IMPENNATA DEL POTASSIO, IPERTENSIONE E CEDIMENTO ALLA DIALISI

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LETTERA

DA UNA SETTIMANA SONO IN DIALISI

Egr. Dr Valdo Vaccaro, Le ho scritto, ottenendo pronta e cortese risposta, due volte: il 4/7/2014 e il 17/12/2014. Le confidai di temere la dialisi come una sciagura. Purtroppo, quel che allora paventavo è oggi orrenda realtà. Da una settimana. Deve sapere che so di essere malato di IRC dal novembre del 2009. Cominciai con 1,6 di creatinina, ipertensione abbastanza sotto controllo e un po’ di colesterolo.

CINQUE ANNI PERSI IN VANGELO MEDICO E SPECIALISTI VARI

Mi affidai ad un primario, noto nella regione come eccellente specialista. Ogni tre mesi mi facevo visitare ed eseguivo i suoi consigli e prescrizioni come il vangelo, per cinque anni. Tuttavia dovetti amaramente constatare, nella primavera del 2014, che la malattia (ineluttabilmente progressiva, secondo la medicina ufficiale) aveva cambiato passo e si era messa a galoppare. Spaventato consultai, uno dopo l’altro, altri quattro specialisti. Tutti concordemente mi dissero che avevo ben poco da fare. L’unica terapia per sopravvivere era la dialisi.

IGIENISMO POSITIVO PER DIVERSI MESI MA INTERRUZIONE DOVUTO ALLA IMPENNATA DEL POTASSIO

Disperato cercai aiuto fuori dalla nefrologia (fasulla e impotente). Conobbi Lei, dr Valdo e, pieno di speranza, iniziai a percorrere un’altra strada, quella dell’igienismo. Costatai qualche entusiasmante risultato e certamente avrei proseguito con impegno e costanza. Ma un enorme macigno mi sbarrò la strada. La mia benefica dieta vegetariana e crudista provocava, senza rimedio, l’impennata del potassio nel sangue. Il che la rendeva, di fatto, ulteriormente impraticabile. Provai a continuare, con flessibilità e buon senso, alla luce delle Sue tesine. Ma il problema del potassio che, come sa, può essere letale, si rivelò insormontabile, puntuale ed estremamente minaccioso.

CON LA PRESSIONE ARTERIOSA A 240 HO DOVUTO CEDERE

Volevano che iniziassi la dialisi già nel gennaio di quest’anno. Ho cambiato medico. Ma anche quello nuovo, nell’aprile scorso, mi disse che era arrivata l’ora di iniziare. Trasgredii e stiracchiai l’inizio finché ho potuto, ma quando, tredici giorni fa, la pressione arteriosa schizzò a 240, rischiando di uccidermi, dovetti arrendermi. Ora sono prigioniero.

VORREI FARE UN ULTIMO TENTATIVO

Le chiedo se conosce qualcuno che, già in dialisi, e riuscito ad uscirne, vivo e senza trapianto. Vorrei tentare, preparandola a puntino, l’ultima sortita, prima di uscirne in posizione orizzontale. Le resto grato se, gentilmente, vorrà darmi una chiara risposta. Cordiali saluti.
Carmelo

*****

RISPOSTA

DEMONIZZARE IL POTASSIO DEI CIBI VEGETALI E NON COTTI PORTA FUORI PERCORSO

Ciao Carmelo. Ti posso assicurare che demonizzando il potassio non si va da nessuna parte. Sarebbe come demonizzare l’ossigeno. Il potassio è infatti un minerale indispensabile per il corpo umano. L’iperpotassiemia è solo un sintomo di meccanismi complessi e occorre ricomporre con pazienza l’equilibrio mediante sensati ritocchi e senza isterismi dogmatici contro i cibi fondamentali del regno vegetale. Ma rivediamo l’intera situazione e parliamo del sistema renale. I pochi mesi dedicati all’igienismo non so con quale rigore e quale livello di fiducia e di determinazione, dettagli fondamentali per ottenere risultati, mi fanno pensare a diverse colpe ed imperfezioni da parte tua.

DESCRIZIONE DEL LAVORO DI FILTRAGGIO RENALE

La funzione dei reni consiste nel filtrare costantemente il sangue giorno e notte per tutta la vita, sottraendogli tutte le sostanze estranee che sono l’urea, l’acido urico, i cloruri ed i sali minerali inorganici, i residui di farmaci e di vaccini, i minerali inorganici di integratori, di verdure cotte, di cibi cotti, di cibi conservati e di acque alcaline ad alto residuo fisso.  Qualsiasi intralcio anche minimo al lavoro eliminativo dei reni produce un affaticamento renale con simultaneo avvelenamento ed addensamento del sangue.

