BLASTOMA PLEUROPOLMONARE, QUINDICI CHEMIO E PROGNOSI CATASTROFICA

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LETTERA

POSITIVO IMPATTO COL TUO MONDO

Gentile Valdo, mi chiamo Liliana e ho avuto la fortuna di imbattermi nel tuo mondo da parecchi mesi. Io e mia figlia Simona siamo iscritte all’Ava e tramite Franco Libero Manco abbiamo notizie confortanti sulla tua convalescenza e che presto sarai di nuovo operativo!

VEGAN-CRUDISMO TENDENZIALE DA 6 MESI DOPO UN ANNO DI VEGETARIANISMO

Ti seguiamo con molto interesse e conoscendoti attraverso i tuoi libri, i video e le tue preziose tesine, vivo in un modo più sereno la mia vita. Io e la mia famiglia dopo circa un anno di alimentazione vegetariana siamo diventati da più di sei mesi vegani tendenzialmente crudisti seguendo i tuoi utili consigli. Siamo veramente contenti per i primi benefici di cui abbiamo riscontro, ma soprattutto per i nostri amici animali.

FACCIAMO DIVULGAZIONE E PROMUOVIAMO I TUOI SCRITTI

Ogni giorno, credimi, divulghiamo tutte le informazioni acquisite a più persone, familiari, amici e sconosciuti, consigliando anche i tuoi libri. Avrei tante altre cose da dirti, ma in questo momento ti scrivo per parlarti di un bimbo che vive in Sicilia, a Messina, e che purtroppo ha un grosso problema.

CASO DIFFICILE PER UN BAMBINO MESSINESE DI 4 ANNI

Ti inoltro la diagnosi cosicché tu possa darci indicazioni su chi rivolgerci, sperando nella possibilità di un rimedio. Vorremmo un tuo cortese parere perché abbiamo tanta fiducia in te. In attesa di una tua sollecita risposta, ti invio un caro saluto ed un abbraccio. Grazie per la tua attenzione e per quello che fai per tutti noi.
Liliana Di Vito

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SCHEDA DI DAVIDE

A GENNAIO PRIMA DIAGNOSI DI BLASTOMA PLEUROPOLMONARE DI TERZO TIPO, CON 9 CICLI CHEMIO

Davide ha 4 anni è nato il 30/03/2010. Prima diagnosi blastoma pleuropolmonare di terzo tipo. Ha fatto 9 cicli di chemioterapia e ha subito operazione in data 09/01/2014. Non gli hanno mai controllato la testa se non quando, a luglio, il bimbo non si sente bene e in un controllo risultano metastasi.

A LUGLIO SECONDA DIAGNOSI NEUROPLASIA INTRACEREBRALE METASTASICA. CON 6 CICLI CHEMIO

Seconda diagnosi neuroplasia intercelebrale metastica con emorragia in tumore frontale. Ha fatto 6 cicli di chemioterapia ed è stato operato il 22/07/2014, con asportazione di 1 sola delle 3 metastasi.
A un ultimo controllo le metastasi della testa appaiono piccole e molteplici. Alcune danneggiano il sistema nervoso.

A DICEMBRE SPEDITO A CASA SENZA CURE E CON ETICHETTA DI SPACCIATO

Al momento il bambino non assume nulla e non è sottoposto a cure, a parte prendere il cortisone.
L’hanno rimandato a casa con assistenza domiciliare dandolo per spacciato. Al momento ha dei problemi con una gamba, non riuscendo ad alzarla o piegarla. Se ti serve qualcos’altro fammi sapere. Grazie.

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RISPOSTA

DALL’ENTUSIASMO PER QUANTO STATO FACENDO AL TOCCANTE CASO DI DAVIDE

Ciao Liliana. Dovrei gioire per i risultati che state conseguendo e per l’entusiasmo contagiante che esprimete in favore della nostra comune causa a favore delle creature gravemente improtette ed indifese, nonché per la vostra dedizione all’argomento salute, pure fondamentale per la nostra sopravvivenza. E invece la notizia di questo Davide fa venire un groppo alla gola, sia per come è stato trattato che per la situazione in cui si trova.

