ADENOCARCINOMA, ASCITE E VITA LEGATA A UN FILO

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LETTERA

VERSO LA TERZA CHEMIO

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Spett. dr Vaccaro, Allego i referti di mio figlio, anni 47. Come può vedere la sua sorte è attaccata ad un filo. Ha già fatto due serie di chemio. Il giorno 25 di questo mese sarà fatta la TAC decisiva. Se la chemio non avrà arrestato l’acqua nello stomaco non ci saranno più speranze. Si dovranno cercare cure alternative.

PRELEVAMENTO DI CINQUE LITRI D’ACQUA A SETTIMANA

Da circa due mesi, ogni settimana gli vengono levati circa 5 litri di acqua. Attualmente sta facendo una dieta quasi del tutto alcalina. Graditissimo un Suo autorevole parere. Un padre in pena. Saluti.
Giuseppe da Ravenna

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RISPOSTA

TUMORE GHIANDOLARE ALLO STOMACO

Ciao Giuseppe. Vediamo innanzitutto di sintetizzare e semplificare possibilmente le informazioni che ci offre la medicina chirurgica. Il tumore allo stomaco origina, in più del 90% dei casi, dalle cellule epiteliali formanti la mucosa rivestente la porzione interna dell’organo, e dalle ghiandole che si trovano alloggiate tra di esse. prende perciò il nome di adenocarcinoma, ossia di tumore ghiandolare da adenos=ghiandola. Il restante 10% origina invece dalle cellule immunitarie, cioè dai linfociti ivi residenti, ed è chiamato linfoma gastrico.

TRE TIPI DI ADENOCARCINOMA

Si possono distinguere tre tipi di adenocarcinoma.

  • Ulcerativo, cioè sanguinante e polipoide,
  • Carcinoma in situ, limitato alla sola mucosa, e quindi ancora guaribile con il semplice intervento chirurgico,
  • Early gastric cancer, tumore gastrico iniziale e limitato esclusivamente alla mucosa e alla sottomucosa dello stomaco, quindi anch’esso curabile. Il termine iniziale è usato per indicare uno stadio del carcinoma gastrico in cui esso è ancora guaribile, con percentuali di sopravvivenza a 5 anni superiori al 90% e a 10 anni superiori all’80%. Per il più raro advanced gastric cancer si intende invece un tumore in stadio avanzato, che si estende oltre la tonaca muscolare, quindi supera la sottomucosa.

DIFFUSIONE TRAMITE METASTASI

Tutte le zone dello stomaco possono essere colpite e la diffusione delle metastasi avviene di regola molto precocemente. Ci può essere:

  • Diffusione per contiguità a strutture vicine come pancreas, fegato, colon e milza,
  • Diffusione attraverso il sistema linfatico, prima ai linfonodi dello stomaco e po a quelli di fegato, pancreas ed aorta addominale,
  • Diffusione attraverso il sangue, al fegato, poi a polmone, ossa e cervello,
  • Diffusione attraverso il peritoneo alle ovaie nella donna e ai testicoli nell’uomo.

SINTOMI

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Il tumore allo stomaco può decorrere per lungo tempo asintomatico o con sintomatologia lieve, così da ostacolare spesso la possibilità di una diagnosi tempestiva. Trascorrono in media 6 anni tra la comparsa dei primi sintomi e i primi riscontri medici. Nella maggior parte dei casi i primi sintomi sono rappresentati da disturbi digestivi.

  • Vago senso di fastidio e di pienezza,
  • Bruciore di stomaco,
  • Rigurgiti di cibo e di materiale acido,
  • Eruttazioni,
  • Digestioni prolungate,
  • Nausea e vomito,
  • Facile affaticamento,
  • Stati febbrili prolungati,
  • Perdita di peso,
  • Anoressia o generica mancanza di appetito,
  • Emorragia fecale,
  • Anemia sideropenica,
  • Comparsa di edemi con ritenzione di liquidi e gonfiori alle caviglie per carenza proteica,
  • Diarrea frequente,
  • Iper-pigmentazione,
  • Ipertrofia ovarica femminile,
  • Ipertrofia ossia ingrossamento dei linfonodi,
  • Ipertrofia del fegato,
  • Pallore derivante da anemia,
  • Mancanza di forze,
  • Ascite, ovvero formazione abnorme di liquidi nell’addome.

