ELUCUBRAZIONI STOLTE E NEVROTICHE SU IGIENISMO E TRAPIANTI

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr +

ARTICOLO “Di trapianti e trapiantati. Ovvero: elucubrazioni su uno stolto”, posted by Sofia Riccaboni

Le baggianate del “dottor” Vaccaro

Di fronte a certe baggianate non possiamo stare sempre zitti e abbassare la testa.
Primo perché siamo persone pensanti. Secondo perché, prima o poi, a tutti capita di star male e, vuoi per colpa mia, vuoi per colpa tua, a tutti capita di andare in mano a dei medici.
Ma forse c’è chi del medico non avrà mai bisogno. Beato lui. Sto parlando del “dottor” Valdo Vaccaro, la cui biografia in rete recita. “Laureatosi in economia nel 1972 all’Università di Trieste, si è dedicato per tre anni all’insegnamento e al giornalismo. Dopo una proficua militanza nella sheltoniana ANHS (American Natural Hygiene Society), (di cui non si trova traccia nella rete con questo acronimo ndr) si è laureato in filosofia e naturopatia. I suoi libri si stanno laboriosamente traducendo in cinese, in vista di un approccio verso Pekino e Shanghai. Fa parte attualmente della direzione tecnica AVA (Associazione Vegetariana Animalista) di Roma, per la quale elabora diversi lavori di argomento etico-salutistico”.

Un non-dottore laureato dove (?), che dispensa illegalmente nozioni e diete

Un “non-dottore” quindi, nel termine di medico. Che nonostante ciò non disdegna di dispensare (illegalmente?) nozioni su come si fa a curare una malattia neurologica con una semplice dieta (provate a spiegarlo al mio compagno che mangiando certe cose potrebbe stare meglio, ma che se non ride e ci prova, vi massacra dopo una settimana).
Non pago di dispensare diete, materia in cui si è laureato (dove?), passa a dare indicazioni anche su pratiche chirurgiche.
Ma, attenzione, non potendo dare una dieta per tutti, si concentra su una sola cosa: il trapianto di reni. Causa del trapianto di reni (sempre leggendo questo suo pezzo) una vita condotta lontano dalle regole a cui lui invece aderisce. Consapevole che spesso le malattie sono legate a stili di vita discutibili, e non sempre per forza sbagliati, prova a farci credere che, se arrivi a dover subire un trapianto, è perché hai vissuto in modo sbagliato.

Come mai vegetariana virtuosa e con bambina trapiantata?

Bene “dottore”. Quindi mi dica, premesso che sono vegetariana e che non bevo, non fumo e non mi drogo, come mai mia figlia è nata con una malformazione del fegato tale da dover scegliere per lei o la morte o il trapianto? E come mai, ora che ha quasi 12 anni, e che da 11 ha il suo nuovo fegato (aveva 5 mesi di vita quando è stata sottoposta a trapianto) sta bene e non ha ancora sentito questo “impulso” di “rigetto interiore” per un fegato non suo? Anzi, al contrario, ha sviluppato una grande maturità e un senso di rispetto per la vita che nemmeno lei potrebbe lontanamente avvicinare? E tutti quei bambini che nascono con reni mal funzionanti? Colpa di noi genitori?

Una zia finita male, per mancanza di pezzi di ricambio

Avevo una zia che non ho mai avuto modo di conoscere, perché a circa 20 anni si ammalò ad un rene, che le venne tolto, e poco dopo si ammalò anche l’altro. Non esisteva ancora nulla per salvarla, né dialisi né trapianto.
Eppure viveva una vita tranquilla, regolare e immersa nella natura. Mangiava solo crudo e quasi sempre vegetariano (non avevano altro), non fumava (mancavano i soldi per farlo) e non beveva. Eppure
i suoi reni l’hanno tradita. E lei mi viene a raccontare che “Un rene? Si tratta solo di un anonimo pezzo di ricambio”!

Nessuno si pente

A un certo punto del suo “articolo” leggo: “Le prenotazioni sono sempre tante, ma nessuno va a intervistare quelli che si pentono”. La sfido. Mi trovi qualcuno, trapiantato, che oggi si pente. Forza.
Se vuole l’accompagno io in tutti gli ospedali. Facciamo un giro insieme nel DH di Bergamo, visto che la città la conosce bene. Nel DH pediatrico di trapianto epatico, e vvediamo quanti genitori troviamo pentiti e quanti ex bambini, ora adolescenti, le daranno ragione. Andiamo anche a Bologna, nel DH di nefrologia, dove fanno i controlli i trapiantati di reni (che a lei devono stare proprio antipatici) e chiediamo quanti sono dispiaciuti.

