FEBBRE AMICA E DIVARIO FRA ENERGIE DISPONIBILI ED ENERGIE CONSUMATE

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LETTERA

INTENSO IMPEGNO SIA SUL PIANO CULTURALE CHE SU QUELLO SPORTIVO

Salve, Avrei davvero bisogno di un consiglio e mi rivolgo a lei perché credo molto nei suoi insegnamenti. Ho 22 anni, sono alta 1.56 m e peso 43 kg. Studio ingegneria chimica e credo di dovermi dedicare tanto alla mente quanto al corpo per cui cerco di andare a lezione, studiare, leggere libri classici, testi formativi sul buddhismo, sull’alimentazione studiata da oncologi e igienisti, ma di fare anche attività fisica almeno sei ore a settimana, tra sci, alpinismo, sci di fondo, corsa in montagna. La scelta degli sport è sia di famiglia sia personale.

PUNTO A UNA VITA PIENA MA LA FEBBRE MI BLOCCA DUE VOLTE AL MESE

Adoro la natura e in montagna hai un contatto meraviglioso con essa. Sono più che convinta che alla mia età sia normale avere una vita molto piena, come fanno molti miei coetanei. Purtroppo tenere i ritmi che vorrei mi porta a prendere almeno due volte al mese la febbre e questo mi blocca in tutto ciò che vorrei fosse invece la mia vita. La febbre mi dura tre quattro giorni e i giorni a seguire mi sento molto stanca. Ho fatto numerose analisi del sangue urine e visite specialistiche e non hanno mai trovato nulla di anomalo.

LE CRISI FEBBRILI MI LASCIANO SPESSO DEBILITATA

Ci tengo a mangiare sano. Ho eliminato lo zucchero in ogni cibo, mi piace fare ricerche su tutte le proprietà nutritive dei vari frutti, delle verdure e delle erbe selvatiche. Cerco in particolare di avvicinare la mia dieta alla dieta vegetariana proposta da Veronesi. Nonostante ciò queste mie febbri cominciano a diventare davvero debilitanti.

POTREBBE FORSE IL DIGIUNO AIUTARMI?

Vorrei provare il digiuno, mentre i miei genitori vorrebbero che mangiassi molto di più. Appena salto un pasto mi sento svenire e ho delle crisi di fame. Se mi sforzassi e cercassi di non sentire queste crisi crede che il digiuno potrebbe aiutarmi a recuperare le forze ed avere un sistema immunitario migliore? O nel mio caso, essendo già magra e volendo una vita piena, otterrei un risultato peggiore? Le sarei davvero grata mi aiutasse. So che esistono malattie peggiori delle mie febbri, ma vorrei vivere appieno la mia vita di ventenne. Grazie e cordiali saluti. Angela

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RISPOSTA

I TUOI MECCANISMI DI PROTEZIONE STANNO SEMPLICEMENTE FUNZIONANDO

Ciao Angela. Per paradosso, quando si è sani e si mangia bene, in modo virtuoso e leggero come stai probabilmente facendo, l’apparato di riequilibrio interno, chiamato anche sistema immunitario, funziona al meglio ed è reattivo, compie cioè regolarmente il suo ruolo istituzionale. Lo fa frenando le tue fughe in avanti, le tue pretese eccessive, la tua tendenza a dissipare risorse oltre i limiti del dovuto. Lo fa mandandoti dei precisi segnali di avvertenza e di ammonimento a non esagerare.

OGNUNO DEVE SOPPESARE LE PROPRIE RISORSE E LE PROPRIE CONDIZIONI

Ognuno deve fare i conti col proprio corpo e le proprie risorse interne. Non puoi prendere spunto da altri coetanei che riescono magari a mantenersi su ritmi di iper-attività senza incappare nella febbre. Quelli magari si sovra-alimentano ricorrendo a cibi grassi ed alto-proteici, a latticini, zuccheri, cole, a bevande nervine, a integratori e sostanze spazzatura. In pratica si alimentano male e vivono da intossicati, in regime di innaturale e stimolata accelerazione cardiaca che, sempre per apparente paradosso, li aiuta e li sostiene in questo loro super-rendimento.

LE TOSSINE INTRODOTTE PERMETTONO DI VIVERE A RITMO FRENETICO ED IN REGIME DI INNATURALE ACCELERAZIONE

Paradosso solo apparente però, visto che esiste una logica in tutto questo. Ed è la logica per la quale ogni sostanza-spazzatura, ogni cibo inadatto e tossico entro i limiti di abitudine e di tolleranza corporale del singolo individuo, genera una reazione biochimica del sistema interno di riequilibrio. Il corpo, ogni volta che assumiamo dei veleni non sballanti e mortali nell’immediato, ma a lento grado di intossicazione, innesca una reazione automatica e combinata tra fegato e reni ed altri organi-base al fine di espellere tali veleni, velocizzando il battito cardiaco a sostegno dello sforzo espulsivo in corso.
Ma alla lunga subentra inevitabilmente la fase critica ed esauriente, per cui non si ottengono più risultati nel frustare un cavallo stanco.

LA GENTE TENDE A STRAFARE PENSANDO DI ESSERE IMMUNE ALLE CONSEGUENZE

In altri termini, la gente normale, priva di attenzioni per la qualità dei propri cibi e della propria salute di breve ma soprattutto di medio e lungo periodo, tende a vivere intossicata e drogata, tende a nascondere le proprie magagne, tende ad accumulare le proprie scorie interne e a non depurarsi, tende a sostenersi mediante zuccherini, dolcetti, merendine, caramelle, bibite, caffè, the, alcol, birra, cibi cotti, cioccolata, sostanze chimiche. Tende pure a stoppare eventuali crisi in arrivo mediante aspirine, farmaci, anti-piretici. In questo modo impedisce sì al proprio corpo di auto-purificarsi, ma si procura in tal modo dei danni cumulativi che si materializzano sotto forma di inevitabili nodi al pettine. Esiste infatti la legge di causa ed effetto, e non esiste una condizione di immunità per nessuno. Ogni errore di impostazione alimentare e comportamentale viene prima o poi pagato con tanto di interessi passivi.

