ZONA TUMORE E ZONA CANCRO

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VIVIAMO IN UN MONDO DI IMBROGLI E DI MISTIFICAZIONI

Come sempre accade, le parole hanno importanza fondamentale. Chiamare una cosa in un modo piuttosto che nell’altro, fa una enorme differenza. Chiamare un porcellino, porco e maiale, lo precipita senza remissioni nel primo macello del circondario, come accade da noi. Chiamarlo amico inseparabile dell’uomo e della famiglia, come succede in Medioriente, dove caracolla per i giardini, familiarizza con cane e gatto e scimmiette, si accovaccia simpaticamente sulle panchine, corre incontro affettuoso ai bambini ed al padrone, lo salva dai maltrattamenti e gli restituisce la dignità che si merita.

LA SOFISTICAZIONE DEL NON DISTINGUERE TRA UNA COSA E L’ALTRA.
TOGLIERE IL POTERE DELLA PAROLA ALLA GENTE SIGNIFICA TOGLIERLE LA LIBERTÀ, PAROLA DI CONFUCIO.

Chiamare vitamine naturali e vitamine sintetiche, col nome unico di vitamine.
Definire i minerali inorganici ed inassimilabili (vedi minerali delle acque dure, del suolo, di tutti i cibi cotti) allo stesso modo dei minerali organicati della frutta e delle verdure crude. Paragonare carboidrati industriali e lavorati, ovvero zuccheri e dolciumi, con zuccheri naturali della frutta al naturale. Chiamare proteine o addirittura proteine nobili, le proteine vietate di carne-latte-pesce, e proteine inesistenti o di scarto quelle che pure esistono nelle angurie e nei meloni, e in tutta la frutta del mondo, specie nelle carote e nei tuberi, sono tutte opere di mistificazione logica e linguistica. Esiste infatti un baratro di differenza tra ciascun termine elencato e il suo termine simile ma opposto. Chiamare latte, tutti i tipi di latte, dimenticando che ogni tipo di animale mammifero ha il suo latte con le sue specifiche funzioni naturali e le sue caratteristiche diversissime, è ulteriore bestemmia terminologica. Considerare poi l’umanità come normale consumatrice di latte a vita, come una razza che sfida le leggi naturali dello svezzamento, prolungando il medesimo dai 2 anni canonici agli 80 o ai 120 per chi ci arriva, è una ulteriore perla attribuibile agli Azzeccagarbugli delle stalle, dei macelli e dei caseifici. Togli il potere della parola alla gente equivale togliere la libertà, perché la costringi a seguire i tuoi ragionamenti e i tuoi concetti, diceva giustamente un tizio di nome Confucio, vissuto 2500 anni fa ai tempi del nostro Pitagora.

HAI MAI SENTITO UN MEDICO PARLARE DI VITAMINA NATURALE O DI MINERALE ORGANICATO?

Non sentirai infatti mai un medico dire che ti mancano vitamine naturali A o B o C, potrebbe andare incontro a radiazione dall’albo. Ti dirà che ti mancano vitamine, senza alcun aggettivo. Non è che lo faccia per semplificare le cose. Lo fa, ovvero lo deve fare, per imbrogliare le cose. Non lo sentirai mai dire ti mancano minerali organicati. Non lo sentirai mai dire ti manca acqua zuccherina biologica. Non sentirai mai un dietologo imbroglione dirti, adotta una dieta low-naturalcarb (una dieta a bassi carboidrati naturali) ma semplicemente una dieta low-carb, dove il termine carboidrato è unico ed onnicomprensivo. Rigorosamente una parola soltanto: porco, vitamina, minerale, proteina, latte, zucchero. Qualcuno penserà che sono un parolaio e che la tiro troppo per le lunghe. Cosa c’entra poi tutto questo col cancro? C’entra eccome. Lo vedremo subito.

LA PUTREDINE REALE, OVVERO IL CANCRO ESCLUSIVO DEI CARNIVORI DAL SANGUE BLU

Per la Scienza Igienistica, che è scienza e non tecnica come la Medicina, le parole tumore e cancro hanno un ben preciso e distinto significato. Nei tempi andati, i medici, non osavano staccarsi troppo dalla scienza igienistica, non confondevano le acque come quelli di oggi, e si parlava di tumore benigno e tumore maligno. La parola cancro non era ancora spuntata all’orizzonte. Nei secoli scorsi poi, ad ammalarsi di cancro erano solo i re e i dignitari di corte, ovvero quelli che avevano il privilegio esclusivo di mangiare la carne dei propri cavalli e dei propri armenti. I contadini poveri, i servi della gleba, ma anche gli artigiani, e i piccoli commercianti del periodo feudale, si accontentavano dei prodotti della terra e degli alberi, e magari integravano il tutto con qualche ovetto nel periodo invernale, o con qualche pollo a Pasqua e Natale, sempre a patto che i padroni di sangue blu, i valvassori e i valvassini, e poi i baroni e i conti, glielo concedessero. Mangiare carne faceva ammalare di cancro già allora, visto che i contadini erano sani e pimpanti, con le diete basso-proteiche naturali della modesta vita campagnola di allora, mentre i regnanti finivano uno dopo l’altro preda della cosiddetta putredine, un male nel quale il sangue e i tessuti imputridivano. Non era un caso se i consumatori esclusivi di carne diventavano alla fine vittime esclusive e privilegiate della putredine, al punto che tale malattia venne chiamata Putredine reale, ovvero cancro.

