VEGAN-CRUDISMO MIRACOLOSO E GLICOEMOGLOBINA DA RECORD

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LETTERA

CON SOMMO STUPORE, IERI 14 APRILE, STAVO AL VALORE ECCEZIONALE DI 5.9 MM/DL

Ciao Valdo, ci tenevo a comunicarti i miglioramenti mai visti prima d’ora sulle mie emoglobine Hb A1C. Non avevo memoria di aver raggiunto livelli talmente prossimi alla normalità, dopo anni in cui i valori medi, per quanto buoni, si aggiravano intorno al 7, quando andava bene. Ebbene, ieri mi hanno comunicato, con mio sommo stupore, il valore percentuale di 5.9, e il tutto dopo circa un anno che ho iniziato a seguire un’alimentazione tendenzialmente vegana (con qualche rara eccezione di qualche pezzetto di formaggio, con tendenza a ridurre sempre più) tendenzialmente crudista.

L’INSULINA CHE FA LA FURBASTRA E GIOCA D’ANTICIPO

Approfitto anche per chiederti una cosa, dato che ultimamente mi capita di avere dei rallentamenti nella digestione con conseguenti ipoglicemie post-prandiali. In pratica dopo aver mangiato, partendo sempre con verdura cruda, poi cotta e poi cereali, la mia digestione non si mette in moto subito ma aspetta un po’, mentre l’insulina comincia a lavorare.

IPOTESI DI GASTRITE

Mi hanno suggerito di eseguire una gastroscopia per valutare eventuali gastriti, e di assumere del domperidone. Dopo un anno che mi alimento in un modo che è molto prossimo a quanto tu suggerisci, quale può essere la causa di tutto ciò? Possiamo parlare di crisi eliminative con conseguente necessità di ulteriori digiuni (che nel tempo ho ripetuto più volte)? Tu cosa mi suggeriresti? Un caro saluto
Flavio

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RISPOSTA

A CHI VORREBBE GUASTARTI LA FESTA REGALAGLI IL DOMPERIDONE, E BEVITI UN DOM PERIGNON

Ciao Flavio, più che pensare a crisi eliminative o a eventuali gastriti, direi che hai raggiunto i limiti giusti oltre i quali non andare, pena l’ipoglicemia, per cui ti puoi concedere sicuramente qualche frutto in più e una bella terrina di fragole a giorni alterni. Assurdo pensare ad invasive gastroscopie o ad assunzione di farmaci per ipotetica ed improbabile gastrite. Anche se ci fosse, non andrebbero bene i farmaci. Il domperidone fallo prendere in ogni caso agli specialisti del mal di pancia, e tu opta piuttosto per un bicchiere di Dom Perignon, a celebrare gli ottimi risultati in corso!

QUALORA CI FOSSE DAVVERO UNA GASTRITE, INSERIRESTI DRITTO DRITTO IL DIGIUNO FAI-DA-TE

Nessuno meglio di te è in grado di dire se soffri di gastrite, ovvero se hai mancanza di appetito, se tieni alito cattivo, dolori, pesantezza di stomaco, vomiti, coliche, diarrea e cose del genere. Chiaro che per guarire da eventuale gastrite dovresti fare un digiuno totale di 3 giorni e bere acqua a volontà, null’altro che questo.

QUALCHE FRUTTO E QUALCHE CENTRIFUGATO IN PIÙ, E QUALCHE FIBRA VEGETALE IN MENO

Credo invece che tu possa aumentare la quota di frutta, sostituendo ad esempio il primo piatto di verdura (a pranzo o a cena) con un centrifugato di carote, sedani e pere (il levulosio delle pere è sopportato bene dai diabetici) o un centrifugato di carote, cavolini di Bruxelles e mele, o un centrifugato con carote, ananas, e topinambur (ricco di insuline ed inuline vegetali). L’inserimento, al posto delle solite verdure, di germogli di alfa-alfa, di germogli di soia, di germogli di frumento, accoppiati a dell’avocado, potrebbe migliorare la tua situazione. Il secondo piatto potrà essere spesso composto da riso integrale, o da miglio, o da fagiolini, o da piselli freschi, terminando con mandorle e pinoli.

LUPINI E MELOGRANI, DA ADOTTARE STABILMENTE DA SETTEMBRE IN AVANTI

Da rilevare l’importanza dei lupini, contenenti la glicoproteina conglutina-gamma, capace di contribuire al miglioramento del metabolismo del glucosio. Mimando l’azione dell’insulina, questa sostanza incrementa la concentrazione di proteine in grado di attivare il trasportatore di glucosio del muscolo (GLUT-4) e di regolare il metabolismo energetico muscolare, come comprovato dalle recenti ricerche dell’Università degli Studi di Milano, pubblicate sulla rivista “Nutrition, Metabolism & Cardiovascular Diseases”. L’uso intenso e regolare del melograno, come frutto o come succo, porta poi a importantissimi effetti emo-fluidificanti. Il sangue fluido è condizione basilare affinché l’insulina possa circolare rapidamente e senza intralci all’interno del sistema cardiovascolare.

