TENTATIVO DI EMANCIPAZIONE DALLA EMODIALISI RENALE

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LETTERA

Buongiorno Valdo, non so se si ricorda di me, sono una ragazza di 32 anni. Qualche tempo fa la contattai perché avevo 8 di creatinina, in preda alla paura. Purtroppo con il passare del tempo e a causa di qualche spiacevole evento in famiglia, mi sono lasciata andare e sono arrivata a toccare il fondo, portando la creatinina a 22 e sentendomi male.

Qualche giorno fa sono stata portata di urgenza in ospedale per liquido nei polmoni e piedi gonfi. Mi hanno messo in dialisi di urgenza ed attualmente sono sottoposta a questa terapia. Avevo 22 di creatinina, 4 di emoglobina 308 di azotemia e piedi gonfi.

La mia è una richiesta di aiuto a cuore aperto. Pensa che ci siano speranze di riprendere la funzionalità renale anche se ho iniziato la dialisi? Dicono che perderò la diuresi.

Mi hanno pure detto di bere poco e non assumere troppa frutta e verdura in quanto dializzata, ma tutto questo è in contrasto con quanto Lei invece suggerisce.

Allora che terapia devo seguire? Sono stata costretta a fare dialisi. Stavo malissimo quasi in stato di coma. Adesso i valori sono tutti quasi nella norma, ma non mi arrendo alla dipendenza dalla macchina e credo nella guarigione del corpo. La prego mi dica se ancora c’è una chance per me. Grazie e saluti.
Paola


RISPOSTA

CREATININA COME MATERIALE ESCREMENTIZIO

La creatinina è una sostanza-rifiuto ovvero un materiale escrementizio che produciamo quotidianamente in proporzione alla nostra attività muscolare. Questa deve essere eliminata al più presto possibile, e ciò può avvenire in primo luogo per via renale e in secondo luogo per via cutanea. Infatti i reni sono considerati come il maggior organo eliminativo dell’organismo.

Se la creatinina rimane alta significa che i reni non stanno lavorando al meglio, per cui si parla di insufficienza renale o di scarsa filtrazione renale, o di Bright disease, o di glomerulonefrite. Il criterio igienistico tuttavia non è quello di operare sul sintomo, che in questo caso è la creatinina alta, ma sui fattori causanti.

FUNZIONE RENALE CRITICA A LIVELLO DI MASSA

Ai reni vengono affidati compiti ingrati e di grande rilievo nel contempo, come quello di mantenere il sangue pulito e dolce, alcalino al punto giusto. Sebbene siano stati concepiti come organo resistente alle tossine, hanno pure essi dei limiti e spesso vengono sopraffatti dal continuo eccesso di lavoro e dalla irritazione che sono costretti a sopportare.

Avere a che fare con sangue fluido e scorrevole facilita il lavoro renale. Ma se invece il sangue è denso e catramoso, il lavoro renale diviene improbo e insostenibile. Oggi è raro trovare gente dotata di sangue ottimale e di reni in ottime condizioni.

Molto più facile scoprire soggetti con il sistema renale degenerato e malmesso. Poche persone si rendono conto della tremenda tassazione continua a cui sono sottoposti i reni a causa delle troppe offese e pressioni legate agli attuali insostenibili ritmi di vita.

L’individuo comune non si cura mai di controllare l’ammontare di veleni che introduce quotidianamente nel corpo come cibi, bevande, medicinali e vaccini.

Le cause di creatinina alta hanno diversi nomi come insufficienza renale, calcoli renali, danni ai vasi renali, cattiva circolazione, azotemia, pressione alta, diabete, uso di farmaci (specie antibiotici, diuretici, analgesici, cortisonici, aspirine).

Tabacco, alcol, tè, caffè, cole, integratori sintetici o minerali inorganici, aria inquinata, metalli pesanti tipo mercurio, arsenico, piombo, cloro, sale da cucina, cibi cotti, cibi alto-proteici, sono tutti ingredienti da evitare.

IMPORTANZA PRIORITARIA DEL DIGERIRE BENE

La parola sepsis in greco significa putrefazione. La patologia renale dipende spesso dalla sepsi assorbita dal tratto gastrointestinale. I fegati sani e non intossicati difficilmente vanno a provocare complicazioni renali.

La gente astemia e sobria, quella che sa mantenersi libera e sgombra nel corpo e nella mente, libera da farmaci, vaccini, visite, paure, ansie e preoccupazioni, non si ammala di niente, questa è la semplice verità.

