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INSONNIA, DEBILITAZIONE ED HERPES ZOSTER

da 22 Mar 2018Herpes zoster, Insonnia

LETTERA

Ciao Valdo, Ti scrivo sulle mail che ci siamo scambiati qualche hanno fa. Sono vegana dal 19-01-2015 e ho avuto anche dei momenti difficili, ma soprattutto ho goduto dei giovamenti che solo chi prova questo tipo di alimentazione può capire. Energia, forza, allegria e serenità. Ci sono stati in questo percorso molti progressi e credimi non cambierò mai più! Non prendo farmaci da anni, anche prima del 2015 perché con i miei problemi di intestino non lo avrei mai sopportato.

STANCHEZZA FUORI DELLA NORMA E FUOCO DI SANT’ANTONIO

Vengo al dunque. Sono mesi che accuso una stanchezza fuori dalla norma, faccio fatica a camminare, non combino più niente, anche al lavoro prendo delle ore di ferie per tornare a casa prima. Ho pensato sia l’inizio alla menopausa, ma ora a distanza di mesi mi è uscito il fuoco di Sant’Antonio con sfoghi, bruciori, prurito, fitte, oltre che forti reumatismi alle braccia e gambe. Sono sfinita, come una torcia senza pile.

LA MIA GIORNATA TIPO

  • Colazione: spremuta di 4 arance da dicembre a marzo oppure anguria d’estate. Alterno pompelmo oppure ananas e carote o mela zenzero carote sedano a periodi alterni.
  • Pranzo: una banana o cachi con dei grissini.
  • Spuntino: un frutto o finocchio o peperone.
  • Cena: insalata varia cruda, minestrone, verdura cotta, legumi, patate ogni tanto pasta o riso.

Nel corso della giornata: mandorle, noci e semi di cardamomo.
Alla sera mi gratifico con un bicchiere di vino.

INSONNIA STABILE

Per i problemi di intestino non mangio di più a pranzo per evitare complicazioni nella giornata lavorativa. Dormo solo le prime ore della notte e come se avessi una sveglia in corpo. Dalle ore 2.30 sempre sveglia e non dormo più. Non capisco cosa mi stia succedendo. È come se fossi andata in tilt. Se mi potessi dare un consiglio lo prenderei come un bicchiere d’acqua ad un assetato. Grazie mio caro Valdo, grazie di cuore.
Sara


RISPOSTA

PATOLOGIA MULTIFATTORIALE

Ciao Sara. Dalla precedente corrispondenza mi rendo conto che di traversie ne hai avuto parecchie. Il Fuoco di Sant’Antonio o Herpes zoster è una patologia virale che colpisce la pelle con pustole ed arrossamenti e le terminazioni nervose del cervello e i gangli delle radici dorsali dei nervi spinali, dove coinvolge la guaina mielinica che riveste i nervi. Il nome deriva dall’intenso dolore dell’esantema, e dalla presenza nel corpo di una sensazione di fuoco. Sant’Antonio era infatti il protettore non solo degli animali, ma anche del fuoco. Rileggere la mia tesina “Varicella adolescenziale ed Herpes Zoster”.

Dire che la malattia è causata da un problema virale e quindi da un intasamento di cellule morte è però soltanto una ipotetica semplificazione. In realtà si deve parlare di patologia multifattoriale derivante da prolungati stress, da calo delle difese, da insofferenza al clima, da scarsità di sole, da poca attività fisica, da alimentazione precaria e pertanto dai soliti e comuni errori di percorso.

DIETA PURIFICANTE E RIVITALIZZANTE

La cosa migliore da farsi è darsi un periodo di riposo, atto a ripulire il corpo con dei succhi di frutta e magari ricorrendo poi a uno o due giorni di digiuno, passando poi a una dieta progressivamente rivitalizzante, con incremento di frutta acquosa al mattino e di verdure crude ben masticate a pranzo e cena come primo piatto di esordio (radicchio, carote, ravanelli, cavoli, tarassaco, valerianella), seguito da secondo piatto di vegetali cotti come patate, zucche, spinaci, asparagi, carciofi, topinambur, ortiche, melissa.

RIMEDI NATURALI

Una delle piante più efficaci risulta essere la melissa, utilizzabile nelle minestre di verdure, nel risotto, tra le verdure in padella, ed anche come infuso. La melissa è considerata un potente rimedio anche contro l’herpes zoster. Per le cure esterne va bene il gel di aloe nonché l’olio di iperico. Altra soluzione sta nell’immergersi in un bagno tiepido in vasca per 15 minuti per una settimana circa prima di andare a letto, dopo aver fatto sciogliere nell’acqua uno o due pugni di farina d’avena o di amido di mais.

STRATEGIA COMPORTAMENTALE IN 3 PUNTI

Basilare nel caso qui trattato rispettare i cicli circadiani (ciclo ripulitivo 4 am-12, ciclo alimentare 12-20 e ciclo assimilativo 20-4 am). Di particolare importanza il ciclo assimilativo dove si dovrà sfruttare al meglio e al massimo l’assunzione della somatotropina, fattore di crescita naturale e cibo proteico aereo che il corpo è in grado di elaborare a costo digestivo zero, purché vengano rispettate alcune regole.

