ASPIRINA, CARDIOASPIRINA, CONTROINDICAZIONI E DISTACCO

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LETTERA

DA UNA CRISI DI AMNESIA ALLA PRESCRIZIONE DI CARDIOASPIRINA A VITA

Gentile dr Vaccaro, seguo le sue tesine da tempo ma non sono riuscita a trovare una risposta specifica in merito al caso di mia madre. Nel 2011, in seguito ad un temporaneo episodio di amnesia della durata di qualche ora in seguito ad un grosso sforzo fisico, il medico di famiglia le ha prescritto cardioaspirina a vita.

ESTROMISSIONE DEL FARMACO

Oggi ho scoperto che, da 3 settimane circa, mia mamma ha deciso di eliminare la suddetta pastiglia. Una scelta coraggiosa che condivido. Ma un cambio così drastico non vorrei causasse altri tipi di problemi.

PROGRESSIVITÀ E PRUDENZA NELLA DETOSSIFICAZIONE

Sarebbe bene un distacco progressivo anziché uno così netto? Oltre a zuccheri, alcol, tabacco, carne quali alimenti andrebbero eliminati e quali inseriti nella dieta quotidiana? Grazie e cordiali saluti.
Elisa-Parma

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RISPOSTA

Ciao Elisa. È chiaro che le sostanze chimiche, ed in particolare i farmaci, sono dopanti e creano dipendenza, per cui ogni tentativo di detossificazione e di estromissione dovrebbe procedere con qualche forma di prudenza e di gradualità. In ogni caso, se al distacco si adottano in contemporanea le giuste contromisure di tipo igienistico, ossia quello che chiamo protocollo-salute o pacchetto-salute, i risultati positivi tendono ad arrivare in modo più rapido e convincente.

Vale ancora una volta la celebre battuta del magnifico fraticello bavarese Padre Taddeo di Wiesent, per il quale “Nessuno al mondo muore di cardiopatie, ma tutti muoiono di sangue guasto”. Sangue guasto è sinonimo di quel sangue lipotossico che il protocollo-salute della Health Science ha continuamente nel mirino.

UTILIZZO DELL’ASPIRINA

Partiamo un po’ dall’acido acetilsalicilico chiamata aspirina. L’aspirina fu il primo farmaco della categoria antinfiammatori non steroidei (FANS) ad essere scoperto. Attualmente l’aspirina è il farmaco più usato al mondo. Si stima che ogni anno ne vengano consumate circa 40.000 tonnellate.

Viene usata come analgesico (per alleviare i dolori lievi), come antipiretico (per diminuire la febbre) e come antinfiammatorio (per contrastare le infiammazioni che insorgono nelle diverse parti del corpo). L’aspirina è inoltre antiaggregante e fluidificante del sangue, perché inibisce la produzione di trombossano, sostanza che aggrega le piastrine per riparare i vasi sanguigni danneggiati. Per questo motivo l’aspirina viene usata sul lungo periodo e a basso dosaggio per prevenire gli attacchi cardiaci, l’infarto e la trombosi, nei pazienti maggiormente a rischio di formazione di coaguli ematici.

EFFETTI COLLATERALI E SINDROME DI REYE

I principali effetti collaterali dell’aspirina sono le ulcere gastrointestinali, l’emorragia gastrica (sangue nello stomaco) e l’acufene se il farmaco viene assunto in dosi eccessive. Nei bambini e negli adolescenti l’aspirina non viene più usata come in passato per alleviare i sintomi parainfluenzali della varicella o di altre patologie virali, perché può essere associata al rischio di insorgenza della sindrome di Reye.

La sindrome di Reye è un improvviso danno cerebrale (encefalopatia) che causa problemi di funzionalità epatica. La sindrome si verifica con l’abuso di aspirina per curare l’influenza e con le cure anti-varicella nei bambini, soprattutto di età tra i 4 e i 12 anni.

COS’È LA CARDIOASPIRINA

La cardioaspirina è un medicinale volto alla prevenzione di:

  • Trombosi coronarica dopo infarto multiplo (in pazienti con angina stabile cronica, angina pectoris instabile e con fattori di rischio multipli quali diabete mellito, obesità, ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia e familiarità per cardiopatia ischemica).
  • Ischemie occlusive dopo ictus cerebrali e in pazienti con attacchi ischemici transitori.
  • Riocclusione dei by-pass aorto-coronarici.

La cardioaspirina, inoltre, viene utilizzata anche nell’angioplastica coronarica percutanea transluminale (PTCA) e nella prevenzione della trombosi in quei casi di circolazione extracorporea, nei pazienti affetti da sindrome di Kawasaki e in emodialisi.

