ADENOCARCINOMA RETTALE E STRATEGIE RICOSTRUTTIVE NEL POST-OPERATORIO

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LETTERA

MI SONO IMBATTUTA NEL SUO BLOG IN RITARDO

Buongiorno dr Vaccaro. Vorrei subito esprimerle tutta la mia stima e farle i complimenti per la chiarezza e la professionalità con cui espone i suoi pareri. Purtroppo però mi sono imbattuta nel suo blog solo dopo aver intrapreso quella che lei ha chiamato la via crucis.

OGGI MI RITROVO PENTITA E PIENA DI SENSI DI COLPA

Ora mi ritrovo con enormi sensi di colpa per essermi fatta sopraffare dalla paura. Per essermi lasciata andare, dominata dal senso di apatia generale in cui mi trovavo nel periodo in questione, per cui la cosa mi lasciava totalmente indifferente, quasi come la cosa non riguardasse me ma un’altra persona. Proprio io che avevo abbandonato già da molti anni la medicina ufficiale avvicinandomi alle terapie alternative.

ADENOCARCINOMA RETTALE, ASPORTAZIONE, CHEMIO, RADIO ED ALTRO ANCORA

La mia storia? 54 anni, tre anni fa diagnosi di adenocarcinoma rettale con metastasi epatica, seguita da chemioterapia, radioterapia, intervento chirurgico con asportazione totale del retto, ileostomia con sacca portata per un anno, chemioterapia adiuvante (ridotta per fortuna a 4 cicli anziché 6 e con dosi minori, a causa del basso livello di globuli bianchi), ricanalizzazione, follow up ancora in corso con TC e RMN alternate ogni 5/6 mesi.

INTESTINO SOVVERTITO E ORE IN BAGNO, MENTRE I MEDICI FANNO SPALLUCCE

La salute ora è relativamente buona. Sono abbastanza serena e fiduciosa anche se non so quale futuro mi aspetti. Il problema enorme è che mi ritrovo con un intestino, già problematico ed irritabile in precedenza, ma ora estremamente e costantemente irritato, per cui, anche per motivi meccanici dovuti al restringimento del canale di evacuazione, passo ore e ore in bagno. Indovini cosa succede quando chiedo aiuto ai medici? Fanno spallucce, visto che ormai il danno è fatto!

COSA MANGIARE?

Tutto questo ovviamente non è senza conseguenze fisiche e psicologiche in quanto condiziona pesantemente la mia esistenza. Non ho più la possibilità di passare tanto tempo fuori di casa e mi resta pure poco tempo da dedicare alle altre cose, come alla cucina. E qui veniamo al dunque. La domanda che mi pongo è la seguente: cosa mangio?

TUTTO SEMBRA PROVOCARE SCONVOLGIMENTO INTESTINALE

Negli anni passati avevo già ridotto drasticamente il consumo di carne e latte preferendo legumi e verdure, ma dalle sue tesine ho capito che comunque le cucinavo troppo e male. La nutrizionista dell’ospedale, mi ha detto di creare da me una dieta testando i vari cibi per vederne l’effetto sull’intestino. Il fatto è che tutto sembra provocare uno sconvolgimento totale e quindi, pur volendo attenermi il più possibile al suo schema alimentare piuttosto estremo, dr Vaccaro, devo purtroppo limitare l’assunzione di verdure, legumi (rigorosamente passati), alcuni frutti, cibi integrali e simili.

NON GRADISCO I FERMENTI LATTICI

Vorrei, se possibile, avere da lei qualche indicazione su cosa è meglio evitare e cosa da preferire e anche un parere sull’uso dei fermenti lattici, perché non mi è chiaro se servano realmente oppure no. In una tesina lei consigliava lo yogurt ma a me non piace.