LA DIFFERENZA TRA TUMORE E CANCRO È COME QUELLA TRA UN TRULLO DI ALBEROBELLO E IL MONTE BIANCO

Tornando ai giorni nostri, la differenza tra un tumore e un cancro equivale alla differenza che esiste tra un trullo di Alberobello e il Monte Bianco, o tra un rigagnolo di campagna e il Po. Questo gli igienisti naturali lo sanno bene. Il tumore (sempre benigno, se non è degenerato e se non colpisce certi organi delicatissimi) non deve spaventare. E’ un sintomo di altra malattia chiamata intossicazione avanzata, o chiamata ossidazione avanzata (da radicali liberi). E’ un sintomo come la febbre, come il mal di testa, come il raffreddore, come il grasso in più della gente sovrappeso. Se hai la febbre, essa arriva perché il problema sta nell’intestino, o nel sangue carico di leucociti, perché ogni volta che mangi il veleno carne scatta la leucocitosi. Stessa cosa per il mal di testa. Se hai il grasso, non devi intervenire sul grasso, ma sul meccanismo che ti fa accumulare l’adipe. Il tumore localizzato dunque non è malattia, ma salute alterata, ovvero benettia. Esso è un sintomo. Una costruzione logica e illuminata del sistema immunitario. Una barriera difensiva. Una ultima ratio. Un punto prescelto dalla CIA interna per concentrare determinati veleni che andando in circolo farebbero insopportabili danni.

SERVE UNA NUOVA CULTURA, TOTALMENTE DIVERSA DA QUELLA MEDIOEVALE DELLA MEDICINA

Il corpo non va mai contro se stesso. Il corpo tende a guarire, non a peggiorare, a condizione però che si cambi stile di vita e che si interrompa il circolo vizioso di avvelenamento. La situazione è diversa solo quando si è in stato di cachessia, di putrefazione avanzata del sistema, dove le cellule non ricevono più nutrimento e non si ripuliscono più. La malattia che causa tumori e talvolta cancri, ha un nome preciso, ed è avvelenamento, degenerazione cellulare. Fregarsi le mani, se ti ritrovi con un tumore? Certamente che no. Meglio stare sempre in salute. Disperarsi? Certamente che no. Dirsi semmai: Che culo, ragazzi, mi è andata bene. Faccio in tempo a cambiare radicalmente vita e a recuperare. Ma per fare questo tipo di ragionamento serve cultura. La cultura giusta. Non certo la cultura medicale del terrore e dell’intervento a tutti i costi, tipica della medicina di questi ultimi anni.

I PERICOLI INSITI NEL TOCCARE CHIRURGICAMENTE E CHEMIOTERAPICAMENTE UN TUMORE.
UNA BOMBA INNOCUA SE LASCIATA IN PACE. UNA BOMBA DA DISINNESCARE CON MILLE ATTENZIONI.

Il tumore benigno è come una bomba. Tranquilla e innocente finché nessuno la tocca e la sbatte violentemente. L’unica cosa saggia da fare è lasciarla al suo posto, oppure disinnescarla con metodo scientifico. Anche perché toccare chirurgicamente o chemioterapicamente un tumore, significa mandare in circolo i veleni in esso depositato, e creare le basi per altri punti critici, mediante quel fenomeno, purtroppo inarrestabile e letale che si chiama metastasi.
La scienza igienistica ha da tempo descritto per filo e per segno il tumore difensivo, in sei passi precisi, chiamati enervazione (indebolimento), toxemia (intossicazione), infiammazione della parte prescelta dal sistema, ulcerazione, indurimento.

  • Ammazza che odio contro i medici.. che non l'hanno fatta entrare a medicina a suo tempo?

  • Salve, a proposito di cancro, non di tumore,è interessante l'esperienza e la terapia del dottor Gerson che con il suo lavoro ha salvato moltissime persone perfino in fase terminale… oggi il suo lavoro prosegue attraverso l'impegno della figlia e di una sua ex paziente.La loro clinica si trova in Messico perchè l'America e le lobbies farmaceutico ospedaliere, hanno fatto in modo che non potessero salvare vite sotto la bandiera a stelle e strisce… Anche il suo metodo è principalmente vegetariano e rivolto alla disintossicazione del corpo ammalato da accumuli di sostanze nocive,utilizzando un importante adiuvante per disintossicare l'organismo, dei clisteri a base di caffè che aiutano la disintossicazione e l'eliminazione delle scorie nocive, sempre affiancata da tantissimi succhi spremuti e una particolare dieta. Vorrei sapere che cosa ne pensa. Grazie Annalisa