RIEQUILIBRIO GASTRICO E RICETTIVITÀ INTESTINALE PER USCIRE DAL TUNNEL

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LETTERA

DISPERAZIONE E QUATTRO DIVERSI PRONTO-SOCCORSI TUTTI INUTILI

Gent.mo dr Vaccaro, disperata per i miei problemi sono arrivata a lei, anche se non trovo dove riceve e dove visita. Da una settimana non riesco più ad alimentarmi e sono stata in 4 pronto-soccorsi diversi senza risultato. Mi hanno trovato solo gastrite e reflusso, ma secondo loro posso mangiare. In realtà anche solo bere latte di riso biologico mi fa male.

DIVERTICOLITE, COLON IRRITABILE, GASTRITE, REFLUSSO ED IMBOTTITA DI ANTIBIOTICI

Soffro da 9 anni di diverticolite curata con metodi tradizionali. Ho 60 anni e da almeno 30 ho il colon irritabile. Da un paio d’anni ho anche la gastrite ed il reflusso. Tre mesi fa mi hanno ricoverata per diverticolite ed imbottita di antibiotici. Da allora riesco a mangiare solo riso e pasta bolliti con pesce e conditi a crudo. Ho intolleranza al lattosio ma non sono celiaca.

ATROCI DOLORI AL DUODENO

Al momento non ho diverticolite perché ho appena preso la Rifaximina mensile. Una settimana fa dolori atroci in sede duodeno. Ecografia ha escluso i calcoli. Le radiografie non vedono nulla e gli esami sono perfetti. Quindi mi cacciano dai pronti soccorsi con gli IPP ed il Maalox. Ora sto bevendo solo latte di riso bio e centrifughe di carote ma sto male anche con solo queste bevande. Sono disperata. Ha indicazioni da darmi? la ringrazio molto per l’attenzione e le auguro buon anno. Cordiali saluti.
Paola

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RISPOSTA

Ciao Paola. Per trovare molte tesine sul tema digestivo, basta digitare come motore di ricerca parole tipo stomaco, digestione, colon, intestino, dieta, reflusso, gastrite, stitichezza, dissenteria.

NON GUARIAMO NESSUNO, NON SIAMO IN CONCORRENZA CON NESSUNO E NON SIAMO UNA SECONDA SCELTA

Facciamo anche una premessa indispensabile, ed è che non ho il compito, i titoli, la capacità e nemmeno la voglia di diventare una specie di pronto soccorso di emergenza, operante come ultima spiaggia o come ultima risorsa quando non si riesce a trovare nulla di meglio in ambito medico. Non siamo in concorrenza con la medicina ma una vera alternativa ad essa, sempre all’infuori dei casi di emergenza e di urgenza. Non siamo poi per niente una seconda scelta in termini di qualità e di risultati concreti sul campo e pertanto abbiamo anche un costo. Non guariamo nessuno ma indirizziamo la gente verso il rispetto delle proprietà autoguarenti che ogni corpo possiede. Chi si rivolge a un igienista deve farlo assumendosi in proprio ogni responsabilità.

ISTRUZIONI SALUTISTICHE PROVATE E DI QUALITÀ, ANCHE SE VERITIERE E SCOMODE

Personalmente non faccio lavoro clinico e non faccio il guaritore. Do semplicemente istruzioni alimentari e comportamentali intese a migliorare la salute e a uscire dai problemi mediante i protocolli-salute della Health Science o Scienza Igienistica-Naturale della salute. Protocolli basati essenzialmente sulla non cura del sintomo, sul non uso di farmaci, di vaccini, di integratori inorganici e di vitamine sintetiche e sulla remissione naturale ed eventualmente coadiuvata ed assistita. Ovvio che prescrizioni mediche, interventi clinici specialistici, problemi di emergenza, pazienti che credono nelle soluzioni mediche a disposizione, esulano dal nostro ambito.

IL CASO ODIERNO È PARTICOLARMENTE SIGNIFICATIVO

Non è possibile che una persona come Paola possa passare in 4 diversi pronto-soccorso superdotati di medici, di assistenti sanitari, di strumenti e macchinari e software di ultima generazione, senza mai risolvere i suoi problemi, quasi che avesse in corpo dei diavoli  e dei satanassi, e non dei normali organi  da rimettere in ordinato equilibrio funzionale. Qui coi sono di mezzo idee clamorosamente svianti sulla responsabilità di virus e batteri. Qui ci sono di mezzo concetti aberranti sui microbi e sulle cure. Terapie improprie e conseguenti malattie iatrogene o medico-causate rese croniche e rese quasi inguaribili.

