IL VARICOCELE NON STA NEI TESTICOLI MA NEL CERVELLO

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LETTERA

VARICOCELE, ATROFIA TESTICOLARE ED IPOSPERMIA

Ciao Valdo, volevo chiederti un parere, magari un consiglio, e mi dispiace debba farlo proprio nel periodo di festa. Sono vegetariano da ormai quasi un anno (dall’8 gennaio) e vegano da qualche mese. Ho un varicocele quasi del 3° grado e, ultimamente, ho notato un atrofia del testicolo sinistro, nonché una ipospermia di circa il 50%. Ho letto nel tuo blog di prendere un estratto fluido di cipresso e di ipocastano da spalmare sulla parte, solo che quest’ultimo non l’ho trovato. Ho preso l’estratto fluido di cipresso, con nessun miglioramento purtroppo.

NESSUNA ATTRATTIVA VERSO L’INTERVENTO CHIRURGICO

Vorrei evitare l’intervento chirurgico che mi è stato consigliato da colleghi della scuola infermieristica, ma so che un intervento chirurgico significa anestesia anche se locale, significa tossine, indebolimento, significa FARMACI! E poi non voglio tagliato via un pezzo di me. Vorrei un tuo consiglio Valdo, forse devo insistere con l’estratto di cipresso, andare nei boschi a raccogliere un pò di ippocastano e farmi l’estratto fluido da spalmare?

VENE DILATATE E SOSTANZE VASO-PROTETTRICI

Tutto sommato di cosa si parla? di semplici vene dilatate proprio in quella zona. Basterebbe rimetterle apposto con sostanze vaso-protettori presenti nella frutta (agrumi ecc). Spero in un tuo consiglio. Con affetto.
Ferdinando

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RISPOSTA

CHE COS’È IL VARICOCELE

Ciao Ferdinando. Il varicocele è una tumefazione varicosa multipla del cordone spermatico testicolare, all’interno della borsa scrotale. Trattasi di una affezione il più delle volte ben sopportata, e tipica delle persone varicose, cioè sofferenti di varici, ovvero di vene dilatate e scarsamente elastiche, di vene nelle quali la pressione del sangue è modesta, essendosi esse allargate e avendo esse ceduto alla pressione stessa, tendendo alla flebite (infiammazione delle vene).

Tali vene, in questa condizione di dilatazione e incontinenza  possono impedire il deflusso di sangue venoso dal testicolo verso la parte alta del corpo. Si crea quindi una condizione di reflusso e stasi di sangue.

Chiaro poi che l’atrofia e l’ipospermia sono conseguenze dell’anomalia principale.

PERCHÈ IL TESTICOLO SINISTRO È PIÙ COLPITO

Ciò si manifesta in particolar modo a carico del testicolo sinistro (95%) e raramente nel testicolo destro (5%) per le diversità anatomiche tra le due vie vascolari. La vena spermatica sinistra, infatti, è tributaria della vena renale che ha basso flusso rispetto alla vena cava nella quale refluisce la vena spermatica destra. Questo succede perché la vena testicolare sinistra sfocia nella vena renale in modo perpendicolare, a differenza della testicolare destra che sfocia nella vena cava ad angolo.

VARICOCELE ED EREZIONE

Talvolta il varicocele può coinvolgere entrambi i testicoli ed allora si parla di varicocele bilaterale.
Il varicocele non influisce sul meccanismo dell’erezione. Tuttavia, il dolore provocato dalla pressione esercitata dal sangue nelle vene dilatate attorno al testicolo, può inibire la risposta erettile a livello psicologico.

VARICOCELE E FERTILITÀ

È dibattuta fra gli endocrinologi la correlazione fra varicocele, soprattutto di primo e secondo grado, e sub-fertilità. Dato che il reflusso di sangue aumenta la pressione sulle pareti delle vene dilatate e quindi anche della loro temperatura, l’ipotesi è che durata e ampiezza di questa variazione siano sufficienti ad alterare i valori termici dell’intera zona circostante il testicolo, e a determinare un forte rischio di deterioramento di numero, forma e motilità degli spermatozoi.

Il solo aumento di pressione è anch’esso correlabile alla infertilità perché causa ipossia, stress ossidativo e scarsità di testosterone nel testicolo. Per questi motivi, dopo la diagnosi di varicocele, viene effettuato uno spermiogramma atto a per valutare quantità e qualità degli spermatozoi nel liquido seminale.

Nel testicolo, come in qualunque altro organo, la stasi di sangue venoso produce alterazioni metaboliche e strutturali. Possono quindi essere intaccate le condizioni ideali per la crescita e la maturazione di spermatozoi sani e con capacità fecondante. Ci può essere alterazione del liquido seminale con diminuzione del numero di spermatozoi e alterazioni della loro motilità e morfologia. Le vene dilatate determinano un innalzamento della temperatura testicolare che, protratta per lungo tempo, può causare infertilità. La produzione degli spermatozoi è molto sensibile anche a piccole variazioni di temperatura.

