DISTROFIA MUSCOLARE, PROTEINOMANIA E BIDODICISMO

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LETTERA

Due genitori disperati e una ragazza di 15 anni col braccio destro fuori uso

Ciao Valdo, volevo sapere se la distrofia muscolare è una patologia incurabile.
C’è una coppia di miei amici fraterni, genitori di una ragazza di 15 anni, che presenta problemi di mobilità al braccio destro. Le è stata diagnosticata questa terribile patologia.
Ho cercato tra le tue tesine senza trovarne traccia. Ovviamente i genitori sono disperati e confusi.
Essendo sicuro che la natura possa curare tutti i mali, volevo sapere se possiamo aiutare questa ragazza a percorrere la via giusta. Ti ringrazio in anticipo.
Giuseppe

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RISPOSTA

Carenze vitaminiche e minerali, oltre che problemi di carattere circolatorio

Ciao Giuseppe, come giustamente dici, la natura non è priva di generosità.
Non esistono patologie incurabili, ma solo patologie incurate e malcurate per ignoranza dei giusti metodi. Quando ci sono problemi ai muscoli, siano essi classificati come spasmi o distrofia o altro, siamo in presenza di specifiche carenze vitaminiche e minerali, nonché di problemi circolatori causati dalla solita lipotoxemia ed emoviscosità del sistema. I minerali carenti sono essenzialmente calcio, potassio, magnesio, più alcuni minerali di traccia. Le vitamine mancanti sono la B, la E e pure la C.

Cibi cotti e latticini come fattori patologici e come fattori di impedimento al recupero

Come mai mancano tali vitamine e tali minerali?
Ovviamente per le scelte dietologiche basate su cibi carenti e su cibi cotti.
L’altro punto-chiave c’è scarso potere di assimilazione intestinale.
E questo dipende da diete basate sui latticini i quali tolgono spazio a frutta e verdura crude, e creano un velo colloso ed invischiante in quella zona strategica dell’intestino dove si gioca la partita della vita.

Il creatore ha previsto l’ubriacatura da vino ma non certo quella da latte

Mi riferisco ovviamente all’intestino tenue, coi suoi 400-600 metri quadri di superficie assimilativa trapuntata da migliaia e migliaia di villi, destinati a succhiare per osmosi i micronutrienti in arrivo.
Il creatore non ha previsto che gli esseri umani si ubriacassero di latte, che è molto peggio del vino.
Il latte e i latticini non sono affatto una sostanza normale, o una sostanza adatta al corpo umano, come non lo è la carne.
I cibi non adatti creano sempre gravi effetti collaterali.

Per elencare i danni provocati dal caseocarnivorismo nel corpo umano servono non righe ma pagine

La carne carambola all’interno del sistema gastrointestinale per un paio di giorni, prima di trovare con difficoltà la strada della evacuazione, e in questo lunghissimo periodo di tempo apporta acidificazione, putrefazione, osteoporosi, disbiosi intestinale, stitichezza, miasmi, creatinemia, azotemia.
Latte e latticini, oltre a far perdere calcio-osseina alle nostre ossa, apportano calcio sbagliato nei punti sbagliati e causano calcificazioni improprie, calcoli, stalattiti, speroni, placche, cristalli e ossificazione gerontologica del sistema.

Ridurre il campo da tennis intestinale ad uno sgabuzzino e decapitare il sistema immunitario sono i due peggiori attentati che si possano fare al proprio organismo

Ma uno dei maggiori danni è quello di compromettere gravemente la superficie e la capacità assimilativa dei villi intestinali, per cui il campo da tennis diventa uno sgabuzzino di una manciata di metri quadri, insufficiente a garantire assorbimento al lattice nutrizionale rilasciato dal chilo.
Impedire agli alimenti di essere assimilati è la cosa peggiore che possa succedere a un sistema che ha un grande bisogno dei medesimi. Rubare spazio, tempo e potere digestivo al sistema immunitario è attentare alla propria salute e al proprio benessere.
Latticini e proteine animali in generale equiparabili dunque ad autentica iattura alimentare.
Veri lanzichenecchi che saziano nel modo sbagliato, ingrassando, intossicando l’organismo ed affamando le cellule nel contempo.

