IL PESCE È PEGGIO DELLA CARNE

Pubblicato il Pubblicato in Salute & Alimentazione

DA DOCUMENTO DI FRANCO LIBERO MANCO  (Sintesi e sottotitoli di VV)

CARNE GRASSA E CANCEROGENA ANCHE SE VIENE DAL MARE

Dopo le allarmanti dichiarazioni degli ultimi tempi da parte dell’OMS sulla cancerogenicità della carne, molti probabilmente si verseranno sul consumo di pesce, convinti che questo sia meno dannoso della carne. Ma il pesce è carne grassa come ogni altra carne animale. Essa contiene grassi saturi in quantità anche maggiore della stessa carne. Il grasso del pesce fa ingrassare allo stesso modo della carne di maiale.

GAMBERI, CROSTACEI E DENATURAZIONE DEGLI OMEGA 3 MEDIANTE COTTURA

Gamberi e crostacei poi contengono il doppio di colesterolo rispetto alla carne di manzo. Non va poi scordato che il pesce, per motivi di sicurezza e di sapore, deve essere sottoposta a una cottura che produce denaturazione degli Omega 3 e che inattiva gli enzimi digestivi.

ALLEVAMENTI INTENSIVI, FARMACI, ORMONI E SOSTANZE CHIMICHE

Il 70% del pesce consumato in Italia proviene dall’estero. Il 40% poi è da allevamenti intensivi e quindi carico di additivi chimici, di farmaci, ormoni, antibiotici e varie altre sostanze chimiche.

100 KG DI SARDINE PER OTTENERE 10 KG DI BRANZINI

Occorre anche sapere che per 10 kg di spigole o branzini di allevamento bisogna sacrificare 100 kg di sardine catturate in mare. Occorre sapere che ogni 10 pesci catturati 8 vengono ributtati in mare, morti o agonizzanti. Occorre sapere che tra non molto non vi sarà più pesce da pescare perché i grandi pescherecci distruggono i fondali e la predazione sistematica lascia gli oceani senza vita. Occorre sapere che gli allevamenti ittici distruggono l’habitat marino per l’azoto scaricato in mare e la conseguente crescita anomala delle alghe.

LA STRAGE DI MINAMATA DOVREBBE FAR RIFLETTERE

Poi ci sono le immense quantità di mercurio che le industrie scaricano nel mare (circa 10.000 tonnellate all’anno) che passa facilmente dal pesce nell’organismo umano. È bene ricordare la strage di Minamata (Giappone) del 1952 dove morirono 77 persone ed altre 360 rimasero invalide per aver mangiato pesce ricco di mercurio. Nei pesci sono state trovate quantità enormi di pesticidi e di metalli pesanti, come piombo, mercurio, cadmio, oltre residui di scarichi industriali che finiscono in mare, nei laghi e nei fiumi.

MERCURIO, CADMIO, ZINCO E PIOMBO

Il mercurio è una potente neurotossina in grado di interferire nello sviluppo del cervello riducendo l’intelligenza specialmente dei bambini e che provoca danni al sistema nervoso. Secondo la FDA, Food and Drug Administration, il mercurio contenuto nel grasso può causare malformazione nei neonati, danni renali, deficienza mentale, cancro. Il cadmio comporta disfunzioni renali e sessuali, decalcificazione ossea, cancro. Lo zinco può procura effetti dannosi alla circolazione sanguigna, all’apparato digerente, ai reni, ai polmoni, al pancreas e al sistema riproduttivo. Il piombo oltre ad ostacolare lo sviluppo dell’intelligenza nei bambini, negli adulti è causa di ipertensione, di malattie cardiovascolari, di cancro ai polmoni, allo stomaco e al cervello.

VERMI, TENIE E PARASSITI NON MANCANO

Poi c’è il pericolo di intossicazione anisakis, piccoli vermi che si trovano nell’intestino di molti pesci, come aringhe, sgombri, merluzzi, acciughe, pesce sciabola, pagello, nasello, totani, rana pescatrice, pagaro, pagello, il San Pietro e in alcune altre specie di pesce azzurro.