Ci vogliono soltanto più donazioni

Non c’è dubbio che anche dietro al trapianto, come dietro al vaccino dell’influenza, esista chi specula. Ma stia tranquillo che, se la donazione degli organi diventasse una condizione normale, una condizione di buon senso, diminuirebbero in automatico anche le corse all’acquisto di organi sul mercato nero.
Forse lei non si è mai trovato di fronte a un bambino in dialisi, forse lei non ha mai visto l’espressione sul volto di una persona a cui dicono “Signora, sua figlia di 2 mesi ha una sola possibilità di vivere: un trapianto di fegato”.

Quando succederà a lei, cosa farà?

Forse lei, barricato tra i suoi studi di economia convertiti al naturalismo, ha perso la via del buon senso. Perché solo una persona completamente incosciente può pensare che a lui non succederà mai. E allora, caro dottor VV, quando succederà a lei di sentirsi dire “lei ha bisogno di un trapianto” che farà?
Farà in modo che i medici la seguano e le salvino la vita, o si lascerà morire, coerentemente alla sua assunzione per la quale “La vera soluzione non sta nei trapianti ma nel non mettersi nelle condizioni critiche?”

Non risponderà alla mia lettera, perché non ha risposte da dare

Sa cosa penso? Penso che non risponderà a questa mia lettera, come non ha risposto la dottoressa Magli quando ha scritto su Il Giornale che i trapiantati e le persone in lista sono egoisti.
Perché davanti alla domanda “e se toccasse a lei?” non avete certezze e nemmeno risposte.
Un’ultima osservazione: visto che non è medico, si informi bene sul concetto di morte cerebrale prima di parlare di espianti da persone vive, cosa che in Italia non si pratica.

E piantatela di disinformare con le vostre diete che fanno male

E piantatela, lei e i suoi simili, di parlare di “vita” solo perché una pompa fa girare del sangue in una macchina vuota. Se proprio volete giocare con le persone che stanno male, fatelo lontano da mezzi che possono fare male davvero. Una cattiva informazione fa molti più danni di un cattivo medico.
E, dare false speranze, come fa lei con le sue diete a chi sta male, è irrispettoso nei confronti di chi, invece, ha bisogno di cure reali.
Cordialmente.
Sofia Riccaboni, vegetariana, mamma di Pamela, nata il 10 giugno 1999, trapiantata di fegato il 19 novembre 1999 per cirrosi epatica conseguente ad artresia delle vie biliari (sa cosa sono vero?)

*****

Risposta di un “dottore”, non-medico, non-Jackill, non-Frankenstein, di nome Valdo Vaccaro, che ha pochi dubbi, fondate certezze, e abitudine a rispondere civilmente, senza malanimo e senza maleducazione

Troppi messaggi in arrivo

Sto ricevendo mail al ritmo di 50 al giorno, da tutta Italia e anche da fuori, tutte gentili e urbane, a volte anche imbarazzanti. Avendo un migliaio di tesine sul blog, tutte passibili di osservazioni, di critiche e commenti, non sono in grado umanamente di seguire ogni cosa.
Sto pubblicando sul blog più o meno l’1% delle lettere che mi arrivano, non di più.
Dovrò pertanto chiudere con tutta probabilità la sezione commenti, per impossibilità di risposta, e trovare nel contempo qualche altra soluzione per la corrispondenza.
Nessuno oserà spero insinuare che mi sono defilato.

Bisogna mettere in preventivo anche le ostilità

Tra diecimila amici che ti scrivono e ti sostengono, è normalissimo che spuntino anche le persone contrarie, critiche, ostili. Devo riconoscere che alla signora Riccaboni, che ci è congedata con un paradossale e ipocrita cordialmente, non mancano affatto le doti sibilline e le capacità denigratorie delle acide propinatrici di veleni di antica memoria.

Un quadro oggettivamente brutto e falso

Il quadro che ha disegnato e proposto non è quadro critico ma una caricatura demenziale ed allucinante.
Un’opera purtroppo sguaiata, intrisa di falsità, di cattiveria, di cinismo, di odio e di sboccata maleducazione. Non esattamente l’espressione di una persona civile, ragionevole e pensante.
Non c’è un briciolo di verità e di costruttività in quello scritto.
Al punto che non riesco a darmene una ragione.