DATI STATISTICI

Il varicocele è piuttosto comune, con un picco dell’8% tra i 10 e i 19 anni. Colpisce il 15-20% della popolazione maschile ed è presente nel 30-40% degli uomini con problemi di fertilità. In termini ormonali, gli uomini con varicocele hanno dei livelli di testosterone leggermente minori rispetto ai maschi normali, livelli minori di luteina LH e maggiori di follitropina FSH e progesterone.

SEGNI E SINTOMI

Nella maggior parte dei casi non si hanno sintomi evidenti. Un ragazzo può non accorgersi affatto di avere un varicocele. La patologia viene spesso rilevata durante la visita medica per la leva militare.
I sintomi tendono a presentarsi con il caldo, dopo un duro esercizio, alla fine di un rapporto sessuale.

I sintomi includono:

  • Dolore sordo ai testicoli.
  • Senso di pesantezza a livello scrotale.
  • Vene dilatate palpabili a livello scrotale.
  • Maggior dimensione del testicolo colpito rispetto all’altro.

TRATTAMENTI CONVENZIONALI

Tra le varie tecniche chirurgiche disponibili, quella che offre migliori vantaggi per minore invasività e rischi operatori è la legatura microchirurgica subinguinale delle vene spermatiche. È un intervento che si effettua in anestesia locale o spinale, con un piccola incisione obliqua di pochi cm a livello del pube verso l’inguine. Mediante l’utilizzo di dispositivi ottici di ingrandimento microchirurgici che permettono di ingrandire il campo operatorio da 4 a 40 volte si procede alla ricerca dell’arteria spermatica che deve essere lasciata integra perché una sua lesione comporterebbe un ridotto o assente apporto di sangue arterioso al testicolo.

ASPORTAZIONE DI ALCUNE VENE RESPONSABILI DEL REFLUSSO

In seguito si identificano alcuni Dotti Linfatici che sono responsabili del deflusso della parte liquida del sangue, la linfa. I linfatici identificati devono essere risparmiati ove possibile per evitare la comparsa di idrocele (una raccolta di liquido sieroso nella sacca scrotale). Infine si procede all’identificazione delle vene responsabili del reflusso che devono essere legate una per volta e sezionate. L’intervento dura in media 30-45 minuti. Tecnica ancor meno invasiva è la cauterizzazione radiologica che può essere eseguita ambulatorialmente.

NON MANCANO LE RECIDIVE POST-OPERATORIE

Circa il 50% dei pazienti sottoposti a trattamento va poi incontro a una normalizzazione della fertilità. I migliori risultati (frequenza di gravidanza del 70%) vengono ottenuti in soggetti con conta spermatica pre-intervento superiore ai 10 milioni al millilitro. Il controllo dei parametri seminali andrebbe fatto non prima di 3-4 mesi dall’intervento. Rimane comunque la possibilità di recidive, data la natura strutturale della patologia.

VISIONE IGIENISTA

Condivido ovviamente la necessità di stare alla larga dai ferri chirurgici e dai trattamenti farmacologici.

Il problema va risolto più a livello corporale che a livello testicolare. Ho appena pubblicato una tesina sulla sordità, dove ho scritto che tutto parte dal colon e non dall’orecchio. E’ un po’ la stessa cosa. Se tu leggi quella tesina con attenzione e applichi gli stessi consigli dati per la sordità, risolvi pure al meglio e quasi incredibilmente la tua problematica.

Uno potrebbe dire: “Ma che roba è mai questa?”, “La cura per la sordità che risolve anche un problema ai testicoli?” “Questa è bella!” E invece è proprio così. Le malattie possono avere 10 mila facce diverse, ma nascono spesso nello stesso modo e si curano pure secondo le medesime modalità e direttive. La presente tesina serve in modo specifico per le varici, per il varicocele e per la flebite, ma tutti ne possono beneficiare. Implementando la digestione, fluidificando il sangue e migliorando la circolazione sanguigna e quella linfatica, non c’è nessuno, sano o meno sano, che non possa ricavarne dei vantaggi in termini di benessere.

IMPURITA’, DENSITA’ E IMPEDIMENTI CIRCOLATORI

In ogni caso, per guarire da una malattia occorre capire come, dove, quando e perché essa si è generata. La dilatazione delle vene nasce sempre dall’impurità del sangue, dalla densità (o scarsa fluidità) del sangue stesso e dalla sua cattiva circolazione, aggravata spesso da fasce, busti, calzini stretti, jeans stretti, slip stretti, scarpe strette, cinture e qualsiasi veste che ostacoli il libero fluire e obblighi il sangue a rimanere in maggior quantità in una zona determinata.