Per massimizzare questo ormone proteico chiamato somatotropina ci si dovrà nutrire bene durante il giorno. Sarà inoltre necessario:

  1. Fare il pieno di aria pura mediante respirazione ritmata e diaframmatica non corta (onde caricare l’ipofisi di azoto)
  2. Assorbire luce solare mattutina guardando a occhi socchiusi verso il sole per 20 minuti al giorno (onde caricare la retina di forza elettromagnetica solare)
  3. Coricarsi presto non oltre le 22 visto che le ore prima di mezzanotte valgono il doppio (onde caricare la pineale di serotonina giornaliera e di melatonina notturna, ormoni del benessere e della felicità).

Alla fine, grazie all’Unità Funzionale costituita da ipofisi-pineale-retina, e grazie alle sostanze citate azoto-sole-melatonina, ci sarà un forte miglioramento del sonno notturno e un rafforzamento dell’energia corporale, ed in più si formerà quella somatotropina che andrà ad integrare e a compensare la precaria alimentazione in corso, dovuta a problemi intestinali di varia natura da te lamentati.

Questa strategia vale ed è vantaggiosa per tutti coloro che soffrono di problemi digestivi, epatici, renali, gastrointestinali. Il miglioramento climatico alle porte darà certamente una mano. Fondamentale rasserenarsi e dipanare ogni ansia ed ogni paura. Fondamentale avere fiducia in se stessi. Senza questi due ingredienti finali nulla si ottiene.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER

Valdo Vaccaro è orgogliosamente NON-medico, ma igienista e libero ricercatore. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni presenti su questo sito hanno solo scopo informativo, non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

Scritto da Valdo Vaccaro

Valdo Vaccaro, classe 1943, è ricercatore indipendente, divulgatore e filosofo della salute, orgogliosamente NON-medico. Da sempre ha fatto della dieta vegeto-crudista tendenziale, dell’amore per gli animali e la natura un modo di essere e uno stile di vita, in tutta autonomia e libertà. Valdo ha tenuto centinaia di conferenze in giro per l’Italia e nel mondo trattando vari temi tra cui salute, etica, attualità e altro ancora. Al momento, oltre all’attività sul blog, è direttore scientifico e docente della HSU – Health Science University, la prima scuola di Igienismo Naturale Italiana.

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Commenti

4 Commenti

4 Commenti

  1. Devis

    Me lo beccai pure io il fuoco di Sant’Antonio, non ricordo bene se due o tre anni fa, a culmine di un periodo estenuante con stress alle stelle. Brutta bestia.
    Tutto iniziò con uno strano dolore alla schiena. Dapprima pensavo che la causa fosse riconducibile a un movimento maldestro che avevo fatto qualche giorno prima sollevando un peso. Ma poi i giorni passavano e il dolore aumentava. Percepivo una sensazione di costrizione e inibizione motoria. L’esantema comparve solo una decina di giorni dopo dall’inizio della sensazione dolorosa. All’inizio notai tre o quattro pustole sul fianco destro. Di seguito la zona si estese fino a formare la classica forma a striscia, circuendomi la parte destra del corpo tra addome e zona lombare.
    Mi pareva di avere ferite aperte su tutto il corpo o di essere azzannato da belve feroci. Ogni piccolo movimento significava amplificare il dolore, per cui presi a deambularmi con molta lentezza.
    Tutto questo calvario durò due mesi. Dell’esantema non rimase la minima traccia. Inoltre non ho risentito di eventuali effetti spiacevoli derivanti dalla cura. Anche perché non ho preso alcun farmaco. Ho solamente alleggerito la dieta attendendo con fiducia che il mio corpo procedesse alla guarigione senza interferenze innaturali. Del resto pochi anni prima quando presi la varicella, feci la classica terapia con farmaci e antibiotico e ci misi un anno a riprendermi completamente dalla sensazione di depressione, apatia e letargia derivanti probabilmente soprattutto dall’uso dell’antibiotico.
    Certamente il fuoco di Sant’Antonio può assumere forme più gravi della mia, e colpire persone anziane o già debilitate per altri motivi. Inoltre si può manifestare in zone del corpo più delicate, come sul volto o intorno agli occhi. Per cui non saprei se in questi casi sarebbe forse più prudente affidarsi alla terapia farmacologica. Ognuno deve fare le proprie valutazioni.

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  2. Alessandra

    E se, oltre a quanto dice Valdo, provassi a togliere il vino? Che spesso è più chimica che uva. Magari il tuo sistema non lo tollera più così bene da quando mangi sano.
    Inoltre a pranzo potresti mettere insieme più frutta dolce (ed eliminare i grissini e il glutine in genere. Frutta e cereali insieme non sono il massimo). Giusto un’idea. Ognuno deve sperimentare un po’ per trovare la propria strada… Ti auguro di riprendere presto le forze!

    Rispondi
  3. Leopoldo Tacchini

    Questa volta mi spiace ma sono in totale disaccordo. Questo è un caso dove la dieta vegana fa più male che bene. E’chiaro che la signora sta già facendo da tempo una dieta stretta e non le funziona. Ha bisogno di rinforzare l’organismo con cure naturali e probabilmente ha l’intestino che non funziona bene. E’chiaro che la dieta non è sufficiente ad aiutarla. Tolga il vino, assolutamente!

    Rispondi

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