ENNESIMA STORIA DI TUMOROSITÀ E DI CUROMANIA

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LETTERA

UNA STORIA DI CANCRO SCRITTA A QUATTRO MANI

Caro Valdo, credo e spero che tu ci possa aiutare. Scriviamo questa mail a 4 mani: la mia mamma e io. Mi chiamo Ava e ti ho scoperto da un paio di mesi, il tempo per ricercare tra tesine e risposte nel tuo blog, per ordinare e leggere un paio dei tuoi testi, per vagare rimbalzando tra nozioni e personaggi da te citati. Per cercare di capire un po’ meglio e farmi un’idea più chiara e dettagliata possibile. E per trovare una soluzione, o almeno una strada da percorrere con coscienza. La cronistoria te la fa direttamente la protagonista che è mia madre.

OPERAZIONE AL SENO E TUTTO IL RESTO TRANQUILLO

Buongiorno. Sono Emanuela la mamma e ho 60 anni. A febbraio del 2007 ho subito una quadrectomia al seno destro seguita da radioterapia, per un carcinoma papillare e mucinoso infiltrante di 1.1 cm + terapia ormonale adiuvante con letrozolo per 5 anni. Da lì controlli come da protocollo ogni 6 mesi per 5 anni: visite, mammografie, ecografie, radiografie torace. E niente, nessun altro problema, tutto tranquillo. O almeno così dicono. Sto tranquilla, perché so di essere in buone mani.

EMERGE INVECE UN ADENOCARCINOMA AL COLON, UN SECONDARIO AL FEGATO E DEI LINFONODI INGROSSATI

Poi, sul finire del 2012, dopo un paio di mesi di doloretti al basso ventre, il mio medico di base mi prescrive vari esami, fino ad arrivare alla tac e colonscopia da cui emerge un simpatico adenocarcinoma al colon traverso, più secondario al fegato di 3 cm e linfonodi vari ingrossati (colata adenopatica importante). Mi viene detto che questo secondo tumore ha origini diverse dal primo, e che loro non erano tenuti ad indagare sull’intestino. Non sto a dire che doccia fredda sia stata, visto che mi sentivo in una botte di ferro, dati i continui controlli a cui venivo sottoposta.

CINQUE CICLI DI CHEMIO

A febbraio 2013 inizio, come da routine, con la chemioterapia. “Solo” 5 cicli, il sesto programmato non si è potuto fare perché i globuli bianchi (neutrofili) continuavano a rimanere bassi. Giusto per conoscenza, questa era la terapia:

  • Avastin
  • Oxaliplatino (infusione di 6/8 ore in day-hospital),
  • Xeloda (6 pastiglioni a casa per 2 settimane),
  • “Riposo” senza medicine per una settimana, ma in realtà in pratica per 2 settimane, a causa dei globuli bianchi bassi.

UN CICLO SOLO DI TERAPIA BIOLOGICA MONOCLONALE

Poi sono passata alla sola terapia biologica o meglio monoclinale (Avastin), quella “intelligente” che dovrebbe colpire solo le cellule cancerose e lasciar vivere quelle sane, da farsi ogni 3 settimane per un anno come mantenimento. Ma ne ho fatta solo una.

RICORSO ESTIVO ALLA TEORIA IGIENISTA

Poi sono partita per due settimane di mare, raggiungendo mia figlia e i miei nipotini. E, lasciandomi convincere dalle sue teorie sull’igienismo, riportatemi da mia figlia, ho preso la decisione di smettere. O quantomeno di prendermi una pausa per vedere cosa succede, seguendo la dieta della frutta e della verdura cruda.

MANCANZA INDICAZIONI PRECISE E IMPOSSIBILITÀ DI IMPOSTARE UN DIGIUNO

Ma in verità, credo che mi manchino delle indicazioni un po’ più chiare su come muovermi e cosa mangiare esattamente e in che quantità e quando, e su cosa invece non mangiare. Certo è che, diciamo per mancanza di tempo e di organizzazione e di possibilità, non sono riuscita ad effettuare il digiuno.

