NON SI MUORE DI CANCRO AL PANCREAS MA DI COSE BEN PIÙ SERIE ANCORA

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LETTERA

TUMORE AL PANCREAS E IMPOSSIBILITÀ DI INTERVENTO

Gentile Dr Vaccaro, le scrivo perché a mia madre hanno diagnosticato un tumore al pancreas e secondo i medici non si può fare nulla. Potrebbe lei gentilmente darmi qualche consiglio? Mia madre ha 58 anni. In attesa di una risposta le lascio cordiali saluti e un grazie.
Ernesto

*****

RISPOSTA

LA NON OPERABILITÀ PUÒ DIVENTARE FATTO POSITIVO

Ciao Ernesto. Quando i medici dicono che non si può fare nulla, significa almeno che ci si è imbattuti in professionisti onesti, trasparenti e responsabili, ovvero in medici che non si gettano a capofitto su un tumore al fine di soddisfare le esigenze del proprio ospedale, oltre che del proprio tornaconto economico. Per paradosso questo può diventare non un motivo di inquietudine, ma addirittura un vantaggio, a condizione che si capiscano a mente libera e serena le condizioni nelle quali ci si trova.
A condizione che si lascino da parte i pensieri negativi e si creda nelle proprie forze interne, nonché  nelle leggi della natura che prevedono anche la remissione spontanea, in presenza di un pizzico di aiuto.

TUMORE PRIMARIO

Le crescite cancerogene vengono chiamate tumori o neoplasmi e possono svilupparsi in diverse forme nonché in diverse parti del corpo. Se generata direttamente da cellule di normale tessuto corporale, la crescita iniziale viene definita tumore primario. In genere i tumori primari nascono su tessuti che nella loro funzione giorno dopo giorno subiscono un costante logorio e un rapido rinnovo cellulare, come ad esempio:

  • La pelle,
  • Il rivestimento del tratto digestivo,
  • Il tratto respiratorio,
  • Il canale genitale femminile.

I tumori primari sorgono pure su zone nelle quali esiste un rinnovo cellulare per irritazioni prolungate o per ferite di vario tipo.

INFIAMMAZIONI DA STITICHEZZA E VISCOSITÀ SANGUIGNA

I tumori, qualunque sia il loro nome, la loro forma, la loro dimensione, la loro localizzazione, sono comunque caratterizzati dagli stessi meccanismi formativi. Le infiammazioni hanno tutte, pressappoco, la medesima causa e la medesima matrice. Si tratta di sangue denso che alimenta male, ossigena malissimo e ripulisce ancora peggio le varie cellule, tanto che le infiammazioni si chiamano pure malattie acute metaboliche, da metabolismo difettoso. Non quindi diecimila e oltre patologie e sotto-patologie primarie e secondarie, come pretendono i manuali medici e la logica farmaceutica del business ad ogni costo, ma una malattia madre di tutte le altre. Una malattia che si chiama stitichezza e che sbocca inevitabilmente in viscosità sanguigna. Una malattia che si contrasta efficacemente mediante digestioni virtuose in successione continua, visto che il buon sangue ce lo fabbrichiamo noi proprio in quel modo, ovvero mediante digestioni rapide, semplici e complete, prive di residui putrefattivi.

TUMORI COME SVILUPPO LOGICO DELLE INFIAMMAZIONI

I tumori, hanno parimenti la medesima causa con l’aggravante della cronicizzazione. Perseverare coi cibi sbagliati, con la stitichezza, con l’intossicazione, coi radicali liberi e le conseguenti infiammazioni, porta alle ulcerazioni e quindi alle cicatrizzazioni rimediali, agli indurimenti, alle tumorazioni.

NON ESISTONO TUMORI STRANI E TUMORI MISTERIOSI

Non esistono pertanto 100 tumori diversi, con 100 cellule cancerogene diverse. Né ci sono tumori strani e misteriosi. Quella non è scienza, ma mercato miliardario controllato dalle multinazionali. La sanità ha sbandierato per anni la strafottente balla di voler cercare le varie cellule cancerogene che generano il cancro. Era ovviamente alla ricerca di ulteriori fondi con cui sovvenzionare l’enorme voracità dell’apparato medicale statunitense. Peccato che la guerra al cancro, dichiarata con veemenza dal presidente Richard Nixon, non abbia mai portato ad alcun risultato concreto.

