IDROPE ENDOLINFATICA E IPOACUSIA IDROMECCANICA

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LETTERA

ACUFENI E LIEVE IPOACUSIA

Gentile Valdo, buongiorno. Sottopongo alla sua attenzione il mio caso. Convivo con acufeni ed ipoacusia lieve da circa 6 anni. Così ho pensato di sottopormi alla visita di un otoneurologo.

DIAGNOSI DI IDROPE ENDOLINFATICA

La diagnosi parla di idrope endolinfatica (dopo RM mdc negativa a lesioni o altro). In linea col suo pensiero, mi sembra. La terapia prevede però Moduretic, Fluxarben, Aspirinetta e dieta iperidrica (almeno 2 litri di acqua povera di Na) e iposodica. In pratica zero sale, zero pesce di mare, zero insaccati, zero formaggi, solo pane e grissini senza sale e dolci fatti in casa senza sale e bicarbonato. Permessa tutta la frutta e la verdura tranne finocchi, carote. sedano, carciofi, asparagi, spinaci.

PERPLESSITÀ SULLE CURE PROPOSTE

Tale quadro terapeutico non mi convince in primis per via dei farmaci (li aborro e oltretutto non ci trovo il nesso), poi per l’esclusione delle verdure. Non mi sembrano così ricche di sodio! E saranno davvero dannose al punto da essere estromesse? Da oltre 2 anni alterno periodi di vegan totale a periodi di vegetarianismo, seguendo le richieste del mio organismo. Faccio però sempre molta attenzione nel seguire un corretto ordine alimentare.

MAGGIORE BENESSERE COL VEGANISMO

Prestazionalmente ho risultati migliori con il vegan. Anche l’aspetto spirituale è di grande aiuto. Penso di essere stato sintetico ma esaustivo. Se ritenesse questa mia interessante e avesse il tempo di rispondermi, le sarei grato. Con cordialità e affetto.
Marco

*****

RISPOSTA

Ciao Marco. Condivido le perplessità che stai manifestando circa le terapie indicate. Sia per i farmaci che per l’esclusione di verdure fondamentali sulla base del loro presunto alto contenuto di sodio.
Quando la medicina convenzionale parla di vitamine e di minerali, lo fa sempre ignorando totalmente alcuni concetti basilari tipo la vitalità enzimatica e l’organicità degli alimenti. E questo le impedisce di giungere al nocciolo della questione alimentare.

DEFINIZIONE DI IDROPE

L’idrope è un anormale accumulo di liquido trasudatizio nelle cavità sierose del corpo, come il cavo pericardico, il cavo pleurico e il cavo peritoneale. Il termine significa edema generalizzato e deriva dal greco hydrops, da hydor=acqua. È una condizione presente anche nelle fase iniziali della sindrome di Ménière. Inizialmente porta solo ad alterazioni della funzione uditiva. Successivamente si può cronicizzare, coinvolgendo i labirinti e provocando alterazioni dell’equilibrio.

CAUSE E SINTOMI

Anche se la causa di idrope endolinfatica è sconosciuta, pare che tutto derivi da anomalie della endolinfa presente nell’orecchio interno. Anomali di qualità, composizione e pressione.
I sintomi tipici dell’ idrope endolinfatica includono:

  • Senso di pressione o di orecchio pieno.
  • Acufeni (fischi o ronzii auricolari).
  • Perdita dell’udito.
  • Vertigini.
  • Disequilibrio.

SINDROME DI MENIERE E IDROPE ENDOLINFATICA SECONDARIA

Nella Malattia di Ménière gli attacchi di vertiginosi sono in genere improvvisi e violenti, spesso associati a perdita dell’udito ed acufeni, mentre nell’idrope endolinfatica secondaria (SEH) gli attacchi accompagnano o seguono il disordine che ne ha determinato l’insorgenza. In genere sono meno violenti, e più raramente associati a danni dell’udito.

IPOACUSIA IDROMECCANICA DELL’ORECCHIO INTERNO

Uno dei più avanzati specialisti risulta essere il professor Andrea La Torre, che ho già citato nella mia tesina “Ipoacusia, idrope, otosclerosi e recupero funzionale“.
Per La Torre, l’ipoacusia fluttuante, quella che va e viene a periodi alterni, andrebbe definita ipoacusia idromeccanica dell’orecchio interno, più che ipoacusia neurosensoriale. Questo a indicare che gli elementi neurosensoriali o percezionali dell’orecchio interno, ossia cellule ciliate e fibre del nervo, sono intrinsecamente integri ma hanno un impedimento funzionale legato a fattori di tipo meccanico.

REVERSIBILITÀ E REMISSIONE SPONTANEA DELL’IPOACUSIA

L’ipoacusia è per natura fluttuante e reversibile anche spontaneamente. Molte volte la sensazione di orecchio chiuso o di pressione nell’orecchio (tappamento o fullness o pienezza), associata ad ipoacusia e ad acufene, non è altro che idrope, e non catarro. In caso di ipoacusia fluttuante con remissione parziale, quanto sopra può comunque essere affermato relativamente alla quota fluttuante, mentre non possiamo essere sicuri di nulla relativamente ad una eventuale quota fissa non variabile dell’ipoacusia, così come di fronte ad una ipoacusia fissa, stazionaria, invariabile o solo in progressivo aggravamento.

