CURA RADICAL-IGIENISTICA DELLA PATOLOGIA O MEDICAL-SOPPRESSIONE DEL SINTOMO

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Conferenza di Roma, AVA, del 13 Gennaio 2011
Conferenze di Udine del 17 Dicembre 2010 e del 20 Gennaio 2011

Qualche premessa di ordine terminologico

Nel nostro linguaggio comune adoperiamo in modo indifferente i termini igiene, hygiene, igienismo, igienismo naturale, salutismo, scienza della salute o scienza igenistica, per esprimere il medesimo concetto, che è quello appunto della scienza igienistica naturale, che contraddistingue la nostra materia di studio e la nostra scelta filosofica di vita.
Per comodità, in questa relazione userò prevalentemente il termine hygiene.
Siccome permangono tuttora dubbi, incomprensioni e malintesi su cos’è l’igienismo, sarà opportuno ribadire e focalizzare alcuni concetti ed alcuni dettagli, onde sgombare il campo da tali incertezze.
Questo chiarimento assume importanza particolare soprattutto in relazione alle modalità igienistiche di intervenire o non intervenire in presenza delle varie patologie.

Il significato di hygiene non lascia spazio a dubbi

Hygiene significa cose molto precise e circostanziate tipo:

A) Niente cadaverina nella bocca, nella saliva, nell’alito, nel sangue, nei riflussi gastrici, nelle urine (eccesso di ammoniaca) e nelle feci (prevalenza patologica di batteri putrefattivi sui batteri saprofici e simbiotici).
B) Tanto benessere fisico, mentale, spirituale, sessuale, emozionale.
C) Straordinaria kundalini e forza vitale.
D) Impeccabile fedina karmatica, pulita non in forza di un premio finale stile paradiso o altre simili banalità, ma in funzione della nostra semplice autostima quotidiana (una specie di irrinunciabile pompa etica che è importantissima nell’economia del benessere di ogni uomo).

Il Maccartismo e il diavolo comunista

In una società vetero-capitalistica come quella americana del dopoguerra, la sola parola comunismo faceva rabbrividire, la sola bandiera rossa faceva scattare reazioni schizofreniche come il
Maccartismo, un rigurgito dell’inquisizione medievale, con la paura che viaggiava a mille nei riguardi del diavolo, non di quello solito con la coda e le corna, ma del diavolo rosso socialcomunista sovietico.
Il simbolo dell’anticomunismo viscerale di allora fu Joseph McCarthy (1908-1957), che vedeva sospetto e spie nascoste in ogni angolo.
Il Maccartismo però precedette la vertiginosa ascesa politica del senatore repubblicano del Wisconsin, e continuò per decenni anche dopo che venne censurato nel 1954 dal Senato per le sue disastrose indagini nell’ambito dell’esercito statunitense.

Il medicalismo e il diavolo igienistico

In una società vetero-medicalista, e neo-monatta come quella odierna, succede esattamente la stessa cosa, non appena si sente la parola hygiene. Silenziamento, insabbiamento, disprezzo, indifferenza, sottovalutazione, derisioni, pregiudizi, travisamenti.
Ogni mezzo per non parlarne affatto, o per parlarne male, è all’ordine del giorno.
Hygiene è un obiettivo primario da colpire da parte del Codex Alimentarius e delle multinazionali.

L’hygiene rappresenta un ostacolo scientifico e culturale all’espansionismo delle multinazionali

Perché mai tutto questo? Come mai questo furore contro qualcosa che la gente sta apprezzando e che sta dimostrando mediante testimonianze eclatanti la sua utilità culturale e metodologica?
Vi è un insieme di ragioni, non esclusa la gelosia professionale, il timore di perderci pesantemente in reputazione, di vedersi smentite le proprie teorie basilari sui virus e i batteri, le proprie scelte alimentari basate sulla proteinomania, sul bidodicismo e sulle integrazioni.
Ma il motivo di fondo, quello più evidente, è che l’igienismo rappresenta per l’attuale ganga medico-farmaceutica al potere, un ostacolo scientifico insormontabile, assai peggiore di quello che era il comunismo per il senatore McCarthy.

Rispetto delle leggi naturali e dell’amore universale

L’igienismo naturale non è altro che la medicina vera delle origini.
Medicina con la M maiuscola. Amica assoluta e trasparente dell’uomo a cui era rivolta.
Priva di altri fini se non quello di rimettere il paziente nelle medesime condizioni in cui esso si trovava prima di ammalarsi e di perdere il suo equilibrio.
Un filone storico che non si è mai spento e che sta nella coscienza intima di ognuno.
Una materia che ha come base ideologica il rispetto delle leggi naturali e divine, tipo la legge di causa ed effetto, o quella dell’auto-equilibrio, o quella del non-autolesionismo corporale, e come base etico-filosofica l’unico vero comandamento divino, quello che dice Ama il prossimo tuo come te stesso.

Base ippocratica della Scienza Igienistica

L’igienismo ha come cavallo di battaglia il testamento di Ippocrate che definisce la natura come Sovrana Medicatrice dei Mali, che ammonisce ogni terapeuta con un eloquente Primo Non Nuocere, e che ricorda a ogni medico-nutrizionista come l’Aria sia il Primo Alimento e come Non esista alcun farmaco miracoloso al di fuori del cibo naturale.

Hygiene spina nel fianco della curomania imperante

L’hygiene rappresenta un’arma micidiale e una spina nel fianco per tutte le scuole terapeutiche che sviano dai sani principi. L’hygiene è nemica implacabile della curomania imperante, in tutte le sue forme e variazioni. Nemica della medicina allopatica, omeopatica, macrobiotica, ortomolecolare, persino naturopatica ed erboristica, nella misura in cui esse pretendono di sostituirsi ai meccanismi autoguaritivi di base. Più le cure sono pesanti, invasive, innaturali, e più ci si allontana dall’igienismo.
Più le cure sono tese ad agire sul sintomo e più si va in divergenza.

La corsa demenziale alla controllo-mania

Nemica della corsa demenziale alla controllo-mania, alla visito-mania, alla testo-mania, alle mammografie, visto che i valori rilevati sono spesso costituzionali o fisiologici, congiunturali o momentanei, sintomatologici e non patologici, variabili e non stabili (tra mattino e sera, tra stagione e stagione), incompleti e quindi inaffidabili, politici ed artefatti nella fissazione dei range, e quindi non scientifici e non universali.
Senza contare i danni gravissimi ed accertati causati dai test a livello di stress, di tensioni e di traumi emotivi, per cui diventano paradossalmente causa delle patologie che vorrebbero accertare.