Salto la fase polemica e provocatoria

Non avrebbe di certo meritato una risposta.
Devo forse mettermi a praticare la politica dell’occhio per occhio e dente per dente? Con una donna poi?
Con una madre di una ragazzina trapiantata? Devo forse andare a spulciare tra le sue qualifiche e i suoi curriculum, alla ricerca di altarini e cadaverini, o magari di corruzioni, di mandanti tecnici o ideologici, di traumi psicologici interni? Non è mia caratteristica percorrere quella strada.
Personalmente so di essere acqua chiara, per cui dietro di me non c’è nessuno, all’infuori di un solido e crescente pubblico di lettori che mi danno il loro affetto e il loro supporto.

Ho in Italia amici trapiantati che mi seguono regolarmente

Mi rendo conto che l’argomento trapianti sia drammatico, controverso ed insidioso. Capisco anche che le persone coinvolte in questo tipo di problematiche siano particolarmente suscettibili e reattive. Ma ho incrociato in precedenza altre persone trapiantate, che hanno espresso serenamente le proprie opinioni e che seguono con successo i miei suggerimenti dietologici (vedi ad esempio la tesina dal titolo Il dramma umano del trapianto renale, del 2/10/10).
L’ho detto al Paolo (vedi Sindrome di Alport, dialisi e trapianti renali, dell’11/1/11), e lo ribadisco alla Riccaboni che occorre onestà intellettuale.

Il significato profondo dell’anti-trapiantismo

Essere contro il donazionismo di organi e contro il trapiantismo non significa affatto condannare i malati di ieri e di oggi, i chirurghi di ieri e di oggi, ma spingere il mondo e la ricerca verso altre soluzioni ed altre vie meno drammatiche, meno dolorose, meno contradditorie, e in rispetto a un fatto naturale ed evidente quale la costante reazione di rigetto, che dimostra inequivocabilmente la precarietà e l’erroneità di tale scelta terapeutica.
Essere contro il trapiantismo significa soltanto rendere la chirurgia medica meno arrogante, meno presuntuosa, meno macellaia, meno avventuristica, meno sperimentale, meno disumana.
Essere contro il trapiantismo significa far rientrare nei ranghi la medicina, riportarla leggermente nell’alveo del buon senso terapeutico, in rispetto a quanto scrisse il professor Oliver Wendell Holmes:
L’uso del bisturi sia legalmente che professionalmente rappresenta non il trionfo ma il fallimento della medicina.

Le frasi vanno lette nel loro contesto globale

Non è pescando una parola, estrapolando una frase dal suo contesto e costruendoci sopra un romanzo a tinte fosche, che si valuta una tesi, una scuola di pensiero o una persona.
Questa è capziosità, litigiosità, pregiudizievole malignità.
Questo significa perdere le staffe, reagire con poca serenità e precario equilibrio.

Nessun sentimento negativo nei riguardi dei trapiantati

Non ho mai demonizzato, giudicato male, guardato con disprezzo o antipatia il trapiantato, la sua famiglia e nemmeno il medico autore dell’intervento. Affermare il contrario è pura diffamazione.
Dal momento che le tesine sull’argomento renale sono una ventina, tutte pubblicate sul blog, ognuno le può riguardare con calma e rendersi conto di come stiano davvero le cose.

L’obiettivo critico dell’hygiene

La critica igienistica è semplicemente rivolta all’interventismo sistematico della medicina, che dà priorità ai farmaci, alla chemio, alle operazioni e ai trapianti. Una critica dunque non alle persone coinvolte e ancor meno alle vittime, ma al trapiantismo imperante, all’interventismo chirurgico come sistema e come tendenza. Ed è su questo preciso punto che è lecito misurarsi e discutere.
Non certo sulla retorica delle lacrime e della sofferenza, per cui i più bravi a piangere sarebbero i sanitari, i malati e i loro familiari, mentre i cuori di pietra sarebbero i sani.

Cos’è forse reato non essere medici

Cosa c’entrino in tutto questo le mie lauree e le mie non-lauree non ho capito bene.
Premesso che chiunque abbia una laurea in Italia ha diritto di anteporre il dottorato accanto al nome, non mi risulta di fare uso e abuso di titoli.
I lettori si rivolgono a me in diversi modi e fedelmente riscrivo i loro testi. Non ho mai prescritto farmaci, integratori, o altri prodotti, all’infuori di quelli naturali degli alberi e della terra.

