LA GOTTA E IL MOTO PERDUTO

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LETTERA

LA DISPERAZIONE DI UN PADRE BLOCCATO, GONFIO E DOLORANTE

Buonasera dottore, le scrivo e la disturbo perché sono davvero disperata, per una situazione familiare che dura ormai da tempo.
Mio padre soffre di gotta, e questo è comprovato dai suoi valori di acido urico nel sangue.
Il fatto è che sta malissimo, nonostante prenda zyloric e indozen.
Ogni 2-3 giorni gli si gonfia il ginocchio o gli si gonfia il piede.

STANNO PIANIFICANDO INTERVENTI CHE NON MI LASCIANO AFFATTO TRANQUILLA

In ogni caso non riesce a camminare dal male e prova indicibili sofferenze.
Ora si è messo in cura sotto una reumatologa che gli sta prescrivendo un’ecografia all’addome per vedere se il fegato può essere abbastanza forte da sopportare la cura pesante che ha in mente.
Scusi, ma io davvero non condivido questa eccessiva aggressività medica.

NON VOGLIO CHE ME LO DISTRUGGANO COI FARMACI

La prego pertanto di aiutarmi e darmi delle indicazioni utili a farlo star bene, a ridargli la capacità di camminare senza che venga distrutto dalle medicine. Posso portarlo da lei? Noi siamo di Milano.
Attendo fiduciosa una sua risposta e la ringrazio.
Lucia

*****

RISPOSTA

LA NECESSITÀ ASSOLUTA DI CONOSCERE I MECCANISMI CAUSATIVI

Ciao Lucia, di fronte all’imperversare dei mali, dei problemi, degli aggravamenti, la prima cosa da fare è capire.
Capire da dove essi vengano e troncare immediatamente le fonti patologiche, troncare le scelte e i comportamenti sbagliati.
Solo a quel punto può partire una strategia di vita virtuosa e alternativa.

NELLE MANI DELLA MEDICINA

Quando uno sta male e si mette nelle mani della medicina, succede troppo spesso che i rimedi medici rappresentino, più che un rimedio, una ulteriore mazzata sulla schiena del paziente.
Nei tempi andati, se uno andava dal medico, ti dava la prescrizione una volta su cinque, e le altre quattro ti mandava a casa con un Dai, che non hai proprio niente!

LA MEDICINA DI OGGI È TOTALMENTE DIVERSA. È BASATA SULL’ASSIOMA CHE LA SALUTE NON ESISTE.

Mala tempora currunt. I tempi sono profondamente cambiati.
Se entri oggi sano, dal medico, ne esci con 3 patologie e 6 prescrizioni, nonchè una richiesta di raggi e radiografie a coronamento del servizio.
Cattiveria dei medici? No.
Trattasi soltanto di schematismi sbagliati, basati sul pessimismo e sulla voglia di ottenere risultati rapidi, basati sulla soppressione frenetica del sintomo e sul ricorso sistematico alla farmacologia, basati sull’ammortamento degli strumenti per mammografare e sulla facile tendenza alla sala operatoria.

AMMALARSI SIGNIFICA PRENDERE QUELLO CHE TI OFFRE IL CONVENTO. IMPARA PER PRIMA COSA A NON AMMALARTI, DICEVA L’UOMO DELLA GIOCONDA.

Il medico non può fare altro che applicare i suoi schemi. Lo deve fare per dovere, per deontologia professionale, per amore del buon vivere, per precise direttive ospedaliere, per oggettive disposizioni sanitarie del suo ministero. Il convento è quello.
Pertanto, di fronte ai mali incombenti e urgenti, un disgraziato che abbia la sventura di ammalarsi, non può fare altro che accontentarsi di quello che gli passa il convento.

SENZA UN MINIMO DI LIBERA CULTURA COMPORTAMENTALE ED ALIMENTARE, NON È FACILE SOPRAVVIVERE IN QUESTO TIPO DI SOCIETÀ DEL CONSUMO IMPOSTO ED OBBLIGATO

Esiste un’alternativa? Sì, ci sono alcune scuole che vanno controcorrente. Alcune valide ed altre meno.
Per capire e selezionare la via più giusta e logica per la guarigione e per il riequilibrio, occorre dotarsi degli indispensabili elementi di valutazione.
Se compriamo un’auto dobbiamo prendere prima la patente, e non guasterebbe anche dare una lettura al manuale istruzioni.
Oggi come oggi, in un mondo fatto di mille prodotti anche sbagliati, e di mille idee anche sbagliate, è obbligatorio per tutti mettere il naso nella scienza dell’alimentazione e nella scienza della salute.