Natura non significa veleni e non significa farmaco-somministrazione

Il metro di giudizio è l’eco-compatibilità nei pensieri e nei comportamenti eticamente rilevanti, nelle scelte terapeutiche e in quelle alimentari. Natura sovrana, disse Ippocrate.
Natura sovrana, a livello umano, significa sistema immunitario e capacità autoguaritiva.
Natura sovrana non è sicuramente il farmakon, che in greco significa veleno.
Natura non è sicuramente il medico di oggi, che è troppo spesso un eminente somministratore di pozioni e di intrugli, se non addirittura un disinvolto asportatore di ghiandole ed organi vitali.

Rigorosa distinzione tra sintomi da rispettare e malattia comportamentale da debellare

Nell’hygiene non esiste cura dei sintomi. I sintomi sono spie rosse da rispettare.
La lotta è contro le reali cause dello squilibrio.
Individuare le fonti inquinanti ed intossicative, chiudere ermeticamente il rubinetto dei veleni, metterci uno sbarramento e una saracinesca. Questo è igienismo.
Nell’hygiene non esistono malattie fisiologiche o psicologiche da estirpare, ma solo preziose crisi eliminative che servono a scaricare i veleni e a detossificare l’organismo. Malattie che servono a ritrovare il bandolo della matassa. Malattie che servono a ritrasformare un motore umano intasato, ingolfato e disorientato, in un motore pulito, efficiente, motivato e ad alto rendimento.

Niente mostri chiamati virus e batteri, ma parti morte di noi stessi e preziosi soci mangia-sporco

Nell’hygiene non esistono virus estranei, forestieri, regalati-da-terzi, ma solo detriti cellulari morti delle nostre cellule interne, che per il nostro vivere sballato, non riusciamo a riciclare e poi ad espellere.
Se arriva poi della polvere virale estranea od esogena, essa viene facilmente inglobata ed eliminata dalle nostre attrezzatissime difese.
Nell’hygiene non esistono batteri estranei e forestieri, ma solo preziosi microbi mangia-sporco, aerobi, simbiotici e saprofiti, che spesso, per nostra esclusiva incuria, diventano dispettosi, disbiotici, anaerobi e putrefattivi.

La semplice prova del digiuno, e della scomparsa di ogni accumulazione batterico-virale, dimostra in modo inequivocabile la farsa medicale relativa a virus e batteri

I batteri, in ogni caso, si moltiplicano esponenzialmente e regrediscono esponenzialmente in rapporto all’immondizia accumulata e ai processi detossificanti che sappiamo impostare.
Il concetto medico della morbosità, della trasmissibilità, della mostruosità di virus e batteri, viene clamorosamente smentito dalla semplice prova del digiuno ad acqua distillata, dove nel giro di pochi giorni, senza cure, senza farmaci o vaccini, il paziente carico di microrganismi non solo non viene spappolato, divorato e distrutto dai mostriciattoli, come predicato e preteso dai monatti al potere, ma guarisce completamente e riprende la sua vita normale e attiva.

Essere causa delle infiammazioni è assai diverso dall’essere conseguenza di esse

Nell’hygiene dunque niente pesti bubboniche, niente infezioni, niente monatti, untori e lazzaretti.
Nell’hygiene, virus e batteri, pur presenti in sovrannumero in caso di picchi patologici, non sono affatto la causa scatenante di febbri ed infiammazioni, ma sono sempre e solo conseguenze di esse, che è cosa assai diversa. Le proliferazioni batterico-virali sono figlie e non madri, effetti e non precursori dei processi infiammatori.

Tonnellate di farmaci riversati dalla medicina sul pianeta Terra, avvelenato fino alle radici

I medici scaricano sulla popolazione mondiale tonnellate di farmaci e di disinfiammatori.
Credono e fanno credere che le infiammazioni chiamate “iti”, tipo gastrite, epatite, vasculite, colite, polmonite, appendicite, tonsillite, ecc, rappresentino la malattia da estirpare, e non invece il sintomo locale, innocente ed utile, di una seria malattia scatenata altrove.
Credono e fanno credere che, quando il dolorino è stato fatto sparire, quando la crisi influenzale è stata prevenuta o stroncata, quando il tumore è stato asportato, la gente sia guarita.

Cos’è che fa realmente ammalare la gente? Le memorabili parole di Florence Nightingale.

Non è forse il continuo vivere sbagliato che porta la gente ad ammalarsi?
Non sono forse fattori come l’aria pura e la pulizia interiore a far stare bene, e l’aria viziata e la sporcizia intestinale a far star male le persone?
Non sono forse tutte le malattie del mondo delle reazioni naturali alle condizioni assurde, stressanti ed improponibili a cui noi stessi ci mettiamo?
Mi è stato insegnato da medici superbi e da donne ignoranti a temere la febbre, la scarlattina, il morbillo e le varie malattie chiamate spregevolmente infettive.
Il fatto è che non esistono contagi e infezioni, ma solo condizioni adatte a rendere la gente malata.

La lezione di una grande donna alle menti deboli e fragili della medicina

Le malattie non sono classificabili in categorie tipo cani e gatti.
La dottrina delle malattie specifiche, nemiche e contagiose, è il rifugio delle menti deboli e fragili della medicina.
Serviva davvero una donna con gli attributi, una donna come Florence Nightingale (1823-1910) per esprimere le migliori parole mai pronunciate in campo medico, per dare una sottile lezione di intelligenza terapeutica a tutta l’arroganza e la presunzione, tipicamente maschilistica, dei baroni e dei professoroni dell’arte medica.

Il riequilibrio chiamato salute è sempre opera del sistema immunitario

Per l’hygiene non esistono guarigioni ma solo autoguarigioni.
Dire “ti ho guarito” è millantato credito, è ciarlataneria medicale, è stregoneria sacerdotale.
Ci sono di mezzo effetti-placebo, effetti collaterali indipendenti (da cure dell’aria e dell’acqua, a cui ricorrono molti terapeuti), effetti nutrizionali (diete virtuose), effetti individuali (scorza dura del paziente).
Ma è sempre l’organismo a riequilibrarsi, ad autoguarire mediante il suo sistema immunitario.

