LE STAMINALI E LA BANDIERA A BALLE E STRISCE

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Festeggiamenti della scienza americana che esce dal Medioevo di George W. Bush

Da San Diego a Boston, gli scienziati americani (o meglio gli ambienti scientifici statunitensi più sensibili alla dolce e suadente musica dei finanziamenti statali) hanno festeggiato e plaudito quando il presidente Obama ha firmato l’epico documento che apre la strada al rubinetto dei fondi federali per le ricerche sulle cellule staminali derivate da embrioni umani, ridando così il giusto ruolo di priorità nazionale alla ricerca scientifica americana, elevandola di nuovo ai livelli che da sempre le competono, dopo  l’oscuro Medioevo  autoimposto alla nazione da George W. Bush che nel 2001 aveva bloccato tutto per motivazioni morali.

Secondo questa particolare categoria di scienziati, le restrizioni di Bush avrebbero impedito e compromesso il progresso scientifico dell’America e del mondo.

Avrebbero cioè ritardato la scoperta dei segreti che porteranno all’obiettivo storico e strategico della medicina mondiale, che è quello di trovare finalmente le cure definitive e risolventi delle malattie definite oggi incurabili, come il diabete, il Parkinson, l’Alzheimer, l’infarto e il cancro.

Una sbornia generale dimenticando un piccolo dettaglio, e cioè che la natura non si presta a correzioni e stravolgimenti

Solo che in questa sbornia generale del circolo presidenziale degli illusi e dei presuntuosi, dei neo-padroni delle sorti del globo, si sono fatti i conti senza l’oste Madre Natura, e si è dimenticato un modesto e piccolo particolare.

Si è dimenticato infatti che le citate malattie non sono incurabili perché mancano le cure adatte, ma sono incurabili per sempre ed in via definitiva perché la natura le ha concepite così, come logica reazione a ben precisi e circostanziati comportamenti umani, a ben determinate indiscrezioni e scelte nutrizionali.

Eliminare il cancro può essere sinonimo di eliminare la febbre, o di eliminare l’acidificazione del sangue, o di eliminare la malattia stessa come concetto.

In effetti ognuna delle cose appena citate si può già eliminare senza spendere un solo dollaro, senza scomodare ricercatori, senza coinvolgere i laboratori e le super-università.

Basta evitare le strade note e stranote che portano all’acidificazione, all’infiammazione, alla costipazione, alle putrefazioni intestinali.

Basta che l’uomo si comporti da uomo e tutti i problemi sul tappeto svaniscono automaticamente.

Nel pazzoide conclave presidenziale americano invece, si è lanciata una sfida senza precedenti.

Si vogliono sconfiggere le malattie mantenendo nel contempo lo status-quo dei comportamenti assurdi.

Mangiare e bere di tutto, e vivere senza malattie, grazie alle miracolose cure staminali.

Annunci trionfalistici che fanno impietosire

L’Obama che fa annunci roboanti e trionfalistici ad uso e consumo dei suoi cani ammaestrati che se lo coccolano, lo osannano e lo incensano come fosse il nuovo superpotente Messia di razza afro-americana, in grado di sconfiggere tutte le disgrazie psicofisiche della nazione, più che convincere fa solo impietosire.

Può al massimo affascinare e conquistare i creduloni, i superflui e gli allocchi, oltre che i troppi corrotti che lo attorniano e se lo tengono ben stretto, come fosse un totem magico o uno sciamano vincente, capace di esorcizzare gli spiriti del male e i demoni che stanno facendo vacillare paurosamente la potenza americana.

Le promesse di marinaio o di ex-cestista per un nuovo Rinascimento

L’Obama che lancia proclami ai suoi pretesi scienziati e al mondo intero, ai suoi nuovi apostoli che brindano alla nuova era e al nuovo Rinascimento d’America, è ancor meno convincente di quello stesso Obama che promette agli americani cure risolventi e definitive contro la crisi finanziaria mondiale che la stessa America (e in particolare gli stessi gruppi di supporto democratico manovrati dai Clinton e dai Soros) ha innescato mediante infami giochi macro-speculativi pianificati nell’ombra, e completati con gravissime interferenze politiche dei suoi giocattoli Fondo Monetario e Banca Mondiale.

