MORBO DI BASEDOW, ALIMENTAZIONE E RIMEDI NATURALI

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LETTERA

Salve, Da un po’ di tempo seguo il suo blog che reputo molto interessante. Seguo un’alimentazione decente, anche se non ancora vegana. Sto comunque indirizzandomi gradualmente verso quella direzione.

Obiettivo specifico è la mia voglia di guarire dal morbo di Basedow e vorrei suoi consigli mirati sul come fare. Solo centrifughe per un paio di mesi? Che frutta e verdura prediligere? Cosa dice?

Purtroppo non so a chi rivolgermi. L’ignoranza è tanta, soprattutto tra i medici di cui oramai mi fido poco. La prego mi aiuti almeno lei. Grazie mille.
Vanessa

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RISPOSTA

Ciao Vanessa. Come sarebbe a dire “Mi aiuti almeno lei”. Significa forse che cerchi di salvarti in corner o in extremis? Significa forse che, tradita o delusa dall’aulica scienza medica, ti adegui e ti accontenti di seguire l’ultima possibile opportunità? Vieni insomma da queste parti perché non sai a chi rivolgerti e perché non trovi altro di meglio? Se fosse davvero quello il tuo modo di pensare, non mi metteresti di certo nelle migliori condizioni per aiutarti.

Sappi in ogni caso che, pur volando basso, pur predicando modestia e umiltà, pur mancando di protezioni legali, noi, e per noi intendo primariamente il nostro percorso millenario, siamo sempre stati e rimaniamo una prima scelta in tema di salute naturale, e pertanto abbiamo il diritto di essere rispettati.

CHE COS’È IL MORBO DI BASEDOW

Il morbo di Basedow, conosciuto anche come morbo di Graves, è la più comune causa di ipertiroidismo a livello mondiale. Secondo la visione medica si tratta di un disordine del sistema immunitario che porta all’eccessiva produzione di ormoni tiroidei.

Dal momento che gli ormoni prodotti dalla tiroide influenzano una vasta gamma di funzioni corporali, i segni e i sintomi associati al morbo di Graves possono essere numerosi e vari, con conseguenze che influenzano negativamente la qualità della vita.

Il morbo di Basedow-Graves è più frequente nelle donne (rapporto 7.5 : 1), e colpisce principalmente persone tra i 40 e 60 anni di età.

NOTE STORICHE

Deve il nome al medico irlandese Robert James Graves, che ne fece la descrizione nel 1835, nonché al medico tedesco Karl Adolph von Basedow, che riportò la stessa sintomatologia, indipendentemente dal collega britannico nel 1840, e al medico italiano Giuseppe Flaiani che già nel 1805 aveva descritto il caso clinico di una patologia caratterizzata da esoftalmo e palpitazioni.

Prima ancora di costoro, l’inglese Caleb Hillier Parry aveva osservato un caso della sindrome nel 1786. Tale rapporto fu tuttavia pubblicato solo nel 1825, dopo quello di Giuseppe Flaiani, ma prima di quelli di Graves e di Basedow.

SINTOMI

L’esordio della malattia può accompagnarsi a sintomi piuttosto sfumati e indefiniti. I primi a comparire sono soprattutto i disturbi di ordine psichico, che si mantengono anche nella fase conclamata del morbo di Basedow. Si parla infatti di:

  • Ansietà e irritabilità.
  • Depressione.
  • Insonnia.
  • Affaticabilità mentale.
  • Debolezza muscolare.
  • Arrossamenti del volto e del collo.
  • Pelle rossa e spessa, in genere su stinchi e collo del piede o mixedema tibiale (dermopatia di Graves).
  • Sensibilità al calore e aumento della sudorazione.
  • Disturbi mestruali fino all’amenorrea patologica.
  • Calo della libido o disfunzione erettile nell’uomo.
  • Disturbi diarroici.
  • Gozzo (aumento volume della tiroide).
  • Fiato corto.
  • Onicolisi o fragilità delle unghie.
  • Tremori alle mani con oscillazioni rapide e irregolari.
  • Iperfagia senza assimilazione e quindi calo ponderale (Basedow magro) o aumento ponderale (Basedow grasso).
  • Aritmia, palpitazioni, tachicardia, extrasistoli atriali e scompensi cardiaci.
  • Peggioramento controllo glicemico nei pazienti diabetici.
  • Esoftalmo, con occhi che protrudono all’infuori (oftalmopatia di Graves).
  • Assottigliamento e fragilità dei capelli.