INTERVENTO VEEMENTE AL LIMITE DELL’ACCANIMENTO TERAPEUTICO

Spacciato per la medicina che ha giocato le sue carte sbagliate con tutta la veemenza possibile ed immaginabile. Con tutta la maestria chirurgica possibile, immagino. Ma anche, mi sia concesso dire,  con la solita testardaggine oncologica del voler risolvere il problema mediante rimozione e mediante cicli di chemio devastanti per tutti, ma in particolare modo per un bambino piccolo, ignorando del tutto altre vie ed altre possibilità, ignorando che esiste un sistema immunitario e che le possibilità di remissione spontanea non sonno remote né impossibili, se solo si sapesse umilmente rinunciare alle proprie ambizioni di alta anatomia chirurgica.

TUTTO FOCALIZZATO SULLA ASPORTAZIONE E SULLA CHEMIO

“La resezione completa della neoplasia rappresenta l’evenienza più favorevole per la guarigione. Quando la malattia non è operabile o è metastatica all’esordio, è necessario rimandare l’eventuale asportazione successivamente ad un trattamento chemioterapico”. Queste parole della medicina la dicono lunga sul modo di interpretare le neoplasie da parte della sanità. Concentrazione massima sulla asportazione del sintomo e sulla eventuale chemio, ovvio che da tali balorde premesse nulla di buono ci si può attendere dagli interventi medici.

SAGGEZZA, PAZIENZA E LUNGIMIRANZA NON FANNO PARTE DELLE DOTAZIONI MEDICHE

La pazienza di aspettare, la saggezza di rivolgersi alle forze di autoguarigione interna, sono doti che da sempre mancano ai medici. La chirurgia scalpita e freme per fare diagnosi oltremodo dettagliate su malattie che conosce solo in apparenza e che confessa, lei medesima, non sa da dove arrivano, come arrivano e perché arrivano. Vediamo dunque come da medicina oncologica ufficiale descrive ed inquadra l’intero problema.

DEFINIZIONE DI BLASTOMA PLEURO-POLMONARE (PPB)

Il Blastoma Pleuro-Polmonare (PPB) è una rara neoplasia intratoracica altamente maligna e tipica dell’età pediatrica, che usualmente si osserva in bambini con meno di 5 anni. Prende origine dai tessuti primitivi polmonari e pleurici. La causa non è nota. Lesioni malformative del polmone, come la Malattia Adenomatoide Cistica Congenita (CCAM) possono predisporre allo sviluppo della neoplasia. La CCAM viene diagnosticata spesso in epoca prenatale: in caso di persistenza dopo la nascita ne è indicata l’ asportazione per il possibile rischio di trasformazione in PPB.

SINTOMATOLOGIA POLMONARE ESTESA A PLEURA, A MEDIASTINO E DIAFRAMMA

Il PPB si manifesta di solito con una sintomatologia polmonare non specifica e, nella maggior parte dei casi, la diagnosi iniziale è di una polmonite a lenta risoluzione (difficoltà respiratorie, febbre, tosse, dolori toracici, fiacchezza). La neoplasia interessa principalmente il polmone ma può estendersi con localizzazioni extrapolmonari alla pleura, al diaframma e al mediastino (lo spazio della cavità toracica compreso tra le due sacche pleuriche, la colonna vertebrale e lo sterno, contenente il cuore, il pericardio e i grossi vasi). Le indagini principali sono radiografia e TAC del torace. Lesioni metastatiche possono interessare sistema nervoso centrale, ossa, linfonodi, fegato, reni e surreni. Questi distretti vanno indagati con indagini radiologiche.

ASPETTI ISTOLOGICI

Il Blastoma Pleuro-Polmonare viene classificato in tipo 1, esclusivamente cistico, senza aree solide, a prognosi probabilmente migliore, in tipo 2 con presenza di aree sia cistiche che solide, e in tipo 3 caratterizzato da aree esclusivamente solide.

LIMITATE POSSIBILITÀ DI GUARIGIONE

Nonostante gli attuali trattamenti con chirurgia, somministrazione di agenti chemioterapici e, talvolta radioterapia, le possibilità di guarigione sono limitate. Nelle più ampie casistiche la sopravvivenza a 5 anni è inferiore al 50%. I fattori prognostici favorevoli più importanti sono la completezza dell’asportazione chirurgica e l’assenza di metastasi a distanza. La resezione completa della neoplasia rappresenta l’evenienza più favorevole per la guarigione. Quando la malattia non è operabile o è metastatica all’esordio, è necessario rimandare l’eventuale asportazione successivamente ad un trattamento chemioterapico.