Nessuno al mondo dimentica la follia clinton-sorosiana del 1997, ovvero la madre di tutte le crisi

Ci sono in questo momento intere popolazioni, centinaia di milioni di persone di paesi come l’Indonesia, la Thailandia, le Filippine, e la stessa Korea del Sud, che non hanno dimenticato la sciagura del Luglio 1997, l’accoltellamento proditorio e alla spalle dell’economia asiatica che marciava a pieno ritmo e trainava il mondo intero.

Presidente degli USA era un certo Billy Clinton. Alla Casa Bianca e nelle sale segrete della CIA entrava e usciva con perentoria e sospetta intensità un certo George Soros. Si stavano studiando e disegnando a tavolino i piani per far saltare dall’oggi al domani le economie portanti delle cosiddette Tigri Asiatiche.

La svalutazione della valuta Thailandese, che per 30 anni era stata fissata su una parità inalterabile di 25 Baht per 1 Us$, venne considerata dalla malefica coppia Clinton-Soros il grimaldello per scassinare in modo violento e drammatico le banche e le economie di metà Asia.

Troppo bravi davvero Clinton e Soros nel gioco del Prenditutto

Il gioco riuscì alla perfezione. Lo scopo era quello di impoverire e svalutare drasticamente questi paesi per poi venire a patti con essi, imponendo loro direttive finanziarie di comodo, ed assorbendo alcune industrie chiave a prezzi svalutati.

Oggi ci sono a Bangkok e a Pattaya molti uffici promozionali-vendita di proprietà immobiliari e di nuovi grattacieli e alberghi, che la speculazione sorosiana ha arraffato negli ultimi anni a prezzi di liquidazione e che oggi vengono riproposti a prezzi quasi europei ai turisti che arrivano da queste parti.

Non è casuale che le aziende immobiliari in questione parlino tutte la lingua di Tel Aviv.

Si potrebbe dire bravo a Soros per la sua infinita abilità politico-speculativa nelle giocate che contano.

Ma, da queste parti, il George Soros può venirci oggi  solo con falso passaporto e con barba e baffi posticci, perché se qualcuno lo riconosce può solo finir male per lui.

E la stessa cosa gli accadrebbe in Brasile e soprattutto in Argentina, dove l’effetto-domino delle sue speculazioni sul Baht portò a effetti ancor più devastanti.

Se distruggi e metti alla fame un intero paese, non puoi pretendere che assorba poi le tue merci
 

Senza dimenticare poi le migliaia di piccole ed operose industrie italiane ed europee che avevano fiorenti scambi con l’Asia, ovvero col continente più giovane e sano, col continente più in rapida e costante salita del pianeta, e che sono state decapitate improvvisamente della loro intera potenzialità esportativa.

Ma i guai grossi, questi due fanfaroni, li hanno causati anche alla stessa America.

La crisi valutaria del 1997 era stata ideata in funzione anti-europea ed anti-asiatica, ma alla fine nessuno ne ha guadagnato.

Le commesse aeree delle compagnie di bandiera asiatica subirono un crollo vertiginoso proprio dal 1997 in poi, mentre l’export delle aziende americane che puntava a sostituirsi al  made in Europe non trasse alcun beneficio.

Se distruggi un paese non puoi pretendere poi che venga a comprare facilmente anche le tue merci.

Eppure questo era l’esatto ragionamento dell’America.

La madre di tutte le crisi mondiali dell’ultimo decennio, incluso i disastri delle Torri Gemelle, inclusi i peggioramenti delle varie crisi mediorientali, inclusa la guerra in Iraq, incluse le crisi petrolifere, inclusa la presente caduta verticale della fiducia nelle borse e nelle banche, resta la demenziale politica clinton-sorosiana del 1997 e dintorni.

Far precipitare la fiducia è un atto politico irresponsabile e criminale

Non viviamo più in regime di Gold Standard.

Viviamo in un mondo dove gli stati stampano moneta e titoli di credito sulla pura base della fiducia, e dove le grosse banche stampano titoli ed obbligazioni sulla pura base della fiducia.

Ma, se la fiducia cade, finiamo tutti nell’immondizia, finiamo nella merda fino al collo ed anche oltre.

Se la moneta mondiale si depaupera e viene fatta calare ad arte per anni di seguito, essa rovina e impoverisce chiunque la tesaurizza come moneta sicura, cade il sistema della fiducia e torniamo tutti al sano baratto dei tempi andati.

Dick Fuld, artefice della crisi dei subprime che ha portato al fallimento della Lehman Brothers, e Bernard Madoff, autore del colossale schema Ponzi che ha travolto investitori di ogni parte del mondo, non sono affatto degli insospettabili delinquenti che hanno sorpreso e tradito i loro clienti e il loro paese.