LA LOGICA ORDINATA E INTELLIGENTE DELLE CELLULE CANCEROGENE

Non esistono cellule sane da salvare e cellule cancerogene da distruggere, come non esistono virus da ammazzare, essendo già belli morti di per sé. Esistono, molto più banalmente, cellule normali in sovra-crescita, dirette ed orchestrate responsabilmente dal sistema immunitario. Tumori dunque costruiti in modo logico e ordinato, ed anche reversibili e rimediabili secondo metodologie altrettanto sensate. E non esistono cellule tumorali differenziate da quelle cancerogene, ma solo cellule tumorali sottoposte a putrefazione e a cachessia, che vanno in circolo e causano reazioni putrefattive a catena, scatenando metastasi e recidive. Ma queste verità, semplici e lineari, non portano fieno alla cascina sanitaria e a quella di Big Pharma, e pertanto vengono regolarmente ignorate e boicottate.

BENIGNO E MALIGNO

Se un tumore è composto di cellule solo leggermente anormali e che crescono lentamente seguendo più o meno la tipica divisione cellulare, senza fenomeni amplificativi e diffusivi, viene considerato dalla medicina come benigno, non rappresentando una immediata minaccia vitale. I tumori consistono di cellule cellule normali e di cellule che sono all’apparenza normali e che rappresentano a volte il 90% delle cellule totali, quasi come se il corpo tentasse di contenere le cellule cancerose e minoritarie circondandole con un cordone di cellule sane.

IL MECCANISMO DELLA METASTASI

Le cellule maligne si staccano frequentemente dal tumore primario originale e circolano nella linfa e nel sangue. Normalmente vengono catturate nei linfonodi adiacenti al tumore originario e sono poi distrutte ed assorbite dai globuli bianchi. Ad ogni modo, nei pazienti cancerogeni il sistema immunitario è difettoso, per cui diverse cellule cancerogene migranti sono in grado non solo di sopravvivere nei linfonodi, manche di procedere ulteriormente colonizzando altri organi del corpo per impiantarci un secondo tumore. Questo processo si chiama metastasi.

PER I CIRCOLI ORTODOSSI DELL’ONCOLOGIA METASTASI SIGNIFICA CONDIZIONE TERMINALE

Pochi pazienti muoiono di tumore primario ma, una volta che il cancro si è metastasizzato, la condizione viene usualmente definita nei circoli ortodossi come terminale. Da rilevare però che, quando il cancro cresce o si metastasizza, esso non infetta le cellule adiacenti ma cresce come vera e propria entità autonoma, continuando a riprodurre cellule anormali come quelle sue. Ad esempio, se il cancro al seno metastasizza e si diffonde ai polmoni, il cancro secondario ai polmoni sarà costituito da cellule cancerogene mammarie.

MALIGNITÀ NON È AFFATTO SINONIMO DI TERMINALITÀ O DI EXIT

Questi fatti portano a una conclusione assai importante. Mentre in passato la malignità è stata sempre considerata come sentenza di morte, oggi non è più così. Molta gente ha recuperato con modalità del tutto naturali dal cancro cosiddetto terminale. Esiste attualmente sufficiente conoscenza del cancro per affermare che si può sempre guarire, che la remissione spontanea appartiene alle leggi della natura, e che è possibile aiutare i pazienti più malmessi a recuperare e a ripristinare del tutto la propria funzionalità corporale.

PERSINO IL FEGATO SI PUÒ RIGENERARE

Organi come il fegato e le ghiandole adrenali, pur essendo spesso danneggiati in modo cospicuo, si possono rigenerare a piena capacità. Le cellule nervose e muscolari, se distrutte, non sono facili da rigenerare, ma almeno non diventano cancerose. Un fatto accertato è che un tumore maligno si sviluppa solo dopo 8 anni di situazione pre-cancerosa.