EVITARE IL SOVRACCARICO RENALE

Se esiste normalità digestiva da virtuose scelte alimentari e comportamentali, il corpo è in massima efficienza e salute, per cui il lavoro renale procede senza intoppi nella eliminazione di scorie, come da suo compito istituzionale. Ma, se c’è invece accumulo di impurità superiore alla capacità filtrante, subentra un sovraccarico renale. Respirando aria viziata, respirando male e respirando corto, aumentiamo il lavoro dei reni. Ingerendo proteine animali, cibi tossici, cibi stracotti, prodotti conservati, forziamo l’attività renale. Ostacolando la ventilazione, l’esposizione solare e la traspirazione della pelle obblighiamo i reni a maggiori incombenze.

ALIMENTAZIONE FAVOREVOLE

Cibo vitale e crudo significa minerali organicati, ricchezza di acqua biologica, di succhi zuccherini, di clorofilla verde, dove esiste assimilazione ottimale e dove le eventuali eccedenze sono smaltibili facilmente, cose che non accadono col cibo cotto e devitalizzato. Per favorire reni e vie urinarie i rimedi si chiamano cavolo, crescione, mirtillo, lampone, ribes, more, bacche di ginepro, lattuga, radicchio, porro, portulaca, rafano, rape, ravanelli, bietole, tarassaco, uva, zucca, the di malva, piantaggine, fitolacca (getti primaverili e radici). Il dr Mackenzie Walser, medico americano della John Hopkin Clinic, ha sviluppato nel 2006 una terapia dove tutte le proteine animali vengono eliminate e rimpiazzate da vegetali crudi e frutta, rendendosi conto che basta una funzionalità renale minima e non inferiore del 2% per evitare la dialisi.

I CASI DI RIPESCAGGIO DALLA DIALISI ESISTONO FUORI DALL’AMBITO MEDICO

Servono ovviamente strategie aggiuntive di supporto come movimento, esercizio e respirazione. Non mancano abbondanti casi di ripristino normalità e di ripescaggio dalla dialisi citati nella letteratura e nei record delle cliniche igieniste e naturopatiche. In campo medico di certo non accadono. In un certo senso hanno ragione i nefrologi definendo l’insufficienza renale inguaribile. Inguaribile coi metodi e i protocolli ufficiali di una medicina che ignora le leggi della natura (causa ed effetto, corpo auto-guarente, differenze fondamentali tra minerali inorganici ed organici, differenze tra cibo vitale e cibo devitalizzato, e tanto altro ancora).

PRESSIONE ARTERIOSA ALTA O IPERTENSIONE

L’unità di misura torr può essere espressa anche in termini di mmHg (1torr = 1mmHg) e prende il nome dal fisico e matematico italiano Evangelista Torricelli, creatore del barometro e del vacuometro. La pressione ideale è quella che si ha intorno ai 18 anni, con un massimo sistolico di 115-130 mmHg e un minimo diastolico di 75-85 mmHg. L’ipertensione, su livelli superiori ai 240, è causa di infarto, di ictus, di aneurismi (o dilatazioni pareti arterie) e di insufficienza renale.

CAUSE DI PRESSIONE ALTA

La pressione alta deriva da 1) Colesterolo LDL alto, 2) Trigliceridi alti, 3) Omocisteina alta, 4) Insufficienza renale, 5) Fumo, 6) Alcol, 7) Assunzione proteine e grassi animali, 8) Vita sedentaria.

RIMEDI CONTRO LA PRESSIONE ALTA

Zero sale e basso apporto di sodio (non oltre 1500 mg/giorno, dove mezzo cucchiaino di sale da cucina ne contiene già 1200 mg, mentre in tutti i cibi cotti abbonda), zero zucchero, zero caffè, the e cole. Ottimi invece aglio, cipolla, porro, mirtilli, fragole, olive, alghe, uva, biancospino infuso. Indispensabile la camminata giornaliera di almeno mezz’ora o meglio di un’ora a ritmo sostenuto, abbinata a respirazione ritmata, profonda, addominale. Ottimi gli esercizi tipo yoga, tai-chi e qigong (movimenti lenti e meditazione). Tenere inoltre bassa la renina, enzima renale che aumenta la pressione. Per le leggi dell’omeostasi, il rilascio di renina è stimolato da condizioni di ipotensione, ipovolemia (ridotto volume ematico), iponatriemia (ridotte concentrazioni di sodio nel sangue) ed iperpotassiemia (alte concentrazioni di potassio nel sangue).

IPERPOTASSIEMIA

I reni ammalati non filtrano e non adempiono i loro compiti, per cui il potassio non filtrato si accumula. Cause di iperpotassiemia sono 1) Insufficienza renale, 2) Squilibrio pressione, 3) Disidratazione, 4) Eccessivo apporto di potassio nella dieta (ridurre drasticamente caffè, the, cole, cacao, banane, avocado, latticini, arance ma non gli altri agrumi), 5) Uso di diuretici che impediscono l’escrezione di potassio, 6) Morbo di Addison o insufficienza surrenale, 7) Ipoaldosteronismo.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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