Allergie e intolleranze

Nell’hygiene non esistono allergie reali e fisse, ma solo corpi umani impregnati e saturi all’inverosimile, intossicati oltre il loro limite di tolleranza.
Non vanno poi confuse allergie e intolleranze con la reattività immunitaria naturale alle sostanze incompatibili, tipo le proteine della carne e la caseina del latticino.
In questi casi sarebbe semmai patologica l’assenza di reazioni anti-allergiche o anti-intolleranti.
Sarebbe come pretendere che un bambino nella sua purezza e sensibilità gastrica, non dimostri forte avversione ed intolleranza al fumo e all’alcol.
Sarebbe come pensare che l’alcolista, nel suo mandar giù il bottiglione di vino senza ubriacarsi, lo faccia per sua alta resistenza antiallergica, e non invece per debolezza estrema del suo monco sistema immunitario.

Niente vaccini, niente farmaci, niente trapianti e interventi chirurgici in reale emergenza

Nell’hygiene niente farmaci e vaccini, niente operazioni se non in casi estremi e super-giustificati, niente trapianti e clonazioni.
Un conto è riparare senza fare danni ad altri e a se stessi, e un altro conto è sostituire delle parti umane scassando altre creature e riempiendosi per giunta di micidiali farmaci immunosoppressori.
Questi sono avventurismi medicali, più che missioni umanitarie riparative e migliorative.
L’hygiene punta sulla cura della non cura, sulla cura della non interferenza, sul digiuno terapeutico, sull’alimentazione allineata ed armonizzata col disegno biologico, su scelte di vita libere da stress e da spropositi etici.

La medicina che ama brancolare nel buio

Colui che cerca di risolvere una qualsiasi patologia senza conoscerne le reali cause è come un cieco che brancola nel buio, scrisse Sylvester Graham (1794-1851).
La stragrande maggioranza delle cure mediche rientra nella categoria delle cure sintomatologiche, per cui siamo nel campo dell’ignoto, della perniciosa superstizione (per dirla col presidente dei Medici Igienisti Internazionali Alec Burton) e del puro vuduismo (per dirla con Herbert Shelton).
Il classico martellamento della spia rossa sul cruscotto dell’automobile.

Le guarigioni avvengono secondo determinati schemi e principi

Le regole guaritive, in fin dei conti si basano su 5 principi:

A) Il processo guaritivo è condotto dal corpo e solo dal corpo.
È il corpo vivo che agisce sul prodotto chimico morto e inerte.
B) Il corpo agisce sempre e solo nel suo interesse, e non va mai contro se stesso.
C) L’effetto di breve periodo è opposto a quello di lungo periodo (vedi il caffè che ti carica in fase di assunzione e ti lascia depresso in fase di astinenza).
D) Il farmaco non guarisce ma solo aiuta a cambiare il sintomo.
Curi il mal di testa e ti rovini lo stomaco e i reni. Tappi una falla e ne apri altre 3 peggiori.
E) L’uso di alcuni farmaci da intendersi come ultima risorsa o come strumento per le reali emergenze.
Il farmaco è potenza chimica. Può causare un effetto collaterale buono e cento effetti collaterali
negativi ed imprevedibili.

Igienismo amico della natura, della biodiversità e di ogni creatura vivente

L’igienismo è amico, a fatti e non parole, della biodiversità, del verde, della terra, e di qualsiasi creatura che ci cresce, ci cammina, ci nuota o ci vola sopra.
L’igienismo è amico del cibo innocente e biologico. Amico dell’aria e del silenzio.
Amico dei suoni gradevoli, della buona musica, del canto dei merli e degli usignoli, dei lucherini e dei cardellini, e non certo delle spaventose urla che echeggiano nei macelli, seguite dai gemiti dell’estrema sofferenza finale. Amico dei 4 classici elementi terra, acqua, aria, fuoco che, col 5° elemento etere si vitalizzano e diventano terra-vita, acqua-chimismo, aria-luce e fuoco-calore.

Igienismo come marchio di garanzia e di qualità

Ogni metodo terapeutico, ogni scuola nutrizionistica, ogni teoria della salute e della malattia devono necessariamente misurarsi con l’hygiene, devono passare questa trivella filtrante, devono chiedersi se sono o no in sintonia, se sono o no eco-compatibili col trio uomo-natura-animale che rappresenta in sintesi il simbolo della creazione.

Indipendenza assoluta da ogni centro di potere

L’igienismo non è ideologia strana ed aliena, snob e sofisticata, manovrata da qualche nuovo centro di potere, da qualche stato, da qualche partito. I cosidetti verdi? Ma se sono spesso i peggiori, tra i più coinvolti coi macelli, con la caccia e la pesca. L’igienismo non è ideologia gestita o supportata da qualche religione o da qualche altro centro di potere. Chi volete che finanzi i pomodori, i carciofi, le olive, l’uva, i fichi, l’anguria, le ciliegie e i kaki? Tutto materiale pregiato e nobile sì, ma che resta spesso sui rami senza nemmeno essere degnato di raccolta.

L’igienismo vi appartiene a pieno titolo

L’igienismo non viene da lontano. L’igienismo siete voi stessi, il vostro cuore, il vostro intestino, il vostro sesso, la vostra anima, la vostra libertà, la vostra saliva, il vostro alito che non deve avere più il sapore del sangue, del topo morto, della carogna decomposta di un essere maltrattato ed abbattuto.

Hygiene è un richiamo a valori che già stavano nella vostra coscienza

Per qualcuno l’effetto di questo discorso è traumatico e sconvolgente, l’impatto diventa quasi una collisione frontale. Siete venuti ad ascoltarmi e vi ho forse messo in testa dei dubbi atroci? Non è così.
Ho soltanto fatto riaffiorare in voi quei dubbi e quelle sensazioni che già covavate dentro. L’igienismo stava giàdentro di voi, anche se si chiamava con altri modi, con malessere spirituale, con senso di alienazione, con carenza di entusiasmo per la vita e insopprimibile voglia di cambiare.

Comportarsi in modo eco-compatibile o fare le sanguisughe?

Tornati a casa metterete al vaglio i vostri pensieri, le vostre abitudini, i vostri ragionamenti.
Mi comporto in modo eco-compatibile?
Sono persona amica della natura, dotata di personalità e di potere incisivo, o sono invece peso insopportabile, parassita e sanguisuga nei riguardi di essa?
L’ecologia non sta solo nei parchi, nei giardini e nei boschi.
L’ecologia deve stare in noi, nelle case, nelle fabbriche, nelle scuole, nei ristoranti, nelle dispense, nei frigoriferi, ma soprattutto nella nostra mente.

