IPERTENSIONE POLMONARE, EPATITE-C E QUASI-TRAPIANTO AL FEGATO

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LETTERA

Buongiorno Dr Valdo Vaccaro, parto dal fatto che la stimo molto per quello che fa per tutti noi insegnandoci come ci si ciba e si vive in modo veramente sano e senza creare sofferenze ai noi amici animali. Da quando sono capitato sul suo blog non passa giorno che ci faccia una visita. Grazie. Sono partito circa un anno fa da onnivoro e adesso sono vegetariano con una buona quota di crudo pari al 70% (senza formaggio sarei vegano) senza nessun rimpianto, spero un giorno di fare questo ulteriore passo il tutto grazie a lei.

EPATITE-C E DEBOLEZZA DA SVENIMENTO

Io sono Maurizio ed ho 50 anni e circa 25 anni fa mi presi l’epatite C (penso a causa cure dentali). Epatite che sfociò poi 4 anni fa in cirrosi epatica con ipertensione polmonare di grado severo (malattia e complicanza rara spesso mortale). Me ne accorsi perchè appena facevo sforzi modesti a volte svenivo.

NOTEVOLI MIGLIORAMENTI IN CORSO E DESIDERIO DI BUTTARE AL MACERO TUTTI I FARMACI

Adesso da quando seguo i suoi consigli le mie analisi e la respirazione vanno meglio. C’è il però dei farmaci. Sostanze che mi fanno paura e che mi avvelenano, ma che per ora sono costretto ad assumere. Riguardo la cirrosi cerco di tamponare le lacune del fegato malmesso mediante statine alla minima dose e acido ursodesossicolico dopo i pasti. Per l’ipertensione polmonare 3 revatio (Sildenafil) 9-16-24 da 20mg, un Triatec da 5mg alla mattina e una dose di cardioaspirina dopo pranzo. Io butterei quasi tutto. Infatti ho dimezzato ulteriormente la statina da 3 mesi e il mio profilo lipidico rimane normale. Un altro mese e smetto. Pure con il Triatec per ipertensione arteriosa sto usando la stessa procedura. Con la cardioaspirina non so ancora come agire, mentre con l’ acido ursodesossicolico lo prendo saltuariamente e a metà dose.

MI AVEVANO DATO DUE ANNI DI VITA

Il problema è con il vasodilatatore Revatio che per me è un salvavita infatti da quando lo uso per fortuna gli svenimenti sono solo un ricordo. So che lei e contrario ai farmaci è lo sono sempre stato anch’io prima. Avendo seguito i suoi consigli sono veramente migliorato, nonostante il veleno compresente dei farmaci. Pensi che mi avevano dato 2 anni di vita o un trapianto di fegato a breve. Le cure disponibili per HCV per adesso sono troppo tossiche per me perciò devo ancora aspettare. Le chiedo di immedesimarsi nella mia situazione, e se può darmi qualche consiglio. Comunque in tutti i casi continuerò a seguire il suo illuminante blog. Molte grazie.
Maurizio

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RISPOSTA

IPERTENSIONE POLMONARE TROMBOEMBOLICA

Ciao Maurizio. L’ ipertensione polmonare cronica tromboembolica è in effetti una malattia ad esito fatale in cui l’occlusione tromboembolica dei vasi polmonari porta gradualmente a un aumento della pressione nelle arterie polmonari. Il trattamento standard raccomandato è una procedura chirurgica conosciuta come endoarterectomia polmonare, ma si stima che solo un quarto di tutti i pazienti nel mondo venga sottoposto ad una valutazione chirurgica. Inoltre, l’ipertensione polmonare cronica tromboembolica è inoperabile nel 20-40% dei pazienti, ed in alcuni casi la malattia persiste o si ripresenta dopo l’intervento chirurgico. Ad oggi non esiste una terapia farmacologica approvata per il trattamento della ipertensione polmonare cronica tromboembolica.

MALATTIA DA STRESS RESPIRATORIO

L’ipertensione polmonare è una tipica sindrome da respiro corto, da stress respiratorio, con insufficienza funzionale del ventricolo destro, confermata dal cosiddetto cuore polmonare, dove si registra un ingrandimento o una ipertrofia del ventricolo destro, con sintomi tipici che sono difficoltà respiratoria dopo piccoli sforzi, stanchezza ed angina pectoris. L’angina deriva dal latino angor che sta per restringimento, soffocamento, affanno, mentre pectoris sta per petto. Questi termini furono usati per la prima volta nel 1798 da William Heberden, medico inglese. In Inghilterra, questo dolore e questo senso di oppressione toracica dovuto a ischemia miocardia, viene a tutt’oggi chiamato malattia di Heberden.

