ASPORTAZIONE CISTIFELLEA E SBALZO VALORI IN ACIDO URICO, VES E PCR

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LETTERA

Buonasera, mi sono imbattuta per caso nel suo blog, cercando spiegazioni sull’acido urico alto. Infatti Le volevo chiedere, visto il mio valore altro di acido urico a 7.9, se c’è correlazione con i valori alti anche di VES e PCR. Sottolineo anche che ad ottobre 2012 mi hanno tolto la cistifellea per calcoli. Grazie in anticipo per la risposta.
Barbara

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RISPOSTA

ACIDO URICO

L’acido urico, presente nell’urina e nel sangue, deriva dal metabolismo delle proteine. Un aumento a livello ematico oltre i 7 mg/dL dà luogo all’iperuricemia, condizione che porta alla gotta e alla artrite.
In termini di dieta, il consumo di carni e pesce, di uova, formaggi e proteine animali, ed anche di alcolici, caffè, the, zuccheri industriali e cole, porta ad accumuli di acido urico che il corpo umano ha grosse difficoltà a smaltire, mancandogli l’enzima uricasi (che abbonda invece negli animali carnivori).

VES O VELOCITÀ DI ERITROSEDIMENTAZIONE

VES è un acronimo che sta per velocità di eritrosedimentazione. La VES è un esame del sangue di facile esecuzione e poco costoso con il quale si valuta la velocità di sedimentazione dei componenti corpuscolari del sangue (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine), ossia il tempo che questi impiegano per separarsi dal plasma (la parte liquida del sangue).

PRC O PROTEINA-C-REATTIVA

La Proteina C-reattiva, (PCR o CRP, dall’inglese C-reactive Protein), è una proteina prodotta dal fegato, e facente parte delle cosiddette proteine di fase acuta, un gruppo di proteine sintetizzate durante uno ststo infiammatorio. La PCR è una opsonina, il cui principale ruolo è quello di legare la fosfocolina, espressa su cellule morte o morenti, ma anche sulla superficie esterna di diverse specie batteriche.

Il fegato sintetizza questa proteina in risposta a diversi fattori rilasciati dalle cellule del tessuto adiposo. La sua misurazione, insieme quella della VES, può rivelarsi molto utile in caso di sospetto di stati infiammatori di origine infettiva e di alcune malattie infiammatorie quali l’artrite reumatoide e il lupus.

Normalmente in soggetti sani i livelli di PCR si attestano su valori inferiori a 10 mg/L, generalmente 5-6mg/L, che lentamente si innalzano con il passare degli anni. Scoperta nel 1930 da Tillett e Francis, nel siero di pazienti affetti da polmonite da pneumococco, la proteina C-reattiva deve il suo nome al fatto che i suoi scopritori notarono come essa reagisse con l’antigene polisaccaridico-C dello Streptococcus Pneumoniae (o Pneumococco). Inizialmente si pensò che la PCR potesse essere una proteina patogenetica, poiché si erano osservati valori elevati anche in pazienti con altre malattie come il cancro.

LA PCR E LE INTERLEUCHINE COME PRIMARIE BARRIERE DIFENSIVE

La PCR fa parte delle proteine positive di fase acuta, cioè di quelle proteine che vedono i propri livelli sierici aumentare in risposta ad uno stimolo infiammatorio. L’innalzamento della PCR è conseguenza dell’aumento di un’altra proteina detta Ingterleuchina (IL-6), prodotta principalmente dai macrofagi. La PCR opsonizzando (cioè rivestendo la superficie di) microbi e cellule morte o irreparabilmente danneggiate, funge da complesso di attacco per le proteine del Complemento, ed inoltre stimola la fagocitosi mediata dai macrofagi.

La PCR è quindi parte integrante dell’immunità di tipo innato, costituendo una delle molecole sentinella che più precocemente permettono di aggredire elementi esterni potenzialmente ostili. I suoi livelli possono anche aumentare di 50000 volte durante la risposta acuta, con un picco a 48 h dall’inizio della infiammazione.

COMPITI DEL FEGATO E MECCANISMO DELLA BILE

Il fegato, tra i tanti suoi compiti importanti, ha pure quello fondamentale di purificare il sangue venoso e i prodotti della digestione, quello di emulsionare i grassi e quello di favorire l’espulsione degli escrementi, con l’ausilio della bile. La bile, oltre che essere un lubrificante, è anche un liquido produttore di sostanza purificante dell’intestino.