Il primo venne eletto a Londra nel 2003 migliore banchiere dell’anno del mondo intero, da un comitato internazionale di economisti.

Il secondo, più che irresponsabile finanziere da strapazzo, è stato per anni presidente del Nasdaq, ovvero dei titoli più tecnologici e reputati d’America.

Essi sono il simbolo vero e autentico del sistema finanziario americano.

Sono caduti in disgrazia solo perché gli è venuto a mancare l’appoggio politico.

Una politica basata sui fatti e non sulle ideologie

Tornando a Obama, sulle ali della cagnara e degli hurrà dei suoi accoliti, ha spazzato via con una smorfia di disprezzo le briciole e gli ingombranti residui della tavolata Bush, scandendo enfaticamente che 

La nuova  politica scientifica americana sarà basata da oggi in poi sui fatti, e non sulla ideologia.

Chiaro che, per lui e per i suoi supporter, i fatti sono le cellule staminali e i soldi stanziati per la ricerca sulle medesime, mentre l’ideologia è la prudenza e le riserve di carattere morale adottate dalla presidenza Bush nella legge del 2001 con cui si bloccavano i fondi pubblici alle ricerche nel settore delle staminali.

Una decisione non inattesa e non priva di una sua logica

Questa decisione di Obama non ha colto di sopresa gli osservatori. Era un provvedimento atteso ed anche preannunciato ancora durante la campagna elettorale.

Non si tratta nemmeno di una azione avventata e priva di una certa logica, dato che gli ambienti scientifici mondiali, e quelli americani in particolare, chiedono da sempre massima libertà di ricerca in tutte le direzioni (morali e non), e tanti fondi statali per sovvenzionarla, perché senza il grano non si va lontano.

Tanto più che in diversi paesi avanzati, incluso ad esempio Giappone ed Inghilterra, per non citare la stessa Cina, leggi o non leggi, fondi o non fondi, molti ricercatori si stanno già dando da fare nell’ombra e senza tanti clamori, ripetendo un po’ le stesse sperimentazioni proibite o ai margini della legalità e della morale, che si fecero ad esempio con le prime pecorelle clonate.

I modi tracotanti, autorevoli e ruggenti di un presidente in fase di decollo

Quello che ha invece impressionato, disturbato ed irritato, è stato il modo tracotante con cui Obama ha presentato alla comunità americana e mondiale questo suo controverso decreto.

Era una buona occasione questa per dare una dimostrazione di maturità, di saggezza, di prudenza, di saper occupare la sua nuova alta carica con dignità ed equidistanza.

Avrebbe potuto benissimo firmare la legge in questione di soppiatto, in modo discreto e senza troppa enfasi.

Ha scelto invece la via della rappresentazione teatrale, in mezzo a una cerchia ben selezionata di scienziati compiacenti e tra una platea acritica e pronta a tributargli applausi ed ovazioni a getto continuo.

Nessuno tra quel pubblico ha tentato di tirargli una scarpa e richiamarlo alla ragione, come avvenuto per il reietto e disgraziato suo predecessore Bush.

E Obama, deus ex-machina in tale palco, ha calato il suo asso di cuori e soprattutto quello di danari, ha piazzato il suo annuncio tanto atteso, scandito con la sua solita maestria di grande oratore, dal piglio autorevole di un presidente in fase di decollo. Di un presidente alle prese con un mandato eccezionale, con una impresa storica e memorabile che aprirà la strada a un futuro fulgido e sereno dove si guarderà indietro senza rammarichi e nostalgie all’era pre-Obama, all’era delle malattie ex-incurabili.

Cittadini sofferenti mentre c’è una scienza avanzata che scalpita

Obama ha citato i drammi umani attuali di tanti cittadini costretti a vivere male e a morire peggio, afflitti da diabete e obesità, cardiopatie e cancro, costretti a subire cure obsolete che non curano, mentre c’è una scienza che scalpita in attesa di fare nuovi eccezionali passi in avanti grazie al prelevamento di embrioni dalle cellule staminali umane, ed alla ricostruzione ex-novo di autentici pezzi di ricambio da usarsi finalmente in sostituzione di quelli guastati e resi ormai inservibili.