IMPARARE I BUONI PRINCIPI GENERALI E DISINTERESSARSI DEI DETTAGLI

Non serve prendere una laurea in medicina. Anzi quella ci porterebbe probabilmente ancora più fuori strada. Serve darsi un corso rapido sui punti essenziali, senza imparare mai niente a memoria.
Mettendo in discussione ogni cosa, ma arrivando ad alcuni punti base fondamentali, dove si riesca a capire le sostanze buone e quelle cattive, le scelte buone e quelle sbagliate.
Segui alcuni buoni principi di base, e tutto il resto sono dettagli insignificanti, usava dire Napoleone.
Ovvio che le scelte non si fanno a occhi bendati.
Occorre aprire bene gli occhi, il cuore, la mente e lo spirito.

I PUNTI BASE DELLA DOTTRINA IGIENISTICA

L’alternativa igienistica è quella che non va a toccare i sintomi, quella che non accetta farmaci e bisturi (se non in casi davvero gravi ed eccezionali, o per inevitabili emergenze), quella che vede nei batteri e nei virus amici e coabitanti, e non orribili mostri da napalmizzare, quella che offre soluzioni comportamentali e nutritive capaci di modificare la situazione e di fare la strada a ritroso verso uno stabile recupero, privo di effetti collaterali.

È D’OBBLIGO UNA NETTA SCELTA DI CAMPO

Si tratta quindi di fare una scelta di campo. L’igienismo non è un tocco in più.
Non è una toppa riparatoria ai guasti della medicina. L’igienismo è un’alternativa netta e totale.
Se scegli l’igienismo devi dimenticarti il medico. Se scegli il medico lascia perdere l’igienista.
Il problema è che l’igienismo non ha ospedali e non ha strutture, ed in più, le poche cliniche private a disposizione, costano un occhio della testa, obbietta la critica.

IL RECUPERO, IL RIPRISTINO-SALUTE, SONO POSSIBILI ALL’INTERNO DELLA PROPRIA ABITAZIONE, MENTRE LE SOLE STRUTTURE OSPEDALIERE INDISPENSABILI SONO QUELLE DEL PRONTO SOCCORSO

Tutto vero. Ma, se andiamo a riflettere un po’, ci rendiamo conto che l’igienismo, non avendo a che fare con bisturi e farmaci, con cure antibatteriche e antivirali, mette tutto sul piano dell’esercizio, della respirazione, del sole, dell’acqua, dell’alimento vivo, della buona digestione e del riposo.
E ci rendiamo conto che l’unica mossa di tipo curativo e di emergenza dell’igienismo è il digiuno ad acqua distillata, dove la propria camera da letto diventa la sala operatoria e l’acqua in damigiana diventa il bisturi dissolutore dei veleni induriti ed incancreniti.
Ecco allora che non ci sono più scuse.
Ecco allora che, stando a casa, seguendo istruzioni coerenti e costruttive, si riesce a preservare la propria integrità fisica e a guarire in scioltezza.

I NEMICI DELL’IGIENISMO NON SONO SEMPRE E NECESSARIAMENTE I MEDICI

È per questo che chiedo di leggere con attenzione le mie tesine, se si bazzica la strada igienistica.
Non chiedo questo in polemica con niente e con nessuno.
Trattasi di fare chiarezza ideologica e metodologica. Ho la fortuna e il privilegio di essere in contatto amichevole ed anche fraterno con medici di alto lignaggio e di lunga esperienza.
E scopro che sempre più, sotto sotto, non sono loro i veri avversari dell’igienismo.
Non è casuale che nella storia dell’igienismo ci sia un’abbondante componente di medici straordinari.
Noi igienisti dobbiamo molto alla parte sana della medicina, che esite, che rispettiamo e non dimentichiamo.

STILI DI VITA INVETERATI E INDUSTRIE INSEDIATE NELLA STANZA DEI BOTTONI

I nemici veri sono gli stili di vita inveterati e le scelte alimentari standardizzate della massa, supportate ed esaltate da industrie che hanno occupato le sale dei bottoni e che non intendono mollare l’osso.
I medici stanno oggi schierati con Big Pharma, questo è vero, ma lo fanno per una semplice questione di sopravvivenza economica, professionale, esistenziale.
Non è facile spretarsi, riciclarsi, farsi espellere dall’ordine e perdere i privilegi, nell’odierna società dell’homo-mangia-homo, dell’homo homini lupus.