CHEMIOTERAPIA E RADIOTERAPIA

Il ruolo della chemioterapia a tutt’oggi non è del tutto definito, anche se sembra migliorare le possibilità di guarigione e quindi viene fortemente suggerito, considerata l’aggressività della neoplasia, sia in caso di asportazione iniziale che di tumore inoperabile. La rarità del tumore non ha permesso studi ampi ma farmaci attivi contro il BPP sembrano essere Adriamicina, Vincristina, Actinomicina D e Ifosfamide. Il ruolo della radioterapia è controverso ma viene da più esperti suggerito in caso di residui dopo l’asportazione del tumore, se fattibile.

SETTE MESI DI OPERAZIONE E DI CHEMIO PORTANO A NEUROPLASIA CEREBRALE METASTASICA

Nel caso specifico siamo di fronte a una conferma puntuale di quel metodo terapeutico fallimentare che è di fronte a tutti e che continua tuttavia ad essere ostinatamente applicato in totale dispregio della logica e del buon senso. Il bambino è stato mandato a casa con l’atroce ed angosciosa etichetta di spacciato. Non senza aver prima aver effettuato una seconda operazione di routine, asportando una metastasi su tre (naufragio negli stessi metri della medicina), e non senza aver piazzato altri 6 cicli di chemio.

METTERE AL BANDO LE CURE SUL SINTOMO SE VOGLIAMO GUARIRE

Una cosa importante che la gente e gli stessi medici dovrebbero scolpire nella propria mente è che le malattie croniche, tumori inclusi, cominciano con fasi di sviluppo impercettibili ed asintomatiche, per poi avanzare passo passo fino alla tubercolosi, alla dialisi o al cancro. Da qui l’importanza fondamentale di prevenire e stoppare questa evoluzione fin dai primi stadi, tramite cura appropriata di infanti e bambini. Cura appropriata significa per noi cura della non-cura. Trattare le malattie, curare le malattie, rappresenta uno dei più dannosi e funesti atti che si possano compiere contro un bambino. Le malattie non richiedono trattamento ma solo e sempre prevenzione. L’educazione salutistica va molto al di là del trattamento e della terapia. Essa, stabilito o anche solo intuito un fattore causante, anticipa ed esorcizza un effetto negativo suggerendo una strada per la prevenzione.

LA POLITICA DEL LASCIARLI IN PACE

“Do something for my my child!”, Fate qualcosa per il nostro piccolo, supplicano madri, padri e nonni, quando invece il bambino ha solo il bisogno di essere lasciato da solo, in pace totale. Il fare qualcosa “per” diventa inevitabilmente fare qualcosa “a”. Se i bambini venissero trattati con una “Let alone policy” (politica del lasciarli in pace) morirebbero assai meno spesso. I patimenti e i danni che vengono causati ai piccoli da questi trattamenti sono incalcolabili. Le mamme amano vedere i propri figli sani, forti e belli, ma raramente riescono nell’intento, poiché cullano aspettative che violano le leggi della natura su salute, forza e bellezza. Lo dice Shelton, con la sua solita grande maestria.

TENTARE DI GUARIRE IL CANCRO SENZA SOPPRIMERNE LE CAUSE PORTA ALLE RECIDIVE

Se i ricercatori fossero onesti ed intelligenti, se cercassero veramente di risolvere il problema del cancro, anziché impiegare mezzi devastanti per far sparire i neoplasmi, si impegnerebbero a trovarne sia la causa dei medesimi, sia il mezzo reale per eliminarla. Miliardi di tumori vengono annientati per asportazione, chemio, raggi e persino bruciature col ferro rovente. Ma questi metodi non sopprimono la causa per cui il cancro non tarda a rimanifestarsi. Ciononostante non si stancano mai di asportare e di napalmizzare i sintomi, e di fare smaniosa ricerca di sostanze cancro-risolventi. Speranza vana e chimerica che essi non si stancano mai di sottoporre ai media e ai governi per spillare e scialacquare altre valanghe di risorse pubbliche. Speranza utopistica di rimedio magico a una malattia senza conoscerne la provenienza e senza sopprimerne la causa.