TUNICHE SOVRAPPOSTE E MUCOSA GASTRICA SUDDIVISA IN TRE STRATI

Come le pareti del tubo digerente, anche le pareti dello stomaco sono formate da più tuniche sovrapposte. La mucosa gastrica è lo strato più interno dell’organo, per cui si affaccia direttamente sul lume dello stomaco, a stretto contatto con i prodotti della digestione. Procedendo verso l’esterno, sotto la mucosa gastrica, si incontrano le rimanenti tuniche che sono la sottomucosa, la muscolare e la sierosa, definita anche rivestimento sieroso peritoneale. La contrazione dei muscoli gastrici è fondamentale per favorire il rimescolamento del bolo e lo svuotamento dello stomaco. La mucosa gastrica tappezza internamente la cavità dell’organo e a sua volta può essere suddivisa in tre strati denominati epitelio, lamina propria e muscolaris mucosae.

INSULTO DEI SUCCHI DIGESTIVI E ULCERA GASTRICA

La secrezione di muco e di bicarbonato è essenziale per proteggere la mucosa gastrica dall’insulto dei succhi digestivi acidi secreti dalle proprie ghiandole. Quando questa coltre protettiva viene erosa dall’acido cloridrico, un’area più o meno estesa della tonaca mucosa subisce la digestione del succo gastrico iper-acido, e l’area lesa prende il nome di ulcera gastrica.

STOMACO PUNTO DEBOLE E SOMATIZZAZIONI

Lo stomaco è facilmente il punto debole di molti di noi ed è legatissimo ai conflitti spirituali, ai traumi emotivi, allo stress del vivere, per cui si parla spesso di somatizzazione e di scarico dei problemi sull’organo più delicato e vulnerabile. Ovvio che le responsabilità gastriche derivano pure  dall’abuso di vaccini, di farmaci e di integratori, nonché dalla errata alimentazione che altera il pH digestivo, la flora batterica e l’equilibrio enzimatico. C’entra anche il fattore stagionale. Le variazioni di clima, di pressione e di umidità condizionano sia il lavoro del fegato, del sistema nervoso e del sistema ghiandolare, rendendo più laboriose le funzioni digestive.

COFATTORI SCATENANTI

Oltre ai citati fattori irritanti, esistono molteplici cofattori scatenanti come il cibo eccessivo e inadeguato, l’ansia, il fumo, l’alcol, il caffè, le amalgami dentali capaci di alterare i processi digestivi.

RIMEDI DELLA MEDICINA NATURALE

L’alimentazione svolge un ruolo chiave nella cura della gastrite. L’imperativo è evitare gli eccessi, non saltando nemmeno un pasto, soprattutto la colazione, scegliendo una dieta equilibrata e ricca di crudità e di cibi freschi, mangiando lentamente e con moderazione. Niente abbuffate. Niente pasti al volo. Niente spezie troppo saporite. Niente fritti. La Medicina Naturale apporta dei particolari ignoti ai medici allopati che, salvo rare eccezioni, di malattie ne capiscono proprio poco tant’è che non riescono a sanare i loro pazienti.

LABORATORIO ELETTROCHIMICO PRINCIPE DEL CORPO UMANO

L’apparato gastrointestinale, e in particolare l’intestino, è considerato giustamente il laboratorio elettrochimico principe del corpo umano. È da esso che si diramano le sostanze nutrizionali per i 100 trilioni di cellule del corpo umano. Quando vi è una malfunzione intestinale è ridicolo incolpare l’Helicobacter Pilori. La sua presenza nel caso di ulcera gastrica non ha valore causale ma sempre e solo consequenziale. Questo batterio è solo una conseguenza delle alterazioni del pH digestivo e della flora batterica intestinale, specie quella del duodeno. Alterazioni che lo portano a cercare una zona più acida per sopravvivere, trovandola solo nel piloro dove finisce per insediarsi. Tentare di eliminare dall’organismo questo batterio con gli antibiotici, con la scusa assurda che sia il responsabile della gastrite e dell’ulcera, è un gravissimo errore!

PIANTE AMICHE

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I disturbi legati al reflusso gastrico sono una tra le più frequenti affezioni del tratto digerente superiore. Si stima che sia circa il 40% della popolazione occidentale a soffrirne. Piante amiche risultano essere acetosa, ananas, arancia, broccolo in germogli, camomilla, cavoli, cavolini Bruxelles, cipolline, finocchio, lampone, liquirizia, melanzana, mirtillo, malva, altea, piantaggine, aloe, cannella, carota, calendula, cotogna, fico, fico d’India, acero, carcadè, lino, mela, orzo, patata, pompelmo, prezzemolo, frano, ravanello, ribes, sedano, tarassaco, topinambur, uva, zucca. La tapioca è un ottimo alimento per rilassare lo stomaco. Bere lontano dai pasti 2 o 3 bicchieri di acqua non gasata favorisce il deflusso di tutto ciò che ristagna nello stomaco. Ogni tanto un digiuno fornisce allo stomaco l’opportunità di riposarsi e di riequilibrarsi.

