IL PANICO DEL TUMORE AL SENO E DEL POST-OPERATORIO

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RICHIESTA

Buongiorno Francesco, grazie per la pronta risposta e innumerevoli grazie per il “sapere” utilissimo che Valdo divulga in diversi modi, aiutato molto anche da te che, se ricordo bene, sei suo figlio.

La mia situazione è questa:

ho quasi 68 anni, alta 1,68 e peso 58 kg, da qualche anno, gradualmente, sono diventata vegetariana (per etica e salute) e con alimentazione crudista tendenziale ma ancora solo al 30/40% dei pasti nella giornata; leggendo però, specialmente in questi ultimi tempi, con più intensità gli scritti di Valdo, sto aumentando la percentuale.

Da anni abbiamo abolito bibite e bevande zuccherate industriali e cibi insalubri del supermercato, ormai poco frequentato. Mio marito ha un orticello di cui ci avvaliamo per avere alcuni prodotti coltivati senza sostanze nocive. In età giovanile ho preso la pillola anticoncezionale, penso solo per 2 o 3 anni, invece la TOS per 5 anni…

All’età di 66 anni, vegetariana, stile di vita piuttosto buono, poco sport ma persona non indolente, interessata a varie cose (libri, arte, cultura) e convivente conflittualità matrimoniale…ecco che dalla mammografia (che ora ho abolito dalle mie insane abitudini) risulta la presenza di un nodulo.

Nodulo di 8 mm – stadio 1- grado 2- KI 67 13% (meno male) – HER2+ Recettore nucleare estrogeni: clone SP1 95% circa Recettore nucleare progesterone: clone 1E2 25% circa

GIUDIZIO DIAGNOSTICO

Carcinoma infiltrante della mammella, assenza di metastasi ai linfonodi regionali. Presente invasione vascolare.

Carcinoma in situ: presente, istotipo: duttale di alto grado DIN 3

Parenchima macroscopicamente non neoplastico: modficazioni fibrocistiche, sparsi focolai di CDIS di alto grado

FISH test negativo (quindi niente chemio)

Prescritta radioterapia, ormonoterapia dei 5 anni (Arimidex) accompagnata da calcio e colecalciferolo una bustina pro die…e poi ancora una fiala di Prolia ogni 6 mesi per 5 anni.

Queste sono fedelmente le informazioni relative all’esame del tessuto estratto dal nodulo (tra l’altro non capisco, infiltrante o in situ?? Hanno scritto entrambe le cose).

Comunque, dopo aver appreso la notizia, assolutamente inaspettata, panico. Il ginecologo si è affrettato per stabilire la data dell’intervento. Nel frattempo ho letto qualche tesina in merito di Valdo e mi sono imbattuta in un certo medico che informava Valdo dell’alimentazione crudista fruttariana di una donna, asiatica mi pare, durata circa 15 giorni e che aveva fatto regredire il suo nodulo che era ben più grande del mio; quindi ho praticato anche io, ma solo per 5 giorni, tale alimentazione di solo frutta e verdura per fare poi una ulteriore ecografia privatamente per vedere se fosse regredito, ma l’esito non è cambiato (sempre 8 mm).

A questo punto altro panico. Non avevo punti di riferimento di medicina alternativa da contattare e vedere personalmente anche solo per consultarmi in fretta, dato che di lì a poco si sarebbe “consumato” l’intervento. Sia mio marito che mia figlia, impanicati pure loro, non vedevano altro meglio dell’intervento così mi sono lasciata “scivolare” verso la quadrectomia.

Dopo l’intervento sono venuta a conoscenza di una dottoressa endocrinologa ma anche naturopata e iridologa la quale mi ha presa in carico dandomi un approdo nel mare in tempesta. Durante questo periodo intercorso tra la conoscenza della suddetta dottoressa e la data in cui avrei dovuto iniziare la radioterapia ho avuto modo, finalmente con calma, di avere una diversa consapevolezza rileggendo le tesine e acquistando libri nei quali si parlava di metodi alternativi alla medicina allopatica.

