semplicemente col termine di alimentazione naturale.
La complicazione sta nel nostro cervello sviato e pervertito.

Il migliore insegnamento ce lo offrono i nostri maestri, che sono gli animali

Gli animali liberi tutti, persone di grande intelligenza istintuale e naturale, sono in grado di darci memorabili lezioni di scienza, di tecnica e di saggezza alimentare.
Non vanno all’università e non si fanno influenzare da nessuno, se non al massimo dal buon esempio della loro madre, e a volte nemmeno da quello.
Scelgono di mangiare quello che trovano di meglio, senza fare troppe mescole, e mangiando a sazietà.
Hanno fiducia nella natura ed anche nel proprio corpo.

Gli animali hanno sempre le idee chiare, e non gli servono consulenze

Gli uccellini, pur dotati di quattro piume soltanto, riescono a sopravvivere al gelo invernale riparandosi dietro gli anfratti dei cespugli e delle poche foglie rimaste attaccate ai rametti.
Li vedo tutti i giorni intorno alla casa, pronti a beccare un po’ sugli ultimi cachi gelidi, messi a maturare e a quasi-seccare su un tavololaccio riparato del giardino, o sui residui di vegetali e frutta che giornalmente verso sul letamaietto del campo accanto.
Adottano una strategia di sopravvivenza, in attesa della buona stagione, dove canteranno da mattino a sera. Neve o non neve, sono in forma splendente e non si ammalano mai.
Ma persino i piccioni delle stazioni ferroviarie hanno le idee chiare, e sanno esattamente quello che vogliono.
Per non dire delle papere, che dimostrano un amore sviscerato per il mais, l’alimento calorico più ambito anche da fagiani, pecore, bovini, e da tutti gli animali senza eccezione alcuna.

Osservare gli uccellini per imparare molte cose

Ma se tieni degli uccellini in gabbia e li riempi di cibo sostanzioso, hanno grosse difficoltà a passare l’inverno.
Si ingozzano di mangime, espandono le piume e diventano una specie di palla tonda piumata.
Perdono la silhouette e muoiono costipati.
In lingua friulana si usa dire che gli viene el tabaar, tipico dei lucherini e dei cardellini, e a quel punto nessuno li salva più.
Un giorno o due di intorpidimento, palpebre che si socchiudono, e li ritrovi poi stecchiti e freddi sul fondo della voliera, col sistema immunitario che li ha abbandonati a se stessi.
Esperienze di quando si era ragazzini, e si cercava di tenere accanto a noi queste minute meraviglie piumate della natura.
Era un atto di amore e non di sopraffazione, a livello di intenzioni, anche se finiva invece per essere un tormento per quelle piccole vittime canterine.

Un minimo di gradualità sì, ma non grandi periodi di adattamento

Dopo questa lunga, e spero non noiosa introduzione, veniamo ai tuoi punti specifici.
L’autodidatta lo puoi sicuramente fare.
Basta usare un minimo di gradualità e buon senso.
Buttare dentro frutta mentre abbiamo l’intestino carico di cibo, o anche di vecchi residui putrefattivi, non è atto di saggezza.
Ma non servono nemmeno grandi preparativi e grandi periodi di adattamento.
Già andare verso il cibo crudo e carico di acqua biologica è un passo strabiliante verso la natura.

Verso l’obiettivo ideale dell’80-90%

Al mercato e al supermarket non esiste acqua biologica da nessuna parte.
Essa è una prerogativa dei frutti e della verdura allo stato crudo e naturale, non imbottigliato, non inscatolato, non concentrato, non cotto.
Poniamoci dunque l’obiettivo di passare da quello striminzito 20% di cibo cotto e concentrato che tutti più o meno consumano, a un 60-70% di cibo naturale e vivo.
E poi di andare oltre, verso una quota vicina all’ideale 80-90 che ogni uomo dovrebbe essere in grado di adottare in concreto nella particolare vita di oggigiorno.