L’IMPORTANZA DI UNA CREATURA NON SI VALUTA IN BASE ALLE SUE DIMENSIONI

Eticamente è altrettanto grave consumare del pesce al posto di carne terricola. Non è corretto stabilire il valore di un qualsiasi creatura in base alle sue dimensioni corporee. Mentre con la carne di una mucca o di un maiale si nutrono, anche se malamente, centinaia di individui, per il pesce è necessario sacrificare molti più soggetti ittici per sfamare una minoranza di bipedi.

ISTRUZIONI FUORVIANTI DA PARTE DEI NUTRIZIONISTI

Le raccomandazioni di certi nutrizionisti di consumare pesce almeno 2-3 volte a settimana per garantirsi Omega 3, oppure di ricorrere a pastiglie di olio di pesce, è semplicemente fuorviante. Solo alcuni tipi di pesce contengono modeste quantità di Omega 3. I benefici per la salute umana non sono affatto dimostrati o al limite sono trascurabili, mentre i danni alla salute per il consumo di pesce e i disastri ambientali causati dalla pesca sono ben documentabili.

IL CASO SERVAN-SCHREIBER DOVREBBE FAR RIFLETTERE

Ricordiamo come il dr David Servan-Schreiber, giovane e ricchissimo docente di medicina, in contemporanea alla Sorbona, a Miami e a Toronto, grande produttore e consumatore di pesce e di pastiglie ittiche, sia scomparso a 49 anni per cancro al pancreas, pur circondato dal meglio del meglio dei medici mondiali!

GLI OMEGA 3 INNOCENTI E SALUBRI NON MANCANO IN NATURA

Gli Omega3 del resto si trovano abbondanti e cruelty-free in natura, nei semi di lino, cereali integrali, noci, avena, nocciole, mandorle, pinoli, broccoli, lupini, lattuga, radicchio, cavolo, alghe, olio di oliva, lenticchie, ceci, fagioli, fagiolini, piselli, soia, tofu, germogli, crescione, nonché la portulaca, pianticella ubiquitaria orticola definita anche il pesce grasso dei vegetariani.

Franco Libero Manco e Valdo Vaccaro

  • Ho pensato che questa volta,invece del solito commento che lascia il tempo che trova,avrei potuto fare qualcosa di concreto per cercare di cambiare almeno di un infinitesimo questo mondo contorto; ci ho messo un po'a trovare quello che faceva al caso mio,ma alla fine credo di averlo trovato:perché non andare in un centro per la macrobiotica a rompere le scatole con una copia di questo articolo? Non è forse vero che ultimamente i loro scaffali si stanno rapidamente riempiendo di prodotti a base di pesce? Mah,molti di loro sono anche pescatori…chissà come reagiranno! E quando masticheranno lentamente ogni boccone ittico,cosa penseranno avendo letto (spero),questo articolo? Magari faranno come la Mc Donald,quando alle critiche feroci risposero aggiungendo nei loro fetidi panini…ma si,una foglia di insalata in più. La salute innanzitutto. Vado subito a stampare.

  • Nel suo articolo "il buono ed il cattivo della macrobiotica" ( 8 novembre), Valdo espose delle critiche alla stessa, ormai nel lontano 2012. Ci furono commenti vari, ma nel frattempo la discussione è continuata con altri post da parte di aderenti di Pianesi. Me ne sono accorto oggi ed ho ivi inserito un commento volto a dire loro un paio di cosine, visto che agli stessi le posizioni di Valdo non erano piaciute affatto. In quell'articolo ci giungono per forza di cose varie persone per il semplice motivo che se uno digita macrobiotica, esce quel vecchio articolo che Valdo scrisse qualche anno fa. Ho pensato che non era sbagliato mettere sull'avviso qualcuno che magari si venisse a trovare per caso da quelle parti.