PER QUANTO ACCURATA NELLE ASPORTAZIONI, LA CHIRURGIA VA AVANTI ALLA CIECA

Il cancro è il punto di arrivo di una evoluzione patologica iniziata molti anni prima. I cacciatori di rimedi vorrebbero sanare partendo dal punto di arrivo, ignorando tutti gli stadi precedenti e tutto il complesso castello di cause che precede l’ultima catena patologica. Cominciano la loro terapia alla rovescia ricercando dalla fine anziché dall’inizio della trafila cancerogena. Tutti legati al dogma di Sir John Hunter (1728-1793), chirurgo scozzese: “Non pensate, provate!” E i medici provano di tutto, ma rifiutano di pensare e di usare il cervello. Sperimentano con gli occhi bendati e, come tutti i ciechi che fanno da guida ad altri ciechi, cadono nel fosso con coloro che tentano di guidare.

GRASSO, COLESTEROLO E OMOCISTEINA I VILLANI DELLA SITUAZIONE

Il bello è che le cause non sono tanto misteriose come si vorrebbe far credere. Le maggiori cause di cancro del nostro tempo risiedono principalmente nel grasso e nel colesterolo. Affermazione precisa ed inequivocabile del dr Ernest Wynder (1922-1999) della American Health Foundation, indirizzata al Senato Americano. “There are high prevalences of drug and alcohol abuse, elevated cholesterol levels, poor physical fitness. If we are serious about our children, we should give them the gift of health. Health education should be considered one of the arts, along with reading, writing and arithmetic.” L’educazione alla salute deve essere considerata arte fondamentale come quelle del leggere, dello scrivere e del fare operazioni aritmetiche, scrive nel suo “Environmental Aspects of Cancer, the role of macro and minor components of food (1988).

CELLULE MIGRANTI CATTURATE DAI GLOBULI BIANCHI

I tumori sono fatti di cellule cancerogene e cellule apparentemente normali in sovrannumero per il 90%, quasi che il corpo le creasse per contenere quelle a rischio circondandole. Le cellule maligne, in condizione tumorale degenerata, si staccano spesso dal tumore primario per circolare nel sangue e nei linfonodi. Normalmente vengono catturate nei linfonodi adiacenti al tumore e distrutte dai globuli bianchi.

SISTEMA IMMUNITARIO SCASSATO E DECAPITATO DAI TRATTAMENTI SUBITI

Ma nei cancerosi il sistema immunitario è spesso demolito dai trattamenti medici, per cui le cellule migranti possono non solo  sopravvivere all’interno dei linfonodi, ma anche procedere oltre colonizzando altre zone corporali ed instaurando un tumore secondario. Questo processo di chiama metastasi. Poca gente muore di cancro primario ma, quando il cancro si è metastasizzato, la condizione viene definita nei circoli ortodossi dell’oncologia come terminale, non senza la solita punta di pessimismo terroristico. Non sono pochi e rari infatti i pazienti che continuano a ritrovarsi guariti naturalmente da cancri definiti terminali.

REMISSIONI SPONTANEE SEGNALATE DA DIVERSI CHIRURGHI AMERICANI

L’esperienza sulle remissioni naturali non è casuale ma sistemica. Viene confermata da diversi chirurghi americani con centinaia di casi di remissione spontanea per ciascuno di essi. Alcuni organi come il fegato e le ghiandole drenali, pur risultando a volte sostanzialmente danneggiati, possono rigenerarsi anche al 100%, visto la rapidità del ricambio cellulare. Le cellule nervose e muscolari invece, se danneggiate non si riparano facilmente, ma in compenso non tendono a cancerizzarsi. Sappiamo anche per certo che un tumore maligno si sviluppa solo dopo un lungo periodo di incubazione che negli adulti tocca gli 8 anni. Pertanto sia la prevenzione che il capovolgimento del cancro non dipendono affatto dalla distruzione delle cellule difettose mediante perverse procedure mediche, bensì dal correggere i difetti di chimica corporale che che hanno iniziato e scatenato l’intero processo patologico di sovra-crescita.