Non sono titolare di lauree comprate o inventate. È forse reato o diseducazione essere sani?

Non ho mai giocato a fare il medico, ma nemmeno il naturopata o il terapeuta.
Men che meno poi il guaritore, essendo personalmente sostenitore della cura-della-non-cura, della non-interferenza e dell’autoguarigione. Faccio l’istruttore, il consulente igienistico, il ricercatore, il libero giornalista investigativo, per dirla col linguaggio di Julian Assange e di WikiLeaks.
I miei due miserabili diplomi di laurea stanno esposti regolarmente in studio.
La terza laurea, mancando solo la tesi finale, la conseguirò non appena trovo il tempo materiale per farlo. Sono dettagli insignificanti che non interessano nessuno.
Vale più una testimonianza di guarigione e di affetto, sincera e trasparente, non richiesta e non prefabbricata, da parte del mio pubblico, che qualsiasi laurea in medicina o in altre specialità.

Il mondo ne ha le tasche piene

Ho il giusto rispetto per i diplomi cartacei, ma niente di più.
Di coglioni arroganti e di pompati imbecilli che si nascondono dietro una laurea, una presidenza, una carica pubblica, dietro una baronia e persino dietro un Nobel, il mondo è stracolmo e ne ha pure le tasche piene. Le discriminazioni cartacee vengono usate dalle menti fragili e dalle menti deboli.
Niente ho fatto e niente farò per entrare in quella categoria. Non sono mai stato presidente di qualcosa.
Le persone si valutano per quello che valgono, per quello che fanno e per quello che esprimono.
La vita è molto di più di un concorso pubblico basato su titoli e diplomi legali. Una laurea in medicina e un bastone da maresciallo non si negano a nessuno che si arrampichi e che li insegua.

Mi arrivano ringraziamenti sinceri, spontanei e mai sollecitati, da ogni parte del mondo

Il mio blog e i miei articoli non sono e non hanno mai voluto essere una vanitosa palestra personale, ma soltanto una testimonianza ed un percorso alternativo a quello della stradominante ed irreggimentante sanità internazionale. Non sono né santo né eroe, ma una persona normale e semplice, dotata di pregi e difetti. Non penso di aver perduto il buon senso, né tanto meno di essere un incosciente.
Dispensatore di baggianate e di precarie diete? Ho centinaia, forse migliaia di testimonianze scritte mai sollecitate e di ringraziamenti autentici. Tutta gente scema, ipnotizzata, gabbata, illusa, cloroformizzata?

Sta nascendo una nuova umanità più maltrattata, ma anche più accorta e sensibile

Il mio blog ha troppo successo? Sta diventando troppo popolare? Può anche darsi.
Significa soltanto che sta incontrando il favore di una nuova maggioranza di gente sensibile ai temi della natura, della salute, dell’ambiente, della sensibilità verso chi soffre, inclusi i più innocenti e i più esposti che sono i bambini-animali definiti da carne, inclusi i bambini umani, categoria più maltrattata dalla presente medicina, incluso gli anziani, i malati e i trapiantati.

Troppo igienismo su internet? Troppa sporcizia culturale nella vita quotidiana e in mamma Rai!

Troppi articoli e troppe tesine? Posso essere d’accordo. Il problema è che ne scrivo una e me ne chiedono dieci. Ma non vado a bussare sugli altri blog e a criticare la gente con maleducazione.
Posso essere critico e pungente. Ma non mi permetto di fare demolizione gratuita nei riguardi di nessuno. Non mi permetto di ingenerare sentimenti di disprezzo e di odio personale.
Nemmeno nei riguardi dei macellai o dei vaccinatori o dei pediatri che ho spesso nel mirino.
Se c’è dell’acido muriatico da versare lo concentro sui peccati e mai sui peccatori.

Nessun oggetto di culto

Aver incontrato e familiarizzato col dr Chris Barnard, con Herbert Marcuse, col dr Alec Burton, coi maggiori esponenti della American Natural Hygiene Society, con T.C. Fry, Ralph Cinque, Frank Sabatino, e con altri esponenti dell’igienismo americano non stanno certamente scritti negli annali e sui libri di storia, ma soltanto sui miei personali albi fotografici. Piccole e innocenti curiosità storiche.
Non ne faccio oggetto di culto. Le menziono solo perché chiamato in causa.