DIGERIRE BENE SIGNIFICA VIVERE BENE

Veniamo ai problemi concreti della Paola. “Uno stomaco che digerisce e due arti che si muovono senza i dolori e le limitazioni della gotta valgono più del miglior regalo di un re”, usava dire Orazio oltre 2000 anni fa. Il discorso vale in tutto e per tutto anche oggi. Stomakos deriva dal greco stoma=bocca, gola, orifizio.

DEFINIZIONE DI STOMACO

Collocato tra esofago e intestino tenue, lo stomaco è rivestito da un tappeto di cellule speciali che accolgono gli alimenti. I cibi vengono termoregolati nel percorso dell’esofago e arrivano poi allo stomaco. Nello stomaco troviamo ghiandole che secernono acido cloridico e pepsina, succhi che attaccano i cibi per una prima digestione. Questo organo può essere suddiviso in cinque distretti: cardias, fondo, corpo, antro e piloro.

CONTROLLO DA PARTE DEL SISTEMA SIMPATICO E DEL PARASIMPATICO

Nello stomaco c’è una fitta rete arteriosa che origina dai rami del tronco celiaco. Esso è innervato dal sistema nervoso parasimpatico (nervo vago), deputato alla stimolazione della secrezione di HCl o acido cloridrico e gastrina e al controllo della motilità gastrica, e dal sistema nervoso simpatico che coordina le funzioni inibitorie, secretive e motorie.

MUCOSA GASTRICA, PEPSINA, ACIDO CLORIDRICO E MUCO PROTETTIVO

Le proteine richiedono ambiente acido. L’HCl attiva gli enzimi della catalasi biologica e aiiuta a digerire le proteine, sterilizzando il cibo ingerito e i batteri esogeni dall’esterno. La pepsina è un enzima prodotto dalle cellule della regione di fondo. È responsabile dell’inizio scorporazione proteica dei componenti di origine animale che sarà completata nell’intestino tenue. La pepsina è secreta in forma inattiva detta pepsinogene e ha bisogno di acido cloridrico per essere convertita nella forma attiva detta pepsina. Le cellule della mucosa gastrica sono protette da un rivestimento di muco che forma una barriera tra acidi gastrici, pepsina e cellule stesse.

RENINA E LIPASI

La renina serve a rompere le catene molecolari della caseina, mentre la lipasi agisce sui grassi finemente emulsionati come tuorlo d’uovo, burro, panna, formaggi. Questi due enzimi funzionano meglio nei bambini che hanno uno stomaco poco acido. Negli adulti, l’Hcl svolge in qualche modo la funzione sostitutiva della renina, mentre gli enzimi del tratto intestinale svolgono in qualche modo la funzione della lipasi gastrica.

L’ACQUOLINA IN BOCCA

La secrezione gastrica avviene sotto il controllo nervoso ed ormonale ed inizia ancora prima che il cibo sia portato alla bocca, mediante l’appetito autentico, la voglia di mangiare qualcosa di piacevole e di convincente, quello che si chiama comunemente acquolina in bocca. Ed è per questo che esiste una norma del buon senso, per cui non si deve mangiare nulla se non c’è autentico appetito.

APERTURA SFINTERE E SPINTA DEL CHIMO VERSO IL DUODENO

Il cibo mescolato coi succhi gastrici si definisce chimo. Contrazioni peristaltiche ondose partono dal centro stomaco e spingono il chimo verso lo sfintere pilorico. Solo se il duodeno è vuoto e se il cibo è sufficientemente acido il piloro libera lo sfintere e il chimo comincia a fluire nel duodeno.

FUNZIONI DUODENALI

L’intestino tenue è la parte iniziale alta dell’intestino che parte dalla valvola del piloro che lo separa dallo stomaco e che al termine si immette nell’intestino crasso. Il duodeno è la prima delle 3 porzioni in cui è diviso l’intestino tenue. Tra le funzioni del duodeno:

  • Transito e trasformazione del chimo, liquido acido che sgorga dallo stomaco per diventare liquido lattiginoso chiamato chilo,
  • Neutralizzazione elevata acidità del chimo,
  • Coordinazione processi digestivi attraverso il coledoco dove si riversano i secreti enzimatici di pancreas e fegato, ossia succhi pancreatici e biliari,
  • Inizio processo assorbitivo tramite la sua mucosa rivestita di villi.

