TOGLIERE L’EUTIROX E PUNTARE ALLE BUONE DIGESTIONI MEDIANTE CIBO CRUDO E VITALE

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LETTERA

Salve Dr Vaccaro, Vorrei eliminare l’eutirox 100 che assumo da 11 anni. Premetto che il farmaco mi è stato prescritto durante la mia seconda gravidanza dopo aver avuto una minaccia d’aborto, quando mi è stata diagnosticata una tiroidite di Hashimoto. Essendo una seguace dell’omeopatia ho provato anche con rimedi omeopatici ad eliminare questa dipendenza ma senza risultati.

Sono vegana da circa due anni. Mi sto informando attraverso i suoi articoli ma non ho ben capito come fare per poter eliminare definitivamente l’eutirox dalla mia vita. La ringrazio anticipatamente e aspetto sue notizie.
Alba


RISPOSTA

COSTANTE MOBILITÀ DI CELLULE, BATTERI, GHIANDOLE E ORGANI

C’è una certa dose di presunzione e di semplicismo nella medicina occidentale, quella medicina che si immagina l’interno del corpo umano come fisso, schematico e standardizzato, dotato di valori stabili entro un determinato range. Non siamo un’autovettura prodotta in serie, non siamo un sofà e non siamo un frigorifero.

Nell’organismo vivo nulla sta fermo e immobile. Questo ce lo diceva pure Sergej Filonov, uno che non ha peli sulla lingua. E mentre diceva questo nel corso sua memorabile lezione a Imola, ci faceva capire ad ampi gesti (visto che non parlava altra lingua diversa dal russo) come i reni ad esempio avanzano e indietreggiano, si alzano e si abbassano.

Stessa cosa succede un po’ a tutti gli altri organi. Succede anche alle ghiandole endocrine e succede alla tiroide, dove non è per niente raro passare dall’ipotiroidismo all’ipertiroidismo e viceversa.

DOMINIO DEL PENSIERO UNICO SANITARIO

Ed è proprio questa visuale statica, da foto istantanea, che porta a dare troppa importanza ai valori del sangue rilevati in un determinato momento e alle loro oscillazioni in un dato momento, e così pure ai valori del TSH e degli altri ormoni tiroidei T3 e T4 per cui ogni eventuale sforamento anche se minimo viene contrassegnato con un asterisco e ci si mette urgentemente all’opera per tappare la falla, pure essa un sintomo, ovvero una manifestazione logica e consequenziale dell’organismo.

Ed è proprio per questo che, secondo le concezioni igieniste, non si devono rincorrere i singoli disvalori contraddistinti dagli asterischi per correggerli e modificarli, ma occorre invece capire il perché tali valori sono sballati, agendo poi di conseguenza sulla causa.

Purtroppo questo non si dice e non si fa, per cui il gran pubblico viene sviato e diseducato da una certa cultura medica, responsabile di creare il pensiero unico dominante e lacunoso, privo di contraddizione e di libero confronto.

PER CAPIRSI MEGLIO SERVE COME MINIMO UN LINGUAGGIO COMUNE E CONDIVISO

Ma veniamo al caso specifico. Mi viene detto che i miei articoli sono stati letti e che tuttavia non si è ben capito cosa fare e come fare per eliminare definitivamente l’Eutirox. Non so in realtà quali articoli siano stati consultati, e con quale spirito.

Chi segue l’omeopatia (e mi riferisco all’omeopatia commerciale-interventistica a piccole porzioni, non all’omeopatia delle origini o a quella di Reckeweg padre dell’omotossicologia vicinissima alla nostra health science e alla nostra cura della non cura) ha sicuramente qualche difficoltà e qualche refrattarietà a condividere il nostro linguaggio.

IPOTIROIDISMO ANOMALIA TIPICA FEMMINILE

Ribadisco che l’ipotiroidismo e pertanto anche la condizione Hashimoto sono decisamente anomalie di tipo femminile, essendo esse 10 volte più comuni tra le donne. Questo pare dovuto alla vita particolarmente stressante a cui va soggetto il gentil sesso nel corso della vita (tensioni e incomprensioni prima familiari e poi maritali, gravidanze, ecc).

La medicina ufficiale, avendo in testa concetti e pregiudizi basati solo e sempre sul meccanismo autoimmune, negano che la dieta possa influire sull’equilibrio ghiandolare e sulla tiroide ma, dalle tante statistiche a disposizione, si nota che le cose stanno ben diversamente. Si nota come le donne che adottano una dieta vegana tendenzialmente crudista abbiano un rischio di ipotiroidismo inferiore rispetto alle vegane (che assumono comunque troppi cibi cotti), un rischio ulteriormente inferiore rispetto alle vegetariane, e un rischio marcatamente inferiore rispetto alle donne onnivore.

