ODORE DI AMMONIACA NELLE URINE

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LETTERA

Ennesimo attacco di cistite per il mio bambino

Caro Valdo, appena arrivano le tue tesine le leggo con entusiasmo e sempre ti ringrazio per il lavoro e la dedizione che offri a noi tutti.
Oggi però sono giù di morale. Leggere ancora una volta di guarigioni veloci e miracolose, anziché darmi gioia mi ha ulteriormente abbattuta. Questo perché il mio bimbo Nenji, di quasi 3 anni, ha avuto stamattina l’ennesimo attacco di cistite.
Come sempre, come da copione, da quasi un anno.

Presenza di ammoniaca e di pH alto nelle urine.

È un mese e mezzo che mangia vegano. Tantissima frutta e poca pasta, o riso con verdure.
Eppure, in questo specifico aspetto, non c’è stato ancora alcun miglioramento.
Ti ricordo che la sua pipì sa di ammoniaca e il suo pH è molto alto (8.50-9.00). È un po’ che non gli faccio esami e quindi non conosco i valori attuali, ma so che ogni due settimane (nel 99% dei casi al risveglio) gli brucia la pipì.

Perché non migliora ancora?

Stamattina in particolare indicava la punta del pisellino che, in effetti, era rossa.
Gli ho messo una cremina alla calendula perché me l’ha chiesta con insistenza, per alleviare il bruciore.
Però sono abbattuta. Perché non migliora?
Jane

*****

RISPOSTA

Non penso affatto sia il caso di abbattersi. Serve un po’ di pazienza. La natura ripara lentamente.

Ciao Jane, a questo punto potresti accettare una ecografia intesa alla ricerca di eventuali calcoli.
La cistite, o infiammazione della vescica, o catarro alla vescica, è una irritazione causata dalla presenza di sostanze estranee nell’urina. Le cause possono essere la stitichezza, la somministrazione di farmaci e vaccini irritanti, oppure i calcoli. Ma attenzione, potrebbe anche trattarsi di effetto depurativo, causato dalla dieta detossificante adottata da 6 settimane, e in questo caso occorre soprattutto saper attendere con fiducia i miglioramenti che ci saranno sicuramente in concomitanza con la buona stagione.

Andiamoci piano col criticare il cambiamento dietologico

Intendo dire che, se il cambiamento dietologico inserito da un mese e mezzo non ha ancora risolto il problema specifico, non per questo va demonizzato e giudicato negativo.
Personalmente credo che siamo almeno a metà dell’opera, visto che Benji ha imparato intanto a mangiare meglio, e a familiarizzarsi col crudo.
Dovremo ora concentrarci di più sul tema specifico dell’ammoniaca e del bruciore, onde limare e risolvere il problema per gradi, trovando anche il modo di attutire i suoi dolori e i suoi picchi fastidiosi.

La salute umana parte dal colon.
Le disbosi intestinali richiedono tempi lunghetti.

L’odore di ammoniaca può derivare dalla presenza di batteri intestinali attratti dall’urea. Nell’80% dei casi si tratterebbe dell’Escherichia coli, ma potrebbe anche trattarsi del Proteus e della Candida albicans. Se questi sono i problemi scatenanti saremmo di fronte a derive intestinali tuttora irrisolte di qualche errore precedente.
La disbiosi intestinale, caratterizzata da colonie di batteri putrefattivi (carnei) e anaerobi, in sovrannumero rispetto ai batteri saprofiti (di origine vegetariana), aerobi e simbiotici, richiede mesi e non settimane per essere risolta.

[Per approfondire: Come ripristinare la flora intestinale]

Niente farmaci ma più succhi freschi

La disbiosi non si risolve certamente con gli antibiotici, ma piuttosto con centrifugati di carote, sedani e mele, da prendere 2-3 volte al giorno lontano dai pasti.
Se poi ci sono di mezzo dei calcoli, derivanti da ossalati di calcio (evitare il cacao in tutte le forme, gli spinaci e il pomodoro crudo), o causati da cistina e fosfati di ammonio (evitare rigorosamente ogni proteina animale), si spiega anche l’innalzamento del pH. Fare in modo che il bimbo abbia una alimentazione meno proteica e, temporaneamente, con meno calcio (evitare anche i semini e il sesamo).