INFIAMMAZIONE DUODENALE COME PROCESSDO DIFENSIVO

Un processo di infiammazione duodenale è in fin dei conti un meccanismo di difesa, un processo che inizia con la dilatazione dei vasi che irrorano la parte colpita o scalfita o corrosa. Dilatazione che favorisce la permeabilità dei vasi per cui i liquidi del sangue passano sulla zona della lesione infiltrando i globuli bianchi o leucociti riparativi sul tratto critico. La conseguenza è arrossamento, edema, gonfiore. In definitiva l’infiammazione isola e contrasta il nemico invasore e diluisce i veleni da detriti inespulsi, da digestione imperfetta e da immissioni farmacologiche.

CAUSE DI DUODENITE E DEMONIZZAZIONE DI INNOCENTI MICRORGANISMI

Cause di duodenite? Per la medicina si continua a insistere su infezioni virali, batteriche da Helicobacter Pylori, parassitarie da Giardia, verme più comune, da ansia, stress, medicinali, alcol, fumo, pancreatiti e stop enzimatico, patologie epato-biliari e niente bile, coliti estese al duodeno. Le terapie vanno commisurate alle cause vere. I medici vedono i pericoli nei parassiti, e su questo ci troviamo d’accordo in quanto essi si cibano dei nostri stessi cibi, per cui vanno contrastati con miele, zenzero, semi di zucca, semini, aglio, ravanelli e simili. Ma la demonizzazione di batteri e virus porta i medici all’antibiotico e all’antivirale, ed è proprio da lì che nasce il fallimento dei loro metodi.

REFLUSSO GASTRICO

Disturbo consistente nella risalita del contenuto stomacale nell’esofago, con lesioni sulla parete dell’esofago, con bruciori ed eruttazioni acide. Tutto dovuto a lunga permanenza del cibo, acidità della saliva, fumo che altera il pH della saliva, ansia, stress. A volte c’è erniazione dello stomaco attraverso il foro chiamato iato, attraverso il diaframma chiamato cardias. Per tanti, ernia iatale e reflusso sono sinonimo. Anche se l’effetto dei diversi alimenti cambia da persona a persona, esistono delle regole generali sul bruciore di stomaco o gastrite e sul reflusso esofageo. Abbattere l’ansia è il primo passo per calmare lo stomaco. Succo di cavolo 50-200 grammi al giorno, succo di mela a volontà, succo di limone, the di salvia, the di malva, aloe, radici di liquirizia, mandorle, sidro di mele, carote, riso integrale, più pasti di frutta al giorno.

LE DIGESTIONI LUNGHE PRODUCONO SANGUE GUASTO

Le emozioni possono alterare sia i movimenti muscolari e peristaltici che le secrezioni ghiandolari. Il tempo che il cibo trascorre nello stomaco può variare dalle 2 ore alle 6. Dipende dalla qualità del cibo, dalla quantità del medesimo e da come è mescolato. I liquidi semplici lasciano lo stomaco in pochi minuti. La frutta acquosa se assunta a stomaco vuoto lo oltrepassa indenne in un baleno, in mezz’ora o al massimo in 2 ore per banana e avocado. Vietato mangiare frutta prima, durante e alla fine dei pasti principali, con qualche eccezione per la frutta mescolabile tipo mele, ananas e papaia grazie ai loro enzimi antifermentanti, e con divieto in più per quella non-mescolabile come meloni e cocomeri, ottimi ma sempre da soli.

ATTENZIONE AI DOCIUMI

I dolci a tavola non dovrebbero comunque trovare posto, salvo che non si tratti di castagnaccio, di patate dolci di gnocchi dolci alla marmellata di susine senza zucchero, o strudel di mele senza zucchero ma con tanta uvetta, o crostata senza zucchero a base di pere e cacao, o a base di lamponi e e mirtilli, da prendersi in quantità morigerate. In ogni caso, i più lenti a lasciare lo stomaco sono proteine animali e grassi animali, soprattutto i grassi. Quando essi raggiungono il tenue, movimenti e secrezioni risultano enormemente in rallentamento, per cui il cibo tende a stazionare, a restare lì.

SERVE EQUILIBRIO FRA ACIDI GASTRICI E MUCO

Stimolanti come caffè, cole, alcol, spezie, farmaci accelerano lo svuotamento stimolando i movimenti intestinali, ma nel contempo irritano le pareti dello stomaco, sollecitano secrezioni acide provocando picchi di iper-acidità e bruciori. Il buon funzionamento da equilibrio fra secrezione di acidi gastrici e di muco. L’eccessiva acidità corrode e produce ulcere. La scarsa acidità incrementa la flora batterica, incrementa il muco e diminuisce il potere digerente.