OFTALMOPATIA DI GRAVES

Circa il 30% dei pazienti affetti dalla malattia di Graves mostrano segni di una condizione nota col nome di oftalmopatia di Graves. I muscoli attorno agli occhi, a seguito di infiammazioni e altre cause immunitarie ne sono influenzati, con sintomi che includono:

  • Occhi sporgenti fuori dalle orbite (esoftalmo o proptosi).
  • Sensazione di particelle negli occhi.
  • Pressione o dolore agli occhi.
  • Palpebre gonfie.
  • Occhi rossi e infiammati.
  • Sensibilità alla luce.
  • Perdita della vista.
  • Visione sdoppiata.

CAUSE

Pur rimanendo sconosciuta sotto molti aspetti, l’origine del morbo di Basedow viene considerata dalla medicina come patologia a componente genetica, ereditaria ed auto-immune.

Si parla infatti in continuazione un anticorpo anomalo chiamato immunoglobulina stimolante la tiroide (TSI) diretto contro il recettore dell’ormone ipofisario TSH.

Normalmente la funzione tiroidea è regolata dall’ormone secreto dalla ghiandola pituitaria (ipofisi). Gli anticorpi associati al morbo di Graves hanno un comportamento simile al TSH, e causano così una tireotossicosi da iperattivazione funzionale della tiroide, con aumento in circolo di entrambi gli ormoni tiroidei FT4 ed FT3, e blocco del TSH.

Ancora piuttosto oscuro rimane il motivo di questo attacco anticorpale. Lo riconoscono gli stessi endocrinologi. Questo significa che in medicina si continua a lavorare sostanzialmente con gli occhi bendati.

CAUSE DELLA OFTALMOPATIA DI GRAVES

L’oftalmopatia di Graves è causata da un accumulo di alcuni carboidrati  nei muscoli e nei tessuti attorno agli occhi. Anche in questo caso la causa è sconosciuta.

L’oftalmopatia di Graves, di cui l’esoftalmo è il sintomo più frequente, si può presentare sia in contemporanea con l’ipertiroidismo, sia in seguito che in precedenza, ma anche assenza di ipertiroidismo.

FATTORI DI RISCHIO

Alcuni fattori aumentano il rischio di sviluppare la malattia di Graves. Tra questi vengono elencati:

  • Genetica – La medicina include l’ipotesi che alcune persone siano più predisposte rispetto ad altre a causa di determinati geni.
  • Sesso – Le donne sono più a rischio di sviluppare la malattia di Graves rispetto agli uomini.
  • Stress fisico o emotivo – Eventi traumatici possono scatenare la comparsa della patologia.
  • Gravidanza – Secondo la medicina, la gravidanza può aumentare il rischio del morbo di Graves, in particolare nelle donne geneticamente predisposte.
  • Fumo – Il fumo di sigaretta indebolisce il sistema immunitario e predispone a un maggior rischio di sviluppare la patologia. I fumatori hanno anche più probabilità di soffrire di oftalmopatia di Graves.
  • Altre patologie come diabete di tipo 1 e artrite reumatoide.

COMPLICAZIONI

Complicazioni causate dal morbo di Graves includono:

  • Problemi in gravidanza – Essere affetti da questa patologia durante la gravidanza può causare aborto, nascita precoce, disfunzione tiroidea nel feto, crescita del feto rallentata, arresto cardiaco nella madre, e preeclamsia (condizione caratterizzata da ipertensione e altri sintomi).
  • Disturbi cardiaci – La malattia di Graves può portare a sviluppare disturbi cardiaci come aritmie, cambiamenti nella struttura e funzione dei muscoli cardiaci, e l’incapacità a pompare sangue a sufficienza (arresto cardiaco congestizio).
  • Tempesta tiroidea – È una rara e grave complicazione nella quale si ha un aumento improvviso e drastico di ormoni tiroidei. I sintomi sono febbre, forte sudorazione, vomito, diarrea, delirio, forte debolezza, aritmia, ittero, ipotensione, coma.
  • Osteoporosi – L’ipertiroidismo, se non trattato, può portare ad osteoporosi. Un eccesso di ormoni tiroidei può infatti interferire con la capacità del corpo di assorbire il calcio nelle ossa.