ACCUMULO DI ACQUA DAL LIQUIDO INTERSTIZIALE AI CAPILLARI

La compromissione epatica porta ad una riduzione della sintesi proteica, inclusa quella relativa all’albumina. Trattasi della più importante proteina plasmatica che da sola è responsabile dell’80% della pressione oncotica (colloido-osmotica) del sangue. Come tale l’albumina favorisce il passaggio di acqua dal liquido interstiziale ai capillari. Di conseguenza, l’ipoalbuminemia porta alla formazione di edemi ed ascite per accumulo di liquidi negli spazi intercellulari.

SANGUINAMENTO GASTROENTERICO E ASCITE SONO LE DUE MAGGIORI CAUSE DI RICOVERI D’URGENZA PER EPATOPATIE

La comparsa di ascite nel paziente con cirrosi epatica è un segno assai grave. È una delle cause principali di necessità di ricovero del paziente epatopatico, assieme al sanguinamento gastroenterico.
I principali disturbi provocati dall’ascite sono variabili e in relazione alla quantità di liquido accumulato. Se l’ascite è poca è possibile non accusare alcun disturbo, quando la quantità di liquido è abbondante si avverte un senso di peso, di ingombro dovuto alla distensione dell’addome.

MENO SALE E MENO LIQUIDI DA ASSUMERE

La terapia del paziente cirrotico con ascite prevede una restrizione della quantità di sale assunto con gli alimenti per un massimo di 5.2 grammi al giorno, il che significa di fatto non aggiungere sale agli alimenti, che ne contengono già in dose più che sufficiente per le nostre necessità, una riduzione dell’assunzione di liquidi nell’arco della giornata per un totale di 750-1000 cc tutto incluso, tra  minestre, acqua, frutta acquosa e verdure diuretiche. L’educazione del paziente ascitico alla dieta iposodica è di cruciale importanza.

FARMACI DIURETICI NELLA STRATEGIA MEDICA

Il riposo a letto viene consigliato da molti medici più che altro perché spesso i pazienti sono denutriti e astienici per la malattia di base. Il diuretico di prima scelta nel trattamento medico dell’ascite è l’anti-aldosteronico (canrenoato di potassio, spironolattone) alla dose iniziale di 100-200 mg/die. In caso di mancata risposta la dose va aumentata in modo graduale, sino a raggiungere 400 mg/die. Dosi superiori non aumentano l’efficacia del trattamento mentre espongono ad un elevato rischio di effetti collaterali. L’eccessivo uso della terapia diuretica può portare all’insufficienza renale e può precipitare un quadro di encefalopatia.

PARACENTESI EVACUATIVA

La paracentesi evacuativa è il mezzo più efficace e rapido per rimuovere l’ascite. La paracentesi evacuativa di oltre 4 litri richiede sempre di essere seguita da una espansione del volume plasmatico da effettuarsi preferibilmente con soluzioni di albumina. Per trattare l’ascite conservativamente e per prevenire le recidive dopo paracentesi, si deve instaurare una dieta iposodica e somministrare farmaci diuretici. Il diuretico di prima scelta è l’antialdosteronico, la cui dose va progressivamente incrementata fino ad ottenere l’effetto desiderato. Dosi superiori a 400 mg/die sono sconsigliate.

NESSUNA SBANDATA VERSO IL FARMACO

Ovvio che per la scienza della salute non si deve mai sbandare dalla parte del farmaco se non nei casi di reale emergenza momentanea, e le cure prolungate fuori dal pronto soccorso non sono affatto momentanea emergenza. La soluzione sta sempre e solo nella forza paziente della natura che ci mette a disposizione tarassaco, mirtillo, sidro di mele analcolico, ortica, finocchio, carciofo di Bruxelles, cavolo, carote, bietole, aglio, rape, ravanelli, crescione, melone, anguria, lattuga, radicchietto.

LA LIPOTOXEMIA O SANGUE DENSO, FATTORE PRIMO DI CANCRO, MAI VIENE SFIORATO DALL’INTERVENTISMO MEDICO

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Occorre dunque apportare delle modificazioni nella chimica corporale, rinnovando e rafforzando quegli organi e quei sistemi capaci di operare tali cambiamenti. Ricordo ancora una volta che tumori e cancri con accadono mai in un corpo sano. Questo perché un corpo sano è in grado di riconoscere la disfunzione neoplastica. Il tumore si sviluppa non per un fattore zonale, ma per una condizione patologica dell’intero corpo. In sintesi, il fattore primario di cancro, chiamato lipotoxemia, non viene nemmeno sfiorato dai trattamenti della curomania medica, e questo è di una gravità eccezionale, visto che ogni tentativo di rimuovere o di distruggere il tumore chimicamente è sempre fallimentare.