Libera Università Popolare ed Igienistica

La Riccaboni fa insinuazioni gravi e deformanti. Ipotizza illegalità inesistenti e idealizza limiti al diritto di libera informazione. Auspica e sollecita implicitamente un oscuramento del blog, visto il grande fastidio che le stanno dando i concetti salutistici dell’igienismo. Esalta e deifica i titolati di laurea in medicina e in dietologia, come unici esclusivisti dell’informazione salutistica-nutrizionale, ignorando tra l’altro che sono fondatore di una libera università popolare e igienistica, accettata e funzionante con centinaia di ottimi collaboratori e studenti on-line.
Università non registrata e abusiva? Non esattamente. Università di fatto, e quindi di diritto acquisito sul campo. Gratuita e popolare. Priva di condizionamenti e priva di baronie.
Copriamo nel nostro piccolo una grave lacuna culturale ed educativa italiana, e non soltanto italiana.

La legge di causa ed effetto

La signora Riccaboni non ama le leggi della natura che inchiodano l’uomo al buon comportamento e al buon stile di vita. Non le comoda il concetto di causa ed effetto. Tutti quei bambini che nascono con reni deformati, è forse colpa di noi genitori? Per lei, medicalizzata e medicalista quanto e più degli stessi medici, la malattia non è un fatto logico, ma arriva da lontano e a caso. Padrona di pensarla a quel modo, ovviamente. Per me la situazione è diversa. Da igienista e naturalista, penso che ogni guasto umano segua un filo logico, abbia i suoi colpevoli diretti o indiretti, vicini o lontani.
Le centinaia di migliaia di bambini cinesi rovinati dal latte-formula e dalla melammina in Cina, ne sono la prova. Ho scritto una decina di tesine importanti su quella vicenda, e ne vado a riproporre oggi sul blog una soltanto, quella dal titolo Oro nero, oro bianco, oro rosso, del 27/10/08.

Nessuna conversione al naturalismo

Volermi attribuire insensibilità verso la sofferenza e verso i drammi che succedono ha davvero del mostruoso. Questo è puro sciacallaggio.
Barricato tra i miei studi di economia convertiti al naturalismo?
Vada a chiedere informazioni su chi mi conosce da quando ero ragazzino, quando stavo sempre tra torrenti e boschi, tra salite di montagna e campi di calcio.
Nessuna conversione, ma una tematica naturalistica coerente ed ininterrotta.

Sto rovinando la gente nelle ore notturne

Barricato poi? Lo vada a chiedere alle migliaia di persone che ricevono le mie risposte per e-mail da Caltanissetta ad Aosta, dal Madagascar all’Indonesia, da Santa Monica-California a Valencia in Spagna, da Vienna ad Amsterdam.
Lo sto facendo gratuitamente da oltre due anni, lavorando di notte.
Disinformo e rovino la gente di notte, cara signora Riccaboni. Contenta?

Questa è la mia risposta.
Niente mani estranee e sconosciute!

Non ho risposte ai suoi quesiti?
Chi gliel’ha detto mai? Non è forse questa la mia risposta puntuale e millimetrica?
Mi chiede cosa farei di fronte alla necessità di essere trapiantato?
Non mi farei certo mai attaccare una mano altrui, per farmela poi amputare di nuovo, come successo al primo trapiantato di mano in Francia.
La mano funzionava alla perfezione, ma lui non dormiva di notte, con quella mano non sua.
Fecero di tutto per dissuaderlo.
Lo circondarono di psicologhi. Niente da fare!

Totalmente contrario all’accanimento terapeutico

Trapianto di organo? Non lo farei mai.
Accetterei una riparazione con del materiale inerte.
Ma non certo un organo altrui, carico di sofferenza e magari di ignoti ed iniqui traffici, e per giunta implicante l’uso di farmaci immunosoppressori per il resto dei propri giorni!
Per uno che in vita sua non ha mai assunto un’aspirina, un antidolorifico, un purgante o un clistere, un caffè o una coca-cola, considerati già degli insulti alla propria integrità, sarebbe assurdo e improponibile cadere nell’accanimento terapeutico.