DIAGNOSI

Per diagnosticare la malattia di Basedow-Graves la medicina si avvale di:

  • Esami fisici su occhi, collo, pressione sanguigna e eventuali tremori.
  • Esame del sangue per verificare i livelli di TSH e di T3 e T4. Le persone con malattia di Graves hanno generalmente un basso livello di TSH e alto livello di ormoni tiroidei.
  • Captazione dello iodio radioattivo
  • Ultrasuoni – Servono a determinare la dimensione della tiroide. Vengono utilizzati quando il paziente non può sottoporsi all’esame della captazione dello iodio radioattivo, per esempio le donne in gravidanza.

TRATTAMENTI CONVENZIONALI

La terapia medica del Morbo di Basedow è sempre mirata ai sintomi e mai alle cause. Hanno infatti lo scopo di inibire la produzione degli ormoni tiroidei o bloccarne il loro effetto sul corpo. La terapia farmacologica del morbo di Basedow dev’essere protratta a dosi gradualmente decrescenti, con posologia calibrata sul singolo paziente in base all’aggressività della malattia.

Essi includono:

  • Farmaci anti-tiroidei: Questi farmaci interferiscono nel processo di utilizzo dello iodio da parte della tiroide. Questi medicinali sono rappresentati principalmente dal metimazolo (Tapazole) e dal propiltiouracile. Gli effetti collaterali includono rash cutanei, dolori articolari, insufficienza epatica, riduzione dei globuli bianchi.
  • Beta-bloccanti: Servono a bloccare gli effetti degli ormoni tiroidei sul corpo. Includono farmaci come il Propanololo, l’atenololo, il metoprololo e il nadololo. Sono solitamente efficaci per ridurre i sintomi della patologia nel breve termine.

Nel caso il trattamento farmacologico non sia efficace, o non sia possibile la sua interruzione, o in caso di recidive, che avvengono in più della metà dei casi, soprattutto nei primi due anni, si procede in genere con la terapia con radioiodio o la tiroidectomia.

  • Terapia con radioiodio: Assumendo iodio radioattivo, le radiazione distruggono le cellule della tiroide iperattive, con una riduzione dei sintomi nel corso di settimane o mesi. Gli effetti collaterali includono peggioramenti dell’eventuale oftalmopatia di Graves oltre che sensibilità al collo e un aumento temporaneo degli ormoni tiroidei. Non viene usata su donne in gravidanza o allattamento. Una volta terminata la terapia si è destinati probabilmente ad assumere ormoni tiroidei a tempo indeterminato.
  • Rimozione chirurgica: Quando il trattamento farmacologico non produce i risultati sperati o dev’essere interrotto per i troppi effetti collaterali, si tende a procedere con una rimozione totale o parziale di tiroide (tiroidectomia), anche se vi è il rischio di ipotiroidismo cronico e di recidive. Si è quindi costretti ad assumere ormoni tiroidei a vita. Altri rischi dell’operazioni includono danni ai nervi delle corde vocali e alle paratiroidi. È inoltre noto che l’ipertiroidismo da morbo di Graves può virare a tiroidite Hashimoto e viceversa, come testimoniato anche nella tesina Passaggio da ipertiroidismo a ipotiroidismo.

OFTALMOPATIA DI GRAVES

Per quanto riguarda l’oftalmopatia di Graves, in casi lievi viene gestita tramite l’uso di lacrime artificiali durante il giorno e gel lubrificanti durante la notte. Per sintomi più gravi vengono raccomandati dalla medicina:

  • Corticosteroidi: Farmaci come il prednisone hanno l’obiettivo di ridurre il gonfiore attorno agli occhi. Effetti collaterali icludono ritenzione idrica, aumento di peso, aumento della glicemia, ipertensione e sbalzi di umore.
  • Prismi: L’oftalmopatia di Graves può causare visione sdoppiata, alla quale i prismi applicati agli occhiali possono porre rimedio.
  • Decompressione orbitaria: In questa operazione di chirurgica estetica viene rimosso l’osso posto tra l’orbita oculare e i seni paranasali per recuperare un po’ di spazio dietro l’occhio, in modo che quest’ultimo non sporga. Le palpebre vengono abbassate leggermente con delle microincisioni e il grasso in eccesso viene rimosso. L’intervento ha un costo tra gli 8000 e i 9000 euro e chiaramente non risolve la patologia, ma ne limita soltanto gli aspetti estetici sullo sguardo.