I SEGNALI ESTERNI NON MANCANO

I segnali sulla pelle si riscontrano con arrossamenti a naso e guance, indicanti infiammazione a stomaco, milza e sistema linfatico (sovra-consumo di proteine animali e zuccheri raffinati). Oppure si riscontrano con verruche, nei e macchie, per acidità gastrica da eccesso di proteine. I segnali sul retro-lingua evidenziano colore rosso scuro, per dire infiammazione, ulcere, tendenza verso potenziale tumore allo stomaco. Evidenziano colore giallastro per dire patologia epato-biliare.

LINGUA COME PREZIOSA SPIA

La lingua che esprime buona salute deve essere di colore roseo ai bordi e più chiara al centro, deve essere umida e i suoi margini devono essere lisci. Deve inoltre potersi estroflettere e sollevare sul palato senza impacci ed impedimenti. Lingua secca sta per disidratazione, problemi renali, diabete. Lingua pallida = stato di anemia. Lingua bianca = malattia infettiva in atto, gastrite, ulcera gastrica. Lingua marrone/nero = sviluppo batterico sulla lingua, gastrite, fumo. Lingua liscia che ha perso i villi = stato di deperimento, malattia tumorale, malattia del fegato. Lingua ingrossata = malattia che deposita proteine (amiloidosi). Lingua a fragola = scarlattina. Lingua a carta geografica o anche plicata con pieghe = stato allergico di tipo atopico (allergia da allos=altro ed ergos=reazione, atopìa=fuoriposto, insolito). Lingua urente (che brucia) = stato di depressione psichica. Lingua a chiazze bianche (leucoplachia) = stato pretumorale della lingua. Lingua con punti rossi tipo angiomi = malattia angiomatosa che interessa fegato e polmoni. Lingua con la faccia inferiore gialla = inizio di malattia itterica del fegato. Lingua bucata = esiti di piercing che non si possono riparare. Lingua gonfia = orticaria in atto. Lingua con puntini bianchi = mughetto, stato di immunodepressione.
Lingua che devia quando viene protrusa = danno neurologico, ictus.

INCOMPETENZE ALIMENTARI

Gli zuccheri tendono a bloccare le funzioni dello stomaco, sbraitano i gastroenterologi. Ma anche quelli vengono fuori dalla stessa trafila, per cui sono abilissimi in anatomia e pessimi in alimentazione, al pari della stragrande maggioranza dei medici. Pessimi e distratti al punto di non saper scrivere con chiarezza comprensibile, di non saper mettere i puntini sulle i, di non distinguere la sommatoria (vedi accumulo detriti cellulari degli endovirus da moria cellulare) dalla moltiplica intelligente (vedi sviluppo iperbolico dei batteri e vedi loro diligente autoriduzione non appena terminato il loro pasto di materiale virale ingombrante).

DISTRAZIONI E CONFUSIONI

Pessimi e distratti al punto di non distinguere l’enorme diversità tra gli zuccheri raffinati da canna e bietola (di provenienza vegetale ma privati dell’acqua biologica e dei correlati vitaminico-minerali ed enzimatici per cottura ad alte temperature) e i succhi zuccherini della frutta (innocenti, fondamentali, assimilabili e smaltibili nelle eventuali eccedenze), di non distinguere tra picchi glicemici e punteggi insulinici nel diabete, di non distinguere tra vitamine naturali e vitamine sintetiche, di non distinguere tra minerale inorganico e organicato, di non distinguere tra acqua minerale che appesantisce e non disseta e acqua biologica di frutta e verdure crude che ha potere idratante e dissetante 5 volte superiore a quello delle acque.

TENDENZA A NON FARE LE GIUSTE DISTINZIONI

Pessimi e distratti al punto di non distinguere tra un cibo vivo e un cibo morto, di non distinguere tra un mini-organismo vivo (batterio, fungo o parassita) e uno morto-cadaverizzato-polverizzato dai becchini cellulari lisosomi (virus endogeno), di non distinguere tra un cibo smagnetizzato e devitalizzato da uno alto sulla scala vibratoria Simoneton, di non distinguere tra pregi e difetti del cibo crudo e di quello cotto, di non distinguere fra naturale e innaturale, di non distinguere tra dimagrimento virtuoso-stabile-sicuro mediante sistema vegan-crudista tendenziale e dimagrimento alto-proteico intenso-provvisorio-sballante mediante tutte le diete Atkins-Dukan-Montignac-Lemme-Mediterranea-Zona-Gruppisanguigni-Tisanoreiche-Genetiche e compagnia bella.