Tuttavia, la decomposizione delle proteine diventa putrefazione e sepsi, ovvero venefica virulenza del tratto intestinale che raggiunge i reni per la eliminazione finale.

Mangiare troppo, mangiare cibi cotti, mangiare carne cotta nemica acerrima del sistema renale umano, mangiare salumi crudi e cotti sottoposti a salatura, mangiare di frequente, mangiare combinazioni di cibi impropri, mangiare quando la digestione è compromessa o sospesa, mangiare quando il potere digestivo è assente porta a condizione settica dell’intestino.

Mangiare carni, pesce, formaggi, fritture, salatini, dolciumi, torte, tartine, gelatine, marmellate, prodotti di pasticceria, budini, cremine, gelati, nutelle, cioccolato al latte, porta inevitabilmente a intossicazione gastrointestinale.

Tutte le malattie renali vengono comunque provocate da sostanze estranee alle esigenze del corpo e nocive ai reni, come urea, ammoniaca, acido urico, cloruri.

TOSSIEMIA INTERNA ED ENERVAZIONE CORPORALE TRA I PRIMI RESPONSABILI

In una persona dalla scorza dura e forte, ovvero dal sangue fluido e puro e dalla condizione nervina ottimale il problema può anche superarsi in scioltezza, ma se la funzionalità dei reni è molto bassa come spesso succede, si scivola inevitabilmente nella crisi renale. Tant’è che tossiemia ed enervazione sono cause primarie e basilari della sindrome di Bright, dal medico inglese Richard Bright (1789-1858).

DIETA VITALE, CRUDISTA, ACQUOSA E VIBRAZIONALE

Quello che serve di più e con urgenza è il ripristino della normalità digestiva. Questo lo aveva ben capito uno dei maggiori nefrologi mondiali, il prof Mackenzie Walser della Columbia University. Riusciva a evitare la dialisi purché la funzione renale non scendesse sotto il 2%.

Niente farmaci e niente integratori, ma priorità assoluta a una pronta eliminazione di scorie e di tutti i cibi proteici, rimpiazzando i cibi proteici con cibi vegetali di tipo crudo e acquoso.

Lo aveva capito pure il dr Stan Malstrom, celebrità americana e mondale nelle Herbal Sciences e nelle Terapie Naturali, autore di Own your own body (Prendi possesso del tuo corpo). Tutti concordi per una vital-life diet, per una dieta cruda e vitalissima ad alta resa vibrazionale sulla scala Simoneton.

Tutti d’accordo per qualcosa di molto simile al vitto valdiano che propongo da sempre sul blog, ovvero a un vegan-crudismo tendenziale, sostenibile e personalizzato, e a maggior ragione, in questo specifico caso, più marcatamente crudista e acquoso del solito, vista la necessità di incrementare l’apporto di acqua biologica.

CONTROMISURE NATURALI ALL’INSUFFICIENZA RENALE

Innanzitutto anguria, pesche, uva, mirtilli, more, mele nuove e biologiche inclusa la buccia ben masticata che contiene fibra, vitamina A, quercetina, triterpenoidi antitumorali, acido ursolico, polifenoli, pectina contro colesterolo e ipertensione e stitichezza.

La buccia della mela aiuta in modo specifico ad eliminare l’acqua in eccesso nel sistema pleurico-polmonare. Si possono anche usare abbondanti infusi di malva, di ortiche, di tarassaco e di camomilla.

Importante svolgere regolare attività fisica abbinata a respirazione addominale profonda e ritmata, in preferenza camminate, bicicletta, nuoto in acque non clorate artificialmente, importante esporsi al sole, importante traspirare e trasudare, importante il ricorso a frizioni di acqua fresca su tutto il corpo e a frequenti bagni all’area genitale essendo l’acqua-terapia essenziale per la circolazione.

LUNGO ELENCO DI AMICI DEL SISTEMA RENALE

In aggiunta ai vegetali citati, ricordo pure che nella abbondante lista di amici del sistema renale vanno annoverati in funzione antiurica limone e succo di limone allungato, cardo, carciofo, carote, ananas, sedano, pompelmo, mango, corbezzolo, ciliegie, tarassaco, radicchio, avocado, acqua di cocco, prezzemolo, fragole, ribes, uva spina, pere.