VISIONE IGIENISTA

Passando alla Health Science di matrice igienistico-naturale, ragionamenti e terapie cambiano radicalmente. Niente farmaci e niente interventi chirurgici invasivi, salvo casi di reale emergenza sanitaria.

Sono gli ormoni tiroidei a dire all’organismo quanto veloce deve lavorare e come usare l’energia. Nell’auto abbiamo i pedali dell’acceleratore, della frizione e del freno. Nel corpo abbiamo la tiroide, e dobbiamo usarla con criterio. La prima regola igienistica è quella di puntare a una formula ottimale del sangue.

Per la scuola tedesca, ben rappresentata dal naturopata cileno Manuel Lezaeta, il gozzo deriva dal tipo di vita innaturale che caratterizza molte donne soprattutto in occidente, per la loro dieta a base di cibi cotti, raffinati, salati e zuccerati, e dunque povera di enzimi, di vitamine e di minerali organicati, ed anche per la poca esposizione al sole e per lo scarso movimento.

Gli sbalzi in alto implicano anche contro-sbalzi verso il basso, come succede in tutte le oscillazioni fuori della norma.
Questo succede nel diabete, che porta spesso alla ipoglicemia, e questo succede alla tiroide, dove si parla spesso di ipotiroidismo acquisito, che può essere il risultato di un processo infiammatorio di origine autoimmune (vedi ad esempio la diffusa tiroidite di Hashitomo), o di origine non-autoimmune (tiroidite di Riedel e tiroidite sub-acuta di De Quewain).
Sono forme acquisite anche quelle iatrogene dovute a tiroidectomia (rimozione tiroide) o a trattamenti di radio-iodio applicati contro il morbo di Basedow.

DIETA E RIMEDI NATURALI

Occorre puntare con decisione ad una dieta vegetariana, vitale, sostenibile e personalizzata secondo il Vitto Valdiano, dando la prevalenza alla frutta, ma senza trascurare le foglie verdi-scure dei cavoli, delle lattughe e delle cicorie, del tarassaco e del crescione, dei carciofi e dei cardi, della rucola e del sedano. Senza trascurare patate e patate dolci, nonché rape, bietole e topinambur, essendo tutti i tuberi ricchi di insuline ed inuline vegetali.

I rimedi naturali ed alternativi che la scienza igienistica sfodera per rimettere un paziente in equilibrio non sono affatto pochi:

  • Clima salubre di tipo preferibilmente montano, con bagni d’aria più che di sole.
  • Foglie di cavolo tagliuzzate fini in insalata con olio e succo di limone.
  • Spremute di cavolo.
  • Crescione nelle insalate o anche come succo 60-150 grammi al giorno, specifico per i disturbi tiroidei.
  • Stesso discorso per il farinaccio, comune pianta selvatica primaverile. Andrebbero bene anche gli spinaci, se non avessero il difetto di contenere troppi ossalati.
  • Un bicchiere di succo di carota al giorno.
  • Mais, pop-corn, polenta e granoturco in tutte le forme.

Occorre puntare a una normalizzazione della pelle, attivando al massimo le funzioni eliminatrici della stessa, evitando gli stupidi ed anti-igienici insulti dei tatuaggi, ricorrendo alla pratica del tanto nudismo e del tanto sole, compatibilmente con la stagione e col clima.
Occorre ripristinare l’equilibrio termico tra le viscere interne e l’epidermide esterna, ricorrendo spesso ai bagni freddi sul ventre.

Serve fare lunghe passeggiate rilassanti, con brevi scatti e con attivazione contemporanea dell’attività respiratoria, sbuffando rumorosamente, mandando fuori tutto il fiato e riempendo totalmente i polmoni. Ottimo il nuoto e anche la bicicletta.

L’attività fisica intensa e vigorosa (sempre rapportata alle proprie possibilità) rappresenta un’autentica panacea. Ginnastica yoga e respirazione profonda e controllata, stile yoga, portano pure al ripristino degli equilibri ormonali perduti.

Eliminare il più radicalmente possibile carni, latticini, caffè, the, tisane, alcol, fumo attivo e passivo, cioccolato. Evitare al massimo le fonti di stress.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

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1 commento

  1. Piera Spisso on

    Un decotto di semi di coriandolo, prrparato la sera lasciandolo in infusione tutta la notte, e bevuto la mattina a digiuno e’ un buon regolatore delle funzioni ormonali di tutte le ghiandole. Anche un bell’impacco di olio di ricino sulla gola , ha effetti miracolosi .