RISULTATI POSITIVI NOTEVOLI NEL COMMENTO DI AVA

Dall’ultima tac di giugno si nota una notevole riduzione dai 3 cm iniziali di dicembre a soli 5 mm della metastasi al fegato, e riduzione anche dei linfonodi. Da quando ha smesso la chemio mia madre si è un po’ ripresa, ha riacquistato un po’ di tono muscolare, non ha più la “pelle pendula”. Certo è sempre bella magrina (ha perso una decina di chili, ma ne ha già recuperati almeno un paio) e la forza fisica (tanta) che aveva prima, non ce l’ha più. Ora pesa 47 kg per 160 cm. Durante la cura igienista non ha mai vomitato (senso di nausea sì) e non ha perso capelli. Problemi col freddo alle mani e alla gola, che a volte si chiudeva ingerendo sostanze fredde. Ora rimane solo qualche formicolio ai piedi e un po’ di debolezza.

IN CONTEMPORANEA ALLA CHEMIO HA ASSUNTO ALCUNE SOSTANZE DI SOSTEGNO

Ha preso nel contempo:

  • Preparato di Padre Zago fatto fresco in casa (aloe arborescens, miele, goccio di grappa) per tre volte al giorno tutti i giorni a stomaco vuoto (che assume tutt’ora, che dici?),
  • Iniezioni di vischio più vari altri rimedi prescritti da luminare omeopata, tra cui il ferro,
  • Tisana e pastiglie di Essiac,
  • Green magma,
  • Alga klamath,

Presi da mie varie ricerche nel meraviglioso mondo di internet. Ho letto comunque cosa pensi di queste robe e degli integratori.

MIA MADRE È DETERMINATA A USCIRE DAL TUNNEL

Lei vuole guarire. Però fa una vita d’inferno, senza via di uscita, a causa della malattia di mio papà, ormai ridotto quasi allo stato di “vegetale” (per rimanere in tema), da un Alzheimer iniziato ormai circa 11/12 anni fa. Questo per dirti che una concausa della malattia di mia mamma è sicuramente il sangue amaro o se vuoi acido derivante da questa vicenda familiare, sommatasi all’alimentazione inadeguata. O almeno, io la penso così.

UN AIUTO IN TERMINI DI CHIAREZZA SUL DA FARSI

Caro Valdo, ti chiedo quindi un aiuto per indirizzarci meglio sul da farsi. Intanto, io vorrei anche aggiungere che da gennaio mia mamma segue la dieta di un noto nutrizionista, con eliminazione di latte e latticini, carni e uova, zuccheri, dolciumi, farine bianche, riso bianco, cibi raffinati, pesce (eccetto sgombri, acciughe, sardine e alici).

IL DILEMMA DELLE POLIAMINE

Un dilemma si pone riguardo alla questione delle poliamine e alla relativa esclusione degli alimenti che le contengono. Il dottore nutrizionista infatti ha “proibito” a mia mamma l’assunzione di melanzane, peperoni, patate, mais, pomodori, arance, pompelmi, limone (insomma tutti gli agrumi) e dei frutti tropicali (banane, kiwi, ananas), considerando leciti (parlando della frutta) solo mele, frutti di bosco e poco altro. La dieta igienista da te suggerita anche per i casi di cancro, invece, mi sembra pulluli di spremute di arancia e di frutta tropicale, nonché di pomodori e altro.

QUALCHE CREDITO LO DOBBIAMO PUR DARE AGLI SPECIALISTI

Mia mamma è restia a cambiare bandiera a tal proposito, ritenendo queste poliamine come fattori di crescita delle cellule tumorali, che sarebbero ghiotte di queste sostanze. Ho letto che secondo te in realtà non bisogna parlare di cellule sane o malate. D’altra parte gli specialisti che ci attorniano non mi sembrano proprio gli ultimi dei pirla e sono anni che studiano la materia e i malati di cancro.

RIESCI A RISOLVERCI QUESTO DILEMMA E A DARCI UNA DIETA SPECIFICA E DETTAGLIATA ANTICANCRO?