La straordinaria rapidità digestiva-assimilativa dei cibi crudi

Ogni cosa cruda, masticata o al limite spremuta o centrifugata, entra nel corpo come un fulmine.
Viene assorbita nella parte alta del’intestino (duodeno) e tramite la vena porta passa al fegato e al sangue nel giro di mezz’ora per la frutta acquosa e al massimo nel giro di due ore per certi vegetali amidacei o per frutti come l’avocado e la banana, o di tre ore per la frutta secca.
I cibi a rapida digeribilità richiedono di poter transitare in uno stomaco libero da cibo o da residui di cibo precedente, tutte cose che provocherebbero una dannosa fermentazione.

Fare attenzione a certe combinazioni sbagliate, causate non dalla frutta ma dal cibo precedente

La frutta pretende sempre stomaco vuoto (salvo mela, papaia e ananas, che non fermentano velocemente grazie ai loro enzimi anti-fermentanti).
Meloni e angurie invece stanno agli altri estremi, per cui vanno a maggior ragione consumati da soli, separati persino dagli altri frutti, e a stomaco libero da residui e scorie, e libero da infiammazioni.
Una persona che consuma proteine animali non dovrebbe mai affrontare l’anguria e il melone, se non mettendo di mezzo una notte di relativo riposo gastrico.
Non dovrebbe mai pranzare nel suo stile e poi, nello stesso pomeriggio o sera o notte, buttarsi sul melone.

Carne e frutta fanno a pugni, più che andare d’accordo

Esiste in generale una netta incompatibilità tra carne e frutta, tra latticini e frutta (smentita un po’ dallo yogurt che è acido al pari della frutta acidognola alla quale le industrie lo accoppiano), tra cibi cotti e frutta.
Più uno mangia male e più effetti deleteri gli procurerà la frutta.
Non perché i frutti della natura siano insidiosi o pericolosi o negativi, ma proprio perché sono virtuosi e perfetti, e mettono in evidenza le aberrazioni e le incompatibilità causate dalle altre sostanze sozze che abbiamo introdotto prima di loro.
Se si mangia carne e altri cibi simili, che sono inadatti e impegnano a lungo l’apparato digerente, meno spazio viene lasciato al cibo vero che è la frutta.
Ed è proprio quello il più grosso danno.

Criteri di distribuzione pasti-virtuosi nel corso della giornata

Nei miei schemi nutrizionali, che la gente comincia a capire ed apprezzare, noterai il mio sforzo di piazzare la frutta nelle prime ore della giornata e nel tardo pomeriggio, e sempre lontano dai due pasti principali di pranzo e cena che ho collocato alle 13 e alle 19, rendendoli molto più leggeri rispetto alla tradizione, e riservandoli alla verdura iniziale verde-rossa-scura e ai germogli iniziali, seguita da cibo leggermente più consistente ed amidaceo (patate e zucche, patate dolci, legumi e, per chi si sta avvicinando per gradi, cereali integrali tipo riso integrale specie nero, miglio, orzo, farro, saraceno, o al limite pizzetta vegana sottile alle verdure fresche o pasta integrale alle verdure o crema di verdure con 16 minuti di cottura conservativa).

Schema da prendere sempre come traccia flessibile e personalizzabile

Gli schemi servono come traccia di orientamento.
Se un giorno non riesco ad applicarlo, farò in modo di andargli vicino.
Oppure sarò più bravo il giorno dopo.
Lo schema non intende essere un cappio al collo o una catena.
L’ho disegnato come esempio da seguire.
Per facilitare la vita e non certo per complicarla.

Chi accampa scuse, lo fa perché non è convinto di quello che sta facendo

Qualcuno obietta che il lavoratore non ha tempo di mangiarsi frutta ogni due ore nel mattino.
D’accordo per il caco.
Ma la spremuta d’arancia prima di partire se la può fare.
Tre kiwi e due banane le può mettere in borsa.
Se uno va in viaggio e non si fida dei panini vegetariani, messi spesso uno sull’altro assieme a quelli con salma di maiale, nei bar delle stazioni ferroviarie, può sempre prepararseli a casa la sera prima, imbottendoli di verdura, crema di olive-carciofi per il gusto, di avocado e di pinoli.