Queste letture e le informazioni acquisite nelle tesine mi hanno convinta alla decisione (la dottoressa ha approvato) di abbandonare tutte le “porcate” prescrittemi post intervento dai medici e, nello stesso tempo, ho preso coscienza dello sbaglio (“se estirpato, il tumore si incattivisce” cit. da tesina). In seguito ho declinato l’offerta della radioterapia e di tutti i farmaci ormonali e non.

La dottoressa naturopata mi ha prescritto una dieta rigorosa di cereali esclusivamente integrali (tutti meno frumento…forse per presenza di glifosato), pasta integrale e pasta di grano saraceno a gogò, tutte le verdure crude e cotte (tranne patate a vita e solanacee sospese solo nel periodo invernale), frutta poca.

Colazione: 1 cucchiaio di riso integrale, 1 cucchiaio di amaranto, 1 cucchiaio di quinoa e 1 cucchiaio di farro macinati e mescolati a latte di avena con gallette di riso. Niente zuccheri naturalmente, concesso a colazione tahin con malto di riso o orzo. Niente pane, neppure con pasta madre, solo pane azzimo dopo qualche mese da inizio presa in carico del mio problema. Acqua 2 litri e mezzo al giorno (dose che non sono proprio riuscita a trangugiare; tutto sospeso dopo averci provato per 3 giorni con terribili rutti e minzioni notturne che arrivavano al numero di 6 in 7 ore con annessi addormentamenti sulla tazza per sfinimento). Merenda di estratti di verdure e poca frutta.

Per un anno abbondante ho osservato questa dieta in modo scrupoloso, purtroppo (e dico purtroppo, dopo aver letto su un libro di Valdo dell’inutilità e dannosità degli integratori per quanto naturali dicano di essere) associata ad ogni sorta di integratori: dall’argento colloidale alla zeolite (dei quali pare non si abbia la certezza completa dell’innocuità), fialette di zinco nichel cobalto, vitamine, compresse per il fegato, per la circolazione, per sistema immunitario, gocce di terpeni per i brutti pensieri et cetera et cetera…Sono dimagrita di 7/8 chili nel giro di poco, ma ora ho pressochè recuperato.

Da un po’ ho sospeso gli integratori perchè mi sento bene anche senza. Al mattino bevo un bicchiere di acqua relativamente calda e poi succo di limone puro. Poi un’ora di stretching ed esercizi aerobici (5 tibetani o danza Kaoshiki), esercizi per la flessibilità della schiena imparati nell’ora di yoga settimanale. Al termine 15/20 minuti di respirazioni profonde. Poi doccia e colazione (un kiwi e una mela o un’arancia).

Non riesco a trovare il tempo, se non raramente, per una camminata di un’ora quindi faccio 30 minuti di cyclette quotidiani, salvo rare eccezioni. Abito fuori città ma nei dintorni di casa l’aria è irrespirabile a causa degli scarichi delle auto che circolano senza posa…anche questo mi impedisce di organizzarmi per la camminata quotidiana.

Abbastanza sovente faccio anche meditazione…e ho anche modificato il mio approccio con le conflittualità matrimoniali che mi opprimevano e mi facevano provare emozioni negative seguite da reazioni negative, il tutto sempre soffocato nel silenzio assoluto (da me nulla trapelava e nessuno sospettava) ma anche nella sofferenza, con l’aiuto temporaneo di una psicologa; ora questo “problema” si è notevolmente attutito ma continuo a lavorarci per gestire in modo più corretto la situazione.

Ora che ho raccontato la mia disavventura, spero chiaramente, ciò che vorrei sapere è:

  1. Aumentando la percentuale di cibi crudi e tenendo conto delle attività che svolgo ora, devo ancora eventualmente modificare qualcosa?
  2. Posso mangiare frutta senza paura degli zuccheri?
  3. Mi hanno detto frutta esotica no, quindi niente ananas, avocado, mango, banane?
  4. Anche se ho subìto l’intervento e fatto incattivire il tumore ho ancora possibilità di rimediare?

Più leggo Valdo Vaccaro e più la mia fiducia nei suoi scritti si amplifica; se mai riuscirò a leggere tutto ciò che ha scritto magari saprò camminare da sola ma, ora che sono solo una “alunna”, mi piacerebbe conoscere i suggerimenti e i punti di vista del “maestro” relativamente al mio caso.