SINDROME DI KAWASAKI

La sindrome di Kawasaki è una vasculite, cioè una malattia dei vasi sanguigni, la cui causa è attualmente non è nota. La sindrome, che interessa di solito i lattanti ed i bambini di età inferiore ai 5 anni, è caratterizzata da febbre prolungata, esantema, congiuntivite, mucosite, linfoadenopatia cervicale e poliartrite di gravità variabile. La sindrome di Kawasaki sembra colpire in Italia 14 bambini ogni centomila.

È stata osservata per la prima volta nel 1967 dal pediatra giapponese Tomisaku Kawasaki. Sebbene il Giappone sia statisticamente il paese che vanta il triste primato del maggior numero di infanti colpiti, la Kawasaki è oggi per frequenza la seconda vasculite del bambino dopo la Porpora di Schonlein-Henoch, e riguarda sia l’Europa che l’America.

DIFFERENZE TRA ASPIRINA E CARDIOASPIRINA

Quale è la differenza che intercorre tra aspirina e cardioaspirina? Sappiamo che in entrambi i casi si tratta di formulazioni a base di acido acetilsalicilico che, oltre ad aiutarci a combattere infezioni e dolori, sono utilizzate in ambito cardiologico. Tra questi due farmaci la vera differenza sta solo nella formula di presentazione.

Il principio attivo, in effetti, è presente nello stesso dosaggio, 100 mg. Però, nella cardioaspirna, il medicinale appare associato ad un rivestimento gastro-protettivo, in modo da proteggere le pareti dello stomaco da eventuali irritazioni, ulcere e sanguinamenti.

Aspirina e cardioaspirina sono in pratica la stessa cosa, solo che la prima è a rilascio diretto, la seconda, grazie al gastro-protettore, ha un effetto più dilazionato nel tempo che ne consente una metabolizzazione più lenta. Gli effetti che si ottengono sull’organismo sono gli stessi.

CONTROINDICAZIONI SECONDO IL BUGIARDINO ILLUSTRATIVO

Si parla di tendenza accertata a emorragie, gastropatie, ulcere gastriche e duodenali, asma, insufficienza renale. La somministrazione di Cardioaspirin 100, soprattutto se protratta, può intensificare:

  • L’azione degli anticoagulanti.
  • L’azione dei corticosteroidi.
  • Gli effetti desiderati ed indesiderati di tutti gli analgesici ed antireumatici non steroidei.
  • L’azione dei farmaci ipoglicemizzanti.
  • Gli effetti avversi del metotrexate, usato nelle sclerosi.

RECORD MONDIALE DI CANCRO AL RENE

Il dr Geoffrey Duggin, specialista malattie renali al Royal Prince Alfred Hospital di Sydney, ha quantificato in 300 pazienti australiani/anno, soprattutto donne, che finiscono in situazioni di emodialisi cronica per nefropatie da prodotti analgesici, incluse ovviamente aspirine e cardioaspirine.

Per l’alto consumo di antidolorifici, le donne australiane vantano da anni il record mondiale di cancro al rene, con una incidenza media del 1000%, ossia 10 volte superiore, alla media mondiale. Al secondo posto la Svizzera e al terzo la Svezia, sempre per lo stesso motivo. Le statistiche odierne ci mancano e potrebbero anche essere variate rispetto agli anni ’90, ma questo non cambierebbe i termini del problema.

FARMACI CHE NON CURANO E CHE SOPPRIMONO SOLTANTO DEI SINTOMI

Gli analgesici, sia ben chiaro, non curano niente. Servono solo a sopprimere dei sintomi. L’aspirina in particolare apporta sì qualche rilievo, ma inibisce anche l’azione dei globuli bianchi e permette alle infezioni di protrarsi più a lungo. Prendere aspirine significa prolungare le condizioni patologiche. La Australian Kidney Foundation attribuisce agli antidolorifici come l’aspirina la maggior causa di insufficienza renale nel paese. L’aspirina è anche la prima causa di morte tra i bambini piccoli, attraverso le varie sindromi sopra citate.

VEGETALI ANTI-AGGREGANTI E PRIVI DI EFFETTI COLLATERALI

Il contrasto alla aggregazione e alla coagulazione del sangue è ottenibile anche con modalità naturali ed alternative, optando per il vegan-crudismo in generale, e non scordando di inserire nella dieta alghe, agrumi, asparagi, pomodori, tarassaco, equiseto, aglio, cipolla, porro, pungitopo, funghi, tutte risorse prive di effetti collaterali.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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1 commento

  1. cara Elsa da Parma, vanno soprattutto eliminati tutti i grassi, sia quelli aggiunti (olio compreso) sia quelli contenuti nei cibi concentrati (carne, pesce, formaggi) che sono quindi da evitare come la peste. Parola del Dr Esselstyn, confermata dalla mia personale esperienza di infartuato che ha gettato tutti i farmaci (aspirina compresa) nel cestino della spazzatura.