Nulla di cervellotico nel five-per-day e nei cicli metabolici

Non c’è nulla di particolarmente sofisticato, complicato e cervellotico.
Le linee guida che portano a quello schema sono quelle del five-per-day di Cambridge, maggiore università mondiale nel campo della nutrizione, e quelle dei cicli metabolici naturali del corpo umano.
Five-per-day significa un minimo di cinque pasti sazianti di sola frutta al giorno, al fine di garantirsi una vita priva di cardiopatie e di cancro (nel caso tuo priva di ipertensione, di diverticolosi e di problemi renali).
Non ho scelto il five-per-day per anglofilia o per omaggio alla Regina Elisabetta, ma solo perché già la facevo per conto mio fin da ragazzo.
I cicli metabolici non li ho scelti per sudditanza alla ANHS (American Natural Hygiene Society) o ai coniugi Marylin ed Harvey Diamond, brillanti autori del massimo best-seller sulla nutrizione Fit for Life (In forma per la vita), ma solo perché trattasi di leggi naturali e verificabili, rispettose anche della logica e del buon senso.

In giro si sente tutto e il contrario di tutto

Sono d’accordo con te che si sente in giro tutto ed il contrario di tutto, per cui è difficile orientarsi e capire chi la dice giusta e chi invece sta barando per cecità fideistica e ideologica, per collusione mercantilistica, o per semplice pigrizia mentale e tendenza all’abitudinarietà.
Colazione ricca e abbondante all’inglese, per affrontare le dispersioni della giornata a pancione pieno?
Colazione all’italiana, basata sul richiamo energetico dall’intontimento notturno, a base di sigaretta e caffè?
Colazione col mezzo bicchiere d’acqua intiepidita e due gocce di limone, o con l’aceto balsamico, o col cloruro di magnesio?
Eppure esiste una verità assoluta ed universale valida ed applicabile per tutti.
Ogni intenzione ed ogni mossa dell’igienismo è esattamente in quella direzione, con prove e controprove, mai con posizioni dogmatiche e pregiudiziali.

I cicli esistono ed è di basilare importanza allinearsi con essi

I cicli esistono e sono sperimentabili.
Dalle 12 alle 20 c’è il ciclo appropriativo (o del rifornimento massimo al distributore).
Dalle 20 alle 4 am il ciclo assimilativo (stop al mangiare e al bere, riposo nutritivo assoluto mentre il corpo dirige ogni energia a elaborare e disporre al meglio quanto gli abbiamo dato).
Dalle 4 am alle 12 il ciclo eliminativo, dove il corpo manda fuori più intensamente del solito le acque esauste e il materiale da espellere.
Ecco il motivo per approfittare del ciclo eliminativo nel migliore dei modi, e non dover così ricorrere ai digiuni terapeutici (che sono utili ma soltanto come emergenza).
Ecco spiegata la colazione leggera a base esclusiva di frutta acquosa, carica di acqua biologica che aiuta le scorie a fuoriuscire dal corpo.
Frutta che non fa solo questo, ma nel contempo nutre e non manda il corpo in pericolose e vendicative crisi di fame che scoppiano in debiti calorici e voglia di addentare qualsiasi cosa che si trovi nei paraggi.

Sono un estimatore di Hilton Hotema, ma non condivido la demonizzazione dei cereali

Pur essendo fruttariano ai punti massimi, non sono per una semplicistica e poco saggia demonizzazione dei cereali.
Non penso nemmeno di offendere la memoria del grande Hilton Hotema (George Clément), massimo profeta della dieta fruttariana, dicendo questo.
Le sue posizioni intransigenti avevano buoni motivi di esistere.
Combatteva una guerra dura e senza esclusione di colpi contro gli allevatori e contro l’agricoltura cerealicola tesa ad alimentare il bestiame.
I suoi libri sollevavano reazioni e scandali al punto che dovette trovarsi uno pseudonimo per far disperdere le sue tracce.
Era perseguitato come fosse un criminale di guerra autore di chissà quali stragi.
Occorre a volte storicizzare le persone e non giudicarle in modo affrettato e fuori dal loro contesto ambientale.