La stitichezza è il peggior nemico del fegato. La carne, i grassi, il the e il caffè, l’alcol, i dolci, sono tutte cose che irritano il fegato ed ostacolano le sue funzioni. Coltivando invece buone digestioni, mai si ammalerà il fegato e mai si bloccherà la cistifellea. Un digiuno di 2-3 giorni, seguito da 3 giorni di dieta fruttariana, è già in grado di decongestinare il fegato. Anche il solito cataplasma di fango, all’altezza del polmone destro, aiuta a disinfiammarlo.

IL MECCANISMO DELLA CALCOLOSI EPATICO-BILIARE

In stato di stitichezza avanzata e di inevitabile infiammazione epatica, il sintomo inequivocabile della crisi biliare e della calcolosi epatico-biliare è dato dalle coliche, con qualche piccolo calcolo che, passando per il condotto che immette la bile nel duodeno e poi nell’intestino, sfrega le pareti delicate di questo condotto (chiamato coledoco) provocando fortissimi dolori nella parete destra del ventre. Un malessere che va fino alla spalla e al braccio destro, accompagnato da attacchi di vomito che possono durare ore ed anche giorni.

LA MANO FACILE DELLA CHIRURGIA

La chirurgia ignora o fa finta di ignorare la malattia ed il suo processo logico e, non curandosi di sopprimere l’origine del problema, cioè la stitichezza e la precisa alimentazione che porta ad essa, opta disinvoltamente per l’asportazione della cistifellea, cosa gravissima che significa togliere anni di vita, ed anche qualità della vita alle persone. Visto poi che cistifellea e milza lavorano in sinergia, non è raro che la colecistectomia vada di pari passo con la splenectomia, ovvero con l’asportazione chirurgica della milza. D’altra parte i chirurghi in linea generale sono nati e formati per effettuare delle operazioni chirurgiche e non certo per fare prevenzione alimentare o altri aggiustamenti.

“NON INDISPENSABILE ALLA VITA LA MILZA PUÒ ESSERE ASPORTATA”

È molto istruttivo come la cultura medico-chirurgica condizioni persino la terminologia e i dizionari di lingua italiana. Alla voce milza, in un comune dizionario Garzanti, si si legge quanto segue: Organo color rosso bruno, pesante 195 grammi, lungo 13 centimetri e di forma piatta, posto nell’ipocondrio sinistro, tra lo stomaco, il colon traverso e il rene sinistro. Pur avendo molteplici funzioni, è fondamentalmente un organo vascolare che, negli adulti, distrugge i globuli rossi invecchiati riciclando il ferro e i globuli bianchi, produce globuli bianchi e piastrine, ed immagazzina globuli rossi per uso nelle emergenze. Non indispensabile alla vita, la milza può essere asportata, è la conclusione paradossale ed incredibile del testo.

LA NATURA UMANA E IL GRADO DI ASPORTABILITÀ DEI VARI ORGANI

Se si asporta la milza, non a caso si assiste a un aumento dimensionale delle ghiandole linfatiche, che si sobbarcano il lavoro filtrante e purificante di questo organo. La realtà è che i chirurghi si divertono a fare il buono o il cattivo tempo, e si dilettano a giudicare organi e ghiandole sulla base del loro grado di asportabilità, senza nemmeno considerare la funzionalità sinergica del corpo umano, dove tutte le parti interne sono collegate e vanno religiosamente preservate.

SCARSO RISPETTO PER LA NATURA E PER L’INTEGRITÀ DEL CORPO UMANO

Se la natura ha dotato il corpo di una cistifellea e di una milza, significa insomma che esse hanno degli scopi importanti e fondamentali, e che non stanno lì a fare le belle statuine. Il fatto che uno sopravviva senza una ghiandola, non significa affatto che tale ghiandola sia opzionale ed asportabile. Questa non è scienza, ma è piuttosto autentica demenza chirurgica.