SOSPENSIONE ESAMI CLINICI

Gradirei anche sapere cosa ne pensa della mia decisione di sospendere gli esami clinici, TC in particolare, o almeno di effettuarli con tempi molto più lunghi contro il parere dei medici naturalmente, per non infierire oltre con radiazioni e mezzi di contrasto sull’organismo in ogni caso già compromesso, decisione difficile da prendere per l’assunzione di responsabilità che comporta. La ringrazio infinitamente se vorrà prendere in considerazione la mia lettera e se dovesse decidere di pubblicarla le chiederei di tagliare i particolari più intimi. Le auguro ogni bene.
Emilia

*****

RISPOSTA

I MEDICI CHE ALZANO LE SPALLUCCE

Ciao Emilia. “Stai pure bene! Sei pure viva e vegeta! Ti abbiamo salvata dal disastro interno che avevi. Che vuoi di più! Si è trattato di un magnifico e brillante intervento chirurgico, classificato tra quelli di maggior successo ai fini delle statistiche di sopravvivenza. Accontentati dunque e smettila di lamentarti. Ora ti continuiamo a seguire e ad assistere onde evitare che ci siano complicazioni e recidive. Che altro vuoi?”. Questi i pensieri che albergano probabilmente nei tuoi medici curanti.
Alzare le spallucce e disinteressarsi dei tuoi attuali problemi concreti nella vita quotidiana fa parte della routine.

NESSUNO CONTESTA LA BRAVURA E L’ABILITÀ CHIRURGICA DEI MEDICI

Il tuo caso è la fotocopia di tanti altri simili. Leggi pure la mia tesina “Ritorno a vita sana dopo intervento al seno e allucinante ciclo radioterapico“. Diversa area del corpo ma identiche problematiche successive alle mutilazioni oncologiche. Non si tratta di imperfezioni da sala operatoria. Non si tratta di ripulire la neoplasia da cellule cosiddette maligne senza toccare e compromettere quelle cosiddette benigne. L’abilità dei chirurghi è già formidabile.

L’ERRORE FONDAMENTALE STA NELLA CURA DEL SINTOMO

Il problema sta tutto nell’errore di base che è quello di asportare il sintomo tumorale e di bombardarlo con radio e chemio onde prevenire le recidive, ignorando che tutte le manifestazioni del corpo, sempre motivate, sempre giustificate e sempre intelligenti, vanno capite e rispettate, ignorando che scagliarsi a occhi bendati come furie contro qualcosa che non si conosce è quanto di più assurdo e fallimentare si possa fare. Il problema sta nel disattivare la tumorosità del soggetto e i fattori causanti, e nell’intraprendere una paziente e determinata azione di stop alla crescita, un’azione di riassorbimento e di autolisi.

CI SONO DEI PROBLEMI URGENTI E CONCRETI DA RISOLVERE

Ma queste considerazioni, al momento presente non ti aiutano troppo. Tu hai dei problemi concreti ed immediati da risolvere, ed anche dei problemi futuri in prospettiva. Hai necessità di stare meno in bagno e di poterti muovere in serenità e sicurezza, in pieno possesso delle tue funzioni. Hai voglia insomma di vivere in condizioni accettabili.

NESSUNA GUARIGIONE POSSIBILE DA FONTI ESTERNE

Nessuno al mondo è guaritore. Nonostante le devastazioni subite, l’unico soggetto in grado di guarirti rimane il tuo corpo martoriato, le tue risorse interne residuali messe a durissima prova dall’intervento e dalle cure che stai tuttora sperimentando.

RIBELLARSI ALLE CURE IN CORSO NON È NECESSARIAMENTE LA SOLUZIONE MIGLIORE

In effetti il mio blog e le mie risposte in taglio igienistico non vanno intese come una specie di pronto soccorso alternativo. Non chiedermi se fai bene a interrompere le cure in corso. Non possiedo la sfera di cristallo per dirti cosa è meglio e cosa è peggio. Tu stessa hai percepito che si tratta anche di assumersi delle responsabilità morali e legali di fronte a casi delicati. Credo che ribellarsi a cure quasi ultimate non abbia molto senso. Occorreva eventualmente farlo prima.