Si è dato così le arie di un presidente-scienziato e di un presidente-illuminato il quale, calatosi senza imbarazzo nel ruolo, stura una legge epocale, non solo per lo specifico settore delle staminali, ma in favore di una liberalizzazione a 360 gradi della ricerca scientifica, a vantaggio della popolazione americana e di quella del mondo intero.

Gli strombazzati miracoli della medicina moderna

Anche perché – sono parole sue – the medical miracles do not happen suddenly by case or by accident 

(i miracoli non accadono improvvisamente a caso).

A quali miracoli medici si riferisse mai Obama non lo abbiamo ancora capito.

Già crediamo poco ai miracoli di Gesù, figurarsi se possiamo credere ai suoi, o peggio ancora a quelli della medicina moderna.

Medicina moderna che non può in alcun modo giocare alla parte di eroina trascurata e messa al minimo di stipendio, come si evince dal suo discorso.

Essa ha avuto da sempre, ed ha tuttora, tutte le leggi a suo favore e vantaggio.

Al pari di un insaziabile buco nero, essa ha fagocitato dovunque spropositati stanziamenti statali da un secolo a questa parte per sconfiggere il cancro, senza riuscire a capire e risolvere nel frattempo nemmeno i meccanismi del semplice raffreddore.

La scienza americana ha oggi un nome e cognome ben preciso: quello del prof Peter Duesberg

Se Obama intendeva fare riferimento alla scoperta ed alla classificazione completa del genoma umano, da parte del grande e trasparente scienziato americano Peter Duesberg, primo al mondo ad aver isolato un gene del cancro, possiamo senz’altro annuire ed essere d’accordo.

Solo che Duesberg non appartiene alla medicina ma alla microbiologia, ed è infatti docente di biologia  molecolare e cellulare alla Berkeley University of California, ed in più, nota assai interessante e pepata, è stato in questi ultimi 10 anni non solo estromesso a tavolino dalla corsa al Nobel per i suoi rilevantissimi studi, ma ha subito pure l’affronto del boicottamento e del taglio netto di ogni supporto federale, essendosi messo a capo della cordata anti-Aids, anti-Hiv, anti-CDC, anti-Clinton-Soros e anti-Bill Gates.

L’imbarazzo e la prurigine di una Casa Bianca coinvolta pesantemente con monatti, untori e gabellieri dell’Aids

Duesberg è diventato scomodissimo capofila di un movimento scientifico americano e mondiale dissidente,

di un movimento composto non da quattro scienziati strambi e sbandati, ma dal blocco granitico dei 700 maggiori esponenti e docenti di microbiologia degli USA, ovvero da una fetta maggioritaria della scienza ufficiale del paese.

Una cosa incredibile, paradossale, fuori da ogni logica.

Dici Duesberg e ti viene in testa questo movimento scientifico che crea imbarazzo e prurigine infinita alla Casa Bianca, coinvolta mani e piedi grazie ai Clinton nel carrozzone americano dei monatti, degli untori e dei gabellieri dell’Aids, e con la scandalosa assegnazione del Nobel 2008 per la Medicina al neo-pasteuriano francese Luc Montagnier, in cambio e in mossa strategica anticipata per l’assegnazione garatita  del Nobel 2009 al neo-pasteuriano americano Robert Gallo (co-scopritore di un virus Hiv e di una malattia Aids che esistono solo nella mente fantasiosa e bacata degli stessi Montagnier e Gallo, dei loro seguaci e dei loro ipnotizzati).

Per capire meglio i termini del problema, basta prendere in mano i libri di Duesberg.

Con una singola frase, il professore di Berkeley qualifica, sbeffeggia e mette impietosamente a nudo non solo la mediocre coppia Gallo-Montagnier, ma pure le inconsistenze, le malefatte, gli imbrogli e le nefandezze che stanno dietro a tutta la storia dell’Aids,  ridicolizzando nel contempo l’intero apparato culturale-scientifico-governativo degli Usa:

Gallo ha co-scoperto del 1984 il virus che Montagnier aveva co-scoperto nel 1983, ed entrambi si sforzano di co-credere che quel virus è la causa dell’Aids. Essi sono come due madame che si accusano vicendevolmente di aver rubato un diamante falso.

Esaltare le cure staminali significa diseducare il mondo

Viviamo in un mondo iper-medicalizzato e diseducativo. Un mondo che anziché insegnarti a stare in salute ti dà precise impostazioni affinchè tu viva in condizioni di malattia. Un mondo per malati da curarsi con farmaci e medicinali, vaccini e integratori, antivirali e vitamine sintetiche.