La buona stagione è fondamentale per grandi e piccini

L’ideale è che abbondino allora i citrati che si trovano nel limone, nel melograno, nel mirtillo, nel pompelmo, nel lampone, nell’uva spina, nelle fragole e nella pesca.
Ho parlato di buona stagione, e non a caso. La frutta ideale sopra citata la ritroviamo solo con la buona stagione. Occorre poi farlo muovere di più, farlo respirare aria buona, farlo camminare, saltare e correre. Arieggiare la sua cameretta di notte.

Controllare lo stato dell’aria nelle aule scolastiche

Verificare che anche a scuola non manchino queste attenzioni, e che l’aria delle aule non sia troppo viziata per colpa delle insegnanti freddolose che tutto fanno fuorchè arieggiare.
Sarà importante aumentare le verdure a scapito un po’ della frutta, condendo le insalatine con olio di oliva extravergine e limone, zero sale. Un digiuno di un giorno ad acqua e limone, potrebbe essere utile quando arrivano tali crisi. Fare in modo di monitorare ogni suo segnale di stitichezza.

Anche Lezaeta parla di crisi eliminative e di sintomi intensivi da guarigione

Per Lezaeta, naturopata cileno di grande esperienza, l’infiammazione della vescica o cistite è determinata da stitichezza oppure da precedenti depositi irritanti di origine vaccinatoria e farmacologica, oppure ancora da calcoli. Con la pratica del crudismo alimentare, dei cataplasmi notturni di fango sul pancino, dei bagni caldi-freddi frequenti ai genitali, si ottiene una buona movimentazione dei prodotti estranei e delle sostanze morbose dell’organismo.
Nella fase iniziale di questi trattamenti si produce paradossalmente una irritazione della vescica che è però di tipo costruttivo. Questi sintomi e queste crisi, ben lungi dal preoccupare, sono piuttosto indice di guarigione e determinano l’eliminazione delle sostanze estranee.

Digiuno ad acqua e limone nelle fasi critiche

L’infiammazione della vescica si manifesta per il continuo stimolo di minzione, accompagnato da tremiti e da dolore. L’urina è più o meno torbida, e a volte si notano mucosità e tracce di sangue.
Si producono crampi alla vescica, febbre e sintomi di dolore a reni, ano e uretra.

Per curare tale situazione è conveniente il digiuno igienista, bevendo a piccoli sorsi acqua leggera o acqua e limone, al fine di dissolvere le sostanze tossiche. Una volta superato lo stato acuto l’alimentazione sarà a base di frutta fresca di mattina, e pranzo a base di insalatine miste condite con olio e limone e niente sale, più manciata di noci o mandorle, seguito da zuppa di verdure più olio a crudo sul piatto, o stufato di verdure, patate e zucche. Succo di mela e carota a tardo pomeriggio.
Un abbondante piatto di insalata verde per cena, oppure anche solo frutta fresca.

I rimedi erboristici a base di equiseto e piantaggine

Sempre per contrasto alle crisi acute, tutti i maggiori erboristi esaltano la piantaggine (plantago lanceolata), il cui decotto si ottiene con 20 grammi di piantaggine in mezzo litro di acqua bollente per 15 minuti, si cola e si beve a tazzine durante la giornata. Ed esaltano pure l’equiseto o coda cavallina (stessa procedura, bevendo però a cucchiai e frequentemente.
Sia nelle insalate verdi che nelle zuppe di verdura inserire qualche foglia tagliuzzata di tarassaco, di malva, di piantaggine e di ortica (quest’ultima solo nelle zuppe o nel risotto o sulla pizza).

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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