IL RIPRISTINO SALUTE NON DIPENDE DALLA DISTRUZIONE O DALLA ASPORTAZIONE DELLE CELLULE COME DA COMUNE E FALLIMENTARE PRATICA MEDICA

Appare comunque chiaro a tutti i ricercatori seri e trasparenti che la prevenzione e l’inversione della malattia, non dipendono per niente dalla distruzione, o dalla asportazione, o dalla apparente scomparsa delle cellule cancerose, come da fallimentari procedure mediche, ma sempre e solo dalla correzione rigorosa dei difetti sottostanti di chimica corporale, dalla correzione rigorosa di quegli errori che hanno ingenerato l’intero processo patologico sin dall’inizio portando il corpo in uno stato di tumorosità, cioè di tendenza a sviluppare crescite tumorali.

IL  MEDICO LONDINESE RICHARD LAMBE CE L’AVEVA DETTO

Sebbene il concetto di cancro come malattia di origine dietologia sia esistito fin dal 1809, quando il londinese dr Richard Lambe (1767-1847) scrisse un trattato sulla cura del cancro usando una dieta di frutta e verdure crude, solo in questi ultimi anni l’establishment oncologico ha cominciato a investigare seriamente su questa ipotesi, mentre in passato ha sempre soppresso in modo rozzo tale nozione e chiunque la sostenesse.

QUATTRO STRAORDINARI MEDICI DEL SECOLO SCORSO

Tra i molti medici indipendenti che negli ultimi decenni hanno usato metodi dietologici vegan-crudisti e fruttariani nella ricerca e nel trattamento del cancro, ce ne sono 4 che hanno particolarmente brillato nel secolo scorso, spiegando per filo e per segno le loro teorie.

1) Otto Einrich Warburg (1893-1970), doppio premio Nobel e direttore del Max Planck Institute of Cell Physiology in Germania, considerato dal dr Dean Burk, capo del NCI National Cancer Institute, come il più grande biochimico del mondo. Il dr Warburg considerava l’abbattimento della respirazione cellulare come responsabile dell’assenza di sostanze attivanti la respirazione cellulare, quali sali organici di ferro, vitamine naturali come le B1, B2, B5, B6, B9 e B12. Al contrario, l’apporto incrementato di sostanze cancerogene, inibitorie della citata respirazione, venivano intese come aggravanti della crisi.

2) Max Gerson (1881-1959), amico del dr Albert Schweitzer che lo definì autentico genio della medicina, autore di clamorosi recuperi nei riguardi di decine di pazienti cancerogeni terminali. Per Gerson il processo cancerogeno deriva da A) Deterioramento degli organi essenziali del tratto digestivo, in primo luogo il fegato, giornalmente avvelenato dalla moderna civilizzazione e dalle inquietudini che essa comporta, B) Inadeguatezza di enzimi ossigenanti, C) Sodio in eccesso e potassio in difetto nelle cellule.

3) William F. Koch (1895-1967), americano e troppo avanzato per poter essere capito dai suoi contemporanei, secondo il dr William Dow, fondatore della Dow Chemical Co. Koch affermò che se ristabiliamo una corretta chimica interna, è possibile il ripristino del ciclo respiratorio cellulare.

4) Cornelius Moerman (1893-1988), olandese. Per Moerman è provato ed innegabile che il cancro è malattia del corpo nell’assieme. La morte da deperimento veloce, sintomo della cachessia, può solo essere spiegata come condizione anormale del metabolismo corporale e non dalla crescita tumorale. Il paziente non muore per colpa del tumore ma per metabolismo fortemente disturbato, per una questione di ambiente cancerogeno o di cancer milieu, per carenza di vitamine naturali A, B, C ed E, per insufficienza di acido citrico, di ferro, iodina, zolfo e zinco organicati. Questi 4 medici straordinari hanno messo assieme una esperienza aggregata di 200 anni nella ricerca e nel trattamento del cancro in tutti i suoi aspetti ed in tutte le sue fasi e circostanze.

IL CANCER MILIEU, OVVERO L’AMBIENTE BIOCHIMICO DI TIPO CANCEROGENO

Sebbene sia individualmente solo una piccolissima componente del corpo, ogni singola cellula è un organismo vivente nei suoi diritti, nelle sue funzioni e nelle sue necessità. Dev’essere pertanto rifornita costantemente di nutrienti, di carburante, di ossigeno e, nel contempo, dev’essere pulita e la si deve liberare prontamente degli scarti che produce. Il responsabile di tutte queste basilari cure è il fluido extra-cellulare, cioè la linfa che circonda le cellule, linfa che deriva dal sangue e che è in stato di continua trasformazione.