NON CONFONDIAMO CAUSE CON CONSEGUENZE

Gli stravizi a tavola possono mettere a dura prova lo stomaco. Se le cattive abitudini alimentari diventano croniche, si va incontro a patologie come la dispepsia, la gastrite e l’ulcera gastrica. Il mal di stomaco può infine implicare alta presenza dell’Helicobacter Pylori. Ma i batteri sono ben lungi dall’essere causa. La loro presenza nelle infiammazioni è conseguenza. Conseguenza A) degli errori alimentari del paziente e B) degli errori curativi del medico.

TRATTAMENTI NATURALI DELLE CRISI GASTRICHE

I fermenti lattici possono dare un aiuto a ristabilire le difese naturali. In caso di pesantezza di stomaco e di ulcere, lasciare il cibo e puntare a infusioni calmanti con menta piperita, zenzero, peperoncino, salvia, assenzio, camomilla, basilico, ortica, rosa canina, malva, o a infusioni anti-gas intestinali con foglie di mirtillo, foglie di rovo, foglie di lampone (mezzo litro al giorno di un solo tipo). Per un giorno si può procedere in questo modo bevendo pure acqua a piccoli sorsi.

LA MIGLIORE DIETA RIMANE QUELLA VEGETARIAN-CRUDISTA TENDENZIALE

Quando torna la fame, si passa a spremute di agrumi o di melegrane allungate con l’acqua al risveglio, a frutta acquosa lontano dai pasti in mattinata e nel tardo pomeriggio. Per pranzo e cena o per uno solo dei due a seconda dell’appetito e delle necessità caloriche, insalate crude ben masticate, carote grattugiate, cavoli, ravanelli, rafano, seguiti da risorse cotte in modi e tempi intelligenti e limitati, tipo patate, cavolfiori, cavolini di Bruxelles, cime di rapa, verdure saltate in padella. La miglior dieta per la depurazione e il benessere dello stomaco è beninteso una dieta vegetarian-crudista o vegan-crudista tendenziale commisurata alle proprie uniche e personalissime esigenze, testata, sperimentata, gradevole, rivitalizzante, sostenibile. Vanno bene anche i centrifugati e gli estratti a base di carote, o di 4 carote più costa di sedano e fetta di ananas o 1-2 mele, più pizzico di zenzero, aglio, peperoncino, zenzero ad effetto cicatrizzante ed antiparassitario, da prendersi lontano dai pasti verso le 11 o alle 17.

OCCORRE CREARE RICETTIVITÀ GASTRO-INTESTINALE

Nel caso di stomaci degenerati e di intestini irritati, irritabili, non ricettivi, anche il miglior cibo del mondo diventa velenoso. In questi casi occorre fare un passo indietro e ricominciare pazientemente con le mele cotte e le pere cotte, con le minestre di verdure, con il purea di patate, il cavolfiore, il cavolino di Bruxelles, la vellutata di zucca, la peperonata, lo yogurt alla soia, il latte di mandorla e poi via gradualmente col succo di carote, il succo di mela e limone, le pappette e le cremine leggere a base di avena e mais, qualche giorno a frutta fresca e verdure. Solo quando i bruciori di stomaco e i reflussi sono cessati si procede al succo di arancia o di pompelmo o di altri agrumi.

TECNICHE DI AIUTO DAGLI ESERCIZI YOGA

Esistono tecniche yoga che regolarizzano le funzioni dello stomaco e donano nuovo vigore ed efficacia alla digestione. Rilassando il sistema nervoso si lavora anche sulla gestione dell’ansia e di tutti quei disturbi che costituiscono ostacoli per una digestione armoniosa. Lo stomaco, prima della pratica, dovrebbe essere vuoto. Si può assumere un pasto leggero 1 o 2 ore prima di praticare. Se si soffre di cali glicemici, basterà una piccola manciata di frutta secca 30 minuti prima degli esercizi.

