CISTITE POST-COITALE O CISTITE DELLA LUNA DI MIELE

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LETTERA

SNERVATA DALLA CISTITE

Gent.mo dr Vaccaro, da un anno circa soffro di cistite post-coitale che mi sta snervando. Sono mesi che riesco ad evitare gli antibiotici e a curarmi naturalmente con le gocce di semi di pompelmo. Sono praticamente crudista, faccio yoga, non fumo, non bevo vino.

IPOTIZZATA UNA CONGESTIONE EPATICA

Il mio omeopata mi ha dato da fare alcune analisi (emocromo epatorenale) e l’ urinocoltura perché, secondo lui, potrebbe trattarsi di congestione epatica oppure di colibacillosi cronica. Mentre attendo risultati analisi e nuova visita omeopatica, può dei consigli dal suo punto di vista? Grazie e buona giornata.
Carolina

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RISPOSTA

CISTITE: INFIAMMAZIONE DELLA VESCICA

Ciao Carolina. Cistite significa infiammazione della ciste ovvero della vescica. Più in particolare, infiammazione della mucosa uroteliale, che è la parete protettiva della vescica), dove spesso vanno a infiltrarsi batteri come l’Escherichia coli, richiamati però dal materiale organico ivi accumulato. In pratica, accusare i batteri è un comodo scaricabarile privo di senso.

SEGNI E SINTOMI

La cistite post-coitale, detta anche cistite della luna di miele, comporta un forte dolore 24-72 ore dopo il rapporto, con bruciore vescicale e uretrale, minzioni frequenti e dolorose, talvolta ematuria (perdita sangue nelle urine), e immancabili sospetti ed accuse inopportune nei riguardi del partner. Trattasi di un disturbo frequente e recidivante che spinge molte donne a evitare l’intimità. Devo dire, Carolina, che sei anche fortunata, nel senso che esiste una corposa tesina dal titolo “Cistite cronica post-coitale finalmente risolta“, carica di importanti delucidazioni.

CAUSE, FATTORI PREDISPONENTI, INNESCANTI E MANTENENTI

Prendo spunto da un’intervista rilasciata dalla prof Alessandra Graziottin, direttrice reparto Sessuologia Medica al San Raffaele di Milano. Circa i fattori causanti, la Graziottin li suddivide in:

  • Fattori predisponenti (carenza di estrogeni con alterazione pH e vulnerabilità a traumi, stipsi e contrazione eccessiva o ipertono del muscolo elevatore dell’ano).
  • Fattori innescanti o precipitanti (cistite da trauma post-coitale, cistite da freddo, cistite da chemio).
  • Fattori mantenenti o ostacolanti la guarigione (diagnosi parziali ed incomplete e terapie inadeguate).

SECCHEZZA VAGINALE E IL DOLORE ALLA PENETRAZIONE

In concreto, le due cause più rilevanti rimangono la secchezza vaginale e la dispaneuria, ossia il dolore alla penetrazione. Con la secchezza vaginale il dolore inibisce la lubrificazione vaginale e quindi l’eccitazione uretrale. L’uretra è circondata da una fitta rete di vasi sanguigni che si congestionano con l’eccitazione formando un manicotto ammortizzatore. Se l’eccitazione è insufficiente o si blocca, la protezione viene a mancare.

La possibilità di sviluppare uretrite aumenta del 400% in presenza di secchezza vaginale, e del 700% in presenza di forte dolore vaginale. Importantissimo dunque che il partner adoperi tutte le teniche preparatorie ed attendistiche necessarie a rendere il rapporto meno traumatico, e più prolungato, e che la donna partecipi al rapporto più che subirlo passivamente.

RIMEDI NATURALI

Ricorrere poi a quello che viene chiamato minimalismo terapeutico, o meglio alla superficialità terapeutica degli antibiotici, aumentandone la dose e la potenza in assenza di risultati, non risolve nulla e porta a danneggiare l’ecosistema intestinale e vaginale, favorendo lo sviluppo di micosi e candide.

BREVE DIGIUNO E SUCCHI D’ARANCIA O DI LIMONE

La migliore cura alla cistite rimane il digiuno di 3 giorni a tutto riposo ed acqua distillata, o anche ad acqua e limone, oppure il semidigiuno a centrifugati di carote-sedani-ananas-zenzero. Ottime le spremute di agrumi, di limone e anche di melograno. Consigliate una decina di arance al giorno. Altri frutti ideali sono l’uva orsina, i mirtilli (specie quello rosso), oltre che i frutti estivi tipo pesche, ciliegie e anguria. Quanto alle verdure, raccomandate le cicorie, il tarassaco, la malva, la cipolla, i porri, le ortiche e i semi di zucca.

PER IL FEGATO VALGONO GLI STESSI CONSIGLI

Fossimo di fronte a congestione epatica e a problemi di cistifellea il discorso non cambierebbe di una virgola. Anche in quel caso serve aumentare la percentuale di crudo e ricorrere ai centrifugati, stando rigorosamente alla larga da proteine animali, da dolcini e dolcetti, da cibo-spazzatura e bevande-spazzatura. Suggerisco più jogging, aerobica e respirazione addominale.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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