IL SANGUE NON PUÒ E NON DEVE ROVINARE IL FEGATO E IL SISTEMA BILIARE

La qualità della linfa dipende dalla qualità del sangue che, a sua volta, dipende dalla qualità della dieta e dalla efficienza della digestione, oltre che dalla funzionalità del fegato. Il fegato non deve solo fornire le appropriate sostanze nutrienti al sangue, ma lo deve anche mantenere libero dalle tossine.
La dieta dei paesi occidentali, con tutte le sue indiscrezioni, coi suoi errori grotteschi e madornali, produce un sangue tossico, intasato di grasso. Un sangue che porta alla menomazione del fegato e del sistema biliare, per cui è responsabile del deterioramento dell’ambiente cellulare che si trasforma così in ambiente cancerogeno.

AMMONIMENTI DRASTICI E RIGOROSI DA CLAUDE BERNARD E DA PADRE TADDEO

Eppure Padre Taddeo da Wiesent-Bavaria (1858-1926), prima ancora di insegnare materia religiosa nelle sue lunghe missioni in Sud-America e a Santiago del Cile, insegnava alle genti che “Nessuno al mondo muore di cardiopatia o di cancro, ma che tutti defungono di sangue guasto, di sangue denso e viscoso”. Eppure lo straordinario medico parigino Claude Bernard (1813-1878) ammoniva tutti che  “Se non provvedete a modificare urgentemente la vostra biochimica interna, cioè il Milieu Interieur, cioè la qualità del vostro terreno colturale e quindi del vostro sangue, non troverete mai la via d’uscita dal vostro tunnel patologico, qualunque esso sia”.

UNA QUESTIONE DI OSSIGENO

Nel 1947, il medico tedesco F. Windesch, aveva dimostrato che privando a intermittenza di ossigeno cellule sane e normali, esse si trasformavano in cellule tumorali. L’esperimento venne ripetuto e confermato da dai medici Goldblatt e Cameron (vedi Experimental Medicine del 1953). Un altro medico germanico, il dr H. A. Schweigart, scoperse poi che il tessuto canceroso rivela sempre un esaurimento di ossigeno. Il dr Spencer Way di Miami-Florida, scrivendo nel 1951 sull’importanza dell’ossigeno disse: “Il dr Fischer ha tenuto dei gatti cancerosi sotto pressione di 2 atmosfere per 14 ore guarendoli dal cancro”.

IL RUOLO DELLA VISCOSITÀ E DELLA CIRCOLAZIONE

Il grado di viscosità del sangue è un fattore-chiave in tutte le malattie, ma in particolare nelle patologie cancerose. Già soltanto la libertà del sangue di circolare è un fattore cruciale. Il livello di libertà circolatoria è determinato principalmente dalla viscosità del sangue. La connessione tra alta viscosità del sangue più precaria ossigenazione e cancro è chiara. Già il dr Wardle nel 1967 aveva indicato nella aumentata viscosità delle piccole arteriole il motivo causante per il sintomo della malignità del tumore. Aggregazione dei globuli rossi, aggregazione piastrina e iper-coagulabilità possono contribuire a questa sindrome.

LA MORTE ARRIVA TRAMITE POLMONITE O CRISI CARDIACA

Man mano che la crescita cancerosa aumenta, aumentano pure i livelli di acido lattico e di residui tossici che aggravano l’ambiente tumorale interno, il cancer milieu, avviando così un circolo vizioso. Il cancro conta sulla fermentazione per catturare l’energia necessaria alla sua crescita, e richiede più sostanza nutritiva di quella che il corpo è in grado di fornire. Così il corpo, sovraccarico di tossine, deperisce e marcisce. Questa si chiama cachessia che porta alla morte, usualmente per polmonite o per fallimento cardiaco.