Sai che all’atto pratico, quando ci si mette lì in cucina, sono tanti i dubbi che ci assalgono? Ho letto un sacco di tue risposte e di tesine tue, ma avrei tanto bisogno di uno schema dettagliato su quali cibi, quanti, quando e preparati come. Ricordati che mia mamma vuole guarire, ma ha anche fame!

SCHEMA AD HOC CON TABELLA DI MARCIA DA SEGUIRE, CIBI SÌ E CIBI NO

Mi dai un link a qualche schema alimentare adatto al caso. Non ho trovato molto tra le tue risposte ad altre mail, e lo schema alimentare vegano tendenzialmente crudista mi sembra generico e non specifico per persone malate di cancro. Me ne mandi uno ad hoc per favore? Mi aiuti, Valdo? Ho proprio bisogno di una tabella di marcia da seguire, dalla colazione alla cena, con le indicazioni dei cibi sì (tutti) e i cibi no, cosa si mangia prima e cosa dopo, sulle cotture.

SCHEMA DELLE TEMPERATURA DI COTTURA

Ad esempio parli di temperature non superiori ai 60 gradi, ma, nella pratica, come diavolo si fa a rimanere su una temperatura così bassa, e, soprattutto, come la si misura? E il riso integrale, che richiede sempre sui 40 minuti, come si fa a mangiare dopo soli 18 minuti di cottura? Per cosa sarebbe utile l’essiccatore? Una marca anche per un valido estrattore di succo puoi darmela, anche in privato? E una marca di acqua? O delle fonti in zona Milano?

DOMANDE VARIE SU PANE, PIZZA, LIEVITI E DOLCIFICANTI INNOCENTI

Dimmi anche se può mangiare pane, riso e pasta integrali o se è meglio di no. E per quanto tempo. Se anche la cottura al forno è nociva, perché di sicuro i fornai superano i 120 gradi, anche il pane integrale sarebbe il caso di evitarlo? E la pizza vegana? Meglio farseli da soli rispettando la temperatura limite? Tu come fai l’impasto? E che lievito si può usare? Pasta madre o lievito di birra? Dove si trovano il succo di bietole e di canna da zucchero che non abbiano subito raffinazione? E la stevia? Sono zuccheri buoni, cioè mangiabili e utilizzabili al posto degli altri?

MASSAGGI E SCHIAFFI PERICOLOSI?

Cosa ne pensi se si iscrive a yoga per la respirazione e a qualche terapia olistica, tipo massaggi ayurvedici, shiatsu e simili? Altri consigli? Ho cercato su internet la tecnica degli schiaffi ma non ho trovato niente. In ospedale le hanno detto di non fare i massaggi, di non stimolare il sistema linfatico, che altrimenti porterebbe in giro il tumore. Tu cosa pensi?

QUALI ESAMI PER CAPIRE L’ANDAMENTO DEI VARI TUMORI?

Ultima cosa, ma molto importante. Quali sono gli esami che deve fare per tenere sotto controllo la situazione? A parte la tac, ci possono essere degli esami indicati che permettano di capire se il tumore progredisce, si ferma o scompare? Scusa per il disordine e la lungaggine. Vedi se riesci a capirci qualcosa. Ti ringraziamo comunque tanto. Aspettiamo la tua risposta.
Ava ed Emanuela

*****

RISPOSTA

UN CALO DI TUMORE AL FEGATO DA 30 A 5 MM IN 6 MESI MERITEREBBE MAGGIORE CONSIDERAZIONE

Ciao Ava ed Emanuela. Si evince dalla lunga mail una situazione generale di incertezza e di disorientamento che la medicina non ha risolto e che nemmeno gli specialisti di grido tirati in ballo (senza citare nomi) sono riusciti a dipanare. Alla fine si richiede al sostenitore della non-cura e della via igienistica, vale a dire al meno esperto, al meno referenziato e al meno qualificato di tutti, di portare illuminazione, non fosse altro che per i segnali incoraggianti già registrati sulla riduzione dimensionale della metastasi al fegato, da 3 cm a 5 mm in soli 6 mesi, e sulla riduzione dei linfonodi a rischio.