CUORE POLMONARE E IPERTROFIA VENTRICOLO DESTRO

Per cuore polmonare si intende un ingrandimento, una ipertrofia del ventricolo destro.Quando sopraggiunge una difficoltà respiratoria perfino dopo piccoli sforzi, stanchezza ed eventualmente angina siamo di fronte al cuore polmonare. A questi sintomi, con il passare del tempo si possono aggiungere un colorito bluastro alle labbra, alla pelle ed alle mucose, edemi degli arti inferiori ed un aumento di volume del fegato. Questa malattia compromette la struttura del polmone causando una difficoltà del sangue a circolare attraverso i polmoni.

LA FAME DI ARIA TRA I SINTOMI PIÙ COMUNI

Possiamo distinguere il cuore polmonare in acuto e cronico. Il cuore polmonare acuto è causato da un’embolia polmonare che ostacola il flusso sanguigno, portando meno sangue al cuore. In USA troviamo almeno 50.000 persone che muoiono ogni anno per embolia polmonare. Il primo sintomo è quello di avvertire un forte dolore al petto, simile a quello dell’infarto, poi susseguono sudorazione, pallore, polso accelerato e fame di aria.

I RIMEDI DELLA MEDICINA

Come rimedio, la medicina ricorre alla ossigenoterapia, ai broncodilatatori per migliorare il flusso sanguigno, ai diuretici per correggere l’edema. Il cuore polmonare cronico è dovuto a malattie croniche come bronchite cronica, enfisema, embolie polmonari ed anche ad obesità molto gravi. Il danno al polmone, non facendo passare il sangue, aumenta la pressione nelle arterie che dal cuore arrivano ai polmoni e tutto ciò danneggia soprattutto la funzione del ventricolo destro. Altro fattore originante il disturbo del cuore polmonare è l’enfisema causato dal fumo di sigaretta, dai gas di scarico e dall’aria viziata di ambienti chiusi, come le aule scolastiche e le camere da letto a finestre tappate.

L’ASMA SI MIGLIORA E SI SUPERA

L’asma è una patologia che deriva da una situazione allergica e infiammatoria. Questo significa che, limitando lo stato infiammatorio del corpo attraverso una dieta sana e uno stile di vita equilibrato, si potrà tenere l’asma sotto controllo. La parola chiave è fluidificare il sangue, ribilanciare e velocizzare il metabolismo, sconfiggere la ritenzione idrica, incrementare i bioflavonoidi e l’acqua biologica a spese di tutto il resto, zero carne e zero pesce, modulando al meglio il rapporto Omega-3/Omega-6 con pinoli-mandorle-avocadi e semini vari, senza schifiltose ed avvelenanti pastiglie di granchi frullati, di olio di fegato di merluzzi, tonni e balene.

PRENDO QUALCHE SPUNTO DA MIE TESINE PRECEDENTI

Quanto al fegato, esso svolge funzioni vitali e riveste pertanto funzioni di capitale importanza per l’organismo. Purifica il sangue e i prodotti della digestione. Emulsiona i grassi. Favorisce l’espulsione degli escrementi con l’ausilio della bile, sostanza lubrificante e detossificante del corpo. Il fatto che che i mangiatori di carne e di proteine animali abbiano tutti fegato e cistifellea ingrossati, indica una volta in più il disegno biochimico vegano-fruttariano del corpo umano. Non ci sono problemi col pane, pizza e pasta, funghi, finché non si esagera e si provvede a prevalenza nel crudo. Cardo mariano e zenzero sì. Vitamina-C sintetica assolutamente no. Cibi ricchi di vitamina-C sì (crudità in abbondanza, semini di sesamo, arance, kiwi).

TESINE DA LEGGERE

L’EPATITE SILENZIOSA

L’epatite cosiddetta-C viene chiamata anche epatite silenziosa, per il fatto che è asintomatica. I sintomi, nella fase avanzata, includono calo ponderale, perdita appetito, stanchezza, dolori addominali, ittero, pruriti, febbre, nausea, vomito ed insonnia. Mentre per l’epatite-B ci sono molti casi di remissione spontanea, con l’epatite-C le cose vanno più a rilento, visto che qui siamo di fronte a un fegato semidistrutto da abusi di alcol, di proteine animali e da cure farmacologiche.

L’EPATITE È TERRENO DI DURO SCONTRO TRA IGIENE E MEDICINA

Tutte le epatiti sono semplicemente delle situazioni di fegato infiammato. L’idea di contraddistinguere le epatiti con le lettere dell’alfabeto è legatissima alla medicina del monattismo e del contagio. Se esiste dunque un’area particolare della medicina dove lo scontro con la scienza igienistica si acuisce e raggiunge il suo acme, essa si chiama epatite. La definizione medica parla dell’epatite-C come di malattia infettiva causata dall’HCV (epatitis-C virus), un virus della famiglia delle flaviradae, che ha 6 varianti e 90 sottotipi.