CARTEGGI SEGRETI E INDECENTI MANIPOLAZIONI

A disposizione di Nixon esistevano nel 1971 i carteggi segreti dei medici tedeschi del Reich sui pericoli delle maggiori sostanze tossiche e sui metodi necessari a disinnescarle mediante attenta prevenzione. Devra Davis ha scritto un best seller dal titolo “La guerra al cancro”, dove denuncia pure le trame e gli inganni della lobby del tabacco, della lobby alimentare e di quella chimico-farmaceutica. Per la Davis le multinazionali sono colpevoli di aver manipolato e influenzato la ricerca in nome del profitto, deviando l’attenzione dalla prevenzione, basata su stop immediato al consumismo stile carne-latte-caffè-tabacco, alla cura medico-chirurgica, basata invece sul mantenimento delle solite abitudini patologiche che inchiodano la gente alla malattia continua, con viva gioia di Big Pharma, del gruppo Rockefeller e delle varie produttrici di integratori, di medicinali e di vaccini.

AIDS, CIAMBELLA DI SALVATAGGIO PER UNA SANITÀ AMERICANA IN ROVINA

La storia successiva, in America e non solo, è nota a chi vuole informarsi e capire. Fallita la guerra al cancro e troncati i finanziamenti del governo federale alla famelica sanità americana, il CDC (Central Disease Control) venne messo sotto pressione per inventare un nuovo cancro mondiale capace di sostituirsi validamente al cancro tipico come stimolatore di nuovi finanziamenti e di nuovi flussi di danaro in favore della complessa macchina medicale, trasformatasi in aberrante mangia-soldi, in divoratrice seriale di danaro pubblico. Quel cancro era l’Aids. Grazie all’Aids, l’America del bisturi e del farmaco ha succhiato al suo Governo Federale e al mondo intero le risorse per mantenere al proprio posto una massa di medici e di ricercatori a rischio, che altrimenti sarebbero tornati a fare i cow-boys o a seminare patate.

FUNZIONI DEL PANCREAS

Fatte queste indispensabili premesse, andiamo al problema pancreatico. Il pancreas è una ghiandola indispensabile alla vita come e più delle altre. Lavora in concomitanza e sinergia con fegato e reni nella fase digestiva. La sezione endocrina del pancreas possiede il principio ormonale vagotonina, che agisce sui centri pneumo-gastrici ed eccita la funzione insulinica.

IL PERCORSO LOGICO DEL TUMORE

Il tumore al pancreas rappresenta lo sviluppo logico e consequenziale di un percorso simile a quello citato all’inizio per tutte le altre forme tumorali. Un percorso che passa necessariamente attraverso l’infiammazione cronica e l’ipertrofia o l’ingrossamento dell’organo in questione. Si rivela con pressione bassa, con deperimento rapido, a volte con coliche addominali, con dolori acutissimi nella zona ventrale a sinistra dell’ombelico.

TECNICHE DI RIASSORBIMENTO TUMORALE-PANCREATICO

Gli alimenti nemici e tollerati malissimo sono i grassi, le proteine animali e i dolciumi. L’igienismo in questi casi raccomanda il digiuno e l’acqua leggera, per stabilizzare il tumore e farne regredire la crescita. Il digiuno potrà durare 3-5 giorni circa, e potrà essere ripetuto a distanza di uno o due mesi, a seconda della situazione fisica del paziente. L’alimentazione successiva al digiuno sarà di tipo vegano-crudista, con abbondanza di frutta acquosa, di frutti di bosco e mirtilli, nonché di erbe selvatiche tipo tarassaco, acetosa, ortiche. Ottime le cicorie o i radicchi di ogni tipo. Preziosi i centrifugati di tuberi, specie carote, bietole e topinambur. Il topinambur va considerato con speciale attenzione dato il suo elevato contenuto di insulina ed inulina vegetale.

IL METODO GUARITIVO DI MANUEL LEZAETA (1881-1959)

La tecnica usata dal grande naturopata cileno, allievo e continuatore dell’opera di Padre Taddeo, viene definita da lui medesimo come “Lavaggio del sangue” e, a parte tale definizione apparentemente complessa e misteriosa, trattasi di metodo assai semplice, consistente in una serie di reazioni nervose e circolatorie, provocate dall’acqua fredda sulla pelle riscaldata dal valore, o dal sole direttamente, o anche dalle ordinazioni sulla pelle.