Un giuramento a occhi bendati

I medici giurano sul testamento di Ippocrate, è vero.
Peccato che lo facciano sulla versione originale, scritta in geroglifici aramaici, per cui giurano su qualcosa di simbolico e di non tradotto con la necessaria chiarezza.
Fanno un po’ come i curati del passato che recitavano le messe in latinorum a memoria, senza capire il 95% di cosa dicevano, al di fuori di Amen, e Fiat voluntas tua.

Gli ammonimenti di Ippocrate non sono aforismi da salotto ma principi eterni ed universali

Se sapessero davvero cosa dice Ippocrate, e se sapessero quanto eterne ed attuali siano le sue massime, scolpite sulla pietra al pari del Conosci te stesso, ci penserebbero non due ma venti volte prima di firmare e di spergiurare.
O magari pensano che si tratti di saggezza antica ammuffita e superata dai tempi, non sapendo che le verità e i principi fondamentali del vivere e del morire non hanno limiti di spazio e tempo, essendo eterni ed universali.

Seicento anni senza medici e senza famaci, e con tanta salute

Gli antichi romani conoscevano da vicino i lustri di Sparta e Atene, e conoscevano pure se stessi.
Conoscevano il testamento di Ippocrate troppo bene e, come racconta Catone il Censore, misero severamente al bando, cioè fuori legge, ogni farmaco ed ogni medico, con la sola eccezione dei cerusichi di guerra e dei tecnici bendatori.
Non per sei giorni, sei settimane o sei mesi, ma per seicento anni.
Sei secoli di salute totale a base di cavolo crudo, di rape e bietole, di datteri e frutta secca, di orzo e grano saraceno, di carote e legumi.

Il cibo cotto causa dell’indebolimento della razza umana. Lo sapeva già Lucrezio.

La Scuola Medica Salernitana riprese quei precetti pitagorici, ippocratici e galenici, e si rifece ai precetti del vivere secondo natura dell’imperatore Marco Aurelio (121-180), di Celso ed Asclepiade (100 a.C), di Tito Lucrezio (99-55 a.C) che già ai suoi tempi ricordava come Il cibo cotto sia stata la causa dell’indebolimento della razza umana e dell’accorciamento della vita, e come gli atleti olimpici greci e le mitiche truppe spartane si nutrissero di uvetta e fichi secchi, di pistacchi e nocciole, di cavoli e verdure, di grani abbrustoliti e castagne, dieta seguita pure dai legionari di Giulio Cesare Augusto
(100-44 a.C).

Storica importanza della Scuola Medica Salernitana

Questo istituto salernitano fu la più importante scuola medica occidentale dall’VIII al XIV secolo e chiuse poi nel 1811 con Gioacchino Murat e la nascita dell’ateneo di Napoli.
Nel XIII secolo l’imperatore Federico II (1194-1250), nipote di Federico Barbarossa, re di Napoli e della Sicilia, stabilì con un editto che nessuno in Europa poteva esercitare la professione di medico se non aveva prima frequentato e superato i corsi di medicina a Salerno.
Ci rimangono i Flos Medicinae Salerni, una raccolta di rilevanti precetti igienistico-sanitari.

Salvezza per l’umanità e rovina per i pesci

Ma non serve spulciare nella storia igienistica.
Troviamo importanti medici di ieri e di oggi che si associano idealmente ai nostri concetti.
Oliver Wendell Holmes (1809-1894), celebre professore di anatomia e fisiologia all’università di Harvard scrisse: Credo fermamente che se l’intera materia medica venisse depositata sul fondo marino, e ricoperta di sabbia, questo significherebbe salvezza per l’umanità e rovina per i pesci.
Altri tempi? Se, Holmes vivesse oggi dovrebbe moltiplicare per tre le sue asserzioni.
Ricordiamo che egli era anche fondatore della Corte Suprema degli Stati Uniti.

I medici di spessore erano tutti carichi di vis igienistica

Max Bircher-Benner (1867-1939), medico esclusivo degli Zar di Russia, con rigide diete crudiste di frutta e verdura.
Albert Schweitzer (1878-1965) che andava a visitare i clienti accompagnato da Josephine, una maialina trovata in strada e presto adottata, che lo seguiva dovunque, accovacciandosi vicino alla porta dei clienti, in attesa che il suo padrone terminasse le sue visite.
Per non dire di Paracelso, di Max Pettenkofer, di Robert Mendelsohn e di tantissimi altri.

La malattia è un tentativo naturale di ripristinare la normalità

Noi igienisti sosteniamo che farmaci, sieri, vaccini, bisturi, strutture ospedaliere, piani sanitari, codex farmaco-alimentari, non possono e non devono usurpare i processi naturali dell’organismo umano.
La natura della malattia è difensiva, rimediale, riparativa, eliminativa, adattiva.
La malattia rappresenta un tentativo naturale del corpo di ripristinare la normalità quando l’omeostasi è stata perturbata da cause innaturali.

I sintomi non sono da soffocare ma vanno portati a galla

Se la malattia è un processo biologico, un percorso che porta al recupero, curare la malattia, debellarla, o cambiarne i connotati, diventa un calcio sui propri attributi, diventa un terribile malinteso, un vero e proprio autogoal da difensori imbranati.
Diventa danno grave, utopia, perniciosa superstizione.
Se una persona guarisce, lo fa non grazie alle cure ma nonostante esse.
Lo fa per effetto placebo o perché era già sostanzialmente sana, o perché dotata di scorza dura, di forte fibra vitale.
Il tragico errore dei sistemi terapeutici non sta negli svariati metodi usati, ma sta nel tentativo, contradditorio ed assurdo, di curare e sconfiggere il sintomo.
L’igienismo non punta affatto a soffocare i sintomi, ma piuttosto a farli venire a galla.