TRE FATTORI BASILARI DI GUARIGIONE

Ogni chance di realistico recupero  da cancro, operato e non, leggero o pesante, discreto o terminale, dipende da 3 principali fattori che sono

  1. Residua capacità funzionale del fegato e degli altri organi vitali,
  2. Capacità del sistema immunitario di essere rigenerato e di contrastare l’anomala  moltiplicazione cellulare,
  3. Spirito combattivo e voglia intensa di sopravvivere e di non cedere al male.

METODI DI RAFFORZAMENTO DELLA RISPOSTA IMMUNITARIA

Occorre saper ritrovare l’armonia interiore innanzitutto. Ovvio che finché c’è vita c’è speranza per sani e malati. Ripulire la mente, ripulire il sangue, alimentarsi con frutta soltanto, prendere sole. Vivere senza ansia e senza inquietudine, senza paura e senza panico, è fondamentale. Soltanto incrementando l’equilibrio e la serenità mentale si riesce a rafforzare la risposta immunitaria. Tutti i fattori rimediali reali capaci di contrastare e vincere il cancro vengono attuati in esclusiva dal nostro corpo, quando gli diamo la possibilità di farlo. È un principio che vale per tutti, sani e falsi sani, malati e falsi malati. Il concetto verte sullo spirito combattivo che non deve cessare mai. Mai darsi per spacciati ma adottare uno spirito vincente.

I TRATTAMENTI LETALI SPESSO NON LASCIANO SCAMPO

Sia chiaro a tutti che il trattamento medico, soprattutto quello basato sulla chemio, è così letale e mortifero che le chance di sopravvivenza del paziente sono pregiudicate e ridotte al lumicino, e dipendono in tali casi dalla scorza fisiologica del soggetto, intendendo per scorza la capacità di resistere ai danni che gli sono stati provocati o che gli vengono provocati.

DIECI MOSSE SALVAVITA

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Le uniche cose che si possono fare in queste circostanze stanno dunque nel detossificare il corpo e rivitalizzarlo, nel ridargli un minimo di riequilibrio biochimico. Questo si può raggiungere mediante una decina di mosse precise:

  1. Adottare una dieta 100 percento fruttariana e vegetariana-crudista, ricca di vitamina A e C, priva di oli, salse e condimenti.
  2. Bere a piccoli sorsi solo acqua leggera preferibilmente distillata.
  3. Evitare ogni tipo di inquinamento.
  4. Evitare ogni farmaco, ogni tranquillante, ogni pillola per dormire, ogni sedativo, ogni antidolorifico, ogni integratore.
  5. Stare lontano dalle radiazioni televisive.
  6. Esporsi al sole regolarmente evitando i picchi di mezzogiorno.
  7. Fare un minimo di esercizio aerobico senza stancarsi, aiutandosi se serve con racchette e bastoni per chi ha problemi di deambulazione.
  8. Riposare quanto basta.
  9. Stare lontani dallo stress e dall’ansia, optando per la pace, il silenzio e la tranquillità.
  10. Comprendere le proprie condizioni e mettersi nelle mani del sistema immunitario deputato a manovrare le nostre sorti.
  11. Essere circondati da affetto e da sorrisi, da gente che non ti guardi con sensi di pena e di commiserazione, ma di trasmetterti semmai fiducia, armonia e serenità.

CHEMIO IMPROBABILE PROTAGONISTA

Per concludere, caro Giuseppe, hai affermato che “Se la chemio non avrà arrestato l’acqua nello stomaco non ci saranno più speranze. Si dovranno cercare cure alternative”. Tecnicamente parlando, potrebbe anche essere vero. Ma non mi sento affatto di condividere tale frase. Parli delle cure alternative come si trattasse di una mezza rovina. Stai ponendo tutte le tue speranze e le tue sicurezze sulla chemio, considerata da te come soluzione salva-vita. Ti posso assicurare che, se tuo figlio guarirà, non lo farà certamente grazie alla chemio, ma ad altre circostanze. Prima fra tutte la sua scorza e le sue residue risorse immunitarie. Ovvio che faccio il tifo per una sua ripresa in qualunque modo essa sia.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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1 commento

  1. chiedo scusa, vorrei avere un chiarimento:nel testo parla di ritardo diagnostico di ben 6 anni! come mai in tutto questo tempo non vinene in mente ad un medico di fare accertamenti? Ho un parente molto stretto deceduto per tumore stomaco tipo infiltrante e nel giro di 4-5 mesi è passato da sintomi lievi a molto più evidenti. Forse dipende dal tipo di cancro o dall'età? (la mia parente aveva 39 anni)