LAVAGGI FREDDI ALTERNATI CHE RISVEGLIANO L’ATTIVITÀ NERVOSA SENZA INDEBOLIRE

A differenza di saune nordiche e bagni turchi, o dei bagno di vapore di Louis Kuhne (1835-1901), qui è l’acqua fredda che agisce e non il calore. Tutti i bagni caldi, di acqua o di vapore, indeboliscono perché producono una reazione fredda sull’epidermide. Mediante le frequenti abluzioni di acqua fredda, si risveglia invece l’attività nervosa che accelera il ricambio organico. Ricambio organico che è il principio basilare di rigenerazione integrale del corpo.

ENERGIA NERVOSA E QUALITÀ DEL SANGUE

Il sistema nervoso è quel motore che governa e mantiene in azione le funzioni di nutrizione e di eliminazione, su cui è basato  tutto il processo vitale. L’energia nervosa dipende dalla qualità del sangue. L’energia nervosa dipende dalla qualità del sangue. Se esso è puro, si mantengono nervi sani e vigorosi, per cui l’attività funzionale del corpo è ai massimi livelli e si vive in stato di salute integrale. Se invece il sangue è denso, si indebolisce la vitalità nervina e si va in condizioni di infermità, dove il sangue intossicato paralizza l’azione del sistema nervoso, ossia le difese organiche ed immunitarie, conducendo il paziente a morte sicura.

DISGREGAZIONE, RIASSORBIMENTO ED ESPULSIONE DI OGNI ESCRESCENZA

Per Lezaeta ascessi, escrescenze, polipi, tumori e cancri sono accumulazioni di sostanze incompatibili e tossiche, localizzate in un determinato punto del corpo, comportanti gonfiore ed infiammazione dei tessuti. Per tumori e ascessi superficiali, come ad esempio un foruncolo, conviene lasciarli maturare, cioè portarli a suppurazione, facendo modo che tutta la sostanza morbosa e corrosiva venga espulsa. Per i tumori interni invece, essi non devono maturare e tanto meno devono essere asportati. Occorre pertanto tenerli sotto controllo comportandoci bene, facendo in modo che l’organismo li riassorba un po’ alla volta in modo intelligente ed ordinato, affinché la sostanza morbosa e purulenta trovi la via espulsiva mediante i nostri organi escretori-emuntori-eliminativi, che sono essenzialmente fegato, sistema biliare, intestino, polmoni, reni e pelle.

TUMORI CHE VENGONO E VANNO FISIOLOGICAMENTE A NOSTRA INSAPUTA

Nel corpo umano, di tutti indifferentemente, nascono quotidianamente milioni di cellule potenzialmente tumorali ogni giorno in continuazione. Scaturiscono in modalità logiche normali e fisiologiche, nell’ambito del ricambio cellulare di un sistema che ha 100 trilioni di cellule diversificate nei vari settori ed organi in contino rinnovo, moria, apoptosi e suddivisione cellulare. Il più delle volte tali tumori potenziali vengono e vanno, per cui nulla succede.

LA CRESCITA TUMORALE AVVIENE QUANDO SI È STRACARICHI DI MATERIALE TOSSICO E L’IMMUNOCOMPETENZA STA SOTTO IL LIVELLO DI GUARDIA

Altre volte invece uno, o alcuni di essi, si sviluppano e la nostra immunocompetenza non è forte abbastanza per impedirne la crescita e lo sviluppo, in quanto l’organismo è intriso e sommerso da troppi veleni al di là dei limiti massimi di tolleranza corporale, per cui il sistema immunitario stesso adopera i tumori come strumenti per raccogliere, incapsulare, convogliare e possibilmente espellere con modalità di remissione spontanea, i veleni in eccedenza che continuiamo a formare per i nostri errori alimentari e comportamentali, per il nostro Cancer Milieu troppo alterato e compromesso, per il nostro alto grado di tumorosità interna e di sangue guasto e viscoso.

INDISPENSABILE L’ABBATTIMENTO DELLA TOSSIEMIA INTERNA

Tutti gli ascessi e le crescite tumorali evidenziano uno stato di intossicazione generale dell’organismo, che trova espressione concreta in un determinato punto o in uno specifico organo del corpo particolarmente debole e vulnerabile tipo un nostro tallone di Achille. Occorre pertanto stimolare le eliminazioni affinché il gradiente di intossicazione interna cali di intensità e le crescite cellulari improprie spariscano del tutto senza riapparizioni e recidive.