PATOLOGIA NOTA A PARTIRE DALL’ANTICHITÀ, NONOSTANTE NON ESISTESSE LO ZUCCHERO

A rinfresco della memoria, le prime notizie sul diabete sono datate 500 a.C, quando gli Egizi scrivono di una patologia caratterizzata da sete estrema e da iper-produzione di urina dolce. Il termine diabete deriva dal greco diabàinein (passare attraverso) e diabètes (sifone). La definizione mellitus (cioè miele) venne usata a partire dal 1700.

UTILIZZAZIONE DEL GLUCOSIO SECONDO LA NORMA

La situazione normale nei pasti è che il glucosio, assorbito e riversato nella circolazione sanguigna, provoca un rialzo della glicemia, accompagnato dalle secrezioni di insulina sufficienti a determinare una rapida assunzione, un rapido immagazzinamento e una rapida utilizzazione da parte di tutti i tessuti dell’organismo, ma soprattutto da parte del fegato, dei muscoli e del tessuto adiposo. Alla fine delle operazioni, la glicemia viene riportata ai normali valori fisiologici di 80-100 mg/dL, e il fegato immagazzina il 60% circa del glucosio prandiale per re-immetterlo nel sangue nelle condizioni di bisogno (digiuno mattiniero, digiuno terapeutico, attività fisica intensa, stress).

UTILIZZAZIONE PATOLOGICA E DIABETICA DEL GLUCOSIO

Nel diabete tutto questo non avviene. La glicemia sale e una parte dello zucchero in eccesso viene eliminata dal rene con le urine dando luogo alla glucosuria. La glicemia non si alza solo dopo i pasti ma anche durante il giorno, anche a digiuno. Dal 1979 la classificazione usata dalla medicina era Diabete mellito tipo 1 (giovanile, insulinodipendente, curabile con iniezioni insuliniche) e di tipo 2 (adulto, curabile con antidiabetici o ipoglicemizzanti orali e dieta). Dal 1997 la classificazione è diventata DM-1 autoimmune o DM-1 idiopatico, oppure DM-2 senza obesità e DM-2 con obesità.

QUESTA IMPORTANTE TESTIMONIANZA SI AGGIUNGE A QUELLE DELLA RECENTE CONFERENZA SUL DIABETE

Veniamo ora agli spettacolari miglioramenti evidenziati dal test sull’emoglobina glicosilata o sulla glicoemoglobina o sull’indice di controllo diabetico. Glicata o glicosilata significa emoglobina legata chimicamente al glucosio. Trattasi di un basilare test di laboratorio che evidenzia l’ammontare medio di glucosio nel sangue negli ultimi 2 mesi.

GLUCOSIO E INSULINA, GLICOGENESI E GLUCAGONE

Il glucosio è la maggior fonte di energia per la vita cellulare e viene trasportato ad ogni singola cellula (ne abbiamo 100 trilioni, ovvero 100 mila milioni nell’intero corpo). Le cellule non sono in grado di utilizzare il glucosio senza l’aiuto dell’insulina, ormone scoperto nel 1920 e prodotto nelle cellule pancreatiche Beta delle isole di Langerhans. L’ormone antitetico dell’insulina è il glucagone, che viene attivato quando c’è produzione epatica di glucosio (glicogenesi epatica).

UN TEST DI NOTEVOLE SIGNIFICATO

Il test dell’emoglobina glicosilata (ovvero test A1C) permette di sapere se lo zucchero nel sangue è normale oppure troppo alto. E’ il test più usato dagli operatori sanitari per stabilire la qualità del controllo metabolico degli zuccheri nel tempo in una determinata persona. La misura istantanea del glucosio nel sangue si chiama glicemia, e può essere fatta in proprio. Questo esame dimostra come diminuendo il valore dell’emoglobina A1C si possono ritardare o prevenire disturbi agli occhi (retinopatie), disturbi ai reni e disturbi al sistema nervoso.

VIETATO SFORARE IL TETTO DEL 7%

L’importante è che l’emoglobina glicata stia sotto la percentuale del 7%. Se sfiora l’8% siamo in zona patologica. Perché i valori stiano sotto il 7% occorre che negli ultimi 2 mesi si siano raramente superati i 150 mg/dL di glicemia pre-prandiale, tenendo presente la necessità di non scendere oltre i 60-70 mg/dL, onde evitare di incorrere nel rischio opposto, che è quello della ipoglicemia.

HAI SALUTE DA VENDERE E PUOI ANCHE PERMETTERTI UN BRINDISI

La salute di una persona è inversamente proporzionale ai livelli di emoglobina glicosilata. Direi che ce n’è abbastanza per festeggiare, e anche per fare qualche riflessione. Il dogma medico, secondo cui dal diabete non si guarisce, se ne esce piuttosto malconcio. Un anno di alimentazione vegana e i risultati conseguiti hanno davvero del miracoloso.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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