La morte è un passaggio naturale e non necessariamente un dramma

Uno che ama, apprezza e rispetta la vita non può temere il dopo-vita, non può inorridire di fronte al naturale succedersi delle rencarnazioni.
Di fronte alla brutale alternativa trapianto o morte, non mi arrampicherei sugli specchi e saprei accettare serenamente il verdetto conclusivo.
Agganciato alla vita? Decisamente sì.
Mi sono sempre divertito a vivere.
Ma non agganciato alla pelle in modo ansiogeno e patologico.

Ho il massimo rispetto per la figlia della Riccaboni e per tutti i trapiantati del mondo

Provo il massimo rispetto per la figlia della Riccaboni e per il fegato non-suo che si porta dentro, poco importa le modalità con cui è stata operata.
Non mi meraviglio affatto che sia una ragazza bella, brava e sensibile.
Bravissimo il medico che l’ha risistemata a regola d’arte e bravissima la piccola ad aver resistito.
Con l’augurio, senza ombra di retorica, che viva forte e sana per oltre 100 anni, disturbando e contraddicendo magari ogni certezza igienistica, mia e della scuola che rappresento.
Ho amici dei miei figli nelle stesse condizioni, e il discorso vale anche per loro.
Vale per tutti i trapiantati del mondo. Non mi sono mai sognato di pensare a loro come a delle mezze persone, o come a dei sopravvissuti per scommessa.

Il trapianto è simbolo di avventurismo e di arroganza chirurgica più che indice di scienza

Le posizioni dell’igienismo sono chiare.
Se il trapianto fosse vietato per legge, la medicina non sarebbe mai portata ad emettere facili sentenze tipo Trapianto o morte, operazione o morte, farmaco o morte, ma cercherebbe con maggiore grinta e determinazione quelle soluzioni preventive ed anche riparative, tendenzialmente non invasive, che oggi non vuole, non può, e spesso non le fa comodo cercare.
Ribadiamo che in terapeutica non esistono salvataggi e non esistono guarigioni, ma solo autosalvataggi ed autoguarigioni interne.
I terapeuti, medici o non medici, possono solo fare un ottimo o un pessimo lavoro di informazione, di coordinamento e di allineamento col sistema immunitario.
Non è forse vero che, ad ogni sciopero dei medici, la mortalità giornaliera degli ospedali cala del 50% e oltre?

Siamo per una medicina più umana

La gente non guarisce e non sopravvive grazie all’operazione e al trapianto, ma nonostante l’operazione e nonostante il trapianto. Sopravvive grazie alla forza del proprio sistema immunitario che riesce a trovare una qualche forma di adattamento ad ogni nuova emergenza.
L’abilità chirurgica è importante e va difesa, ma soltanto se usata con grande ed estrema prudenza, con meno ambizioni e meno disinvoltura.
Se il trapianto fosse vietato per legge, la medicina ridiventerebbe più umana, umile ed igienistica.
Perderebbe i connotati di presunzione e di prosopopea che la rendono invisa a molta gente.
Allenterebbe pure la sua perniciosa e scandalosa dipendenza dalle multinazionali del farmaco.

Nella vita non basta essere vegetariani

Essere vegetariani, non bere, non fumare e non drogarsi, è ottima cosa, ma non basta ancora.
Serve qualcosa di più.
Serve respirare a fondo, serve digerire bene, serve coltivare pensieri positivi, serve amare a 360 gradi, serve estirpare da noi le radici dell’odio e della cattiveria, serve rispettare il prossimo e non bersagliarlo di immotivate frecce velenose.
Il mio amico Bepino di Branc, era macellaio, ma più educato, umano, sensibile ed autocritico di mille vegetariani facinorosi e presuntuosi messi assieme.
La coscienza e la spiritualità non stanno nella mela e ancor meno nella bistecca, ma nel fondo dell’anima.

Il fattore causante, iatrogeno o personale, familiare o sociale, non manca mai

Se poi siamo stati bravi su tutto nel non fare errori madornali, e ciononostante i nostri bambini hanno il fegato malandato o reni malformati, vuol dire che non siamo stati altrettanto bravi nel concepimento e nell’attesa, oppure che l’ambiente intorno a noi e le strutture ginecologiche-pediatriche, o le vaccinazioni, o le diete alto-proteiche imposte hanno lasciato il loro segno.
Un fattore causante non manca mai.
Osservare le ragazze delle scuole, tutte o quasi con la sigaretta in bocca, è cosa da far venire i brividi.
Sono o non sono le madri di domani?