APPARATO GENITALE ZONA STRATEGICA DA DECONGESTIONARE

Ecco allora il ricorso, nella tecnica terapeutica Lezaetiana, al citato lavaggio stimolante del sangue, eseguito con coerenza, pazienza, fiducia e regolarità, mediante uso di fregagioni umide al risveglio e tramite 2-3 bagni giornalieri di almeno 10-15 minuti all’apparato genitale surriscaldato e congestionato, e dunque zona strategica e punto-chiave dell’intera circolazione. Oltre che attivare la pelle esponendola al sole, muovendosi e facendola trasudare, bisogna normalizzare la digestione adottando un regime vegetariano o vegan-crudista o fruttariano-misto.

REGIME VEGETARIANO-CRUDISTA E CICLI CIRCADIANI

Un regime che contempli abbondanti insalate crude come piatto di esordio a pranzo e cena, seguito da un secondo piatto possibilmente cotto ma non stracotto e a base di patate e legumi, nonché da una manciata di semini e di frutta secca. Non mancheranno generose spremute e succhi a stomaco libero e lontano dai pasti, preferibilmente in concomitanza col ciclo circadiano ripulitivo che va dalle 4 am alle 12 (mentre gli altri 2 cicli di 8 ore sono il ciclo alimentare dalle 12 alle 20 e il ciclo assimilativo-melatoninico-digiunistico dalle 20 alle 4 am).

COSA FARE CONCRETAMENTE IN LINEA GENERALE?

L’adozione di un regime di vita vegan-crudista, tendenziale sì, ma piuttosto rigoroso ed avanzato in questi casi di emergenza e di patologie ai limiti, include anche il nostro pacchetto-salute, con aria pura a tutte le ore, camminate giornaliere di un’ora circa abbinate a respirazione addominale e sbuffante nella fase espirativa, esposizione solare, atteggiamento e pensiero armoniosi ed ottimisti, e tante altre cose ancora, come i 4 punti-chiave che sono in sintesi:

1) Pensiero positivo.

2) Salvaguardia attenta della funzionalità epatico-biliare e ghiandolare, oltre che splenica, pancreatica, renale e cutanea.

3) Rafforzamento del sistema immunitario mediante risparmio energetico e tramite costante fornitura di vitamina C naturale e di vitalità dalla scala Simoneton in termini di onde vibrazioni e di forza radiante produttrice di aura salubre all’infrarosso, equivalente o superiore alle quote di 6500 A° e casi colori del rosso e dell’infrarosso.

4) Miglioramento radicale del Milieu Interieur e della formula del sangue mediante digestioni semplici, rapide, complete.

FIDUCIA IN SE STESSI E NELLE PROPRIE FORZE INTERIORI  MAI SFRUTTATE FINORA IN MODO ADEGUATO

Il grande Herbert Shelton ha fatto strabilianti e ci ha lasciato una eredità impressionante di libri, dispense, riviste, conferenze e aforismi. “Ogni malattia nasce sempre e solo quando è necessaria e termina sempre e solo quando serve”. Questa è una delle sue leggi che mette  in chiaro l’intelligenza del corpo umano, i formidabili meccanismi auto-regolatori che esso possiede, l’angelo custode o l’infallibile ed esclusivo medico interno che ognuno ha al suo interno. Medico che assiste, monitorizza, disgrega, riassembla, lima gli spigoli e le asperità. Medico che non impedisce ovviamente alla morte di avere il sopravvento sempre e comunque. Tutti alla fine soccombiamo in un modo o nell’altro, ed è un fenomeno naturale e fisiologico. L’importante però è vivere bene e morire bene, e farlo al momento giusto e senza troppe sofferenze.

ESISTE IL DIRITTO E IL DOVERE DI RIMETTERSI IN CARREGGIATA

Fino a quando una persona esiste e vive, fino a quando è carica di sentimenti che la mantengono attaccata e motivata alla vita, ai suoi ricordi, ai suoi interessi, ai suoi hobby, ai suoi ricordi, alle persone amate. Fino a quando è in grado di riempirsi d’aria pura i suoi polmoni e di catturare i raggi solari coi suoi 5 milioni di pori e con la sua magica retina, collegata al sistema ghiandolare nonché all’asse ipotalamo-ipofisi-immunocompetenza, non solo ha il diritto, ma anche tutto il dovere di recuperare e di guarire, indipendentemente dalle frettolose e spesso superficiali sentenze di inguaribili e di terminati espresse dalla classe medica.