Ci stiamo sobbarcando un onere sociale ed umanitario

Invito il gentile pubblico a scaricare alcune tesine fondamentali come Ci sono medici e medici, uomini e uomini, del 22/5/09, Scienza medica, ciarlataneria e baronerie, del 10/7/10, e Codex Veganus, del 27/9/10.
Ci stiamo sobbarcando l’onere, il compito sociale di ridare fiducia, luce, speranza e salute alla gente.
Non più terrorismo, pernacchie virali, agghiaccianti verdetti di morte.
Non più sperimentazioni e operazioni fantascientifiche, eclatanti e teatrali, dove la sopravvivenza precaria anche di poche ore o di pochi mesi viene barattata come grande successo scientifico, e non invece come accanimento terapeutico, come tortura a base di farmaci immunosoppressori anti-rigetto.
Non più dipendenze a vita da farmaci acidificanti e da integratori dopanti.

Protezione delle creature viventi a 360 gradi

Le nostre sono le stesse nobili motivazioni della medicina originaria basata sulla solidarietà coi deboli, con gli indifesi, coi bambini, con gli anziani, con gli animali messi in fila indiana ad attendere ignari il sinistro cigolio della ghigliottina.
Siamo per la libertà a 360 gradi dalla ingiustizia, dalla sofferenza, dalla violenza e dalla sopraffazione.
E parliamo infatti di una nuova Magna-Charta dei diritti per tutti i viventi senza discriminazioni.

Viviamo in una società che fa di tutto per farci ammalare e per mantenerci ammalati

In teoria, benessere significa stare bene, lo dice la parola.
È l’esatto contrario di malessere, quindi assenza di male. Perché in teoria?
Perché l’assenza di male è una chimera, in una società che pare fatta apposta per annientare, stroncare, annichilire. L’individuo, con una cinquantina di attentati giornalieri alla sua incolumità personale, dovrebbe diventare un misto di Rambo, Zorro e Batman per schivare i veleni, i tranelli e gli stress che egli stesso si regala o che gli vengono propinati a getto continuo.

La quasi-utopia del non ammalarsi mai

Ecco perché, se qualcuno non si ammala mai e non rivela sintomi, i casi sono 3:

A) È morto, oppure è vecchio decrepito, privo di reattività immunitaria.
B) È igienista perfetto, che non commette errori e non subisce intossicazioni.
C) È persona normale con forte carica di veleni, doping, farmaci, cadaverina, vitamine sintetiche e minerali inorganici (stampelle chimiche), e gode pertanto di una immunità temporanea, vivendo senza freni, in stato di dopata accelerazione e di sospesa reattività immunitaria.

L’alternarsi continuo di intossicazione e detossificazione

La vita è basata su un continuo gioco altalenante tra intossicazione e detossificazione.
A un carico giornaliero di veleni e tossine deve corrispondere uno scarico di eguale misura e intensità.
Se tale scarico non avviene, accumuliamo veleni fino ad esaurimento dei margini di tolleranza, fino a saturazione ed intasamento, ed entriamo in regime di toxemia, avvelenando ed addensando il sangue, producendo ritenzione idrica.
Paradossalmente i veleni ci fanno stare bene nel breve, alimentando stress e accelerazione cardiaca dopata (carne, caffè, the, sale, zucchero, aspartame, alcolici, vitamine, integratori), ma, alla fine, i veleni ci lasciano sempre svuotati, depressi e sconfitti.

Vivere dopati significa vivere in stato di apparente immunità

Una persona normale, cioè inquinata e dopata, che vive per lunghi tratti in simili condizioni e in stato di apparente immunità, sta accumulando in realtà insostenibili carichi tossici, e sta mettendo vicino quelle grosse patologie e quegli inestricabili nodi che vengono al pettine e che ben conosciamo.
Hai sentito di Tizio? Stava bene, ma gli è venuto un male cattivo, è il tipico commento che ascoltiamo.
Ecco allora il senso di certe mie tesine dai titoli apparentemente provocatori, tipo La benedizione della febbre, o Benvenuta sia l’influenza stagionale.

Accogliere con favore la febbre e l’influenza, e intensificarne l’effetto col digiuno e l’acqua

Quando siamo in presenza di un corpo pesantemente intossicato, non esiste niente e nessuno al mondo in grado di guarirlo, se non un processo, spesso fastidioso, di espulsione tossine, di demucosizzazione, di disinfiammazione, chiamato malattia sintomatica o spia rossa, mentre la vera malattia causatrice, comportamentale, alimentare-iatrogena, si guarda bene dal rivelarsi, e se ne rimane a monte, al riparo da ogni critica. È assurdo dunque opporsi alla febbre e all’influenza. È assurdo persino prevenirle.
Sarebbe come vietare a se stessi il diritto di guarire.
Le cure mediche costringono il paziente a mantenersi malato.
Ideale semmai dare una mano all’influenza con la forza del digiuno e dell’acqua, intensificando così la crisi eliminativa già in atto.

Le saturazioni tossiche portano a stati di confusione immunitaria

L’intensità degli scarichi tossici dipende dalla gravità dello stato patologico interno, dalla vitalità immunitaria.
Se uno è saturo di veleni, comincia a trovare insopportabile persino la mela, la fragola, l’arancia, il fico, la ciliegia. Sarebbe come dire che il gasolio da trazione non va più bene per il motore diesel, e che la super non va bene per il motore a scoppio.
Non allergie ai vari frutti, dunque, ma saturazione tossica e sistema immunitario che dà temporaneamente i numeri.

Gli scarichi tossici avvengono in preferenza nei momenti di relax

Gli scarichi tossici consistono in manifestazioni tipo febbre, muco, eruzioni, emicrania, tumorizzazioni, calcificazioni, obesità, acidificazioni, infiammazioni varie.
La reazione ammalante scatta spesso in concomitanza coi nostri comportamenti migliorati, quando intraprendiamo una vacanza rilassata, quando purifichiamo ed alleggeriamo la dieta, quando diamo una tregua al corpo e alla mente.

La crisi eliminativa è la grande incompresa della fase detossificante

Molta gente, medici in testa, rifiuta e teme l’hygiene e i digiuni, perché non disposta a subire il processo detossificante, lo scarico-veleni.
Meglio per essi il ricorso al caffè e alla sigaretta, a supporto del ritmo alterato.
Altra gente, volonterosa inizialmente, accetta la sfida e intraprende il nuovo corso pensando:
Da oggi non più carne, non più fumo e caffè, non più stress, e così non mi ammalo più.
Gli arriva la crisi eliminativa, si spaventa e si defila. E magari diventa testimonial del campo avverso, dicendo che ci ha provato ma non funziona.

Comportarsi bene fa bene, comportarsi male fa male. C’è gente che non lo ha ancora capito!