LA MAMMA VA SUL SICURO E SUL REFERENZIATO

La mamma è restia a cambiar bandiera? Padronissima di farlo o non farlo. Nessuna polemica, ma faccio presente che ci dobbiamo liberare da questo tipo di pregiudizi. Se uno ha ragione, ha ragione e basta, e non esiste esperto e luminare al mondo che lo possa contraddire. Se invece ha torto vale l’esatto contrario. Ovvio che le referenze contano.

NON SOTTOVALUTIAMO TROPPO L’ANONIMO AMBULANT

Non mi interessano confronti e non mi sento in concorrenza con nessuno. Mi pare che, nel mio piccolo non di dottore in medicina ma di anonimo ambulant, referenze a sostegno non scarseggino affatto, nonostante io faccia tutto fuorché il guaritore e fuorché il medico abusivo, limitandomi a dare istruzioni sul miglior modo di auto-guarire, che è quello di ridare forza reattiva al sistema immunitario e permettergli di rimettere ordine alla caotica situazione venutasi a creare tra intestino, fegato e sistema riproduttivo.

OGNUNO PORTA I SUOI SEGUACI E I SUOI BENEFICIATI

Probabilmente tutti i guaritori veri e falsi hanno i loro sostenitori, pronti a giurare e a spergiurare in favore delle cure ricevute. Per quanto mi concerne mi accontento di pochi casi eclatanti, tipo quello della Nikol di Viterbo, e dei tantissimi che si fanno regolarmente vivi spuntando dal niente alle mie conferenze, cogliendomi pure di sorpresa.

L’IMPORTANZA DI FARE LE COSE GIUSTE

Non essendo guaritore non sono curomane e non sono cancerologo. Sono un libero ricercatore in tema di salute e di equilibrio. Se si fanno le cose giuste si creano le basi per risolvere qualsiasi problema, si chiami esso comune raffreddore o si chiami tumore non ancora degenerato irrimediabilmente. Se si fanno le cose sbagliate continui a creare buchi nell’acqua e a illudere le persone, facendo loro credere che gli hai tolto le castagne dal fuoco, mentre non è affatto così.

HO SCELTO UN PERCORSO VIRTUOSO E CONTROCORRENTE

Mi è stato insegnato da affidabili maestri che le malattie sono un positivo ed auspicabile scarico di veleni, e che fungono pure da preziose segnalazioni, da campanelli d’allarme, da spie luminose sul cruscotto del nostro meraviglioso apparato corporale. In forza di questo, ogni intervento invasivo inteso a combatterle, contrastarle, sradicarne i sintomi, appare come un andare contro natura, come un insultare la Sovrana Medicatrice di tutti i mali, come un testardo dedicarsi all’accanimento terapeutico.

C’È CHI CONTINUA A CADERE NELLE BUCHE E NEI TRABOCCHETTI

Ovvio che la migliore cura sia la prevenzione, ossia il rispetto di se stessi, del disegno strutturale, biologico e spirituale del nostro corpo. Se poi la prevenzione non funziona e si perde il prezioso equilibrio corporale chiamato omeostasi, dobbiamo accorgercene in tempo, evitando di entrare in quel percorso minato chiamato da Tilden e da Shelton “Sette passi verso il cancro”. Se ci succede infine di cadere in ognuno dei trabocchetti intermedi, dovremo saltarne fuori nei giusti modi.

L’ESPERIENZA NEGATIVA DOVREBBE ALMENO INSEGNAR QUALCOSA

La mamma Emanuela non la pensava certamente così quando si è fatta operare al seno. Né la pensavano così i suoi chirurghi. L’idea poi di trovarsi tranquilla in una botte di ferro, quasi che tutti i mali fossero racchiusi in quella patologia sull’apparato mammario, e nulla nelle parti basse di fegato ed intestino, non corrisponde di certo alla corretta visuale igienistica di un tutt’uno corporale inter-collegato e non suddiviso a compartimenti.