TUTTO SPINGE INESORABILMENTE VERSO IL BISTURI

Dire che i chirurghi siano portati per il bisturi e che scalpitino per operare, spinti in questo dagli stessi interessi degli ospedali e delle case farmaceutiche, potrebbe sembrare una cattiveria gratuita, ma non lo è affatto. Formare un chirurgo, ed anche tenerlo aggregato ad una struttura clinica, ha un costo notevole. Un chirurgo che non operi a ritmo industriale diventerebbe un lusso, un problema economico ed un grande spreco di risorse per ogni amministrazione ospedaliera. Non è casuale che, un grande medico americano come Oliver Wendell-Holmes abbia definito l’opzione chirurgia, al di fuori della vera emergenza e dell’autentica necessità, come il fallimento tipico della medicina in quanto arte del guarire.

I PROBLEMI SI POSSONO EVITARE CON UN MINIMO DI ATTENZIONI

Chi riesce a mantenere il funzionamento digestivo nella normalità, consumando regolarmente frutta acquosa a colazione e a merenda, mantenendosi leggero e vegano a pranzo e a cena, evitando the, caffè, alcol, dolciumi, e limitando il cibo cotto al minimo indispensabile, non avrà mai problematiche di fegato e di cistifellea. Sembrerà poi paradossale, ma i calcoli grossi, entro certi limiti, non danno grandi problemi. Sono quelli piccoli che si disgregano e vanno a causare le peggiori coliche.

NON ANTI-DOLORIFICI MA DIGIUNO, ACQUA BIOLOGICA E TARASSACO IN ABBONDANZA

Combattere i dolori con calmanti è grave errore. I dolori sono in questo caso necessari per l’espulsione dei calcoli, e occorre resistere. L’eliminazione sistematica dei calcoli avviene solo mediante rigorosi digiuni ed acqua distillata. Il regolare ricorso al tarassaco, autentica panacea della natura nelle foglie, nei fiori e nelle radici, è raccomandato allo stato crudo (o cotto leggermente al vapore) per contrastare i calcoli epatici e biliari.

IL CORPO NON VA MAI CONTRO SE STESSO

Per chi è stato operato, e ha subito la grave menomazione chiamata colecistectomia, non è il caso di disperarsi. Il corpo non va mai contro se stesso. In questo caso specifico, non smette mai di darsi da fare col suo sistema immunitario. E cerca in continuazione di trovare i migliori accomodamenti possibili agli abusi ed agli spropositi che sono stato orditi e realizzati contro di esso.

CAUSE REALI DI MALATTIA LASCIATE INALTERATE AL LORO POSTO

L’operazione non solo danneggia il paziente, privandolo di una sua ghiandola fondamentale e mai accessoria, ma lascia pure inalterata al suo posto la causa principale di malattia, che è la stitichezza. È in quella esatta direzione che occorre muoversi. Non serve imprecare contro la medicina che opera col farmaco e col bisturi e che non guarisce. Dobbiamo imparare tutti a responsabilizzarci e ad auto-gestirci meglio, e non a giocare allo scaricabarile.

RADDOPPIO DI STITICHEZZA

Stitichezza che ora è raddoppiata, essendo venuto a mancare quel normale meccanismo digestivo-assimilativo rappresentato dalla bile organizzata nel suo apparato biliare, come stabilito da Madre Natura. Purtroppo, la vescichetta biliare non si può ricostruire o riprodurre. Meglio voltare pagina e scordare l’episodio.

STRATEGIE DI RECUPERO

Il consiglio a questo punto è quello di diventare militarmente virtuosi nella dieta. Tarassaco, mandorle e pinoli non manchino mai. Centrifugati di carote, sedano e ananas, o di rape e mele, o di bietole e patate dolci, non manchino mai. Spremute di agrumi non manchino mai. Voglia di vivere, e di migliorare la propria cultura alimentare ed etico-animalistica, non manchino mai.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

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1 commento

  1. Leggera e Felice on

    é importante conoscere il significato di un rialzo della PCR e della VES. Assiemte con procalcitonina e fibrinogeno, la Proteina C reattiva (come puoi vedere qui o qui e la velocità di eritrosedimentazione, come puoi vedere qui o in quest'altro articolo sono indici di flogosi, e indicano un'infiammazione, di solito tanto più importante quanto sono alti i valori. Quindi, badate bene, in caso di colica biliare, c'è la possibilità che la cistifellea, "tappata" dal calcolo, si sovrainfetti.. e non c'è terapia purgante che tenga…