Ogni guarigione seria è basata sul digiuno e sulla dieta fruttariana-vegana-crudista

Non è un caso che il primo atto riparatorio di ogni terapia guaritiva sia il digiuno, seguito da una dieta 100% vegano-crudista.
Lo sanno nelle cliniche Gerson in Messico, lo sanno nelle cliniche iraniane Batmanghelidj (cura dell’acqua), lo sanno nelle cliniche igienistiche di Cinque, Sabatino e Goldhamer, lo sanno nella clinica australiana Arcadia del dr Alec Burton, lo sanno nei centri Pritikin di Miami e Santa Monica, lo sanno a memoria tutti i terapeuti seri che esistono sulla faccia della Terra.

L’importanza basilare della riboflavina (vitamina B2) nella debolezza muscolare

Nel caso della ragazzina in questione l’assimilazione è ridotta ai minimi termini, sufficiente per sopravvivere distroficamente ma non certo per svilupparsi e vivere in ottima forma come dovrebbe.
Serve molta vitamina B2 o riboflavina, che si trova nel germe di grano, nel riso nero e in tutti i risi non sbramati, nei vari cereali integrali, nelle mandorle-noci-pinoli-pistacchi, nei funghi, nel tarassaco, nel crescione, nell’asparago, nei broccoli, nel sesamo.

La necessità di B3, B4, B8, B9 e B12

Serve molta vitamina B3 o niacina, ed anche vitamina B4 o adenina, e si trovano nelle stesse fonti citate per la B2, più nei datteri e nelle arachidi. Serve vitamina B8 o biotina, stesse fonti della B2 più bietole, arance, limoni, cavoli, semi di lino, di girasole, di zucca e di papavero.
La coppia B9 (folati, da foglia) e B12 accompagna armoniosamente il gruppo B, ogniqualvolta assumiamo verdure crude a foglia verde, frutta secca e legumi, e ogniqualvolta evitiamo guasti gastrointestinali. Tutte le vitamine del gruppo B hannpo forti tendenze sinergiche ed aggregative, per cui dove stanno la B1 e la B2 stanno pure tracce e quantitativi ottimali di tutte le altre.

L’intercambiabilità B9-B12 e l’imponderabilità della B12 ai minimi livelli

La B12 è tra l’altro difficile da percepire e rilevare in termini di peso ai minimi livelli, trattandosi più di aroma, che di materiale pesabile. In effetti, l’ideale per le persone sane e dal sangue fluido, nelle persone prive di patologie diabetiche, renali e intestinali, cioè per le persone rare e sane nella nostra società colesterolica e malaticcia, è di avere una B12 imponderabile, come stabilito dal creatore.
Chi ha la B12 elevata ha automaticamente il sangue addensato, anche se nessuno glielo dice.
L’intercambiabilità e la vicarietà reciproca tra B9 e B12 è provata dal fatto che in tutti i vegani crudisti la B12 sta sul livello 100, mentre la B9 (acido folico) sta oltre i 20 ng/ml (nanogrammi per ml), quando il range è da 3,0 a 16,1 ng/ml.

Gli stravolgimenti e le manipolazioni del corrotto ente FDA (Federal Drug Administration)

La quota ideale minima di vitamina B12 era stata indicata in 80 pg/ml dalla WHO, World Health Organization, ancora negli anni ’50.
Il range della B12, venne poi stravolto e manipolato negli anni ’70 dalle follie proteinomani della FDA, che introdusse il range alterato di 157-1059 pg/ml, picogrammi per millilitro di sangue, preso da campioni di persone americane ultracarnivore (prima carognata), e gonfiato a piacere rispetto alle quote WHO (seconda carognata)..

Più manicomio che istituto affidabile, più laboratorio proteinomane e bidodicista che ente serio

Qualcuno si chiederà se la FDA sia un ente serio o invece un manicomio, nonché una filiale del potente sindacato caseocarnivorista statunitense. Rispondo senza esitare che non è un semplice manicomio, ma un manicomio in mano a gente senza scrupoli. Questa è la gente che ha creato due ideologie morbose, patologiche e demenziali, strettamente intrecciate e di carattere planetario, quali la proteinomania e il bidodicismo, imperanti ormai a destra e a manca.