Esaltare la tecnologia delle staminali come fosse una panacea risolutrice di tutti i mali significa diffondere ulteriormente nel mondo il concetto medievale e pasteuriano che la malattia, più che meccanismo logico e potenzialmente amico, è una stramberia assurda e casuale da respingere e sgominare.

Significa demonizzare i virus, i germi, le zanzare, i contatti con le cose e gli animali, i rapporti con le persone, tutte assurdità demenziali per le quali la popolazione è già troppo sofferente.

Significa non considerare che, in condizioni normali e non di emergenza, il corpo umano è un  germ-killing apparatus, una autentica apparecchiatura battericida, una macchina dotata di impenetrabili corazze protettive biochimiche ed immunitarie a strati, alla sola e precisa condizione di fare scelte comportamentali corrette e compatibili, e scelte nutrizionali il più vicine possibili alla sua natura di essere vegano-crudista.

Significa ignorare la storica frase che  Il microbo è niente ed il terreno umano è tutto, che tutti i batteriologi e i virologi di oggi e di ieri (incluso il medesimo Pasteur) sottoscrivono.

Significa ignorare Ippocrate e il suo  La Natura è sovrana medicatrice dei mali.

Significa non aver ancora compreso che la malattia non da incidente, per quanto fastidiosa essa possa essere, è strumento indispensabile di guarigione e di ripristino-salute, a condizione di non contrastarla con indiscrezioni farmacologiche ed invasività terapeutiche, e a condizione di far tesoro del passato allarme (della spia rossa accesa), e di volere fortissimamente la salute.

Le cose non modificabili e non migliorabili della natura

Ci sono alcuni dati che nella vita non si possono modificare, caro presidente Obama.

Se le banane sono sempre curve e mai dritte, è perché il casco su cui crescono le fa sviluppare in quella particolare maniera.

Se i cani hanno le gambe storte, è la natura che li ha fatti in quel modo.

Se le femmine portano normalmente il seno e i maschi no, non ti puoi opporre.

Se ti sei comportato male intossicandoti sistematicamente venti volte al giorno per mesi e per anni, e la natura ti punisce con una precisa e circostanziata malattia che va a colpire i tuoi lati geneticamente più deboli, non serve cercare terapie supertecnologiche miracolose.

Occorre solo imparare dai propri errori e non ripeterli più.

Questo è insegnare le cose correttamente.

Questo è non diseducare e non disorientare un mondo già di per sé troppo diseducato e disorientato.

L’ignoranza dei fatti non è scusabile a certi livelli

Chiaro che non possiamo imputare al giovane Obama la colpa di non aver incluso tra i suoi plaudenti scienziati il controverso Peter Duesberg.

Sarebbe stato come invitare alla Casa Bianca la pecora nera che, con uno stridente Buuh fuori dal coro, mette in crisi le pecorelle bianche che fanno  Beeh a comando.

Non glielo avrebbero nemmeno concesso.

Ma Obama, a parte le facili apparenze, ne salta fuori davvero male.

O ignora tutto, e l’ignoranza ai suoi livelli non è scusabile, oppure sa invece tutto e ha deciso per opportunismo di prestarsi al teatrino dei buffi e dei furbastri, inscenato indecorosamente alla Casa Bianca.

Poteva benissimo risparmiare a se stesso, e al mondo che lo guarda con grandi speranze, lo sconcio spettacolo teletrasmesso in diretta mondiale l’8 marzo scorso.

 

La fine di Francesco Ferrucci e il capro espiatorio George W. Bush

Nella storica battaglia della Gavinana (1530), il capitano dei fiorentini Francesco Ferrucci era appena caduto sanguinante a terra. Contro l’aguzzino Fabrizio Maramaldo che gli stava dando il colpo di grazia con la spada, ebbe la forza di gridargli  Vile, tu uccidi un uomo morto.

In questi tempi, carichi di drammi e di miserie, è diventato di moda sparare sui perdenti, imputando loro tutte le possibili scelleratezze, come se le calamità americane e mondiali dei nostri giorni portassero la firma di George W. Bush, come se la crisi economico-finanziaria fosse nata ieri e non nel 1997, come abbiamo appena visto, quando le macro-speculazioni valutarie clinton-sorosiane cambiarono il corso della storia e mandarono gambe all’aria le Tigri Asiatiche, causando un effetto domino di proporzioni apocalittiche, i cui effetti non si sono mai chetati o riparati (vedi anche miei precedenti articoli  Barack Jesus Obama: e chi non peccherebbe, e George W. Soros, presidente degli USA, dell’Aids e della B12).