ULCERA GASTRICA ED ULCERA DUODENALE

Ulcera gastrica dello stomaco e ulcera duodenale sono entrambe caratterizzate da ferita profonda nella mucosa gastrica, susseguente a processo irritativo prolungato e poi infiammatorio prolungato. Processo degenerativo di tipo cronico per abitudini digestive malsane con secrezioni gastriche in eccesso o in penuria e con lento svuotamento gastrico. Altre cause possono essere fattori ambientali, climatici, stress somatizzati, farmaci antinfiammatori e antibiotici e analgesici, fumo attivo e passivo, polveri sottili PM10 da inquinamento (Particulate Matter o Materia Particolata, cioè in piccole particelle dal diametro inferiore ai10 millesimi di millimetro disperse nell’aria), costituite da polvere, fumo, fuliggine, caligini e nebbia.

EMORRAGIE, PERFORAZIONI E STENOSI

Sia l’ulcera allo stomaco che quella al duodeno sono malattie croniche ricorrenti, riacutizzanti e con complicanze simili, tipo perdita sangue ed emorragia (un quarto dei casi), perforazione del viscere (un ventesimo dei casi) e stenosi pilorica ovvero restringimento al passaggio del cibo (un caso ogni 500 nati). Per il duodeno perforazione e stenosi sono meno frequenti. A volte, su queste ferite ulcerose rimarginate e indurite possono svilupparsi delle forme tumorali, da qui le analisi e le biopsie mediche.

SINTOMI E SEGNALI DI ULCERA

Dolore sordo alla bocca dello stomaco. Talora solo gonfiore e nausea. Dolore dopo il pasto nell’ulcera allo stomaco in largo anticipo rispetto a eventuali dolori in zona duodenale. Il dolore può essere indefinito e generico, più un senso di gonfiore e di pienezza, o al contrario un  senso di vuotezza e di fame (bulimia), o nausea, vomito e mancanza di appetito (anoressia), o eruttazioni, o impaccio gastrico e pesantezza di stomaco, o flatulenze, o alito cattivo. In caso di dolore accentuato dal cibo e accompagnato da vomito, può indicare restringimento e stenosi pilorica. Un dolore addominale improvviso e generalizzato può indicare una lesione trapassante del viscere, dove si passa da una semplice erosione della mucosa alla completa perforazione della parete.

DIVERTICOLITI DOVUTE A STIPSI E MANCANZA DI ESERCIZIO

I diverticoli sono delle piccole sacche estroflesse che si formano nel tratto digerente, soprattutto nell’ultima parte del colon denominata sigma. La loro presenza determina la diverticolosi, mentre la diverticolite rappresenta l’infiammazione o le complicazioni causate da tali diverticoli. Nel loro complesso queste condizioni prendono il nome di malattia diverticolare. La causa principale dello sviluppo dei diverticoli è dovuta ad una alterazione della motilità intestinale. L’aumento locale della pressione determina una fuoriuscita della mucosa nei punti più deboli della tonaca muscolare dell’intestino, con la conseguente formazione delle sacche. La stipsi e la mancanza di esercizio fisico possono aumentare il rischio di formazione dei diverticoli.

ASSUMERE PIÙ FIBRE, PIÙ VERDURE E PIÙ FRUTTA

La maggior parte delle persone scopre di avere dei diverticoli in modo del tutto causale, nel corso di indagini radiologiche o endoscopiche del colon. Nella fase asintomatica o di remissione della malattia diverticolare, i diverticoli non sono infiammati e non producono sintomi o dolori intestinali. Dal punto di vista dietetico particolare attenzione deve essere posta sul consumo di fibre e di acqua soprattutto biologica, per favorire la motilità intestinale e riduce il ristagno dei residui alimentari e del materiale fecale all’interno del diverticolo con ennesimo rischio infiammatorio.

ALIMENTI CONSIGLIATI NELLA DIVERTICOLOSI

Consumare almeno una porzione abbondante di verdura cotta o cruda e un frutto per pranzo e cena.
Inserire frequentemente nella propria alimentazione minestrone o passato di verdura, pasta con sughi di verdure, pasta e legumi. Se non si è abituati a consumare regolarmente verdura, introdurre progressivamente (iniziando con piccole quantità) e secondo la tolleranza individuale i diversi tipi di verdura per evitare un’eccessiva fermentazione intestinale o la spiacevole sensazione di distensione addominale. Preferire cereali integrali, pane, pasta, riso, fette biscottate sempre integrali.

ALLA FINE QUALE LA STRATEGIA PER USCIRE DAL TUNNEL?

Incrementare la preparazione in campo igienistico, staccarsi al più presto da farmaci e integratori, adottare una dieta progressivamente vitale, vibrante, acquosa, gradita, personalizzata, innocente e sostenibile, marciare coerentemente lungo la traccia del nostro protocollo-salute.

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Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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