DIABETE UNO TRENTENNALE, EDEMA RETINICO E TIMORI DI PERDERE LA VISTA

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LETTERA

Carissimo Valdo, come stai? Non smetterò mai di ringraziarti per tutto quello che fai, dalle tesine alla divulgazione dei sani principi dell’igienismo, ti leggo sempre con entusiasmo! Ti voglio aggiornare sulla mia situazione e chiederti un consiglio. So che sei sempre impegnatissimo nel tuo lavoro ma ti sarei grato se trovassi il tempo per rispondermi appena puoi. Come sai, ho il diabete 1 da 32 anni.

COAGULAZIONE LASER E VITRECTOMIA

Un anno fa, dopo una diagnosi RDP, mi hanno fatto la pantofoto-coagulazione laser ed una vitrectomia. Le cose sono andate bene, con 9-10/10 ad entrambi gli occhi, fino all’ultimo controllo di una settimana fa dove, l’occhio operato, ha perso 3/10 a causa dell’edema retinico che é aumentato.

SBALZI GLICEMICI INCREMENTATI A CAUSA DEL CALDO INFERNALE

Premetto che la mia glicata è a 6.8%, stabile da un anno, ma nell’ultimo mese, complice il caldo infernale e l’impossibilità di camminare e pedalare come mio solito, ho avuto degli sbalzi glicemici sensibili. Non so perché ma, tra le altre cose, mi sono fatto anche delle grandi scorpacciate di olive salate. Sono vegano al 90% crudista e vivo praticamente di frutta 2-3 kg al giorno, poca acqua visto che non ho mai sete, insalatone e frutta secca oleosa e non.

VENGO PURE SPINTO AD ACCETTARE LA MALATTIA, E QUESTO MI STRESSA ULTERIORMENTE

Chi mi sta intorno, cioè famigliari, amici e fidanzata dice che dovrei accettare la malattia e conviverci, ma io ogni giorno lotto perchè voglio eliminare la droga insulinica dalla mia vita. Le mie dosi sono minime ma non riesco ad azzerarle. Temo però che il mio accanimento sia per assurdo controproducente e aumenti lo stress che mi impedisce la guarigione completa.

LA SERENITÀ NON È FACILE PER CHI DEVE CONTROLLARE IN CONTINUAZIONE LA GLICEMIA NEL TIMORE DI PERDERE LA VISTA

D’altronde come diavolo posso essere sereno se devo controllarmi spesso la glicemia, lavorare in un ambiente non troppo favorevole, discutere con le persone che dovrebbero in realtà appoggiarmi, temere gli sbalzi per timore di perdere la vista. Ho letto tutte le tue tesine a riguardo del diabete e il tuo libro Alimentazione Naturale, ma ancora non capisco se il mio pancreas è irrimediabilmente danneggiato o se, dopo 3 decenni, posso riuscire ancora a guarirlo.

CHIEDO CONSIGLI ED INCORAGGIAMENTI

Ho bisogno dei tuoi consigli e del tuo incoraggiamento! Come posso far riassorbire l’edema? Gli oculisti che mi seguono mi hanno prospettato delle iniezioni intravitreali di anti-VEGF, un farmaco potente tipo cortisone che a detta loro farebbe riassorbire l’edema. Come al solito, curano i sintomi ma non le cause. Sono determinato a guarire e ad eliminare le complicanze, dammi una mano Valdo.
Un caro saluto.
Simone

*****

RISPOSTA

È GIUSTO, OLTRE CHE DOVEROSO, PUNTARE AL RIPRISTINO DELLA NORMALITÀ

Ciao Simone. Sono come sai per la cura della non-cura, intesa come non-cura del sintomo ovviamente. Non-cura, per essere chiari e parlare la stessa lingua, non significa affatto accettare passivamente una condizione alterata e fastidiosa. Significa al contrario darsi da fare, aggiornarsi, andare contro corrente quando serve.

NESSUNA TUTELA DEI CITTADINI DA PARTE DELLA FDA

Il dr Herbert Ley, ex-commissario FDA (Food and Drug Administration), testimoniando ad una udienza presso il Senato USA, ha svuotato davvero il sacco! “I cittadini americani sono convinti che la FDA li tuteli? Non è affatto così”, è stato l’esordio del suo discorso. “L’influenza politica e finanziaria del regime sanitario domina la situazione. Anche perché le Assicurazioni non coprono per principio le cure alternative. In USA ci sono 3 milioni e mezzo di medici autorizzati in 11 stati. Solo le terapie approvate da medici autorizzati e accreditati sono assicurabili. Da aggiungere poi che le terapie naturali e le medicine naturali non sono brevettabili, per cui non portano alcun guadagno e non offrono alcuna garanzia economica. Normale pertanto che la medicina le schivi, le dileggi e le dichiari fuori legge”.