Non intendiamo santificare Bush, che santo di sicuro non è, anche se la sua legge contro le ricerche sulle staminali del 2001 fu probabilmente atto di lungimiranza, e non di arretratezza politica.

Ma trasformare l’ex-presidente in capro espiatorio di tutti i disastri odierni non è semplicemente ingeneroso, ma è opera di cinismo e di viltà, oltre che di sovvertimento della realtà oggettiva dei fatti.

Un neo-presidente già preda delle lobbies medico-farmaceutiche-alimentari

Diciamo pure che la nuova era Obama è cominciata nel peggiore dei modi, per cui c’è da attendersi altre uscite sconfortanti.

Il nuovo uomo di Washington ha sì dato ulteriore dimostrazione di tecnica oratoria alla John Kennedy, dando sfoggio della sua dizione, dei suoi timbri vocali anche troppo profondi su un viso da giovanotto costretto ad assumere espressioni supermature e superadulte.

Ma l’arte del dire e l’estetica della dizione non sempre significano trasparenza e logica del contenuto, e finiscono persino per stonare e divenire fattore di disturbo e di detrimento, quanto più è autorevole, rassicurante e profondo è il tono e l’enfasi che si danno alle proprie parole.

Più che un presidente sicuro e padrone della situazione, ci è parso un soggetto politicamente ingenuo ed immaturo, preda totale delle lobbies  e dei tanti sciacalli che gli gravitano attorno.

Obama 2009 uguale a Nixon 1971

In termini concreti, Obama si è fatto mettere nel sacco da quel settore medico-farmaceutico americano che da un secolo a questa parte bussa costantemente alle casse federali per ottenere più fondi al fine di risolvere problemi che non si possono e non si devono risolvere.

Non possiamo fare a meno di paragonare questa sceneggiata Obamiana dell’8 marzo 2009 alla penosa performance che diede Richard Nixon nel 1971, dichiarando all’America e al mondo intero  la Guerra al Cancro, da vincersi senza esitazioni entro una decina di anni.

L’America, fino al suo mandato, non aveva mai perso una sola guerra. Nixon era ossessionato dalla possibilità di diventare il simbolo della prima sconfitta americana nella storia.

I Viet-Cong erano imprendibili, e per stanarli non esitò ad autorizzare l’uso dei defolianti e del Napalm.

Ma in Vietnam, l’America, già nel 1971 stava subendo in continuazione.

A conti ultimati, al trattato di pace del 1976 (Nixon era morto nel frattempo, proprio di cancro, nel 1974), gli Stati Uniti piangevano 50 mila marines morti e 350 mila feriti, con un costo economico di 200 miliardi di dollari di allora.

Il Nixon del 71 tentava, con  la Guerra al Cancro, di fare opera di diversione psicologica e di esorcizzazione della disonorevole prima sconfitta militare che si stava delineando a tinte sempre più fosche.

Ma perse di brutto su entrambi i fronti.

Nel 1962, morivano in USA 277.000 persone/anno, mentre nel 1982 ne morivano già 434.000.

Le cose che intende oggi esorcizzare Obama sono tante e tutte drammatiche.

L’uscita dall’Iraq, il maggiore impegno in Afghanistan, le tensioni con l’Iran e la Korea del Nord, i disastri della crisi finanziaria, sono già materiale sufficiente per causare l’insonnia a qualsiasi presidente.

Stia attento a non fare come Nixon, a non diventare il presidente che annuncia grandi vittorie e colleziona sonore disfatte.

Nessuno ha insegnato ad Obama l’ABC della salute e della malattia?

E’ mai possibile che nessuno in America sia riuscito ancora ad insegnare a Barack una verità scientifica semplice, chiara e fondamentale? Ovvero che le malattie esistono nell’ordine naturale delle cose e non come fattore strano e capriccioso, incomprensibile ed assurdo?

E’ mai possibile che nessuno gli abbia detto che le malattie arrivano come corollario di un gioco sbagliato, perché qualcosa e qualcuno le ha causate e che dunque sono logica conseguenza del meccanismo causa-effetto?

Su Internet circola da più parti un articolo che pare ricevere apprezzamenti e consensi, dal titolo  Gli assurdi interventi sulla spia rossa.

