EMPIEMA PLEURICO E DIETA RINFORZANTE NEL DOPO-INTERVENTO

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LETTERA

GRAZIE PER IL SUPER-BLOG

Carissimo Valdo, Grazie innanzitutto per il tuo super-Blog, molto istruttivo e interessante per un crudista come me e per mia moglie che mi segue.

POLMONITE TRASFORMATA IN EMPIEMA PLEURICO E INTERVENTI SUCCESSIVI DI EMERGTENZA

Purtroppo ho subito un intervento chirurgico al torace per una polmonite che il mio medico curante non aveva visto. La polmonite si è trasformata in empiema pleurico e sono stato quindi ricoverato d’urgenza, senza respiro, per togliere il pus che si era formato, tra il polmone e la pleura, mediante un catetere dal polmone. Nel seguito ho comunque subito l’intervento di toracotomia dove hanno decorticato il mio polmone sinistro.

CONSIGLI ALIMENTARI NEL PERIODO POST-INTERVENTO

Torno a casa oggi e sono riuscito ad alimentarmi come vegan-crudista anche in ospedale. Naturalmente la mia dieta non è stata così equilibrata come a casa, e per questo ti chiedo consiglio su cosa o come nutrirmi al meglio dopo questa condizione post-operatoria per una piena rimessa in sesto del mio organismo.

ATTENDO TUE ISTRUZIONI

Ho perso circa 7 chili, ma questo non è un problema, so che li riprenderò, ma mi è andata indietro anche la vista da vicino. Cosa posso dire. Attendo con grande piacere tue notizie per sapere come procedere. Ti ringrazio per il tuo favoloso contributo e ti auguro tanta Pace, Amore e Salute.
Giorgio

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RISPOSTA

DEFINIZIONE DI EMPIEMA PLEURICO

Ciao Giorgio. Il termine empiema identifica in generale ogni accumulo di liquido purulento o ricco di pus all’interno di una cavità corporea PRE-formata. L’empiema va quindi distinto dall’ascesso, che si accumula all’interno di una cavità NEO-formata. Un empiema può svilupparsi in diverse cavità anatomiche come cavo pleurico, cavità toracica, utero, appendice, meningi, colecisti, cervello ed articolazioni. La variante pleurica dell’empiema è probabilmente la forma più diffusa.

SOLITA DEMONIZZAZIONE MEDICA DEI MICROBI

L’empiema pleurico, noto anche come piotorace, significa pertanto raccolta di pus nella cavità pleurica, ossia nello spazio interposto tra polmone e superficie interna della parete toracica. Quanto alle cause, la medicina focalizza tutto su infezioni batteriche e parassitarie, su propagazione patogeni per via linfatica ed ematica, su sovrinfezione da emotorace (sangue nel liquido pleurico), su tubercolosi, su complicanze da Streptococcus Pneumoniae. I patogeni maggiormente coinvolti nella manifestazione dell’empiema sono Staphylococcus Aureus, Klebsiella Pneumoniae, Escherichia Coli, Proteus, Salmonella, Acinetobacter Baumanni, Batteroidi e Parassiti tipo Paragonimus.

PERCHÉ MAI IL CORPO NON HA POTENZA DEPURATORIA?

La medicina, come suo solito, non va mai oltre a questo tipo di ipotesi. Chiaro che esiste di sicuro una cornice opportunistica, dove i batteri accorrono e si moltiplicano in vista di un abbondante banchetto fatto di detriti cellulari ovvero di virus endogeni accumulati e non prontamente espulsi. Ed è in questa direzione che andrebbe cercato il fattore causante. Perché questa incapacità del corpo di autodepurarsi e di espellere le proprie scorie? Perché questa debolezza immunitaria? Fin quando  non si riesce a rispondere a questi interrogativi fondamentali, ogni rimedio è destinato a fallire.

CONFONDERE CAUSA CON CONSEGUENZA È UN FATTO GRAVISSIMO

Ai medici continua a sfuggire un particolare importante, ovvero quello per cui la presenza di un determinato microrganismo non significa causa ma semmai conseguenza della patologia in corso. La presenza dei menzionati batteri va in altri termini considerata come un sub-sintomo, come qualcosa di precedente a qualcosa di ben altro che si chiama fattore autenticamente causante. La stessa polmonite del resto è sintomo e non causa.

EVITIAMO DI MANDARE FUORI PISTA LE INDAGINI

Parlare pertanto di streptococchi e di klebsielle, batteri che malati o sani ospitiamo sempre e comunque al nostro interno, rimane una semplificazione medica. Colpevolizzare i microrganismi significa mandare fuori pista sia le diagnosi che i trattamenti successivi.