Ringrazio in anticipo insieme a cordialissimi saluti


RISPOSTA

MILIONI DI DONNE STANNO SOFFRENDO DELLE STESSE PENE E DELLE STESSE PAURE

Post-operatorio da tumore al seno, qualcosa che riguarda purtroppo milioni di donne in tutto il mondo. Ringrazio l’esposizione ordinata e dettagliata di questa diffusa condizione femminile da parte di Rosa che, in questo modo, si rende protagonista di un importante ed ammirevole contributo di conoscenza a disposizione della comunità. Questa sua iniziativa rappresenta un atto di nobiltà e di impegno civile. Una generosità che non mancherà di ripercuotersi positivamente sulle sue sorti presenti e future.

SIAMO CIRCONDATI DA FONTI CHE CONFONDONO E DISEDUCANO

Partiamo col dire per l’ennesima volta che tutte le diete non-vegetali, non plant-based, ampiamente supportate e pubblicizzate giornalmente dal mainstream e dalle reti televisive, sono fattore fondamentale di incidenza nelle malattie cardiocircolatorie e in tutte le forme di cancro, vale a dire nelle 2 principali malattie killer del pianeta.

Questo perché il corpo umano elabora il cibo vegetale molto più agevolmente di quello animale, che per l’uomo è ostico e difficile da digerire. Decine e decine di dettagli corporali e mentali confermano tali nostre affermazioni. Ma già la sola lunghezza e complessità del nostro intestino depone senza dubbio alcuno a favore del cibo rigorosamente vegetale.

Ci stanno arrivando un po’ tutti, fuorché i sostenitori delle diete paleo che continuano a scagliarsi contro di me perché dico con franchezza la verità pura e semplice sui cibi e sugli stili di vita. Leggasi i commenti su Facebook degli amici di Panzironi all’articolo “Dieta Panzironi o dieta per cani?“.

OCCIDENTALIZZARE LE DIETE NATIVE PORTA REGOLARMENTE AI TUMORI

Un ottimo testo di base da consultare rimane “Le malattie dell’Occidente” del 1981 (titolo originale Western Diseases: Emergence and Prevention), scritto da 2 straordinari medici inglesi come Denis Burkitt e Hugh Trowell, 25 anni in varie zone rurali dell’Africa per capire meglio, per andare all’origine dei nostri problemi tuttora sul tappeto.

Notarono infatti come gli africani delle varie tribù producessero oltre mezzo kg di feci al giorno, 4 volte di più degli inglesi di Londra e dintorni, feci tenere, voluminose e quasi prive di odore offensivo), strettamente collegate al tipo di dieta vegetale adottata.

I due autori, hanno individuato 4 stadi di sviluppo nella evoluzione delle diete da quelle originarie in quelle occidentalizzate.

  • Primo stadio: Diete primitive vegetariane contenenti frutta, verdure, patate e cibi amidacei non lavorati, con salute ottimale generalizzata.
  • Secondo stadio: Inizio occidentalizzazione dieta, con innesco di obesità e diabete che prima non esistevano.
  • Terzo stadio: Sviluppo occidentalizzazione dieta, con diffusione di costipazione o stipsi, emorroidi, vene varicose e appendiciti.
  • Quarto stadio: Completamento occidentalizzazione dieta, e comparsa di malattie degenerative mai viste prima, come cardiopatie, cancro, malattie alle ossa, gotta, artrite reumatoide.

RIDURRE IL TEMPO DI TRANSITO INTESTINALE

La scelta del cibo e degli stili di vita assume dunque una importanza stratosferica. Cibi sobri, leggeri, vitali, digeribili ed innocenti, ricchi di acquosità, di fibre, di contenuto minerai-vitaminico naturale. Ma attenzione, non cibi scarsi in quantità, salvo che non si tratti di soste digiunative o riduttive pianificate.

Occorre rilevare che feci più grandi, pesanti e voluminose facilitano il passaggio attraverso il colon e facilitano la peristalsi, richiedendo minore pressione e sforzi per essere espulse. In altre parole a massa fecale consistente corrisponde un transito intestinale regolare (dalla bocca all’ano) di circa 30 ore, e non di 48 ore e ben oltre, come accade con le diete alto-proteiche ed alto-grasse di tipo occidentale. Il transito intestinale rallentato non fa che aumentare l’esposizione del corpo alle sostanze putrefattive e cancerogene che si formano all’interno.