Ebbene, il presidente americano, e tutti i medici-scienziati alle calcagna, come bravi segugi al soldo delle industrie farmaceutiche del futuro, stanno pianificando l’utilizzo di una enorme sventagliata di denaro pubblico per lanciare dei nuovi modelli di missili sofisticati in grado di colpire meglio la spia rossa  annientandone il funzionamento.

Un invito a fare un bagno purificatore di igienismo naturale

Non c’è proprio nulla che già non si sappia in questa direzione. Non c’è niente altro da cercare e da scoprire sull’infarto, sul diabete, sull’obesità, sul Parkinson, sull’Alzheimer e sul cancro, caro presidente Obama.

Datti una calmata e fatti un buon bagno purificatore di umiltà, prendendoti qualche buona lezione di igienismo naturale presso una qualsiasi delle numerose cliniche naturalistiche americane.

E, se vuoi davvero fare del bene, non ai malati incurabili di oggi e di domani (perché gli effetti eventuali delle cure staminali si potrebbero sentire tra 50 anni), ma a quelli di dopodomani, comincia ad informare le tue due bambine che mangiando hamburger e bevendo Coca-Cola, come pare stiano già facendo, non esistono al mondo cure ai disastri che esse stanno accumulando.

Un presidente degli USA non può mettersi a vendere ottone per oro nei tempi della e-information

Dire che con gli embrioni umani si apre la strada alla risoluzione del cancro e delle malattie incurabili è cosa gravissima.

E’ una clamorosa balla.

E’ un vendere ottone per oro e banda per argento.

Non si può sovvertire l’ordine del creato.

Dire agli americani  Continuate a vivere così, ad alimentarvi così, che noi qui con la scienza applicata alle staminali stiamo trovando la chiave di volta delle peggiori malattie, significa non solo illudere e gabbare la gente, non solo mantenere lo status quo della indegna persecuzione delle creature cosiddette  prive di anima e quindi da carne, ma anche diseducare l’intera popolazione che ti ascolta e crede in te.

Se davvero ti vuoi distinguere come missionario di salute e benessere, e non come esponente della malattia e della medicalizzazione, e non come paravento di immonde e farisaiche lobby farmaceutiche della Georgia e del New Jersey, insegna piuttosto ai tuoi concittadini a comportarsi meglio.

Anche perché, come disse Albert Einstein,  Quello che conta nella vita sono i fatti concreti, più che le belle parole.

Sei diventato presidente di un paese-guida, e il mondo ti sta osservando in ogni dettaglio.

Non perdere questa irripetibile occasione.

E’ giusto essere aperti al nuovo, ma non annunciando che il Sole si è messo a girare intorno alla Terra

Quanto alla ricerca in sé, tutti i paesi si stanno dando da fare, ed è giusto essere aperti al nuovo.

Non è escluso del tutto che qualche importante beneficio e qualche utilità importante possano derivare da queste ricerche.

Nuovi dettagli sul genoma umano si conosceranno.

Ma servono enormi dosi di realismo, di prudenza e di umiltà.

Soprattutto non si devono raccontare frottole, non si deve distribuire zizzania e regalare illusioni, e non si devono organizzare farse e sceneggiate sul tipo di quella che hai organizzato nei giorni scorsi, dove hai annunciato in pompa magna che il Sole potrà finalmente ruotare intorno alla Terra.

L’America è grande per merito di scienziati veri di ieri e di oggi, ma non per quelli che tieni a corte

Il tuo grande connazionale John Tilden, che evidentemente non conosci nemmeno, ha insegnato al mondo intero che esistono sette precisi e logici passi che portano per gradi dalla salute perfetta al cancro.

E’ una teoria documentata e condivisa, anche troppo realistica e veritiera. Nessuna ricerca, per quanto miliardaria e supertecnologica, potrà scalfire tale realtà o sostituirsi ad essa.

Ti stai rivelando inappuntabile nel parlare, ma resta per favore nel campo delle cose che conosci bene, come il basket, la diplomazia, le public relation e la politica.

Lascia l’argomento scienza e salute a chi lo conosce più a fondo, e fatti circondare di scienziati veri e di maggiore spessore, capaci di illuminarti davvero e non di spegnere anche le scarse candeline che stai dimostrando di possedere.

La sconfitta del diabete, del cancro e di tutte le malattie che vuoi citare, caro Obama, passa per la via obbligata di un radicale cambiamento degli stili di vita e della alimentazione della gente americana, e non certo atteraverso gli illusori escamotage degli interventi terapeutici.