OGNI DIETA VA RAPPORTATA ALLE REALI CONDIZIONI DEL PAZIENTE

Tu definisci la mia dieta come estrema e su questo non mi trovi d’accordo. Non basta leggere un paio di tesine e tirarne fuori una schema. Il giudizio si fa valutando  il blog nell’assieme e catturandone l’essenza. Scrivo tutti i giorni che non vanno seguiti schemi fissi. La dieta che propongo è vegetarian-crudista tendenziale o vegan-crudista tendenziale per i più avanzati, ma non manco di aggiungere che essa, oltre a tendenziale, deve essere sostenibile e personalizzata, ossia rapportata alle reali condizioni ed esigenze di ciascun soggetto, che sono sempre uniche ed irripetibili, oltre che variabili.

CONCENTRARSI SULLE COSE DA FARE

Il programma urgente per te è quello di ricreare al tuo interno una minima condizione di ricettività gastrointestinale, nonostante le difficoltà meccaniche e biochimiche causate dal bisturi e dai farmaci. Serve in pratica un progetto ricostruttivo avente per obiettivo il recupero della normalità o almeno di una percentuale soddisfacente di normalità, rapportata a quanto permette il convento. Per arrivare a questo occorre una politica alimentare saggia, prudente, capace di riportarti passo dopo passo su livelli accettabili e sostenibili. Non serve dare spazio a sensi di colpa e a rivendicazioni anti-mediche. Voltare pagina e pensare in positivo è una necessità assoluta.

PROVARE E RIPROVARE ALLA RICERCA DEL MIGLIORE EQUILIBRIO POSSIBILE

Finché si è in vita, agisce dentro di noi un corpo autoguarente che aiuta progressivamente a recuperare, a cicatrizzare, a ridare funzione, a trovare qualche forma di accomodamento. Devi, come suggerito saggiamente dalla nutrizionista ospedaliera, provare e riprovare, sperimentare e verificare. Devi ripartire da zero, usando cibi consoni che non ti mettano in difficoltà. Estratti freschi di carota, sedano e ananas, succhi d’uva, succhi di mirtillo, succhi di melagrana o di pompelmo allungati con acqua vanno benissimo lontano dai pasti, idem per tisane alla salvia, all’ortica, alla menta, alla camomilla. Carote, cavoli, patate, rape, finocchi crudi, insalatine tenere e crude masticate lentamente vanno tutte bene, ma sempre andando per gradi e verificando i risultati come si fa coi bambini piccoli.

RIPULIRE E NUTRIRE NEL CONTEMPO

Il ricorso a minestre di verdure non stracotte, a purea di patate, a verdure saltate in padella, a insalata di patate e cipolla cruda ben masticata, a fagiolini con aglio tagliuzzato, a pappe di cereali leggeri come il miglio, il grano saraceno e il riso, a polentine e simili utilizzando anche la farina di castagne, può essere valido in questa fase transitoria di emergenza, sempre in vista di quella dieta vegetarian-crudista citata all’inizio, sempre in vista di quella dieta fruttariana capace di ripulirti e di nutrirti nel contempo, di quella dieta fruttariana che il dr Max Gerson usava per riportare a galla non solo i reduci dalla sala operatoria, ma persino dei malati terminali scartati dai reparti ospedalieri.

DIGERIRE BENE COME PRIORITÀ ASSOLUTA

Piuttosto che deperire per caduta calorica, meglio ricorrere anche ad eventuali cibi concentrati ed innocentemente trasgressivi, anche se questo non rappresenta il massimo e non fa parte del mio tipico bagaglio istruttivo. Non è escluso che ti serva anche il ricorso provvisorio a dei cibi concentrati, o persino a dei supporti di provenienza animale, tipo formaggi freschi, ricotte, mascarponi, o da derivati della soia tipo il tofu e lo yogurt vegetale, il gelato alla soia. Qualsiasi cosa che tu assumi deve essere sperimentata prima in quantità minime, per poi incrementarla allorquando ti accorgi che è confacente con le tue possibilità digestive. Digerire bene senza problemi è pertanto una priorità assoluta.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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