RIANDIAMO ALLA STORIA DEL DIABETE E DELL’INSULINA

Il diabete nasce dalla incapacità dell’organismo di metabolizzare i carboidrati assunti. Il segnale tipico della condizione diabetica è un elevato livello di glucosio nel sangue. Nel 1922 i 3 Nobel canadesi Banting, Best e McLeod salvarono la vita a una 14enne diabetica presso il Toronto General Hospital mediante una iniezione di insulina. La Eli Lilly fu autorizzata a produrre questo prodigioso farmaco, mentre la comunità medica si ringalluzziva trionfante.

DIABETE INSULINO-RESISTENTE A PARTIRE DAL 1933

Ma, nel 1933, nel documento “Studies on diabetes mellitus” di Joslyn, Dublin e Marks, pubblicato dall’American Journal of Medical Sciences, si evidenziava l’esistenza di un nuovo tipo di diabete che non migliorava affatto con l’insulina e che provocava addirittura con frequenza la morte del diabetico. Un diabete che presentava sì elevato tasso di di zucchero ma che reagiva scarsamente alla terapia insulinica. Venne chiamato diabete insulino-resistente, oggi Diabete 2, fortemente legato alla dieta.

ESPERIENZE E CONOSCENZE INCREMENTATE SULLA QUESTIONE DIABETICA

È trascorso quasi un secolo da questi fatti. Si sono affinate sia le esperienze che le conoscenze scientifiche. Quando si pronuncia la parola diabete, nei tempi odierni non ci riferisce semplicemente alla incapacità di metabolizzare adeguatamente i carboidrati, spiegazione corretta ma generica, non globale, non soddisfacente, non appagante, insufficiente a spiegare e giustificare il fenomeno della insulino-resistenza. Senza dire poi dalla grande importanza dei punteggi insulinici che ha messo in secondo piano quella degli sbalzi glicemici, mettendo sotto accusa le diete alto-proteiche. E questa è una faccenda sviluppatasi clamorosamente in questi ultimissimi anni.

TROPPA GENTE VIVE E PROSPERA SULLE DISGRAZIE DIABETICHE ALTRUI

Se nel 1933 ci fosse stata voglia genuina e trasparente di apprendere e di risolvere, molte cose si sarebbero scoperte già allora sul piano scientifico, teorico e pratico. Ma la medicina rimase  condizionata dal suo insulinismo esasperato, dogmatico e redditizio. Non ebbe il coraggio e l’umiltà di rivedere il tutto e di fare qualche passo indietro. Tutto passò così nelle mani degli speculatori di Big Pharma, degli sviluppatori di nuovi farmaci adatti a quel nuovo tipo di diabete, come la metformina e i vari medicinali ipoglicemici. Tutto passò nelle mani di chi non aveva e non ha tuttora il minimo interesse ad aiutare il diabetico e a liberarlo dal suo indicibile tormento, ma è semmai motivato a mantenerlo schiavo ed inchiodato a vita alle sue cure e ai suoi prodotti.

DIFFERENZE ESSENZIALI TRA DIABETE 1 E DIABETE 2

Nel Diabete 2, fegato e cistifellea risultano oberati e stressati al punto che il meccanismo epatico-biliare fatica assai a metabolizzare e a smaltire i grassi. Il conseguente accumulo adiposo impedisce il transito di glucosio nel sangue affamando così le cellule, causando bulimia e obesità. Oggi sappiamo che il Diabete 1, diffusione 5-10%, pancreatico ed insulino-dipendente, presenta effetti o sintomi rapidi inclusivi di dipendenza e di eccesso zuccheri nel sangue, e che invece il Diabete 2, diffusione 90-95% risulta di tipo epatico, insulino-resistente, presenta sintomi lenti inclusivi di dipendenza e di eccesso grassi nel sangue.

GRASSI E OLI ESTRATTI A CALDO SOTTO PESANTI ACCUSE

Sappiamo dunque che il Diabete 2 è fondamentalmente un disordine del sistema di controllo endocrino dello zucchero sanguigno determinato in particolare da grassi e da oli malamente lavorati, di pessimi oli a buon mercato come olio di soia, di cotone, di colza, di palma, ossia di oli economici estratti a caldo. E qui, sull’olio, c’è pure da divertirsi leggendo due simpatici testi come “Aprite le orecchiette” e “Vivere mi piace da morire”, di Pino Africano, un autore pugliese che stimo molto sia come super-tecnico oleario che come impareggiabile umorista.