DOVE SI CONSUMA ACIDO ASCORBICO NATURALE NON C’È SPAZIO PER I TUMORI

La vitamina C naturale (non quella sintetica), tanto per fare un esempio, migliora l’attività dei leucociti, incrementa il livello di interferone, aumenta le risposte anticorpali, moltiplica la secrezione degli ormoni timici e mantiene l’integrità della sostanza fondamentale del connettivo, ovvero il gel fortemente idratato che sta nella matrice inter-cellulare o extra-cellulare. Un maggior consumo di frutta e verdura fresca è associato a minor rischio di cancro nei diversi organi del corpo.

STIAMO ANCORATI AL NOSTRO COCKTAIL ANTI-CANCRO

Gli esseri umani hanno bisogno di una alimentazione ricca di frutta e verdure. Il cancro è il risultato di una carenza cronica e prolungata di alimenti vegetali che costituiscono il vero carburante del motore umano. Frutta e verdure principalmente crude contengono il cocktail anticancro per eccellenza, a cui siamo adattati, disegnati e concepiti. Se trascuriamo tutto questo lo facciamo a nostro rischio e pericolo.

CAVOLI E SULFORAFANO AUTENTICHE BARRIERE PROTETTIVE

Una delle fondamentali raccomandazioni della Associazione Americana del Cancro, al fine di ridurre il rischio tumorale, è di includere nella dieta crucifere in abbondanza, come cavoli, verze, broccoli, cavolini, cavolfiori, crescione, rucola, ravanelli, rape piccanti, cren, curcuma, ricche di fenoli, indoli, isotiocianati, composti solforati naturali, sulforafano e fibra, tutte sostanze classificate come anutrienti, ma tuttavia ottime come stimolanti per l’organismo nel disintossicare ed eliminare i composti chimici cancerogeni, fase indispensabile nella terapia anticancro.

Vanno benissimo anche i germogli e i succhi freschi di queste piante. Il sulforafano è considerato in America un autentico Cancer Fighter. Un inadeguato consumo di fibre vegetali risulta essere alto fattore di rischio tumorale, in particolare di tumore mammario. Ad ogni 20 grammi di fibre assunte si ha un calo del 15% di rischio tumorale. Ricordo che le carni sono totalmente prive di fibre.

OMEGA3 E SEMI DI LINO

Tener presente pure l’importanza degli acidi grassi essenziali Omega3, ricchi di lignani, fitonutrienti specialissimi e carichi di Omega3, con in testa i semi di lino (contenenti 100 volte più lignani degli altri semi). Sono una autentica front line medical therapy anche nei dolori al seno da ciclo mestruale. I lignani si trovano pure in semini vari, cereali, noci, cavoli, broccoli, carote, frutti di bosco, vegetali in genere. Ottime pure le olive e un paio di cucchiai di olio extravergine a crudo a colazione.

PREDILIGERE REGOLARMENTE SUCCHI FRESCHI

Le ultime ricerche dimostrano che questi componenti si trovano in concentrazioni molto maggiori nella frutta e nelle verdure crude, rispetto ai vegetali cotti, lavorati e conservati. Per esempio, acido ellagico, acido clorogenico e acido caffeico, tipici di mele-pere-kaki-kiwi e di altri frutti polposi, oltre che delle noci, hanno dimostrato importanti qualità anti-cancro. Mele fresche e succhi di mela contengono 100-130 mg per 100 grammi di questi preziosi componenti, mentre nei succhi di mela confezionati e pastorizzati, il contributo di tali sostanze è quasi inesistente.

ACIDO ELLAGICO E GLUTATIONE

L’acido ellagico è un potente antiossidante. Esso blocca gli effetti cancerogeni del fumo di sigaretta, di prodotti tossici, di idrocarburi aromatici policiclici come il benzopirene. È basilare attivare altri antiossidanti dell’organismo come il glutatione. Asparagi e avocado ne sono particolarmente ricchi.