La criminale spinta a consumare proteine nobili, è cosa quotidiana

Quando in una società si predica la proteina a 150-300 grammi giornalieri per gli adulti e a 80 grammi per gli infanti, mentre ne bastano 20-25 per gli adulti e 10-12 per gli infanti, tutte quelle proteine in eccesso diventano ordigni e mine per l’organismo, causando lipotoxemia, acidificazione, muco, creatinina, ammoniaca, putrefazione, con relativi danni ematici, epatici e renali.
Questo è il succo della nostra azione rieducativa.

Dove sta mai il giusto insegnamento?

Mangiar carne e grassi animali, omogeneizzati e latte in polvere, proteine cosiddette nobili per grandi e piccini. Mandar giù ettolitri di acqua minerale pesante, chili di sale e di zucchero, litri di caffè e bevande gassate.
Correggere le carenze idriche con alcolici e acque gassate, dolcificate, aspartamizzate.
Integrare le carenze carboniche con salatini e dolciumi.
Avvelenare cibi e diete con vitamine sintetiche, con vitamina B12 e integratori multi-minerali, con pastiglie velenose di Omega concentrati.
Mantenere queste abitudini deformanti e disintegranti, ed accogliere senza batter ciglio statine ed eutirox, cortisone ed interferone, operazioni e trapianti.
Questo l’insegnamento che proviene dalla signora Riccaboni, dalla medicina odierna, dal Codex, dai fast-food e dalle multinazionali?

Si può dare di più, senza essere eroi

Non voglio calcare la mano e dire altro.
Tutti possiamo avere, senza rendercene nemmeno conto, dei momenti di debolezza e di defaillance nella vita.
Dico soltanto che da una persona umana, da una donna e da una madre, è lecito attendersi qualcosa di più e qualcosa di meglio.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

Condividi con i tuoi amici.

8 commenti

  1. Valdo non ha certo bisogno di essere difeso, se la cava alla grande nella difesa, ma non c'è l'ho fatta a tecere.
    Secondo il mio punto di vista la Riccaboni, ammesso che sia il suo cognome vero, prima di scrivere ciò con tutta quella crudeltà e cattiveria in cuor suo, si è bevuta una porzione di veleno talmente grande, che forse è già andata al creatore, neanche David Rockfeller è così estremista e crudele.
    Infatti, se tua figlia ha avuto bisogno di trapianto, la spiegazione e automatica, con una madre come te, non si poteva pretendere di meglio, comunque mi dispiace che sei riuscita a mettere al mondo una figlia, spero che tu non ne abbia più.
    Sai Sofia, sei anche ignorante, ti dovresti informare prima di scrivere le mischiate che ti sei permessa riguardo al fatto che il web non da notizie della ANHS (American Natural Hygiene Society) scrivi ciò in un qualsiasi motore di ricerca, e te lo ritrovi alla testa della pagina.
    Se sei ancora viva, ti consiglio di diventare vegana crudista, almeno ti liberi di tutto il veleno che hai in corpo, oppure sei stata pagata con una grassa cifra di denari.
    Giuliano dall'Indonesia.

  2. Posso capire in parte il risentimento della signora che forse cerca di proteggere quello che ha fatto per salvare la figlia ma vorrei suggerire di considerare anche altre cose, di informarsi (l'informazione nostra personale e' la cosa piu' potente che abbiamo per capre) a volte puo' capitare di scoprire che finoi ad ora ci sono state dette solo bugie.
    Invito la signora ad essere piu' flessibile nei suoi pensieri, in fondo se legge le risposte degli amici del sig. Vaccaro puo' capire che non vi sono giochi sotto nascosti.

    Cordiali saluti
    Claudio (Indonesia)

  3. Io sono un trapiantato di rene vegano e igienista sto benissimo , quello che hai detto è molto stupido ,vorre che tutti i trapiantati diventassero vegani cosi da poter stare ancora meglio , ti sei mai chiesta perchè i nefrologi prima di passare alla dialisi iniziano con un dieta aproteica??? ti sei mai chiesta come mai gli oncologi non faranno mai la chemio??? studia tu hai cervello cosi medicalizzato dai dottori che quello che pensi è peggio di un film horror , io con il mio medico litigo proprio perchè so che troppe medicine fanno male, oppure forse non lo sai che il cell cept oppure l'fk sono anche loro tossici come la ciclosporina e il cortisone … a lungo andare danneggiano anche loro sia il fegato che il rene , io da quando sono vegano igienista sto benissimo e gli esami ancora meglio mi faccio schifo io stesso della perfezione … non so se avrò mai il caraggio di togliere completamente tutto(farmaci) pero so che facendo un'aliementazione corretta come mamma natura vuole morirò di vecchiaia … vuoi un consiglio ??meno malignità e più vita naturale anche per tua figlia falla diventare vegana.