I RISULTATI SONO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI

Come spesso dico, viviamo in un mondo disegnato e fatto apposta per rovinarci, per trasformarci in gente malata ed invalida. Non è un caso che, all’indecoroso e vergognoso incremento della adulterazione degli alimenti-base corrisponda un autentico boom di diabete e di iper-insulinemia sia in USA che nell’intero pianeta, col 50% della popolazione americana obesa in modo inguardabile, con le popolazioni Pima dell’Arizona afflitte da record mondiali di diabete, obesità, cancro e cardiopatie.
Pure la nostra Italia è alle prese col fenomeno preoccupante dell’obesità infantile ed adolescenziale, innescato da diete incresciose e deplorevoli promosse da medici, pediatri, omeopati e nutrizionisti di regime, in gara uno contro l’altro a chi commette più rovine e più disastri.

LE STATISTICHE POI PARLANO CHIARO

Non è affatto casuale poi che queste stesse categorie, monopolizzatrici ed esclusiviste per volere del sistema e per legge del sistema, siano pure quelle più afflitte dalle citate patologie secondo i dati statistici più aggiornati d’America, che vedono giardinieri e vivaisti tra i più sani e, sull’altra sponda, medici, nutrizionisti e pediatri di regime tra i più malandati e i più malconci.

SCEGLIERE SEMPRE IL NATURALE AL POSTO DEL MANIPOLATO

Nell’ambito della salute, la distinzione cruciale in tema di alimenti va fatta tra naturale e manipolato. La distinzione cruciale in tema di cure va fatta invece tra cura irrisolvente sul sintomo e cura del fattore causante, cioè sulla scelta dello stile di vita, del pensiero e del comportamento. Health Science identifica nel sintomo un fattore-spia e un fattore espulsivo, detossificante, amico e rimediale. Da qui la teoria della non-cura citata all’inizio. Da qui la fiducia nella irresistibile e fisiologica tendenza del corpo ad autoguarire. Da qui la fiducia nei formidabili meccanismi di modulazione e di risoluzione immunitaria, capaci di ridare equilibrio e stato di forma ottimale.

I RIMEDI MEDICI FANNO RARAMENTE BENE AL DIABETICO

Esiste nel Diabete un forte fattore ipertensivo, stressante ed ansiogeno, sia nell’iper che nell’ipoglicemia, una facile tendenza agli sbalzi e alla perdita dell’equilibrio. È importantissimo sottolineare che né l’insulina, né la metformina, né alcuno degli agenti ipoglicemici orali esercita alcuna reale azione terapeutica e rimediale su qualsiasi tipo di diabete.

I DIABETICI HANNO IN GENERE UN PANCREAS SANO ED EFFICIENTE, PER CUI SONO STRACARICHI DI INSULINA

Molti diabetici poi sono tali pur avendo insulina in super-abbondanza, ma frenata ed intrappolata nel grasso e nel sangue lipo-tossico. Da rilevare poi che in questi ultimi tempi c’è in corso una grossa ristrutturazione ideologica sul diabete. La ricerca indipendente ha capito finalmente che i punteggi insulinici contano assai di più degli sbalzi glicemici alti.  Sia nel diabete che nella sua forma opposta, che è l’ipoglicemia, lo stress gioca un ruolo notevole. Chiaro che l’ipoglicemia è una patologia carenziale in termini di calorie, una condizione che coinvolge le adrenali e il pancreas, e che porta a maggiore instabilità  glicemica.

DIETA CRUDISTA E VITALE

Si impone una dieta vitale con cibi crudi e poco sale, passando dalla frutta agra invernale a quella acquosa estiva, includente tutti i frutti di bosco, specie fragole, more e, mirtilli. Proteine sì ma entro i quantitativi limitati di 24 grammi al giorno, prese dai semini tipo zucca, chia, sesamo, lino, girasole, canapa, prese da legumi, specie fagiolini cotti con aglio tagliuzzato crudo, lupini, germogli, ravanelli, patate, tuberi.

COMPLICAZIONI E PERICOLI DERIVANTI DALLA CONDIZIONE DIABETICA

Tutto sommato, sia nel Diabete 1 che nel Diabete 2 si ritrovano gli stessi effetti e gli stessi sintomi che possono portare a complicazioni e peggioramenti alla funzionalità degli occhi, alle retiniti e alla cecità, a infarto, a blocchi renali, ad amputazione di arti.