I RIMEDI STRANI SERVONO A CHI LI PRODUCE E A CHI LI COMMERCIA

La ricerca e l’uso corrente di sostanze magiche di sostegno segnalate e promosse su internet testimonia solo lo stato ansiogeno di guarire per vie straordinarie, quando invece occorre praticare il semplice, il pulito, il normale, il logico e il chiaro. Le sostanze magiche servono solo a ingrassare chi le produce. Il cancro non è affatto una malattia speciale che richiede cibi speciali, menu speciali e trattamenti chemio. Quanto a massaggi e schiaffi non è il caso di vedere pericoli dietro ad ogni ombra e ad ogni angolo. Nessun pregiudizio contro esercizi vari e yoga in casa o in palestra.

NON ESISTONO MENU ANTICANCRO MA SOLO MENU SALUTARI

Non esistono menu anticancro ma solo menu atti a ridare salute, forza metabolica e forza immunitaria a un organismo martellato da scelte peregrine, da scelte poco oculate in campo alimentare, comportamentale e terapeutico. Quanto alle terapie, valga su tutti l’esempio di Max Gerson, che riportava i malati terminali in vita con rigorose diete a base di frutta.
La mamma vuole giustamente vivere, ed ha anche fame. Nello schema mio non è previsto o consigliato di patire la fame. Se serve il piatto di patate, i fagioli lessi, il minestrone di verdure non stracotto, la pasta e la pizza fatte a regola d’arte, le caldarroste, il pop-corn e quant’altro, non ci sono limitazioni e tabù.

IL PROBLEMA NON È L’ASPORTAZIONE DEL TUMORE MA LA DISATTIVAZIONE DELLA TUMOROSITÀ

Personalmente, viste anche le evoluzioni annesse e connesse, parlerei di tumorosità evidente della Emanuela, e quindi della primaria necessità di risolvere tale sua tendenza, più che ricorrere a banali asportazioni e a devastanti chemio, apportatrici di metastasi, di recidive e di progressivo deterioramento del sistema immunitario, in un crescendo di patologia globale iatrogena, medico-causata, e quasi inestricabile, dove ogni cura aggiuntiva diventa complicazione e fonte di ulteriori sofferenze.

NON LASCIAMO IL PADRE A SE STESSO

Come si fa a combattere la tumorosità, ossia la tendenza di una persona a sviluppare tumori e cancri? Esiste una gamma di scelte precise, di comportamenti, di pensieri, di azioni, di cibi sì e cibi no? Certamente che esiste. L’ho detto e riportato con chiarezza nelle mie tesine e nei miei scritti? Lascio a chi legge queste righe rispondere. Ovvio che la situazione in famiglia non contribuisce a rasserenare il clima. Anche per tuo padre si può fare qualcosa. Perché non tentiamo di migliorare pure le sue condizioni, anziché lasciarlo andare alla deriva?

NESSUNO MEGLIO DI WARBURG

Non do del pirla a nessuno. Al massimo dico che uno si sbaglia di grosso, poco importa il suo nome, la sua baronia, la sua cattedra, il suo eventuale Nobel. Massimo credito in ogni caso a un Nobel come Otto Einrich Warburg, non fosse altro per il fatto che ci è stato nascosto e negato per quasi un secolo, nonostante l’avesse imbroccata su tutti i fronti, spiegando con esemplare chiarezza che ipossia e acidificazione sono i maggiori fattori causanti cancro.

TESINE DA LEGGERE

CONDIVIDO MOLTE COSE COI PERSONAGGI CITATI

Non intendo fare polemiche con chi elenca cose diverse dalle mie. Condivido ovviamente il fatto che il consumo di carni rosse e carni conservate favorisca la formazione di tumori dell’intestino, ma non assolvo affatto le carni bianche dalle medesime magagne. Condivido in pieno l’affermazione che la frutta riduca il rischio di tumori causati da tabacco e da inquinamento ambientale, grazie ai suoi antiossidanti, ai suoi flavonoidi, al suo glutatione, alla sua acqua biologica enzimizzata, mineralizzata, magnetizzata e vitaminizzata.