Ma come! Vado in vacanza alle Bermude, prendo cibo leggero e frutta matura e zac la malattia mi inchioda? Come mai? Comportarsi bene fa davvero male? Correre, stressarsi, bere caffè e andare al McDonalds, prendere farmaci e vaccini fa bene e protegge?
Ovvio che no. La gente deve imparare a ragionare in termini di lungo periodo.
Tutte le droghe, i veleni, gli stress, le anfetamine sorreggono e stimolano nel breve, ma demoliscono e deprimono nel lungo periodo.
Finchè stiamo super-attivi, in accelerazione e sotto stress agonistico, succubi di digestioni complesse, il sistema immunitario è decapitato, e non ha l’energia necessaria per impostare e condurre il suo cantiere detossificante.

Tanto va dentro e tanto deve andare fuori, altrimenti accumuliamo veleni

Il meccanismo del riequilibrio è tutto sommato semplice, ed è basato sul banale fatto che tutto quanto mettiamo dentro deve anche andar fuori.
L’aria va dentro pura (ossigeno al 20% ed azoto all’80%) e torna fuori come CO2, come aria esausta, viziata, carbonizzata.
L’acqua va dentro e non torna spesso fuori come urina o sudore, per cui viene intrappolata, trattenuta dai sali e dai veleni.

Un campo da tennis e la partita giornaliera della salute

I cibi sono visti dal corpo come nutrienti da utilizzare o come veleni da espellere, filtri renali permettendo.
Il sistema immunitario scarica eccessi e veleni nei grassi, nei tumori, nei giunti.
Esso conta 160 centraline linfonodali su 200 proprio nell’intestino, che ha una incredibile superficie assimilativa di 400-600 metri quadri, equivalenti a un campo da tennis. Ed è proprio qui, in questo campo, che si gioca giornalmente la partita della nostra vita, la partita della salute o della malattia, della vittoria o della sconfitta.

Cura della non cura non significa strafregarsi dei malati e dei loro fastidi

L’igienismo è basato su una assoluta riverenza verso la natura, verso il creatore, verso i buoni principi che il buon senso e la buona coscienza ci ispira.
Cura della non cura non significa affatto strafregarsi degli infermi, dei dolori, della sofferenza, delle eruzioni cutanee e dell’obesità.
Cura della non cura significa piuttosto non curare i sintomi e prendere invece cura globale e radicale del soggetto, rivedendo i suoi stili di vita intossicanti, che sono poi la vera malattia a monte.

Alla medicina odierna mancano i buoni principi

Ed è proprio sui buoni principi che l’igienismo si scontra e collide con la medicina.
Quello che manca ai medici odierni sono i buoni principi fondamentali della salute, dell’ecologia, della spiritualità.
Bravissimi a perdersi nelle analisi e nei dettagli, nelle minuzie, nelle differenziazioni, nella classificazione di 30 mila e oltre patologie.

Chi è il vero quack, il vero venditore di fumo?

La parola quack o ciarlatano viene costantemente usata dai medici nei riguardi di chiunque osi bazzicare il campo della salute e della malattia senza possedere una laurea ed una specializzazione in medicina.
In effetti, esistono quaqquaraquà, fattucchieri, e venditori di fumo da che mondo è mondo.
Il problema è che, spesso, la fumerìa più attiva è proprio quella medico-allopatica, o magari quella omeopatica.

La ciarlataneria col titolo

Ciarlatano è chi promette guarigioni senza ottenerle, o chi fa apparire come sue guarigioni dei normali e scontati processi naturali. Asportare un tessuto cancerogeno che non è un cancro, e farlo apparire come opera guaritiva, è uno dei casi tipici. Trapiantare, vaccinare, farmacizzare è ciarlataneria professionale, imbroglio, millantato credito, illusione. Ciarlatano è già brutta cosa di per sé. Ciarlataneria col titolo, con l’esclusiva e la protezione legale, con l’arroganza e la presunzione che ne conseguono, è cosa gravissima ed ha il retrogusto del regime nazi-mafioso sanitario e del Codex Alimentarius.

Il vero significato della parola guarire

Quando la medicina gamberesca si renderà pienamente conto che stoppare farmacologicamente un sintomo non equivale guarire, che rimuovere chirurgicamente un tumore non equivale salvare, che asportare una ghiandola non equivale riequilibrare, che trapiantare un organo non equivale riappropriarsi del proprio corpo ma affondare nelle sabbie mobili del rigetto, allora sì che essa avrà fatto un passo avanti e non tre indietro.

All’eterna ricerca di sostanze dopanti e inibitrici

Ma l’umiltà sembra essere merce rara in campo medico.
Ed è per questo che le lezioni del passato insegnano poco.
Ed è per questo che la medicina sta cercando disperatamente nuove sostanze speciali sotto le acque degli oceani, per inibire questo ed inibire quello.
Mai che cerchi qualcosa per inibire la propria eterna immaturità, la propria inguaribile curomania.

Attivate e regolarizzate il vostro corpo e il vostro spirito

Non cercate guarigioni e non cercate terapeuti più bravi, non cercate sostanze magiche fuori di voi stessi. Non esistono.
La vera magia è il vostro corpo e la vostra anima che sono stati costruiti in modo encomiabile e perfetto, in modo divino. Metteteli in grado di funzionare ed autoguarirete.

Liberarsi dell’immondizia è una priorità

Pulitevi e detossificatevi. La sporcizia interna delle persone è qualcosa di inimmaginabile, scriveva inascoltato Arnold Ehret nel 1916, alla vigilia dell’epidemia spagnola.
Se vi hanno amputato una gamba, sarà difficile farvela ricrescere.
Se siete foglia secca e cadente, sarà difficile promettervi vita eterna sotto le presenti spoglie.
Ma, se c’è ancora voglia di vivere, e se c’è vitalità e spirito combattivo in voi, difendeteli a denti stretti. Date fiducia alla natura e al sistema immunitario.
Un decalogo sintetico di mezzi per detossificarsi

Pulirsi utilizzando i mezzi che la natura, sempre generosa, ci offre:

1) Pensiero, mente, training autogeno, yoga.
2) Aria, respiro, movimento, aerobica, fatica.
3) Acqua.
4) Sole.
5) Frutta e verdura, radici, tuberi e germogli.
6) Crudismo. Evitare le cotture che distruggono e trasformano (specie forni a micro-onde, pentole a pressione, cotture prolungate, ricotture, ecc).
7) Semi e cereali integrali da tenere possibilmente in preammollo, per accorciare tempi di cottura.
8) Ricettività intestinale, da ricrearsi riabituando il sistema al crudo, modulando le quantità,
sciogliendo il velo colloso ed appiccicoso della caseina sui villi.
9) Motivazioni. Lottare per le cose in cui crediamo, lottare contro vivisezioni, macellazione, caccia e pesca.
10) Sorriso, generosità, amore, divertimento, relax, in rispetto al concetto inalienabile del Panem et circensem.