RIMEDI NATURALI AL VARICOCELE

I rimedi si possono sintetizzare in alcuni punti fondamentali come:

  • Eliminare gli alimenti piccanti, il fumo, l’alcol, le cole, le bevande gassate, il caffé, il the e tutte le bevande eccitanti,
  • Seguire una dieta vegan-crudista basata su alimenti crudi e vivi preferibilmente stagionali,
  • Inserire cipolla, porro e aglio nell’alimentazione,
  • Bagni giornalieri tipo semicupi caldi e freddi mattina e sera (5-10 minuti per volta). I bagni freddi ai genitali hanno il potere di migliorare la circolazione locale e di promuovere la fuoriuscita di materiale morboso ivi depositato.
  • Astensione temporanea dai rapporti sessuali.
  • Cataplasma notturno di fango al basso ventre. L’applicazione notturna di un cataplasma di fango sul basso ventre è utile a decongestionare e disinfiammare l’area in questione.
  • La frizione d’acqua su tutto il corpo, praticata appena svegli, regolarizza la circolazione e purifica il sangue, facendo parte di quelle strategie idroterapiche che sono di aiuto alla terapia regina, che rimane sempre l’alimentazione crudista pitagorico-ippocratica e basso-proteica.

Affinché l’idrofangoterapia possa dare i suoi benefici effetti, è indispensabile migliorare la digestione, perché è dalla precaria digestione che è partita la patologia.

RISORSE ERBORISTICHE

Cipresso ed ippocastano vengono magnificati da diverse guide erboristiche per le loro proprietà vasorestrittive, o anti-dilatanti. L’ippocastano, più che nei boschi, è comune in Italia in doversi viali alberati d’Italia, anche in zone cittadine. In ogni caso, ribadisco che con la polvere non-commestibile di questo tipo di castagne, si prepara uno straordinario decotto, con 40 grammi in un litro di acqua bollitura per 20 minuti, lasciando poi raffreddare e poi colare. Se ne bevono poi 5-6 cucchiai al giorno per 15 giorni al mese.

EDERA, CAVOLO, EQUISETO, ARNICA, QUERCIA E TASSO

Esistono però altri decotti ancora su cui contare. Quello con foglie di tasso barbasso (verbascum thapsus), che si prepara con 50 grammi in un litro d’acqua. In questo caso non si beve ma si fanno lavaggi ed impacchi locali due volte al giorno.
Oppure c’è il decotto con 30 grammi di coda cavallina (equiseto), 30 di fiori d’arnica e 30 di corteccia di quercia, anche qui utile esternamente (non da bere) per delle fasciature umide applicate sulle gambe varicose o sulla zona genitale testicolare. Ma le soluzioni più semplici sono quella delle foglie fresche della comunissima edera terrestre, pestate in poltiglia e stese su pezza in cataplasma, e quella delle foglie di cavolo crudo in cataplasma.

Tengo a precisare che il fluido di cipresso, dal quale non hai tratto beneficio, non è opera mia ma della tradizione erboristica, che ho voluto citare per dovere di cronaca più che per personale raccomandazione. Sto più su posizioni igienistiche che su posizioni curative di tipo erboristico. La mia vera opinione è che le erbe valgono ma fino a un certo punto. Molto di più vale l’assieme dei comportamenti e delle scelte che uno adotta. Ricordo un paio di miei scritti sull’argomento: “Infiammazione emorroidale e varicocele” e “Guarigione totale da flebite e vene varicose“.

ATTIVITÀ FISICA E RESPIRAZIONE

Lo stare a lungo in piedi, o anche la sedentarietà, la scarsezza di movimento, di scatti, di salti, di accelerazioni, produce una staticità eccessiva.
L’immobilità contrasta la dinamica del sangue, mentre l’esercizio fisico la facilita.

Se questo vale per il sangue, che ha a disposizione una pompa come il cuore, a maggior ragione vale per il sistema linfatico (continuazione logica del sistema sanguigno verso i capillari) che conta interamente sullo sbuffare umano e sull’aerobica intensiva per movimentarsi. I rimedi alle varici, ed anche al varicocele, stanno nel riposare e sgranchirsi con le gambe alzate rispetto alla testa, nel camminare vigorosamente e respirare ritmato e profondo, nel fare esercizi aerobici, nel fare ogni tipo possibile di ginnastica.

CONSIDERAZIONI FINALI

Tornano infine alla dieta, sarà di tipo rigorosamente crudista fino a guarigione nel giro di 3 settimane, e poi sarà di tipo tendenzialmente crudista per sempre, ricordando di sfruttare al massimo le risorse stagionali, tipo il succo di cavolo crudo, bevendone 2-4 bicchierini al giorno. Chiaro che l’insalata grattugiata di cavolo, di carota e di patata farà particolarmente bene.

Quanto alla frutta vasorestringente e vasoprotettiva, l’inverno ce ne regala in abbondanza. Non ci sono solo i cavoli e le crucifere, ma anche le rape nere e piccanti, i ravanelli, gli agrumi, i kaki, il melograno, la nespola germanica, le giuggiole, i corbezzoli, le castagne, le carrube, la farina di carrube, la farina di castagne, i semi di lino e di sesamo.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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