Una dieta sana non deve limitarsi a contenere livelli adeguati di elementi nutritivi noti, ma deve spaziare in larga misura tra frutta e verdura di ogni tipo, di ogni area e continente (non solo pertanto a km zero), per avvantaggiarsi di tutti i nutrienti noti e soprattutto sconosciuti (si parla di 30 mila tra vitamine e fitonutrienti).

NIENTE ALCOL, NIENTE FUMO E MANTENERE IL PESO-FORMA

L’American Institute for Cancer Research (AICR) è considerato uno dei centri mondiali più autorevoli. Ha emanato preziose raccomandazioni per la prevenzione del cancro al seno, basate su una ricerca su 30.000 donne in post-menopausa.

  • Adozione urgente di plant based food, come cereali integrali, frutta, verdura e legumi.
  • Limitare o meglio ancora escludere del tutto l’alcol, visto che migliaia di donne morte per cancro al seno sono imputabili a light drinking o bere leggero. L’alcol contiene acetaldeide che si forma non appena lo portiamo alla bocca.
  • Evitare fumo attivo e passivo, sigaretta elettronica, fumo da inquinamento stradale.
  • Mantenere un normale e soddisfacente peso forma.

Già grazie a questi 4 suggerimenti si ottiene un calo del 62% del rischio di cancro. Già soltanto la dieta vegetariana abbinata alla camminata giornaliera aumenta le nostre difese sensibilmente nel giro di 2 settimane.

SFRUTTARE AL MASSIMO LE PROTEINE AEREE A COSTO DIGESTIVO ZERO

Le carni sono stracolme dell’ormone della crescita IGF-1 da proteine animali, cancerogeno. È assurdo cadere in questa trappola. Siamo infatti circondati da proteine aeree che stanno nell’aria impregnata di azoto N all’80%, con l’Ossigeno O al 20%.

Sfruttando il meccanismo dei cicli circadiani, con il ciclo ripulitivo liquido mattiniero fruttariano (ore 4 am-12) e il ciclo alimentare solido(ore 12-20 con abbondanti verdure crude a inizio pasto seguite da un piatto calorico non stracotto a completamento e saziamento, si favorisce la buona e rapida digestione con transito intestinale di 30 ore massimo e si facilita il lavoro produttivo dei batteri che ci confezionano il 90% della serotonina.

Catturando ogni raggio di sole carichiamo di vitalità elettromagnetica la retina degli occhi. Respirando profondamente durante la nostra attività aerobica e la camminata giornaliera di un’ora ci carichiamo di azoto che va nell’ipofisi.

Dormendo bene soprattutto prima e a cavallo della mezzanotte si produce abbondante melatonina che va nella pineale assieme alla serotonina dei batteri. Alla fine, durante il basilare ciclo circadiano notturno (ore 20-4 am), si attua il miracolo congiunto della produzione gratuita di proteine aeree naturali e innocenti a costo digestivo zero, da parte del trio retina-ipofisi-pineale che formano una specie di unità funzionale inter-collegata tramite micro-condotti a doppia mandata).

MELATONINA E SEROTONINA ORMONI ANTI-TUMORALI

Occorre evidenziare che la melatonina ha il potere di sopprimere le crescite cancerogene. Più alta la melatonina e la serotonina che si trasforma in melatonina e più basso il rischio di cancro al seno. Più alto l’apporto cibario di frutta e verdura cruda e maggiore il livello di melatonina nel sangue e nelle urine, è un fatto provato.

Il consumo di carne non è soltanto disgustoso e avvilente, ma è estremamente deleterio in quanto porta a un abbassamento della magica melatonina naturale, la quale non è sostituibile o integrabile con quella sintetica, visto che nulla di sintetico viene veramente assimilato dal corpo ma produce solo dannosa stimolazione e tachicardia.

La camminata e l’attività aerobica giornaliera, la pedalata, la nuotata, la danza non hanno nulla a che vedere con la cyclette o con l’allenamento muscolare in palestra, utili ma non decisivi e non sufficienti.

AMMINE ETEROCICLICHE, AGE E NITROSAMMINE

Il National Cancer Institute richiede pure di evitare le ammine eterocicliche, ovvero gli HCA (idrocarburi policiclici aromatici), tipici di tutti i tipi di carne cotta a oltre 100-110°C dove si forma la micidiale acrilammide.