FARE ATTENZIONE ALLE ASPIRINE E AI BETA-BLOCCANTI

Il diabete in fin dei conti rimane una malattia dell’intero corpo e non qualcosa che riguarda solo il pancreas, spesso sorprendentemente funzionante, o solo il fegato. Non solo stessi effetti e stessi sintomi, ma anche stesse attenzioni. Evitare farmaci, evitare beta-bloccanti ed aspirine che aumentano l’azione insulinica. Incrementare le vitamine naturali Thiamina B1, anti-Beriberi, Niacina B3, anti-Pellagra, e tutto il gruppo B, sempre al naturale (vedi germe di grano, pinoli, frutta da guscio, semini, miglio, datteri, avocado, stando alla larga da zuccheri e dolciumi danneggiato ed inibitori del gruppo B), e vitamina C naturale, antiscorbuto (rosa canina, bacche di goji, guava, cavoli e broccoli, crescione, ravanelli, peperoncino, agrumi specie bucce, cachi, fragole, papaia, spinaci, spremute di agrumi, kumquat, mango).

PASSIAMO AGLI OCCHI E ALLA RETINITE

Passiamo ora alla questione della vista. L’occhio non è solo lo specchio del corpo, ma è uno degli organi di senso più evoluti. È provvisto di strutture anatomiche capaci di recepire gli stimoli luminosi e di leggerli attraverso impulsi nervosi che ci permettono di vedere. Nella parte posteriore dell’occhio si trova il corpo vitreo, una sostanza gelatinosa e trasparente attraverso la quale passano gli stimoli luminosi che vanno a colpire la retina. Ed è proprio la retina che ha in dotazione le strutture nervose in grado di recepire l’immagine e di trasmetterne poi le informazioni al cervello attraverso il nervo ottico.

LA VISTA SI CURA INNANZITUTTO IN ZONA GASTROINTESTINALE

La retina è irrorata da un fitto reticolo di vasi sanguigni. Parlando di malattie degli occhi, uno degli errori abituali che la medicina convenzionale commette, consiste nel considerare la disfunzione come una affezione locale e di passare al trattamento dell’organo compromesso, mentre per prima cosa si deve conseguire la normalità digestiva. L’uso di idroterapia, di fregagioni, di bagni freddi ai genitali con 2-3 semicupi giornalieri di 15 minuti per decongestionare il ventre e migliorare la circolazione, accoppiato a una dieta vitalizzante di tipo vegancrudista tendenziale, riporta alla normalità qualsiasi patologia oftalmica nel giro di poche settimane.

RISTABILIRE LA NORMALITÀ DIGESTIVA È FONDAMENTALE

Gli occhi si ammalano per le impurità del sangue viziato ed alterato per una vita anti-naturale e per cattive digestioni. Le suppurazioni, l’opacità, l’offuscamento, le infiammazioni, gli edemi, le cataratte, le retiniti sono effetto di condizioni critiche a livello di intestino, per cui si guarirà sempre e solo ristabilendo la normalità digestiva. Gli interventi chirurgici praticati in queste affezioni, quando non arrecano gravi danni, risultano comunque inutili in quanto non rimuovono mai la causa vera della malattia.

OCCORRE TENERE BASSA LA PRESSIONE INTRA-OCULARE

Una buona vista, al pari di tutte le altre funzioni corporali, è basata su un costante rifornimento di sangue sano e ricco di ossigeno. Dal momento che le diete occidentali sono iper-grasse ed iper-proteiche, e causano rallentata circolazione causata da arteriosclerosi e sangue grasso, la vista della gente si deteriora in modo disastroso. Il campo visivo di un giovane sano può essere ridotto in carenza di ossigeno nel giro di 10 minuti. Un fumatore che smetta di fumare, dopo due sole settimane, può ritrovarsi con un campo visivo maggiorato del 36%. Il glaucoma, ad esempio, è causato da incrementata pressione del fluido all’interno dell’occhio. Con una dieta alto-grassa, le piccole aperture verso l’esterno, regolatrici della pressione interna, tendono a bloccarsi per cui la pressione interna dell’occhio aumenta, causando parziale cecità.