LA QUESTIONE DELLE POLIAMINE

Per quanto concerne le poliamine, sostanze che stimolerebbero la proliferazione cellulare vista l’avidità delle cellule tumorali nei loro confronti, occorre mettere i puntini sulle i. Posso condividere che si tratti di una categoria di metaboliti particolarmente tossica. Metabolita significa residuo a piccole molecole, ovvero prodotto intermedio o finale del metabolismo. Le poliamine sono una classe di proteine dette ammine biogene. Esse possono essere presenti nei cibi o possono essere prodotte nell’intestino e nel fegato per azione dei batteri che le sintetizzano dagli aminoacidi.

GLI ECCESSI SONO SEMPRE NEGATIVI

Le poliamine sono essenziali per il mantenimento di attività metabolica elevata, in un organismo normalmente funzionante e sano. Non solo l’intestino, ma tutti gli altri organi del corpo necessitano di poliamine per la loro crescita, per il loro rinnovo e il loro metabolismo. La tossicità da poliamine si verifica quando esse sono prodotte in eccesso.

QUELLO CHE CONTA È IL FATTORE FRESCHEZZA ALIMENTARE

Congelamento, conservazione, inscatolazione, contaminazione caricano i cibi di poliamine. Ciò significa che il vero fattore discriminante tra poliamine buone e poliamine cattive non è una innocente traccia di solanina, che entro i limiti delle quantità normalmente pasteggiate nulla di negativo causa. E non è nemmeno la somatotropina o il fattore di crescita, altrimenti pure l’aria e pure il sole e pure la melatonina andrebbero demonizzati. Ciò significa dunque che il punto focale di distinzione è il fattore freschezza. Le poliamine sono presenti in moltissimi alimenti di uso comune come latte, formaggi, cereali, carne.

STIAMO ATTENTI AI LATTICINI

Il latte è un alimento che la natura ha programmato per far crescere rapidamente organismi neonati, contiene fattori di crescita e induce la sintesi di fattori di crescita. Ci sono forti sospetti che aumenti il rischio di ammalarsi di tumori al seno, all’ovaio e alla prostata. Molti batteri si sviluppano nella prima parte dell’intestino con un eccesso di poliamine.

MAI DEMONIZZARE LA FRUTTA FRESCA INVERNALE E GLI AGRUMI

Nel fare valutazioni di merito, vanno presi in esame vantaggi e svantaggi. Dire pertanto che sia prudente ridurre il consumo di agrumi, di pomodori, di melanzane, di banane, kiwi e ananas lo trovo controverso e privo di logica. Arance e agrumi apportano indispensabile ossigeno alle cellule e mantengono alto il pH nella matrice cellulare. Sono poi fondamentali per una lunga serie di motivi, non ultimo il fatto di rappresentare una delle pochissime risorse fresche e decisamente antiossidanti dell’interminabile periodo invernale.

LA GAMMA DEI CIBI NATURALI VA ESTESA E NON ACCORCIATA

Il kiwi non è affatto tropicale, essendo l’Italia uno dei maggiori produttori mondiali dopo la Nuova Zelanda. L’ananas è un frutto salutare e ben protetto, al pari della banana. Melanzane e pomodori hanno semplicemente troppe qualità positive per essere lasciate fuori dal menu. Il succo di canna lo fanno gli ambulanti in ogni città asiatica con macchinette strizza-canna. Le bietole rosse si trovano sul mercato e si possono centrifugare.

FARE BUON USO DELLA FRUTTA DA GUSCIO

La frutta da guscio, dalle noci alle mandorle ai pinoli riducono e fanno regredire il valore negativo delle poliamine. Stesso discorso per la frutta di colore rosso ed arancione (pomodoro incluso) per via delle antocianine, e stesso discorso per quel magnifico frutto che si chiama melagrana. Stesso discorso per i tanti semini a disposizione.