E richiede di evitare pure gli AGE (advanced glycation end products) da reazione non enzimatica tra zuccheri e aminoacidi (o reazione di Maillard). Da rilevare che gli AGE si trovano pure nelle carni crude e nel pesce crudo.

Il PhLP (phenlimidazo-pyridine), una delle più abbondanti ammine eterocicliche della carne cotta, si forma ad alte temperature dalle reazioni tra creatinina e creatina, tra zuccheri ed aminoacidi. Il PhLP cade a livello zero entro le 24 ore se si smette rigorosamente di assumere carne.

Nitriti e nitrati di per sé non sono cancerogeni, ma quando si trasformano in nitrosammine il discorso cambia. Tale trasformazione avviene ad ogni pasto carneo. Da rilevare che nitriti e nitrati del mondo vegetale non causano danni grazie alla vitamina C, al glutatione e agli altri antiossidanti contenuti nei vegetali. Le nitrosamine mettono pure a repentaglio il sistema renale.

SOSTENERE L’OPZIONE CARNIVORA COI DATI OGGI A DISPOSIZIONE È PURA FOLLIA

La carne cotta è associata al rovinoso aumento di cancro al seno, cancro alla prostata e cancro a stomaco e colon. Eppure c’è gente che continua a blaterare e difendere il consumo di carne.

Le donne che mangiano carni grigliate ed affumicate o carni al barbecue subiscono un 47% di incremento medio di rischio-tumore al seno. La Iowa Women Health Study ha rilevato che mangiando prosciutto, bistecche e hamburger l’aumento di rischio di cancro al seno si ingigantisce di 5 volte, del 500%.

LE STATISTICHE SUL CANCRO AL SENO RIVELANO MOLTE COSE

Un healthy lifestyle aumenta decisamente le possibilità di sopravvivenza. Uno studio su 1500 donne americane ha rilevato che già mangiando 5 e oltre porzioni di frutta e vegetali crudi al giorno, e camminando-respirando per un’ora si ottengono risultati notevolissimi.

Le donne asiatiche, purché non soggette a diete di tipo occidentale, e pertanto legate a riso integrale (intenerito la notte precedente alla cottura nell’acqua), legate a prodotti alla soia, ad alghe, a manghi, a guava, a banane e patate dolci, e a zero formaggi e latticini, corrono un rischio di tumore mammario inferiore del 30% rispetto a quelle occidentali.

La tendenza delle donne occidentali 35-50enni verso il cancro al seno è 7 volte maggiore (700%) maggiore che in Giappone. L’incidenza di cancro al seno è molto più alta nei paesi dove si adottano diete alto-grasse includenti carni e latticini. La western diet produce deprecabili peggioramenti a livello di microbiota intestinale e di sistema biliare.

Con una dieta vegetariana a basso contenuto di grassi i livelli di prolattina, altra responsabile cancerogena, decrescono del 40-60% nel giro di 4 settimane. Celebre il caso della dr Kristine Nolfi, medico danese, capace di guarire da grave forma di cancro al seno adottando una dieta del 100% vegan-crudista.

SITUAZIONI PRE-TUMORALI E APPARIZIONE DI CISTI

Il problema cancro è tutto sommato di semplice spiegazione e di semplice soluzione. Si tratta di mantenere il più possibile pura e funzionale la propria costituzione e il proprio milieu interieur.

L’apparizione tumorale dipende infatti da:

  • Fluidità del sangue che già determina il grado di condizione pre-cancro
  • Alterazioni ormonali (i contraccettivi comportano ad esempio insorgenza di cisti al seno o cisti pre-cancro entro 2 anni nel 90% delle donne).

Le cisti al seno appaiono prontamente, ma si ritraggono altrettanto rapidamente non appena si rettifica la dieta nei giusti criteri.

RIVALUTAZIONE ESPERIMENTI DI CAMBRIDGE 2000

Se il tumore mammario rimane malattia killer, particolarmente in Italia con 50.000 donne colpite ogni anno, la colpa sta nella ignoranza cronica sulle pratiche salubri a disposizione, nonché nella perversa e ignobile disinformazione di chi pensa solo a fare cassa e a guadagnarci sopra.