Manipolazioni e alterazioni nei dati proteici, nei dati vitaminici e nei dati melamminici

Basti pensare ai 300 grammi di proteine dettati al mondo negli anni 70, e via via scarnificati fino alla attuale quota di 75 grammi/giorno, che sta ben oltre i 34 grammi invocati dalle maggiori autorità americane e internazionali, visto che a partire dai 35 g si entra in zona vietata, in zona emo-acidificante.
Basti pensare ai 40 grammi di vitamina C dettati tuttora al mondo, quando la necessità è 10 volte almeno superiore a tale ridicola quota.
Basti pensare alla frettolosa approvazione della melammina (urina di mucca) nel latte e nei latticini del mondo, con la quota approvata di 2,5 mg di melammina per 1 lt di latte (quando in Cina furono demonizzate e messe giustamente al bando aziende che registravano nei loro prodotti livelli di 1 mg/lt).

Gli imbrogli della statistica

La fluidità del sangue, richiede in particolare che la B12 stia ai minimi livelli del range (intorno alla quota 100 pg/ml e non certo sulla linea mediana tra 80 e 1059, ovvero intorno a 500, come molta gente pensa e ragiona). Se prendo i dati USA del peso tra 10 soggetti normali da 70 kg, 50 soggetti sovrappeso da 85 kg e 40 obesi da 140 kg, troverò che la media-campione per 100 persone è di 105,5 kg, per un range ideale che va dai canonici 70 ai 140. Così, chi pesa 110 kg, può fare salti di gioia, essendo nella giusta media, e chi pesa 70 si sentirà in colpa. È un po’ come la storia dei due fratelli, dove uno mangia 2 polli al giorno e l’altro, per sua fortuna, niente. Per la statistica hanno consumato un pollo a testa.

Non farsi ipnotizzare dai numeretti, soprattutto se presi singolarmente

Con la B12 succede esattamente la stessa cosa.
La stragrande maggioranza va dai medici a farsi misurare il sangue e torna a casa contenta quando la B12 è nel range, quando la B12 sta magari bella, sostanziosa e rassicurante in alto sulla scala, meglio se oltre i 200, senza mai capire la necessità di tenere la B12 alla quota ideale minima di 100 pg/ml.
Questa è diseducazione gravissima da parte del regime sanitario americano, seguito ciecamente dalle sanità colonizzate degli altri 200 e oltre paesi del mondo. Pertanto, la quota ideale di B12 è tra 80 e 100, e va comunque considerata sempre nell’ambito di un’armonizzazione generale degli altri valori, e mai da sola (considerazione valida per tutti i valori misurati strumentalmente).

Pulizia intestinale, crudismo, movimento e respirazione

Tornando alla ragazzina con la distrofia al braccio, la pulizia intestinale, il veganismo-crudista e un corretto piano di respirazione, di esercizi e di esposizione solare, la riporteranno gradualmente alla normalità. Per tutti i minerali occorre puntare decisamente sulle verdure crude e sui centrifugati di carote e di radici varie, incluse patate e batate, inclusi ananas e mele per addolcire il succo.
Serve fare esercizio fisico e prendere molto sole. Serve nuotare, preferibilmente in acqua marina.
Saper respirare in modo profondo e ritmato, arieggiando continuamente l’ambiente in cui vive.

Le tecniche di supporto non-farmacologico meritano di essere considerate

Esercizi specifici col braccio destro, sempre aiutandosi col braccio sinistro, serviranno a stimolare localmente la situazione e, piano piano, si dovrebbero percepire dei segnali di ripresa muscolare.
All’inizio è importante muovere le dita della mano o fare anche movimenti minimi. L’importante è tenere desto e funzionale il braccio destro, non lasciarlo inattivo ed abbandonato. Qualche supporto coadiuvante in termini di massaggi, di idrofangoterapia e di pranoterapia non guasterebbe affatto.

Non manchi l’indispensabile ingrediente della cultura igienistica

Fare regolare ginnastica anche stando a letto. Disegnare un programma giornaliero di esercizi a corpo libero, e un programma di esercizi aerobici che includano la pratica respiratoria yoga col ritmo 1-4-2,
2-8-4, 3-12-6, 4-16-8. dove la prima cifra sono i secondi di inspirazione, la seconda quelli di trattenimento e la terza quelli di espirazione. La tecnica dell’automassaggio, e quella dello stretching a letto, sono pure da consigliarsi. Sarà opportuno anche far leggere alla ragazzina qualche testo di igienismo naturale, perché è da lei stessa che deve partire il recupero.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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