CIBI SÌ E CIBI NO

Tornando alle tante questioni poste nella mail, i cibi sì sono tutti i cibi vivi, freschi, carichi di sole incapsulato che riusciamo a mettere vicino e a utilizzare nel nostro menu giornaliero, nei giusti quantitativi e nel pieno rispetto della nostra mucosa gastrointestinale. Inutile insistere e cercare di strapparmi elenchi precisi con tanto di quantitativi. Il menu dettagliato è una cosa essenzialmente personale, variabile e sperimentale. Lo prova l’andamento del peso dell’Emanuela, sceso di 10 kg ed ora in via di recupero per 2 kg.

NIENTE BILANCINI E NIENTE PILOTA AUTOMATICO

Agrumi al risveglio, frutta varia di tipo acquoso a metà mattina e a tardo pomeriggio, verdure crude in esordio a pranzo e cena, e secondo piatto a piacere secondo gusto, secondo fame e secondo necessità calorica. Tutto sommato, le indicazioni del mio schema nutrizionale vegan-crudista tendenziale restano valide a patto che la gente non pretenda la pappa pronta e lo schema fisso da applicare ad occhi chiusi, inserendo il pilota automatico.

OCCHIO AI CUOCHI TELEVISIVI ANALFABETI E DISTRUTTORI DI VIVANDE

I principi delle giuste combinazioni sì. Prima il cibo vegano crudo e dopo il cotto, prima il leggero e dopo il pesante, prima il vegetale e dopo l’animale (nel caso di chi mangia ancora uova e latticini e alici). I principi della cottura anche. A 50-60°C si depauperano gli enzimi e si è soggetti a digestioni energicamente dispendiose. A 120°C si formano le micidiali e cancerogene acrilamidi, per cui piano coi pani e le pizze e le vari torte focacce. Piano coi forni e regolarsi sui valori minimi. Ovvio poi che i micro-onde vadano estromessi da ogni cucina seria.

RISPOSTE VARIE

Il pane e la pizza si possono anche produrre in modo virtuoso, a basse temperature. Il miglior lievito è ovviamente la pasta madre. Il riso integrale, il miglio e ogni altro cereale, vanno messi prima a intenerire per ore nell’acqua e alla fine saranno cuocibili in minor tempo e fatica. Non sono un grande cuoco per entrare nei dettagli. La stevia secca polverizzata la trovi. nei negozi giusti. L’acqua migliore in commercio è quella a basso residuo fisso e venduta in bottiglia. Gli essiccatori vanno bene per crearci delle riserve invernali di fichi secchi, pomodori secchi, kaki secchi, albicocche, pesche, mele e pere secche.

LE DIAGNOSI IGIENISTE RIMANGONO LE MIGLIORI

Gli esami essenziali da fare giornalmente? Esistono eccome. Lingua rossa, alito gradevole, appetito buono e rapida digestione, regolari e consistenti evacuazioni, assenza di gonfiori e di coliti, urine chiare, iride pulito, battito sui 70, mani e piedi caldi, respiro profondo e non corto e affaticato, buona postura mentale-ideologica-spirituale, pressione nella norma, pelle sana, sonni tranquilli, in pace con se stessi e col mondo intero, voglia di farlo o anche di non farlo (ma sempre con trasporto e con entusiasmo), queste le cartine di tornasole della salute secondo l’igienismo naturale.

DARE MAGGIOR FIDUCIA A SE STESSI NONOSTANTE TUTTO

L’ansia di voler controllare, ecografare, misurare, rassicurarsi sulle dimensioni dei tumori nasce semplicemente dalla scarsa considerazione che abbiamo di noi stessi, dalle incertezze e dalle paure che continuiamo ad albergare. Impariamo a rilassarci e ad armonizzarci con Madre Natura. Se essa ha deciso di farci cadere l’ultima foglia, niente e nessuno può impedirglielo. Se abbiamo ancora delle chances da giocare, e ci teniamo a estendere la nostra odierna fetta di vita eterna, rassereniamoci ed evitiamo di cadere nel panico e nello stress delle diagnosi e delle misurazioni. Il saper respirare profondo, la capacità di sorridere anche nelle difficoltà, il saperla prendere, la disattivazione dei traumi emozionali interni. Queste sono le cose fondamentali.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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