CURE NATURALI PER LA TROMBOCITEMIA

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LETTERA

SBALZO PIASTRINE OLTRE IL MILIONE

Gentilissimo Valdo Vaccaro, Mi chiamo Andrea, ho 45 anni, sono affetto da 10 anni da trombocitemia essenziale. Fino a 35 anni le piastrine sono state nella norma, circa 10 anni fa sono balzate a 1 mil/mm3 e sono rimaste stabili fino a 36 mesi fa quando sono nuovamente salite a 1,3 mil/mm3.

PROPOSTA DI ANTIAGGREGANTE GIORNALIERO

Tutti gli altri valori dell’emocromo sono nella norma a parte i valori dei globuli rossi in quanto ho una microcitemia ereditaria. Attualmente non ho sintomi. Per la cura della piastrinosi sono seguito da un centro universitario lombardo. Come terapia mi hanno consigliato unicamente un’antiaggregante giornaliero.

Nonostante il valore alto delle piastrine, vorrei assolutamente evitare farmaci abbattitori. Ovviamente nessuno mi ha parlato di terapie non farmacologiche. Esistono metodi naturali basati su un’alimentazione mirata che consentano il controllo e la riduzione delle piastrine?? Grazie in anticipo di un suo consiglio.
Andrea

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RISPOSTA

TROMBOCITEMIA O PIASTRINOSI ED ESAME EMOCROMO-CITOMETRICO

Ciao Andrea. Trombocitemia essenziale è il nome della sindrome mieloproliferativa caratterizzata da un aumento delle piastrine, senza alterazioni degli altri valori ematici come globuli bianchi, rossi ed altri parametri dell’esame emocromo-citometrico. Tale esame consiste nel conteggio delle varie cellule che compongono il sangue, ed è uno dei test di laboratorio più frequentemente eseguiti.

CAUSE DI PIASTRINOSI

Esso comprende anche la conta delle piastrine, che normalmente varia da 150.000 a 350.000 per millimetro cubico. Quando le piastrine superano il valore di 400.000, si ha una condizione di piastrinosi. Le cause di piastrinosi sono molteplici, e le più frequenti sono secondarie alla presenza di stati infiammatori, di anemia da carenza di ferro, di infezioni e, assai più raramente, anche di tumori maligni.

SINDROMI MIELOPROLIFERATIVE

In queste condizioni di aumento secondario del numero delle piastrine è inusuale che si raggiungano valori superiori a 500.000-600.000. Vi però sono condizioni morbose primarie, chiamate sindromi mieloproliferative, in cui il numero delle piastrine può superare largamente questo valore, e raggiungere anche numeri eguali o superiori al milione.

PARLIAMO DI ALTERAZIONE TUTTO SOMMATO INNOCENTE

Cosa succede ai milionari di piastrine? In molti casi, soprattutto nei soggetti giovani, assolutamente nulla di patologico. Tanto che questi numeri abnormi vengono riscontrati spesso a caso, per esempio nel corso di un controllo generale dello stato di salute (il cosiddetto check-up). La trombocitemia essenziale è un’alterazione benigna. Di per sé non comporta problemi se non l’ansia legata alla conoscenza di avere un’alterazione nel sangue.

NON SERVONO GRANDI TERAPIE E NEMMENO GRANDI CONTROLLI

Proprio per la benignità della trombocitemia essenziale non è sempre necessario intervenire con una terapia mirata a diminuire il numero delle piastrine e a riportarlo nei limiti della norma (meno di 400.000). Non bisogna, in altre parole, farsi spaventare dall’anormalità di laboratorio e dall’entità dell’aumento delle piastrine.

IMPORTANTE È AVER CURA DI SE STESSI E LIBERARSI DA OGNI STRESS

Bisogna però che il milionario di piastrine sappia che la sua alterazione del sangue porta ad un aumento del rischio di sviluppare occlusioni delle arterie o delle vene (trombosi), che determinano un insufficiente afflusso di sangue agli organi. Poiché trombosi può voler dire anche infarto miocardico, ictus cerebrale, embolia polmonare e flebiti agli arti inferiori, occorre monitorare sì il problema, ma senza ansia, senza stress e senza inquietudine. Se uno ha cura di se stesso esiste spesso la remissione spontanea, ossia l’autoregolazione del problema.

NEI SOGGETTI PIÙ ANZIANI IL DISCORSO PUÒ CAMBIARE

Il rischio effettivo di sviluppare una trombosi è molto basso in chi ha meno di 60 anni. Un giovane non deve essere curato con farmaci per diminuire il numero delle piastrine! Il rischio di trombosi aumenta però vertiginosamente oltre questa soglia di età. Nei soggetti più anziani è quindi necessario diminuire il numero delle piastrine, anche se il portatore di trombocitemia sta bene ed è del tutto asintomatico.

LA MEDICINA PROPONE CURE SOLO PER GLI ULTRASESSANTENNI

Per ottenere questo risultato si usa un farmaco noto da molti decenni, e quindi di cui si conoscono bene i molti benefici e i pochi rischi. Il farmaco si chiama idrossiurea, e il dosaggio ottimale per ridurre il numero delle piastrine varia da 500 mg (1 compressa al dì) a 1 g (due compresse). Le piastrine “milionarie” diminuiscono così rapidamente di numero e, ciò che più conta, la correzione dell’anormalità di laboratorio si accompagna ad una marcata diminuzione del rischio di sviluppare la trombosi. Quindi, terapia farmacologica solo agli ultrasessantenni, e nessuna terapia al di sotto di questa età. e Un farmaco pur efficace e sicuro come l’idrossiurea è del tutto inutile in età giovanile!

SINTOMI

SPLENOMEGALIA ED EPATOMEGALIA

Nella malattia sintomatica sono frequenti astenia, emorragie (epistassi, facilità di comparsa di lividi, sanguinamenti a carico del tubo gastro-enterico), cefalea, parestesie, vertigini. Le piastrine possono avere una durata di vita normale oppure la loro sopravvivenza può essere ridotta. La milza in circa il 60% dei casi è aumentata di volume. A volte è presente epatomegalia.

MEDICINALI RIDUTTIVI DELL’ATTIVITÀ PROLIFERATIVA DEL MIDOLLO OSSEO

Se i pazienti sono asintomatici e le piastrine non superano valori di 600.000/ml si può anche evitare la terapia. I vari farmaci mirano a ridurre l’attività proliferativa del midollo osseo che è, per l’appunto, responsabile dell’iperproduzione di piastrine. Un farmaco comunemente utilizzato è l’idrossiurea. I suoi effetti si vedono però dopo un tempo relativamente lungo che varia dalle 2 alle 6 settimane. Altri farmaci ancora possono essere il busulfan o il clorambucil o ancora l’interferone. In caso di emergenza si può ricorrere alla piastrino-aferesi, una tecnica che consente di eliminare dal sangue le piastrine in eccesso. Va da sé che i suoi risultati sono transitori.

USO DI ANTIAGGREGANTI COME L’ASPIRINA E L’INTERFERONE

Molti ematologi aggiungono anche un antiaggregante come l’aspirina, che ha il compito di inibire l’aggregazione delle piastrine e in ultima analisi di ridurre il rischio di trombosi. La cautela nella somministrazione è d’obbligo se nei pazienti si verificano o si sono verificati fenomeni emorragici.
Per quanto riguarda l’interferone i suoi effetti cominciano a manifestarsi entro i primi due mesi di terapia. I suoi effetti collaterali includono febbre, sintomatologia simil-influenzale, disturbi gastroenterici, disturbi del sistema nervoso (cefalea, sonnolenza, ansia, depressione).

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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