DIETA APPROPRIATA ED ESERCIZIO FISICO INNANZITUTTO

In questi casi la chirurgia è totalmente inutile. Una dieta appropriata e una intensa attività fisica correggeranno il fattore causante e la condizione patologica sparirà nel giro di poco tempo. Stesso discorso per lo stacco della retina. La retinite è una lesione della retina o una infiammazione degenerativa a carico della membrana interna che raccoglie le immagini. Comporta perdita della visione crepuscolare, per cui si vede poco e male specie dopo il tramonto del sole. In genere è il risultato di una malattia globale ed includente 1) Glomerulonefriti croniche con albuminuria, 2) Diabete, 3) Ipertensione arteriosa, 4) Sifilide.

SGRASSANDO IL SANGUE SI OTTENGONO RISULTATI INCREDIBILI

Lo stacco della retina è causato da scarsafornitura di ossigeno dovuta a lipo-tossiemia ed è del tutto rimediabile attraverso una dieta appropriata. Tutte le malattie degli occhi, che si tratti di congiuntivite, di infiammazioni e degenerazioni del nervo ottico, di infiammazioni delle palpebre, di orzaiolo, di malattie della cornea, di miopia, astigmatismo, strabismo, glaucoma e retinite si possono curare e risolvere. Tutte le persone che abbisognano di occhiali da vista sono infatti malate croniche all’apparato gastrointestinale con particolare tendenza alla stitichezza. Se la gente adotta una dieta vegancrudista tendenziale a basso livello di grasso le malfunzioni all’apparato visivo si riducono e scompaiono del tutto.

IL FATTORE GUARENTE STA NELLA VITAMINA C NATURALE E NON SINTETICA

Nel suo libro “The Healing Factor” (Il fattore guarente), Irwin Stone (1907-1984), famoso biochimico americano, descrive i numerosi casi di gente afflitta da malattie oftalmiche causate da carenza cronica di vitamina C. Negli USA, anno 1979, oltre 112 milioni di persone, cioè il 51% della popolazione, portava occhiali e lenti a contatto, dati ovviamente simili a quelli concernenti il diabete.

LA RUTINA MIGLIORA IL MICROCIRCOLO RAFFORZANDO I CAPILLARI

Rimedi naturali suggeriti rimangono il succo spremuto di 3 limoni al giorno, nonché la vitamina C e la vitamina A (carote, tarassaco, acetosa, broccoli, cavoli e crescione, asparagi, mango e papaia, patate e patate dolci, topinambur). Importante anche la rutina, sostanza naturale del genere glucoside flavonoide, ossia pigmento vegetale corrispondente alla quercetina, presente in molte piante come ruta, agrumi, grano saraceno, menta piperita, eucalipto, uva rossa, asparagi, capperi, frutti di bosco, cipolla. Possiede la specifica qualità di migliorare il microcircolo, rinforzando la resistenza dei vasi capillari che tanta importanza rivestono nelle patologie dell’occhio e nelle retiniti.

LA QUERCETINA È IL FLAVONOLO PIÙ DIFFUSO IN NATURA

È il caso di parlare pure dei flavonoli, polifenoli, appartenenti alla classe dei flavonoidi, molecole che si accumulano soprattutto nei tessuti esterni dei vegetali come foglie, germogli, fiori, e scorza della frutta. poiché la loro biosintesi è stimolata dalla luce solare. Hanno azione 1) Antiossidante, 2) Antinfiammatoria, 3) Antitumorale. L’esempio più interessante è quello della citata quercetina, il flavonolo più diffuso in natura.

IL RECORD ASSOLUTO APPARTIENE AI CAPPERI

La fonte più ricca è rappresentata dai capperi, che ne contengono fino a 490 mg/100 g di peso fresco, ma si trovano abbondanti anche nel cavolo riccio, nel mirtillo, nell’uva, nell’aneto ed in molte spezie. In queste fonti il loro contenuto varia da 10 a 100 mg/100 g di peso fresco. I principali flavonoli presenti negli alimenti, in ordine decrescente di abbondanza, sono la quercetina, il campferolo, la miricetina e la isoramnetina.

ISOFLAVONI, FLAVANONI E CATECHINE

Insieme agli isoflavoni (soia e leguminose), i glicosidi della quercetina sono i polifenoli meglio assorbiti, seguiti dai flavanoni (agrumi, spinaci, mele) e dalle catechine (sostanze astringenti presenti nelle melagrane, ed anche in bevande ed alimenti come the verde, vino rosso e cioccolato, che vanno comunque limitati per i loro contenuti di alcol, di theina e teobromina).