NON SI MUORE DELLE COSE TEMIBILI CHE CI ATTERRISCONO

Non si muore di tumore e di cancro. Meno ancora si muore per attacchi batterico virali a tradimento.
Non si muore assolutamente di malattie inventate o mal-classificate come le auto-immuni, o di malattie programmate ed inventate di sanapianta a tavolino, come l’Aids e l’Ebola, o di malattie chiamate idiopatiche, lantaniche e cripto-genetiche, ma semmai di indiscrezioni, di errori e di aberranti interferenze mediche, di atroci accanimenti terapeutici, ossia di malattie iatrogene e quindi medico-causate, accoppiate a errori comportamentali gravi e continuati insiti nelle nostre giornaliere mal-abitudini, nei nostri autolesionismi, nei nostri 50 attentati quotidiani contro la nostra stessa integrità psico-fisica mentale e spirituale.

ORMAI LE COSE SI SANNO, BASTA STUDIARLE CON MENTE APERTA E LIBERA

Si muore, e l’abbiamo visto in dettaglio, di fegato fuori-uso, di sistema immunitario sormontato e sommerso dalle tossine, di sangue grasso, di cose peggiori della morte stessa tipo la chemio e la radioterapia, che sono le cure mediche sbagliate, le cure mediche ad ogni costo sul sintomo e non sul fattore causante e sullo stile di vita. Si muore di canali, vasi e capillari intasati ed ostruiti dai nostri stessi detriti cellulari chiamati virus, o meglio endovirus, che rappresentano il 98% del nostro intero assillo virale, visto che i virus esterni li possiamo contrastare con sicurezza e disinvoltura grazie ai cordoni protettivi di un sistema immunitario efficacissimo contro i virus degli altri, salvo che non andiamo a by-passarlo assumendo carni affette da encefalopatie tipo mucca pazza. Si muore per mancato rispetto alla formula di Arnold Ehret, per la quale V=P-O (vitalità=potenza meno ostruzione). Si muore per parassiti intestinali mai identificati che, a differenza degli innocenti virus endogeni polverizzati che non mangiano più, e dei preziosi amici batteri che ci liberano dall’intasamento virale mangiando i detriti cellulari non prontamente espulsi dall’immunocompetenza, si nutrono delle nostre stesse sostanze causandoci enormi danni.

È TUTTA UNA QUESTIONE DI TERRORE

Per concludere, se non si muore di cancro, se non si muore di cancro al pancreas, se non si muore di cancro dichiarato insperabile e senza speranza, di cosa si muore allora? Lo dico a tutti, e il discorso vale per qualsiasi tumore, indipendentemente dalle sue caratteristiche specifiche, dalla forma e dalla localizzazione corporale, e al di là delle diagnosi più o meno gravi espresse dai chirurghi. Non si muore per la sentenza medica, ma per il terrore che scaturisce da essa.

SI MUORE PER IGNORANZA E PER IRRELIGIOSITÀ

Si muore di paura e di stress. Si muore di ansia e di inquietudine. Si muore di ignoranza nera sul proprio corpo e sul proprio destino. Si muore per mancanza di rispetto verso un veicolo corporale ricco di accessori e di strumentazioni che non conosciamo nemmeno. Si muore di rimorsi di coscienza per il male arrecato ingiustamente alle creature innocenti che ci attorniano. Si muore per il rammarico di non aver utilizzato al meglio il nostro tempo e le chance di utilizzare la nostra tappa esistenziale per fare dei passi avanti e per evolvere ulteriormente verso la perfezione. Si muore per la nostra sostanziale irreligiosità e per la sfiducia nel Creatore e nelle Leggi della Natura che contemplano cose incredibili e sperimentate come l’auto-guarigione e la remissione spontanea, come la tendenza unidirezionale ed insopprimibile del corpo a non andare contro se stesso, a patto che ci diamo una mossa e gli andiamo incontro, anziché mettergli sempre il bastone tra le ruote.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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