TESINE DA LEGGERE

UNA BRUTTA BESTIA CHIAMATA ACIDO URICO

L’acido urico è una brutta bestia per il corpo umano.
Non così invece per quello dei cani e dei gatti, dotati di sangue acido sotto il livello 7.00 di pH (potenziale hidrogenium), che è il punto neutro della scala acido-alcalina che va dallo 0, punto di massima acidità al 14 punto di massima alcalinità.
È una brutta bestia perché l’uomo deve stare assolutamente tra 7.30 e 7.50, perché quella è la formula alcalina del suo sangue fruttariano, per cui una caduta fuori dal range significherebbe morte immediata per incapacità elettrochimica reattiva e blocco di tutti i miliardi di micro-reazioni biochimiche che avvengono nell’organismo a getto continuo.
È una brutta bestia perché, come se non bastasse quanto appena detto, l’uomo è fruttariano a tal punto che non esiste nel suo corpo alcun enzima uricasi, per la demolizione dell’acido urico, mentre negli animali onnivori ce n’è in abbondanza.

DEFINIRE L’UOMO ONNIVORO O INVECE FRUTTARIANO FA UNA GROSSA DIFFERENZA

Tutte le maggiori disgrazie dell’umanità contemporanea vertono su questo qui-pro-quo, su questa incomprensione generalizzata ed istituzionalizzata, su una manciata di idee balorde e disorientanti della medicina e del nutrizionismo medico di regime.
La prima cosa che insegnano ad anatomia è che l’uomo è un animale onnivoro.
Quando si taglia e si seziona un cadavere, alcune cose si capiscono ed altre no.
Se la medicina fosse più intelligente e più in buona fede, capirebbe già dall’inizio che l’uomo non è onnivoro ma fruttariano.

NON C’È PEGGIOR CIECO DI CHI NON VUOLE VEDERE

Un intestino lunghissimo (non corto e tozzo), spugnoso (e non liscio), contorto e a gomiti con discese e risalite (e non un semplice tubo verticale), dovrebbe far capire subito che non ci sono dubbi, e che siamo di fronte a un emerito consumatore di frutti facili da digerire e da espellere in un baleno, nel giro di mezz’ora o di un paio di ore al massimo.
Non cogliendo già questa macroscopica evidenza, figurati se i medici vanno poi a capire i segnali più complessi e sofisticati.
Figurati se vanno ad avventurarsi sull’acidificazione e sull’acido urico!
Come farebbero poi a mandare giù tazzine di caffè in continuazione?

I MEDICI HANNO ALTRO A CUI PENSARE

Fatto sta, la questione che il sangue umano sia alcalino e non acido, e che non esista uricasi nel corpo umano, ai medici non dice proprio niente.
Non lo sanno nemmeno. Robe da chimico e da biochimico!
Loro hanno altro a cui pensare. Devono pensare alla malattia. Anzi non alla malattia, ma alla patologia specifica che essi trattano. L’endocrinologo pensa alla tiroide e il gastroenterologo alla rettocolite ulcerosa, e la loro testa è già stracolma di mille nomi strani di farmaci e di controfarmaci, figurati se c’è tempo di parlare di altre baggianate. Al limite, se avanza tempo, si parla di fica, di Inter, Juventus e Sampdoria. Questo è l’aspetto allocco e scoraggiante della medicina.

METTER DENTRO È ULTRAFACILE, MANDAR FUORI È PAZZESCAMENTE DIFFICILE

Tuo padre è stracarico di albumine (residui proteici) provenienti da carni, pesce, uova, formaggio, legumi secchi, caffè, alcol, cacao.
L’acido urico di questi micidiali alimenti entra nel corpo con una facilità irrisoria.
Per bere un caffè basta entrare in un bar.
Non ti sei nemmeno seduto che hai la tazzina bella e pronta sul tavolo.
Mandare fuori l’acido urico che sta in quel caffè, richiederà energie e consumi enzimatici 1000 e più volte superiori del portare alla bocca e deglutire tale sostanza.
Stesso discorso per le carni, per i prosciutti e le mortadelle, che contengono quantità industriali di acido urico, e per i formaggi.
Stessa cosa e ancora di più per i crostacei e i pesci, per le lumache e per le rane, per gli scorpioni e i formiconi.