Un concessionismo intelligente su infrazioni venali e non sistematiche

Igienismo dunque non come insopportabile trappola negazionista del non-questo e del non-quello.
Nessun proibizionismo militare e nessun fanatismo religioso, ma un concessionismo intelligente sulle infrazioni venali. Stretta osservanza però dei principi basilari, eliminando i peccati mortali della cadaverina e le dipendenze da ogni tipo di droga legale o illegale.
Già l’idea di poter fare a meno di caffè, the, alcol, fumo, carni, latticini, dolciumi è positiva e rilassante.

L’igienismo, alla fine, rappresenta una ciambella di salvataggio per tutti

In natura ci sono topi e gatti, formiche e formichieri, rettili e manguste. Ogni animale ha il suo predatore. Ogni corpo ha il suo anticorpo. Ogni teoria ha la sua anti-teoria.
La medicina no. Ed è per questo che è divenuta cancro sociale incontrastato.
Viviamo non a caso in pieno regime sanitario.
L’hygiene è educazione civico-salutistica, contromisura e contro medicina indispensabile a contenere l’esuberanza e l’invadenza sanitaria.
Esistono tensioni e polemiche? Sprizzano scintille di belligeranza col Codex? Certo che sì. Non possiamo negarlo. Big Pharma non molla facilmente l’osso.
Ma, tutto sommato, l’igienismo resta un atto d’amore verso l’umanità nell’assieme e quindi rappresenta, paradossalmente, una ciambella di salvataggio anche verso i medici, i farmacisti, i cacciatori e i macellai, che oggi stanno sul fronte avverso.

Una confusione mirata e pilotata

Informazioni e dati contrastanti? Sentite in giro tutto e il contrario di tutto? Certo, il fenomeno esiste.
La confusione non è casuale, ma è pilotata con sapienza, col criterio del confondi e impera.
L’eziopatogenesi, o la causologia delle malattie, non è poi quel rebus intricato e contradditorio che la medicina tende a presentare.

Un intervento televisivo del professor Franco Mandelli

Ai baroni e ai grossi nomi delle università italiane vengono offerte a piene mani tribune televisive personali senza possibilità di contradditorio.
Ascoltavo il 15 dicembre la tv ed è apparso il professor Franco Mandelli, uno dei più titolati medici d’Italia, nonché tra i massimi ematologi sulla scena mondiale.
Presentava il suo libro Una vita senza il cancro, e faceva il blancio della sua lunga vita da scienziato e da presidente-fondatore della AIL (Associazione Italiana contro la Leucemia), rammaricandosi che esistano genitori italiani che portano i loro ragazzi in cura all’estero, quando il mondo intero invidia le eccellenti ed avanzate strutture mediche nazionali.

Non accusiamo Mandelli di dire il falso, ma soltanto di usare i soliti criteri medici di addomesticamento delle statistiche

A una domanda sui risultati conseguiti, Mandelli ha dichiarato senza battere ciglio che i bambini leucemici una volta morivano tutti, mentre oggi, grazie ai farmaci, li salviamo all’80%.
Vero o falso? Mandelli si è ben guardato dal citare cause e motivi della leucemia.
Le statistiche, lasciate nelle mani di chi ha interesse ad addomesticarle, portano troppo spesso a risultati aberranti. Dire che nei tempi andati morivano tutti è molto riduttivo. Morivano tanti (e non tutti) perché nessuno chiudeva loro il rubinetto-veleni, e perché le cure erano assai peggio della malattia in sé.
E pertanto quel 100% di mortalità iniziale è un dato artefatto da correggere. L’80% oggi guarisce grazie ai farmaci? Dati assolutamente artefatti ed inaffidabili.

La medicina è regina nell’indorare le sue pillole

Vedasi la tesina Zona tumore e zona cancro, del 28/1/09, per rendersi conto di come vengano gonfiate e travisate queste statistiche.
Sappiamo troppo bene quale sia il concetto medico di guarigione. Uno che, per sopravvivere non a lungo, debba restare schiavo a vita di un prodotto chimico, non può essere considerato persona guarita.
La medicina è da sempre regina nell’indorare le pillole, anche quelle più amare. Se uno sopravvive precariamente per alcuni mesi o per qualche anno, sorretto da stampelle bio-chimiche, viene catalogato persona guarita e beneficiata dalla cura, senza alcuna considerazione di tipo qualitativo.

Dalla leucopenia alla leucemia

Una deficienza di globuli bianchi sotto il margine di 6000 unità per mmc, e siamo in stato di leucopenia o di carenza immunitaria. Oltre 6000-10000, quota che aumenta con esercizi intensi, febbre, stress, gravidanza, digestioni pesanti, ed entriamo in zona leucemia, dove i leucociti in eccesso vanno ad interferire con la produzione di globuli rossi e di piastrine, causando anemia, emoraggie e cardiopatie.

Un caso concreto di guarigione senza farmaci

Riportiamo a questo punto quanto scrive Manuel Lezaeta sul testo Medicina Naturale alla portata di tutti. Nel settembre 1957, Alessandro Diaz Vog di anni 10 fu visitato dal professor R.E., specialista formatisi alla Harvard University di Boston. Dopo accurati e minuziosi esami, il ragazzo fu dichiarato spacciato per leucemia o cancro del sangue. Gli venne dato max un mese di vita, o 6 mesi con intense cure farmacologiche. Alessandro venne portato allora dal dr Taylor, insigne docente di ematologia all’Università di Chicago, e gli fu riconfermato lo stesso tragico verdetto.

In 15 giorni soltanto e la milza di Alessandro Diaz si disinfiammò

Nel novembre 1957, il padre Sergio Diaz, disperato, lo portò presso lo studio di Lezaeta.
Esaminata l’iride degli occhi, si rilevò una presenza di sangue denso e alterato, e quindi niente affatto una situazione tragica.
Bastarono infatti 15 giorni per far sparire dal fluido vitale le cellule cancerose o immature, come definite dalla terminologia medica.
Bagni di vapore e di acqua fredda, cataplasmi di fango sul ventre a decongestionare l’intestino intasato, e una rigorosa alimentazione a base di frutta e insalate crude, accompagnate da noci e mandorle, produssero il miracolo di disinfiammare la milza.