LE MERAVIGLIE INCREDIBILI CHE STANNO ALL’INTERNO DI OGNI SINGOLA CELLULA

Ogni singola cellula è di per sé un organismo vivente al pari di una complessa metropoli che mangia, consuma, produce, comunica, con gente che nasce e muore, con rifornimenti cibari ed energetici in arrivo. Una città che si muove su strade, ferrovie, metropolitane e aerei, e che rilascia consistenti mucchi di rifiuti da ripulire. Responsabile di questa cura ripulente è il fluido linfatico extracellulare che circonda la cellula e che si rinnova in continuazione grazie all’azione del sangue.

DETERIORAMENTO DELL’AMBIENTE UGUALE CANCER MILIEU, OVVERO TERRENO CANCEROGENO

La qualità di tale fluido dipende dalla qualità del sangue, mentre la qualità del sangue dipende da due cose precise come A) Qualità della dieta e B) Efficienza del fegato. Fegato che deve non solo rifornire il sangue di nutrienti appropriati, ma deve anche tenerlo libero da tossine. Le diete europee-americane ed australiane favoriscono un liquido vascolare tossico, grasso ed intasante, micidiale per il fegato e responsabile del deterioramento dell’ambiente cellulare, quello che poi viene chiamato cancer milieu ovvero habitat tumorale e terreno cancerogeno.

VISCOSITÀ DEL SANGUE FATTORE DECISIVO

Lo diciamo e lo ripetiamo in continuazione che il grado di viscosità del sangue è il fattore-chiave in tutte le malattie. Questa non è voce di uomo ma dettatura divina, fatta sua da Padre Taddeo di Wiesent con le parole semplici e vivaci dei veri religiosi: “Nessuno muore di cardiopatia e di cancro ma tutti muoiono di sangue guasto”. L’aggregazione di globuli rossi e di piastrine porta ad iper-coagulabilità e a situazioni trombotiche. Il rateo di sedimentazione di globuli rossi, l’aumento di fibrinogeno e l’aumentata viscosità piastrinica sono tutti ingredienti di malignità tumorale. In conclusione esistono 3 fattori sicuri, responsabili di ogni malattia degenerativa cancerogena, e sono esattamente:

  • Pessima dieta alto-proteica, con terribile carenza di frutta e verdure soprattutto crude,
  • Stress psico-fisico,
  • Carenza di movimento e di esercizio fisico.

Queste tre condizioni portano ad alti livelli di grassi nel sangue (colesterolo LDL, trigliceridi ed omocisteina) e ad indebolimento del sistema immunitario.

IL TUMORE CEREBRALE CHE NON ESISTEVA

Ingteressante il caso riportato da Manuel Lezaeta (1881-1959). Riguarda il bambino E.M. di 7 anni, figlio di un albergatore di Santiago del Cile, preda di terribili mali di testa con suppurazione all’orecchio destro. Diatermia, radioterapia, lavaggi, iniezioni e altre cure mediche non approdavano a niente. L’esame ai raggi X di mercoledì rivelò un tumore al cervello con lesione ossea. L’intervento chirurgico di apertura del cranio era fissata per il lunedì successivo. Il venerdì portarono il bambino da Lezaeta per un controllo dell’ultimo istante. L’esame dell’iride non rivelava alcun tumore né alcuna lesione ossea ma soltanto una infiammazione locale con abbondante accumulo di materia purulenta, la cui origine si trovava nel colon per la fermentazione putrida.

UNO DEI TANTI CASI MIRACOLOSI RILASCIATI DA MANUEL LEZAETA

Seguendo le mie indicazioni si combatté la febbre intestinale e quella locale all’orecchio, con risultato tanto buono che i medici si riunirono la domenica in consulta. Con grande sorpresa constatarono la scomparsa dei dolori e della febbre. “Non crediamo ai miracoli!” dissero di fronte al radicale recupero. Per 20 giorni tennero il bambino sotto osservazione. Non potevano comprendere come poteva essersi liberato dall’operazione aspettativa. Vent’anni dopo, incontrai quel bambino, ormai giovane e vigoroso uomo baciato dalla salute.