LE CELLULE SONO VIVE O MORTE, MAI MORIBONDE E MAI RISUSCITANTI

Le cellule ciliate cocleari non sono capaci di ammalarsi e guarire. I tessuti, gli organi e gli apparati possono ammalarsi, recuperare o guarire. La cellula conosce solo due stati. Vita e morte. E per mantenersi in vita le cellule hanno bisogno di un costante apporto di sangue e ossigeno. Il tempo medio di sopravvivenza delle cellule ciliate all’ischemia (mancanza di sangue) e all’anossia (mancanza di ossigeno) è di circa 4-5 minuti. Superato questo lasso di tempo subentra inevitabilmente la morte cellulare, fenomeno irreversibile.

CELLULE CILIATE, FIBRE E LIQUIDI ENDOLINFATICI

Nell’orecchio interno ci sono solo tre elementi anatomo-funzionali, chiamati:

  • Cellule ciliate.
  • Fibre del nervo.
  • Liquidi (endolinfa, perilinfa).

Due di questi elementi (cellule e fibre del nervo, prolungamenti del neurone) sono elementi definiti perenni secondo l’antica classificazione di Bizzozero. In pratica un danno di queste strutture è destinato ad essere un danno permanente senza possibilità di rigenerazione.

L’OPERA PIONIERISTICA DI GIULIO BIZZOZERO

Per la cronaca, Giulio Bizzozero (1846-1901) è ritenuto il padre dell’istologia (studio microscopico dei tessuti), nonché uno dei più significativi precursori della medicina preventiva. Dimostrò la funzione ematopoietica del midollo osseo e le capacità rigenerative dei tessuti. La sua più grande scoperta come ematologo è stata quella delle piastrine, come terzo componente morfologico del sangue dopo gli eritrociti o emazie e dopo i globuli bianchi o leucociti.

CONOSCERE IL SANGUE E MANTENERLO FLUIDO

Il sangue, oltre ad essere un tessuto liquido è anche una sostanza organica insostituibile, è di color rosso opaco e costituisce circa il 7-8% del peso corporeo di un individuo. Questo fluido corporeo è talmente fondamentale che se anche soltanto un’area del corpo ne resta priva per certo numero di minuti inizia a morire. L’essere umano non può vivere essendone privo. Scientificamente è definito un vero e proprio organo composto per il 45% da una parte solida costituita da cellule di grandezze variabili che sono i globuli rossi (detti anche eritrociti o emazie), i globuli bianchi (o leucociti) e le piastrine, cellule prodotte dal midollo osseo, e per il restante 55% da un liquido chiamato plasma. Ogni componente del sangue costituisce e svolge una funzione indispensabile per la vita del corpo umano. La viscosità del sangue è circa 5 volte quella dell’acqua. Queste cose le conosciamo grazie a un grande ricercatore italiano, ed è giusto ricordarlo al mondo intero.

IMPOSSIBILITÀ DI ISCHEMIA TRANSITORIA

Tornando alla idrope, nel caso di ipoacusia fluttuante sono i liquidi e non le cellule o i nervi ad essere alterati. Quali sono le possibile ipotesi alternative? si chiede La Torre. Per ignoranza purtroppo anche delle più elementari basi della medicina da parte di molti medici, si racconta spesso ai pazienti che ci potrebbe essere una ischemia transitoria (mancanza di sangue per blocco della circolazione) dalla quale deriverebbe una sofferenza cellulare transitoria. La fisiologia della circolazione e la biologia ci insegnano che questo non è possibile.

IPOTESI VIRALI ED IPOTESI AUTO-IMMUNI, OVVERO IPOTESI-SPAZZATURA

Se le cellule ancora ce la fanno a mantenere la propria autodifesa strutturale restano vive e funzionanti e non vi è motivo per cui si debba sviluppare una ipoacusia. Superato un periodo di circa 4 minuti, la cellula muore e questo evento è irreversibile. Non risulta che all’interno dell’orecchio interno vi sia la possibilità di veri processi infiammatori se non trasmessi dall’orecchio medio e sfocianti sempre in un danno irreversibile chiamato labirintite. Mai sono state confermate alterazioni auto-immuni o presunte infezioni virali nell’orecchio interno. Mai è stato confermato che la presenza di virus o di reazioni anticorpali siano associabili con la sintomatologia. Eppure si continuano a usare antibiotici e cortisonici.

RIMEDI NATURALI

Una dieta equilibrata e regolare, con minimo uso di sali e zuccheri, ed una adeguata idratazione, migliorano significativamente la sintomatologia in molte persone con SEH. Questo fatto viene riconosciuto da molti medici trasparenti.

Ovvio poi che per i medici ci sia sempre la solita scappatoia del ricorso ai farmaci. Diuretici, antiemetici e altri medicinali antivertiginosi vengono usati nei pazienti con vertigini persistenti, nausea o vomito. La riabilitazione vestibolare favorisce un più rapido recupero, consente di migliorare la tolleranza all’attività fisica, riduce il disequilibrio presente nei periodi successivi alle crisi vertiginose.

Menu vitale e crudista, efficienza digestiva, sangue fluido, pulizia interna, efficienza e funzionalità dei sistemi immunitario-linfatico-vegetativo-nervoso-endocrino, abluzioni esterne atte a stimolare la pelle, correndo, scaldandosi, sudando e facendo una bella doccia tiepida e fresca alternata, a corpo ancora accaldato. Questi gli ingredienti-base per il ripristino della funzionalità sensoriale.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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