CAMPFEROLO, MIRICETINA ED ISORAMNETINA

Fonti di campferolo sono gli ortaggi, come indivia e radicchio in genere, cavolo, spinaci, finocchio, con concentrazioni di circa 0,1-26,7 mg/100 g peso fresco, e alcune spezie, come erba cipollina e dragoncello, con concentrazioni di circa 6,5-19 mg/100 g di peso fresco. La miricetina è il terzo flavonolo più abbondante e si trova nel finocchio, nei frutti di bosco ed in alcune spezie, come prezzemolo ed origano. Un quarto flavonolo, meno abbondante rispetto ai precedenti, è la isoramnetina, presente solo nel finocchio 9,3 mg/100 g di peso fresco, erba cipollina 5,0-8,5 mg/100 g di peso fresco, dragoncello 5 mg/100 g di peso fresco. Si trova pure nelle mandorle, nelle pere e nella cipolla.

In conclusione, appare chiaro che occorre stare sempre e comunque dalla parte della natura. Il discorso del gonfiore e dell’edema rientra del tutto in questo discorso appena fatto sugli occhi. Ovvio che le operazioni tutte implicano conseguenze. Ovvio che il caldo eccessivo aggrava le condizioni. Puntiamo dunque a scelte oculate e semplici, stando lontano il più possibile da farmaci e da interventi invasivi. Alimentiamoci in modo sobrio, semplice e soddisfacente, puntando sempre a un sangue sgrassato e circolante. Evitiamo sale, zucchero, dolciumi ed integratori. Stabiliamo un dialogo col nostro medico interno chiamato immuno-competenza. Diamo massima fiducia agli strumenti corporali della auto-guarigione. Pensiamo in positivo.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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2 commenti

  1. Trovo condivisibile tutto il discorso generale di Valdo sia sul diabete che sugli occhi. Circa questi ultimi esiste ormai una vasta letteratura alternativa rispetto a quella convenzionale. E' facilmente reperibile e se appresa fornisce molte indicazioni utili e prive di rischi, costituite dall'esecuzione di esercizi per fermare ed invertire le condizioni patologiche che incombono in modo particolare in quest'epoca piena di condizioni anomale precedentemente assenti. Le avevo segnalate commentando una tesina precedente dove si parlava di occhi. Le anomalie di cui si tratta hanno fatto dire ad un esperto che nel giro di qualche anno certi disturbi oculari saranno endemici e che ci sarà una diffusione massiccia di cataratte fin da età prima esenti dal problema. Come è noto la cataratta è l'opacizzazione del cristallino, cioè la lente biconvessa attraverso la quale la luce arriva poi alla retina che ha al centro la famosa macula, a sua volta collegata al nervo ottico. La prima condizione anomala è certamente data dalla diffusione degli schermi luminosi di tv, smart, tablet e computer vari; guardando i quali non solo si stressa l'occhio costringendo il cristallino a curvarsi (visione da vicino) ma ci si bombarda di luce artificiale a detrimento di quella naturale. La luce naturale serve in particolare alla macula. Dunque valutare l'apporto di luce naturale come fattore positivo. Poi curare la visione da lontano, permettendo al cristallino di tornare in condizione di riposo. Poi c'è la questione della vista laterale/periferica praticamente indirizzata verso l'atrofia. Qui entrano in gioco i bastoncelli della retina periferica che vanno "risvegliati". Le luci artificiali tolgono la possibilità di camminare al buio, cosa abituale un tempo. Nella notte buia in soli tre, quattro minuti la pupilla si dilata nove volte di più rispetto alla larghezza naturale nella visione diurna e ci vogliono quaranta minuti per attivare i bastoncelli della retina che percepiscono i movimenti nella visuale periferica. Di notte poi abbiamo sempre qualche luce o lucina accesa, mentre sarebbe preferibile il buio per riposare al massimo il nervo ottico. Nell'esercizio del cosidetto "palming" ci si copre gli occhi coi palmi della mano e si visualizza il nero che è appunto il colore che rilassa il nervo ottico. Le cose da dire sarebbero molte ma la cosa fondamentale è consigliare chiunque di prevenire problemi futuri esercitando gli occhi nei modi dovuti e considerare gli stessi come fossero un muscolo da tenere in allenamento. Ed eventualmente darsi da fare in modo particolare se vi sono patologie in atto. Prendendo le dovute informazioni. Altrimenti, in alternativa ci sono : prima lunghe ore buttate davanti alla tv e poi occhiali e se il caso lo richiede, le punturine o "microimpianti" con i cortisonici di nuova generazione per debellare i sintomi. Anche questa è ovviamente una scelta.