    Gerardo dalla Sicilia

  4. Spesso mi capita di cadere nella trappola delle provocazioni… sopratutto con la gente che rifiuta di capire la profondità morale e intellettuale delle scelte igienistiche.
    A mente lucida capisco che sono di fronte a anime bambine che devono fare ancora parecchia esperienza. Valdo quello che posso dirti che io e Antonella ti siamo sempre vicino e credo che neanche 10000 Riccaboni potranno minimamente cambiare la nostra fiducia per il nostro 'maestro'.
    A presto Piero&Antonella dalla Sardegna

  5. Penso che la signora in questione sia rimasta delusa dal fatto che,lei vegetariana,pensava di essere immune, e con lei i suoi figli,da malattie o da problemi di salute.
    Purtroppo non funziona propio cosi,l'igenismo serve si a curare e a prevenire certe malattie o tutte le malattie, ma non e'una formula matematica.

  6. noemyvalastro on

    La signora e giornalista è certo una mamma, a mio avviso, con il peso d'aver fatto qualcosa che non andava, qualcosa che se la cultura igienista fosse più estesa e se ne parlasse di più, con gli entusiasmi che peraltro da sola suscita, come un'arcana meraviglia, non ci sarebbe forse stato alcun problema, un "forse" abbastanza orientato sul "sicuramente", come può dirlo solo chi ha fatto realemente la prova su di sè (peraltro vegetariano, signora, non è sinonimo di vegano-crudista, anzi siamo parecchio nel pantano ancora e poco verso la via corretta e auspicabile, anche se certo protesi al miglioramento). Ad ogni modo deve essere stata dura essere messi di fronte all'istanza "o così, o così", e su questo nessuno può pronunciarsi con leggerezza credo. L'unica remora in questi casi sarà forse il non averne saputo abbastanza, e in tempo. Ma non tutto viene per nuocere; mi pare di capire che la sua bimba sia un tenero fiore, un animo sensibile, per cui le assicuro che non è tardi, nè per lei nè per la piccola, per avvicinarsi a prospettive migliori, che non costringono nessuno alla paura a vita o alla morte, come sono tanto bravi a fare i monaci in bianco dei templi medici. Sono sicura che non è tardi, e che ogni momento è l'occasione per un cambiamento che si confaccia a pieno alla nostra natura d'esseri umani, dotati sì d'intelletto, ma non a caso anche d'anima per mitigarne gli sproloqui e le crudeltà potenziali, una coscienza che ci rende capaci di percepirci e di percepire, anche di sentire intimamente i dolori di tutte le vittime sacrificali animali che per arrivare a tali abbiette pratiche trapiantiste sono passate da dolori indicibili e sofferenze prolungate atroci, indotte. E' orrendo, sbagliato, ma evitabile.
    Sono sicura che sua figlia capirà, lo farà senz'altro.
    Non serve che lei insulti nessuno, signora qui tutti possiamo capirla, e lei ha capito?

  7. Carissimo Valdo, sono un tuo allievo, studio tutti i giorni e da quando seguo questo stile igienistico non sono mai stato così bene, sia fisicamente che moralmente. Per sempre. Enrico di Carpi

  8. Cristina Brunori on

    Sono trapiantata di fegato da 9 anni e da poco mi sono avvicinata a questo mondo, al mondo di una sana alimentazione, di sane abitudini e sano pensare e tutto ciò che ci sta intorno. Penso che ci voglia rispetto sempre, qualunque posizione si abbia. Ognuno è libero di scegliere la strada che vuole prendere. A me piacerebbe intraprendere questa strada e capire se posso minimizzare gli effetti dei numerosi farmaci che assumo e magari evitarne alcuni.Chiedo gentilmente a Gerardo della Sicilia se ci possiamo mettere in contatto. Magari mi puoi dare dei consigli. Grazie a tutti.