Particolare rilevanza il piatto di esordio a base di verdure crude ben masticate, sia a pranzo che a cena, seguito da un secondo tipo zuppa di verdure (cottura breve intorno ai 15 minuti), o riso con verdure, o orzo con verdure, o grano saraceno, oppure miglio.

La frutta acquosa va concentrata in mattinata e nel tardo pomeriggio. Opportuno rispettare i cicli circadiani, sfruttando in particolare la preziosa attività regolatrice dell’organismo durante le ore notturne.

BASILARE IL MIGLIORAMENTO DELLA FORMULA DEL SANGUE

La nefrite cronica ha la stessa eziologia di quella acuta ma è più grave perché attacca in profondità il nefrone, compromettendone la funzione.

A quel punto cloruri ed urea non vengono prontamente eliminati e si accumulano nel sangue pervertendone la formula e causando edemi o gonfiori, ovvero processi infiammatori con aumento patologico del liquido interstiziale, causando ipertensione arteriosa, causando nefrite azotemica.

LA GUARIGIONE NON È AFFATTO UN MIRAGGIO

Per quanto concerne il ritorno alla normalità, alla funzionalità renale e alla guarigione, nessun dubbio che si riesca a guarire, purché ci sia fiducia in se stessi, fiducia nella auto-guarigione e nei metodi prescelti per facilitarla.

La persistenza nella strada giusta porta sicuramente al ripristino della normalità, a patto di stare alla larga dai farmaci e dalle dipendenze, e a patto che si adotti al più presto un corretto stile di vita, alternativo a quello che ha causato i problemi in corso. Tutte cose che non appartengono purtroppo al sistema medico convenzionale.

EMODIALISI COME INTERVENTO MEDICO DI EMERGENZA

Per quanto concerne il ricorso alla emodialisi, si tratta ovviamente di intervento medico di emergenza, probabilmente giustificato e comprensibile in via temporanea. Assai meno condivisibile se inteso in senso stabile e pertanto a vita, conformemente ai criteri sanitari. Non certo una passeggiata. Tutt’altro che una passeggiata.

Al contrario, si tratta di una esperienza drammatica. La dialisi è gestita ovviamente dal sistema medico sanitario, con criteri e regole specialistiche coerenti con l’obiettivo di mantenere in vita il paziente attuando quella filtrazione del sangue che i reni non riescono più a compiere.

Il problema non è quello di criticare il sistema della emodialisi, che rappresenta un vero e proprio metodo salvavita nella fase di estrema emergenza, ma quello di ripristinare la normalità ridando capacità filtrativa ai reni del paziente, staccandolo dalla dipendenza della macchina e dalle cure di contorno previste dal repertorio medico, con criteri diversi da quelli previsti nella visuale igienistica.

EMANCIPAZIONE DALLA EMODIALISI

Credo che l’obiettivo più sensato, per uno che voglia e che possa rientrare nel campo della Health Science, sia quello di staccarsi al più presto, con coraggio e senso di responsabilità, dalla dipendenza verso la macchina e verso le scelte di contorno, farmacologiche ed alimentari, prescelte dai medici addetti a questo tipo di rimedio d’emergenza.

Non mi risulta che la medicina creda troppo in questo tipo di emancipazione, né mi risulta che si dia da fare in questa direzione. Mancano pure le statistiche sul numero di casi di gente che ce l’ha fatta, mancando i grandi numeri per fare questo tipo di calcoli.

Non viene data alcuna speranza di recupero, e già questo è di estrema gravità sul piano fisico e mentale. Non va dimenticato in nessun istante che la emodialisi rimane essenzialmente un massiccio intervento sul sintomo e non sui fattori causanti!

IL VERDETTO MEDICO NON È SCIENTIFICO E TANTO MENO DIVINO

Al massimo si concede al paziente di fornirsi di una macchina per la dialisi domiciliare, sempre con la prospettiva di una dipendenza a vita: un concetto dogmatico e pessimista che non rientra nella filosofia e nei metodi della Health Science.

Ovvio che se è il paziente stesso a non possedere la forza, la determinazione ed anche la preparazione igienistica di sottrarsi a questa dipendenza, prendendosi tra l’altro ogni responsabilità di tale atto, nessuno al mondo lo può aiutare.

La parola abulia deriva dal greco (a=privativo e boulomai=volontà). Essere abulici, essere ipocondriaci, essere rassegnati significa accettare il verdetto medico come si trattasse di una sentenza divina, il che è insensato oltre che autolesionistico.

Tesine da leggere sono:

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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