DIETA RINFORZANTE E RIVITALIZZANTE IN FASE POST-OPERATORIA

Comunque, restando sul caso specifico, il problema è stato impostato in un certo modo ed è stato trattato secondo determinati criteri. Il punto sta nell’adozione di una dieta adatta al periodo post-operatorio, e capace di ridare con prontezza la vitalità e la ripresa. In linea generale occorre dare priorità a un buon ritmo respiratorio e a una dieta prevalentemente liquida e ricca in vitamina C (peperoncino, ciliegie, rosa canina, guava, crescione, agrumi, mango, tarassaco, mirtilli) e in vitamina A (carote, tarassaco, acetosa, patate, spinaci, crescione, cardamine pratensis, mango, radicchio, zucca, finocchio, cachi, broccoli).

ILLUMINANTI SPUNTI DI HERBERT SHELTON SULLA BRONCOPOLMONITE

“Ogni malattia deve fare il suo corso ed ogni paziente, grande e piccolo deve essere messo in grado di superare la crisi col minor grado di invadenza curativa possibile”, “Tutte le medicazioni continuano a fare danni e persino ad uccidere”, “La malattia è un processo rimediale e i rimedi naturali non vanno rimediati dalla proverbiale incapacità umana e medica di fronteggiare eventi scarsamente conosciuti”. “Non solo il tumore, ma persino l’infiammazione polmonare e bronchiale, chiamata broncopolmonite, è un processo costruttivo e rimediale avviato dal corpo a riparo di qualcosa di peggio”.

SUCCEDE SPESSO CHE I TRATTAMENTI MEDICI SONO PEGGIORI DEI MALI CHE VORREBBERO CURARE

Il dr Morse-Wyman Hill aggiunse che “Non esistono farmaci in grado di debellare la polmonite. Molti bambini muoiono non per la polmonite in sé ma per i trattamenti che ricevono, per le troppe manipolazioni e per conseguenze della over-medication”. Il dr Richard Cabot stabilì in quegli anni i migliori criteri possibili. Quello che serve è una amorevole assistenza, stare al calduccio e aria fresca circolante, e niente altro in assoluto.

EPIDEMIE STREPTOCOCCUS PNEUMONIAE

Scagliarsi contro microbi e batteri è sciocco ed insensato. Siamo composti da 100 trilioni di cellule e 1000 trilioni di batteri, per cui i pneumococchi sono di casa nel nostro stock, nella nostra flora intestinale. Per le epidemie specifiche di pneumococco, ci sono casi concreti indimenticati. Un grande numero di soldati americani di stanza in Francia venne ad esempio immunizzato e vaccinato. Ne seguì una crisi influenzale e ne morirono a centinaia. Dall’autopsia si appurò che erano morti di febbre tifoide. L’alto numero di morti non risultò dovuti alla polmonite o all’influenza ma piuttosto agli effetti perversi del vaccino. Lo staff igienista del Macfadden Helthatorium di Chicago prese invece cura di 300 ammalati di polmonite e di influenza durante l’orribile pestilenza mondiale del 1918-19, senza che nemmeno uno di essi morisse. Quale la tecnica usata? Il puro e semplice non avvelenare il corpo con ulteriori porcherie chimiche.

LE CURE RIMEDIALI RACCOMANDATE DA SHELTON

Le conclusioni di Shelton circa le cure rimediali sono le seguenti. Tenere aperta una finestra. Stop ad ogni cibo e bere a piccoli sorsi solo acqua leggera. Mantenere il paziente ben protetto al caldo con una boccia di acqua calda ai piedi. Lasciarlo riposare con tanto di cartello “Do not disturb”. Garantirgli pace, tranquillità e silenzio. Lasciarlo da solo osservandolo a distanza. Fare in modo che si riprenda da sé. Nessun farmaco, nessun vaccino, nessun antibiotico. Non permettere a nessun medico di avvicinarsi o di fare esperimenti col vostro bambino. Nessuno al mondo ha il diritto di fare questo.

RIPRESA GRADUALE DEL RITMO ALIMENTARE

Quando la febbre se ne è andata e i polmoni si sono liberati dal muco e dalla tosse, dare al paziente del succo fresco d’arancia. Ovvio che qualche succo di mirtillo o di uva, e qualche tisana alla salvia o alla malva, addolcite con miele e gocce di limone, non guastano affatto. Riposo e relax sono basilari. Dopodiché passare ad alimentazione di frutta anche solida e poi avviarlo a graduale ripresa alimentare.

RISORSE NATURALI

Il cavolo e tutte le crocifere sono ottime per la pleurite. Le piante contro la viscosità sanguigna vanno tutte bene, per cui arance, limoni, pompelmi, asparagi, pomodori, ortiche, radicchio, tarassaco sono inclusibili nel menu. Le piante utili alle vie urinarie comprendono ginepro, cicoria, crescione, orzo, porro, portulaca, ribes, tarassaco, ravanelli, rafano. Le piante utili a sostegno del fegato includono agrumi, asparago, avocado, carciofo, cardo, carota, cavolo, cicoria, ciliegia, fagiolini, fragole, lettura, mela, melanzana, mirtillo, oliva, patata, prezzemolo, prugna, ribes, sedano, uva, succhi verdi di verdure, succhi di frutta freschi, succo di mela e limone.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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