LE TESTIMONIANZE DIRETTE HANNO GRANDE RILEVANZA

Testimonianze concrete in questa direzione le troviamo non solo nei miei tanti articoli pubblicati, ma anche nei vari testi in circolazione. Prendo due esempi dal testo “La Salute di Eva” di Aida Vittoria Éltanin:

“Mia figlia ha risolto disturbi di una tiroidite Hashimoto cronica approdando prima a una dieta vegetariana, poi vegana, poi crudista sulla scia igienista. I risultati migliori ha iniziato ad averli passando alla dieta igienista-crudista”.
Giulia.

HO TENUTO DURO CONTRO TUTTI E OGGI NON ME NE PENTO

“Ho 55 anni, vegetariana da 7 e vegana da 2, e già questo mi ha salvato la vita. Nel 2007 mi mi è stata diagnosticata una tiroidite Hashimoto cronica (incluso noduli tiroidei, gambe gonfie e piene di sfoghi). Mi fu prescritto l’Eutirox ma non lo presi. Capivo che era necessario intervenire sul linfatico e che un farmaco sintomatico non mi sarebbe servito a nulla. Ero contrastata da tutti. Ho tenuto duro. Grazie alle informazioni igieniste e alla dieta vegana tendenzialmente crudista la tiroide adesso sta meglio, io sto meglio, allergie e orticaria sono sparite, l’edema al risveglio è un ricordo.”

Lucia.

LA CARNE CONTINUA AD INFLIGGERE BATOSTE A FEGATO E RENI

L’autorevole medico austriaco Arnold Lorand, in Old Age Deferred, uno dei suoi best seller di inizio secolo scorso, ha dedicato un intero capitolo ai pericoli delle diete carnivore-onnivore, citando danni a fegato, reni, pancreas, sistema ghiandolare e in particolare alla tiroide, organo regolatore coinvolto in molte funzioni basilari come la crescita, la temperatura, il metabolismo del calcio, nonché la distruzione accurata di tossine alimentari ed endogene.

La carne causa danni documentati in quanto acidifica il corpo e rende il sangue viscoso e grasso. La carne non stimola affatto la peristalsi intestinale e rallenta così il transito dei cibi causando putrefazione e costipazione. Il riassorbimento conseguente delle tossine dagli intestini costipati infligge ulteriori batoste a reni e fegato, già impegnati a fondo nel loro pesante lavoro depurativo. Come dire che le cose si conoscono da lunga data.

SCELTE OCULATE E BUONE DIGESTIONI

Lo stesso Lezaeta, chiaramente legato alla naturopatia germanica di padre Taddeo da Wiesent-Bavaria, auspicava come soluzione per riequilibrare la tiroide una cosa innanzitutto, chiamata Buone Digestioni. Tale obiettivo si raggiunge mediante scelte oculate in campo vegetale. Pertanto frutta acquosa di mattina e nel tardo pomeriggio, insalata fresca abbondante a pranzo e cena condita con olio extravergine, poco o niente sale, seguita da un secondo a piacere ma sempre il più possibile virtuoso.

Niente brodi di carne, niente grassi animali e latticini, niente condimenti piccanti, niente dolciumi, niente cole, niente tè, niente caffè, niente gelati, niente alcol, niente sigarette. In caso di sete bere solo acqua oppure succhi di frutta o di carote ma 2 ore prima dei pasti principali o 3 ore dopo.

CARENZA DI IODIO

Per quanto mi concerne sto con questo tipo di autori, oltre che con la scuola igienistica e la Health Science, ovviamente. Del resto ci sono pure molti autori nel campo della naturopatia e della fitoterapia che danno buoni consigli.

È risaputo che in tutto il mondo la causa più comune di ipotiroidismo è la carenza di iodio. Il 30% della popolazione mondiale è carente di iodio. Spesso la medicina imbocca la solita scorciatoia e prescrive o raccomanda l’assunzione di integratori di iodio per 250 microgrammi al giorno, per donne gestanti, partorienti e allattanti, e la metà per tutte le altre. Ma con le integrazioni sintetiche non si risolvono i problemi alla radice e si creano pure sbilanciamenti per la legge del minimo.

RISORSE NATURALI CONTENENTI IODIO ORGANICO

Ricordo a questo proposito che pochi frammenti di alghe secche risolvono il problema al meglio. Altre risorse vegetali abbondano di iodina e vanno inserite regolarmente nella dieta. Mi riferisco alla magnifica anguria, a cetrioli, meloni, zucchine, zucche, crescione, rucola, ravanelli, rape, aglio. cipolla, porro, broccoli, spinacino, asparago, mirtilli, fragole, melanzana, pesca, cavolo, radicchio, lattuga, banana, carota, patata, patata dolce, pomodoro, avena, semini vari, pinoli, nocciole, pistacchi, mandorle.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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