ALTRO CASO SIGNIFICATIVO

Altro caso di bambino di 6 anni votato a morire. Ventre gonfio e voluminoso su cornicione magro, debole e scheletrico. Occhi che non si aprivano per mancanza di forze, respirazione faticosa e ansante, febbre che gli consumava le viscere, intestino e vescica privi di elasticità e rilascianti materie acquose e fetide. L’origine di questa crisi letale si trovava nell’apparato digerente. La madre lo aveva allattato per 3 mesi e poi, su consiglio del pediatra lo nutrì con cibi confezionati e latte di mucca, causando una irritazione alle mucose intestinali, trasformando stomaco e intestino in una fabbrica di veleni che stavano per troncare la vita del bimbo.

TRATTAMENTO DI SALVATAGGIO REALIZZATO IN POCHE SETTIMANE

Il trattamento salva-vita doveva

  • Contrastare la febbre interna
  • Rinfrescare l’interno del ventre
  • Attivare il calore della pelle e delle estremità anemizzate e fredde
  • Convogliare allo stomaco alimenti freschi e vivi onde evitare esiziali putrefazioni
  • Catturare energia extra-cibaria dovunque possibile
  • Disinfiammare le parti affette da flogosi.

Tutto questo si ottenne in poche settimane mettendolo per lunghe con le gambette esposte al sole, avvolgendo il corpo con cataplasma di fango termale di notte, e rinnovandolo di giorno ogni 4 ore con nuovo fango. Gli venne dato latte di mandorle a piacere, allungato con acqua fresca senza zucchero, nonché frutta cruda frullata di stagione. Questi furono i suoi due semplici alimenti di salvataggio. Rivisitai il bimbo dopo un anno ed era un esemplare di ottima salute.

I PATIMENTI DI DAVIDE LI CONOSCE SOLTANTO LUI

Tornando al piccolo Davide, lasciato senza trattamenti ma con sola cura di cortisone, c’è solo da rilevare che il piccolo ha subito cure e trattamenti devastanti in continua successione, senza poter fare nulla all’infuori di patire le pene dell’inferno. Qualcosa di drammaticamente opposto alla politica del “Lasciarli in pace” auspicata con forza ed enfasi da Shelton. Non sentirà di certo la mancanza di trattamenti chemio o di altre cose.

SUCCHI, LATTE DI MANDORLE, VERDURE SALTATE E PASSATI DI VERDURE

Che fare a questo punto per questa creatura in pena? Succhi di carote e di ananas, succhi d’uva, di mele, di arancia e di mirtillo. Latte di mandorle e di nocciole, latte di cereali, prodotti alla soia, cremine di patate e di tapioca, pappate nutrenti con farina di castagne, verdure centrifugate e saltate, miele grezzo, passati di verdure, cataplasmi di fango o di foglie a più strati di cavolo crudo alternato a cipolla grattugiata. Tanto affetto e niente cure, nemmeno cortisone.

SE ESISTE CHANCE REALISTICA DI AUTO-GUARIGIONE LA SUA IMMUNOCOMPETENZA NON SI TIRERÀ INDIETRO

Guarigione e recupero? Alquanto problematici. Possibili anche, ma non probabili.  Troppo accanimento terapeutico e troppa sperimentazione su di lui pesano come un macigno. Troppi sgarbi a carico del suo sistema immunitario in formazione. Se nonostante tutto ci fosse un minimo di funzionalità epatica, renale ed immunitaria, il suo angelo custode, il suo medico interno potrebbe ancora giocare un ruolo attivo e riportarlo con fatica alla normalità.

SE LE OFFESE CHEMIO AVESSERO DEMOLITO OGNI RESISTENZA DEL PICCINO, BISOGNEREREBBE RASSEGNARSI ALL’EXIT

Se invece la sorte, e soprattutto i micidiali 15 cicli di chemio più le due operazioni subite nel giro di pochi mesi, avessero lasciato un segno indelebile ed irrecuperabile sul suo massacrato corpicino, nessun prodotto e nessun terapista al mondo potrebbero fare qualcosa per ritardare il suo eventuale exit e la sua liberazione dalla sua breve esperienza terrena, all’insegna della sfortuna e della sofferenza.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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