EPATITE SENZA LETTERE

Ovviamente, per credere alle versioni mediche sull’epatite occorre prima credere in modo dogmatico, acritico e sclerotico alla teoria dei virus venuti dallo spazio, alla teoria dei mostriciattoli vivi. Non è un caso che la classificazione “C” arrivi nel 1987-1988 con l collaborazione tra Michael Houghton della Chiron Corp e il dr D.W. Bradley del CDC (Centers for Disease Control), l’ente autore della satanica invenzione della farsa Aids. Per anni l’epatite C si chiamava non-A e non-B. Per me, e per l’igiene naturale, possiamo parlare di Epatite non-A, non-B, e non-C.

SUL CORRETTO STILE DI VITA SIAMO PIENAMENTE D’ACCORDO

I medici non solo si trovano spiazzati con l’epatite-C, ma non riescono nemmeno ad impostare una pratica vaccinatoria valida, ammesso e non concesso che si possano contrastare i virus mediante vaccinazione. Si parla infatti di virus HCV dalle caratteristiche mutanti. E anche questa è una idea inammissibile. I virus sono morti punto e basta, per cui attribuire loro delle qualità comportamentali è fuorviante. Tutto sommato, la medicina riconosce che per l’epatite, la miglior soluzione rimane quella di adottare un corretto stile di vita. E su questo non si può che essere d’accordo.

NIENTE RISULTATI E PESANTI EFFETTI COLLATERALI

Trattare l’epatite-C con interferone e ribavirina, come spesso viene fatto, o anche con altri anti-virali tipo il boccprevir e il telaprevir, non è certo una via logica, ma intorno a questi farmaci ruotano vorticosi giri di danaro. Non Nsorprende dunque che le cure antivirali non siano mai efficaci e risolutive. Le cifre relative all’epatite-C sono allarmanti, con 170 milioni di persone diagnosticate nel mondo, di cui 1,5 milioni in Italia. Nessuno porta a termine le cure mediche e in pratica la malattia risulta inguaribile. Gli effetti collaterali di questi farmaci sono assai gravi, per cui nessuno riesce a sopportarli a lungo.

l peggiori nemici del fegato, quelli che lo irritano, sono la stitichezza e l’alcol, le droghe, i farmaci, il the e il caffè, le cole e i dolci, la sedentarietà.

RIMEDI EPATO-PROTETTORI IN NATURA

Ma esistono per fortuna anche molte sostanze epatoprotettrici, come carciofi, finocchi, cavoli, succhi di cipolla (20 grammi più cucchiaio di miele), germogli di pungitopo, tarassaco, acetosa, fitolacca, aloe. Ci sono casi di epatite-C risolti nel giro di 2-3 settimane mediante “strict juice casting”, vale a dire spremute al risveglio e centrifugati di tuberi durante il resto della giornata. Un’altra strategia valida è quella di fare 3 giorni di digiuno e di riposo fisiologico totale. bevendo al massimo del decotto di ortica. Una dieta vegana-crudista con tanta insalata cruda e qualche passato di verdure migliorerà decisamente la situazione. Per decongestionare il fegato servono pure i cataplasmi notturni di fango termale bioattivo da applicarsi sulla zona epatica.

LA VASODILATAZIONE È OTTENIBILE IN MODI NATURALI E PRIVI DI EFFETTI COLLATERALI

Quanto alla vasodilatazione, essa significa aumento del calibro utile dei vasi sanguigni, e quindi ottimale flusso di sangue. I medici parlano di L-arginina che si trasforma in acido nitrico e parlano di selenio, avendo notato che ad esempio i diabetici sono regolarmente carenti di acido nitrico. Il vegancrudismo non ha paure. L’elenco di sostanze fluidificanti, vasodilatatrici e anti-coagulanti è nutritissimo.

UNA LUNGA SERIE DI SOSTANZE STREPITOSE, MIGLIORATRICI DEL FLUSSO SANGUIGNO E NIENTE PIÙ FARMACI

Si va dall’ananas al prezzemolo, dai funghi ai pompelmi. E poi ciliegie, fragole, meloni, peperoncini, avocado, noci, nocciole, banane, zenzero, cannella, curcuma, ginko, mirtilli rossi e blu, biancospino, rafano piccante, ravanello, bietola, bacche di goji, noce di cocco, girasole, grano saraceno, sesamo, coriandolo, mentastro, ortica, asparagi, punte di pungitopo, cipolla, aglio, ceci, uva, miglio, malva, e altre ancora. Prudenza e progressività sì, ma niente paure e niente tentennamenti nello stacco dai farmaci, da tutti i farmaci, e nella contemporanea intensificazione degli apporti di materiale vivo, flavonoico e radiante.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro è orgogliosamente NON-medico, ma igienista e libero ricercatore. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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