LA FEBBRE NON SI PRENDE MA SI SVILUPPA DENTRO DI NOI STESSI

Esiste nella gente la convinzione che la febbre si prenda da qualcosa e da qualcuno, mentre essa si sviluppa al nostro interno come strumento di riparazione e di salvataggio. Esiste la convinzione che la febbre sia una malattia da contrastare e da combattere, mentre è una benettia, ovvero una amica che ci dà una mano benefica malgrado le apparenze e nonostante la debolezza che rilascia come strascico. Esiste la convinzione, instillata dalla medicina, per cui la febbre deriva da immissione nel corpo di virus dall’esterno. Essendo i virus, a differenza dei batteri, della polvere morta di cellule, e non di animaletti invisibili che svolazzano nell’aria, occorre usare il cervello e non piegarsi alle mediocrità interpretative del vuduismo da lazzaretto. Ovvio che, se siamo consumatori seriali di carni altrui, assumiamo con esse le particelle disgregate e morte degli animali morti, e pertanto del materiale in più da smaltire.

LE NOSTRE STESSE SCORIE FINISCONO PER SOFFOCARCI

Ma il vero problema virale rimane un problema interno visto le continue ondate di cellule nostre in moria fisiologica ininterrotta. Questo accade per fare posto a nuove cellule. Ed è così che si attua nel nostro corpo, soprattutto nelle fasi di indebolimento, un inevitabile accumulo di detriti cellulari o di virus endogeni (creati al nostro interno) perché la forza protettiva-immunitaria è calata in concomitanza con l’alterazione in corso e non è in grado di espellere prontamente il materiale virale, ovvero le scorie organiche interne. Scorie che vanno a costituire quella ostruzione interna, di tipo meccanico e non trasmissibile e non contagioso, che Arnold Ehret cita nella sua formula V=P-O (vitalità uguale potenza meno ostruzione).

LA FEBBRE DEVE FARE IL SUO CORSO

Queste cose le sapevano bene i maestri dell’antichità, come il grande Parmenide da Velia, autore di una perla incredibile come “Datemi una febbre alta e ne saprò fare mirabilie”. La febbre è uno dei metodi naturali che la nostra natura, i nostri meccanismi interni di auto-equilibrio e di auto-guarigione, possiedono per liberarsi dei veleni accumulati nel corpo. Il trattamento più sensato rimane più che mai quello della cura della non-cura sul sintomo febbre, quello di lasciare che la febbre compia il suo corso e il suo lavoro. Quando uno ha la febbre deve solo mettersi a riposo e non assumere cibo solido e troppo impegnativo e stancante per il sistema digestivo, ma bevande tipo acqua e succhi di frutta agra allungati eventualmente con acqua.

LE LEGGI DELLA NATURA VANNO CAPITE E RISPETTATE

La migliore febbre è quella alta. Non si tratta di un fenomeno disordinato e distruttivo che si innalza oltre i limiti consentiti, come viene insegnato dai falsi profeti, ma di un procedimento ordinato e mirato a farci guarire, di un percorso logico e costruttivo guidato e gestito con intelligenza e saggezza dalle forze interne di auto-guarigione. Non si deve assolutamente dimenticare il fatto che il corpo non va mai contro se stesso e che ogni sintomo sorge solo quando serve e dura solo finché necessario. Queste sono leggi veritiere ed eterne della natura e non dogmi fantasiosi da quattro soldi, partoriti dal ventre infame delle case farmaceutiche.

I TUOI PROBLEMI PERSONALI NASCONO DAL DIVARIO EVIDENTE TRA ENERGIE A DISPOSIZIONE ED ENERGIE CONSUMATE

Per concludere, la febbre è un sintomo e come tale non si tocca né si demonizza. Le cause a monte possono essere diverse e vanno chiaramente individuate e risolte. Nel caso tuo specifico esiste uno squilibrio costante tra il voler fare troppe cose in un colpo solo, ed anche un probabile divario tra le calorie che ingerisci ed assimili da un lato e la spesa energetica che devi affrontare dall’altro.

NON SERVE UN DIGIUNO IN QUESTE CIRCOSTANZE

Il digiuno è un fatto depurativo che si può fare anche in condizioni di sottopeso, visto che aiuta a recuperare le energie e che la perdita di ulteriore peso sarebbe nel tuo caso assai minima e provvisoria, per cui recupereresti velocemente le condizioni ideali. Non credo comunque che quella sia la via ideale nella presente circostanza. Cerca piuttosto di non esagerare col dispendio energetico e di essere più paziente e selettiva nei tuoi piani esistenziali. Cerca di avere un dialogo continuo coi sensori di fame e di sete del tuo organismo. Cerca di acquisire maggiore consapevolezza.

DEBELLARE LE PESSIME ABITUDINI È IL PASSO FONDAMENTALE

Vi sono segni che bisogna saper cogliere e valutare. Segni che indicano qual’è la forza e l’energia del corpo. Essi rappresentano l’ago della bussola del nostro organismo. Essi ci indicano se stiamo andando fuori rotta e fuori del seminato. La scienza igienistica non si chiede nemmeno che malattia è o quale organo sia ammalato. Esiste una sola causa di malattia e si chiama cattive abitudini di vita. Già debellandole si arriva a grossi risultati.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro è orgogliosamente NON-medico, ma igienista e libero ricercatore. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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