ACROMEGALIA E GIGANTISMO ALLA PRIMO CARNERA

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LETTERA

RISOLTA AL MEGLIO LA NEFRITE DI MIO MARITO

Caro Valdo, noi ci siamo già sentiti per mio marito che aveva una tremenda nefrite e in tre anni ne è venuto fuori e sta molto meglio.

UN CASO DI ACROMEGALIA

Ti scrivo per un carissimo amico di circa 35 anni, al quale è stata diagnosticata una acromegalia con tumore ipofisario. Da due anni ha cominciato ad avere manifestazioni di gigantismo, per cui i piedi, le mani, il torace, la mascella, i denti, le sopracciglia sono aumentate notevolmente.

TENTATIVO DI MIGLIORIE PER VIA ALIMENTARE

Vorrebbe operarsi perché pare che sia la soluzione migliore, però vorrebbe provare prima qualche mese con l’alimentazione. Puoi dargli dei suggerimenti sul come fare. Grazie infinite.
Giusi

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RISPOSTA

ECCESSO DI GROWTH HORMONE E ACROMEGALIA

Ciao Giusi. Acromegalia deriva dalla lingua greca e significa letteralmente estremità (akros) grandi (megas o megalos). Si tratta di una sindrome clinica, che si determina dopo anni di prolungata esposizione dell’organismo a elevati livelli circolanti di ormone della crescita o growth hormone (GH) e del suo mediatore periferico che è l’insulin like growth factor tipo 1 (IGF-1 o somatomedina C), emesso dal fegato.

IPERSOMATOTROPISMO E CRESCITA IRREGOLARE

L’ipersomatotropismo, o acromegalia, è provocato da un’eccessiva secrezione di GH da parte dell’adenoipofisi. Gli effetti patologici di questa ipersecrezione sono provocati direttamente dal GH, in quanto induce una resistenza periferica dei tessuti all’insulina che genera iperglicemia. Nella cronicità ciò induce a diabete mellito. Il GH stimola inoltre la produzione epatica di IGF-1, o di Somatomedina C. L’IGF stimola la sintesi proteica, la proliferazione e la differenziazione cellulare, la crescita condrogenica. In caso d’ipersecrezione si assiste ad una crescita irregolare di alcuni organi.

EFFETTI TIPICI DELLA MALATTIA

Le espressioni più caratteristiche di malattia sono l’ingrandimento delle mani e dei piedi, l’allargamento del naso e delle labbra, l’aumento del volume della lingua, il prognatismo con conseguente malocclusione dentale, tutti segni che determinano una modificazione dell’aspetto del paziente ben evidenziabile dal confronto di fotografie eseguite nel corso degli anni. Il paziente è costretto a modificare la misura di anelli e di scarpe. Vittime di questa patologia furono personaggi celebri come Primo Carnera.

SUDORAZIONE ECCESSIVA E DOLORI ALLE ARTICOLAZIONI

Altri sintomi frequentementi presenti nel paziente affetto da Acromegalia sono la sudorazione eccessiva, la cute oleosa, la presenza di multipli fibromi cutanei, la sindrome del tunnel carpale, la stanchezza muscolare, dolori alle articolazioni, abbassamento del tono della voce, difficoltà respiratorie notturne di tipo ostruttivo. Tra le modificazioni metaboliche più frequenti è da ricordare l’alterazione del metabolismo glucidico con l’insorgenza a volte di franco diabete e l’aumento del livello dei trigliceridi.

IPERTROFIA E GIGANTISMO NEI VARI ORGANI DEL CORPO

Altri organi e apparati risentono dell’aumentata produzione di ormone della crescita, quindi è frequente il riscontro di patologia nodulare della tiroide, aumento di dimensioni del fegato (epatomegalia) e del cuore con conseguente alterazione anche sulla loro funzione.

TERAPIA DEGLI ADENOMI IPOFISARI

La terapia degli adenomi ipofisari GH-secernenti può essere chirurgica, radioterapica o medica. Essa è finalizzata a:

  • Rimuovere la neoplasia o ridurne il volume,
  • Sopprimere l’ipersecrezione ormonale,
  • Risolvere o almeno limitare insorgenza e progressione delle complicanze.

Attualmente, la terapia chirurgica rappresenta l’opzione terapeutica di prima scelta, soprattutto in presenza di microadenoma ipofisario (con diametro cioè, inferiore ad 1 cm). In questo caso, infatti, i risultati della neurochirurgia sono buoni, con percentuale di guarigione di circa 80%.

CI SONO GUARIGIONI E GUARIGIONI

Ovvio che suddette considerazioni sono di origine curomane e medico-chirurgica e quindi di parte. Al di là dei dati statistici spesso manipolati a piacere, sappiamo benissimo cosa significhi guarigione in termini medici. Significa il più delle volte superare vivi l’intervento, poco importa in quale stato qualitativo di salute e per quanto tempo. Significa uso di farmaci invasivi prima, durante e dopo l’intervento. Significa ricorso alla chemio ad evitare il solito fenomeno delle recidive. Significa lasciare intatto al suo posto il fattore causante, ossia la tumorosità del sistema, che dovrebbe invece rappresentare l’obiettivo specifico per puntare a una vera guarigione.

SOLUZIONI IDEALI NELLA VISUALE DELLA SCIENZA SALUTISTICA

Chiaro che un bel digiuno porterebbe a risultati ben diversi, con autolisi degli adenomi, senza provocare effetti collaterali e senza decapitare la funzionalità e la potenza del sistema immunitario.
L’adozione di una dieta tendenzialmente crudista, con ampio uso di mirtilli, cavoli, cavolini, tarassaco, sedano, ortiche, bietole carote, crescione, fragole, pesche, spinacio, meloni, uva, porterebbe  a ulteriori miglioramenti. Il tutto in linea con la tendenza irresistibile del corpo alla remissione spontanea, fatto più comune e frequente di quanto si creda, e all’autoguarigione.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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