Teniamo in grande rispetto la bandiera americana

A parte l’ignobile annientamento della grande civiltà degli Indiani d’America, e a parte la presente leadership americana nella macellazione, abbiamo un grande rispetto per la bandiera americana.

Siamo ben consci che essa ha avvolto milioni di giovani vite immolatesi in tante guerre giuste o sbagliate, di liberazione o di asservimento.

Tanto di cappello alle eroiche croci bianche che costellano cimiteri militari in ogni continente della terra.

Abbiamo assistito inebetiti e affranti alle trecento e oltre bare avvolte nel vessillo americano dopo i barbari attentati in Libano, e alle tante altre derivate dallo stillicidio di 3000 e oltre marines periti in Iraq, e a quelle degli oltre 300 vigili del fuoco scomparsi nella strage delle Torri Gemelle.

La bandiera a Strelle e Strisce ha aiutato il mondo intero a spazzare via tragiche esperienze nazi-fasciste e social-comuniste.

Ma fin quando quella stessa bandiera simboleggerà soprattutto i McDonalds, i Burger King, i Wendy, i KFC, gli Starbucks Coffee, i Basin’s Robbins, le Cole, la Pfizer, la Philip Morris e la Kraft Foods, la tua America non sarà mai in grado di emanciparsi e di saltar fuori dal tragico ghetto delle malattie incurabili.

La differenza tra un atto scientifico e un atto politico

Fin quando la tua America non tenterà con coraggio di reimparare a memoria la lezione degli Indiani Sioux e di Chiefe Seattle, per cui animali e uomini sono parte della stessa anima e devono rispettarsi a vicenda, non troverà mai pace e nemmeno sincera ammirazione dentro e fuori dei suoi confini.

Fin quando la tua bandiera resterà legata alle sconce fondazioni Aids ed alle elemosine miliardarie di William Clinton detto Billy, ed alle speculazioni dei Soros e dei Madoff (l’unico finora ad aver ammesso le sue colpe finendo in galera), sarà difficile per te risultare credibile agli occhi del mondo, raccogliere consenso e prestigio autentici e non di facciata, e centrare i tuoi obiettivi strategici nel settore salute.

Hai definito la tua nuova legge sulle staminali come un atto scientifico e non politico.

E’ vero semmai l’esatto contrario.

Gli scienziati, caro Obama, non si valutano sulla base dei loro titoli accademici, o peggio ancora sulla base aleatoria delle raccomandazioni di esperti schierati con le multinazionali del farmaco, degli integratori, del tabacco, del cibo cotto, del cibo crudele, delle bevande gassate, alcoliche e nervine, ma sulla base della loro provata trasparenza, e dal loro rigoroso distacco dagli interessi delle lobbies sanitarie ed alimentari.

La bandiera a Stelle e Strisce o quella a balle e strisce?

La tua America, caro Obama, ha insegnato al mondo che il latte è apportatore di buon calcio: è una balla.

La tua America ha insegnato al mondo che la bistecca di bisonte prima e quella di manzo poi è apportatrice di proteine nobili, di aminoacidi essenziali, di fantastica B12, e di tanta salute: è una balla.

La tua America ha insegnato al mondo che le bevande gassate apportano freschezza e vitalità: è una balla.

La tua America ha insegnato al mondo che le vitamine sintetiche e le vitamine naturali sono la stessa cosa, e che i minerali inorganici da confezione o quelli dei cibi cotti e morti, sono la stessa cosa: è una balla.

La tua America ha imposto al mondo una malattia inventata che non esiste, e ha preteso essere malattia virale infettiva trasmissibile per contatto sessuale (mentre le varie sindromi vere di immunodeficienza sono tipiche malattie multi-tossiche e non virali come lo scorbuto, la pellagra e il beri-beri): è una balla.

La tua America ha insegnato al mondo che il suo dollaro verde, su cui sta pure scritto In God we Trust, è una valuta affidabile che mantiene il suo valore (da 1€=1 Us$ del 2002 a 1€=1,5 Us$ di oggi): è una balla.

E ora tu pretendi di insegnare al mondo che cancro e infarto, Parkinson ed Alzheimer, osteoporosi e diabete, saranno risolti grazie alle tecniche staminali: niente altro che una ennesima balla.

Caro Obama, dicci dunque se la tua bandiera è quella onorata delle Stelle e Strisce oppure quella, assai più vile, delle Balle e Strisce.

Valdo Vaccaro

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