Il caso qui citato dimostra come la leucemia sia guaribile senza farmaci, checché ne pensi il prof. Mandelli

Sette mesi dopo, Alessandro venne riesaminato all’Ospedale Joaquin Aguirre di Santiago del Cile, e venne confermata la scomparsa totale delle cellule immature, nonché la decongestione della milza, che prima risultava deformata e gravemente infiammata.
Otto mesi dopo, senza alcun farmaco, non solo il ragazzo non era morto, ma risultava guarito perfettamente, e aveva recuperato i suoi colori e la sua grande voglia di vivere.

Vaccini, farmaci, cibi inadatti, veleni vari e malnutrizione cellulare

Sempre in tema di eziopatogenesi, tutte le intossicazioni risultano generate da vaccini, farmaci, cibi inadatti (carni, latticini, bevande, acque clorate e fluorate, aria viziata, aria inquinata, fumo).
Queste intossicazioni alterano il pH digestivo, la flora intestinale e l’equilibrio enzimatico, per cui cala l’apporto di ossigeno a cellule e tessuti, e ci si carica di ioni positivi scompagnati e di radicali liberi.
Questo porta a infiammazioni e a microulcerazioni nella delicata mucosa intestinale e quindi ad osmosi alterata, a malassorbimento delle sostanze nutritive, a produzione di microrganismi parassitari, micotossine, vermi, candidosi.
Il tutto si traduce in malnutrizione cellulare e moria abnorme e precoce di cellule.

Cellule malnutrite uguale stress ossidativo e malattie a catena

Le cellule e i tessuti malnutriti, ridotti in stato di stress ossidativo ed infiammatorio, generano infinite varietà di sintomi chiamati impropriamente malattie, mentre la vera malattia è sempre il meccanismo intossicativo che sta tranquillo e intoccato a monte.
Paracelso scrisse che nell’intestino si trova la culla della morte.
Se l’uomo ignora e sottovaluta il suo colon, il pessimismo di Paracelso non è affatto esagerato.

Il fattore pecunia fa da ostacolo alla chiarezza

Le lotte ideologiche tra onnivorismo e veganismo, tra crudismo e cottismo, tra teorie filo-casearie ed anticasearie, stanno diventando faziose, dure e quotidiane.
Una confusione alimentata ad arte per far apparire che nessuno ha torto e nessuno ha ragione, per cui è giusto continuare con lo stesso tran-tran e le stesse vecchie abitudini.
Purtroppo c’è di mezzo sempre il fattore pecunia, che impedisce una ricerca obiettiva e trasparente della verità.
Chi ha ragione? Il crudo significa vitalità, sangue pulito e digestioni rapide, lo sappiamo troppo bene.

Non esistono dubbi sulla dannosità dei latticini

Il latte contiene caseina, colla potentissima in uso nei cantieri navali.
Il latte crea un velo colloso sulla mucosa intestinale e sui villi, impedendo funzionalità ed assorbimento.
Il latte acidifica e ruba calcio, più che apportarne. L’unica cosa che ci si procura col latte è un incremento di muco e una scomparsa dell’appetito. Non occorre discutere troppo su queste verità.

Anche il colloso glutine può arrecare danni se non accompagnato da verdure crude

Anche il glutine, proteina collosa utilizzata dai tappezzieri, lascia dei tessuti appiccicosi, soprattutto se consumiamo cereali in quantità eccessive e con poca frutta e verdure di contorno.
Ma i cereali apportano molta vitamina del gruppo B, per cui non è opportuno demonizzarli troppo, ma soltanto limitarli e selezionarli.

Occorre una cura religiosa del proprio intestino

La gente continua ad applicare unguenti sul viso, contro eczemi e psoriasi.
Continua a prendere aspirina e farmaci vari contro reumatismi e artriti, senza badare minimamente ai propri intestini intasati. È come se avessimo un tubo semibloccato e maleodorante in bagno e ci intestardissimo a profumare l’ambiente con degli spray. L’intestino non è preposto solo alla digestione, ma è anche sede del sistema immunitario, per cui è soggetto ai nostri stati d’animo.

Creatività, intuizione, umore, entusiasmo, richiedono un intestino funzionante

La serotonina, neurotrasmettitore che influenza il nostro umore, è prodotta per il 95% nell’intestino.
Le emozioni nascono prevalentemente nell’intestino e non nella testa, e lo si nota ogniqualvolta ci liberiamo delle scorie. Se siamo invece costipati, ci ritroviamo con la depressione, con la milza ingrossata, con le ghiandole squilibrate. Il 90% delle informazioni tra intestino e testa procede dal basso verso l’alto e non viceversa. L’intestino ha dunque un sacco di cose da raccontare alla nostra mente.
L’intestino è sede creativa, ed è pure sede delle nostre intuizioni. Se è intossicato da scorie, non solo non viene rifornito di sostanze nutritive, ma viene pure avvelenato. E, a quel punto, il sistema immunitario si indebolisce e tendiamo ad ammalarci davvero, sempre di più, nel corso degli anni.

Un pensiero di riverenza verso il Creatore è d’obbligo

Dal punto di vista chimico, l’uomo ha acqua sufficiente per riempire un barile di 42 litri.
Ha grasso per fare 7 saponette, carbone per 9000 matite, fosforo e zolfo per 2200 fiammiferi, ferro per una spilla di media grandezza, e soda per pulire un intero pollaio.
Per il fisiologo, l’uomo è un insieme di processi metabolici e di azioni enzimatiche.
Per lo psicologo, l’uomo è una collezione di riflessi congeniti ed acquisiti mediante imprinting.
Per il fisico, l’uomo è una agitazione di infinite particelle.
In realtà l’uomo è qualcosa di più di tutte queste relazioni parziali.
L’uomo è una creatura impressionante e sbalorditiva.
Chi può studiare l’anatomia e la fisiologia senza provare un senso di meraviglia e di timore?
I nostri pensieri sono davvero miseri in confronto alla complessità del nostro organismo.
Cerchiamo di essere degni ed umili servitori della grande intelligenza che ci ha creato.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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