Spezzo una lancia a favore dei cereali, sempre da intendersi come complemento alla frutta, e non certo come sostituzione della stessa

Alcuni cereali sono buonissimi come gusto.
In certi momenti sono determinanti e indispensabili.
Il fatto che l’umanità intera vi abbia fatto sempre ricorso a tutte le latitudini, fa capire la precarietà di certe idee.
Dovremo impegnarci tutti per impedire che queste piante cadano nelle grinfie della Monsanto e del planetario imbroglio chiamato OGM.
Quello che serve è utilizzarli con giudizio e intelligenza.
Metterli in ammollo non è cosa negativa, non porta a dissoluzione della materia nutriente nell’acqua. Significa solo renderli abbordabili ed eventualmente cuocibili in modo accettabile.
L’avena è un dono di Dio.
Non serve solo per far vincere le corse ai cavalli.
Nutre in modo impeccabile e non crea grossi problemi di acidificazione.
Il miglio, il riso di palude e il grano saraceno sono favolosi addirittura.
Il farro e l’orzo si prestano, previo ammollo, a ottime creme di verdure, da prendersi una volta alla settimana.

Non è sensato demonizzare frumento e mais

Il frumento è indispensabile, come del resto la segale, nella panificazione.
Tutti i cereali si prestano alla trasformazione in ottime e digeribili gallette.
La celebre igienista americana Ann Wigmore ha fatto la sua fortuna insegnando alla gente il modo di germinare i chicci di frumento e utilizzare le piantine con succhi e con pietanze crude rigeneranti.
Il mais tenero bianco o giallo o multicolore, dei paesi caldi, è qualcosa di strabiliante.
Viene cotto nel suo cartoccio, con le foglie a protezione della pannocchia.
Anche la polenta grezza e integrale, fatta con un certo criterio, non è da buttare, mangiata con dei funghi o con dei fagioli (vietati giustamente nel suo contesto storico dal maestro Pitagora, che li chiamava frutti musicali).
Il popcorn, senza sale e senza zucchero, è un cibo semplicemente straordinario, e si presta pure a deliziosi accoppiamenti, ad esempio coi fichi freschi, coi datteri, col durian e con le banane.

C’è spazio anche per i legumi

Il discorso sui legumi è abbastanza simile.
Qualcuno nei legumi include pure i tuberi e le patate, che sono alimenti preziosi.
Se invece ti riferisci in modo specifico alle leguminose, tipo fagioli, piselli, fave, lenticchie, soia, arachidi e lupini, occorre anche lì usare il buon senso e l’intelligenza.
Trattasi di cibi proteici e con alta presenza di amido. Amido e proteine assieme sono in certa misura incompatibili o antitetici, per cui qualche difficoltà digestiva la causano di sicuro.
Essendo in genere bisognosi di cottura, c’è anche la complicazione del cotto.
Occorre che ognuno misuri la propria capacità di assimilarli senza troppo danno.
Basta non esagerare con la quantità e non fare troppe mescole.

L’insalata cruda come esordio a pranzo e cena è un punto fondamentale

La soia verde viene cotta conservativamente nel suo baccello in tutta l’Asia, ed è cibo magnifico, privo di controindicazioni. I piselli si possono consumare anche crudi. Le tegoline, o fagiolini, sono quanto di meglio si possa desiderare, soprattutto se cotte ai minimi termini e al vapore.
Le arachidi, soprattutto se cotte al vapore nel baccello stile asiatico, sono fantastiche, e per i maniaci della vitamina B12, ne sono ricchi contenendone tracce, cioè quel minimo che serve.
Cereali e legumi, e al limite pasta e pizza, tutti prodotti cotti e semidistrutti, fanno sempre molto meno male se preceduto sempre da un bel piatto di insalata cruda.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

Troppa pubblicità? Clicca qui per passare alla navigazione premium.

Inserisci la tua email per non perderti i nuovi articoli!

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog, e ricevere gratuitamente via e-mail le notifiche di nuovi post.

Share.
Iscriviti
Notificami
2 Commenti
Più vecchio
Più recente Più votato
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti
2
0
Cosa ne pensi? Lascia un commentox
()
x