GLI EFFETTI DISASTRANTI DELL’ACIDO URICO E GLI STRUMENTI DI CONTRASTO DELLA MEDICINA

Gli effetti dell’acido urico nel corpo umano?
Arteriosclerosi, angina pectoris, epilessia, apoplessia, malattie renali ed epatiche, malattia alla prostata e alla vescica, cancrene, reumatismo, gotta e artrite.
Hai parlato di zyuloric e di indole. Altri parleranno di colchicine, di allopurinol, di nimosulide.
Tutte sostanze infide e apparentemente amiche.
Tutte sostanze utili a mascherare i sintomi e a eterizzare i problemi, aggravandoli ed ampliandoli sempre di più, a renderli cronici ed inguaribili.

IL SANGUE DENSO E L’EPARINA ALL’ORIZZONTE

Il problema di un gottoso è il sangue denso e pesante, viscosizzato e bidodicizzato.
Un sangue che fa una fatica boia a circolare, sottoponendo l’intero sistema vascolare a uno stress enorme.
Strano che i medici non abbiano ancora parlato di eparina di maiale.
Stanne pure certa che ce l’hanno già in programma.
I rubinetti dell’acqua degli ospedali potrebbero anche fermarsi.
Ma quelli dell’eparina, di provenienza Pfizer, mai e poi mai.

ESISTE IL MODO DI SALVARE TUO PADRE. ESISTE AL CENTO PER CENTO.

Vuoi salvare tuo padre? Non serve che veniate da me.
Non potrei fare niente di concreto e niente di più di quanto già sto facendo in questo momento.
Non ho sostanze speciali da prescrivere o sale operatorie da allestire.
Tutto il mio bisturi e tutti i miei medicinali stanno in questo foglio che stai leggendo.

LA GUARIGIONE STA DENTRO DI LUI, NON FUORI DI LUI

Devi metterti in testa che non c’è nessuno, in nessuna parte del mondo o dell’universo, capace di donarti la guarigione.
La sua guarigione è possibile soltanto se verrà cercata all’interno di se stesso, all’interno dei suoi meccanismi autoguaritivi denominati per semplicità sistema immunitario.

TRONCARE COI FARMACI E PARTIRE CON UN DIGIUNO TOTALE

In pratica, troncatura immediata di ogni farmaco.
Quattro giorni di riposo fisiologico totale, e digiuno completo ad acqua distillata o leggera (a volontà).
Ad ogni morso di fame, giù un bicchiere o due di acqua.
Dovrà essere da te assistito, perchè ci saranno, nel secondo e terzo giorno, preziose ma fastidiose crisi eliminative, e dovranno essere superate in scioltezza.
Dopodichè, dieta fruttariana per una settimana, al termine della quale adotterà la sua nuova dieta stabile per la vita: una dieta leggera con marcata prevalenza di frutta, una dieta crudista ai massimi livelli.
Agrumi sempre in primo piano, visto che l’amica numero uno dei gottosi è proprio l’arancia.

LA DIETA PER IL RECUPERO TOTALE E PER IL MANTENIMENTO DELLA SALUTE

Tre colazioni sazianti di frutta di mattina (7-9-11) e due merende pomeridiane di frutta (16-18), rese possibili dal fatto che la frutta (esclusa la banana) si digerisce in mezz’ora di tempo.
A giorni alterni sarà possibile sostituire una delle colazioni mattiniere con crema di avena e semini pestellati, o con pop-corn e fichi o pop-corn e banane (a scopo mantenimento peso o aumento peso).
O con centrifugato di carote, sedano, rape, ananas, topinambur, patate e patate dolci.
Pranzo e cena leggeri in fotocopia alle 13 e alle 19, con primo piatto abbondante e obbligatorio di insalatina, ravanelli, germogli, rucola e avocado, seguito da secondo piatto a scelta tra patate e zucche e legumi, o cereali integrali tipo miglio o riso nero o farro, o pasta integrale alle verdure, o pizzetta vegan sottile alle verdure, terminando il tutto con una manciata di noci, pinoli, mandorle.

A PIEDI DA MILANO A UDINE

Se servirà un altro digiuno dopo uno o due mesi, si potrà fare.
In ogni caso, nel mese di settembre, niente carrello spesa al supermarket, ma una decina di cassette di uva da vino. Non per vinificare, ma per la cura dell’uva fatta in casa, mangiando acini e niente altro che acini. Una settimana a base di uva, meglio se masticando con pazienza semini e bucce.
Seconda settimana uva e fichi. Terza settimana uva, fichi e mele.
E poi riprendere normalmente con la solita dieta stabile vegana.
A quel punto potrà venire a ringraziarmi anche di persona, anche a piedi volendo, da Milano a Udine.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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