Ogni giorno insalata, cicoria, bietole, cavoli, radicchi, spinaci, dolcetta, conditi con olio extravergine e limone (o anche con aceto madre), ogni giorno abbondanza di folati e gruppo B a salvaguardia delle delicatissime cellule mammarie e si ottiene un calo netto di rischio del 68%.

Tre volte al giorno frutti di vario colore come il viola (more-mirtilli-prugne-uva), come il giallo (arance, melone, albicocche, kaki, manghi, ananas, papaia, avocado), come il rosso (mele-fragole-ciliegie-pomodori-lamponi-ribes), come il bianco (banane, pere, patate), e si ottiene una vasta gamma di molecole naturali come antocianine, carotenoidi, quercitina, fisetina.

Non serve bere troppa acqua, a patto di assumere più acqua biologica dalla frutta acquosa e dalle verdure crude ben masticate. Dopotutto vengono rivalutati gli esperimenti di Cambridge 2000, e quelli successivi di Oxford e di Stoccolma, chiamati five-per day, seven-per-day e twelve-per-day.

I TEMI SONO QUELLI SOLITI, BASATI SUL VEGAN-CRUDISMO TENDENZIALE E SUL BUON SENSO

L’attività fisica aerobica, il sole, la respirazione, il trasudare, l’equilibrio termico tra mucose interne e pelle esterna, riducono l’accorciamento dei telomeri, la parte finale dei cromosomi soggetta a invecchiamento cellulare precoce e a insorgenza tumorale.

Girala e voltala come ti pare ma il prodotto non cambia. Le mie tesine sul cancro al seno stanno da anni sul blog e contengono tutto quanto serve. In questo mio scritto odierno ho scomodato due medici inglesi straordinari come Burkitt e Trowell, e due medici ricercatori americani celebri come Michael T. Murray e Michael Greger, per concludere che continuiamo a sostenere pressappoco le stesse cose.

RISPOSTA SPECIFICA ALLE DOMANDE DI ROSA

Rispondo alle domande di Rosa confermando al punto 1 che va aumentata la quota di crudo arrivando verso una percentuale del 70-80%.

Al punto 2, vanno bene tutti i frutti senza timore alcuno, visto che il fruttosio al naturale, essendo immerso in acqua biologica mineral-vitaminizzata, viene facilmente accettato e filtrato dai reni.

Al punto 3, massima approvazione per la frutta esotica, specie mango, ananas, papaia e banane. Il km zero va benissimo d’estate e d’autunno, ma per il semestre invernale va necessariamente integrato con frutta e verdura fresca dalle regioni mondiali a stagioni invertite. Dopotutto, grazie alla rapidità dei trasporti aerei, non fa molta differenza tra il portare le arance dalla Sicilia, e portare in abbondanza e regolarità, a prezzi popolari e accettabili, mirtilli dal Perù, uva e pere fresche dal Cile, ananas dalla Costa d’Avorio e ciliegie dal Sud-Africa.

Al punto 4, la possibilità di rimediare a tutti gli errori e alle gravi interferenze subite esiste sicuramente e occorre crederci. Tutto dipende dalla voglia di capire le cose, dalla voglia di vivere, dall’indice di rigenerazione del sistema immunitario, dalla efficienza residua degli emuntori principali come fegato-reni-pelle, dallo spirito combattivo e sereno della paziente, dalla capacità delle proprie difese naturali di prevalere sulla rivalsa cancerogena del corpo chiamata recidiva.

I NUMERI E LE QUALITÀ PER VINCERE NON MANCANO: DIAMOCI DENTRO

Sta al pubblico femminile cambiare registro e fare in modo di saper distinguere tra chi divulga i buoni consigli e chi no, e nel passare poi coerentemente alla applicazione pratica.

Ribellarsi all’ultimo istante, o a giochi quasi ormai fatti, è sempre auspicabile e lodevole, ma diventa un muoversi sul filo del rasoio. La Rosa tuttavia dimostra di avere tutti i numeri per vincere questa sua partita e per dare a se stessa delle autentiche soddisfazioni, riconquistando l’amore per se stessa e la propria autostima, valori che contano almeno quanto la stessa sopravvivenza.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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